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#israele — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #israele, aggregated by home.social.

  1. "#Israele rade al suolo le case di 3 villaggi in #Cisgiordania, sfollando oltre 100 palestinesi."

    Distrutti anche "11 recinti per il bestiame, 5 servizi igienici all’aperto, 20 serbatoi e cisterne d’acqua, cinque pollai e i pannelli solari che fornivano elettricità alla comunità."🧵

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #14settembre

    haaretz.com/west-bank/2026-09-

  2. "Il personale sanitario riferisce di dover sistemare 2 o 3 prematuri nella stessa incubatrice per la carenza di apparecchiature."

    Le incubatrici, l'ossigeno e i farmaci mancano perchè #Israele non le fa entrare.

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #14settembre

    lastampa.it/esteri/2026/09/14/

  3. NAZA, Venezia 83 Concorso

    labiennale.org/it/cinema/2026/

    Ora dietro paywall:

    Naza, il documentario in cui l'intelligence israeliana confessa: a Venezia il sistema con cui l'AI calcola quanti civili uccidere a Gaza /Valentina Colosimo (Vanity Fair).

    Firmato dai due autori israeliani di No Other Land, il film intervista ... ufficiali ... ed esperti... Un pugno nello stomaco..

    vanityfair.it/article/naza-doc

    #Israele #Gaza #Hamas
    #vittimeCollaterali #nezekAgavi
    #Deif #Gallant #Hanyeh #Netanyahu #Sinwar

  4. Nella Newsletter di Valigia Blu questa settimana (qui il link per iscriversi: valigiablu.it/iscriviti-alla-n) 👇
    La vittoria di AfD in Sassonia e le ripercussioni in Europa dell'ondata di estrema destra, la corsa di Marine Le Pen verso l'Eliseo in Francia, l'inchiesta di Haaretz e le responsabilità di Netanyahu sul 7 ottobre, le ombre (economiche) cinesi di cui si parla poco. E tanto altro ancora...

    #AfD #LePen #estremadestra #Netanyahu #Israele #Xijinping #Cina

  5. Il crimine collettivo, dal vertice alla base
    di Yuval Abraham e Rachel Szor

    ilmanifesto.it/il-crimine-coll

    Il film Naza Il genocidio dei palestinesi è un atto premeditato e intenzionale di cui i soldati sanno tutto. Diranno: abbiamo eseguito gli ordini. L'obiettivo è anche su Tel Aviv, la città-bolla in cui la vita va avanti con le stragi a soli 60 chilometri

    Rachel Szor e Yuval Abraham spiegano come hanno realizzato il loro documentario e con quali motivazioni.
    L'articolo, ripreso dal manifesto è stato pubblicato dalla rivista israeliano-palestinese +972mag:

    972mag.com/naza-exposing-israe

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema #+972mag

    @scuola
    @RFancio
    @lindasartini
    @alephoto85
    @steko

  6. Il crimine collettivo, dal vertice alla base
    di Yuval Abraham e Rachel Szor

    ilmanifesto.it/il-crimine-coll

    Il film Naza Il genocidio dei palestinesi è un atto premeditato e intenzionale di cui i soldati sanno tutto. Diranno: abbiamo eseguito gli ordini. L'obiettivo è anche su Tel Aviv, la città-bolla in cui la vita va avanti con le stragi a soli 60 chilometri

    Rachel Szor e Yuval Abraham spiegano come hanno realizzato il loro documentario e con quali motivazioni.
    L'articolo, ripreso dal manifesto è stato pubblicato dalla rivista israeliano-palestinese +972mag:

    972mag.com/naza-exposing-israe

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema #+972mag

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  7. Il crimine collettivo, dal vertice alla base
    di Yuval Abraham e Rachel Szor

    ilmanifesto.it/il-crimine-coll

    Il film Naza Il genocidio dei palestinesi è un atto premeditato e intenzionale di cui i soldati sanno tutto. Diranno: abbiamo eseguito gli ordini. L'obiettivo è anche su Tel Aviv, la città-bolla in cui la vita va avanti con le stragi a soli 60 chilometri

