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#spagna — Public Fediverse posts

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  1. 🔴 LIVE NOW ON VORTEX
    📻 Vortex Rewind ⏪ (80s extended versions, maxi singles, long versions)
    ──────────────
    🎵 Spagna - Call Me (version maxi)

    ▶️ Écouter / Listen : VorteX [Radio]
    lesonduvortex.net

    💬 Join us on Discord:
    discord.gg/d82hJZBeDE

    #VortexWave #Spagna #Italodisco #Dance #80s

  2. Ceuta, la frontiera che non c’è
    Il 30 luglio 72.000 persone attraversano in poche ore il confine tra Marocco e Spagna. Quasi tutte tornano indietro. Da dove erano arrivate? E che cosa è successo davvero alla frontiera europea?

    Il 30 luglio 2026 accade qualcosa che, a prima vista, sembra quasi impossibile.

    Decine di migliaia di persone attrave
    umanitanova.org/ceuta-la-front
    #2026 #Analisi #DallItalia #ceuta #confini #immigrazione #marocco #Migranti #spagna

  3. Ceuta, la frontiera che non c’è
    Il 30 luglio 72.000 persone attraversano in poche ore il confine tra Marocco e Spagna. Quasi tutte tornano indietro. Da dove erano arrivate? E che cosa è successo davvero alla frontiera europea?

    Il 30 luglio 2026 accade qualcosa che, a prima vista, sembra quasi impossibile.

    Decine di migliaia di persone attrave
    umanitanova.org/ceuta-la-front
    #2026 #Analisi #DallItalia #ceuta #confini #immigrazione #marocco #Migranti #spagna

  4. Ceuta, la frontiera che non c’è
    Il 30 luglio 72.000 persone attraversano in poche ore il confine tra Marocco e Spagna. Quasi tutte tornano indietro. Da dove erano arrivate? E che cosa è successo davvero alla frontiera europea?

    Il 30 luglio 2026 accade qualcosa che, a prima vista, sembra quasi impossibile.

    Decine di migliaia di persone attrave
    umanitanova.org/ceuta-la-front
    #2026 #Analisi #DallItalia #ceuta #confini #immigrazione #marocco #Migranti #spagna

  5. Ceuta, la frontiera che non c’è
    Il 30 luglio 72.000 persone attraversano in poche ore il confine tra Marocco e Spagna. Quasi tutte tornano indietro. Da dove erano arrivate? E che cosa è successo davvero alla frontiera europea?

    Il 30 luglio 2026 accade qualcosa che, a prima vista, sembra quasi impossibile.

    Decine di migliaia di persone attrave
    umanitanova.org/ceuta-la-front
    #2026 #Analisi #DallItalia #ceuta #confini #immigrazione #marocco #Migranti #spagna

  6. csseo.org/1311189/ Dalla Finlandia alla Spagna con il sole: la storia dell’ingegnere finlandese che ha attraversato l’Europa in barca (senza serbatoio) #barca #Finlandia #Spagna

  7. 🔴 LIVE NOW ON VORTEX
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  8. csseo.org/1310530/ Tre giorni sola in mare, poi l’allarme: nuovi dettagli sul caso dell’imprenditore disperso #Grecia #Italia #Spagna

  9. csseo.org/1310174/ Imprenditore spagnolo scompare in mare tra Sicilia e Grecia: la moglie alla deriva per 3 giorni #Grecia #incidente #Italia #navigazione #Spagna

  10. Sai che l'Acquedotto di Segovia in Spagna è stato costruito senza nemmeno una goccia di cemento? 🏛️ Scoprire i ponti e gli acquedotti storici d'Europa significa toccare con mano il genio dei Romani e dei costruttori medievali, da quei capolavori in #Spagna fino alle nebbiose sponde italiane. Non è solo architettura, è un dialogo millenario tra pietra e acqua che racconta storie dimenticate. Lasciati sorprendere da questi #viaggi nascosti che tra...

    europa.tips/it/ponti-storici-e

  11. Sai che l'Acquedotto di Segovia in Spagna è stato costruito senza nemmeno una goccia di cemento? 🏛️ Scoprire i ponti e gli acquedotti storici d'Europa significa toccare con mano il genio dei Romani e dei costruttori medievali, da quei capolavori in #Spagna fino alle nebbiose sponde italiane. Non è solo architettura, è un dialogo millenario tra pietra e acqua che racconta storie dimenticate. Lasciati sorprendere da questi #viaggi nascosti che tra...

    europa.tips/it/ponti-storici-e

  12. "Call me" - Spagna

    Frightwig, military jacket, far too much dry ice, far too many balloons. It's a joyful chaos,

    Spagna gets distracted by some bursting, and she's bonked on the head at least once.

