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Presentazione - Tre buchi nel cuore. 33 racconti sul lavoro educativo
Martedì 29 settembre, dalle 18:30 alle 20:00, presso Libreria Les Mots, via Carmagnola angolo via Pepe
In occasione della presentazione del libro Tre buchi nel cuore. 33 racconti sul lavoro educativo presso Libreria Les Mots verrà discusso il ruolo della figura dell'educatore, nonché del suo bisogno espressivo nel contesto educativo contemporaneo e di come questo bisogno prenda la forma di comunicazione alternative.
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Presentazione - Tre buchi nel cuore. 33 racconti sul lavoro educativo
Martedì 29 settembre, dalle 18:30 alle 20:00, presso Libreria Les Mots, via Carmagnola angolo via Pepe
In occasione della presentazione del libro Tre buchi nel cuore. 33 racconti sul lavoro educativo presso Libreria Les Mots verrà discusso il ruolo della figura dell'educatore, nonché del suo bisogno espressivo nel contesto educativo contemporaneo e di come questo bisogno prenda la forma di comunicazione alternative.
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Educazione libertaria: storia, principi e pedagogia anarchica
Indice dei contenuti
ToggleChe cosa significa educare alla libertà?
La domanda attraversa buona parte della storia della pedagogia moderna. Chi stabilisce che cosa un bambino deve imparare? Quale autorità può esercitare l’insegnante? La scuola deve preparare gli individui ad adattarsi alla società esistente oppure fornire loro gli strumenti per metterla in discussione?
L’educazione libertaria nasce intorno a interrogativi di questo tipo. Non identifica un metodo educativo unico e non coincide completamente con la pedagogia anarchica. Comprende esperienze e riflessioni differenti accomunate, in varia misura, dalla critica dell’autoritarismo educativo, dalla valorizzazione dell’autonomia, dalla partecipazione degli studenti e dall’idea che educare non significhi semplicemente trasmettere conoscenze dall’alto.
All’interno di questa storia esiste però una tradizione propriamente anarchica, sviluppata a partire da autori come William Godwin, Max Stirner e Michail Bakunin e tradotta successivamente in esperienze educative da figure come Louise Michel e Francisco Ferrer. La ricerca storica sulla pedagogia anarchica individua proprio in questi autori alcune delle sue principali radici teoriche.
Educazione libertaria e pedagogia anarchica sono la stessa cosa?
Non esattamente.
La pedagogia anarchica nasce esplicitamente all’interno del pensiero anarchico e collega il problema educativo a una critica più generale dello Stato, delle gerarchie sociali e dei rapporti di dominio.
L’educazione libertaria può invece comprendere anche esperienze sviluppate al di fuori dell’anarchismo organizzato.
Summerhill, per esempio, fondata da Alexander Sutherland Neill, è diventata uno dei riferimenti più conosciuti dell’educazione antiautoritaria. Neill criticava la scuola autoritaria e conformista e organizzò la sua esperienza educativa attorno all’autodeterminazione dei ragazzi e alla vita comunitaria.
Anche Ivan Illich, con la sua critica radicale della scolarizzazione, ha influenzato profondamente il dibattito libertario sull’educazione pur non essendo semplicemente classificabile come pedagogista anarchico.
È quindi più corretto immaginare cerchi che si sovrappongono piuttosto che una sola tradizione perfettamente uniforme.
Le origini della pedagogia anarchica
L’interesse anarchico per l’educazione precede le grandi esperienze scolastiche del Novecento.
William Godwin, Max Stirner e Bakunin affrontarono in modi molto differenti il rapporto tra formazione, libertà individuale e struttura sociale. Una ricostruzione accademica delle origini dell’educazione libertaria sottolinea proprio come, nonostante differenze sostanziali, questi autori condividessero una critica dell’educazione tradizionale e dell’utilizzo della formazione come strumento di riproduzione dell’ordine esistente.
Il problema era politico oltre che pedagogico.
Se una società è fondata sulla gerarchia, può una scuola costruita secondo la stessa logica insegnare realmente la libertà?
