#fascisti — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #fascisti, aggregated by home.social.
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Gli attivisti che contestavano pacificamente la celebrazione dei criminali #fascisti della #RepubblicaSocialeItaliana sono stati identificati "attraverso la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza"
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/19/antifascisti-lecco-multe-protesta-notizie/8452855/
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solidarietà agli attivisti della #ReteAntifascistaDiLecco che in modo pacifico hanno contestato la celebrazione dei criminali #Fascisti della #RepubblicaSocialeItaliana e sono stati colpiti dalla #QuesturaDiLecco con multe fino a 16MILA euro:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/19/antifascisti-lecco-multe-protesta-notizie/8452855/
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Lo sfascio morale delle #ForzeDellOrdine in #Italia:
le questure proteggono i #SoldatiIDF durante il #Genocidio contro #Gaza
e
colpiscono attivisti pacifici che contestano pacificamente chi celebra i #Fascisti la #RepubblicaSocialeItaliana:https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/19/antifascisti-lecco-multe-protesta-notizie/8452855/
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se voti i #fascisti, questo ti ritrovi:vanno a chiedere la grazia per un #assassino condannato in via definitiva, non si muovono per #operai che muoiono quasi ogni giorno sul lavoro e per #cittadini con una #Sanità allo sfascio più completo. Ecco chi sono:
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EuleroB (@eulerob.bsky.social)
https://bsky.app/profile/eulerob.bsky.social/post/3moqde4rnsc2p
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Ma lo sapevate che le uniche persone che pensano che l'#antifascismo sia discriminatorio, divisivo, discutibile etc sono i #fascisti?
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Porre l'essere antifascista come condizione base per partecipare a un evento non è censura, è difesa della democrazia in un momento in cui i rigurgiti #fascisti sono sempre più forti (e fetidi).
Semmai, io mi chiederei come mai il "#antifascista" dia così tanto fastidio alla bravissima :sarcasm: #GiorgiaMeloni, da sempre si batte per la democrazia e più volte si è affannata a ribadire come nel suo partito non ci siano fascisti (peccato non abbia avvisato i camerati). -
MILANO: MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA CONTRO LA CALATA XENOFOBA DEI “PATRIOTI EUROPEI”. LA DIRETTA https://www.radiondadurto.org/2026/04/18/milano-mobilitazione-antifascista-contro-la-calata-xenofoba-dei-patrioti-europei-la-diretta/ #manifestazioniantifasciste #Milanoantifascista #patriotieuropei #antifascismo #ANTIFASCISTA #remigrazione #INEVIDENZA #sovranisti #NAZIONALI #fascisti #razzisti #xenofobi #milano
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Anche le pizze 🍕:antifa:
#fascista #fascisti #fascista #antifa #antifascist #antifascista
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#Bartolozzi non si dimette perché sono #fascisti vedi #Santanchè, #DelMastro etc., e lo dimostrano questi 4 anni di DVX #Meloni in cui hanno occupato tutto con parenti, nani e ballerine incapaci, inconcludenti affossando l’Italia a livello economico e sociale e meno male che c’è stato il PNRR se no stavamo sotto zero.
Per staccarli dal potere c’è bisogno di una reazione popolare e il #ReferendumGiustizia è il punto di partenza la destinazione fogne.
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“BOLZANO È PARTIGIANA”: MIGLIAIA DI ANTIFASCISTI/E IN CORTEO CONTRO I FASCISTI DELLA “REMIGRAZIONE” https://www.radiondadurto.org/2026/02/28/bolzano-e-partigiana-migliaia-di-antifascisti-e-in-corteo-contro-i-fascisti-della-remigrazione/ #manifestazioneantifascista #ANTIFASCISTA #remigrazione #INEVIDENZA #NAZIONALI #fascisti #bolzano #antifa #corteo #News
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I #fascisti non esistono più, ma se li insulti si incazzano di brutto.
