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#israele — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #israele, aggregated by home.social.

  1. ieri ero al presidio contro la costruzione di un enorme impianto fotovoltaico a #Ribolla (gr)* voluto e finanziato da una società israeliana complice del genocidio. Il comune è contrario ma la Regione ha approvato il progetto.

    ilgiunco.net/2026/09/05/no-al-

    toscanachiantiambiente.it/ribo

    "cresce l'interesse degli investimenti israeliani in #toscana"
    ci mancano solo loro. da giani non mi aspettavo niente di diverso.

    *proprio quella Ribolla: mastodon.bida.im/@bbacc/114754

    #regionetoscana
    #israele

  2. Crimini a Gaza: ecco “Shachpatz”, la app per i militari israeliani all’estero che vogliono sfuggire agli arresti.

    L'applicazione è nata per fornire informazioni di aiuto o assistenza legale in caso di fermo o interrogatorio. "Caccia alle streghe contro i soldati IDF dall'inizio della guerra".
    Però in Italia l'alert non serve nemmeno...

    ilfattoquotidiano.it/2026/09/0

    #Guerra #Israele #Gaza #Palestina #Idf #Shachpatz

  3. I palestinesi, secondo il ministro della Difesa di #Israele #Katz, "dovrebbero andarsene per permettere di realizzare il progetto della "riviera di Gaza" rilanciato più volte da #Trump."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #4settembre

    lespresso.it/c/mondo/2026/9/2/

  4. Gaza, l’IDF fa sparire le prove dei suoi crimini

    Vengono portati via 100 camion al giorno Euro-Med Human Rights Monitor accusa Israele di aver proceduto alla rimozione di potenziali prove di crimini di guerra e genocidio, insieme alle macerie dei quartieri distrutti nell'enclave palestinese. di Jo Westphal, da Agence Media Palestine […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  5. insieme abbiamo combattuto per la liberazione di Julian #Assange e abbiamo vinto, perché non possiamo almeno fermare la criminale complicità dell'#Italia nel #genocidio di #Israele contro #Gaza, in termini di vendite di armi e di arresto di #Netanyahu?

    repubblica.it/spettacoli/cinem

  6. la grande attrice #LauraMorante compie 70 anni e in un'intervista a #Repubblica cita la grande battaglia a cui ha dato un contributo importante e che rimarrà : la liberazione di Julian #Assange.

    E oggi la priorità è fermare il #genocidio di #Israele

    repubblica.it/spettacoli/cinem

  7. privacy? cittadini europei profilati: informazioni passate a israele

    da InsideOver
    https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html

    “Altro che sanzioni economiche contro Israele. Bruxelles non pensa minimamente a sanzionare Tel Aviv per il genocidio a Gaza. Anzi. Secondo un’inchiesta di Statewatch, Ong indipendente britannica che monitora i diritti civili in Europa, ripresa dal sito olandese The Rights Forum, la Commissione europea sta portando avanti negoziati segreti con Israele per concedere alla polizia israeliana l’accesso ai dati dell’agenzia di polizia europea Europol. Accordo che secondo gli esperti di diritti umani metterebbe a rischio la vita dei palestinesi e potrebbe violare il diritto internazionale.

    Dati sensibili e biometrici in cambio di cooperazione

    Secondo la bozza dell’intesa siglata nel 2022, lo scambio prevederebbe di una vasta gamma di dati personali: nomi, numeri di identificazione, localizzazioni, informazioni genetiche e biometriche, e molto altro, tra cui dettagli sulle opinioni politiche personali, sulla salute delle persone, sulle relazioni e persino sull’orientamento sessuale. Secondo Eitan Diamond, giurista menzionato da Novara Media, «i dati trasferiti potrebbero essere usati come intelligence per supportare decisioni mirate ad attaccare e uccidere palestinesi»”.

    continua qui https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html

    #CommissioneEuropea #datiBiometrici #datiPersonali #datiSensibili #dirittiCivili #dirittoInternazionale #EitanDiamond #Europol #Gaza #GDPR #genocidio #InsideOver #Israele #NovaraMedia #palestinesi #poliziaEuropea #PoliziaEuropeaEuropol #privacy #profilazione #Statewatch #TelAviv #TheRightsForum #UE #unioneEuropea
  8. È stato uno degli attacchi più letali della guerra di annientamento condotta da Israele contro la Striscia di Gaza. Il 22 novembre 2023, un insieme di edifici residenziali nel quartiere di Sabra, nella città di Gaza uccidendo duecento persone. E' "il più grande funerale collettivo della storia della Palestina".