E, al contrario, può una pratica educativa differente contribuire alla nascita di rapporti sociali differenti?
Questa tensione accompagnerà gran parte della storia dell’educazione anarchica.
Educazione, autorità e libertà
Uno degli equivoci più frequenti consiste nel pensare che educazione libertaria significhi semplicemente assenza di regole.
La questione è più complessa.
Eliminare l’autoritarismo non significa necessariamente eliminare ogni responsabilità dell’adulto, ogni competenza dell’insegnante o ogni regola della comunità.
Il problema diventa invece stabilire come nasce una regola, chi può modificarla, quale spazio di autonomia possiede chi apprende e quanto potere viene concentrato nelle mani dell’educatore.
È lo stesso problema che il pensiero anarchico incontra quando distingue autorità, competenza e dominio.
Un insegnante può conoscere qualcosa che l’allievo non conosce. Questa differenza non implica necessariamente che debba possedere un’autorità incontestabile sulla persona che sta educando.
Il passaggio da autorità della competenza ad autorità sulla persona è uno dei punti sui quali una pedagogia libertaria può interrogarsi.
Francisco Ferrer e la Scuola Moderna
Francisco Ferrer Guardia rappresenta una delle figure centrali della storia dell’educazione libertaria.
Nel 1901 fondò a Barcellona la Escuela Moderna, proponendo un’educazione razionale e laica alternativa tanto all’insegnamento religioso quanto alla formazione autoritaria dello Stato.
La sua scuola respingeva diversi strumenti tipici dell’educazione tradizionale: premi, punizioni ed esami. Ferrer privilegiava l’esperienza diretta, le conoscenze scientifiche e un rapporto meno coercitivo tra adulto e bambino.
Il progetto aveva anche una dimensione sociale.
L’educazione non doveva limitarsi a trasferire nozioni: doveva sviluppare individui capaci di pensare autonomamente e di riconoscere criticamente le strutture della società nella quale vivevano.
Dopo la morte di Ferrer nel 1909, il modello della Scuola Moderna ispirò esperienze in diversi paesi, comprese le Modern Schools sorte negli Stati Uniti.
L’educazione diventava così uno dei terreni sui quali parte del movimento anarchico cercava di praticare immediatamente i principi che sosteneva politicamente.
Educazione integrale: superare la separazione tra sapere e lavoro
Una delle idee ricorrenti nel pensiero educativo anarchico è quella dell’educazione integrale.
La critica riguarda la divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale.
Una società divisa tra chi pensa, dirige e progetta e chi esegue materialmente il lavoro rischia infatti di riprodurre questa stessa separazione anche attraverso l’educazione.
L’educazione integrale cerca quindi di sviluppare insieme capacità intellettuali, pratiche, artistiche, fisiche e sociali.
Non si tratta soltanto di aggiungere attività manuali alle lezioni tradizionali. Dietro questa idea esiste una critica più profonda della specializzazione e delle gerarchie che possono derivarne.
Anche per questo il tema educativo si collega direttamente all’autogestione e alla critica libertaria della divisione gerarchica del lavoro.
Libertà del bambino e responsabilità
L’educazione libertaria ha spesso messo al centro il bambino come soggetto e non semplicemente come destinatario dell’intervento degli adulti.
Ma libertà non significa necessariamente possibilità illimitata di fare qualsiasi cosa.
L’esperienza di Summerhill è significativa proprio sotto questo aspetto.
Neill costruì una scuola nella quale la frequenza delle lezioni non era imposta e la comunità scolastica partecipava alle decisioni collettive. L’obiettivo era consentire ai bambini di sviluppare autonomamente le proprie capacità in un ambiente cooperativo e non repressivo.
La libertà individuale incontrava però quella degli altri membri della comunità.
Il problema educativo diventava quindi imparare a vivere insieme senza trasformare la libertà di una persona nel dominio sull’altra.
Questa distinzione è importante anche per comprendere l’articolo Una conquista di libertà, dedicato a Maria Montessori.