    Rachel Szor e Yuval Abraham spiegano come hanno realizzato il loro documentario e con quali motivazioni.
    L'articolo, ripreso dal manifesto è stato pubblicato dalla rivista israeliano-palestinese +972mag:

    972mag.com/naza-exposing-israe

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  8. Il crimine collettivo, dal vertice alla base
    di Yuval Abraham e Rachel Szor

    ilmanifesto.it/il-crimine-coll

    Il film Naza Il genocidio dei palestinesi è un atto premeditato e intenzionale di cui i soldati sanno tutto. Diranno: abbiamo eseguito gli ordini. L'obiettivo è anche su Tel Aviv, la città-bolla in cui la vita va avanti con le stragi a soli 60 chilometri

    Rachel Szor e Yuval Abraham spiegano come hanno realizzato il loro documentario e con quali motivazioni.
    L'articolo, ripreso dal manifesto è stato pubblicato dalla rivista israeliano-palestinese +972mag:

    972mag.com/naza-exposing-israe

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema #+972mag

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  9. Il crimine collettivo, dal vertice alla base
    di Yuval Abraham e Rachel Szor

    ilmanifesto.it/il-crimine-coll

    Il film Naza Il genocidio dei palestinesi è un atto premeditato e intenzionale di cui i soldati sanno tutto. Diranno: abbiamo eseguito gli ordini. L'obiettivo è anche su Tel Aviv, la città-bolla in cui la vita va avanti con le stragi a soli 60 chilometri

    Rachel Szor e Yuval Abraham spiegano come hanno realizzato il loro documentario e con quali motivazioni.
    L'articolo, ripreso dal manifesto è stato pubblicato dalla rivista israeliano-palestinese +972mag:

    972mag.com/naza-exposing-israe

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema #+972mag

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  10. «Naza», tecniche di genocidio spiegate dagli esecutori:
    ilmanifesto.it/naza-tecniche-d

    Non è un film Nel documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, presentato a Venezia, le testimonianze agghiaccianti dell’intelligence israeliana.

    «Naza» è la parola con cui l’esercito israeliano indica le «vittime collaterali» a Gaza, intere famiglie palestinesi che possono essere uccise per colpire un obiettivo strategico, quasi sempre un miliziano di Hamas nella propria casa. Se poi è lì davvero, o se è il target giusto poco importa, e tantomeno è in questione la morte di innocenti.

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema

    @scuola
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  11. «Naza», tecniche di genocidio spiegate dagli esecutori:
    ilmanifesto.it/naza-tecniche-d

    Non è un film Nel documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, presentato a Venezia, le testimonianze agghiaccianti dell’intelligence israeliana.

    «Naza» è la parola con cui l’esercito israeliano indica le «vittime collaterali» a Gaza, intere famiglie palestinesi che possono essere uccise per colpire un obiettivo strategico, quasi sempre un miliziano di Hamas nella propria casa. Se poi è lì davvero, o se è il target giusto poco importa, e tantomeno è in questione la morte di innocenti.

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema

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  12. «Naza», tecniche di genocidio spiegate dagli esecutori:
    ilmanifesto.it/naza-tecniche-d

    Non è un film Nel documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, presentato a Venezia, le testimonianze agghiaccianti dell’intelligence israeliana.

    «Naza» è la parola con cui l’esercito israeliano indica le «vittime collaterali» a Gaza, intere famiglie palestinesi che possono essere uccise per colpire un obiettivo strategico, quasi sempre un miliziano di Hamas nella propria casa. Se poi è lì davvero, o se è il target giusto poco importa, e tantomeno è in questione la morte di innocenti.

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema

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  13. «Naza», tecniche di genocidio spiegate dagli esecutori:
    ilmanifesto.it/naza-tecniche-d

    Non è un film Nel documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, presentato a Venezia, le testimonianze agghiaccianti dell’intelligence israeliana.

    «Naza» è la parola con cui l’esercito israeliano indica le «vittime collaterali» a Gaza, intere famiglie palestinesi che possono essere uccise per colpire un obiettivo strategico, quasi sempre un miliziano di Hamas nella propria casa. Se poi è lì davvero, o se è il target giusto poco importa, e tantomeno è in questione la morte di innocenti.

