#dirittiumani — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #dirittiumani, aggregated by home.social.
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Droni “cecchini” sui bambini di Gaza: un rapporto smonta la propaganda di Israele
Il programma Costs of War pubblica la prima analisi interdisciplinare sull'uso dei quadricotteri armati dell'esercito israeliano su Gaza -
#HumanRights #Film Fest, cinema e #dirittiUmani @roma cinque giorni di proiezioni e incontri, dal 9 al 13 settembre https://www.collettiva.it/copertine/culture/human-rights-film-fest-cinema-e-diritti-umani-rdmqgxae
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#HumanRights #Film Fest, cinema e #dirittiUmani @roma cinque giorni di proiezioni e incontri, dal 9 al 13 settembre https://www.collettiva.it/copertine/culture/human-rights-film-fest-cinema-e-diritti-umani-rdmqgxae
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#HumanRights #Film Fest, cinema e #dirittiUmani @roma cinque giorni di proiezioni e incontri, dal 9 al 13 settembre https://www.collettiva.it/copertine/culture/human-rights-film-fest-cinema-e-diritti-umani-rdmqgxae
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#HumanRights #Film Fest, cinema e #dirittiUmani @roma cinque giorni di proiezioni e incontri, dal 9 al 13 settembre https://www.collettiva.it/copertine/culture/human-rights-film-fest-cinema-e-diritti-umani-rdmqgxae
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https://www.csseo.org/1312768/ Albania italianofona (1.08.2026) #Albania #CATTOLICESIMO #CLANDESTINITA' #CRISTIANESIMO #DirittiUmani #DISCRIMINAZIONE #EMARGINAZIONE #immigrazione #Italia #libro #MADRETERESADICALCUTTA #povertà #Religione #rifugiati #SANTAFRANCESCACABRINI #società #solidarietà #volontariato
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Gli umani di Riace - Comune-info
https://comune-info.net/gli-umani-di-riace/Bel resoconto della puntata di Riace dei #GiochiAntirazzisti
#antirazzismo #dirittiumani #calcio #pallavolo
@sport @calcio @societa -
Sono passati 31 anni dal genocidio di Srebrenica, dove oltre 8.000 bosgnacchi, musulmani bosniaci, furono uccisi.
Da Srebrenica alla Palestina, dall’Ucraina al Sudan, dal Myanmar al Congo orientale, la lezione è la stessa: quando vediamo il male, abbiamo il dovere di fermarlo, senza distinguere tra vittime degne e vittime indegne.
Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente uscente di Volt Europa.
#Srebrenica #MaiPiù #DirittiUmani #StopGenocidio #GiustiziaGlobale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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A Gaza i bambini sono il 45 per cento dei feriti al cranio da guerra, contro il 6 in Iraq e Afghanistan. Un'inchiesta di De Volkskrant, premiata con il principale premio giornalistico europeo, ha ricostruito 114 casi di minori colpiti da un solo proiettile alla testa. Inchiesta, studi clinici e commissione ONU convergono: colpi mirati.
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A Gaza i bambini sono il 45 per cento dei feriti al cranio da guerra, contro il 6 in Iraq e Afghanistan. Un'inchiesta di De Volkskrant, premiata con il principale premio giornalistico europeo, ha ricostruito 114 casi di minori colpiti da un solo proiettile alla testa. Inchiesta, studi clinici e commissione ONU convergono: colpi mirati.
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A Gaza i bambini sono il 45 per cento dei feriti al cranio da guerra, contro il 6 in Iraq e Afghanistan. Un'inchiesta di De Volkskrant, premiata con il principale premio giornalistico europeo, ha ricostruito 114 casi di minori colpiti da un solo proiettile alla testa. Inchiesta, studi clinici e commissione ONU convergono: colpi mirati.
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Davanti alla sede dell’ONU, Lobsang Palden è morto dopo essersi dato fuoco per richiamare l’attenzione sul Tibet: dal 2009 oltre 170 tibetani hanno compiuto gesti simili.
La repressione cinese d'altronde non si ferma ai confini: sorveglianza della diaspora e presunte stazioni di polizia non dichiarate mostrano una repressione transnazionale che riguarda anche l’Europa.