Montessori non deve essere retroattivamente trasformata in una pedagogista anarchica. Il confronto è interessante proprio perché permette di osservare punti di contatto e differenze tra approcci educativi che attribuiscono grande importanza all’autonomia del bambino.
Autogestione e partecipazione
Una scuola libertaria non riguarda soltanto come si insegna.
Riguarda anche chi decide.
Da qui deriva l’importanza attribuita in molte esperienze alternative alle assemblee, alla partecipazione degli studenti, alla condivisione delle regole e alla gestione comunitaria degli spazi.
L’educazione diventa così un laboratorio politico in senso ampio.
Non perché debba necessariamente trasmettere agli studenti una determinata ideologia, ma perché il modo stesso in cui una comunità educativa è organizzata insegna qualcosa sul potere.
Una scuola fortemente verticale insegna quotidianamente la verticalità.
Una scuola nella quale le decisioni vengono discusse insegna quotidianamente la partecipazione.
Questo non elimina il problema dell’autorità pedagogica: anche una scuola libertaria deve confrontarsi con differenze di età, esperienza, responsabilità e conoscenza.
La letteratura contemporanea sull’educazione anarchica sottolinea proprio questa tensione tra autonomia dell’allievo e inevitabile intervento educativo dell’adulto.
Scuola e pensiero critico
L’educazione libertaria non riguarda soltanto la libertà fisica degli studenti.
Riguarda anche la capacità di pensare senza limitarsi a ripetere ciò che viene trasmesso.
Questo significa sviluppare strumenti per riconoscere pregiudizi, propaganda, conformismo e rapporti di potere.
Una scuola può fornire moltissime conoscenze e contemporaneamente educare all’obbedienza.
Può però verificarsi anche il contrario: una struttura educativa può cercare di trasformare l’apprendimento in ricerca, discussione, esperienza e confronto.
Per questo il pensiero critico rappresenta uno dei ponti più interessanti tra educazione libertaria e controinformazione.
Il problema non è soltanto avere accesso alle informazioni, ma imparare a valutarle, verificarle e metterle in relazione.
Descolarizzazione: bisogna abolire la scuola?
Con Ivan Illich la critica assume una forma ancora più radicale.
In Deschooling Society, pubblicato nel 1971, Illich non propone semplicemente di riformare la scuola ma mette in discussione la stessa istituzionalizzazione dell’apprendimento.
Secondo la sua analisi, la scuola tende a identificare l’apprendimento con la frequenza di un’istituzione, il sapere con il possesso di titoli e l’educazione con un servizio erogato professionalmente.
La sua proposta punta invece verso reti educative più decentralizzate attraverso le quali le persone possano incontrare liberamente conoscenze, strumenti, insegnanti e altri individui interessati ad apprendere.
Questa posizione non coincide con tutta l’educazione libertaria.
È una delle sue possibili radicalizzazioni.
Proprio per questo la descolarizzazione merita di essere distinta sia dalla scuola libertaria sia dalle proposte di democratizzazione dell’istituzione scolastica.
La domanda rimane aperta:
è possibile trasformare radicalmente la scuola oppure la sua stessa struttura riproduce inevitabilmente gerarchie e conformismo?
Perché parlare di abolizione della scuola
Su Magozine questa domanda è già emersa nella recensione Perché dobbiamo abolire la scuola, attraverso il confronto con autori come Illich, Paul Goodman e John Holt.
L’interesse di queste posizioni non consiste necessariamente nell’offrire un programma immediatamente applicabile.
Serve piuttosto a mettere in discussione qualcosa che normalmente diamo per scontato: che scuola ed educazione siano sinonimi.
Possiamo imparare fuori dalla scuola.
Possiamo ricevere un’istruzione scolastica senza sviluppare autonomia.
Possiamo anche immaginare istituzioni educative molto differenti da quelle esistenti.
Separare concettualmente educazione e scuola è quindi uno dei contributi più radicali della tradizione libertaria.
