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#israele — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #israele, aggregated by home.social.

  1. In #Palestina #Israele è favorevole a una soluzione a due stati. Basta che siano tutti e due suoi.

  2. "L'indagine sugli attacchi #USA- #Israele nei quartieri di #Teheran rivela danni devastanti ai civili.[...]
    devono essere urgentemente indagati in modo indipendente e imparziale per determinare se costituiscano crimini di guerra."

    #Iran #CeasefireNOW #Peace #8settembre

    amnesty.org/en/latest/news/202

  3. donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)

    Donatella Della Porta

    Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.

    Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.

    CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».

    Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.

    Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».

    DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.

    La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.

    LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.

    Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.

    COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).

    Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.

    Donatella Della Porta

    #antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo
  4. donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)

    Donatella Della Porta

    Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.

    Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.

    CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».

    Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.

    Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».

    DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.

    La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.

    LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.

    Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.

    COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).

    Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.

    Donatella Della Porta

    #antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo
  5. donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)

    Donatella Della Porta

    Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.

    Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.

    CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».

    Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.

    Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».

    DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.

    La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.

    LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.

    Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.

    COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).

    Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.

    Donatella Della Porta

    #antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo
  6. donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)

    Donatella Della Porta

    Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.

    Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.

    CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».

    Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.

    Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».

    DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.

    La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.

    LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.

    Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.

    COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).

    Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.

    Donatella Della Porta

    #antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo
  7. "La tesi è netta e demolisce la retorica della guerra “chirurgica” propagandata da #Israele: il modo in cui l’esercito israeliano (Idf) impiega questi piccoli droni tattici non ha ridotto i danni ai civili, li ha intensificati."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #7settembre

    valori.it/costs-of-war-quadric

  8. "La tesi è netta e demolisce la retorica della guerra “chirurgica” propagandata da #Israele: il modo in cui l’esercito israeliano (Idf) impiega questi piccoli droni tattici non ha ridotto i danni ai civili, li ha intensificati."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #7settembre

    valori.it/costs-of-war-quadric

  9. "La tesi è netta e demolisce la retorica della guerra “chirurgica” propagandata da #Israele: il modo in cui l’esercito israeliano (Idf) impiega questi piccoli droni tattici non ha ridotto i danni ai civili, li ha intensificati."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #7settembre

    valori.it/costs-of-war-quadric

  10. "La tesi è netta e demolisce la retorica della guerra “chirurgica” propagandata da #Israele: il modo in cui l’esercito israeliano (Idf) impiega questi piccoli droni tattici non ha ridotto i danni ai civili, li ha intensificati."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #7settembre

    valori.it/costs-of-war-quadric

  11. "La tesi è netta e demolisce la retorica della guerra “chirurgica” propagandata da #Israele: il modo in cui l’esercito israeliano (Idf) impiega questi piccoli droni tattici non ha ridotto i danni ai civili, li ha intensificati."

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #7settembre

    valori.it/costs-of-war-quadric

  12. Nel corso del 2026, più di 1.000 bambini palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, secondo i dati di Save the Children.

    savethechildren.it/blog-notizi

    #Israele #coloni #bambini #Cisgiordania #Palestina

  13. Nel corso del 2026, più di 1.000 bambini palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, secondo i dati di Save the Children.

    savethechildren.it/blog-notizi

    #Israele #coloni #bambini #Cisgiordania #Palestina

  14. Nel corso del 2026, più di 1.000 bambini palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, secondo i dati di Save the Children.

    savethechildren.it/blog-notizi

    #Israele #coloni #bambini #Cisgiordania #Palestina

  15. Nel corso del 2026, più di 1.000 bambini palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, secondo i dati di Save the Children.

    savethechildren.it/blog-notizi

    #Israele #coloni #bambini #Cisgiordania #Palestina

  16. Nel corso del 2026, più di 1.000 bambini palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, secondo i dati di Save the Children.

    savethechildren.it/blog-notizi

    #Israele #coloni #bambini #Cisgiordania #Palestina

  17. ieri ero al presidio contro la costruzione di un enorme impianto fotovoltaico a #Ribolla (gr)* voluto e finanziato da una società israeliana complice del genocidio. Il comune è contrario ma la Regione ha approvato il progetto.

    ilgiunco.net/2026/09/05/no-al-

    toscanachiantiambiente.it/ribo

    "cresce l'interesse degli investimenti israeliani in #toscana"
    ci mancano solo loro. da giani non mi aspettavo niente di diverso.

