home.social

#solidarieta — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #solidarieta, aggregated by home.social.

  1. Il traguardo dei trent'anni celebra una fase di crescita importante per #Aslam e diventa l'occasione per raccontare una storia non solo educativa, ma anche un metodo di sviluppo territoriale basato su #competenze, #lavoro e inclusione #formazione #greenplanner #solidarietà

    greenplanner.it/2026/05/28/asl

  2. Parte da Milano un percorso strutturato di cineterapia e socializzazione per giovani adolescenti ospedalizzati o in difficoltà socio-economica, nato dalla collaborazione tra SorrisoSospeso.org e MediCinema Italia Ets #benessereesalute #solidarietà #greenplanner

    greenplanner.it/2026/05/08/cin

  3. [1/2] Cos'è dunque #SubTerraLabel? Non è semplicemente un'etichetta italiana di #musica rock indipendente in senso molto ampio, ma è un progetto di resistenza culturale che dai tempi delle prime netlabel #copyleft approda ora nel #fediverso, in continuità con l'utopia di un mondo diverso in cui #decentralizzazione, possesso diffuso e orizzontale dei mezzi di produzione, #condivisione, #solidarietà, #anarchismo comunitario e #libertarismo possano essere il fulcro di un mondo più giusto.

  4. [1/2] Cos'è dunque #SubTerraLabel? Non è semplicemente un'etichetta italiana di #musica rock indipendente in senso molto ampio, ma è un progetto di resistenza culturale che dai tempi delle prime netlabel #copyleft approda ora nel #fediverso, in continuità con l'utopia di un mondo diverso in cui #decentralizzazione, possesso diffuso e orizzontale dei mezzi di produzione, #condivisione, #solidarietà, #anarchismo comunitario e #libertarismo possano essere il fulcro di un mondo più giusto.

  5. [1/2] Cos'è dunque #SubTerraLabel? Non è semplicemente un'etichetta italiana di #musica rock indipendente in senso molto ampio, ma è un progetto di resistenza culturale che dai tempi delle prime netlabel #copyleft approda ora nel #fediverso, in continuità con l'utopia di un mondo diverso in cui #decentralizzazione, possesso diffuso e orizzontale dei mezzi di produzione, #condivisione, #solidarietà, #anarchismo comunitario e #libertarismo possano essere il fulcro di un mondo più giusto.

  6. [1/2] Cos'è dunque #SubTerraLabel? Non è semplicemente un'etichetta italiana di #musica rock indipendente in senso molto ampio, ma è un progetto di resistenza culturale che dai tempi delle prime netlabel #copyleft approda ora nel #fediverso, in continuità con l'utopia di un mondo diverso in cui #decentralizzazione, possesso diffuso e orizzontale dei mezzi di produzione, #condivisione, #solidarietà, #anarchismo comunitario e #libertarismo possano essere il fulcro di un mondo più giusto.

  7. [1/2] Cos'è dunque #SubTerraLabel? Non è semplicemente un'etichetta italiana di #musica rock indipendente in senso molto ampio, ma è un progetto di resistenza culturale che dai tempi delle prime netlabel #copyleft approda ora nel #fediverso, in continuità con l'utopia di un mondo diverso in cui #decentralizzazione, possesso diffuso e orizzontale dei mezzi di produzione, #condivisione, #solidarietà, #anarchismo comunitario e #libertarismo possano essere il fulcro di un mondo più giusto.

  8. Gaza, rompere il blocco, rompere il silenzio

    Il sostegno unitario della sinistra politica e sociale francese alla Global Sumud Flotilla Com'è noto, dopo giorni di detenzione illegale, isolamento e sciopero della fame, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, i due esponenti della Global Sumud Flotilla sequestrati in maniera piratesca dalla marina israeliana, sono stati liberati e saranno espulsi da Israele. La loro liberazione è una vittoria politica, tale da essere salutata dalla GSF con la seguente dichiarazione: […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  9. Gaza, rompere il blocco, rompere il silenzio

