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#anni-70 — Public Fediverse posts

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  1. oggi, 6 luglio, a roma, alla casetta rossa: presentazione di “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi (ed. milieu, 2026)

    OGGI, lunedì 6 luglio, alle 18:30, alla Casetta rossa
    (via G.B.Magnaghi 14 – Roma)

    Ilenia Rossini e Marco Giovenale
    con l’autore
    presentano

    AGGRAPPÀTI AL CIELO
    di 
    Sergio Bianchi

    (Milieu edizioni)

    Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese. Un linguaggio essenziale, materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale. Una narrazione «a quadri» del «lungo ’68 italiano». Una singola voce che nella fulminea descrizione dei diversi scenari attraversati riesce a divenire voce collettiva. Una sintesi dei sommovimenti sociali, politici, culturali ed esistenziali del decennio Settanta che nulla tralascia dei suoi contenuti fondamentali: l’antiautoritarismo delle prime lotte studentesche, il sentimento della «Resistenza tradita», la grande rivolta operaia nelle fabbriche, il femminismo, la radicalizzazione dei conflitti, la nascita e lo sviluppo della lotta armata, il movimento del ’77, la diffusione nei movimenti delle droghe, la repressione, il carcere, il riflusso e la drammatica presa d’atto della sconfitta del sogno di una trasformazione rivoluzionaria.

    *

    l’editore: https://mileuedizioni.it

    recensione di Ginevra Amadio su Treccani (29 giu. 2026):
    https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/recensioni/recensione_944.html

    recensione di Andrea Colombo sul ‘manifesto’ (29 giu. 2026):
    https://ilmanifesto.it/quella-rivoluzione-sconfitta-e-il-protagonismo-di-unepoca

    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/949bc2fa-2ba7-49ff-9246-8e63cc3a98cb

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/1390708409772428/

    #Anni70 #anniSettanta #Annisessanta #annisettanta #AutonomiaOperaia #CasettaRossa #collanaSettanta #IleniaRossini #LaboratorioDiLettura #lettura #lottaArmata #lotteStudentesche #MarcoGiovenale #Milieu #MilieuEdizioni #movimentoDel77 #politicaItaliana #PotereOperaio #presentazione #repressione #riflusso #romanzo #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu #settantasette
  2. oggi, 6 luglio, a roma, alla casetta rossa: presentazione di “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi (ed. milieu, 2026)

    OGGI, lunedì 6 luglio, alle 18:30, alla Casetta rossa
    (via G.B.Magnaghi 14 – Roma)

    Ilenia Rossini e Marco Giovenale
    con l’autore
    presentano

    AGGRAPPÀTI AL CIELO
    di 
    Sergio Bianchi

    (Milieu edizioni)

    Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese. Un linguaggio essenziale, materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale. Una narrazione «a quadri» del «lungo ’68 italiano». Una singola voce che nella fulminea descrizione dei diversi scenari attraversati riesce a divenire voce collettiva. Una sintesi dei sommovimenti sociali, politici, culturali ed esistenziali del decennio Settanta che nulla tralascia dei suoi contenuti fondamentali: l’antiautoritarismo delle prime lotte studentesche, il sentimento della «Resistenza tradita», la grande rivolta operaia nelle fabbriche, il femminismo, la radicalizzazione dei conflitti, la nascita e lo sviluppo della lotta armata, il movimento del ’77, la diffusione nei movimenti delle droghe, la repressione, il carcere, il riflusso e la drammatica presa d’atto della sconfitta del sogno di una trasformazione rivoluzionaria.

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    l’editore: https://mileuedizioni.it

    recensione di Ginevra Amadio su Treccani (29 giu. 2026):
    https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/recensioni/recensione_944.html

    recensione di Andrea Colombo sul ‘manifesto’ (29 giu. 2026):
    https://ilmanifesto.it/quella-rivoluzione-sconfitta-e-il-protagonismo-di-unepoca

    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/949bc2fa-2ba7-49ff-9246-8e63cc3a98cb

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/1390708409772428/

    #Anni70 #anniSettanta #Annisessanta #annisettanta #AutonomiaOperaia #CasettaRossa #collanaSettanta #IleniaRossini #LaboratorioDiLettura #lettura #lottaArmata #lotteStudentesche #MarcoGiovenale #Milieu #MilieuEdizioni #movimentoDel77 #politicaItaliana #PotereOperaio #presentazione #repressione #riflusso #romanzo #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu #settantasette
  3. 6 luglio, roma, casetta rossa: presentazione di “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi (ed. milieu, 2026)