    Gli abitanti non hanno i mezzi per cercare ed estrarre le migliaia di corpi ancora sotto le macerie.

    lemonde.fr/international/artic

    #Gaza #civili #Israele

  9. Al Presidente di #Israele Yitzhak #Herzog
    Egregio Presidente,
    Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan #Barghouti.
    Non c'e' bisogno che illustriamo cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli.
    Peppe Sini

  10. "Come il 'significativo' servizio militare di #Israele crea una generazione perduta"🧵

    «Sei ebreo? Cosa ci facevi a #Ramallah
    Giovani soldati e il giornalista Gideon Levy ad un posto di blocco.

    "Questi giovani sono stati addestrati per diventare teppisti violenti e razzisti in ogni situazione.
    Per loro non c’è via d’uscita.
    Se lo porteranno dietro per il resto della loro vita."
    ✍️ #GideonLevy

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24luglio

    haaretz.com/opinion/2026-07-23

  11. "Come il 'significativo' servizio militare di #Israele crea una generazione perduta"🧵

    «Sei ebreo? Cosa ci facevi a #Ramallah
    Giovani soldati e il giornalista Gideon Levy ad un posto di blocco.

    "Questi giovani sono stati addestrati per diventare teppisti violenti e razzisti in ogni situazione.
    Per loro non c’è via d’uscita.
    Se lo porteranno dietro per il resto della loro vita."
    ✍️ #GideonLevy

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24luglio

    haaretz.com/opinion/2026-07-23

  12. "Come il 'significativo' servizio militare di #Israele crea una generazione perduta"🧵

    «Sei ebreo? Cosa ci facevi a #Ramallah
    Giovani soldati e il giornalista Gideon Levy ad un posto di blocco.

    "Questi giovani sono stati addestrati per diventare teppisti violenti e razzisti in ogni situazione.
    Per loro non c’è via d’uscita.
    Se lo porteranno dietro per il resto della loro vita."
    ✍️ #GideonLevy

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24luglio

    haaretz.com/opinion/2026-07-23

  13. "Come il 'significativo' servizio militare di #Israele crea una generazione perduta"🧵

    «Sei ebreo? Cosa ci facevi a #Ramallah
    Giovani soldati e il giornalista Gideon Levy ad un posto di blocco.

    "Questi giovani sono stati addestrati per diventare teppisti violenti e razzisti in ogni situazione.
    Per loro non c’è via d’uscita.
    Se lo porteranno dietro per il resto della loro vita."
    ✍️ #GideonLevy

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24luglio

    haaretz.com/opinion/2026-07-23

  14. "Come il 'significativo' servizio militare di #Israele crea una generazione perduta"🧵

    «Sei ebreo? Cosa ci facevi a #Ramallah
    Giovani soldati e il giornalista Gideon Levy ad un posto di blocco.

    "Questi giovani sono stati addestrati per diventare teppisti violenti e razzisti in ogni situazione.
    Per loro non c’è via d’uscita.
    Se lo porteranno dietro per il resto della loro vita."
    ✍️ #GideonLevy

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24luglio

    haaretz.com/opinion/2026-07-23

  15. Mega Centro dati dell’Università di #Palermo con la multinazionale contractor del #Pentagono ed #Israele
    di Antonio Mazzeo #unipa
    Lunedì 20 luglio è stato inaugurato il nuovo Data Center dell’Università degli Studi di Palermo e la piattaforma HPE Private Cloud AI.
    antoniomazzeoblog.blogspot.com

  16. Non si può e non si deve mai fare di tutta l'erba un fascio: solo la cultura ci può salvare contro la #barbarie

    La cultura, l'ingegno, l'umanità e la bellezza esistono ovunque, bisogna solo sforzarsi e saperle cogliere