    Was that the crowning performance of a number one single? Very probably! Rick, your turn next week.

    #TOTP #Spagna

  13. "Call me" - Spagna

    Frightwig, military jacket, far too much dry ice, far too many balloons. It's a joyful chaos,

    Spagna gets distracted by some bursting, and she's bonked on the head at least once.

    Was that the crowning performance of a number one single? Very probably! Rick, your turn next week.

    #TOTP #Spagna

  14. "Call me" - Spagna

    Frightwig, military jacket, far too much dry ice, far too many balloons. It's a joyful chaos,

    Spagna gets distracted by some bursting, and she's bonked on the head at least once.

    Was that the crowning performance of a number one single? Very probably! Rick, your turn next week.

    #TOTP #Spagna

  15. "Call me" - Spagna

    Frightwig, military jacket, far too much dry ice, far too many balloons. It's a joyful chaos,

    Spagna gets distracted by some bursting, and she's bonked on the head at least once.

    Was that the crowning performance of a number one single? Very probably! Rick, your turn next week.

  16. csseo.org/1307486/ Erasmus+ a San Lorenzello: 23 giovani da Spagna e Turchia alla scoperta di Benevento tra storia, cultura e tradizioni #Erasmus+ #giovani #Spagna #Turchia

  17. #FedericoGarcíaLorca venne fucilato dai franchisti il 19 agosto 1936. Il suo corpo fu poi gettato in un burrone distante chilometri. I suoi resti non sono mai stati trovati. In ricordo - Rai Teche teche.rai.it/2018/08/ricordo-f

    @cultura

    #literature #poetry #theatre #LGBTQ #Spagna

  18. #FedericoGarcíaLorca venne fucilato dai franchisti il 19 agosto 1936. Il suo corpo fu poi gettato in un burrone distante chilometri. I suoi resti non sono mai stati trovati. In ricordo - Rai Teche teche.rai.it/2018/08/ricordo-f

    @cultura

    #literature #poetry #theatre #LGBTQ #Spagna

  19. #FedericoGarcíaLorca venne fucilato dai franchisti il 19 agosto 1936. Il suo corpo fu poi gettato in un burrone distante chilometri. I suoi resti non sono mai stati trovati. In ricordo - Rai Teche teche.rai.it/2018/08/ricordo-f

    @cultura

    #literature #poetry #theatre #LGBTQ #Spagna

  20. #FedericoGarcíaLorca venne fucilato dai franchisti il 19 agosto 1936. Il suo corpo fu poi gettato in un burrone distante chilometri. I suoi resti non sono mai stati trovati. In ricordo - Rai Teche teche.rai.it/2018/08/ricordo-f

    @cultura

    #literature #poetry #theatre #LGBTQ #Spagna

  21. #FedericoGarcíaLorca venne fucilato dai franchisti il 19 agosto 1936. Il suo corpo fu poi gettato in un burrone distante chilometri. I suoi resti non sono mai stati trovati. In ricordo - Rai Teche teche.rai.it/2018/08/ricordo-f

    @cultura

    #literature #poetry #theatre #LGBTQ #Spagna

  22. csseo.org/1305844/ Drone non identificato in Romania, decollano due F-18 spagnoli: poi l’abbattimento #aereo #nato #Romania #Spagna

  23. csseo.org/1305577/ Spagna, Tajani: «Stop Schengen di sicuro fino a 15 agosto». Berlino: «Applichiamo patto Ue, verso respingimenti in Italia e Grecia» #ceuta #Grecia #migranti #schengen #Spagna #SpagnaItalia #UltimaOra