    Lunedì 6 luglio, alle 18:30, alla Casetta rossa
    (via G.B.Magnaghi 14 – Roma)

    Ilenia Rossini e Marco Giovenale
    con l’autore
    presentano

    AGGRAPPÀTI AL CIELO
    di 
    Sergio Bianchi

    (Milieu edizioni)

    Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese. Un linguaggio essenziale, materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale. Una narrazione «a quadri» del «lungo ’68 italiano». Una singola voce che nella fulminea descrizione dei diversi scenari attraversati riesce a divenire voce collettiva. Una sintesi dei sommovimenti sociali, politici, culturali ed esistenziali del decennio Settanta che nulla tralascia dei suoi contenuti fondamentali: l’antiautoritarismo delle prime lotte studentesche, il sentimento della «Resistenza tradita», la grande rivolta operaia nelle fabbriche, il femminismo, la radicalizzazione dei conflitti, la nascita e lo sviluppo della lotta armata, il movimento del ’77, la diffusione nei movimenti delle droghe, la repressione, il carcere, il riflusso e la drammatica presa d’atto della sconfitta del sogno di una trasformazione rivoluzionaria.

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    l’editore: https://mileuedizioni.it

    recensione di Ginevra Amadio su Treccani (29 giu. 2026):
    https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/recensioni/recensione_944.html

    recensione di Andrea Colombo sul ‘manifesto’ (29 giu. 2026):
    https://ilmanifesto.it/quella-rivoluzione-sconfitta-e-il-protagonismo-di-unepoca

    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/949bc2fa-2ba7-49ff-9246-8e63cc3a98cb

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/1390708409772428/

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  4. 6 luglio, roma, casetta rossa: presentazione di “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi (ed. milieu, 2026)

    Lunedì 6 luglio, alle 18:30, alla Casetta rossa
    (via G.B.Magnaghi 14 – Roma)

    Ilenia Rossini e Marco Giovenale
    con l’autore
    presentano

    AGGRAPPÀTI AL CIELO
    di 
    Sergio Bianchi

    (Milieu edizioni)

    Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese. Un linguaggio essenziale, materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale. Una narrazione «a quadri» del «lungo ’68 italiano». Una singola voce che nella fulminea descrizione dei diversi scenari attraversati riesce a divenire voce collettiva. Una sintesi dei sommovimenti sociali, politici, culturali ed esistenziali del decennio Settanta che nulla tralascia dei suoi contenuti fondamentali: l’antiautoritarismo delle prime lotte studentesche, il sentimento della «Resistenza tradita», la grande rivolta operaia nelle fabbriche, il femminismo, la radicalizzazione dei conflitti, la nascita e lo sviluppo della lotta armata, il movimento del ’77, la diffusione nei movimenti delle droghe, la repressione, il carcere, il riflusso e la drammatica presa d’atto della sconfitta del sogno di una trasformazione rivoluzionaria.

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    l’editore: https://mileuedizioni.it

    recensione di Ginevra Amadio su Treccani (29 giu. 2026):
    https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/recensioni/recensione_944.html

    recensione di Andrea Colombo sul ‘manifesto’ (29 giu. 2026):
    https://ilmanifesto.it/quella-rivoluzione-sconfitta-e-il-protagonismo-di-unepoca

    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/949bc2fa-2ba7-49ff-9246-8e63cc3a98cb

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/1390708409772428/

    #Anni70 #anniSettanta #Annisessanta #annisettanta #AutonomiaOperaia #CasettaRossa #collanaSettanta #IleniaRossini #LaboratorioDiLettura #lettura #lottaArmata #lotteStudentesche #MarcoGiovenale #Milieu #MilieuEdizioni #movimentoDel77 #politicaItaliana #PotereOperaio #presentazione #repressione #riflusso #romanzo #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu #settantasette
  5. il sistema elettorale proporzionale “puro” / francesco pallante

    Francesco Pallante
    (dalla newsletter del ‘manifesto’, 29 giu. 2026)

    Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, Parlamenti eletti con legge elettorale proporzionale approvarono le più incisive riforme che hanno trasformato l’Italia dal punto di vista sociale, economico e politico, dal dopoguerra a oggi. Merita richiamare alla memoria le principali, affinché se ne possa cogliere a pieno la portata: la nazionalizzazione delle imprese energetiche e l’istituzione dell’Enel (1962); la scuola media unica, gratuita e obbligatoria (1962); la riforma della previdenza sociale secondo il modello retributivo (1969); l’abolizione delle gabbie salariali (1969); lo Statuto dei diritti dei lavoratori (1970); la legge sul divorzio (1970); l’attuazione delle previsioni costituzionali in tema di referendum (1970); l’istituzione delle regioni ordinarie (1970); la riforma fiscale nel senso della progressività (1974); la trasformazione del diritto di famiglia in nome della parità tra i coniugi (1975); la legge in tema di concessioni edilizie e oneri di urbanizzazione (1977); la legalizzazione dell’aborto (1978); la chiusura dei manicomi (1978); la legge sul Ssn (1978). I cultori delle alchimie elettorali – i sacerdoti della governabilità – non sono, oggi, in grado di spiegare come sia stato possibile che assemblee legislative elette con legge elettorale proporzionale “pura” abbiano potuto approvare riforme così ampie e incisive. La spiegazione è che proprio perché si trattava di assemblee in cui nessun partito aveva da sé la maggioranza, tutti i partiti erano costretti a dialogare tra loro. In apparente paradosso, quelli di allora erano Parlamenti assai più “decidenti” di quelli odierni: e lo erano grazie al fatto che quando si giungeva, infine, alla decisione, ciò accadeva perché si era prima svolto un attento procedimento deliberativo, capace di realizzare il massimo del consenso e il minimo dell’imposizione possibili. Non a caso molte delle decisioni di allora sono durate a lungo; alcune durano a tutt’oggi. Quale Parlamento odierno sarebbe capace di decisioni altrettanto suscettibili di proiettarsi nel futuro? Altro che tagliole, ghigliottine, canguri e analoghe figure del libro degli orrori parlamentari! Allora ci si scontrava e ci si confrontava, si assicurava al dibattito il tempo necessario e si giungeva, infine, a deliberazioni dotate di straordinaria solidità politica. Il culto odierno della governabilità impedisce il confronto e la discussione. Le audizioni degli esperti, gli emendamenti delle opposizioni, l’illustrazione di posizioni alternative servono a poco: alla fine, quel che conta non è la ragionevolezza delle argomentazioni, è la forza dei numeri. La democrazia – come ha scritto Alfonso Di Giovine – è diventata la sorella stupida della matematica. È per questo che l’approvazione di una legge elettorale che favorisca la formazione di una maggioranza assoluta non è desiderabile. Perché una tale legge, gonfiando artificialmente le posizioni di alcuni, irrigidisce il confronto politico, rendendolo, di fatto, impossibile. Il Parlamento è svuotato d’ogni ruolo, il Governo è elevato al centro del sistema. Eppure, nonostante la favola della fine delle ideologie, quella italiana è, oggi, una società divisa, per ideali e interessi, almeno tanto quanto lo era la società italiana d’un tempo. Allora, però, con le divisioni si sapeva fare, realisticamente, i conti. Oggi non più. Sotto questo aspetto, una legge elettorale proporzionale sarebbe virtuosa proprio per via di quello che è, usualmente, considerato il suo vizio: il fatto di non assegnare ad alcuna forza politica la maggioranza assoluta, così costringendo le diverse componenti della società, di cui le forze politiche sono espressione, a tornare a parlarsi tra loro. Alla scontata obiezione secondo la quale un Parlamento plurale non potrà realmente funzionare è agevole replicare che il compito del Parlamento nei sistemi democratici pluralisti è esattamente questo: rendere possibile, grazie alla mediazione della rappresentanza, quel dialogo che nella immediatezza della società è assai più complicato. Forze politiche che godono di maggioranze artificiali create dalle leggi elettorali non saranno disponibili a dialogare con le controparti: saranno sempre tentate dalle imposizioni di forza. Le file dei loro eletti saranno colme di yes-men e yes-women, perché il Capo (parola democraticamente inaccettabile, rientrata nel lessico politico per responsabilità delle leggi elettorali) ha bisogno non di pensatori critici, ma di esecutori fedeli. Al contrario, partiti politici che possono contare in Parlamento solo sulla forza che realmente hanno nella società saranno per forza di cose aperti al dialogo e al confronto e necessiteranno di personale politico a ciò adeguato: si batteranno perché la discussione abbia per esito una soluzione la più vicina possibile alle proprie posizioni, ma non avranno timore del compromesso, una volta spesi tutti i loro argomenti. Oltre alla vita democratica, persino la qualità della classe politica finirebbe col trarne beneficio.

