#generazioni — Public Fediverse posts
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https://www.europesays.com/it/447747/ Panatta su Sinner: “Può vincere sia Roma che Parigi” #accessibile #AccessibileCapace #AccessibileCapaceEntrare #amico #attività #AttivitàSportiva #bambini #campione #CampioneAmico #chiaro #continua #edizione #finale #generazioni #importante #ImportanteSport #internazionali #IT #Italia #italiano #Italy #jannik #montecarlo #ormai #panatta #parigi #piazze #progetto #roma #Salute #Sinner #Sport #SportSalute #sportiva #Sports #successo #tennis #vincere
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Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà
Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]https://www.psicospace.it/generazioni-baby-boomers-x-millennials-z/
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Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà
Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]https://www.psicospace.it/generazioni-baby-boomers-x-millennials-z/
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Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà
Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]https://www.psicospace.it/generazioni-baby-boomers-x-millennials-z/
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Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà
Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]https://www.psicospace.it/generazioni-baby-boomers-x-millennials-z/
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link a saggi e materiali – dopo l’incontro alla libreria luce
23 feb. 2026
nell’incontro di sabato 21 a Napoli, per il quale ringrazio ancora l’invito e la generosità della Libreria Luce, e gli amici in dialogo Ciro Russo e Federica Iodice, ho citato due interventi, da cui ho tratto dei (temo tristemente esplicativi) elenchi di nomi. si tratta di questi due articoli/saggi del 2022:
“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
(anche disponibile in pdf qui)
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
(in pdf qui)sempre nella stessa occasione napoletana ho accennato a un’idea di postpoesia intesa non tanto come superamento o negazione della poesia, quanto (più ampiamente) come indifferenza sostanziale nei confronti delle segmentazioni/separazioni di genere. da tempo, chi fa un certo tipo di scrittura vede infatti il letterario come un flusso di materiali transgenerici, una iridescenza di testualità. non è casuale la moltiplicazione che il Novecento e questo primo quarto di XXI secolo hanno fatto dei nomi attribuiti e attribuibili alle opere stesse. in questo spero possa venire in soccorso questo post del 2021: https://slowforward.net/2021/06/23/nioques-frisbees-e-altre-deviazioni-differx-2021/
*
sugli stessi argomenti possono essere forse non inutilmente consultati questi articoli (in ordine non cronologico):
https://slowforward.net/2025/08/28/language-poetry-francia-et-alia-da-una-mail-a-cristina-giorcelli/ (2025)
https://slowforward.net/2023/04/23/il-ritorno-allordine-editoriale-distributivo-differx-2023/ (2023)
https://slowforward.net/2020/07/14/responsabilita-in-editoria/ (2020)
https://slowforward.net/2023/08/05/poesia-ri-ri/ (2023)
https://slowforward.net/2020/09/12/i-potenti-tribolati-differx-2020/ (2020)
ulteriore critica a Donzelli:
https://slowforward.net/2022/08/23/post-1968-o-post-1974-forse-la-domanda-ha-senso/ (2022)un testo fortemente autodescrittivo ma credo necessario per completare anche sul fronte politico una contestualizzazione delle mie proposte (e percezioni) della situazione italiana è questo (del 2020), che conclude il presente elenco: https://operavivamagazine.org/6070-2/
#deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #LibreriaLuce #link #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca -
link a saggi e materiali – dopo l’incontro alla libreria luce
23 feb. 2026
nell’incontro di sabato 21 a Napoli, per il quale ringrazio ancora l’invito e la generosità della Libreria Luce, e gli amici in dialogo Ciro Russo e Federica Iodice, ho citato due interventi, da cui ho tratto dei (temo tristemente esplicativi) elenchi di nomi. si tratta di questi due articoli/saggi del 2022:
“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
(anche disponibile in pdf qui)
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
(in pdf qui)sempre nella stessa occasione napoletana ho accennato a un’idea di postpoesia intesa non tanto come superamento o negazione della poesia, quanto (più ampiamente) come indifferenza sostanziale nei confronti delle segmentazioni/separazioni di genere. da tempo, chi fa un certo tipo di scrittura vede infatti il letterario come un flusso di materiali transgenerici, una iridescenza di testualità. non è casuale la moltiplicazione che il Novecento e questo primo quarto di XXI secolo hanno fatto dei nomi attribuiti e attribuibili alle opere stesse. in questo spero possa venire in soccorso questo post del 2021: https://slowforward.net/2021/06/23/nioques-frisbees-e-altre-deviazioni-differx-2021/
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sugli stessi argomenti possono essere forse non inutilmente consultati questi articoli (in ordine non cronologico):
https://slowforward.net/2025/08/28/language-poetry-francia-et-alia-da-una-mail-a-cristina-giorcelli/ (2025)
https://slowforward.net/2023/04/23/il-ritorno-allordine-editoriale-distributivo-differx-2023/ (2023)
https://slowforward.net/2020/07/14/responsabilita-in-editoria/ (2020)
https://slowforward.net/2023/08/05/poesia-ri-ri/ (2023)
https://slowforward.net/2020/09/12/i-potenti-tribolati-differx-2020/ (2020)
ulteriore critica a Donzelli:
https://slowforward.net/2022/08/23/post-1968-o-post-1974-forse-la-domanda-ha-senso/ (2022)un testo fortemente autodescrittivo ma credo necessario per completare anche sul fronte politico una contestualizzazione delle mie proposte (e percezioni) della situazione italiana è questo (del 2020), che conclude il presente elenco: https://operavivamagazine.org/6070-2/
#deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #LibreriaLuce #link #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca -
https://www.europesays.com/it/229447/ “Apprezzata da diverse generazioni, la sua musica continuerà a toccare il cuore di tutti” #apprezzata #continuerà #cuore #diverse #Entertainment #generazioni #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #Music #Musica #omaggio #ornella #ortica #toccare #vanoni
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[r] _ post-1968 o post-1974? forse la domanda ha senso
leggere questa intervista ad E. Donzelli è a mio avviso importante, per vari motivi, anche come addendum non secondario a un suo precedente intervento, che si può trovare qui: https://t.ly/sTgY.
tuttavia segnalo, allo stesso tempo, un punto di dubbio per me cruciale, non solo in riferimento a un discorso sulla poesia contemporanea.
riguarda l’idea di una possibile uniformità o somiglianza di identità (e di biografie) tra autori “nati dopo il ’68”.
ecco: sono convinto del fatto che (soprattutto se si stringe il focus sul versante politico e sul rapporto tra vicenda collettiva e imprinting individuale, e tra questi e una qualsiasi attività linguistica orale e scritta intesa alla produzione di senso) l’onda lunga di una generazione ancora politicamente connotata continua, a mio avviso, almeno fino al 1974. (come scrivevo in 6070).
ovvero: sostituirei a “i nati dopo il 1968” l’espressione “i nati dopo il 1974”.
e mi spiego: fino almeno al 1974, in linea di massima, chi nasceva sarebbe stato (volente o nolente) esposto, negli anni della sua maggiore plasticità e sensibilità (proprio neuronale), a situazioni estremamente diverse, radicalmente diverse, rispetto a quelle che avrebbero vissuto i nati negli anni successivi. (non voglio con questo stabilire una barriera netta & adamantina, né deterministica, ma solo identificare un terminus post quem, che so arbitrario come tutte le schematizzazioni, spostato in qua di almeno cinque-sei anni rispetto al ’68).cliccare per ingrandire
chi ha formato il proprio lessico e le proprie strutture mentali di base nell’amnio avvelenato dei pieni Ottanta (diciamo dal 1984, anno scelto non a caso: cfr. https://t.ly/MlXa e https://t.ly/P98e) ha avuto a che fare con un mostro di non poco conto.