  24. Articolo chiaro e disarmante, facile facile, quasi per tutti (da Ossigeno questo piccolo scherzo serio):

    “In questi giorni in cui il governo #Meloni chiude le frontiere, c’è un giochino divertente che si può fare sotto l’ombrellone, in alternativa alle solite parole crociate: contare quanti italiani vivono sparsi per l’Europa (e volendo per il mondo), e al contrario quanti stranieri risiedono invece in Italia.
    Si può iniziare dal Paese che in questo momento è protagonista delle nostre cronache sovraniste, la #Spagna: secondo i dati, in Italia risiedono poco meno di 30mila cittadini spagnoli. Sono tanti, sono pochi? Dipende, ma il dato interessante è quello che riguarda chi fa il tragitto inverso: gli italiani residenti in Spagna, infatti, secondo il censimento locale sono circa 325mila, dieci volte tanti. Un’invasione! Ma non l’unica: i francesi nel nostro Paese sono 33mila, mentre gli italiani che hanno scelto di stare oltralpe sono 480mila, quasi mezzo milione. Cifre simili agli inglesi presenti sul nostro territorio in pianta stabile - 30mila - mentre gli italiani ancora a piede libero nella terra di Albione sono 400mila, alla faccia della Brexit. La sproporzione più grossa è però quella tra i tedeschi d’Italia - 36mila circa - e gli italiani di #Germania: 850mila!
    Poi ci sarebbe la Svizzera, anche se formalmente non nei confini UE, meta forse dettata da motivi più fiscali che culturali, in cui gli italiani sono 350mila, di gran lunga la comunità non locale più numerosa, a fronte di poco più di 50mila svizzeri che preferiscono stare da questa parte delle Alpi.
    Proseguendo, ci sarebbero poi i 367mila italiani d’America, a patto che i trumpiani non decidano - come ogni tanto dicono di voler fare - di andare un po’ più indietro e di riesaminare i 18 milioni (!) di oriundi, o i 20-30 milioni in Argentina, praticamente la metà della popolazione locale, a cui se ne aggiungono 900mila che ancora hanno il passaporto tricolore (le cifre riguardanti il Brasile sono praticamente identiche, per la cronaca). Qualcuno lo sta già facendo, questo ripensamento, in particolare il Giappone, che tenta di addossare la colpa della crisi economica ai gaijin, per quanto tra quelli i nostri connazionali siano pochissimi, meno di seimila (ma danno fastidio, evidentemente). Bisognerebbe spiegarlo ai leader della destra italiana, che siamo molto più invasori che invasi, ma difficilmente capirebbero, essendo peraltro a loro volta degli invasati.
    Del dato iniziale, quello spagnolo, c’è inoltre un’ulteriore piega: tra gli italiani che hanno scelto di vivere lì, moltissimi arrivano in realtà dal Sud America. Sono i tipici nipoti e bisnipoti di migranti che, sulla base dei discendenti, hanno ottenuto il passaporto italiano - una legge a cui di recente il Governo ha messo un freno, perché le richieste arrivavano a frotte - divenendo così cittadini europei e scegliendo però di vivere non in Italia, ma appunto in Spagna. Cosa che forse dovrebbe farci riconsiderare quella nostra convinzione per la quale pensiamo che il nostro sia un Paese fantastico in cui tutti vorrebbero venire.
    Ma pure l’idea che gli italiani risultino sempre graditi e simpaticissimi all’estero, a ben vedere, andrebbe verificata. Perché certo, a questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che tutti i milioni di italiani citati fin qui, oriundi e nativi, dopotutto si muovono in perfetta legalità (almeno oggi, ieri non esattamente), favoriti appunto dalla libertà di circolazione garantita dai trattati di #Schengen in Europa e da altri trattati favorevoli nel resto del mondo. Ed è qui che casca l’asino (anche se purtroppo non il Governo).
    E quelli, a scanso di equivoci, sono nazionalisti, nel senso di nazione, i cui confini finiscono alla cara vecchia frontiera. È vero, si presentano con programmi che parlano di cittadinanza nel rispetto della legge e della cultura locale, e in genere si riferiscono a migranti che vengono da posti un po’ più a sud, dove di norma la pelle è più scura. Ma rivendicano anche questioni di identità, e quel genere di sinceri militanti che vanno alle manifestazioni con gli anfibi, le teste rasate e il braccio teso probabilmente non sono così tolleranti all’idea che nella loro “#Patria” circolino da stanziali centinaia e centinaia di migliaia di mangiaspaghetti. Provate a chiedere a un naziskin tedesco cosa pensa del fatto che nella sua Germania ariana ideale vivano quasi un milione di “italiener”, e poi fateci sapere.
    Del resto, “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani” era un cartello tristemente famoso, e di simili ne venivano affissi, senza neppure citare i quadrupedi, in quelle zone in cui forte era l’afflusso migratorio proveniente dallo stivale. I documenti ufficiali di allora ci descrivevano come sporchi, dediti al furto, culturalmente e linguisticamente incompatibili, abituati a vivere ammucchiati dentro case piccolissime e abusive. E nemmeno particolarmente bianchi, peraltro.
    Insomma, stiamo attenti a cosa desideriamo.
    Paolo Cosseddu”

