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#israele — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #israele, aggregated by home.social.

  1. <La logica impone una scelta binaria: privilegiare l’identità ebraica e democratica implica rinunciare al controllo permanente sui territori palestinesi; optare per una democrazia sul Grande Israele comporta l’integrazione di milioni di palestinesi con diritto di voto, facendo perdere la maggioranza ebraica; scegliere l’identità ebraica unita all’espansione territoriale si traduce nel mantenere la supremazia negando l’uguaglianza dei diritti.> #Naza #Israele #Palestina

    ilmanifesto.it/le-minacce-a-na

  2. ⟦ All’inizio di questo mese, nel corso di sei giorni, le autorità israeliane hanno demolito abitazioni e infrastrutture essenziali in tre villaggi palestinesi nella regione delle South Hill di #Hebron, in #Cisgiordania, lasciando 109 residenti senza un tetto.

    I tre villaggi – #Fakhit, #KhalletAl_Daba e #KhirbetAl_Taban – figurano tra le 12 comunità situate all’interno della Zona di tiro 918, un’area di circa 3.000 ettari nelle colline a sud di Hebron ( #MasaferYatta in arabo) che #Israele ha dichiarato off-limits per i civili negli anni ’80.

    Con circa 1.200 residenti palestinesi, i villaggi all’interno della zona di tiro hanno dovuto affrontare la minaccia di espulsione sin da una sentenza dell’Alta Corte del 2022 che ha aperto la strada alla demolizione da parte di Israele di 8 delle 12 comunità.

  3. "#Israele rade al suolo le case di 3 villaggi in #Cisgiordania, sfollando oltre 100 palestinesi."

    Distrutti anche "11 recinti per il bestiame, 5 servizi igienici all’aperto, 20 serbatoi e cisterne d’acqua, cinque pollai e i pannelli solari che fornivano elettricità alla comunità."🧵

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #14settembre

    haaretz.com/west-bank/2026-09-

  4. "Il personale sanitario riferisce di dover sistemare 2 o 3 prematuri nella stessa incubatrice per la carenza di apparecchiature."

    Le incubatrici, l'ossigeno e i farmaci mancano perchè #Israele non le fa entrare.

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #14settembre

    lastampa.it/esteri/2026/09/14/

  5. donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)

    Donatella Della Porta

    Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.

    Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.

    CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».

    Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.

    Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».

    DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.

    La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.

    LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.

    Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.

    COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).

    Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.

    Donatella Della Porta

    #antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo
  6. Gaza, l’IDF fa sparire le prove dei suoi crimini

    Vengono portati via 100 camion al giorno Euro-Med Human Rights Monitor accusa Israele di aver proceduto alla rimozione di potenziali prove di crimini di guerra e genocidio, insieme alle macerie dei quartieri distrutti nell'enclave palestinese. di Jo Westphal, da Agence Media Palestine […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  7. 💎 DAI DIAMANTI NASCONO LE BOMBE

    📆Mercoledì 2 settembre, ore 20.30
    📍Casa Lelia — via Sette Martiri 151, Ponte dei Nori (Valdagno)

    Presentazione del dossier sugli interessi israeliani a Vicenzaoro, la fiera dell'oro e dei diamanti (Vicenza, 4-8 settembre), a cura di Vicenza per la Palestina.
    Interviene un rappresentante del movimento BDS — Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni.

    «Chi è complice del genocidio non è il benvenuto.»

    :boost_ok: RT benvenuti 🍉
    Da Valle Agno per la Palestina

    #israele #palestina #vicenzaoro #vicenza #palestinalibera #diamanti #BDSitalia

  8. Sto guardando i campionati europei di #atletica e gli european aquatics di Parigi.
    Qualcuno più informato di me mi sa dire come mai partecipa #israele dato che non è una nazione europea?
    @sport #sport #europa

  9. Con inaudita sfrontatezza l’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon ha scritto: «La Spagna, che non perde mai l’occasione di fare la morale a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi sulla sua politica migratoria. Forse è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa».

    #ceuta #spagna #marocco #israele #usa #colonialismo

    (leggibile senza paywall al link)
    ilmanifesto.it/una-storia-di-d

  10. RE: mastodon.uno/@lindasartini/116

    Aggiornamento: "I fossi pieni di coccodrilli non si possono fare perché violerebbero i diritti degli animali. La corte ha così emesso un’ingiunzione temporanea su richiesta di un’associazione animalista israeliana «Let the Animals Live» che avanza preoccupazioni su potenziali maltrattamenti degli animali".
    Per carità, bravi eh, ma una parola sui detenuti palestinesi, sia mai?