L’UE deve proteggere tibetani e uiguri, chiedere accesso indipendente a Tibet e Xinjiang e vincolare i rapporti con Pechino ai diritti umani.#Tibet #Uiguri #DirittiUmani #Xinjiang #RepressioneCinese #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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World Day Against Child Labour 2026
Lo scorso anno, su Perfettamente Chic, abbiamo approfondito il significato della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile e le sfide ancora aperte nella tutela dei più piccoli. Se vi siete persi l’articolo, potete leggerlo qui:
https://perfettamentechic.com/2025/06/12/giornata-mondiale-contro-il-lavoro-minorile/
Anche nel 2026, oggi, il 12 giugno torna la World Day Against Child Labour, promossa dall’International Labour Organization, con un messaggio forte e immediato: “Red Card to Child Labour: Fair Play for Children, Decent Work for Adults”. In altre parole? Un vero e proprio cartellino rosso contro lo sfruttamento dei bambini.
La scelta del linguaggio sportivo non è casuale. Nel 2026 la campagna internazionale invita governi, aziende e cittadini a “espellere” il lavoro minorile dal campo di gioco della società, garantendo ai bambini ciò che dovrebbe essere normale: scuola, gioco, sicurezza e opportunità per il futuro.
Le nuove stime diffuse a livello internazionale mostrano che i progressi continuano, ma la partita è tutt’altro che vinta. Nel mondo sono ancora circa 138 milioni i bambini coinvolti nel lavoro minorile, di cui oltre 54 milioni impegnati in attività pericolose per la loro salute e il loro sviluppo.
Tra le novità più importanti del 2026 c’è il richiamo agli impegni assunti durante la Sesta Conferenza Globale sull’Eliminazione del Lavoro Minorile tenutasi a Marrakech, che ha portato alla definizione di un nuovo quadro d’azione internazionale per accelerare gli interventi nei prossimi anni.
La Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile ci ricorda che ogni bambino dovrebbe avere tra le mani un libro, un pallone o una matita, non strumenti di lavoro. E se il tema 2026 parla di cartellini rossi, allora l’augurio è che il mondo intero giochi finalmente dalla parte dell’infanzia.
Autore: Lynda Di Natale
#ActForChildren #aiutiamoiBambini #bambiniamati #bambiniinclusi #bambiniinpericolo #bambiniinprimopiano #BetterFuture #cambiareilfuturo #ChangeTheWorld #ChildhoodMatters #ChildLabourFree #ChildProtection #ChildrenAreNotWorkers #ChildrenDeserveEducation #ChildrenFirst #ChildrenMatter #ChildrenVoices #ChildRights #combatterelavorominorile #CompassionForChildren #crescereconamore #crescereinpace #crescereliberi #difendiamolinfanzia #dignitàperibambini #DignityForAll #DirittiDeiBambini #dirittiditutti #DirittiUmani #EducateToLiberate #EducationForAll #EducationNotLabour #educazioneobbligatoria #EducazionePerTutti #EmpowerChildren #EndChildLabour #EndExploitation #EqualityForAll #EthicalWorld #EveryChildCounts #FightForRights #FreedomForChildren #FutureWithoutLabour #futuroaicolori #futuroaiscuola #giornoimportante #GiustiziaSociale #GlobalAwareness #GlobalSolidarity #HopeForChildren #HumanDignity #HumanRights #infanziaconsapevole #infanziadifesa #infanziaequità #InfanziaFelice #infanzialegale #infanzialibera #infanziasenzasfruttamento #infanziaserenità #InfanziaSicura #JusticeForChildren #KidsDeserveBetter #lavorominorilezero #LetKidsBeKids #lottaallosfruttamento #nessunbambinolasciatoindietro #noallosfruttamento #NoChildLabour #nolabominorile #PeaceAndJustice #ProtectChildren #proteggereibambini #protezionedeibambini #ProtezioneInfanzia #ResponsabilitàSociale #RightToEducation #rispettoinfanzia #SafeChildhood #SayNoToChildLabour #scuolaediritto #sensibilizzazioneinfanzia #SocialJustice #societàgiusta #SolidarietàInfanzia #StopAbusi #StopChildLabour #StopExploitation #stoplavorominorile #TogetherForChildren #TogetherWeCan #tutelaminori #UniteForChildren #unitiiperidiritti #unmondosenzasfruttamento #voceaibambini #VoicesOfChildren #WorkIsNotForChildren #YouthEmpowerment
Fonte: web
Immagine: AI -
Israele implode su Ben-Gvir: Herzog prende le distanze per salvare la faccia mentre il governo Netanyahu si lacera sugli orrori della Flotilla
Dopo l’intercettazione della “Global Sumud Flotilla”, dentro Israele è esplosa una guerra politica e istituzionale senza precedenti. Herzog parla di “imbarbarimento”, l’IDF scarica ogni responsabilità sulla macchina repressiva controllata da Ben-Gvir, mentre le cancellerie occidentali fingono improvvisamente stupore davanti a pratiche che i palestinesi denunciano da anni. Ma il problema non è soltanto Ben-Gvir. Il problema è un’intera classe politica israeliana che per anni ha costruito, protetto e normalizzato un sistema di occupazione, apartheid e violenza permanente.