  25. Articolo chiaro e disarmante, facile facile, quasi per tutti (da Ossigeno questo piccolo scherzo serio):

    “In questi giorni in cui il governo #Meloni chiude le frontiere, c’è un giochino divertente che si può fare sotto l’ombrellone, in alternativa alle solite parole crociate: contare quanti italiani vivono sparsi per l’Europa (e volendo per il mondo), e al contrario quanti stranieri risiedono invece in Italia.
    Si può iniziare dal Paese che in questo momento è protagonista delle nostre cronache sovraniste, la #Spagna: secondo i dati, in Italia risiedono poco meno di 30mila cittadini spagnoli. Sono tanti, sono pochi? Dipende, ma il dato interessante è quello che riguarda chi fa il tragitto inverso: gli italiani residenti in Spagna, infatti, secondo il censimento locale sono circa 325mila, dieci volte tanti. Un’invasione! Ma non l’unica: i francesi nel nostro Paese sono 33mila, mentre gli italiani che hanno scelto di stare oltralpe sono 480mila, quasi mezzo milione. Cifre simili agli inglesi presenti sul nostro territorio in pianta stabile - 30mila - mentre gli italiani ancora a piede libero nella terra di Albione sono 400mila, alla faccia della Brexit. La sproporzione più grossa è però quella tra i tedeschi d’Italia - 36mila circa - e gli italiani di #Germania: 850mila!
    Poi ci sarebbe la Svizzera, anche se formalmente non nei confini UE, meta forse dettata da motivi più fiscali che culturali, in cui gli italiani sono 350mila, di gran lunga la comunità non locale più numerosa, a fronte di poco più di 50mila svizzeri che preferiscono stare da questa parte delle Alpi.
    Proseguendo, ci sarebbero poi i 367mila italiani d’America, a patto che i trumpiani non decidano - come ogni tanto dicono di voler fare - di andare un po’ più indietro e di riesaminare i 18 milioni (!) di oriundi, o i 20-30 milioni in Argentina, praticamente la metà della popolazione locale, a cui se ne aggiungono 900mila che ancora hanno il passaporto tricolore (le cifre riguardanti il Brasile sono praticamente identiche, per la cronaca). Qualcuno lo sta già facendo, questo ripensamento, in particolare il Giappone, che tenta di addossare la colpa della crisi economica ai gaijin, per quanto tra quelli i nostri connazionali siano pochissimi, meno di seimila (ma danno fastidio, evidentemente). Bisognerebbe spiegarlo ai leader della destra italiana, che siamo molto più invasori che invasi, ma difficilmente capirebbero, essendo peraltro a loro volta degli invasati.
    Del dato iniziale, quello spagnolo, c’è inoltre un’ulteriore piega: tra gli italiani che hanno scelto di vivere lì, moltissimi arrivano in realtà dal Sud America. Sono i tipici nipoti e bisnipoti di migranti che, sulla base dei discendenti, hanno ottenuto il passaporto italiano - una legge a cui di recente il Governo ha messo un freno, perché le richieste arrivavano a frotte - divenendo così cittadini europei e scegliendo però di vivere non in Italia, ma appunto in Spagna. Cosa che forse dovrebbe farci riconsiderare quella nostra convinzione per la quale pensiamo che il nostro sia un Paese fantastico in cui tutti vorrebbero venire.
    Ma pure l’idea che gli italiani risultino sempre graditi e simpaticissimi all’estero, a ben vedere, andrebbe verificata. Perché certo, a questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che tutti i milioni di italiani citati fin qui, oriundi e nativi, dopotutto si muovono in perfetta legalità (almeno oggi, ieri non esattamente), favoriti appunto dalla libertà di circolazione garantita dai trattati di #Schengen in Europa e da altri trattati favorevoli nel resto del mondo. Ed è qui che casca l’asino (anche se purtroppo non il Governo).
    E quelli, a scanso di equivoci, sono nazionalisti, nel senso di nazione, i cui confini finiscono alla cara vecchia frontiera. È vero, si presentano con programmi che parlano di cittadinanza nel rispetto della legge e della cultura locale, e in genere si riferiscono a migranti che vengono da posti un po’ più a sud, dove di norma la pelle è più scura. Ma rivendicano anche questioni di identità, e quel genere di sinceri militanti che vanno alle manifestazioni con gli anfibi, le teste rasate e il braccio teso probabilmente non sono così tolleranti all’idea che nella loro “#Patria” circolino da stanziali centinaia e centinaia di migliaia di mangiaspaghetti. Provate a chiedere a un naziskin tedesco cosa pensa del fatto che nella sua Germania ariana ideale vivano quasi un milione di “italiener”, e poi fateci sapere.
    Del resto, “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani” era un cartello tristemente famoso, e di simili ne venivano affissi, senza neppure citare i quadrupedi, in quelle zone in cui forte era l’afflusso migratorio proveniente dallo stivale. I documenti ufficiali di allora ci descrivevano come sporchi, dediti al furto, culturalmente e linguisticamente incompatibili, abituati a vivere ammucchiati dentro case piccolissime e abusive. E nemmeno particolarmente bianchi, peraltro.
    Insomma, stiamo attenti a cosa desideriamo.
    Paolo Cosseddu”