    Mi delizio le orecchie con questo eccezionale gruppo #progressive #ISRAELIANO

    [pieno di citazioni dei #GentleGiant BTW, album stupendo]

    Altro #israele

    💽Album: Sheshet (ששת)
    #Sheshet / #ששת
    📆anno: 1977
    #Fusion / #Jazz_Rock / #Eclectic_Prog #progrock

    youtube.com/watch?v=ncaoyBxEi7c

  17. repubblica.it/esteri/2026/05/2

    Ufficialmente l'offensiva dell'esercito di Tel Aviv si concentra su obiettivi "legati a Hezbollah", ma a morire sotto i missili israeliani sono ancora una volta, e soprattutto, i civili.

    #Libano #civili #Israele

  18. Israele implode su Ben-Gvir: Herzog prende le distanze per salvare la faccia mentre il governo Netanyahu si lacera sugli orrori della Flotilla

    Dopo l’intercettazione della “Global Sumud Flotilla”, dentro Israele è esplosa una guerra politica e istituzionale senza precedenti. Herzog parla di “imbarbarimento”, l’IDF scarica ogni responsabilità sulla macchina repressiva controllata da Ben-Gvir, mentre le cancellerie occidentali fingono improvvisamente stupore davanti a pratiche che i palestinesi denunciano da anni. Ma il problema non è soltanto Ben-Gvir. Il problema è un’intera classe politica israeliana che per anni ha costruito, protetto e normalizzato un sistema di occupazione, apartheid e violenza permanente.

    A un certo punto persino il sistema ha iniziato ad avere paura della propria creatura.

    È questo che sta accadendo dentro Israele dopo il caso della “Global Sumud Flotilla”. Non una semplice polemica politica. Non un incidente diplomatico isolato. Ma qualcosa di molto più profondo: una frattura interna che mostra al mondo intero la decomposizione morale e istituzionale prodotta da anni di radicalizzazione, violenza e impunità.

    Tutto esplode quando il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir diffonde pubblicamente un video in cui deride gli attivisti ammanettati e detenuti nel porto di Ashdod dopo l’intercettazione della Flotilla. Immagini umilianti, aggressive, costruite come propaganda politica da esibire alla propria base suprematista.

    Ed è lì che improvvisamente qualcosa si rompe anche dentro lo stesso establishment israeliano.

    Isaac Herzog, presidente dello Stato di Israele, parla apertamente di “imbarbarimento”. Una parola enorme. Ma sarebbe ingenuo leggerla come un improvviso risveglio morale. Herzog non è un osservatore esterno del sistema israeliano. È parte integrante di quell’apparato politico e istituzionale che ha continuato a rappresentare e legittimare Israele davanti al mondo mentre Gaza veniva devastata.

    Lo stesso Herzog, che nei mesi più cruenti del genocidio appariva pubblicamente mentre firmava ordigni destinati all’esercito israeliano, oggi tenta improvvisamente di prendere le distanze dagli eccessi di Ben-Gvir. Non per una reale rottura etica, ma perché il caso Flotilla rischia di produrre un danno diplomatico devastante davanti alle cancellerie occidentali e all’opinione pubblica internazionale.

    La sua reazione appare quindi molto meno come una condanna morale e molto più come un disperato tentativo di salvare la reputazione internazionale di Israele mentre gli orrori diventano ormai troppo evidenti perfino per chi li ha giustificati per anni.

    Ben-Gvir reagisce immediatamente attaccando Herzog e definendolo indegno. Rivendica la linea dura, continua a descrivere gli attivisti come “sostenitori del terrorismo” e trasforma ancora una volta la repressione in spettacolo politico.

    Poi arriva il passaggio forse più inquietante di tutti: anche l’IDF prende le distanze.

    L’esercito israeliano dichiara pubblicamente di non aver ordinato alcun abuso e scarica ogni responsabilità sulla polizia e sui servizi penitenziari controllati direttamente dal ministero di Ben-Gvir. In pratica, dentro lo Stato israeliano è iniziato un gigantesco rimbalzo di responsabilità.