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BOLZANO: MOBILITAZIONE CONTRO I FASCISTI DELLA “REMIGRAZIONE” https://www.radiondadurto.org/2026/02/25/bolzano-mobilitazione-contro-i-fascisti-della-remigrazione/ #Alessiogiordano #antifascismo #remigrazione #neofascismo #neonazismo #NAZIONALI #fascisti #bolzano #antifa #corteo #Bozen #News
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—Il fascismo non c'è più!
Gridano all'unisono
afoni di storia,
retti da invincibili morali,
le loro.
Intanto l'odio avanza e sommerge.Il capitale divora tutto,
e tutto diventa profitto.
Pance piene di virtù ipocrite,
di riforme utili per scaldare il corpo,
non certo il cuore.La giustizia diventa classe:
debole con i forti,
forte con i deboli.Disse Lenin:
chi non sta da una parte o dall'altra
della barricata,
è la barricata!Alzate quei muri compagne,
al cielo i pugni compagni!
A lanciare i nostri fiori,
a cantare le nostre primavere...Simone Cumbo
www.simonecumbo.it -
I #fascisti al governo producono sempre lo stesso risultato: disastri economici. Guardate Donald #Trump e i suoi dazi messi a cazz, utili solo alla propaganda e dannosi per consumatori e imprese. In Italia non va meglio: la Giorgia DVX #Meloni si muove nella stessa cultura politica che ci ha già portato al baratro con Silvio Berlusconi e il quasi default del 2011. Nazionalismo economico, incompetenza, mercati che presentano il conto. Sempre.
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INTERVISTA A CONTRE-ATTAQUE: “È STATA LA BANDA FASCISTA DI QUENTIN DERANQUE A LANCIARE L’ASSALTO” https://www.radiondadurto.org/2026/02/19/intervista-a-contre-attaque-e-stata-la-banda-fascista-di-quentin-deranque-a-lanciare-lassalto/ #contro-inchiesta #QuentinDeranque #INTERNAZIONALI #contreattaque #antifascisti #INEVIDENZA #inchiesta #fascisti #francia #lione #News
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I nazisti istituirono la Zona d’operazioni delle Prealpi
Con le date del 25 luglio e dell’8 settembre 1943, la questione alto-atesina entrò in una fase nuova, radicalmente diversa sia per quel che concerneva la situazione in Alto Adige sia sotto il profilo dei rapporti italo-tedeschi. La caduta di Mussolini fu da sorgente a una rivendicazione territoriale da risolvere in modo totalitario e definitivo. Le reazioni di Hitler furono tali che «se il terzo Reich avesse vinto la guerra, le frontiere italiane sarebbero ridiventate quelle del 1914» <63 e, riferendosi al Trentino-Alto Adige e alla Venezia Giulia, avrebbe dichiarato che «per lo meno questo tradimento (dell’Italia come firmataria dell’armistizio dell’8 settembre) sarà servito a farci riprendere due belle province tedesche» <64. Nella notte tra l’8 e il 9 settembre le forze armate tedesche, Deusche Wehrmacht, fluirono lungo le vallate dell’Alto Adige, e vennero accolte festosamente dalla popolazione allogena, imbevuta, grazie soprattutto alla massiccia propaganda nazista, di pangermanesimo. Il 12 settembre, subito dopo l’armistizio, furono dettate le disposizioni per l’organizzazione politica e militare dell’Italia: Hitler stabiliva che, dal «territorio occupato», fossero staccate ed erette a «zone di operazione» le province di Bolzano, Trento e Belluno (sotto il nome di Alpenvorland) e di Udine, Gorizia e Trieste (sotto il nome di Adriatisches Küstenland). Si stabilì che queste fossero sottoposte a due Alti commissari nella carica di Gauleiter (Commissario supremo) scelti nelle persone di Franz Hofer a Innsbruck e Friedrich Rainer a Klagenfur <65.
#1943 #Alpenvorland #AltoAdige #Bolzano #ClaudiaCioffi #fascisti #FranzHofer #guerra #Mussolini #OZAV #RSI #settembre #tedeschi #Wehrmacht
Nonostante la decisione del Duce di porsi a capo della RSI e di continuare la guerra a fianco della Germania, per Hitler era ormai scontato che l’Italia avrebbe dovuto pagare duramente il suo «tradimento» <66. Vani furono, infatti, i tentativi da parte di Mussolini di evitare una completa estromissione dell’autorità fascista nella zone delle Prealpi, proprio per il fatto stesso che Hitler considerasse ormai il Duce privo di un avvenire politico <67.
L’istituzione dell’Operationszone Alpenvorland, ovvero la Zona d’operazione delle Prealpi (acronimo OZAV), avviò una campagna che mise al bando gli elementi di origine italiana, interdicendo loro qualsiasi attività ed iniziativa: vennero sostituiti tutti i funzionari delle amministrazioni civili con elementi di indubbia fede nazista; si annullarono le opzioni del ’39 a favore dell’Italia mentre contemporaneamente aveva inizio un lento ma continuo rientro degli optanti che si erano trasferiti in Germania; le forze di polizia locali, coadiuvate da una guardia civica (Sondor Ordnung Dienst), costituirono in realtà un rigido mezzo di controllo e di oppressione per le popolazioni italiane: rastrellamenti e perquisizioni nelle case private paralizzavano la vita degli italiani, soprattutto dei militari rifugiatisi nelle abitazioni e sulle montagne; Hofer emanò un decreto in cui stabilì l’obbligo di prestare servizio militare alle forze naziste di giovani altoatesini delle classi del ’24-’25 senza riguardo per l’appartenenza etnica; non mancò la sopraffazione tedesca nel campo delle comunicazioni: sulla stampa locale riaffiorò la propaganda nazista della «Grande Germania» che prese il posto delle pubblicazioni quotidiane italiane <68; fu imposto il tedesco come lingua non solo nelle amministrazioni pubbliche ma anche nella vita privata. Questo era «il Regno di Hofer», così amaramente denominato da Mussolini <69.
Nell’incontro di Klessheim, nell’aprile del ’44, Mussolini sollevò la questione delle due «zone di operazione» ricevendo da Hitler generiche spiegazioni e vaghe assicurazioni. Fu proprio dopo questo incontro che Franz Hofer ritenne giunto il momento di un nuovo «giro di vite» in Alto Adige. In un «Appunto per il Duce» datato 12 maggio 1944 si legge: «Dopo il recente colloquio Mussolini-Hitler in quasi tutti i paesi dell’Alto Adige le scritte italiane sono sparite. Prima dell’incontro le scritte erano bilingue: italiana e tedesca» <70. La discriminazione del gruppo linguistico italiano fece sì che molti membri, anche ex-fascisti, entrassero a far parte delle organizzazioni di lotta contro l’oppressione nazista. Il regime di oppressione e di persecuzione antitaliana costrinse all’emigrazione dall’Alto Adige circa 50 mila italiani. Pertanto, all’atto della liberazione, la fisionomia demografica della regione atesina risultò profondamente ad artificiosamente alterata rispetto alla situazione legale quale era al 25 luglio 1943 <71.
[NOTE]
62 Nello stesso giorno in cui Mastromattei, prefetto di Bolzano, prova a smentire la leggenda siciliana, Micheal Gamper, canonico interno al DV, pubblica un articolo il quale recitava: “Attraverso gli usci, che solcano oggi i contadini, sono passati i nostri antenati e gli antenati dei nostri antenati e rappresentano carne della nostra carne, sangue del nostro sangue. Le sue parole hanno sicuramente un impatto sulla popolazione che però è spaventata: se tutti se ne vanno, cosa faremo qui da soli in balia dei fascisti? In particolare molti anziani vedono i figli determinati a partire e temono di essere abbandonati”. L. Gruber, Eredità, RizzoliBur, Milano, 2012, (pp. 358)
63 E. Dollman, op. cit. , (pp.123)
64 E.F. Moellhausen, La carta perdente, Memorie diplomatiche (25 luglio 1943-2 maggio 1945), Roma, 1948 (pp. 390). Secondo Moellhausen Hitler nel ’43-’45 ingannava freddamente il suo socio (Mussolini) e aveva concesso nelle due regioni «pieni poteri» e «carta bianca» ai Gaulaiter di Innsbruck e di Klagenfurt, Franz Hofer e Friedrich Rainer, «con l’unica restrizione di salvare un poco le apparenze».