Educazione, Stato e società
La questione educativa ritorna inevitabilmente al problema del potere.
Se lo Stato organizza gran parte dell’istruzione, decide programmi, certificazioni, modalità di accesso e criteri di valutazione, la scuola diventa anche un’istituzione politica.
Questo non significa che ogni sistema pubblico di istruzione debba essere considerato automaticamente uno strumento di oppressione.
L’istruzione pubblica ha anche esteso l’accesso alla conoscenza a gruppi sociali che ne erano storicamente esclusi.
La critica libertaria pone però una domanda diversa:
l’accesso universale all’istruzione richiede necessariamente una struttura educativa fortemente centralizzata e gerarchica?
È su questo terreno che educazione libertaria, anarchia e potere e autogestione si incontrano.
Educazione e militarizzazione
La scuola è anche uno dei luoghi nei quali una società trasmette la propria idea di cittadinanza, storia, appartenenza nazionale e autorità.
Per questo l’educazione libertaria ha spesso incontrato l’antimilitarismo.
La questione diventa particolarmente evidente quando istituzioni scolastiche e militari entrano in relazione oppure quando la guerra viene presentata principalmente attraverso categorie patriottiche e nazionali.
Sul tema Magozine ha già affrontato direttamente la presenza della cultura militare nell’educazione con La scuola va alla guerra? Disarmiamo la scuola e con il Manifesto per il contrasto alla cultura della guerra e delle armi propagandata all’interno delle istituzioni scolastiche.
Questi contenuti si trovano quindi esattamente nel punto di intersezione tra due percorsi:
Educazione libertaria
e
Antimilitarismo.Educare alla memoria e educare al dissenso
Esiste però anche un’altra tensione interessante.
Una scuola istituzionale non è necessariamente soltanto uno spazio di riproduzione dell’autorità.
Può diventare anche luogo nel quale studenti e insegnanti sviluppano memoria storica, coscienza critica e opposizione all’autoritarismo.
L’esperienza raccontata in Resistenza a scuola: docenti e studenti di Roma contro il fascismo mostra proprio questa seconda possibilità.
È quindi utile evitare una contrapposizione troppo semplice:
scuola = autorità
contro
educazione libertaria = libertà.Le istituzioni sono attraversate da conflitti, persone e pratiche differenti.
La domanda diventa piuttosto quali rapporti educativi favoriscano autonomia, partecipazione e capacità critica e quali invece producano conformismo e subordinazione.
Esiste ancora oggi un’educazione libertaria?
Le esperienze storiche di Ferrer, delle Modern Schools e di Summerhill appartengono a contesti molto differenti.
Non forniscono quindi un modello che possa essere semplicemente copiato.
La ricerca contemporanea sull’educazione anarchica sottolinea però che quella tradizione continua a offrire strumenti per discutere questioni tuttora aperte: autonomia, cooperazione, mutuo appoggio, rapporto fra educazione e cambiamento sociale, autorità dell’insegnante e ruolo dello Stato.
L’educazione libertaria rimane dunque interessante non necessariamente perché possieda una formula definitiva per costruire una scuola ideale.
Lo è perché continua a porre una domanda difficile:
come possiamo educare alla libertà senza trasformare la libertà stessa in qualcosa che viene concesso dall’alto?
Forse è proprio questa contraddizione a rendere ancora attuale la pedagogia libertaria.
Educare significa inevitabilmente influenzare.
Il problema è capire se quella influenza mira a produrre obbedienza oppure persone capaci, progressivamente, di non avere più bisogno di obbedire.
#1000ribelli #anarchia #educazione #pedagogia #scuola -
Oggi è la giornata internazionale della pace. Chi è interessato a un percorso di educazione alla pace clicchi qui https://www.peacelink.it/peacelink/scuole-per-la-pace
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Ciao, segnalerei anche i "Servizi liberi per l'educazione" di La Digitale: https://ladigitale.dev/it/
Diversi hanno l'interfaccia anche in italiano.