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema

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  14. «Naza», tecniche di genocidio spiegate dagli esecutori:
    ilmanifesto.it/naza-tecniche-d

    Non è un film Nel documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, presentato a Venezia, le testimonianze agghiaccianti dell’intelligence israeliana.

    «Naza» è la parola con cui l’esercito israeliano indica le «vittime collaterali» a Gaza, intere famiglie palestinesi che possono essere uccise per colpire un obiettivo strategico, quasi sempre un miliziano di Hamas nella propria casa. Se poi è lì davvero, o se è il target giusto poco importa, e tantomeno è in questione la morte di innocenti.

    #Gaza #genocidio #Israele #Naza #MostraDelCinemaVenezia #YuvalAbraham e #RachelSzor #cinema

    @scuola
    @RFancio
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    @alephoto85

  15. Nel corso del 2026, più di 1.000 bambini palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, secondo i dati di Save the Children.

    savethechildren.it/blog-notizi

    #Israele #coloni #bambini #Cisgiordania #Palestina

  16. «Penso che dovremmo compiere dai 30 ai 40 omicidi mirati [a Gaza] ogni notte», ha affermato recentemente Ben-Gvir in un podcast.
    «Non solo quelli che rappresentano una minaccia immediata. Lì ci sono persone che non meritano di vivere… Non sono nemmeno persone».

    Potrei continuare all’infinito: Ben-Gvir è un uomo molto impegnato. Recentemente si è filmato mentre entrava nelle celle di detenzione dove si trovavano donne palestinesi e le scherniva.

    Nello stesso podcast in cui ha incitato a compiere uccisioni notturne a Gaza, ha proseguito affermando che, a suo avviso, #Israele dovrebbe occupare l’intera Striscia di Gaza.
    E lunedì ha fatto irruzione nel complesso della moschea di #al_Aqsa a #GerusalemmeEst, accompagnato da coloni estremisti e sotto la protezione dell’esercito israeliano.

  17. privacy? cittadini europei profilati: informazioni passate a israele

    da InsideOver
    https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html

    “Altro che sanzioni economiche contro Israele. Bruxelles non pensa minimamente a sanzionare Tel Aviv per il genocidio a Gaza. Anzi. Secondo un’inchiesta di Statewatch, Ong indipendente britannica che monitora i diritti civili in Europa, ripresa dal sito olandese The Rights Forum, la Commissione europea sta portando avanti negoziati segreti con Israele per concedere alla polizia israeliana l’accesso ai dati dell’agenzia di polizia europea Europol. Accordo che secondo gli esperti di diritti umani metterebbe a rischio la vita dei palestinesi e potrebbe violare il diritto internazionale.

    Dati sensibili e biometrici in cambio di cooperazione

    Secondo la bozza dell’intesa siglata nel 2022, lo scambio prevederebbe di una vasta gamma di dati personali: nomi, numeri di identificazione, localizzazioni, informazioni genetiche e biometriche, e molto altro, tra cui dettagli sulle opinioni politiche personali, sulla salute delle persone, sulle relazioni e persino sull’orientamento sessuale. Secondo Eitan Diamond, giurista menzionato da Novara Media, «i dati trasferiti potrebbero essere usati come intelligence per supportare decisioni mirate ad attaccare e uccidere palestinesi»”.

    continua qui https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html

    #CommissioneEuropea #datiBiometrici #datiPersonali #datiSensibili #dirittiCivili #dirittoInternazionale #EitanDiamond #Europol #Gaza #GDPR #genocidio #InsideOver #Israele #NovaraMedia #palestinesi #poliziaEuropea #PoliziaEuropeaEuropol #privacy #profilazione #Statewatch #TelAviv #TheRightsForum #UE #unioneEuropea
  18. Da quasi tre anni israele uccide i giornalisti palestinesi e impedisce a quelli internazionali l’ingresso a Gaza
    "#Israele continua ad uccidere giornalisti palestinesi e a impedire l'ingresso di quelli internazionali a Gaza, per cancellare le prove del genocidio:

    differx.noblogs.org/2026/08/16

    #links #Palestina #Resistenza #ricostruzioni #Gaza #genocidio #giornalismo #giornalisti #GiornalistiPalestinesi #Haaretz #Israele #Palestina #reportage #TaghreedElKhodary

  19. Rizomatica 26-02-2026

    Infosfera, 26/02/2026

    Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.