A un certo punto persino il sistema ha iniziato ad avere paura della propria creatura.
È questo che sta accadendo dentro Israele dopo il caso della “Global Sumud Flotilla”. Non una semplice polemica politica. Non un incidente diplomatico isolato. Ma qualcosa di molto più profondo: una frattura interna che mostra al mondo intero la decomposizione morale e istituzionale prodotta da anni di radicalizzazione, violenza e impunità.
Tutto esplode quando il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir diffonde pubblicamente un video in cui deride gli attivisti ammanettati e detenuti nel porto di Ashdod dopo l’intercettazione della Flotilla. Immagini umilianti, aggressive, costruite come propaganda politica da esibire alla propria base suprematista.
Ed è lì che improvvisamente qualcosa si rompe anche dentro lo stesso establishment israeliano.
Isaac Herzog, presidente dello Stato di Israele, parla apertamente di “imbarbarimento”. Una parola enorme. Ma sarebbe ingenuo leggerla come un improvviso risveglio morale. Herzog non è un osservatore esterno del sistema israeliano. È parte integrante di quell’apparato politico e istituzionale che ha continuato a rappresentare e legittimare Israele davanti al mondo mentre Gaza veniva devastata.
Lo stesso Herzog, che nei mesi più cruenti del genocidio appariva pubblicamente mentre firmava ordigni destinati all’esercito israeliano, oggi tenta improvvisamente di prendere le distanze dagli eccessi di Ben-Gvir. Non per una reale rottura etica, ma perché il caso Flotilla rischia di produrre un danno diplomatico devastante davanti alle cancellerie occidentali e all’opinione pubblica internazionale.
La sua reazione appare quindi molto meno come una condanna morale e molto più come un disperato tentativo di salvare la reputazione internazionale di Israele mentre gli orrori diventano ormai troppo evidenti perfino per chi li ha giustificati per anni.
Ben-Gvir reagisce immediatamente attaccando Herzog e definendolo indegno. Rivendica la linea dura, continua a descrivere gli attivisti come “sostenitori del terrorismo” e trasforma ancora una volta la repressione in spettacolo politico.
Poi arriva il passaggio forse più inquietante di tutti: anche l’IDF prende le distanze.
L’esercito israeliano dichiara pubblicamente di non aver ordinato alcun abuso e scarica ogni responsabilità sulla polizia e sui servizi penitenziari controllati direttamente dal ministero di Ben-Gvir. In pratica, dentro lo Stato israeliano è iniziato un gigantesco rimbalzo di responsabilità.
Herzog accusa Ben-Gvir. – Ben-Gvir accusa Herzog. – L’IDF accusa il sistema penitenziario.
Tutti improvvisamente cercano di separarsi dall’orrore.
Ed è proprio qui che emerge la verità più scomoda: quando uno Stato inizia a dissociarsi da sé stesso significa che il livello di brutalità è diventato troppo evidente persino per chi lo ha tollerato, alimentato o coperto fino al giorno prima.
Ma il punto fondamentale è un altro: Ben-Gvir non è apparso dal nulla.
Non è un incidente imprevedibile. Non è una scheggia impazzita estranea al sistema israeliano.
È il prodotto politico più coerente di anni di occupazione, suprematismo coloniale, impunità internazionale e radicalizzazione interna costruita e normalizzata da gran parte della classe dirigente israeliana, da Netanyahu fino ai settori istituzionali che oggi fingono improvvisamente scandalo.
Per anni l’Occidente ha accettato tutto.