  26. Articolo chiaro e disarmante, facile facile, quasi per tutti (da Ossigeno questo piccolo scherzo serio):

    “In questi giorni in cui il governo #Meloni chiude le frontiere, c’è un giochino divertente che si può fare sotto l’ombrellone, in alternativa alle solite parole crociate: contare quanti italiani vivono sparsi per l’Europa (e volendo per il mondo), e al contrario quanti stranieri risiedono invece in Italia.
    Si può iniziare dal Paese che in questo momento è protagonista delle nostre cronache sovraniste, la #Spagna: secondo i dati, in Italia risiedono poco meno di 30mila cittadini spagnoli. Sono tanti, sono pochi? Dipende, ma il dato interessante è quello che riguarda chi fa il tragitto inverso: gli italiani residenti in Spagna, infatti, secondo il censimento locale sono circa 325mila, dieci volte tanti. Un’invasione! Ma non l’unica: i francesi nel nostro Paese sono 33mila, mentre gli italiani che hanno scelto di stare oltralpe sono 480mila, quasi mezzo milione. Cifre simili agli inglesi presenti sul nostro territorio in pianta stabile - 30mila - mentre gli italiani ancora a piede libero nella terra di Albione sono 400mila, alla faccia della Brexit. La sproporzione più grossa è però quella tra i tedeschi d’Italia - 36mila circa - e gli italiani di #Germania: 850mila!
    Poi ci sarebbe la Svizzera, anche se formalmente non nei confini UE, meta forse dettata da motivi più fiscali che culturali, in cui gli italiani sono 350mila, di gran lunga la comunità non locale più numerosa, a fronte di poco più di 50mila svizzeri che preferiscono stare da questa parte delle Alpi.
    Proseguendo, ci sarebbero poi i 367mila italiani d’America, a patto che i trumpiani non decidano - come ogni tanto dicono di voler fare - di andare un po’ più indietro e di riesaminare i 18 milioni (!) di oriundi, o i 20-30 milioni in Argentina, praticamente la metà della popolazione locale, a cui se ne aggiungono 900mila che ancora hanno il passaporto tricolore (le cifre riguardanti il Brasile sono praticamente identiche, per la cronaca). Qualcuno lo sta già facendo, questo ripensamento, in particolare il Giappone, che tenta di addossare la colpa della crisi economica ai gaijin, per quanto tra quelli i nostri connazionali siano pochissimi, meno di seimila (ma danno fastidio, evidentemente). Bisognerebbe spiegarlo ai leader della destra italiana, che siamo molto più invasori che invasi, ma difficilmente capirebbero, essendo peraltro a loro volta degli invasati.
    Del dato iniziale, quello spagnolo, c’è inoltre un’ulteriore piega: tra gli italiani che hanno scelto di vivere lì, moltissimi arrivano in realtà dal Sud America. Sono i tipici nipoti e bisnipoti di migranti che, sulla base dei discendenti, hanno ottenuto il passaporto italiano - una legge a cui di recente il Governo ha messo un freno, perché le richieste arrivavano a frotte - divenendo così cittadini europei e scegliendo però di vivere non in Italia, ma appunto in Spagna. Cosa che forse dovrebbe farci riconsiderare quella nostra convinzione per la quale pensiamo che il nostro sia un Paese fantastico in cui tutti vorrebbero venire.
    Ma pure l’idea che gli italiani risultino sempre graditi e simpaticissimi all’estero, a ben vedere, andrebbe verificata. Perché certo, a questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che tutti i milioni di italiani citati fin qui, oriundi e nativi, dopotutto si muovono in perfetta legalità (almeno oggi, ieri non esattamente), favoriti appunto dalla libertà di circolazione garantita dai trattati di #Schengen in Europa e da altri trattati favorevoli nel resto del mondo. Ed è qui che casca l’asino (anche se purtroppo non il Governo).
    E quelli, a scanso di equivoci, sono nazionalisti, nel senso di nazione, i cui confini finiscono alla cara vecchia frontiera. È vero, si presentano con programmi che parlano di cittadinanza nel rispetto della legge e della cultura locale, e in genere si riferiscono a migranti che vengono da posti un po’ più a sud, dove di norma la pelle è più scura. Ma rivendicano anche questioni di identità, e quel genere di sinceri militanti che vanno alle manifestazioni con gli anfibi, le teste rasate e il braccio teso probabilmente non sono così tolleranti all’idea che nella loro “#Patria” circolino da stanziali centinaia e centinaia di migliaia di mangiaspaghetti. Provate a chiedere a un naziskin tedesco cosa pensa del fatto che nella sua Germania ariana ideale vivano quasi un milione di “italiener”, e poi fateci sapere.
    Del resto, “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani” era un cartello tristemente famoso, e di simili ne venivano affissi, senza neppure citare i quadrupedi, in quelle zone in cui forte era l’afflusso migratorio proveniente dallo stivale. I documenti ufficiali di allora ci descrivevano come sporchi, dediti al furto, culturalmente e linguisticamente incompatibili, abituati a vivere ammucchiati dentro case piccolissime e abusive. E nemmeno particolarmente bianchi, peraltro.
    Insomma, stiamo attenti a cosa desideriamo.
    Paolo Cosseddu”