Per approfondire, si può vedere su Wikibooks il libro su #LaDigitale : https://it.wikibooks.org/wiki/La_Digitale
curato da @maupao -
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Incontro con Samah Jabr, psichatra palestinese. Educazione, intervento sociale e cura di fronte all'infinito trauma coloniale.
Centro delle donne, giovedì 24 settembre alle ore 18:00 CEST
A partire dal libro Trauma infinito. Una psichiatra palestinese racconta (Feltrinelli, 2026), scritto con Maria Nadotti, incontreremo Samah Jabr, psichiatra palestinese e attivista per i diritti umani.
Il libro nasce come una conversazione in cui Samah Jabr ci aiuta a pensare la Palestina non soltanto come il luogo di una tragedia politica, ma uno spazio da cui ripensare il rapporto tra cura e libertà, tra esperienza individuale e destino collettivo. Operatrici nel sociale, sanitari, insegnanti, educatrici ed attiviste costruiranno un cerchio di confronto in cui discutere del trauma personale, collettivo e politico di un popolo, che si prolunga nell'esperienza oggi della migrazione e dell'accoglienza in Italia di minori, donne e famiglie.
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[#LETTURE]
Gli auguri della preside del liceo Bottoni di Milano a tutta la comunità scolastica: https://www.liceobottoni.edu.it/pagine/buon-inizio-a-tutt-dalla-nostra-presideChe nella scuola ci siano persone che usano ancora queste parole è un piccolo segno di speranza.
#scuola #democrazia #educazione #diritti #Costituzione #inclusione #BuonePratiche
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Presentazione Rivista YAKAMOZ
Circolo Arci Guernelli, sabato 19 settembre alle ore 17:30 CEST
A partire dalla riforma Berlinguer, la scuola pubblica ha subito un processo di aziendalizzazione, selezione, meritocrazia e militarizzazione.
Quale scuola pubblica abbiamo oggi e dove ci hanno portato queste trasformazioni?
Cosa significa oggi parlare di educazione democratica?
È ancora possibile trasformare la scuola pubblica dall’interno con quale ruolo per collettivi, riviste e sindacati?
L’incontro nasce da una proposta del Collettivo Pedagogico Libertario Michel - Ferrer, un collettivo toscano di insegnanti ed educatori che presentano per la prima volta a Bologna la loro rivista Yakamoz.
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Primo settembre, ricomincia la scuola 😃
Come augurio di inizio anno, una piccola citazione tratta dal bel libro di Franco Lorenzoni "Educare controvento. Storie di maestre e maestri ribelli" (https://www.sellerio.it/it/catalogo/Educare-Controvento-Storie-Maestre-Maestri-Ribelli/Lorenzoni/14628)
Sono alcune frasi tratte da una lettera che ogni inizio d’anno il preside di una scuola americana inviava ai professori della scuola che dirigeva.
"Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi col veleno da medici ben formati; lattanti soppressi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e di università. Diffido – quindi – dell’educazione. Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani."
#scuola, #democrazia #educazione #umanità #FrancoLorenzoni
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Sono alcune frasi tratte da una lettera che ogni inizio d’anno il preside di una scuola americana inviava ai professori della scuola che dirigeva.
"Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi col veleno da medici ben formati; lattanti soppressi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e di università. Diffido – quindi – dell’educazione. Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani."
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Sono più di 500 i docenti e dirigenti scolastici che lunedì 31 agosto, parteciperanno all’incontro di presentazione di “Sbellichiamoci!”, il nuovo Programma nazionale di Educazione Civica per la formazione di giovani promosso dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace e dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.
Ore 16.00 – 18.00 via ZOOM http://bit.ly/3S72Nvm
Per informazioni: Randa Harb M 335.1431868
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Sono più di 500 i docenti e dirigenti scolastici che lunedì 31 agosto, parteciperanno all’incontro di presentazione di “Sbellichiamoci!”, il nuovo Programma nazionale di Educazione Civica per la formazione di giovani promosso dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace e dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.