    Il sostegno unitario della sinistra politica e sociale francese alla Global Sumud Flotilla Com'è noto, dopo giorni di detenzione illegale, isolamento e sciopero della fame, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, i due esponenti della Global Sumud Flotilla sequestrati in maniera piratesca dalla marina israeliana, sono stati liberati e saranno espulsi da Israele. La loro liberazione è una vittoria politica, tale da essere salutata dalla GSF con la seguente dichiarazione: […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  10. Gaza, rompere il blocco, rompere il silenzio

    Il sostegno unitario della sinistra politica e sociale francese alla Global Sumud Flotilla Com'è noto, dopo giorni di detenzione illegale, isolamento e sciopero della fame, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, i due esponenti della Global Sumud Flotilla sequestrati in maniera piratesca dalla marina israeliana, sono stati liberati e saranno espulsi da Israele. La loro liberazione è una vittoria politica, tale da essere salutata dalla GSF con la seguente dichiarazione: […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  11. My family in Gaza is going through extremely difficult circumstances. Every day is a struggle to secure basic needs like food, water, and medicine.
    I am reaching out to you with hope and urgency—any donation, no matter how small, can make a real difference in their lives.

    Please stand with us and help my family survive this crisis.
    Your kindness means everything. ❤️

    #Supporto #donate #Solidarietà
    #DonaOra #support

  12. My family in Gaza is going through extremely difficult circumstances. Every day is a struggle to secure basic needs like food, water, and medicine.
    I am reaching out to you with hope and urgency—any donation, no matter how small, can make a real difference in their lives.

    Please stand with us and help my family survive this crisis.
    Your kindness means everything. ❤️

    #Supporto #donate #Solidarietà
    #DonaOra #support

  13. My family in Gaza is going through extremely difficult circumstances. Every day is a struggle to secure basic needs like food, water, and medicine.
    I am reaching out to you with hope and urgency—any donation, no matter how small, can make a real difference in their lives.

    Please stand with us and help my family survive this crisis.
    Your kindness means everything. ❤️

    #Supporto #donate #Solidarietà
    #DonaOra #support

  14. My family in Gaza is going through extremely difficult circumstances. Every day is a struggle to secure basic needs like food, water, and medicine.
    I am reaching out to you with hope and urgency—any donation, no matter how small, can make a real difference in their lives.

    Please stand with us and help my family survive this crisis.
    Your kindness means everything. ❤️

    #Supporto #donate #Solidarietà
    #DonaOra #support

  15. My family in Gaza is going through extremely difficult circumstances. Every day is a struggle to secure basic needs like food, water, and medicine.
    I am reaching out to you with hope and urgency—any donation, no matter how small, can make a real difference in their lives.

    Please stand with us and help my family survive this crisis.
    Your kindness means everything. ❤️

    #Supporto #donate #Solidarietà
    #DonaOra #support

  16. Palestina e Diritti Umani

    Arci Brigante Pieve Cesato, lunedì 11 maggio alle ore 19:30 CEST

    • 19:30 CENA SOLIDALE per i 32 denunciati del porto di Ravenna, offerta minima 10 €

    • Palestina e Diritti Umani con:

      Carlo Biasioli skipper della "Morgana" della Global Sumud Flotilla

      Linda Maggiori giornalista freelance e attivista per i diritti umani e per la Palestina

    fuorinellanebbia.it/event/pale

  17. Palestina e Diritti Umani

    Arci Brigante Pieve Cesato, lunedì 11 maggio alle ore 19:30 CEST

    • 19:30 CENA SOLIDALE per i 32 denunciati del porto di Ravenna, offerta minima 10 €

    • Palestina e Diritti Umani con:

      Carlo Biasioli skipper della "Morgana" della Global Sumud Flotilla

      Linda Maggiori giornalista freelance e attivista per i diritti umani e per la Palestina

    fuorinellanebbia.it/event/pale

  18. Palestina e Diritti Umani

    Arci Brigante Pieve Cesato, lunedì 11 maggio alle ore 19:30 CEST

    • 19:30 CENA SOLIDALE per i 32 denunciati del porto di Ravenna, offerta minima 10 €

    • Palestina e Diritti Umani con:

      Carlo Biasioli skipper della "Morgana" della Global Sumud Flotilla

      Linda Maggiori giornalista freelance e attivista per i diritti umani e per la Palestina

    fuorinellanebbia.it/event/pale

  19. Palestina e Diritti Umani

    Arci Brigante Pieve Cesato, lunedì 11 maggio alle ore 19:30 CEST

    • 19:30 CENA SOLIDALE per i 32 denunciati del porto di Ravenna, offerta minima 10 €

    • Palestina e Diritti Umani con:

      Carlo Biasioli skipper della "Morgana" della Global Sumud Flotilla

      Linda Maggiori giornalista freelance e attivista per i diritti umani e per la Palestina

    fuorinellanebbia.it/event/pale

  20. CENA SOCIALE a sostegno del progetto di solidarietà

    CSA Magazzino 47, venerdì 8 maggio alle ore 20:00 CEST

    Cena sociale a sostegno del progetto di solidarietà “Energia per la vita. Accendiamo la luce a Cuba” organizzato dal gruppo Palestina libera di Gussago.

    🍽️ MENÙ
    ANTIPASTI: verdure in pinzimonio, bruschette fantasia
    PRIMO: Riso e fagioli
    SECONDO: tortillas o farinata con patate e cipolle, peperonata
    Acqua, vino, dolce, caffè compresi.

    Sottoscrizione: 20 euro
    Prenotazione obbligatoria: 03045670 (Radio Onda d'Urto)

    Prima della cena, interviene l’Associazione di Amicizia Italia – Cuba per presentare il progetto solidale “Energia per la vita” a sostegno del sistema elettro-energetico cubano.
    💡Il ricavato della cena contribuirà all’acquisto di prodotti, attrezzature e supporti tecnici per il funzionamento dei pannelli solari. Un aiuto concreto per garantire l’energia necessaria al funzionamento di scuole, ospedali, luoghi di lavoro e di cultura: spazi fondamentali per la vita quotidiana dell’isola.

    lasitua.org/event/cena-sociale

  21. Internazionalisti verso l’Ucraina

    Riceviamo e pubblichiamo Dal 9 al 17 maggio un viaggio per rompere le narrazioni semplicistiche e raccontare un’Ucraina viva, attraversata da conflitti, solidarietà e bisogno di internazionalismo. […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  22. Internazionalisti verso l’Ucraina

    Riceviamo e pubblichiamo Dal 9 al 17 maggio un viaggio per rompere le narrazioni semplicistiche e raccontare un’Ucraina viva, attraversata da conflitti, solidarietà e bisogno di internazionalismo. […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  23. Internazionalisti verso l’Ucraina

    Riceviamo e pubblichiamo Dal 9 al 17 maggio un viaggio per rompere le narrazioni semplicistiche e raccontare un’Ucraina viva, attraversata da conflitti, solidarietà e bisogno di internazionalismo. […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  24. Internazionalisti verso l’Ucraina

    Riceviamo e pubblichiamo Dal 9 al 17 maggio un viaggio per rompere le narrazioni semplicistiche e raccontare un’Ucraina viva, attraversata da conflitti, solidarietà e bisogno di internazionalismo. […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  25. Internazionalisti verso l’Ucraina

    Riceviamo e pubblichiamo Dal 9 al 17 maggio un viaggio per rompere le narrazioni semplicistiche e raccontare un’Ucraina viva, attraversata da conflitti, solidarietà e bisogno di internazionalismo. […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  26. In Francia, obbligo per supermercati o negozi di alimentari con una superficie superiore a 400 m² di donare il cibo in eccedenza a organizzazioni di beneficienza anziché distruggerlo.

    (In precedenza, i negozi di alimentari trattavano con candeggina il cibo scaduto o in eccedenza per impedire alle persone di rovistare nei cassonetti a fine giornata)

    #economia #solidarieta #politichesociali
    secondharvest.ca/post/how-fran

  27. In Francia, obbligo per supermercati o negozi di alimentari con una superficie superiore a 400 m² di donare il cibo in eccedenza a organizzazioni di beneficienza anziché distruggerlo.