65 R. De Felice, op. cit., (pp.203-204)
66 Un respiro di sollievo lo ebbe Goebbels il quale annotava soddisfatto: «il Führer è felicissimo di poter ancora incontrarsi presto con il Duce. Parlando coi Gaulaiter Hofer e Rainer ha detto, tuttavia, che la nostra politica nei confronti dell’Italia non deve essere mutata. Ne sono lietissimo. Avevo già temuto che la ricomparsa del Duce potesse mutare le cose. Sembra invece che il Führer sia determinato a persistere nella durezza». J. Goebbels, op.cit., (pp.600)
67 J. Goebbels, op. cit. , (pp.626-627)
68 Il giornale locale «La provincia di Bolzano» venne soppresso e sostituito con il «Bozner Tagesblatt». Riguardo ai giornali italiani ufficialmente potevano essere introdotti solo il «Corriere della sera» e «Il regime fascista», che,
peraltro, erano quasi sempre introvabili. R. De Felice, op. cit. , (pp.220)
69 R. De Felice, op. cit., (pp.219)
70 G. Buffarini-Guidi, La vera verità. I documenti dell’archivio segreto del ministro degli Interni Guido Buffarini-Guidi dal 1938 al 1945, Milano, 1970, (pp. 157s.)
71 R. De Felice, La questione dell’Alto Adige, Documento n.10, Relazione sulla situazione in Alto Adige redatta nell’estate 1945 dallo Stato Maggiore del R. Esercito (pp. 130-131)
Claudia Cioffi, La dialettica partitica per la risoluzione della questione altoatesina. Dalla firma del Trattato di Saint-Germain-en-Laye alla formulazione del Primo Statuto di Autonomia Regionale, Tesi di laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno Accademico 2014-2015 -
“REMIGRAZIONE”: CHI E’ IL DEPUTATO DOMENICO FURGIUELE, ORGANIZZATORE DELLA (TENTATA) CONFERENZA STAMPA FASCISTA ALLA CAMERA? https://www.radiondadurto.org/2026/01/31/remigrazione-chi-e-il-deputato-domenico-furgiuele-organizzatore-della-tentata-conferenza-stampa-fascista-alla-camera/ #remigrazione #NAZIONALI #furgiuele #fascisti #migranti #LOCALI #antifa
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La X brigata partigiana rimane a Cespedosio fino alla metà di luglio circa
Una vista dal rifugio Cespedosio. Fonte: Visit BergamoDal canto suo anche il comando della 40^ brigata Garibaldi “Matteotti” operante in Valsassina e Valtellina tenta di ristabilire i contatti. Ma l’impresa fallisce. In data 25 luglio 1944, Al, comandante del fronte sud della 40^, deve dichiarare che, malgrado gli sforzi: “con il distaccamento di Val Taleggio non è stato possibile il contatto. Pare che questo sia inquadrato nella brigata bergamasca. Ad ogni modo cercheremo i comandanti, ora irreperibili, definendo la loro posizione.” (8) Sembra strano che il comando partigiano della Valsassina non riesca a rintracciare Gastone [Gastone Nulli] e i suoi; tanto più che i partigiani della Valsassina, avendo avuto modo di aiutare gli uomini della X quando questi si trovavano alla capanna Castelli, potevano conoscerne il nuovo rifugio. Ma le difficoltà del momento spiegano molte cose e tra le altre anche questo inconveniente. Non si può comunque evitare di riflettere sulle voci raccolte da Al a proposito dell’inquadramento della formazione taleggina nella brigata bergamasca. Il PCI bergamasco e la 40^ Matteotti sono dunque le organizzazioni che cercano di allacciare rapporti col gruppo di Gastone. E si può notare un certo qual legame tra le due iniziative nell’unica matrice politica da cui entrambi dipendono, ma il legame appare abbastanza