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#partiti — Public Fediverse posts

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  1. comunità politica si misura con se stessa.
    Se il dissenso diventa incompatibilità, allora il problema non è chi se ne va. È lo spazio che resta per chi vorrebbe restare senza rinunciare alle proprie posizioni.

    Alla fine, la domanda è sempre la stessa: un partito è un luogo di confronto o un luogo di appartenenza senza attrito? 2/2

    #democrazia #conflitto #politica #partiti #pluralismo

  2. comunità politica si misura con se stessa.
    Se il dissenso diventa incompatibilità, allora il problema non è chi se ne va. È lo spazio che resta per chi vorrebbe restare senza rinunciare alle proprie posizioni.

    Alla fine, la domanda è sempre la stessa: un partito è un luogo di confronto o un luogo di appartenenza senza attrito? 2/2

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  3. C’è chi vede e provvede. Elezioni amministrative a Venezia
    Il risultato delle elezioni comunali di Venezia ha occupato per alcuni giorni i canali di informazione.

    La vittoria del candidato del centro destra Simone Venturini è giunta inaspettata, dopo una serie di t
    umanitanova.org/ce-chi-vede-e-
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_19 #CampagnaElettorale #chiesa #ChiesaCattolica #democrazia #elettoralismo #elezioni #partiti #Venezia

  4. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale

    Il governo “della non sfiducia” Andreotti III e il governo Andreotti IV
    In seguito alle consultazioni presidenziali, nel corso delle quali vengono sentiti i segretari e presidenti di partito (per la prima volta anche non parlamentari <248), viene formato il governo Andreotti III, un monocolore democristiano detto della “non sfiducia” o “delle astensioni”, perché votano la fiducia soltanto Dc e Sud-Tiroler Volkspartei, si oppongono Msi, Dp e Pri, mentre tutti gli altri (compreso il partito comunista) si astengono (i voti a favore alla Camera sono 258, mentre 303 sono gli astenuti; al Senato sono 136 i voti favorevoli, 69 le astensioni, 92 gli assenti) <249. Il III ministero Andreotti nasce quindi come governo dettato dallo stato di necessità, dalla confluenza di forze politiche che si collocano su posizioni programmatiche diametralmente opposte e privo di una maggioranza precostituita. Nonostante questo, permane in carica per ben 19 mesi, un arco temporale piuttosto lungo per gli standard del tempo. E’ la fine della conventio ad excludendum e l’inizio della breve epoca della solidarietà nazionale, ossia della costituzione di governi sostenuti da ampie alleanze aventi lo scopo di garantire al Paese una stabilità governativa in un periodo di forte disagio economico-sociale. Sotto questo punto di vista, il ministero di Andreotti viene assimilato al governo delle “convergenze parallele” per preparare il terreno politico all’ingresso dei socialisti al governo <250.
    L’iter di formazione del governo è molto lungo (le elezioni si tengono il 20 giugno, le consultazioni iniziano il 12 luglio, mentre il voto di fiducia si svolge il 4 agosto), in quanto le forze politiche necessitano di tempo per accordarsi sul riparto delle cariche e delle poltrone in modo favorire la partecipazione di tutte le principali forze politiche (ad esempio, Amintore Fanfani diventa presidente del Senato, mentre la presidenza della Camera viene per la prima volta assegnata a un comunista, Pietro Ingrao), senza tuttavia che il partito comunista abbia strumenti per intromettersi nelle decisioni di indirizzo politico governative. Anche la scelta di Andreotti quale Presidente del Consiglio è dettata da questa necessità: egli è infatti tra i pochi che durante la crisi di governo hanno mantenuto un atteggiamento accomodante nei confronti dei socialisti. Secondo altri, peraltro, la designazione di Andreotti è volta ad alleggerire i contrasti interni alla Dc, percorsa da tre movimenti che si oppongono alle decisioni della segreteria Zaccagnini: dorotei, andreottiani e forlaniani <251.
    La prevedibile crisi del governo Andreotti, nella più totale inconciliabilità delle posizioni politiche, vede il contrapporsi di due blocchi: da un lato, i comunisti chiedono la costituzione di un governo di emergenza, o, in alternativa, di un governo dalla maggioranza precostituita con la partecipazione del Pci o di un governo delle sinistre con l’appoggio esterno della Dc; dall’altro lato, la Dc, contraria a un governo con il Pci, è stretta nella morsa dei socialisti, che si dichiarano favorevoli soltanto a un governo che veda il coinvolgimento del partito comunista <252. Andreotti, reincaricato, si muove quindi nel tentativo di trovare una “soluzione intermedia tra la maggioranza di programma e il governo d’emergenza” <253.
    In questa fase di difficile compromesso politico, Andreotti riesce a costituire il suo IV governo, un monocolore che il 16 marzo 1978 ottiene la fiducia con i voti favorevoli del partito comunista. Ma la fiducia a un governo monocolore è concessa soltanto a causa dell’allarme creato, proprio il giorno della votazione, dal rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, che rilancia in tutta la sua gravità il tema del terrorismo sul tavolo dello scontro politico <254.
    Verso la fine della solidarietà nazionale e il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti
    La morte di Moro, il cui cadavere viene ritrovato il 9 maggio 1978, scuote le fondamenta della politica nazionale non soltanto per la gravissima portata eversiva di un atto terroristico rivolto contro uno dei principali leader del partito di maggioranza relativa, ma anche perché sancisce il declino del “compromesso storico”. Moro era il principale interlocutore politico di Berlinguer e la sua morte rende impraticabile il cammino avviato. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale proviene dalle elezioni amministrative che nel maggio e giugno del 1978 si tengono in alcune province e nelle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta. La Dc ha un grande successo, ottenendo il 42,6% dei voti, contro il 26,4% dei comunisti. Anche il Psi aumenta, accaparrandosi il 13%, mentre il Msi diminuisce ulteriormente <255. Nello stesso periodo, l’11 giugno 1978, il partito comunista subisce un’altra sconfitta in occasione della consultazione referendaria promossa dai radicali per l’abrogazione di due leggi: a) la legge Reale (152 del 1975) sull’ordine pubblico, che determina un accrescimento dei poteri delle forze dell’ordine, alla cui abrogazione sono contrari Dc, Psi, Pri e Psdi; b) la legge sul finanziamento pubblico ai partiti (195 del 1974), che vede contrarie all’abrogazione tutte le forze politiche, fatta eccezione per i promotori. In entrambi i casi i “no” all’abrogazione prevalgono sui voti favorevoli alla stessa, attenendosi quindi al volere della maggioranza dei partiti. Tuttavia, il voto contrario all’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti è solo del 56% dei votanti, che rappresenta una minoranza rispetto all’intero corpo elettorale <256. E’ la denuncia di un elettorato stanco degli intrighi di palazzo e di un sistema politico la cui inefficienza si fa sempre più esasperata.
    [NOTE]
    48 Già nel corso della crisi del IV governo Moro viene sentito per il partito liberale il vice-segretario, non parlamentare. La sua convocazione, inizialmente negata, è ammessa, tuttavia, in quanto egli viene sentito in rappresentanza del segretario di partito – deputato – che a causa di un’indisposizione non avrebbe potuto partecipare. E’ quindi con la crisi del governo Moro che per la prima volta viene inserita a pieno titolo la consultazione di un presidente di partito (quello liberale) non più parlamentare (cfr. Appunto. Crisi di governo – Personalità consultate, in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38).
    249 Cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 36; G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167.
    250 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, p. 244.
    251 Cfr. D. Porena, Il Governo della “non sfiducia”: le elezioni del 1976 e la formazione del governo Andreotti III, in Aa. Vv., La nascita dei governi, I Presidenti della Repubblica tra Carta costituzionale e prassi, Focus, in http://www.federalismi.it, n. 14/2013, pp. 3-7.
    252 Per la ricostruzione della crisi cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
    253 F. Bassanini, Il mandato di Andreotti, in Il Messaggero del 23 gennaio 1978, consultabile in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
    254 Cfr. G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167. Per i drammatici mesi successivi al rapimento e al ritrovamento del cadavere di Moro, cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 271 ss. Il rapimento di Moro divide le forze politiche sulla strategia da adottare. Infatti, le Brigate Rosse chiedono in riscatto la liberazione di alti esponenti del terrorismo: alcune forze politiche sono disposte al baratto per il salvataggio di Moro (c.d. “fronte della trattativa”, su cui si schierano Psi, Pli e il gruppo conservatore della Dc, guidato da Forlani), altre, invece, scelgono la via della “fermezza” non accettando di scendere a patti con i terroristi (Pci, la segreteria della Dc, guidata da Zaccagnini, il leader del Pri, Ugo La Malfa). Leone, dal canto suo, si dice disposto a firmare la grazia per i rapitori. I due diversi atteggiamenti con cui le forze politiche affrontano il problema del rapimento di Moro è rappresentativo, del resto, delle divisioni tra due fazioni politiche nel delicato periodo storico di riferimento: il “fronte della trattativa” è per lo più composto da personalità contrarie alla formula politica della “solidarietà nazionale”, mentre sul “fronte della fermezza” si schierano le forze politiche fautrici della “solidarietà nazionale” e promotrici di una strategia di rigida intransigenza nei confronti di qualsivoglia fenomeno terroristico (cfr. A. Baldassarre – C. Mezzanotte, op. cit., pp. 221-222).
    255 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 293-294.
    256 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 295-298.
    Elena Pattaro, I “governi del Presidente”, Tesi di dottorato, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, 2015

