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  1. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

    #alfabetiSconosciuti #AmeliaEtlinger #art #arte #artisteDonne #assemblage #astrazione #Atene #BetweenWordAndSign #ElisabettaGut #formaPoetica #GalleriaGrammaEpsilon #gesto #GrammarsOfThePossible #GretaSchödl #immagine #immagini #leggibilità #libriDArtista #libriOggetto #materialiVerbovisivi #MirellaBentivoglio #PaoloCortese #poesiaVisiva #ritmo #scrittura #segno #significato #simboli #strutturaVisiva
  2. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

    #alfabetiSconosciuti #AmeliaEtlinger #art #arte #artisteDonne #assemblage #astrazione #Atene #BetweenWordAndSign #ElisabettaGut #formaPoetica #GalleriaGrammaEpsilon #gesto #GrammarsOfThePossible #GretaSchödl #immagine #immagini #leggibilità #libriDArtista #libriOggetto #materialiVerbovisivi #MirellaBentivoglio #PaoloCortese #poesiaVisiva #ritmo #scrittura #segno #significato #simboli #strutturaVisiva
  3. Come analizzare simbolicamente un film

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    Guardare un film e capire la sua trama sono due cose diverse dal saperlo leggere davvero. Molti film, infatti, non comunicano il loro significato piu’ profondo attraverso spiegazioni esplicite, ma attraverso immagini, colori, oggetti, spazi, gesti e ricorrenze visive che lavorano sotto la superficie della storia. E’ qui che comincia la analisi simbolica di un film.

    Interpretare simbolicamente un’opera cinematografica non significa inventare teorie complicate o attribuire intenzioni segrete a ogni dettaglio. Significa imparare a osservare in che modo il film costruisce senso per immagini. Una porta che ritorna, uno specchio insistito, un corridoio vuoto, un animale, un colore dominante, una soglia attraversata piu’ volte: tutti questi elementi possono diventare nodi simbolici se il film li collega al proprio conflitto centrale.

    In questa guida vedremo come analizzare un film simbolicamente, da dove partire, cosa osservare durante la visione e come distinguere una lettura solida da una forzata.

    Da dove iniziare davanti a un film simbolico

    Il primo errore da evitare e’ iniziare subito a interpretare. Prima ancora di chiederti “che cosa significa questo simbolo?”, devi capire che tipo di film stai guardando, quale esperienza vuole costruire e quale conflitto profondo mette in scena.

    Un film simbolico non e’ necessariamente oscuro o astratto. Puo’ esserlo, ma puo’ anche essere narrativamente molto chiaro. Il punto non e’ il grado di difficolta’, ma il fatto che il senso non passa solo dalla trama: passa anche dal modo in cui il film dispone le sue immagini.

    Cosa osservare alla prima visione

    La prima visione serve soprattutto a orientarti. In questa fase conviene seguire la storia e, allo stesso tempo, tenere a mente alcune domande di base:

    • Qual e’ il conflitto principale del film?
    • Che emozione dominante produce?
    • Ci sono immagini, oggetti o spazi che colpiscono piu’ del normale?
    • Alcuni colori o ambienti sembrano avere un peso particolare?
    • Ci sono scene che restano impresse anche senza sapere ancora perche’?

    Non serve prendere nota di tutto in modo ossessivo. Basta accorgersi delle ricorrenze piu’ evidenti e di cio’ che il film sembra voler mettere in rilievo.

    Cosa annotare alla seconda visione

    Se il film merita un’analisi simbolica, la seconda visione e’ spesso decisiva. Qui puoi osservare con piu’ attenzione:

    • gli oggetti che ritornano;
    • i colori dominanti;
    • gli spazi ricorrenti;
    • gli specchi, le finestre, le porte, le soglie;
    • gli animali o gli elementi naturali;
    • le scene di sogno, visione o sdoppiamento;
    • i gesti ripetuti;
    • i cambiamenti di luce o di composizione.

    Durante la seconda visione il tuo compito non e’ ancora “decifrare”, ma raccogliere una mappa. L’analisi simbolica nasce da una rete di connessioni, non da un singolo dettaglio isolato.

    I segnali che rivelano una struttura simbolica

    Non tutti i film lavorano allo stesso modo sul piano simbolico. Alcuni sono piu’ realistici e meno densi di immagini ricorrenti; altri costruiscono vere e proprie costellazioni visive. Per capire se un film sta chiedendo una lettura simbolica, ci sono alcuni segnali molto utili.

    Ripetizioni visive

    Il primo segnale e’ la ripetizione. Se un oggetto, un colore, un gesto o un luogo tornano piu’ volte, e’ probabile che il film li stia caricando di significato.

    Un ascensore che compare nei momenti di crisi, una finestra sempre presente nelle scene di attesa, un vestito rosso che riappare nei passaggi decisivi, una figura animale che accompagna il protagonista: tutte queste ricorrenze suggeriscono che non siamo davanti a semplici dettagli scenografici.

    La ripetizione e’ una forma di insistenza. E il cinema insiste su cio’ che vuole rendere significativo.

    Oggetti, suoni e gesti ricorrenti

    A volte il simbolismo non passa solo dall’immagine visiva in senso stretto, ma anche da:

    • un suono che ritorna;
    • una musica associata a un personaggio o a una condizione emotiva;
    • un gesto ripetuto;
    • una parola che acquista valore rituale;
    • un oggetto usato sempre nello stesso tipo di scena.

    Per esempio, una mano che tocca il vetro, una sigaretta accesa in momenti di tensione, un orologio che ritorna in presenza del tema del tempo, una porta che si chiude sempre prima di una svolta narrativa: sono tutti indizi che il film potrebbe star costruendo un livello simbolico.

    Collegare forma e significato

    Una vera analisi simbolica di un film non si limita a dire “questo oggetto significa questo”. Deve mostrare come il simbolo prende forza attraverso il linguaggio del cinema: inquadrature, montaggio, luce, suono, composizione dello spazio.

    Il significato simbolico non nasce solo da cosa vediamo, ma da come ci viene mostrato.

    Montaggio e ritmo

    Anche il montaggio puo’ avere una funzione simbolica. Se due immagini vengono accostate piu’ volte, il film puo’ suggerire un legame tra loro. Se un certo ritmo si accelera nei momenti di smarrimento o rallenta nei momenti di sospensione, il tempo stesso del film diventa parte della sua costruzione di senso.

    Un oggetto puo’ diventare simbolico non solo perche’ compare, ma perche’ il montaggio lo isola, lo fa ritornare, lo mette in relazione con un volto, con un trauma, con un desiderio.

    Colonna sonora e immagini

    Il simbolismo cinematografico non e’ mai solo visivo. Anche il suono partecipa alla costruzione del significato. Una stessa immagine cambia molto se e’ accompagnata da silenzio, rumore, musica sacra, distorsione o suoni naturali.

    Quando una scena ritorna con una diversa atmosfera sonora, il film puo’ modificarne anche il valore simbolico. Per questo l’interpretazione deve tenere insieme forma e contenuto: immagine, luce, suono, ritmo, spazio.

    Un metodo semplice in quattro passaggi

    Per capire come interpretare un film in chiave simbolica senza perderti, puoi seguire un metodo semplice.

    1. Descrivere

    Prima di interpretare, descrivi.
    Che cosa compare davvero sullo schermo? Quale colore domina? Quale oggetto torna? In che spazio si muove il personaggio? Quale gesto si ripete?

    Questa fase e’ essenziale, perche’ spesso si tende a saltare subito al significato senza osservare bene il dato concreto.

    2. Confrontare

    Confronta le ricorrenze.
    Quando compare quell’immagine? In quali momenti? Accanto a quali personaggi? Si lega a paura, desiderio, perdita, trasformazione, memoria?

    Il confronto ti permette di capire se sei davanti a un elemento casuale oppure a un vero motivo simbolico.

    3. Interpretare

    Solo dopo aver osservato e confrontato puoi formulare un’ipotesi interpretativa. A questo punto la domanda non e’ “cosa significa in assoluto?”, ma:

    che cosa suggerisce questa immagine dentro questo film?

    Uno specchio puo’ parlare di identita’ spezzata in un film e di vanita’ in un altro. Una casa puo’ essere rifugio o prigione. Un corridoio puo’ essere passaggio o stallo. Il significato nasce dal contesto.

    4. Verificare nel contesto dell’opera

    L’ultima fase e’ la verifica.
    La tua interpretazione regge davvero? Il film la conferma attraverso altre scene, altri oggetti, altre immagini, altre tensioni? Oppure si basa solo su una suggestione isolata?

    Una buona lettura simbolica e’ quella che puo’ tornare al film e mostrare i propri appigli. Se non riesce a farlo, rischia di diventare arbitraria.

    I simboli piu’ frequenti nei film

    Non esiste un dizionario fisso dei simboli nei film, ma alcune immagini ricorrono cosi’ spesso da meritare attenzione.

    Specchi, vetri e riflessi

    Possono suggerire:

    • identita’ divisa;
    • sdoppiamento;
    • distanza da se’;
    • crisi dell’immagine personale;
    • verita’ disturbante.

    Porte, soglie e corridoi

    Spesso rimandano a:

    • passaggi;
    • trasformazione;
    • blocchi interiori;
    • paura di cambiare;
    • accesso a una zona nascosta della psiche o della storia.

    Case, stanze e spazi chiusi

    Possono indicare:

    • memoria;
    • interiorita’;
    • famiglia;
    • protezione;
    • oppressione;
    • trauma.

    Acqua, mare, pioggia

    Sono immagini spesso legate a:

    • inconscio;
    • fluidita’;
    • pericolo;
    • nascita;
    • purificazione;
    • perdita di controllo.

    Animali

    Gli animali nei film assumono spesso un ruolo simbolico forte:

    • istinto;
    • minaccia;
    • alterita’;
    • forza vitale;
    • lato rimosso del personaggio.

    Naturalmente queste non sono formule rigide. Servono solo come piste di attenzione.

    Errori da evitare quando interpreti un film

    Una lettura simbolica diventa debole quando dimentica il film reale e si trasforma in un gioco di proiezioni.

    Vedere simboli ovunque

    Non tutto e’ simbolico. Alcuni dettagli servono solo alla verosimiglianza, al ritmo o alla costruzione dell’ambiente. Se tutto diventa simbolo, nulla lo e’ davvero.

    Applicare significati fissi

    Il rosso non significa sempre passione. Il buio non significa sempre male. L’acqua non significa sempre inconscio. Ogni film rielabora i propri codici.

    Ignorare genere, tono e autore

    Un simbolo in un horror non funziona come in un melodramma o in un film surrealista. Anche il linguaggio del regista conta. Alcuni autori costruiscono sistemi simbolici molto riconoscibili, altri lavorano in modo piu’ lieve e implicito.

    Dimenticare la trama

    Il simbolo non sostituisce il racconto. Nasce dentro di esso. Se separi troppo l’analisi simbolica dal percorso dei personaggi e dagli eventi, perdi proprio il punto in cui il film produce senso.

    Perche’ imparare a leggere simbolicamente un film

    Imparare come analizzare un film simbolicamente significa vedere piu’ a fondo il linguaggio del cinema. Significa capire che una storia non vive solo nei dialoghi o nei colpi di scena, ma anche nel modo in cui organizza immagini, colori, spazi e ricorrenze.

    Questo non vale solo per il cinema d’autore. Anche film popolari, thriller, horror, fantasy, animazione e fantascienza lavorano spesso con strutture simboliche molto forti. Saperle riconoscere non complica il piacere della visione: lo arricchisce.

    Conclusione

    Fare una analisi simbolica di un film significa imparare a leggere il modo in cui il cinema costruisce significato attraverso immagini che ritornano, si trasformano e si legano al conflitto della storia. Non si tratta di cercare misteri artificiali, ma di osservare con precisione come un film usa oggetti, colori, spazi, suoni e scene per dire piu’ di quanto espliciti.

    Il metodo migliore resta semplice: descrivere, confrontare, interpretare e verificare. Da li’ nasce una lettura simbolica solida, capace di mostrare come il film pensi per immagini e non solo per trama. E proprio in questo sta una delle sue forme piu’ profonde di intelligenza.

    FAQ

    Come si fa l’analisi simbolica di un film?

    Si parte dall’osservazione delle immagini ricorrenti: colori, oggetti, spazi, gesti, suoni. Poi si collegano questi elementi ai personaggi, ai conflitti e ai temi del film, verificando se l’interpretazione regge nel contesto dell’opera.

    Come interpretare un film senza forzarlo?

    Bisogna evitare significati rigidi e partire sempre dagli indizi interni del film: ripetizioni, trasformazioni, rilievo visivo e rapporto con la trama. Una lettura simbolica forte nasce dal testo filmico, non da teorie esterne.

    Tutti i film si possono leggere simbolicamente?