    L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.

    Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.

    L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.

    Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF e EPUB.

    https://rizomatica.org/rizomatica26022026.pdf

     

    https://rizomatica.org/rizomatica26022026.epub

    Indice:

    Perchè la guerra?  di A. Marin

    No, la geopolitica non mi ha convinto  di F. Barbetta

    Guerra sia all’aristocrazia  di M. Minetti

    Venezuela, il cortile di casa in fiamme  di M. Sommella

    Oltre l’illusione della pace  di M. Civino

    Capitalismo – Guerra – Rivoluzione  di V. Pellegrino

    Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori

    Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini

    Philip Dick e il gioco del labirinto mortale  di P. Nicolosi (Rattus)

    Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica  di M. Kep

    Appunti di lettura: Karl Polanyi, “Per un nuovo Occidente”  di V. Pellegrino

     

    Copertina di M.Kep. Immagine di IA, dominio pubblico


    https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/

    Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica

    contatto:  rizoma (at) tuta (dot) io

    #aristocrazia #armamenti #Cina #classe #crisi #economia #gaza #geopolitica #guerra #imperialismo #israele #lotta #militarismo #psicanalisi #rivista #Russia #tenconfeudalesimo #USA #venezuela #violenza
  20. ✍️ #BarryDanino e #MichalFeldon
    ⟦ Circa un mese fa, cinque gruppi per i diritti umani hanno chiesto alla Corte Suprema di ordinare allo Stato di riprendere l'evacuazione dei pazienti dalla Striscia di #Gaza verso gli ospedali della #Cisgiordania e di #GerusalemmeEst.

    La petizione era volta esclusivamente a consentire il transito attraverso #Israele dei pazienti in attesa di cure mediche a Gerusalemme Est e nelle aree della Cisgiordania amministrate dai palestinesi.

    Non si trattava di una richiesta di ripristinare la situazione precedente alla guerra, quando tali pazienti venivano curati anche in Israele, anche se già allora le cure erano pagate dall'Autorità Palestinese piuttosto che da Israele.

    Lo Stato non ha ancora risposto alla petizione.⬇️2

  21. Questa settimana, un condominio nel quartiere di #WadiKadum a Gerusalemme Est è stato raso al suolo, lasciando improvvisamente senza casa circa 100 persone.

    L'area era stata isolata sin dal mattino; sono entrati i bulldozer, i residenti sono stati aggrediti e due di loro – un giovane e un adolescente – sono stati brevemente arrestati.

    Tutto questo è successo perché l'edificio non aveva un permesso di costruzione.
    Non aveva un permesso di costruzione perché #israele non rilascia permessi di costruzione agli arabi.

    Martedì, la polizia ha disperso violentemente una festa di #Natale a #WadiNisnas, ad #Haifa, interrompendo una danza dabke e arrestando un “ #BabboNatale”, un DJ e il proprietario di una bancarella.
    Anche questo fa parte della Nakba. ⬇️3

    x.com/veroveronique1/status/20

  22. "Gaza fatica a identificare i corpi che Israele sta rimpatriando in base all'accordo di cessate il fuoco."🧵1/9
    ✍️ #AmiraHass

    Il dramma della consegna di #Israele dei cadaveri palestinesi.
    Segni evidenti di tortura e abusi, ma sui media mainstream italiani la notizia nemmeno esiste.