    #israele #palestina #diritti #animali

    Link per leggere senza paywall:
    ilmanifesto.it/no-allalligator

  11. A #Gerusalemme #ultraortodossi ebraici contro un nuovo locale aperto legalmente durante lo #shabbat. Si radunano da qualche settimana per protestare e per intimidire i clienti e intervengono le forze dell'ordine, ma in segno di solidarietà con i gestori si presentano al bar anche tanti avventori. Le tensioni tra i due gruppi ben rappresentano la divergenza sempre più netta tra ultra-ortodossi e laici che sta vivendo oggi #Israele dal punto di vista sociale e politico. 👇
    jpost.com/opinion/article-9024

  12. Diritto vs. Sicurezza: L’Equilibrio del Medio Oriente

    Dico la verità: quello che fa Itamar Ben-Gvir, come l’intera postura dell’attuale governo israeliano, mi fa orrore. Non per un vezzo morale da salotto buono, ma perché è una politica che calpesta diritti, esaspera il conflitto e pretende pure di chiamarsi sicurezza mentre somiglia sempre più a un nazionalismo cieco, muscolare e tossico. Detto questo, se vogliamo capire davvero dove sta andando il Medio Oriente, dobbiamo fare quello sforzo che molti si rifiutano perfino di nominare: […]

    leargenteetesteduovo.com/2026/

  13. 🔴 Un presidente USA minaccia di far sparire l’Iran evocando una bomba atomica. Poco dopo annuncia un “cessate il fuoco”, subito messo a rischio da Israele, alleato e principale interessato alla guerra.
    Intanto, alla Camera, Giorgia Meloni apre di fatto la campagna elettorale.
    Ma davvero meritiamo tutto questo?

    🎙 Episodio 20 di Antitesi con Alessio Ramaccioni e Gabriele Busti

    #politica #geopolitica #Iran #USA #Israele #podcast #Antitesi

    youtube.com/watch?v=FFjWjBNEOmE

  14. And the winner is…

    Gli avvenimenti corrono più veloci della nostra capacità di interpretarli. Scrivi un articolo e mezz’ora dopo sei già costretto a correggerlo, limarlo, a volte riscriverlo da capo. Sic transit gloria mundi, verrebbe da dire, con un certo gusto amaro. Ma se c’è un punto fermo in questo caos apparente, è uno: il presidente degli Stati Uniti esce da questa crisi iraniana molto più ridimensionato di quanto i suoi sostenitori vogliano ammettere. Donald Trump non ha raggiunto […]

    leargenteetesteduovo.com/2026/

  15. "I prossimi #Mondiali di calcio, tra #USA, #Messico e #Canada, si svolgeranno "in un contesto di grave crisi dei #diritti umani, con rischi e impatti significativi per tifosi, giocatori, giornalisti, lavoratori e comunità locali."

    Potevamo boicottarli, non qualificandoci rifiutando di giocare contro #Israele, invece…

    #Italia #1aprile #humanRights

    ilbolive.unipd.it/it/news/soci

  16. Cosa possono fare i palestinesi quando ogni protesta non porta a nulla e presenta un prezzo personale da pagare? 🧵1/8

    "Questo perché #Israele ci ha sopraffatti, perchè siamo oltremodo esausti, perché le proteste non cambiano più la politica, perché quando sei indebolito, la realtà ti spinge ad agire con autocontrollo […]
    Nei territori, siamo ancora nel 1948."
    ✍️ #HaninMajadli

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #1aprile

    haaretz.com/opinion/2026-04-01

  17. Le autorità del #Bahrein hanno arrestato decine di persone per aver partecipato a manifestazioni pacifiche contro la guerra in #Iran, chiedendo in alcuni casi la pena di morte.

    #USA #Israele #NOpenaMorte #NOtiDeathPenalty #democrazia #HumanRights #19marzo

    hrw.org/news/2026/03/19/bahrai

  18. Iran. Disertiamo la guerra!
    IL’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran ha innescato un’escalation bellica che sta incendiando l'area tra il Mediterraneo e il Golfo Persico.

    Una deflagrazione a livello globale appare sempre più vicina.

    Il rischio per chi si oppone al regime teocratico iraniano in una prospettiva internaziona
    umanitanova.org/iran-disertiam
    #2026 #Comunicati #DallItalia #InEvidenza #diserzione #FAI #Guerra #iran #israele #MedioOriente #nato #USA

  19. È ormai "accettabile" che Stati liberali e democratici (?) adottino, o giustifichino, condotte per tutto simili a quelle dei regimi repressivi, assimilabili a quelle di mafia e narcos.
    Il passo successivo quale sarà?
    Cosa accetteremo come "legittimo" anche qui da noi?

    #NOpenaMorte #NOtoDeathPenalty #democrazia
    #1marzo #Iran #USA #Israele #UE #Italia #ceasefireNOW #peace

  20. Rizomatica 26-02-2026

    Infosfera, 26/02/2026

    Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.

    L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.

    Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.

    L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.

    Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF e EPUB.

    https://rizomatica.org/rizomatica26022026.pdf

     

    https://rizomatica.org/rizomatica26022026.epub

    Indice:

    Perchè la guerra?  di A. Marin

    No, la geopolitica non mi ha convinto  di F. Barbetta

    Guerra sia all’aristocrazia  di M. Minetti

    Venezuela, il cortile di casa in fiamme  di M. Sommella

    Oltre l’illusione della pace  di M. Civino

    Capitalismo – Guerra – Rivoluzione  di V. Pellegrino

    Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori

    Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini

    Philip Dick e il gioco del labirinto mortale  di P. Nicolosi (Rattus)

    Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica  di M. Kep

    Appunti di lettura: Karl Polanyi, “Per un nuovo Occidente”  di V. Pellegrino

     

    Copertina di M.Kep. Immagine di IA, dominio pubblico


    https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/

    Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica

    contatto:  rizoma (at) tuta (dot) io

    #aristocrazia #armamenti #Cina #classe #crisi #economia #gaza #geopolitica #guerra #imperialismo #israele #lotta #militarismo #psicanalisi #rivista #Russia #tenconfeudalesimo #USA #venezuela #violenza
  21. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground