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#colonialismo — Public Fediverse posts

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  1. CURSO: Introducción ao racismo e a decolonialidade.

    Impartido por SOS RACISMO GALIZA o sábado 26 setembro ás 10.30H en teixugueiras 24.

    O curso é de balde, pero as prazas son limitadas: reserva a túa mandando email a [email protected].

    vigo.acontece.gal/event/introd

    #racismo #xenofobia #antirracismo #colonialismo

  2. CURSO: Introducción ao racismo e a decolonialidade.

    Impartido por SOS RACISMO GALIZA o sábado 26 setembro ás 10.30H en teixugueiras 24.

    O curso é de balde, pero as prazas son limitadas: reserva a túa mandando email a [email protected].

    vigo.acontece.gal/event/introd

    #racismo #xenofobia #antirracismo #colonialismo

  3. CURSO: Introducción ao racismo e a decolonialidade.

    Impartido por SOS RACISMO GALIZA o sábado 26 setembro ás 10.30H en teixugueiras 24.

    O curso é de balde, pero as prazas son limitadas: reserva a túa mandando email a [email protected].

    vigo.acontece.gal/event/introd

    #racismo #xenofobia #antirracismo #colonialismo

  4. CURSO: Introducción ao racismo e a decolonialidade.

    Impartido por SOS RACISMO GALIZA o sábado 26 setembro ás 10.30H en teixugueiras 24.

    O curso é de balde, pero as prazas son limitadas: reserva a túa mandando email a [email protected].

    vigo.acontece.gal/event/introd

    #racismo #xenofobia #antirracismo #colonialismo

  5. Introducción ao racismo e a decolonialidade

    CGT Vigo, sábado, 26 de setembro, 10:30 CEST

    Ante os discursos de odio, racismo e xenofobia que, lamentablemente, se infiltraron na nosa vida cotiá da man da ultradereita, desde CGT consideramos que temos a obriga de fomentar unha conciencia crítica respecto á discriminación racial, subliñando a necesidade de xerar un firme compromiso antirracista.

    Este curso, impartido polas compañeiras de SOS Racismo Galiza, ten os seguintes obxectivos fundamentais:

    • Analizar criticamente a responsabilidade social de cada un de nós á hora de contribuír a xerar, reproducir e lexitimar mecanismos racistas.

    • Adoptar unha postura fronte ao racismo e compartir ferramentas de educación antirracista para combater as súas consecuencias.

    O obxectivo final do curso é valorar a diversidade cultural e promover a interculturalidade como o modelo de convivencia capaz de avanzar cara a un mundo máis inclusivo, no que aceptemos ás persoas independentemente da súa cor de pel, orixe, relixión e/ou cultura.

    Nunha sociedade intercultural non hai lugar para o racismo; por tanto, traballar para a súa erradicación é un obxectivo esencial e unha obrigación, máis desde unha organización como a nosa.

    O curso é gratuíto e ao finalizar haberá un pequeno pica pica vegano con opcións non veganas para as persoas que asistan.

    Esperamos contar coa túa asistencia!

    Data: Sábado 26 setembro
    Hora: 10.30 H
    Teixugueiras 24, Vigo. Local CGT

    IMPORTANTE: As prazas son limitadas. Se queres asistir por favor envia un email a [email protected]

    Secretaria de Acción Social e Igualdade.

    vigo.acontece.gal/event/introd

  6. “non noi” / mg. 2024

    quello che segue è il breve brano col quale nell’estate dello scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla serie di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, serie uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
    il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in più sedi online (cfr. in calce) fosse plausibilmente non inutile, considerandone soprattutto l’argomento.

    non noi

    “noi no”

    (sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
    (n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)

    il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.

    il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.

    tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.

    cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.

    il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.

    non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.

    non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.

    la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.

    è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.

    il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].

    medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.

    *

    ulteriori link:

    https://puntocritico2.wordpress.com/2025/08/17/marco-giovenale-non-noi-2024/

    https://pontebianco.noblogs.org/post/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/

    https://differx.noblogs.org/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/

    https://poliverso.org/display/cb89bb2e-c0bf2f759291c84a-d3050d3c

    https://www.instagram.com/p/DNf2-zno4ij

    https://www.facebook.com/differx/posts/pfbid02XgyW7Y4UKtPieWoWSa67JFg5R7uunMSQf6wEC6bHJ8Tw2fchoQarTzU83b5E2KRkl ovvero https://t.ly/PgFoa