tenue: sono solo voci quelle che Al raccoglie a proposito dell’inquadramento della X tra le formazioni di un partito che allora spendeva molte delle proprie energie per costituire un’efficiente brigata garibaldina in terra orobica. I collegamenti clandestini sono lacunosi anche all’interno delle forze garibaldine e non c’è quindi da stupirsi che le informazioni pervenute ad Al diano per certo ciò che invece è per ora solo una speranza. La documentazione tace completamente sugli esiti della menzionata missione di Alberto a S. Pellegrino, invece, per quel che concerne la presa di contatto del PCI di Bergamo con Gastone, ci fornisce qualche utile, anche se debole, spunto. Si può così affermare che, di fronte alla richiesta di instaurare rapporti organici con i comunisti bergamaschi, Gastone oppone un sostanziale rifiuto, motivandolo con l’esistenza di precedenti collegamenti con organizzazioni milanesi del PCI: “Fidandomi delle assicurazioni di Dario (9), rifiutai di aderire a formazioni dipendenti dagli organi di Bergamo” (10) osserva Gastone e precisa di aver mantenuto tale orientamento fino alla cattura di Dario(ottobre 1944?). Come è noto, Dario riscuote la fiducia di talune organizzazioni comuniste milanesi e torna quindi comodo a Gastone scaricare su di lui le responsabilità della mancata collaborazione con il PCI di Bergamo; ma proprio qui sta la debolezza della sua asserzione, infatti, come si potrà constatare, non esisteva alcun antagonismo tra comunisti milanesi e bergamaschi in relazione ai gruppi della Val Taleggio. Semmai esisteva in quel momento una sfasatura di ordine informativo che presto verrà colmata. D’altra parte non è possibile sostenere che Gastone rifiuti categoricamente ogni rapporto con Bergamo. Al contrario, per quanto concerne le Fiamme Verdi, ne promuove la ricerca e dal PCI provinciale accetta senza esitazioni gli aiuti almeno fino a quando non furono ristabiliti i precedenti contatti con Milano.
Così delineata, la questione presenta una sua logica (11) che diventa particolarmente evidente se si ricorda l’insistenza di Gastone nel proclamare la volontà di mantenere alla formazione un “pieno carattere apolitico” ed a se stesso l’indipendenza dal “PCI come partito”. Egli infatti dispone di una formazione i cui uomini tendenzialmente fanno capo a due organismi molto diversi tra loro (le Fiamme Verdi ed il PCI milanese), senza contare quelli che si considerano completamente autonomi. Il problema di tenerli uniti può dunque dipendere dalla capacità del comandante di evitare influenze troppo dirette e condizionamenti che spostino l’asse d’equilibrio a favore degli uni o degli altri. Così egli lascia cadere i contatti con il PCI di Bergamo e molto probabilmente anche quelli con le Fiamme Verdi (12); insiste sulla propria autonomia e non rinuncia a soddisfare le richieste di uomini (come Dario) che gli erano stati vicini fin dalla fine di maggio, perché in ogni caso i legami che essi ristabiliscono pongono in essere un collegamento con comandi superiori che sono lontani e solo difficilmente potranno, influire in modo decisivo sull’andamento del gruppo. La linea di condotta di Gastone dunque si può efficacemente sintetizzare fin da ora in questi termini: unità nell’autonomia, due fattori destinati a pesare costantemente ma in modo diverso in tutta l’attività dei gruppi partigiani taleggini.