  27. Articolo chiaro e disarmante, facile facile, quasi per tutti (da Ossigeno questo piccolo scherzo serio):

    “In questi giorni in cui il governo #Meloni chiude le frontiere, c’è un giochino divertente che si può fare sotto l’ombrellone, in alternativa alle solite parole crociate: contare quanti italiani vivono sparsi per l’Europa (e volendo per il mondo), e al contrario quanti stranieri risiedono invece in Italia.
    Si può iniziare dal Paese che in questo momento è protagonista delle nostre cronache sovraniste, la #Spagna: secondo i dati, in Italia risiedono poco meno di 30mila cittadini spagnoli. Sono tanti, sono pochi? Dipende, ma il dato interessante è quello che riguarda chi fa il tragitto inverso: gli italiani residenti in Spagna, infatti, secondo il censimento locale sono circa 325mila, dieci volte tanti. Un’invasione! Ma non l’unica: i francesi nel nostro Paese sono 33mila, mentre gli italiani che hanno scelto di stare oltralpe sono 480mila, quasi mezzo milione. Cifre simili agli inglesi presenti sul nostro territorio in pianta stabile - 30mila - mentre gli italiani ancora a piede libero nella terra di Albione sono 400mila, alla faccia della Brexit. La sproporzione più grossa è però quella tra i tedeschi d’Italia - 36mila circa - e gli italiani di #Germania: 850mila!
    Poi ci sarebbe la Svizzera, anche se formalmente non nei confini UE, meta forse dettata da motivi più fiscali che culturali, in cui gli italiani sono 350mila, di gran lunga la comunità non locale più numerosa, a fronte di poco più di 50mila svizzeri che preferiscono stare da questa parte delle Alpi.
    Proseguendo, ci sarebbero poi i 367mila italiani d’America, a patto che i trumpiani non decidano - come ogni tanto dicono di voler fare - di andare un po’ più indietro e di riesaminare i 18 milioni (!) di oriundi, o i 20-30 milioni in Argentina, praticamente la metà della popolazione locale, a cui se ne aggiungono 900mila che ancora hanno il passaporto tricolore (le cifre riguardanti il Brasile sono praticamente identiche, per la cronaca). Qualcuno lo sta già facendo, questo ripensamento, in particolare il Giappone, che tenta di addossare la colpa della crisi economica ai gaijin, per quanto tra quelli i nostri connazionali siano pochissimi, meno di seimila (ma danno fastidio, evidentemente). Bisognerebbe spiegarlo ai leader della destra italiana, che siamo molto più invasori che invasi, ma difficilmente capirebbero, essendo peraltro a loro volta degli invasati.
    Del dato iniziale, quello spagnolo, c’è inoltre un’ulteriore piega: tra gli italiani che hanno scelto di vivere lì, moltissimi arrivano in realtà dal Sud America. Sono i tipici nipoti e bisnipoti di migranti che, sulla base dei discendenti, hanno ottenuto il passaporto italiano - una legge a cui di recente il Governo ha messo un freno, perché le richieste arrivavano a frotte - divenendo così cittadini europei e scegliendo però di vivere non in Italia, ma appunto in Spagna. Cosa che forse dovrebbe farci riconsiderare quella nostra convinzione per la quale pensiamo che il nostro sia un Paese fantastico in cui tutti vorrebbero venire.
    Ma pure l’idea che gli italiani risultino sempre graditi e simpaticissimi all’estero, a ben vedere, andrebbe verificata. Perché certo, a questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che tutti i milioni di italiani citati fin qui, oriundi e nativi, dopotutto si muovono in perfetta legalità (almeno oggi, ieri non esattamente), favoriti appunto dalla libertà di circolazione garantita dai trattati di #Schengen in Europa e da altri trattati favorevoli nel resto del mondo. Ed è qui che casca l’asino (anche se purtroppo non il Governo).
    E quelli, a scanso di equivoci, sono nazionalisti, nel senso di nazione, i cui confini finiscono alla cara vecchia frontiera. È vero, si presentano con programmi che parlano di cittadinanza nel rispetto della legge e della cultura locale, e in genere si riferiscono a migranti che vengono da posti un po’ più a sud, dove di norma la pelle è più scura. Ma rivendicano anche questioni di identità, e quel genere di sinceri militanti che vanno alle manifestazioni con gli anfibi, le teste rasate e il braccio teso probabilmente non sono così tolleranti all’idea che nella loro “#Patria” circolino da stanziali centinaia e centinaia di migliaia di mangiaspaghetti. Provate a chiedere a un naziskin tedesco cosa pensa del fatto che nella sua Germania ariana ideale vivano quasi un milione di “italiener”, e poi fateci sapere.
    Del resto, “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani” era un cartello tristemente famoso, e di simili ne venivano affissi, senza neppure citare i quadrupedi, in quelle zone in cui forte era l’afflusso migratorio proveniente dallo stivale. I documenti ufficiali di allora ci descrivevano come sporchi, dediti al furto, culturalmente e linguisticamente incompatibili, abituati a vivere ammucchiati dentro case piccolissime e abusive. E nemmeno particolarmente bianchi, peraltro.
    Insomma, stiamo attenti a cosa desideriamo.
    Paolo Cosseddu”