    https://eexxiitt.blogspot.com/2025/08/non-noi-marco-giovenale-2024.html

    https://eeexxxiiittt.blogspot.com/2025/08/non-noi-marco-giovenale-2024.html

    https://the-flux-i-share.blogspot.com/2025/08/non-noi-marco-giovenale-2024.html

    https://ko-fi.com/post/non-noi-marco-giovenale-2024-H2H41JV0N4

    https://noblogo.org/differx/non-noi

    https://www.youtube.com/post/Ugkxms3iuwvkJSE5uhrp8YbQOyCxNrGPLD3d

    https://www.youtube.com/post/UgkxFZY3Q3zEw5s1TfWAN7AAHt3fV3BUBRR3

    https://www.youtube.com/post/UgkxTQA5Z47SKptqrWwt51gNlOqHBeqXjX7u

     

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #intellettuali #Nakba #ilnoi #noi #primapersonaplurale #primapersona #Megiddo #carceriisraeliane #olimpiadidiparigi
    #intellettuali #intellettualidimerda #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni #prigionieri #ostaggi #leparoleelecose #LPLC #poetiitaliani #poesia #poesiaprimapersona #olimpiadi #pronomesbagliato 

    n.b.: il testo registra la situazione all’estate del 2024, quando cioè è stato scritto

    #StoNoiDemmerda #bambini #carceriisraeliane #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #concentramento #davantiAlDoloreDegliAltri #davantiAlGenocidio #deportazione #estate2024 #famearmadiguerra #fusioniSocietarie #Gaza #genocide #genocidio #GerusalemmeEst #ICC #icj #IDF #ilnoi #intellettuali #intellettualidimerda #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #leparoleelecose #LPLC #massacri #Megiddo #Nakba #Noi #olimpiadi #olimpiadidiparigi #ostaggi #Palestina #Palestine #poesia #poesiaprimapersona #poetiitaliani #prigionieri #primapersona #primapersonaplurale #pronomeSbagliato #pronomeYankee #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #stuproDiGruppo #tribalismo #uffici #ufficiali #USA #warcrimes #WestBank #yankee #zionism

  7. oggi e domani, 23-24 maggio, a bologna: samah jabr sui traumi generati dai crimini di colonialismo

    🍉 SAMAH JABR (psichiatra, psicoterapeuta e scrittrice palestinese) torna a Bologna per un seminario e un incontro aperto: 𝗪𝗶𝘁𝗻𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗴 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘅𝘁𝘀 𝗼𝗳 𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻: 𝗧𝗵𝗲 𝗲𝘁𝗵𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗮𝗻𝗱 𝘁𝗵𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰 𝗿𝗼𝗹𝗲𝘀 𝗼𝗳 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹 𝗵𝗲𝗮𝗹𝘁𝗵 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝘀 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗻𝗴 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮.
    🍉 23 maggio, ore 11:00-13:00, Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna
    🍉 24 maggio, ore 17:00, presso il centro Costa in via Azzo Giardino
    Informazioni e locandina: https://psicologia.unibo.it/it/eventi/witnessing-in-contexts-of-oppression-the-ethical-and-therapeutic-roles-of-mental-health-profession-als-facing-colonial-trauma
    🇵🇸
    « […] “sumud” è un concetto molto antico. È presente nella letteratura palestinese da oltre un secolo, sin dai tempi del mandato britannico in Palestina. Ed è molto più complesso della sola resilienza. La resilienza è un termine relativamente recente nella letteratura sulla salute mentale: esiste da circa quarant’anni, forse poco più. Si tratta di uno stato dell’essere, una condizione interna. Ma “sumud” è qualcosa di più: è sia uno stato dell’essere che un orientamento all’azione. È fermezza, perseveranza, ma implica anche un’azione critica. È tutto ciò che rafforza la capacità delle persone di rimanere sulla propria terra: la fermezza è parte integrante del “sumud”.
    Il significato del termine ha sia una dimensione individuale che collettiva. Quindi “sumud” è una resilienza collettiva che tiene conto dell’azione, non solo dello stato dell’essere e del sentimento di forza interiore. Questa è l’essenza di ciò che intendiamo con “sumud”. L’immagine mentale che più lo rappresenta è quella di un ulivo dalle radici molto profonde.
    È importante prestare attenzione quando parliamo di “sumud”, perché talvolta viene frainteso e interpretato come se indicasse una sorta di resilienza innata del popolo palestinese, tale da renderlo autosufficiente e privo del bisogno di sostegno esterno. Ma non è affatto così. “Sumud” non deve essere idealizzato, né trasformato in una narrazione romantica che giustifichi l’abbandono o lo sfruttamento dei palestinesi.»


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