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24ottobre

    haaretz.com/israel-news/2025-1

  23. "Mentre #Israele bombardava Gaza, Amazon faceva affari.
    #theIntercept ha appreso che #Amazon ha venduto servizi cloud alle aziende israeliane di armi al culmine dei bombardamenti israeliani su Gaza."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24ottobre

    theintercept.com/2025/10/24/am

  24. Il coinvolgimento della Rosa dei Venti nella realizzazione della strage alla Questura di Milano appare dunque evidente

    La strage, che costituisce uno degli episodi più oscuri della strategia della tensione, giunse al termine di una lunga serie di attentati che avevano insanguinato il paese a partire dal ‘69 di cui i più rilevanti, oltre naturalmente a piazza Fontana, furono la strage di Gioia Tauro del 22 luglio del ‘70 e quella di Peteano del 31 maggio del ‘72. L’attentato avvenne giovedì 17 maggio 1973, alle ore 10:55, presso la Questura di via Fatebenefratelli quando Gianfranco Bertoli lanciò una bomba contro il portone d’ingresso del palazzo. Il bilancio fu di quattro morti e cinquantatré feriti. Quella mattina si era da poco conclusa la commemorazione del primo anniversario dell’assassinio del commissario Luigi Calabresi. Dopo l’arresto Bertoli si professò anarchico sostenendo di aver compiuto l’attentato per vendicare Pinelli; le sue dichiarazioni, a cui si sarebbe sempre attenuto, seguivano alla lettera le istruzioni che gli erano state impartite nei mesi antecedenti da alcuni dei più importanti membri di Ordine Nuovo durante i giorni di indottrinamento trascorsi a Verona dove l’uomo, in vista dell’imminente attentato, era stato tenuto sotto stretta osservazione. Il coinvolgimento della figura di Calabresi naturalmente serviva ad occultare meglio la mano degli ideatori rendendo più credibile la paternità anarchica della strage. L’obbiettivo dell’attacco, poi mancato, era il ministro dell’interno Mariano Rumor colpevole, secondo gli ordinovisti, di non aver proclamato lo stato di emergenza dopo la bomba del 12 dicembre del ‘69. L’eliminazione del ministro, nei piani degli ideatori della strage, avrebbe dovuto servire anche ad evitare una riedizione del centro-sinistra che si stava profilando come altamente probabile sulla base degli equilibri politici interni alla DC.
    […] I principali attentati che precedettero l’attacco alla Questura di Milano furono, come sopra ricordato, essenzialmente due. In primo luogo si ricorda il fallito attentato del 7 aprile del 1973 sul direttissimo Torino-Genova-Roma ad opera del gruppo La Fenice. <32 L’esecutore materiale, Nico Azzi, giovane missino, nel tentativo di controllare l’ordigno, temendo che questo non fosse stato impostato correttamente, aveva fatto scoppiare inavvertitamente un detonatore tra le sue gambe, rendendo impraticabile l’innesco dell’ordigno. Nell’ipotesi iniziale all’attentato avrebbe dovuto seguire la solita operazione di attribuzione della paternità a sinistra. In quell’occasione si era deciso di far
    ricadere la responsabilità del gesto sul gruppo genovese “XXII ottobre”, collegato significativamente all’editore Giangiacomo Feltrinelli. Secondo il progetto iniziale, a questa strage doveva far seguito una seconda sul treno Monaco-Roma che poi non venne attuata a causa del fallito attentato sul primo treno, considerato che Azzi, colto in flagrante, era chiaramente di destra, per cui la messa in scena non poteva più essere orchestrata.
    Un secondo snodo significativo nella strategia perseguita prima dell’attentato a Rumor fu il cosiddetto “giovedì nero di Milano”. Il 12 aprile 1973 era stata indetta dall’MSI e dal Fronte della gioventù, l’organizzazione giovanile del partito, una manifestazione di protesta che, a causa dei fatti dei giorni precedenti, era stata limitata dal prefetto Libero Mazza al solo comizio. Nonostante ciò, centinaia di militanti del Movimento Sociale Italiano e delle principali organizzazioni dell’estrema destra scesero in piazza e si scontrarono con le forze dell’ordine. Nel corso della manifestazione rimase ucciso l’agente di polizia Antonio Marino, in seguito all’esplosione di una bomba a mano lanciata da Vittorio Loi, giovane missino che venne immediatamente identificato. Dalle testimonianze di Loi, che sentendosi abbandonato dal suo partito cominciò a parlare, si comprese che i disordini erano stati volontariamente provocati dalla dirigenza missina. <33