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È iniziata da qualche giorno la raccolta delle sottoscrizioni a favore del Referendum che mira ad abolire le restrizioni all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Si può firmare online tramite SPID/CIE direttamente sulla piattaforma ministeriale, all'indirizzo: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000
Maggiori informazioni qui: https://referendumeducazioneaffettiva.it
#Referendum #Educazionesessuoaffettiva #Educazione #Scuola -
È iniziata da qualche giorno la raccolta delle sottoscrizioni a favore del Referendum che mira ad abolire le restrizioni all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Si può firmare online tramite SPID/CIE direttamente sulla piattaforma ministeriale, all'indirizzo: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000
Maggiori informazioni qui: https://referendumeducazioneaffettiva.it
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Si può firmare online tramite SPID/CIE direttamente sulla piattaforma ministeriale, all'indirizzo: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000
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Si può firmare online tramite SPID/CIE direttamente sulla piattaforma ministeriale, all'indirizzo: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000
Maggiori informazioni qui: https://referendumeducazioneaffettiva.it
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È iniziata da qualche giorno la raccolta delle sottoscrizioni a favore del Referendum che mira ad abolire le restrizioni all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Si può firmare online tramite SPID/CIE direttamente sulla piattaforma ministeriale, all'indirizzo: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000
Maggiori informazioni qui: https://referendumeducazioneaffettiva.it
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Stati altri di coscienza come risorse vitali _ 4/5-9-26 _ 36° CONVEGNO SISSC
CAP 10100, sabato 5 settembre alle ore 14:00 CEST
NAUTILUS informa del
Convegno della SOCIETA' ITALIANA PER LO STUDIO DEGLI STATI DI COSCIENZA, 4-5 settembre 2026
al CAP 10100 in Corso Moncalieri 18 (sulla riva del Po, davanti ai Murazzi, sull’altra sponda del fiume)
INGRESSO GRATUITO
Programma di Venerdì 5 settembre
h. 14,00: Riapertura dei lavori
h. 14,30: Biancardi V. - Introduzione all’uso critico degli psichedelici
h. 15,30: Cirino C.M. - Sul futuro delle pratiche filosofiche e l'utilizzo degli Stati Altri di Coscienza in campo educativo
h. 16,30: Coffee Break
h. 17,00: Mele G.F. - Incubi e stati altri di coscienza nel mito e nel folklore
h. 18,00: Costantini R. - Che ne è dell'Altro Mondo? Note sulla spettacolarizzazione dell'estasi
h. 19,00: Chiusura dei Lavori
-
Stati altri di coscienza come risorse vitali _ 4/5-9-26 _ 36° CONVEGNO SISSC
CAP 10100, sabato 5 settembre alle ore 14:00 CEST
NAUTILUS informa del
Convegno della SOCIETA' ITALIANA PER LO STUDIO DEGLI STATI DI COSCIENZA, 4-5 settembre 2026
al CAP 10100 in Corso Moncalieri 18 (sulla riva del Po, davanti ai Murazzi, sull’altra sponda del fiume)
INGRESSO GRATUITO
Programma di Venerdì 5 settembre
h. 14,00: Riapertura dei lavori
h. 14,30: Biancardi V. - Introduzione all’uso critico degli psichedelici
h. 15,30: Cirino C.M. - Sul futuro delle pratiche filosofiche e l'utilizzo degli Stati Altri di Coscienza in campo educativo
h. 16,30: Coffee Break
h. 17,00: Mele G.F. - Incubi e stati altri di coscienza nel mito e nel folklore
h. 18,00: Costantini R. - Che ne è dell'Altro Mondo? Note sulla spettacolarizzazione dell'estasi
h. 19,00: Chiusura dei Lavori
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https://www.europesays.com/it/627560/ Ciclisti e automobilisti: regole, rispetto e tolleranza #Ciclismo #CodiceDellaStrada #Cycling #educazione #IT #Italia #Italy #rispetto #Sport #Sports
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Un sondaggio su più di 80000 studenti universitari statunitensi rivela che più di un terzo di loro soffre di ansia o depressione.
Il sistema educativo delle scuole (americane) è orientato al successo e alle prestazioni, soffocando così il ciclo naturale della curiosità che ci porta a provare piacere quando impariamo.
Dovremmo abbandonare la cultura delle performance?
#ansia #educazione #istruzione #salutementale #education #mentalhealth
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Un sondaggio su più di 80000 studenti universitari statunitensi rivela che più di un terzo di loro soffre di ansia o depressione.
Il sistema educativo delle scuole (americane) è orientato al successo e alle prestazioni, soffocando così il ciclo naturale della curiosità che ci porta a provare piacere quando impariamo.
Dovremmo abbandonare la cultura delle performance?
#ansia #educazione #istruzione #salutementale #education #mentalhealth
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Un sondaggio su più di 80000 studenti universitari statunitensi rivela che più di un terzo di loro soffre di ansia o depressione.
Il sistema educativo delle scuole (americane) è orientato al successo e alle prestazioni, soffocando così il ciclo naturale della curiosità che ci porta a provare piacere quando impariamo.
Dovremmo abbandonare la cultura delle performance?
#ansia #educazione #istruzione #salutementale #education #mentalhealth
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Un sondaggio su più di 80000 studenti universitari statunitensi rivela che più di un terzo di loro soffre di ansia o depressione.
Il sistema educativo delle scuole (americane) è orientato al successo e alle prestazioni, soffocando così il ciclo naturale della curiosità che ci porta a provare piacere quando impariamo.
Dovremmo abbandonare la cultura delle performance?
#ansia #educazione #istruzione #salutementale #education #mentalhealth
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Un sondaggio su più di 80000 studenti universitari statunitensi rivela che più di un terzo di loro soffre di ansia o depressione.
Il sistema educativo delle scuole (americane) è orientato al successo e alle prestazioni, soffocando così il ciclo naturale della curiosità che ci porta a provare piacere quando impariamo.
Dovremmo abbandonare la cultura delle performance?
#ansia #educazione #istruzione #salutementale #education #mentalhealth
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Cos’è il Pensiero Critico e perché oggi è così difficile praticarlo
Tutti pensiamo di pensare criticamente. È normale, nessuno ama immaginarsi manipolabile, superficiale o incapace di valutare le informazioni. Quando leggiamo una notizia, ascoltiamo un’opinione o partecipiamo a una discussione, tendiamo a credere di essere abbastanza lucidi da capire cosa sia vero, cosa sia falso e cosa sia solo propaganda. Ma il pensiero critico è più difficile di così. Non significa semplicemente “avere un’opinione”. Non significa diffidare di tutto. Non […] -
Cos’è il Pensiero Critico e perché oggi è così difficile praticarlo
Tutti pensiamo di pensare criticamente. È normale, nessuno ama immaginarsi manipolabile, superficiale o incapace di valutare le informazioni. Quando leggiamo una notizia, ascoltiamo un’opinione o partecipiamo a una discussione, tendiamo a credere di essere abbastanza lucidi da capire cosa sia vero, cosa sia falso e cosa sia solo propaganda. Ma il pensiero critico è più difficile di così. Non significa semplicemente “avere un’opinione”. Non significa diffidare di tutto. Non […] -
Cos’è il Pensiero Critico e perché oggi è così difficile praticarlo
Tutti pensiamo di pensare criticamente. È normale, nessuno ama immaginarsi manipolabile, superficiale o incapace di valutare le informazioni. Quando leggiamo una notizia, ascoltiamo un’opinione o partecipiamo a una discussione, tendiamo a credere di essere abbastanza lucidi da capire cosa sia vero, cosa sia falso e cosa sia solo propaganda. Ma il pensiero critico è più difficile di così. Non significa semplicemente “avere un’opinione”. Non significa diffidare di tutto. Non […] -
Cos’è il Pensiero Critico e perché oggi è così difficile praticarlo
Tutti pensiamo di pensare criticamente. È normale, nessuno ama immaginarsi manipolabile, superficiale o incapace di valutare le informazioni. Quando leggiamo una notizia, ascoltiamo un’opinione o partecipiamo a una discussione, tendiamo a credere di essere abbastanza lucidi da capire cosa sia vero, cosa sia falso e cosa sia solo propaganda. Ma il pensiero critico è più difficile di così. Non significa semplicemente “avere un’opinione”. Non significa diffidare di tutto. Non […] -
Cos’è il Pensiero Critico e perché oggi è così difficile praticarlo
Tutti pensiamo di pensare criticamente. È normale, nessuno ama immaginarsi manipolabile, superficiale o incapace di valutare le informazioni. Quando leggiamo una notizia, ascoltiamo un’opinione o partecipiamo a una discussione, tendiamo a credere di essere abbastanza lucidi da capire cosa sia vero, cosa sia falso e cosa sia solo propaganda. Ma il pensiero critico è più difficile di così. Non significa semplicemente “avere un’opinione”. Non significa diffidare di tutto. Non […] -
Chris aveva un problema: sua figlia Cassie continuava a postare selfie a detta del padre "provocanti" sui social, ricevendo commenti di ogni tipo da sconosciuti.