  28. Articolo chiaro e disarmante, facile facile, quasi per tutti (da Ossigeno questo piccolo scherzo serio):

    “In questi giorni in cui il governo #Meloni chiude le frontiere, c’è un giochino divertente che si può fare sotto l’ombrellone, in alternativa alle solite parole crociate: contare quanti italiani vivono sparsi per l’Europa (e volendo per il mondo), e al contrario quanti stranieri risiedono invece in Italia.
    Si può iniziare dal Paese che in questo momento è protagonista delle nostre cronache sovraniste, la #Spagna: secondo i dati, in Italia risiedono poco meno di 30mila cittadini spagnoli. Sono tanti, sono pochi? Dipende, ma il dato interessante è quello che riguarda chi fa il tragitto inverso: gli italiani residenti in Spagna, infatti, secondo il censimento locale sono circa 325mila, dieci volte tanti. Un’invasione! Ma non l’unica: i francesi nel nostro Paese sono 33mila, mentre gli italiani che hanno scelto di stare oltralpe sono 480mila, quasi mezzo milione. Cifre simili agli inglesi presenti sul nostro territorio in pianta stabile - 30mila - mentre gli italiani ancora a piede libero nella terra di Albione sono 400mila, alla faccia della Brexit. La sproporzione più grossa è però quella tra i tedeschi d’Italia - 36mila circa - e gli italiani di #Germania: 850mila!
    Poi ci sarebbe la Svizzera, anche se formalmente non nei confini UE, meta forse dettata da motivi più fiscali che culturali, in cui gli italiani sono 350mila, di gran lunga la comunità non locale più numerosa, a fronte di poco più di 50mila svizzeri che preferiscono stare da questa parte delle Alpi.
    Proseguendo, ci sarebbero poi i 367mila italiani d’America, a patto che i trumpiani non decidano - come ogni tanto dicono di voler fare - di andare un po’ più indietro e di riesaminare i 18 milioni (!) di oriundi, o i 20-30 milioni in Argentina, praticamente la metà della popolazione locale, a cui se ne aggiungono 900mila che ancora hanno il passaporto tricolore (le cifre riguardanti il Brasile sono praticamente identiche, per la cronaca). Qualcuno lo sta già facendo, questo ripensamento, in particolare il Giappone, che tenta di addossare la colpa della crisi economica ai gaijin, per quanto tra quelli i nostri connazionali siano pochissimi, meno di seimila (ma danno fastidio, evidentemente). Bisognerebbe spiegarlo ai leader della destra italiana, che siamo molto più invasori che invasi, ma difficilmente capirebbero, essendo peraltro a loro volta degli invasati.
    Del dato iniziale, quello spagnolo, c’è inoltre un’ulteriore piega: tra gli italiani che hanno scelto di vivere lì, moltissimi arrivano in realtà dal Sud America. Sono i tipici nipoti e bisnipoti di migranti che, sulla base dei discendenti, hanno ottenuto il passaporto italiano - una legge a cui di recente il Governo ha messo un freno, perché le richieste arrivavano a frotte - divenendo così cittadini europei e scegliendo però di vivere non in Italia, ma appunto in Spagna. Cosa che forse dovrebbe farci riconsiderare quella nostra convinzione per la quale pensiamo che il nostro sia un Paese fantastico in cui tutti vorrebbero venire.