diversamente, chi giocoforza, per anagrafe, ha vissuto la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da preadolescente o adolescente, critico [magari pure clinico-disturbato] e pieno di insofferenze e rifiuti, e quindi politicamente nemico del proprio tempo, magari in sodalizio (eccome!) con compagn* di riflessione e azione politica [magari esplicitatesi, queste azioni, con la Pantera nel 1990], non può in nessun modo essere accostato con troppa facilità a chi, bambino, è stato letteralmente aggredito e sommerso dal contesto del decennio maledetto, e dalle radiazioni delle nascenti tv private in Italia, oltre che dall’aria di “normalità” della corruttela craxiana che le ha fatte prosperare.[da non dimenticare, poi: il 1990 di Ruberti è anche l’anno della legge Mammì, e della rivelazione dell’esistenza di Gladio. ergo, l’adolescente inquieto di metà anni Ottanta non poteva non essere – parlo da testimone, non voglio imporre un’autobiografia – un adulto infuriato, nel 1990]
senza parlare del clima politico mondiale.
ovvio, credo. inutile nominare i due criminali di spicco, targati ’80: Tatcher, Reagan. chi già era politicamente insofferente, oltre che ormonalmente fibrillante (!), nel tempo dell’ascesa del liberismo scatenato, non poteva in nessun modo accettare la deriva post-1980, fosse pure nella mera forma estetica. chi invece era bambino, difficilmente era in grado di non assorbire le tossine del decennio. anche linguistiche. drogate, sedative.
(per altro fatte proprie e rilanciate dall’editoria di grande distribuzione, che in libreria mandava e promuoveva solo e soltanto gli autori di cui parlavo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/). (chi compiva 20 anni nel 1990, aveva trovato nell’adolescenza e trovava ancora in libreria testi che, meno di dieci anni dopo, cioè entro il 1999 e prima, la distribuzione generalista, la protervia o pavidità dei direttori di collana e l’editoria dell’ormai maturo riflusso [nonché – perché no? – il primo quinquennio forzitaliota] avrebbero spazzato via dagli scaffali).*
in conclusione.
per il bambino del 1980-90 la ribellione sarebbe (forse) arrivata dopo.
bon.
ma, nello stesso decennio, per l’adolescente o giovane adulto veniva vissuta già e ancora (per quanto con difficoltà e diversità rispetto a chi aveva fatto il ’77) dentro quel periodo storico, in conflitto, e con un insieme di esperienze e impressioni (e imprinting, sì) stabilmente presenti ormai, in termini di formazione individuale/collettiva. era insomma una inquietudine fattiva possibile, praticabile e praticata: esisteva.
così come in letteratura, negli stessi anni, nonostante tutto, esisteva la ricerca (letteraria).
(e non solo perché ne scriveva Antonio Porta: https://slowforward.net/2022/08/20/ricerca-letteraria-spazio-di-ricerca-antonio-porta-1983/).cliccare per ingrandire
nel 1984 nascevano “L’ombra d’Argo” e “l’immaginazione”, per dire.
nel 1989 si stampava Poesia italiana della contraddizione, per dire.
la rivista “Baldus” sarebbe uscita per sette anni: 1990-1996.
ma gli esempi sarebbero dozzine. (tutti regolarmente ignorati da editoria e intellettuali mainstream, e da parecchi critici di scarsa – intenzionalmente scarsa – memoria; scarsi anche in termini di sguardo sul presente, se è per questo).…
(e infine, e appunto, fra parentesi: la ricerca esiste anche oggi. ma questo è un discorso che affronteremo poi).
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L'idea che possiamo portare in noi non solo i nostri ricordi personali ma anche le ferite psicologiche dei nostri antenati sembra uscita da un romanzo gotico, ma la scienza sta iniziando a considerare questa possibilità con seria attenzione.
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