    #1978 #AldoMoro #DC #ElenaPattaro #finanziamento #GiovanniLeone #GiulioAndreotti #governi #morte #nazionale #ordine #partiti #PCI #Presidente #PSI #pubblico #rapimento #referendum #solidarietà
  5. Come è strutturata la gestione di parlamentari e senatori da parte di un partito?

    #politica #italia #partiti

  6. Da oggi prende ufficialmente il via la campagna europea di raccolta firme per un nuovo paradigma democratico: “Etica, trasparenza e integrità per i partiti politici europei”.

    Un gruppo di cittadini europei ha promosso un’Iniziativa dei Cittadini Europei sul tema dell’etica dei partiti.

    Tutti possono firmare direttamente sul sito ufficiale dell’iniziativa:
    eci.ec.europa.eu/056/public

    #Europa #politica #partiti

  7. Da oggi prende ufficialmente il via la campagna europea di raccolta firme per un nuovo paradigma democratico: “Etica, trasparenza e integrità per i partiti politici europei”.

    Un gruppo di cittadini europei ha promosso un’Iniziativa dei Cittadini Europei sul tema dell’etica dei partiti.

    Tutti possono firmare direttamente sul sito ufficiale dell’iniziativa:
    eci.ec.europa.eu/056/public

    #Europa #politica #partiti

  8. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  9. Esattamente tre anni fa, dopo le dimissioni del governo Draghi, si facevano varie ipotesi su quale sarebbe stato il governo seguente. Io speravo nel governo Utini.
    Direi che è andata comunque parecchio male.
    Otto possibili governi (continua nei commenti)⬇️
    #governo #elezioni #partiti #Meloni #letta #Salvini #sovranisti #estremadestra

  10. Esattamente tre anni fa, dopo le dimissioni del governo Draghi, si facevano varie ipotesi su quale sarebbe stato il governo seguente. Io speravo nel governo Utini.
    Direi che è andata comunque parecchio male.
    Otto possibili governi (continua nei commenti)⬇️
    #governo #elezioni #partiti #Meloni #letta #Salvini #sovranisti #estremadestra

  11. La vignetta di oggi di Manuel De Rossi

    mette in scena i loghi dei partiti USA (Democratici, Repubblicani) accanto a una provocatoria figura di Musk a mo’ di saluto nazista, per denunciare il clima politico attuale

    :diggita: vignetta pubblicata sul gruppo @attualita

    #USA #Partiti

  12. Che cosa ne pensate del nuovo articolo di #BeppeGrillo sulla #privacy e sulla #sovranitàdigitale in #ue ?

    Qui ľarticolo:
    beppegrillo.it/non-con-i-dazi-

    Io penso che sia molto positivo che un personaggio politico con molta visibilità e lontano dal partito di #Conte o da altri #partiti abbia ben chiare le grandi sfide che ľUE dovrà affrontare tempestivamente e le presenti al pubblico in modo semplice e veloce ma senza peccare di superficialità.