    (In precedenza, i negozi di alimentari trattavano con candeggina il cibo scaduto o in eccedenza per impedire alle persone di rovistare nei cassonetti a fine giornata)

    #economia #solidarieta #politichesociali
    secondharvest.ca/post/how-fran

  28. In Francia, obbligo per supermercati o negozi di alimentari con una superficie superiore a 400 m² di donare il cibo in eccedenza a organizzazioni di beneficienza anziché distruggerlo.

    (In precedenza, i negozi di alimentari trattavano con candeggina il cibo scaduto o in eccedenza per impedire alle persone di rovistare nei cassonetti a fine giornata)

    #economia #solidarieta #politichesociali
    secondharvest.ca/post/how-fran

  29. In Francia, obbligo per supermercati o negozi di alimentari con una superficie superiore a 400 m² di donare il cibo in eccedenza a organizzazioni di beneficienza anziché distruggerlo.

    (In precedenza, i negozi di alimentari trattavano con candeggina il cibo scaduto o in eccedenza per impedire alle persone di rovistare nei cassonetti a fine giornata)

    #economia #solidarieta #politichesociali
    secondharvest.ca/post/how-fran

  30. Anyone who can help me, even with $10, 15, 30, it can make a big difference in my life

    Your support, no matter how small, means everything to us...

    please don't leave us alone

    #Donatenow #Donaahora #Doneranu #Gefðunúna #donation #donazione #DonaOra #Aiuto #framlag #Solidarietà #Speranza #italia #gaza #palestine #donasjon #Donernå #spende #donatenow
    #behopeful #gazaneedsyou

  31. Anyone who can help me, even with $10, 15, 30, it can make a big difference in my life

    Your support, no matter how small, means everything to us...

    please don't leave us alone

    Link in bio

    #Donatenow #Donaahora #Doneranu #Gefðunúna #donation #donazione #DonaOra #Aiuto #framlag #Solidarietà #Speranza #italia #gaza #palestine #donasjon #Donernå #spende #donatenow
    #behopeful #gazaneedsyou

  32. Anyone who can help me, even with $10, 15, 30, it can make a big difference in my life

    Your support, no matter how small, means everything to us...

    please don't leave us alone

    Link in bio

    #Donatenow #Donaahora #Doneranu #Gefðunúna #donation #donazione #DonaOra #Aiuto #framlag #Solidarietà #Speranza #italia #gaza #palestine #donasjon #Donernå #spende #donatenow
    #behopeful #gazaneedsyou

  33. Anyone who can help me, even with $10, 15, 30, it can make a big difference in my life

    Your support, no matter how small, means everything to us...

    please don't leave us alone

    Link in bio

    #Donatenow #Donaahora #Doneranu #Gefðunúna #donation #donazione #DonaOra #Aiuto #framlag #Solidarietà #Speranza #italia #gaza #palestine #donasjon #Donernå #spende #donatenow
    #behopeful #gazaneedsyou

  34. Anyone who can help me, even with $10, 15, 30, it can make a big difference in my life

    Your support, no matter how small, means everything to us...

    please don't leave us alone

    Link in bio

    #Donatenow #Donaahora #Doneranu #Gefðunúna #donation #donazione #DonaOra #Aiuto #framlag #Solidarietà #Speranza #italia #gaza #palestine #donasjon #Donernå #spende #donatenow
    #behopeful #gazaneedsyou