La X rimane a Cespedosio [n.d.r.: frazione del comune di Camerata Cornello (BG] fino alla metà di luglio circa. Sono giorni duri, mitigati solo dal clima estivo. Gli uomini dormono all’addiaccio, si accontentano di mangiare polenta e formaggio; criticano il loro comandante perché non condivide la loro vita (13), ma tutti quasi indistintamente ne subiscono l’ascendente. Verificano lo sforzo del comando di riorganizzare le formazioni, (14) ma soprattutto registrano la solidarietà della popolazione che spontaneamente contribuisce come può al loro vettovagliamento. Superate le più gravi difficoltà, ristrutturata la formazione, Gastone trasferisce gli uomini alla Castelli anche se i problemi alimentari non sono risolti, anche se il mancato chiarimento con gli organi di Bergamo provocherà un rinvio nel tempo dell’inquadramento della X nelle formazioni garibaldine o comunque nel movimento partigiano organizzato. Nella seconda metà di luglio il gruppo ritorna alla capanna Castelli. Gli uomini sono poco più di una cinquantina (15). Le armi sono sufficienti ma scarseggiano le munizioni. Un rapporto fascista, sempre riferito a fine luglio, inizio agosto, li segnala a “Cima di Piazzo-Pizzo Racimonti (leggi passo Baciamorti)- Venturosa-Taleggio-Pizzino e Vedeseta”. (16) Dalla base alla Castelli infatti venivano effettuati spostamenti nella zona per provvedere alle necessità della formazione e, a quanto
pare, alcuni partigiani con il comandante si erano stabiliti nelle frazioni del comune di Taleggio allora prive del benché minimo presidio fascista. Fino agli ultimi giorni di luglio a all’inizio di agosto comunque non è pensabile che la formazione si sia abbassata verso i paesi della Val Taleggio.
[NOTE]
(8) MCL – 40^ brigata Matteotti, com; fronte sud, 25/7/44
(9) Purtroppo di Dario si sa ben poco e non è quindi possibile determinare la qualità della sua influenza su Gastone. Gastone sostiene che gli fu presentato a Milano come “membro di un comitato” dalla signorina Lella Pizzo d’Ambrosio il 23/5/44, cioè poco prima che entrambi prendessero la via della montagna. Romolo (non meglio identificato) funge da collegamento tra il gruppo milanese e Dario. Anch’egli era in contatto con la d’Ambrosio, anzi entrambi abitavano a Milano in via Lambrate 13 e insieme furono arrestati nel febbraio ’45 dai tedeschi; dopo di allora non si sa più nulla di Romolo, mentre della d’Ambrosio Gastone parla come d una delatrice che per salvare la pelle si era rassegnata a far da amante agli ufficiali tedeschi. Quanto a Dario, le sue tracce si perdono dopo il settembre del 1944, mese in cui svolse funzioni di commissario nella 86^. In quel periodo si registrò una notevole tensione tra lui e Gastone
(10) CPV – C 51
11) Ci sono stati vari tentativi di spiegare la logica che guida l’operato di Gastone fin da questa fase e nella maggior parte dei casi essi adombrano il sospetto del tradimento. Più esplicita delle altre è l’ipotesi di P. Pallini (Penna Nera) che considera l’azione di Gastone in Val Taleggio alla stregua di quella di un agente provocatore assoldato ai fascisti e perciò rifiuta di credere all’autenticità dei suoi contatti con organizzazioni milanesi. Secondo il Pallini, Gastone avrebbe vantato rapporti con un misterioso”comitato Tito” risultato poi sconosciuto alle indagini del comando delle Fiamme Verdi; ma non si può dimenticare che, malgrado le riserve, fu proprio il comando delle FFVV ad autorizzare Pallini ad intavolare buone relazioni con Gastone. Questa ipotesi a nostro avviso non è attendibile: l) perché chi teneva i contatti con Milano non era Gastone, ma Dario 2) perché a partire da agosto la formazione sarà visitata ripetutamente da scrupolosi ispettori del PCI che non misero mai in discussione né l’esistenza né l’autenticità dei collegamenti con Milano 3) Perché si può affermare che la stessa denominazione del gruppo rimanda a una formazione milanese: La X brigata, (una di cui si sa pochissimo e su cui non esiste alcuno studio).
(12) Questa affermazione si fonda sulla assoluta carenza di documenti per il periodo in questione; l’unico elemento concreto è la citata missione di Alberto a S. Pellegrino per ricollegarsi al col. Richetti; sondaggi precisi al riguardo hanno consentito di chiarire che la cosa non ebbe seguito, ma si tratta di testimonianze orali e comunque non è escluso che si potessero riallacciare rapporti per altra via
(13) Egli vive in camere d’affitto o in albergo con la madre ed effettua spese considerate futili incidendo così pesantemente sul già, tanto magro bilancio del gruppo.