I bombardamenti su Gaza. Gli ospedali distrutti. Le fosse comuni. I civili affamati. I giornalisti uccisi. Le accuse di apartheid. Gli “atti plausibilmente genocidari” citati dalla Corte Internazionale di Giustizia.
Per anni il linguaggio occidentale è rimasto anestetizzato dentro formule diplomatiche: “diritto alla difesa”, “equilibrio”, “contesto complesso”.
Poi però arrivano gli attivisti occidentali della Flotilla. Arrivano le immagini mediaticamente spendibili. Arrivano gli europei umiliati davanti alle telecamere.
E improvvisamente le cancellerie ritrovano la voce.
Antonio Tajani chiede addirittura all’Unione Europea di valutare sanzioni contro Ben-Gvir. Gli stessi governi che fino a ieri continuavano a mantenere relazioni politiche, economiche e militari normali con Israele ora fingono di scoprire il problema.
Ma il rischio è enorme: trasformare Ben-Gvir nel “mostro perfetto” per salvare tutti gli altri.
Perché se il problema diventa soltanto Ben-Gvir, allora Netanyahu può continuare a fingersi uno statista moderato invece che il capo politico di un governo responsabile della devastazione di Gaza. Herzog può recitare il ruolo del garante morale dopo aver rappresentato lo stesso sistema davanti al mondo. L’Europa può fingere di non avere responsabilità. E l’intero sistema internazionale può continuare a lavarsi le mani davanti al genocidio palestinese.
Francesca Albanese lo ha spiegato con chiarezza: la violenza israeliana non dipende da una singola figura politica, ma da una struttura di occupazione e apartheid consolidata nel tempo.
È questo il punto che il teatro delle sanzioni rischia continuamente di nascondere.
Perché Ben-Gvir è certamente una figura estremista e pericolosa. Ma il problema non nasce con lui e non finirà con lui.
Il problema è un’intera architettura politica e militare che ha normalizzato l’umiliazione dei palestinesi, la repressione permanente e la disumanizzazione dell’altro fino al punto in cui persino dentro Israele iniziano ormai a parlarsi addosso usando parole come “imbarbarimento”.
E forse è proprio questo il dettaglio più devastante di tutta la vicenda: il fatto che oggi lo Stato israeliano sembri improvvisamente scandalizzato da metodi che i palestinesi denunciano da decenni davanti a un mondo che per troppo tempo ha scelto di non guardare.
Paolo Consiglio
Fonti principali:
– Dichiarazioni pubbliche di Isaac Herzog sul caso “Global Sumud Flotilla”
– Dichiarazioni pubbliche di Itamar Ben-Gvir
– Comunicazioni ufficiali dell’IDF sulla gestione dei fermati ad Ashdod
– Reuters
– Haaretz
– CNN
– Associated Press
– Al Jazeera
– Human Rights Watch
– Amnesty International
– Corte Internazionale di Giustizia (ICJ)
– Dichiarazioni pubbliche del Ministro degli Esteri Antonio Tajani
– Dichiarazioni pubbliche di Francesca Albanese
– Analisi ONU sulla situazione umanitaria nella Striscia di GazaNota editoriale:
Questo articolo rielabora fatti pubblici, dichiarazioni istituzionali, documenti internazionali e analisi giornalistiche relative al conflitto israelo-palestinese, alla gestione della “Global Sumud Flotilla” e al dibattito internazionale sulle responsabilità politiche e umanitarie dello Stato israeliano. Le opinioni espresse rientrano nel diritto di cronaca, analisi e critica politica tutelato dall’articolo 21 della Costituzione italiana e dall’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).Crediti foto:
– Isaac Herzog mentre firma un ordigno destinato all’esercito israeliano durante una visita a una postazione militare nei mesi del genocidio di Gaza. Immagine diffusa da InTheNet nell’ambito di un articolo dedicato al confronto tra il conflitto in Ucraina e la devastazione della Striscia di Gaza.
– Itamar Ben-Gvir ripreso mentre deride attivisti ammanettati e bendati dopo l’intercettazione della “Global Sumud Flotilla” nel porto di Ashdod. Frame tratto da un video diffuso da Repubblica nell’ambito della copertura giornalistica sulle polemiche internazionali relative al trattamento dei membri della Flotilla.