    Al di sopra degli attentatori, come è stato ormai accertato dalla Magistratura, operava il già citato gruppo golpista la Rosa dei Venti che svolgeva una funzione di coordinamento tra i diversi gruppi eversivi. <34 Si trattava di un’organizzazione atlantica intersecata con gli apparati dello stato, il cui nome conteneva un chiaro richiamo al simbolo della NATO, oltre ad evocare il numero dei gruppi di estrema destra associati alla stessa organizzazione. <35 Facevano parte dell’organizzazione diversi militari, quali ad esempio il maggiore Amos Spiazzi e il generale Francesco Nardella, oltre ad estremisti neri: tra i nomi più rilevanti ricordiamo il principale promotore del gruppo Dario Zagolin – informatore degli americani e del SID -, Eugenio Rizzato, Sandro Sedona e Sandro Rampazzo. Tra i membri risultavano anche diversi industriali ed esponenti del Fronte nazionale che avevano preso parte al golpe Borghese, tra cui occorre ricordare l’avvocato Giancarlo De Marchi, che come noto aveva già giocato un ruolo rilevante in qualità di collettore dei finanziamenti per il progetto golpista del principe Borghese.
    La figura di De Marchi ricompare proprio nel marzo 1973 quando, nell’ambito della riproposizione di un piano eversivo, venne contattato dal maggiore Amos Spiazzi, su indicazione di un agente del SID. Il compito era quello di valutare affidabilità e la serietà dell’avvocato genovese, che si era dichiarato disponibile a reperire fondi a sostegno della strategia stragista, rassicurandolo al contempo sulla concretezza e fattibilità del disegno golpista, stante l’esistenza di un rilevante numero di militari disposti a proseguire il fallito golpe Borghese.
    L’esistenza di un nuovo progetto golpista è stata confermata d’altra parte anche dalle indagini del giudice Giovanni Tamburino, dalle quali si evince chiaramente che la Rosa dei Venti nel 1973 aveva come obbiettivo quello di promuovere interventi tesi all’istaurazione di un regime autoritario in Italia attraverso la realizzazione di un colpo di stato. Secondo le dichiarazioni di Remo Orlandini, uomo di fiducia del principe Borghese, ai già citati eventi dell’aprile-maggio 1973 – l’attentato al treno Torino-Roma, la manifestazione del 12 aprile e la bomba alla Questura – doveva seguire, l’instaurazione di un clima di forte tensione sociale in Valtellina alla cui direzione avrebbe dovuto esserci il leader del Movimento di azione rivoluzionaria (MAR) Carlo Fumagalli, altro nome di fondamentale importanza nel mondo dell’estrema destra in quella stagione. Altro passaggio teso a creare un clima adatto ad un colpo di stato.
    Nell’aprile del 1973 l’attività della Rosa Dei Venti era strettamente connessa alle attività di Ordine Nuovo. Da fonti provenienti dai carabinieri e dal SID risulta infatti che il giorno della strage Bertoli era atteso da Sandro Rampazzo fuori dalla questura, che come abbiamo già sottolineato avrebbe dovuto farlo scappare a bordo della sua auto. <36 Il coinvolgimento della Rosa dei Venti nella realizzazione della strage alla Questura di Milano appare dunque evidente e questo conferma il fatto che la strage di Bertoli si inserisse in un disegno di ben più ampia portata di quanto per lungo tempo abbiano voluto far credere sia parte dei Servizi Segreti sia una parte della stampa. Come avvenuto con il golpe Borghese, l’opinione pubblica sarebbe però venuta a conoscenza del progetto ordito dalla Rosa dei Venti, peraltro in modo parziale, solo nell’autunno del 1974 grazie all’evoluzione dell’inchiesta condotta dal giudice Tamburino.
    Al compimento dell’attentato avrebbe dovuto seguire l’intervento delle Forze Armate, in modo analogo a quanto era stato previsto dopo la strage alla Banca dell’Agricoltura di Milano. Nonostante l’atto stragista non avesse raggiunto gli obbiettivi che si era prefissato, – Rumor rimase illeso – la Rosa dei Venti avrebbe comunque allertato le strutture civili e militari per passare all’azione il 2 giugno del 1973. Anche in questa occasione l’esecuzione del golpe rientrò soltanto a causa di un intervento esterno.
    Contrariamente a quel che sperava la destra, la bomba alla questura non determinò comunque uno spostamento a destra del governo, ma finì anzi per rafforzare all’interno della DC la linea favorevole ad una riedizione del centro-sinistra.
    Rispetto alle altre stragi che hanno insanguinato il nostro paese, l’attentato alla questura costituisce uno snodo rilevante nella storia della strategia della tensione. Come ha sottolineato in modo chiaro Dondi, esso costituì «l’ultima strage costruita cercando di attuare il meccanismo di provocazione con lo scambio di attribuzione». <37
    Contrariamente a quanto avevano sperato gli ordinovisti e diversamente da quanto era accaduto con la strage di Piazza Fontana, gran parte dell’opinione pubblica diffidò da subito della paternità anarchica dell’attentato. Probabilmente la lunga scia di sangue che aveva attraversato il Paese e l’attività sempre più incisiva della controinformazione avevano cambiato in modo profondo la sensibilità degli italiani. D’altro canto anche la stampa d’opinione, sia pure con le dovute eccezioni, non poté non ravvisare le evidenti incongruenze di una riconduzione della strage alla pista anarchica. Troppi erano gli elementi che non tornavano. Innanzitutto il profilo biografico-politico dell’attentatore, le cui frequentazioni di uomini e organizzazioni della destra eversiva erano difficilmente occultabili. «L’Unità» e «Paese Sera» già dal 18 maggio avevano rilevato i legami del Bertoli con Pace e Libertà, l’organizzazione finanziata dalla Cia.
    In secondo luogo, non si capiva come Bertoli avesse potuto sapere della commemorazione di Calabresi con una settimana di anticipo, cioè al momento di lasciare Israele, quando invece la cerimonia era stata resa pubblica soltanto il 15 maggio. Era evidente che ci doveva essere un coinvolgimento di qualcuno all’interno delle istituzioni. Risultava infine decisamente poco credibile non ipotizzare una trama internazionale alla luce dei numerosi spostamenti di Bertoli. Come era stato possibile infatti che il Mossad non fosse stato in grado di identificare un pregiudicato che operava sul suo territorio, che intratteneva rapporti con uomini dell’estrema desta francese e che andava e veniva dallo stato ebraico con un passaporto falso?
    Insomma, troppi elementi non quadravano nella strage di via Fatebenefratelli. Proprio per questo si può dire che l’attentato costituisce in senso tecnico la fine della strategia della tensione, almeno come era stata delineata nell’ambito del convegno dell’Istituto Pollio tenuto all’hotel Parco dei Principi di Roma del maggio 1965.
    [NOTE]
    32 A. Giannuli, E. Rosati, Storia di ordine nuovo. La più pericolosa organizzazione neo-fascista degli anni settanta, cit., p. 162. La Fenice fu un’organizzazione dell’estrema destra milanese fondata da Giancarlo Rognoni nel 1971. Il gruppo nel febbraio 1973, rientrò sotto l’ombrello del MSI, grazie all’accordo con Franco Servello, cosa avvenuta anche per Ordine Nuovo alla vigilia della strage di Piazza Fontana. Ai membri de La Fenice erano state infatti promesse alcune cariche all’interno del partito. Tra i principali militanti ricordiamo Nico Azzi, Francesco De Min e Mauro Marzorati. Il gruppo godeva della protezione di Pino Rauti.
    33 M. Dondi, op. cit., p.308-309.
    34 G. Tamburino, La Rosa dei Venti nel quadro dell’eversione stabilizzante, https://memoria.cultura.gov.it (consultato il 20 novembre 2024).
    35 M. Dondi, op. cit., p. 330. Le organizzazioni legate alla Rosa dei Venti, inizialmente venti, divennero poi ventitré. Tra queste ricordiamo Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo, Fronte nazionale, Mar.
    36 Cfr. S. Ferrari, Le stragi di stato. Piccola enciclopedia del terrorismo nero da piazza Fontana alla stazione di Bologna, Nuova iniziativa editoriale, Roma 2006, p. 95.
    37 M. Dondi, op. cit., p. 327.
    Marta Cicchinelli, Stampa e strategia della tensione: la strage alla Questura di Milano sui settimanali italiani, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno Accademico 2023-2024

    #17 #1973 #AntonioMarino #attentati #CarloFumagalli #CIA #controinformazione #FrancescoNardella #fronte #Genova #GianfrancoBertoli #gioventù #golpe #Israele #maggio #MAR #MartaCicchinelli #Milano #militari #MSI #NATO #nazionale #neofascisti #NicoAzzi #OrdineNuovo #Questura #rosa #Sid #strage #strategia #tensione #tentativo #Valtellina #Venti #VittorioLoi

  25. "#Nakba dei bambini: come #Israele sta prendendo di mira il futuro palestinese."
    Il ministro dell'Agricoltura israeliano #Dichter lo disse nei primi giorni di guerra:
    “Stiamo lanciando la Nakba di Gaza… Gaza Nakba 2023. È così che andrà a finire”

    #CeasefireNOW
    #GazaGenocide#Gaza #WestBank
    #Israel #ZionistTerrorism #IsraeliOccupation #Peace #16maggio

    theintercept.com/2025/05/15/is

  26. "Nonostante gli oltre 42mila morti nella Striscia di Gaza, l’Italia continua a investire in #Israele somme significative.
    Nel 2023, il volume degli scambi commerciali, ovvero il valore delle importazioni ed esportazioni tra i due Paesi, si è attestato a quota 4,8 miliardi di dollari."

    #CeasefireNOW #SanctionIsraelNOW
    #ZionistTerrorism
    #GazaGenocide#Gaza #Israel #IsraeliOccupation #PACE #31ottobre

    altreconomia.it/gli-scambi-com

  27. 🧵1/8
    “Se #YahyaSinwar era il diavolo, come definiremmo le azioni di Israele nell'ultimo anno?
    #Sinwar merita tutti gli epiteti accostati al suo nome, ma non è #Israele ad avere il diritto di farlo.

    Uno Stato che è così profondamente immerso nel sangue di Gaza e delle sue rovine non ha il permesso morale di definire il suo crudele e acerrimo nemico come il diavolo, prima di esaminare le proprie azioni.”
    ✍️#GideonLevy

    #CeasefireNOW #ZionistTerrorism
    #GazaGenocide#Gaza #Israel #IsraeliOccupation #PACE #21ottobre

    haaretz.com/opinion/2024-10-20

  28. ‼️Non sono gli studenti e le scuole di #Gaza bombardate dall'#IDF per volontà del governo di #Israele o in #Ucraina distrutte dall'esercito russo di #Putin, ma le molte scuole, studenti e insegnanti dimenticati come la guerra genocida in #Tigray, stato regionale del nord #Etiopia. nov2020//nov2022 oggi ne stanno ancora pagando le gravi conseguenze. #TigrayGenocide #Justice4Tigray
    youtube.com/watch?v=dT4I7eM8GK

  29. Il primo e più grave atto di viltà è stata la decisione di bloccare i finanziamenti all’#Unrwa (l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro dei profughi palestinesi nel Vicino oriente) su istigazione di #Israele; istigazione prontamente raccolta dagli #Usa e dai più fedeli alleati occidentali (#Canada, #Australia, #RegnoUnito, #Finlandia, #PaesiBassi, #Germania, #Giappone, #Austria e #NuovaZelanda).

    domenicogallo.it/2024/05/fra-m

  30. Ci si scandalizza di #Israele 🇮🇱 che ha bloccato #Aljazeera nel mondo "democratico occidentale".
    I bianchi democratici europei però non si sono minimamente scandalizzati quando il gov. dell' #Etiopia 🇪🇹 (implicato in crimin di guerra) ha diffidato #CNN, #BBC, #Reuters #AssociatedPress durante la guerra in #Tigray, +6MLN di persone in totale blackout elettrico & comunicativo. Il #TigrayGenocide ha prodotto 800.000 morti tra i civili di etnia tigrina. [nov2021] VERGOGNA‼️ tommasin.org/blog/2021-11-24/e