(14) Nel periodo di Cespedosio e comunque in luglio sono vari i tentativi di riorganizzare la formazione anche sotto il profilo finanziario e alimentare. La gente della zona collabora come può facendo in modo che i partigiani trovino al loro giungere a Cespedosio sacchi di farina (la famiglia Redondi e Benetto di S. Giovanni Bianco si segnalano in questi aiuti spontanei), ma lo stato di abbandono in cui si trovano gli uomini e l’incertezza dei contatti col centro inducono il comando a cercare di risolvere questo problema di propria iniziativa. Si tenta così di riattivare il canale finanziario di G. Cima, che però risponderà positivamente solo dopo l’adesione di Gastone alla II divisione; anche qualche altro borghese benestante viene interpellato allo scopo e la X ne ottiene una certa collaborazione (si leggano i nomi dei contattati: A. Pesenti, G. Milesi, M. Gianati di Piazza B., A. Mismetti e si ricordino le succulente riscossioni effettuate alla banca di Olmo al Brembo). Questa linea diverge da quella comuniste che temeva un eventuale condizionamento delle formazioni da parte dei benestanti. La X però si muove con noncuranza su questa strada, forse anche per rafforzare in questo modo la propria autonomia dai centri politici clandestini.
(15) Secondo alcune fonti tra la fine di giugno e la metà di luglio il numero è cresciuto a 90 unità, ma la cifra è esagerata. Gli informatori fascisti danno una cifra più attendibile (e si tenga conto che il loro rapporto si riferisce alla metà di luglio-inizio agosto): 50/60 uomini. In effetti ai 30/35 sfuggiti al rastrellamento di fine giugno, vanno aggiunti i circa 15 del gruppo Paganoni, alcuni sbandati nascosti nelle baite della zona (sia presso Camerata Cornello che in Val Taleggio). Al totale va però tolto il gruppetto del Canadese che si allontana all’inizio di luglio.
(16) ISML – Bg. 5 L 1/2269
Maria Grazia Calderoli, Aspetti politici e militari della Resistenza taleggina. Luglio 1944-aprile 1945, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 1975-1976, qui ripresa da Associazione Culturale Banlieu#1944 #agosto #Bergamo #brigata #CamerataCornelloBG #Cespedosio #comunista #fascisti #FiammeVerdi #GastoneNulli #guerra #Lombardia #luglio #MariaGraziaCalderoli #Matteotti #partigiani #partito #provincia #Resistenza #SanPellegrinoTermeBG #Taleggio #tedeschi #Val #Valsassina #Valtellina #X
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CAMERA DEI DEPUTATI: OCCUPATA LA SALA STAMPA E IMPEDITA LA CONFERENZA DI FASCISTI E NAZISTI PER LA “REMIGRAZIONE” https://www.radiondadurto.org/2026/01/30/camera-dei-deputati-occupata-la-sala-stampa-e-impedita-la-conferenza-di-fascisti-e-nazisti-per-la-remigrazione/ #Cameradeideputati #domenicofriguele #antifascismo #remigrazione #opposizioni #NAZIONALI #bellaciao #fascisti #camera #News #lega
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Comunque #maduro è #comunista quanto un prete pedofilo è #cristiano questa "sottile" cosa non viene recepita dai #fascisti
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Avanti cosi, aspetto il discorso di fine anno di #Mattarella sono proprio curioso, ogni giorno si fa un passo in più verso la follia per vedere se qualcuno dice qualcosa e qui di passi ne stanno facendo molti senza che nessuno parli! #larussa #fascismo #fascisti #antifa #fdi #meloni #giorgiameloni
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/28/la-russa-msi-anpi-polemica-oggi-video/8239502/ -
#fascisti #fascismo
Milano, 13 condannati per i saluti romani al corteo per #Ramelli: «Un pericolo per l'ordinamento costituzionale». Risarciranno l'#Anpi | Corriere.it
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_18/milano-tredici-condannati-per-i-saluti-romani-al-corteo-per-ramelli-un-pericolo-per-l-ordinamento-costituzionale-0e99c404-b930-4f99-bb73-6ea841448xlk.shtml