    *proprio quella Ribolla: mastodon.bida.im/@bbacc/114754

    #regionetoscana
    #israele

  18. ieri ero al presidio contro la costruzione di un enorme impianto fotovoltaico a #Ribolla (gr)* voluto e finanziato da una società israeliana complice del genocidio. Il comune è contrario ma la Regione ha approvato il progetto.

    ilgiunco.net/2026/09/05/no-al-

    toscanachiantiambiente.it/ribo

    "cresce l'interesse degli investimenti israeliani in #toscana"
    ci mancano solo loro. da giani non mi aspettavo niente di diverso.

    *proprio quella Ribolla: mastodon.bida.im/@bbacc/114754

    #regionetoscana
    #israele

  19. ieri ero al presidio contro la costruzione di un enorme impianto fotovoltaico a #Ribolla (gr)* voluto e finanziato da una società israeliana complice del genocidio. Il comune è contrario ma la Regione ha approvato il progetto.

    ilgiunco.net/2026/09/05/no-al-

    toscanachiantiambiente.it/ribo

    "cresce l'interesse degli investimenti israeliani in #toscana"
    ci mancano solo loro. da giani non mi aspettavo niente di diverso.

    *proprio quella Ribolla: mastodon.bida.im/@bbacc/114754

    #regionetoscana
    #israele

  20. ieri ero al presidio contro la costruzione di un enorme impianto fotovoltaico a #Ribolla (gr)* voluto e finanziato da una società israeliana complice del genocidio. Il comune è contrario ma la Regione ha approvato il progetto.

    ilgiunco.net/2026/09/05/no-al-

    toscanachiantiambiente.it/ribo

    "cresce l'interesse degli investimenti israeliani in #toscana"
    ci mancano solo loro. da giani non mi aspettavo niente di diverso.

    *proprio quella Ribolla: mastodon.bida.im/@bbacc/114754

    #regionetoscana
    #israele

  21. ieri ero al presidio contro la costruzione di un enorme impianto fotovoltaico a #Ribolla (gr)* voluto e finanziato da una società israeliana complice del genocidio. Il comune è contrario ma la Regione ha approvato il progetto.

    ilgiunco.net/2026/09/05/no-al-

    toscanachiantiambiente.it/ribo

    "cresce l'interesse degli investimenti israeliani in #toscana"
    ci mancano solo loro. da giani non mi aspettavo niente di diverso.

    *proprio quella Ribolla: mastodon.bida.im/@bbacc/114754

    #regionetoscana
    #israele

  22. ⟦ Anche se le elezioni si avvicinano e la nostra attenzione è rivolta alla fatidica lotta in corso all’interno di #Israele, la dura realtà a #Gaza non può essere ignorata.

    Un’inchiesta di #Haaretz rivela nuovi livelli di sfumatura dei confini, che si manifestano nella profonda cooperazione tra #IDF e il servizio di sicurezza #ShinBet con le milizie palestinesi ostili a #Hamas.

    Quello che era iniziato come un fenomeno isolato si è notevolmente ampliato, accelerando dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco a ottobre.

    Israele gestisce ora una rete che comprende 5 milizie di spicco, diventate il braccio operativo dell’IDF e dello Shin Bet a Gaza.

    L’inchiesta si basa su immagini satellitari, testimonianze di soldati, fonti a Gaza, informazioni delle Nazioni Unite e analisi di dati online.

  23. Sull’assedio dei coloni a Qusra ecco la proposta di Giorgio Gori: pregare.

    Tajani parla di violenze inaccettabili ma rinvia a eventuali iniziative di Bruxelles senza accennare a possibili azioni del governo.
    L'ex sindaco di Bergamo, ora eurodeputato della corrente riformista del Pd, suggerisce di fare ancora meno: affidarsi a entità superiori.

    ilfattoquotidiano.it/2026/08/1

    #Guerra #Israele #Qusra #Cisgiordania #Palestina #Tajani #AntonioTajani #ForzaItalia #Gori #GiorgioGori #PD #PartitoDemocratico

  24. Da quasi tre anni israele uccide i giornalisti palestinesi e impedisce a quelli internazionali l’ingresso a Gaza
    "#Israele continua ad uccidere giornalisti palestinesi e a impedire l'ingresso di quelli internazionali a Gaza, per cancellare le prove del genocidio:

    differx.noblogs.org/2026/08/16

    #links #Palestina #Resistenza #ricostruzioni #Gaza #genocidio #giornalismo #giornalisti #GiornalistiPalestinesi #Haaretz #Israele #Palestina #reportage #TaghreedElKhodary

  25. 26 giu. 2026, dalla Redazione de ‘L’Antidiplomatico’: «”Complici del genocidio a Gaza”: la durissima petizione contro i medici israeliani pubblicata su The Lancet»