– Immagini utilizzate a fini di cronaca, informazione e analisi, senza scopo di lucro, ai sensi dell'articolo 65 della Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941).#Gaza #BenGvir #Israele #Palestina #Flotilla #GlobalSumudFlotilla #Netanyahu #Herzog #FrancescaAlbanese #DirittiUmani #Genocidio #PaoloConsiglio
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Per noi di Volt, il rispetto dei diritti umani sta ben al di sopra di qualsiasi dinamica meramente politica.
Israele si è reso responsabile della distruzione della Striscia di Gaza, di attacchi contro civili, di gravissime violazioni del diritto internazionale, di apartheid, occupazione illegale della Cisgiordania e genocidio nei confronti della popolazione palestinese.
La mancata sospensione del gemellaggio con Tel Aviv è l’ennesima manifestazione dell’incapacità di prendere una posizione anche meramente simbolica contro un genocidio.
#Gaza #Palestina #DirittiUmani #TelAviv #StopGenocidio #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Salvinizzare l’antisemitismo
La gioia con cui alcuni hanno accolto la notizia sull’identità di Eitan Bondi — come se finalmente si potesse incastrare un’intera comunità dentro un titolo comodo — dice molto più di quanto si vorrebbe ammettere. È la stessa dinamica che vediamo ogni volta che un politico costruisce consenso sul riflesso pavloviano: “vedete? avevo ragione io”. Cambia il bersaglio, non il meccanismo. Se lo chiamiamo razzismo quando colpisce gli immigrati, dobbiamo avere l’onestà di […]https://leargenteetesteduovo.com/2026/04/30/salvinizzare-lantisemitismo/
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Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale
Dopo il silenzio intenso dedicato alla memoria di Chernobyl, questo 26 aprile ci accompagna verso una riflessione diversa, ma profondamente collegata: quella sulla creatività umana e sul valore delle idee.
La Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, conosciuta nel mondo come World Intellectual Property Day, è il volto luminoso dell’ingegno umano. Se abbiamo ricordato quanto può essere fragile l’equilibrio tra uomo e tecnologia, ora celebriamo ciò che di meglio l’uomo sa creare:
innovazione, talento, visione.
👉 Come approfondito anche nel nostro articolo dello scorso anno:
https://perfettamentechic.com/2025/04/26/world-intellectual-property-day/
📅 Perché si celebra il 26 aprile?
Questa giornata si celebra ogni anno il 26 aprile perché coincide con l’entrata in vigore, nel 1970, della Convenzione che ha dato vita alla World Intellectual Property Organization.
È proprio questa organizzazione internazionale ad aver istituito la giornata nel 2000, con l’obiettivo di far comprendere quanto brevetti, marchi, copyright e design siano presenti nella nostra vita quotidiana.
✨ Che cos’è la proprietà intellettuale?
In modo semplice e affascinante, potremmo definirla così: 👉 è tutto ciò che nasce dalla mente umana.
Un’idea, una canzone, un logo, un’invenzione, persino una tecnologia sportiva innovativa: tutto questo è protetto da diritti che permettono ai creatori di vedere riconosciuto il proprio lavoro.
È grazie alla proprietà intellettuale se:
- gli artisti possono vivere della loro arte
- le aziende innovano senza paura di essere copiate
- le idee diventano realtà concrete
🆕 Tema 2026: sport, innovazione e creatività
Il 2026 porta con sé una novità dinamica e sorprendente: 👉 il tema scelto è
IP and Sports: Ready, Set, Innovate!
Un invito a guardare lo sport con occhi nuovi.
Dalle scarpe tecnologiche agli strumenti di allenamento, fino ai diritti televisivi e ai brand degli atleti: la proprietà intellettuale è ovunque nel mondo sportivo. Non si tratta solo di competizione, ma di innovazione continua che migliora performance, sicurezza e spettacolo.
🌍 Novità e iniziative 2026
Tra le curiosità più interessanti di quest’anno:
- 🎥 Il concorso internazionale per giovani creativi, che invita a raccontare l’innovazione nello sport attraverso video originali
- 🌐 Eventi globali, webinar e campagne social per sensibilizzare sull’importanza della tutela delle idee
- 🤝 Maggiore attenzione ai giovani innovatori, veri protagonisti del futuro
È una giornata che parla soprattutto alle nuove generazioni: quelle che stanno costruendo il mondo di domani.