    Ma pure l’idea che gli italiani risultino sempre graditi e simpaticissimi all’estero, a ben vedere, andrebbe verificata. Perché certo, a questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che tutti i milioni di italiani citati fin qui, oriundi e nativi, dopotutto si muovono in perfetta legalità (almeno oggi, ieri non esattamente), favoriti appunto dalla libertà di circolazione garantita dai trattati di #Schengen in Europa e da altri trattati favorevoli nel resto del mondo. Ed è qui che casca l’asino (anche se purtroppo non il Governo).
    E quelli, a scanso di equivoci, sono nazionalisti, nel senso di nazione, i cui confini finiscono alla cara vecchia frontiera. È vero, si presentano con programmi che parlano di cittadinanza nel rispetto della legge e della cultura locale, e in genere si riferiscono a migranti che vengono da posti un po’ più a sud, dove di norma la pelle è più scura. Ma rivendicano anche questioni di identità, e quel genere di sinceri militanti che vanno alle manifestazioni con gli anfibi, le teste rasate e il braccio teso probabilmente non sono così tolleranti all’idea che nella loro “#Patria” circolino da stanziali centinaia e centinaia di migliaia di mangiaspaghetti. Provate a chiedere a un naziskin tedesco cosa pensa del fatto che nella sua Germania ariana ideale vivano quasi un milione di “italiener”, e poi fateci sapere.
    Del resto, “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani” era un cartello tristemente famoso, e di simili ne venivano affissi, senza neppure citare i quadrupedi, in quelle zone in cui forte era l’afflusso migratorio proveniente dallo stivale. I documenti ufficiali di allora ci descrivevano come sporchi, dediti al furto, culturalmente e linguisticamente incompatibili, abituati a vivere ammucchiati dentro case piccolissime e abusive. E nemmeno particolarmente bianchi, peraltro.
    Insomma, stiamo attenti a cosa desideriamo.
    Paolo Cosseddu”

  29. csseo.org/1304745/ Ceuta, filo spinato, cannoni ad acqua e mille soldati: il Marocco vuole scongiurare l’invasione. Frontex, ingressi irregolari nell’Ue in calo del 37% nei primi 7 mesi #ceuta #Cronaca #DalMondo #diretta #Marocco #migranti #MigrantiCeuta #Mondo #Notizie #schengen #Spagna #UltimaOra #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiMondo

  30. Comunque avremmo avuto anche noi un #eclisse totale come in #Spagna se il governo non avesse sospeso il trattato di Schengen.

  31. Comunque avremmo avuto anche noi un #eclisse totale come in #Spagna se il governo non avesse sospeso il trattato di Schengen.

  32. Comunque avremmo avuto anche noi un #eclisse totale come in #Spagna se il governo non avesse sospeso il trattato di Schengen.

  33. Comunque avremmo avuto anche noi un #eclisse totale come in #Spagna se il governo non avesse sospeso il trattato di Schengen.