    >> Oltre 1.150 professionisti e organizzazioni sanitarie hanno lanciato il 13 giugno una petizione per il boicottaggio dell’Associazione medica israeliana (IMA), accusandola di non rispettare l’etica medica e di dimostrare “complicità” nel genocidio dei palestinesi a Gaza.
    L’iniziativa è guidata dal People’s Health Movement (PHM), da Medici per Gaza e dal Consiglio consultivo sanitario del gruppo Jewish Voice for Peace.
    Le organizzazioni chiedono all’Associazione Medica Mondiale (WMA) di interrompere l’adesione all’IMA per il suo silenzio sulla sistematica distruzione delle infrastrutture sanitarie da parte di Israele e sull’uccisione, il rapimento e la tortura di medici, infermieri e soccorritori palestinesi.
    La petizione è stata pubblicata anche su The Lancet, la rivista medica più prestigiosa al mondo. <<

    […]
    l’articolo integrale è quihttps://www.lantidiplomatico.it/dettnews-complici_del_genocidio_a_gaza_la_durissima_petizione_contro_i_medici_israeliani_pubblicata_su_the_lancet/45289_67709/

    #AssociazioneMedicaIsraeliana #AssociazioneMedicaMondiale #complicitàInGenocidio #complicitàNelGenocidio #complicitàNelGenocidioDeiPalestinesi #ConsiglioConsultivoSanitario #distruzioneDelleInfrastruttureSanitarie #eticaMedica #Gaza #genocidio #genocidioDeiPalestinesi #IMA #infermieri #infrastruttureSanitarie #Israele #JewishVoiceForPeace #Lancet #medici #MediciPerGaza #Palestina #palestinesi #PeopleSHealthMovement #personaleMedico #petizione #PHM #rapimenti #soccorritori #TheLancet #torture #uccisioni #WMA #WorldMedicalAssociation
  26. Corteo del 25 Aprile a Milano, scatta la maxi denuncia. Ma esplode il caso politico.

    La Brigata ebraica porta in procura i fatti di corso Venezia citando anche reati di terrorismo. Sinistra italiana insorge: "Atto inqualificabile".

    @Milano

    milanotoday.it/politica/denunc

    #Milano #25aprile #BrigataEbraica #SinistraItaliana #Anpi #PD #PartitoDemocratico #FestaDellaLiberazione #ProPal #Palestina #Israele #Usa

  27. "Sono trascorsi ormai 2 anni dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che ha dichiarato illegale la presenza di #Israele nei territori palestinesi occupati."
    Cosa è cambiato? Nulla, anzi…

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #30luglio

    rainews.it/video/2026/07/espan

  28. ⟦ Il resto della famiglia del Dottor #HussamAbuSafiya vive stipata in un appartamento ad Almaty, in #Kazakistan.

    L’ambasciata kazaka a #TelAviv è riuscita a far uscire la famiglia da #Gaza, dopo che Abu Safiya era stato rapito da #Israele, suo figlio Ibrahim era stato ucciso in un attacco con droni israeliani e gli altri due figli erano rimasti feriti.

    Ora si trovano tutti a casa della nonna, madre della moglie kazaka del medico, Albina.

    Secondo il resoconto dell’avvocato che lo ha incontrato la scorsa settimana, #AbuSafiya sta morendo.
    L’avvocato ha avuto difficoltà a riconoscerlo.
    Ha riferito che il suo cliente aveva difficoltà a respirare, a parlare e a stare seduto.

    Ma Israele se ne è semplicemente infischiato.
    Considera il medico un terrorista.

  29. Il governo di #Israele ha riconosciuto all'unanimità le uccisioni di massa degli #armeni durante la Prima guerra mondiale come #genocidio.

    Del resto, quanto a genocidi, sono esperti in materia.

    #ww1 #Turchia #gaza

  30. 🧵 Nella newsletter di Valigia Blu di questa settimana: In #Libano #Israele ripete lo stesso copione di #Gaza; come la propaganda russa sui paesi baltici che vogliono aggredire la #Russia si diffonde in #Italia; l'ascesa del #jihadismo in #Africa; l'assalto finale di #Erdogan alla democrazia in #Turchia

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  31. Il manuale di diritto navale è troppo lungo per Twitter

    Mi piace molto One Piece. Ma non per questo mi metto a citare Monkey D. Luffy quando si parla di diritto del mare. È un vezzo tipicamente contemporaneo: avere un’opinione su tutto, competenze su niente e una sicurezza granitica nel pontificare. Così, quando una flottiglia diretta a Gaza viene intercettata in acque internazionali, parte il teatrino: da una parte i giuristi da tastiera che urlano alla “pirateria”, dall’altra i tifosi della ragion di Stato che liquidano tutto come […]

    leargenteetesteduovo.com/2026/