    Herzog accusa Ben-Gvir. – Ben-Gvir accusa Herzog. – L’IDF accusa il sistema penitenziario.

    Tutti improvvisamente cercano di separarsi dall’orrore.

    Ed è proprio qui che emerge la verità più scomoda: quando uno Stato inizia a dissociarsi da sé stesso significa che il livello di brutalità è diventato troppo evidente persino per chi lo ha tollerato, alimentato o coperto fino al giorno prima.

    Ma il punto fondamentale è un altro: Ben-Gvir non è apparso dal nulla.

    Non è un incidente imprevedibile. Non è una scheggia impazzita estranea al sistema israeliano.

    È il prodotto politico più coerente di anni di occupazione, suprematismo coloniale, impunità internazionale e radicalizzazione interna costruita e normalizzata da gran parte della classe dirigente israeliana, da Netanyahu fino ai settori istituzionali che oggi fingono improvvisamente scandalo.

    Per anni l’Occidente ha accettato tutto.

    I bombardamenti su Gaza. Gli ospedali distrutti. Le fosse comuni. I civili affamati. I giornalisti uccisi. Le accuse di apartheid. Gli “atti plausibilmente genocidari” citati dalla Corte Internazionale di Giustizia.

    Per anni il linguaggio occidentale è rimasto anestetizzato dentro formule diplomatiche: “diritto alla difesa”, “equilibrio”, “contesto complesso”.

    Poi però arrivano gli attivisti occidentali della Flotilla. Arrivano le immagini mediaticamente spendibili. Arrivano gli europei umiliati davanti alle telecamere.

    E improvvisamente le cancellerie ritrovano la voce.

    Antonio Tajani chiede addirittura all’Unione Europea di valutare sanzioni contro Ben-Gvir. Gli stessi governi che fino a ieri continuavano a mantenere relazioni politiche, economiche e militari normali con Israele ora fingono di scoprire il problema.

    Ma il rischio è enorme: trasformare Ben-Gvir nel “mostro perfetto” per salvare tutti gli altri.

    Perché se il problema diventa soltanto Ben-Gvir, allora Netanyahu può continuare a fingersi uno statista moderato invece che il capo politico di un governo responsabile della devastazione di Gaza. Herzog può recitare il ruolo del garante morale dopo aver rappresentato lo stesso sistema davanti al mondo. L’Europa può fingere di non avere responsabilità. E l’intero sistema internazionale può continuare a lavarsi le mani davanti al genocidio palestinese.

    Francesca Albanese lo ha spiegato con chiarezza: la violenza israeliana non dipende da una singola figura politica, ma da una struttura di occupazione e apartheid consolidata nel tempo.

    È questo il punto che il teatro delle sanzioni rischia continuamente di nascondere.

    Perché Ben-Gvir è certamente una figura estremista e pericolosa. Ma il problema non nasce con lui e non finirà con lui.

    Il problema è un’intera architettura politica e militare che ha normalizzato l’umiliazione dei palestinesi, la repressione permanente e la disumanizzazione dell’altro fino al punto in cui persino dentro Israele iniziano ormai a parlarsi addosso usando parole come “imbarbarimento”.

    E forse è proprio questo il dettaglio più devastante di tutta la vicenda: il fatto che oggi lo Stato israeliano sembri improvvisamente scandalizzato da metodi che i palestinesi denunciano da decenni davanti a un mondo che per troppo tempo ha scelto di non guardare.