⚖️ Tra memoria e futuro: il filo invisibile
Dopo aver ricordato Chernobyl, questa giornata assume un significato ancora più profondo.
Perché la proprietà intellettuale non è solo economia o diritto. È responsabilità.
Le idee possono cambiare il mondo:
- possono migliorarlo
- oppure, se mal gestite, metterlo a rischio
Per questo oggi più che mai serve:
- conoscenza
- etica
- consapevolezza
🌱 Un pensiero del mattino
Questa domenica del 26 aprile 2026 è fatta di contrasti. Da un lato il ricordo di una tragedia. Dall’altro la celebrazione dell’ingegno umano. E forse è proprio qui che nasce il messaggio più bello.
👉 Le idee sono potenti.
👉 I giovani sono il futuro.
👉 L’intelligenza dell’uomo, se guidata dal cuore, può fare la differenza.Oggi scegliamo di credere in questo. Con dolcezza, con rispetto, con una speranza concreta. Perché il futuro non è solo da temere. È anche – e soprattutto – da creare. ✨
Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI
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da oggi, 24 agosto, e fino al 10 settembre, a roma: “di là dal fiume”, ottava edizione, a cura dell’associazione culturale teatroinscatola
Di là del fiume | ottava edizione
festival ideato e prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola
direzione artistica
*
A Roma dal 24 agosto al 10 settembre 2025
ingresso gratuito
11 eventi in 8 spazi della cittàFestival ideato e totalmente prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola: teatro, cinema, installazioni e visite guidate.
Tema di questa edizione è il rapporto tra arte e diritti umani. I luoghi che abiterà il festival sono essi stessi strettamente collegati con i temi che l’iniziativa vuole approfondire nella Capitale. Una delle caratteristiche del Festival è quella di coinvolgere contemporaneamente più spazi della città, anche luoghi insoliti da scoprire o riscoprire.
cliccare per ingrandire
“In questo murale (Tuttomondo)
ho disegnato tutto quello che riguarda l’umanità
è fatto di simboli delle differenti attività umane,
è una sintesi delle problematiche della vita di oggi.
Non mi sono dedicato unicamente alla vita degli uomini
ma anche alla vita degli animali,
ecco perché vedete delfini, scimmie e altro.
È un affresco della Vita in generale”Prendendo spunto da una recentissima rassegna prodotta da Teatroinscatola & Arch+Hr (laboratorio internazionale di ricerca, diretto dall’arch. Eleonora Carrano) denominata “Utopia! Architettura e Diritti Umani“, TEATROINSCATOLA vuole continuare ad indagare il rapporto tra arte e diritti umani, concentrando l’attenzione su temi come il cambiamento climatico, le migrazioni, la detenzione, l’inclusione, le emergenze umanitarie, la povertà e la malattia mentale.
Grazie alla collaborazione con Francesco Cordio, regista e direttore di Human Rights International Film Festival (Festival Internazionale del Cinema dei Diritti Umani che si tiene in Umbria) e con Testaccio Estate è stato possibile inserire all’interno dell’ottava edizione del festival anche una sezione cinema.
Apre infatti il festival, il 24 agosto alla Città dell’Altra Economia (Cae), la proiezione di Io capitano di Matteo Garrone (David di Donatello per miglior film e migliore regia 2024, Leone d’argento per migliore regia 2023) che racconta l’odissea di due giovani senegalesi che affrontano il pericoloso viaggio per arrivare in Europa, attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare.
Segue il 25 agosto Lo Stato della Follia di Francesco Cordio. Un documentario inchiesta sui manicomi giudiziari in Italia. Il racconto in prima persona di alcuni ex-internati in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati” anche dallo Stato.
Il 27 agosto, ancora al Cae, verrà presentato anche Cesare deve morire regia dei fratelli Taviani (Orso d’oro alla Berlinale 2012, 5 David di Donatello nel 2012 tra cui miglior film e migliore regia). Qui un gruppo di detenuti del carcere di Rebibbia mette in scena il Giulio Cesare di Shakespeare. La proiezione sarà preceduta dall’incontro con Giovanna Taviani.
Dal 24 agosto al 27 agosto sarà posizionata sul palco del CAE l’opera Roma Città Aperta La ricostruzione di un grande fermaporta in legno fuori scala vuole evocare una porta immaginaria che si apre e rimane aperta in modo permanente.