Invece di sgridarla o portarle via il telefono, ha pensato a qualcosa di diverso.
Le foto di Chris sono diventate virali ed è finito per accumulare il doppio dei follower di sua figlia.
Cassie? Ha iniziato a postare selfie molto più sobri.Non sempre il modo migliore per educare un figlio è punirlo.
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Chris aveva un problema: sua figlia Cassie continuava a postare selfie a detta del padre "provocanti" sui social, ricevendo commenti di ogni tipo da sconosciuti.
Invece di sgridarla o portarle via il telefono, ha pensato a qualcosa di diverso.
Le foto di Chris sono diventate virali ed è finito per accumulare il doppio dei follower di sua figlia.
Cassie? Ha iniziato a postare selfie molto più sobri.Non sempre il modo migliore per educare un figlio è punirlo.
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Chris aveva un problema: sua figlia Cassie continuava a postare selfie a detta del padre "provocanti" sui social, ricevendo commenti di ogni tipo da sconosciuti.
Invece di sgridarla o portarle via il telefono, ha pensato a qualcosa di diverso.
Le foto di Chris sono diventate virali ed è finito per accumulare il doppio dei follower di sua figlia.
Cassie? Ha iniziato a postare selfie molto più sobri.Non sempre il modo migliore per educare un figlio è punirlo.
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I #programmiscolastici di #Storia vanno radicalmente cambiati, non è possibile che la #StoriaContemporanea non venga vista nella #carriera #scolastica degli #alunni #italiani. #Maturita2026 #politics #politica #Volt #UE #istruzione #educazione #cultura
Maturità 2026, il tempo si è f... -
I #programmiscolastici di #Storia vanno radicalmente cambiati, non è possibile che la #StoriaContemporanea non venga vista nella #carriera #scolastica degli #alunni #italiani.
Oltre il 54% delle classi non va oltre la seconda guerra mondiale! Quindi molti non sapranno mai nulla sulla nascita dell' #UnioneEuropea o altri temi utili a comprendere la #realtà.
#Maturità #Maturita26 #Maturita2026 #politics #politica #Volt #UE #istruzione #educazione @cultura
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#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare
di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/06/visite-scolastiche-alla-base-aeronavale.html -
#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare
di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/06/visite-scolastiche-alla-base-aeronavale.html -
#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare
di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/06/visite-scolastiche-alla-base-aeronavale.html -
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di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola.https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/08/visite-scolastiche-base-aeronavale-sigonella-educazione-militare/ -
#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare
di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola.https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/08/visite-scolastiche-base-aeronavale-sigonella-educazione-militare/ -
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di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola.https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/08/visite-scolastiche-base-aeronavale-sigonella-educazione-militare/ -
#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare
di Antonio Mazzeo
La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola.https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/08/visite-scolastiche-base-aeronavale-sigonella-educazione-militare/