  35. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale

    Il governo “della non sfiducia” Andreotti III e il governo Andreotti IV
    In seguito alle consultazioni presidenziali, nel corso delle quali vengono sentiti i segretari e presidenti di partito (per la prima volta anche non parlamentari <248), viene formato il governo Andreotti III, un monocolore democristiano detto della “non sfiducia” o “delle astensioni”, perché votano la fiducia soltanto Dc e Sud-Tiroler Volkspartei, si oppongono Msi, Dp e Pri, mentre tutti gli altri (compreso il partito comunista) si astengono (i voti a favore alla Camera sono 258, mentre 303 sono gli astenuti; al Senato sono 136 i voti favorevoli, 69 le astensioni, 92 gli assenti) <249. Il III ministero Andreotti nasce quindi come governo dettato dallo stato di necessità, dalla confluenza di forze politiche che si collocano su posizioni programmatiche diametralmente opposte e privo di una maggioranza precostituita. Nonostante questo, permane in carica per ben 19 mesi, un arco temporale piuttosto lungo per gli standard del tempo. E’ la fine della conventio ad excludendum e l’inizio della breve epoca della solidarietà nazionale, ossia della costituzione di governi sostenuti da ampie alleanze aventi lo scopo di garantire al Paese una stabilità governativa in un periodo di forte disagio economico-sociale. Sotto questo punto di vista, il ministero di Andreotti viene assimilato al governo delle “convergenze parallele” per preparare il terreno politico all’ingresso dei socialisti al governo <250.
    L’iter di formazione del governo è molto lungo (le elezioni si tengono il 20 giugno, le consultazioni iniziano il 12 luglio, mentre il voto di fiducia si svolge il 4 agosto), in quanto le forze politiche necessitano di tempo per accordarsi sul riparto delle cariche e delle poltrone in modo favorire la partecipazione di tutte le principali forze politiche (ad esempio, Amintore Fanfani diventa presidente del Senato, mentre la presidenza della Camera viene per la prima volta assegnata a un comunista, Pietro Ingrao), senza tuttavia che il partito comunista abbia strumenti per intromettersi nelle decisioni di indirizzo politico governative. Anche la scelta di Andreotti quale Presidente del Consiglio è dettata da questa necessità: egli è infatti tra i pochi che durante la crisi di governo hanno mantenuto un atteggiamento accomodante nei confronti dei socialisti. Secondo altri, peraltro, la designazione di Andreotti è volta ad alleggerire i contrasti interni alla Dc, percorsa da tre movimenti che si oppongono alle decisioni della segreteria Zaccagnini: dorotei, andreottiani e forlaniani <251.
    La prevedibile crisi del governo Andreotti, nella più totale inconciliabilità delle posizioni politiche, vede il contrapporsi di due blocchi: da un lato, i comunisti chiedono la costituzione di un governo di emergenza, o, in alternativa, di un governo dalla maggioranza precostituita con la partecipazione del Pci o di un governo delle sinistre con l’appoggio esterno della Dc; dall’altro lato, la Dc, contraria a un governo con il Pci, è stretta nella morsa dei socialisti, che si dichiarano favorevoli soltanto a un governo che veda il coinvolgimento del partito comunista <252. Andreotti, reincaricato, si muove quindi nel tentativo di trovare una “soluzione intermedia tra la maggioranza di programma e il governo d’emergenza” <253.
    In questa fase di difficile compromesso politico, Andreotti riesce a costituire il suo IV governo, un monocolore che il 16 marzo 1978 ottiene la fiducia con i voti favorevoli del partito comunista. Ma la fiducia a un governo monocolore è concessa soltanto a causa dell’allarme creato, proprio il giorno della votazione, dal rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, che rilancia in tutta la sua gravità il tema del terrorismo sul tavolo dello scontro politico <254.
    Verso la fine della solidarietà nazionale e il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti
    La morte di Moro, il cui cadavere viene ritrovato il 9 maggio 1978, scuote le fondamenta della politica nazionale non soltanto per la gravissima portata eversiva di un atto terroristico rivolto contro uno dei principali leader del partito di maggioranza relativa, ma anche perché sancisce il declino del “compromesso storico”. Moro era il principale interlocutore politico di Berlinguer e la sua morte rende impraticabile il cammino avviato. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale proviene dalle elezioni amministrative che nel maggio e giugno del 1978 si tengono in alcune province e nelle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta. La Dc ha un grande successo, ottenendo il 42,6% dei voti, contro il 26,4% dei comunisti. Anche il Psi aumenta, accaparrandosi il 13%, mentre il Msi diminuisce ulteriormente <255. Nello stesso periodo, l’11 giugno 1978, il partito comunista subisce un’altra sconfitta in occasione della consultazione referendaria promossa dai radicali per l’abrogazione di due leggi: a) la legge Reale (152 del 1975) sull’ordine pubblico, che determina un accrescimento dei poteri delle forze dell’ordine, alla cui abrogazione sono contrari Dc, Psi, Pri e Psdi; b) la legge sul finanziamento pubblico ai partiti (195 del 1974), che vede contrarie all’abrogazione tutte le forze politiche, fatta eccezione per i promotori. In entrambi i casi i “no” all’abrogazione prevalgono sui voti favorevoli alla stessa, attenendosi quindi al volere della maggioranza dei partiti. Tuttavia, il voto contrario all’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti è solo del 56% dei votanti, che rappresenta una minoranza rispetto all’intero corpo elettorale <256. E’ la denuncia di un elettorato stanco degli intrighi di palazzo e di un sistema politico la cui inefficienza si fa sempre più esasperata.
    [NOTE]
    48 Già nel corso della crisi del IV governo Moro viene sentito per il partito liberale il vice-segretario, non parlamentare. La sua convocazione, inizialmente negata, è ammessa, tuttavia, in quanto egli viene sentito in rappresentanza del segretario di partito – deputato – che a causa di un’indisposizione non avrebbe potuto partecipare. E’ quindi con la crisi del governo Moro che per la prima volta viene inserita a pieno titolo la consultazione di un presidente di partito (quello liberale) non più parlamentare (cfr. Appunto. Crisi di governo – Personalità consultate, in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38).
    249 Cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 36; G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167.
    250 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, p. 244.
    251 Cfr. D. Porena, Il Governo della “non sfiducia”: le elezioni del 1976 e la formazione del governo Andreotti III, in Aa. Vv., La nascita dei governi, I Presidenti della Repubblica tra Carta costituzionale e prassi, Focus, in http://www.federalismi.it, n. 14/2013, pp. 3-7.
    252 Per la ricostruzione della crisi cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
    253 F. Bassanini, Il mandato di Andreotti, in Il Messaggero del 23 gennaio 1978, consultabile in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
    254 Cfr. G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167. Per i drammatici mesi successivi al rapimento e al ritrovamento del cadavere di Moro, cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 271 ss. Il rapimento di Moro divide le forze politiche sulla strategia da adottare. Infatti, le Brigate Rosse chiedono in riscatto la liberazione di alti esponenti del terrorismo: alcune forze politiche sono disposte al baratto per il salvataggio di Moro (c.d. “fronte della trattativa”, su cui si schierano Psi, Pli e il gruppo conservatore della Dc, guidato da Forlani), altre, invece, scelgono la via della “fermezza” non accettando di scendere a patti con i terroristi (Pci, la segreteria della Dc, guidata da Zaccagnini, il leader del Pri, Ugo La Malfa). Leone, dal canto suo, si dice disposto a firmare la grazia per i rapitori. I due diversi atteggiamenti con cui le forze politiche affrontano il problema del rapimento di Moro è rappresentativo, del resto, delle divisioni tra due fazioni politiche nel delicato periodo storico di riferimento: il “fronte della trattativa” è per lo più composto da personalità contrarie alla formula politica della “solidarietà nazionale”, mentre sul “fronte della fermezza” si schierano le forze politiche fautrici della “solidarietà nazionale” e promotrici di una strategia di rigida intransigenza nei confronti di qualsivoglia fenomeno terroristico (cfr. A. Baldassarre – C. Mezzanotte, op. cit., pp. 221-222).
    255 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 293-294.
    256 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 295-298.
    Elena Pattaro, I “governi del Presidente”, Tesi di dottorato, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, 2015