I luoghi che abiterà il festival sono strettamente collegati con il tema dei diritti umani.
La Città dell’altra Economia (CAE) dove si proietteranno i film, è uno dei primi spazi in Europa interamente dedicato a quelle pratiche economiche che si caratterizzano per l’utilizzo di processi a basso impatto ambientale, che garantiscono un’equa distribuzione del valore, che non perseguono il profitto e la crescita a ogni costo e che mettono al centro le persone e l’ambiente. La Città nasce come luogo di promozione di tutta l’altra economia romana, offrendo spazi per esposizioni, vendita, eventi, incontri e formazione.
Il programma intero degli incontri, con orari e luoghi, è scaricabile al link di là dal fiume 2025_ teatroinscatola_ ottava edizione
*
https://www.teatroinscatola.it/
https://www.facebook.com/TeatroinscatolaRoma
#ARCHHR #arte #associazioneCulturaleTeatroinscatola #CAE #cambiamentoClimatico #carcere #cinema #CittàDellAltraEconomia #clima #detenzione #DiLàDalFiume #dirittiUmani #diseguaglianze #EleonoraCarrano #emergenzeUmanitarie #FestivalInternazionaleDelCinemaDeiDirittiUmani #film #follia #FrancescoCordio #fratelliTaviani #galera #HumanRightsInternationalFilmFestival #inclusione #installazioni #KeithHaring #malattiaMentale #MatteoGarrone #migranti #migrazioni #povertà #teatro #Teatroinscatola #TestaccioEstate #Tuttomondo #visiteGuidate
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roma, di là dal fiume, ottava edizione, 24 agosto – 10 settembre
Di là del fiume | ottava edizione
festival ideato e prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola
direzione artistica
*
A Roma dal 24 agosto al 10 settembre 2025
ingresso gratuito
11 eventi in 8 spazi della cittàFestival ideato e totalmente prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola: teatro, cinema, installazioni e visite guidate.
Tema di questa edizione è il rapporto tra arte e diritti umani. I luoghi che abiterà il festival sono essi stessi strettamente collegati con i temi che l’iniziativa vuole approfondire nella Capitale. Una delle caratteristiche del Festival è quella di coinvolgere contemporaneamente più spazi della città, anche luoghi insoliti da scoprire o riscoprire.
cliccare per ingrandire
“In questo murale (Tuttomondo)
ho disegnato tutto quello che riguarda l’umanità
è fatto di simboli delle differenti attività umane,
è una sintesi delle problematiche della vita di oggi.
Non mi sono dedicato unicamente alla vita degli uomini
ma anche alla vita degli animali,
ecco perché vedete delfini, scimmie e altro.
È un affresco della Vita in generale”Prendendo spunto da una recentissima rassegna prodotta da Teatroinscatola & Arch+Hr (laboratorio internazionale di ricerca, diretto dall’arch. Eleonora Carrano) denominata “Utopia! Architettura e Diritti Umani“, TEATROINSCATOLA vuole continuare ad indagare il rapporto tra arte e diritti umani, concentrando l’attenzione su temi come il cambiamento climatico, le migrazioni, la detenzione, l’inclusione, le emergenze umanitarie, la povertà e la malattia mentale.
Grazie alla collaborazione con Francesco Cordio, regista e direttore di Human Rights International Film Festival (Festival Internazionale del Cinema dei Diritti Umani che si tiene in Umbria) e con Testaccio Estate è stato possibile inserire all’interno dell’ottava edizione del festival anche una sezione cinema.
Apre infatti il festival, il 24 agosto alla Città dell’Altra Economia (Cae), la proiezione di Io capitano di Matteo Garrone (David di Donatello per miglior film e migliore regia 2024, Leone d’argento per migliore regia 2023) che racconta l’odissea di due giovani senegalesi che affrontano il pericoloso viaggio per arrivare in Europa, attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare.
Segue il 25 agosto Lo Stato della Follia di Francesco Cordio. Un documentario inchiesta sui manicomi giudiziari in Italia. Il racconto in prima persona di alcuni ex-internati in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati” anche dallo Stato.