    Paolo Consiglio

    Fonti principali:
    – Dichiarazioni pubbliche di Isaac Herzog sul caso “Global Sumud Flotilla”
    – Dichiarazioni pubbliche di Itamar Ben-Gvir
    – Comunicazioni ufficiali dell’IDF sulla gestione dei fermati ad Ashdod
    – Reuters
    – Haaretz
    – CNN
    – Associated Press
    – Al Jazeera
    – Human Rights Watch
    – Amnesty International
    – Corte Internazionale di Giustizia (ICJ)
    – Dichiarazioni pubbliche del Ministro degli Esteri Antonio Tajani
    – Dichiarazioni pubbliche di Francesca Albanese
    – Analisi ONU sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza

    Nota editoriale:
    Questo articolo rielabora fatti pubblici, dichiarazioni istituzionali, documenti internazionali e analisi giornalistiche relative al conflitto israelo-palestinese, alla gestione della “Global Sumud Flotilla” e al dibattito internazionale sulle responsabilità politiche e umanitarie dello Stato israeliano. Le opinioni espresse rientrano nel diritto di cronaca, analisi e critica politica tutelato dall’articolo 21 della Costituzione italiana e dall’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).

    Crediti foto:
    – Isaac Herzog mentre firma un ordigno destinato all’esercito israeliano durante una visita a una postazione militare nei mesi del genocidio di Gaza. Immagine diffusa da InTheNet nell’ambito di un articolo dedicato al confronto tra il conflitto in Ucraina e la devastazione della Striscia di Gaza.
    – Itamar Ben-Gvir ripreso mentre deride attivisti ammanettati e bendati dopo l’intercettazione della “Global Sumud Flotilla” nel porto di Ashdod. Frame tratto da un video diffuso da Repubblica nell’ambito della copertura giornalistica sulle polemiche internazionali relative al trattamento dei membri della Flotilla.
    – Immagini utilizzate a fini di cronaca, informazione e analisi, senza scopo di lucro, ai sensi dell'articolo 65 della Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941).

    #Gaza #BenGvir #Israele #Palestina #Flotilla #GlobalSumudFlotilla #Netanyahu #Herzog #FrancescaAlbanese #DirittiUmani #Genocidio #PaoloConsiglio

    @attualita

  19. Israele Stato canaglia, governo Meloni complice!

    Lə attivistə della Global Sumud Flotilla umiliatə ad Ashdod, ə palestinesi rastrellati ogni giorno, Gaza sotto assedio: non bastano proteste diplomatiche, l’Italia rompa subito ogni rapporto con Israele!

    osservatoriorepressione.info/i

    da @osservatoriorepressione

    #israele #palestina #stopgenocidio #globalsumudflotilla

  20. "Cosa nasconde Israele dietro le mura dei suoi campi di detenzione"

    #Israele, in violazione delle Convenzioni di Ginevra, impedisce alla #CroceRossa di visitare i prigionieri palestinesi nei suoi campi di detenzione: sono più di 80 i palestinesi morti a causa di torture, fame e malattie.
    🧵1/6

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #15maggio

    haaretz.com/opinion/editorial/

  21. "Italia e Germania hanno guidato il blocco contro la proposta di sospensione dell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Israele, discussa e respinta oggi al Consiglio Affari Esteri dell’UE.

    La decisione, per la quale era necessaria l’unanimità, era stata proposta dalla Spagna e sostenuta dalla maggioranza dei paesi membri, nonché da oltre un milione di firme raccolte in tutta l’Unione."
    🤬

    #italia #UE #europa #israele #stopgenocidio

  22. Bombardare così vicino a una centrale nucleare o indica una assoluta fiducia nei propri mezzi, o un menefreghismo totale per le possibili conseguenze. Io credo la seconda, e non per sentito dire. #Iran #Israele #Medioriente

  23. Bombardare così vicino a una centrale nucleare o indica una assoluta fiducia nei propri mezzi, o un menefreghismo totale per le possibili conseguenze. Io dico la seconda, e non per sentito dire. #Iran #Israele #Medioriente

  24. L'Onu: 'La guerra ha provocato tre milioni di sfollati in Iran'
    ANSA 13 marzo 2026

    #ONU #sfollati #civili #Iran #guerra #Usa #Israele

  25. Martedì 10 Marzo ci vediamo alle 12:20 a Palazzo Giusso - nel cortile - per un momento di Rassegna stampa e informazione su quello che sta succedendo in Medio Oriente.
    In questo momento di guerra proviamo a costruire momenti di confronto e informazione autorganizzati e dal basso che ci permettano di condividere le nostre idee e fare chiarezza su ciò che da solx non riusciamo a comprendere a fondo.

    #usa #israele #iran #guerra #medioriente

  26. Il #medioriente in fiamme è il fallimento della diplomazia e del desiderio di pace.  La guerra è il destino del mondo.  Dal #Blog  #USA #Iran #Israele #Geopolitica 

    USA e Israele colpiscono l'Ira...

  27. Rizomatica 26-02-2026

    Infosfera, 26/02/2026

    Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.

    L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.

    Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.

    L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.

    Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF e EPUB.

    https://rizomatica.org/rizomatica26022026.pdf

     

    https://rizomatica.org/rizomatica26022026.epub

    Indice:

    Perchè la guerra?  di A. Marin

    No, la geopolitica non mi ha convinto  di F. Barbetta

    Guerra sia all’aristocrazia  di M. Minetti

    Venezuela, il cortile di casa in fiamme  di M. Sommella

    Oltre l’illusione della pace  di M. Civino

    Capitalismo – Guerra – Rivoluzione  di V. Pellegrino

    Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori

    Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini

    Philip Dick e il gioco del labirinto mortale  di P. Nicolosi (Rattus)

    Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica  di M. Kep

    Appunti di lettura: Karl Polanyi, “Per un nuovo Occidente”  di V. Pellegrino

     

    Copertina di M.Kep. Immagine di IA, dominio pubblico


    https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/

    Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica

    contatto:  rizoma (at) tuta (dot) io

    #aristocrazia #armamenti #Cina #classe #crisi #economia #gaza #geopolitica #guerra #imperialismo #israele #lotta #militarismo #psicanalisi #rivista #Russia #tenconfeudalesimo #USA #venezuela #violenza
  28. No Thanks

    È l'app più diffusa per il boicottaggio legato al conflitto a Gaza.

    play.google.com/store/apps/det

    “Grazie Italia, perché il tuo coraggio mi ha ridato speranza: solo ribellandoci possiamo cambiare il mondo”. Descrive così le manifestazioni di lunedì l'ingegnere informatico AHMED BASHBASH, palestinese e sviluppatore di No!Thanks. Con oltre 12 milioni di download, l’applicazione segnala le aziende che hanno rapporti commerciali con Israele.

    #boicottaggio #Israele #Gaza

  29. richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione ue-israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di israele

    Firma e fai firmare questa iniziativa dei cittadini europei: https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home

    Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. [1]
    Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e… … non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].

    Ciononostante, l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l’UE e quello stato.

    I cittadini dell’UE non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità.

    Si invita pertanto la Commissione a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele.

    _____________________________

    [1] Servizio europeo per l’azione esterna, nota dell’Ufficio del rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da

    [2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 https://www.icj-cij.org/node/203447

    Pagina web dell’iniziativa nel registro della Commissione europea: https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000005

    Sito web della proposta d’iniziativa dei cittadini: https://www.justiceforpalestine.eu/

    Instagram: https://www.instagram.com/justiceforpalestineeu/

    #accordo #aiutiUmanitari #bloccoDegliAiutiUmanitari #crimineDiGenocidio #criminiDiGuerra #deportazione #distruzioneDiOspedali #EU #EuropeanUnion #fameComeArmaDiGuerra #Gaza #genocide #genocidio #iniziativaPubblica #Israele #Palestina #sfollamento #sospensioneAccordoIsraeleUE #unioneEuropea #violazioneDeiDirittiUmani

  30. richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione ue-israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di israele

    Firma e fai firmare questa iniziativa dei cittadini europei: https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home

    Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. [1]
    Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e… … non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].

    Ciononostante, l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l’UE e quello stato.

    I cittadini dell’UE non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità.

    Si invita pertanto la Commissione a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele.

    _____________________________

    [1] Servizio europeo per l’azione esterna, nota dell’Ufficio del rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da

    [2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 https://www.icj-cij.org/node/203447

    Pagina web dell’iniziativa nel registro della Commissione europea: https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000005

    Sito web della proposta d’iniziativa dei cittadini: https://www.justiceforpalestine.eu/

    Instagram: https://www.instagram.com/justiceforpalestineeu/

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