    #1978 #AldoMoro #DC #ElenaPattaro #finanziamento #GiovanniLeone #GiulioAndreotti #governi #morte #nazionale #ordine #partiti #PCI #Presidente #PSI #pubblico #rapimento #referendum #solidarietà
  36. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale

    Il governo “della non sfiducia” Andreotti III e il governo Andreotti IV
    In seguito alle consultazioni presidenziali, nel corso delle quali vengono sentiti i segretari e presidenti di partito (per la prima volta anche non parlamentari <248), viene formato il governo Andreotti III, un monocolore democristiano detto della “non sfiducia” o “delle astensioni”, perché votano la fiducia soltanto Dc e Sud-Tiroler Volkspartei, si oppongono Msi, Dp e Pri, mentre tutti gli altri (compreso il partito comunista) si astengono (i voti a favore alla Camera sono 258, mentre 303 sono gli astenuti; al Senato sono 136 i voti favorevoli, 69 le astensioni, 92 gli assenti) <249. Il III ministero Andreotti nasce quindi come governo dettato dallo stato di necessità, dalla confluenza di forze politiche che si collocano su posizioni programmatiche diametralmente opposte e privo di una maggioranza precostituita. Nonostante questo, permane in carica per ben 19 mesi, un arco temporale piuttosto lungo per gli standard del tempo. E’ la fine della conventio ad excludendum e l’inizio della breve epoca della solidarietà nazionale, ossia della costituzione di governi sostenuti da ampie alleanze aventi lo scopo di garantire al Paese una stabilità governativa in un periodo di forte disagio economico-sociale. Sotto questo punto di vista, il ministero di Andreotti viene assimilato al governo delle “convergenze parallele” per preparare il terreno politico all’ingresso dei socialisti al governo <250.
    L’iter di formazione del governo è molto lungo (le elezioni si tengono il 20 giugno, le consultazioni iniziano il 12 luglio, mentre il voto di fiducia si svolge il 4 agosto), in quanto le forze politiche necessitano di tempo per accordarsi sul riparto delle cariche e delle poltrone in modo favorire la partecipazione di tutte le principali forze politiche (ad esempio, Amintore Fanfani diventa presidente del Senato, mentre la presidenza della Camera viene per la prima volta assegnata a un comunista, Pietro Ingrao), senza tuttavia che il partito comunista abbia strumenti per intromettersi nelle decisioni di indirizzo politico governative. Anche la scelta di Andreotti quale Presidente del Consiglio è dettata da questa necessità: egli è infatti tra i pochi che durante la crisi di governo hanno mantenuto un atteggiamento accomodante nei confronti dei socialisti. Secondo altri, peraltro, la designazione di Andreotti è volta ad alleggerire i contrasti interni alla Dc, percorsa da tre movimenti che si oppongono alle decisioni della segreteria Zaccagnini: dorotei, andreottiani e forlaniani <251.
    La prevedibile crisi del governo Andreotti, nella più totale inconciliabilità delle posizioni politiche, vede il contrapporsi di due blocchi: da un lato, i comunisti chiedono la costituzione di un governo di emergenza, o, in alternativa, di un governo dalla maggioranza precostituita con la partecipazione del Pci o di un governo delle sinistre con l’appoggio esterno della Dc; dall’altro lato, la Dc, contraria a un governo con il Pci, è stretta nella morsa dei socialisti, che si dichiarano favorevoli soltanto a un governo che veda il coinvolgimento del partito comunista <252. Andreotti, reincaricato, si muove quindi nel tentativo di trovare una “soluzione intermedia tra la maggioranza di programma e il governo d’emergenza” <253.
    In questa fase di difficile compromesso politico, Andreotti riesce a costituire il suo IV governo, un monocolore che il 16 marzo 1978 ottiene la fiducia con i voti favorevoli del partito comunista. Ma la fiducia a un governo monocolore è concessa soltanto a causa dell’allarme creato, proprio il giorno della votazione, dal rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, che rilancia in tutta la sua gravità il tema del terrorismo sul tavolo dello scontro politico <254.
    Verso la fine della solidarietà nazionale e il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti
    La morte di Moro, il cui cadavere viene ritrovato il 9 maggio 1978, scuote le fondamenta della politica nazionale non soltanto per la gravissima portata eversiva di un atto terroristico rivolto contro uno dei principali leader del partito di maggioranza relativa, ma anche perché sancisce il declino del “compromesso storico”. Moro era il principale interlocutore politico di Berlinguer e la sua morte rende impraticabile il cammino avviato. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale proviene dalle elezioni amministrative che nel maggio e giugno del 1978 si tengono in alcune province e nelle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta. La Dc ha un grande successo, ottenendo il 42,6% dei voti, contro il 26,4% dei comunisti. Anche il Psi aumenta, accaparrandosi il 13%, mentre il Msi diminuisce ulteriormente <255. Nello stesso periodo, l’11 giugno 1978, il partito comunista subisce un’altra sconfitta in occasione della consultazione referendaria promossa dai radicali per l’abrogazione di due leggi: a) la legge Reale (152 del 1975) sull’ordine pubblico, che determina un accrescimento dei poteri delle forze dell’ordine, alla cui abrogazione sono contrari Dc, Psi, Pri e Psdi; b) la legge sul finanziamento pubblico ai partiti (195 del 1974), che vede contrarie all’abrogazione tutte le forze politiche, fatta eccezione per i promotori. In entrambi i casi i “no” all’abrogazione prevalgono sui voti favorevoli alla stessa, attenendosi quindi al volere della maggioranza dei partiti. Tuttavia, il voto contrario all’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti è solo del 56% dei votanti, che rappresenta una minoranza rispetto all’intero corpo elettorale <256. E’ la denuncia di un elettorato stanco degli intrighi di palazzo e di un sistema politico la cui inefficienza si fa sempre più esasperata.
    [NOTE]
    48 Già nel corso della crisi del IV governo Moro viene sentito per il partito liberale il vice-segretario, non parlamentare. La sua convocazione, inizialmente negata, è ammessa, tuttavia, in quanto egli viene sentito in rappresentanza del segretario di partito – deputato – che a causa di un’indisposizione non avrebbe potuto partecipare. E’ quindi con la crisi del governo Moro che per la prima volta viene inserita a pieno titolo la consultazione di un presidente di partito (quello liberale) non più parlamentare (cfr. Appunto. Crisi di governo – Personalità consultate, in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38).
    249 Cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 36; G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167.
    250 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, p. 244.
    251 Cfr. D. Porena, Il Governo della “non sfiducia”: le elezioni del 1976 e la formazione del governo Andreotti III, in Aa. Vv., La nascita dei governi, I Presidenti della Repubblica tra Carta costituzionale e prassi, Focus, in http://www.federalismi.it, n. 14/2013, pp. 3-7.
    252 Per la ricostruzione della crisi cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
    253 F. Bassanini, Il mandato di Andreotti, in Il Messaggero del 23 gennaio 1978, consultabile in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
    254 Cfr. G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167. Per i drammatici mesi successivi al rapimento e al ritrovamento del cadavere di Moro, cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 271 ss. Il rapimento di Moro divide le forze politiche sulla strategia da adottare. Infatti, le Brigate Rosse chiedono in riscatto la liberazione di alti esponenti del terrorismo: alcune forze politiche sono disposte al baratto per il salvataggio di Moro (c.d. “fronte della trattativa”, su cui si schierano Psi, Pli e il gruppo conservatore della Dc, guidato da Forlani), altre, invece, scelgono la via della “fermezza” non accettando di scendere a patti con i terroristi (Pci, la segreteria della Dc, guidata da Zaccagnini, il leader del Pri, Ugo La Malfa). Leone, dal canto suo, si dice disposto a firmare la grazia per i rapitori. I due diversi atteggiamenti con cui le forze politiche affrontano il problema del rapimento di Moro è rappresentativo, del resto, delle divisioni tra due fazioni politiche nel delicato periodo storico di riferimento: il “fronte della trattativa” è per lo più composto da personalità contrarie alla formula politica della “solidarietà nazionale”, mentre sul “fronte della fermezza” si schierano le forze politiche fautrici della “solidarietà nazionale” e promotrici di una strategia di rigida intransigenza nei confronti di qualsivoglia fenomeno terroristico (cfr. A. Baldassarre – C. Mezzanotte, op. cit., pp. 221-222).
    255 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 293-294.
    256 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 295-298.
    Elena Pattaro, I “governi del Presidente”, Tesi di dottorato, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, 2015

    #1978 #AldoMoro #DC #ElenaPattaro #finanziamento #GiovanniLeone #GiulioAndreotti #governi #morte #nazionale #ordine #partiti #PCI #Presidente #PSI #pubblico #rapimento #referendum #solidarietà