    Sì, ma non tutti nello stesso modo. Alcuni film costruiscono sistemi simbolici molto evidenti, altri lavorano in modo piu’ discreto. L’importante e’ non presumere che ogni dettaglio abbia per forza un significato nascosto.

    I colori nei film hanno sempre un significato?

    Non sempre, ma possono acquisirlo se il film li usa in modo coerente e ricorrente. Il loro valore dipende dal contesto, dal tono del film e dal rapporto con i personaggi e con i temi centrali.

    Quali sono i simboli piu’ comuni nei film?

    Tra i piu’ ricorrenti ci sono specchi, porte, corridoi, case, animali, acqua, vetri, ombre e soglie. Ma il loro significato cambia da film a film.

    #cinema #film #simboli #simbolismo
  4. 🕊️ Giornata Internazionale della Pace

    C’è un giorno all’anno in cui il mondo intero si ferma, almeno idealmente, per respirare un po’ di armonia: è la

    International Day of Peace 🕊️

    che si celebra ogni 21 settembre. Sì, proprio all’inizio dell’autunno, quando le foglie cominciano a colorarsi di oro e rame, ricordandoci che, forse, anche il cambiamento può essere pacifico e armonioso. Per il 2025, quindi, appuntamento fissato proprio a oggi, domenica 21 settembre: un’ottima occasione per meditare, fare un picnic all’aria aperta, o semplicemente stendere un tappeto di serenità nella propria casa!

    Perché il 21 settembre?

    Nel 1981 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite decise di istituire una giornata mondiale dedicata alla pace, ma fu nel 1982 che la celebrazione prese ufficialmente forma, come occasione per riflettere sulla pace tra nazioni e persone. Il 21 settembre fu scelta per coincidere con l’inizio del periodo in cui l’ONU invita tutti i popoli e tutte le nazioni a sospendere le ostilità, almeno idealmente, per un giorno di riflessione globale.

    Cos’è di preciso la Giornata della Pace?

    Non si tratta solo di grandi discorsi politici o conferenze internazionali (anche se ce ne sono a centinaia!), ma di un vero e proprio invito a

    trovare la pace dentro di noi e intorno a noi

    Curiosità dal mondo

    • In Giappone, alcuni studenti realizzano origami a forma di colomba da spedire simbolicamente alle scuole di altri paesi, come segno di amicizia e speranza.
    • In Brasile, nelle spiagge di Rio de Janeiro si tengono sessioni di yoga collettivo all’alba, accompagnate da musica soft: l’idea è “respirare la pace”.
    • A New York, davanti all’ONU, ogni anno si accende una gigantesca lampada della pace: chi passa può lasciare un messaggio scritto su una colomba di carta.
    • Perfino negli angoli più remoti dell’Africa, comunità locali celebrano con danze e canti tradizionali, ricordando che la pace non è solo assenza di guerra, ma armonia di vita quotidiana.

    Idee per celebrare in modo originale

    1. Maratona di film sulla pace: da “Gandhi” a “La vita è bella”, un mix di emozioni e riflessioni.
    2. Scrivere lettere di gratitudine: a un familiare, un amico o persino a un collega, per diffondere gentilezza.
    3. Piantare un albero: perché pace e natura vanno a braccetto!
    4. Flashmob creativo: coinvolgere il quartiere in un ballo, un coro o una lettura pubblica di poesie.

    Ogni piccolo gesto conta, e spesso sono le cose più semplici a lasciare il segno: un sorriso, una carezza, un invito a conoscere culture diverse dalla propria.

    La Giornata della Pace, in fondo

    La Giornata Internazionale della Pace non è solo un giorno da segnare sul calendario: è un invito a riflettere, agire e sognare un mondo migliore. Ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo si fermano anche solo per un attimo, ricordando che la pace comincia da noi, nelle piccole scelte quotidiane, nei gesti spontanei e nella gentilezza. E chissà, forse se ognuno facesse un piccolo passo verso l’armonia, ogni giorno potrebbe diventare un po’ più pacifico.

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

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  5. #Simboli

    la questione svastica mi pare molto interessante:

    per l'occidente identificarla con il nazismo è un po' inevitabile (si pensi a com'è vissuta in Germania) ma in un certo senso riconoscerla come tale non è una "vittoria" del nazismo stesso?

    Specie considerando che quel simbolo ha tutt'altro significato per quella che probabilmente è la maggior parte del pianeta e che, in certe realtà, forse cinema e media hanno pesato più della storia propriamente detta

    apnews.com/article/religion-ge