    #digitale #politica #sicurezza #aziende #europa #eurozona

  13. La nuova pubblicazione della collana "#Scritti di storia" rilegge un evento fondamentale della #storia italiana del secolo scorso - la caduta della #PrimaRepubblica - con una lente nuova, quella della #QuestioneSettentrionale: in particolare, il volume indaga la disgregazione del sistema #politico del #dopoguerra e l’ascesa della #LegaNord, fenomeni ricondotti al diffondersi dell'insoddisfazione, nel #Nord #Italia, verso i #partiti tradizionali e lo #Stato centrale

    doi.org/10.54103/scrittidistor

  14. La nuova pubblicazione della collana "#Scritti di storia" rilegge un evento fondamentale della #storia italiana del secolo scorso - la caduta della #PrimaRepubblica - con una lente nuova, quella della #QuestioneSettentrionale: in particolare, il volume indaga la disgregazione del sistema #politico del #dopoguerra e l’ascesa della #LegaNord, fenomeni ricondotti al diffondersi dell'insoddisfazione, nel #Nord #Italia, verso i #partiti tradizionali e lo #Stato centrale

    doi.org/10.54103/scrittidistor

  15. Scienza e tecnologia per un’altra politica.

    rizomatica.noblogs.org/2025/02

    Fine dell’antropocentrismo e futuro della Terra

    di V. Pellegrino
    «L'animismo è l'unica versione sensata del materialismo.»
    Vìveiros de Castro
    Proseguendo nel lavoro di analisi dello stato di

    #Fediverso #Politica #Tecnopolitica #antropocentrismo #assemblea #compostismo #democrazia #haraway #oligarchia #operaismo #partiti #partito #rappresentanza #scienza

  16. Il municipalismo è la rivoluzione di cui abbiamo bisogno

    rizomatica.noblogs.org/2025/02

    di C. Marotta, Consigliere regionale del Lazio.
    L’Italia – e più in generale l’Occidente – sta attraversando una crisi profonda della democrazia rappresentativa. Questo fenomeno è ormai evidente: l’astensionismo cresce, i partiti tradizionali perdono credibilità e il rapporto

    #Politica #avs #marotta #municipalismo #partiti #sinistra #territori

  17. Scienza e tecnologia per un’altra politica.

    rizomatica.noblogs.org/2025/02

    Fine dell’antropocentrismo e futuro della Terra

    di V. Pellegrino
    «L'animismo è l'unica versione sensata del materialismo.»
    Vìveiros de Castro
    Proseguendo nel lavoro di analisi dello stato di

    #Fediverso #Politica #Tecnopolitica #antropocentrismo #assemblea #compostismo #democrazia #haraway #oligarchia #operaismo #partiti #partito #rappresentanza #scienza

  18. Rompere definitivamente con la politica della testimonianza

    rizomatica.noblogs.org/2025/02

    di F. Cori
    Il contesto storico in cui ci troviamo attualmente apparirebbe paradossale ad ogni sincero democratico o progressista che fosse vissuto anche solo venti anni fa. Il Governo Meloni è composto da forze politiche di destra, di cui un

    #Politica #5Stelle #avs #CittFutura #classe #guerra #italia #opposizione #palestina #partiti #testimonianza

  19. Ho iniziato a fare una sorta di #attivismo per sponsorizzare #mastodon presso i #partiti #politici #italiani
    Il problema attuale è che #socialmedia sono la principale fonte di #informazione per moltissime persone e questo è diventato oramai un #monopolio o una #oligarchia se va bene. Quello che ne soffre è sopratutto la #democrazia perché le voci si sono appiattite su quello che tali social, o meglio i loro padroni, desiderano.
    Ma serve l'aiuto di #tutti secondo me #sovranitàdigitale

  20. Campagna elettorale - VERSIONE SINCERA by Cartoni Morti

    invidious.namazso.eu/watch?v=q

    Se la campagna elettorale di questo 2022 fosse sincera.
    In vista delle elezioni del 25 settembre, i candidati espongono sinceramente il loro programma.

    Sarà come sempre molto difficile decidere il meno peggio, la certezza è che il voto di protesta, il disertare le urne, la scheda bianca... non fregherà niente a nessuno.

    #elezioni #Partiti #candidati #elezioni2022 #CampagnaElettorale

  21. RT @[email protected]

    #Campania e #Basilicata colonie di #partiti che devono garantire l'elezione a gente estranea ai nostri #territori: Salvini, Conte, Franceschini, Renzi, Berlusconi, ecc. Solo @[email protected] con @[email protected] candida uomini e donne espressione del #territorio.
    #ElezioniPolitiche22