Il 27 agosto, ancora al Cae, verrà presentato anche Cesare deve morire regia dei fratelli Taviani (Orso d’oro alla Berlinale 2012, 5 David di Donatello nel 2012 tra cui miglior film e migliore regia). Qui un gruppo di detenuti del carcere di Rebibbia mette in scena il Giulio Cesare di Shakespeare. La proiezione sarà preceduta dall’incontro con Giovanna Taviani.
Dal 24 agosto al 27 agosto sarà posizionata sul palco del CAE l’opera Roma Città Aperta La ricostruzione di un grande fermaporta in legno fuori scala vuole evocare una porta immaginaria che si apre e rimane aperta in modo permanente.
I luoghi che abiterà il festival sono strettamente collegati con il tema dei diritti umani.
La Città dell’altra Economia (CAE) dove si proietteranno i film, è uno dei primi spazi in Europa interamente dedicato a quelle pratiche economiche che si caratterizzano per l’utilizzo di processi a basso impatto ambientale, che garantiscono un’equa distribuzione del valore, che non perseguono il profitto e la crescita a ogni costo e che mettono al centro le persone e l’ambiente. La Città nasce come luogo di promozione di tutta l’altra economia romana, offrendo spazi per esposizioni, vendita, eventi, incontri e formazione.
Il programma intero degli incontri è scaricabile al link di là dal fiume 2025_ teatroinscatola_ ottava edizione
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https://www.teatroinscatola.it/
https://www.facebook.com/TeatroinscatolaRoma
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#6Novembre: la Giornata Internazionale per la Prevenzione dello #Sfruttamento dell'#Ambiente in #Guerra e nei #Conflitti #Armati, è indetta per riflettere sull’urgenza di proteggere l’ambiente dai danni causati dalle guerre. La rivista #Cross esamina il caso della #SierraLeone e del #RUF. Lo studio rileva l'influenza del traffico di diamanti sul prolungamento della #GuerraCivile e sull'acuirsi delle #violazioni dei #DirittiUmani e del #degrado ambientale ⬇️
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Una studentessa di 15 anni di origini marocchine, residente nella Bassa modenese, è stata vittima di #bullismo da parte di tre compagne di scuola dopo aver deciso di togliersi il velo. La ragazza aveva condiviso questa scelta con la sua famiglia e si era sentita più a suo agio senza il velo. Tuttavia, alcune sue coetanee non l’avevano accettata e avevano iniziato a isolarla e a vessarla. #dirittiumani #adolescenti #news , https://pmcomunicazione.com/bullismo-a-15enne-marocchina-nel-modenese/
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Some displays from the fascinating, thought provoking and very recommended University of #Milan #Museum of #Anthropological, #Medical, and #Forensic #Sciences for #HumanRights (#Museo Universitario delle #Scienze #Antropologiche, #Mediche e #Forensi per i #DirittiUmani – #MUSA)
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In #Australia il Governo ha iniziato a rimuovere centinaia di telecamere di #videosorveglianza (e strumenti similari) di produzione cinese. Vi è il forte timore che la #Cina stia approfittando di questi sistemi per condurre attività di #spionaggio.
#privacy #surveillance #sorveglianza #Xinjiang #uiguri #sicurezza #TikTok #dirittiumani #dataprotection #nationalsecurity #sorveglianzadimassa
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Nel 2022, secondo http://www.voxdiritti.it, al primo posto nei #Tweet d'odio e offesa ci sono le donne (43,21%), seguite da persone con disabilità (33,95%), persone omosessuali (8,78%), migranti (7,33%), ebrei (6,58%) e islamici (0,15%).
L' #intolleranza e l'#odio sono segni di debolezza ed ignoranza. Usare i #SocialNetwork è anche da vigliacchi.
E questo lo dico io.
(D.)
#Internet #DirittiCivili #DirittiUmani #22Gennaio -
Il parlamento ucraino ha sfiduciato e rimosso oggi dal suo incarico la commissaria per i #dirittiumani, Lyudmila #Denisova, sostenendo che avrebbe concentrato il proprio lavoro su crimini di natura sessuali "che non possono essere confermati con prove, danneggiando l'#Ucraina e distraendo i media mondiali dai reali bisogni dell'Ucraina". I parlamentari hanno lamentato gli scarsi risultati della commissaria nella creazione di corridoi umanitari e nello scambio di prigionieri di guerra.
RAINEWS