    #anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #democrazia #elezioni #FrancescoPallante #ilManifesto #newsletterDelManifesto #Parlamento #riformaElettorale #riforme #riformeElettorali #sistemaElettorale #sistemaElettoralePuro
  6. il sistema elettorale proporzionale “puro” / francesco pallante

    Francesco Pallante
    (dalla newsletter del ‘manifesto’, 29 giu. 2026)

    Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, Parlamenti eletti con legge elettorale proporzionale approvarono le più incisive riforme che hanno trasformato l’Italia dal punto di vista sociale, economico e politico, dal dopoguerra a oggi. Merita richiamare alla memoria le principali, affinché se ne possa cogliere a pieno la portata: la nazionalizzazione delle imprese energetiche e l’istituzione dell’Enel (1962); la scuola media unica, gratuita e obbligatoria (1962); la riforma della previdenza sociale secondo il modello retributivo (1969); l’abolizione delle gabbie salariali (1969); lo Statuto dei diritti dei lavoratori (1970); la legge sul divorzio (1970); l’attuazione delle previsioni costituzionali in tema di referendum (1970); l’istituzione delle regioni ordinarie (1970); la riforma fiscale nel senso della progressività (1974); la trasformazione del diritto di famiglia in nome della parità tra i coniugi (1975); la legge in tema di concessioni edilizie e oneri di urbanizzazione (1977); la legalizzazione dell’aborto (1978); la chiusura dei manicomi (1978); la legge sul Ssn (1978). I cultori delle alchimie elettorali – i sacerdoti della governabilità – non sono, oggi, in grado di spiegare come sia stato possibile che assemblee legislative elette con legge elettorale proporzionale “pura” abbiano potuto approvare riforme così ampie e incisive. La spiegazione è che proprio perché si trattava di assemblee in cui nessun partito aveva da sé la maggioranza, tutti i partiti erano costretti a dialogare tra loro. In apparente paradosso, quelli di allora erano Parlamenti assai più “decidenti” di quelli odierni: e lo erano grazie al fatto che quando si giungeva, infine, alla decisione, ciò accadeva perché si era prima svolto un attento procedimento deliberativo, capace di realizzare il massimo del consenso e il minimo dell’imposizione possibili. Non a caso molte delle decisioni di allora sono durate a lungo; alcune durano a tutt’oggi. Quale Parlamento odierno sarebbe capace di decisioni altrettanto suscettibili di proiettarsi nel futuro? Altro che tagliole, ghigliottine, canguri e analoghe figure del libro degli orrori parlamentari! Allora ci si scontrava e ci si confrontava, si assicurava al dibattito il tempo necessario e si giungeva, infine, a deliberazioni dotate di straordinaria solidità politica. Il culto odierno della governabilità impedisce il confronto e la discussione. Le audizioni degli esperti, gli emendamenti delle opposizioni, l’illustrazione di posizioni alternative servono a poco: alla fine, quel che conta non è la ragionevolezza delle argomentazioni, è la forza dei numeri. La democrazia – come ha scritto Alfonso Di Giovine – è diventata la sorella stupida della matematica. È per questo che l’approvazione di una legge elettorale che favorisca la formazione di una maggioranza assoluta non è desiderabile. Perché una tale legge, gonfiando artificialmente le posizioni di alcuni, irrigidisce il confronto politico, rendendolo, di fatto, impossibile. Il Parlamento è svuotato d’ogni ruolo, il Governo è elevato al centro del sistema. Eppure, nonostante la favola della fine delle ideologie, quella italiana è, oggi, una società divisa, per ideali e interessi, almeno tanto quanto lo era la società italiana d’un tempo. Allora, però, con le divisioni si sapeva fare, realisticamente, i conti. Oggi non più. Sotto questo aspetto, una legge elettorale proporzionale sarebbe virtuosa proprio per via di quello che è, usualmente, considerato il suo vizio: il fatto di non assegnare ad alcuna forza politica la maggioranza assoluta, così costringendo le diverse componenti della società, di cui le forze politiche sono espressione, a tornare a parlarsi tra loro. Alla scontata obiezione secondo la quale un Parlamento plurale non potrà realmente funzionare è agevole replicare che il compito del Parlamento nei sistemi democratici pluralisti è esattamente questo: rendere possibile, grazie alla mediazione della rappresentanza, quel dialogo che nella immediatezza della società è assai più complicato. Forze politiche che godono di maggioranze artificiali create dalle leggi elettorali non saranno disponibili a dialogare con le controparti: saranno sempre tentate dalle imposizioni di forza. Le file dei loro eletti saranno colme di yes-men e yes-women, perché il Capo (parola democraticamente inaccettabile, rientrata nel lessico politico per responsabilità delle leggi elettorali) ha bisogno non di pensatori critici, ma di esecutori fedeli. Al contrario, partiti politici che possono contare in Parlamento solo sulla forza che realmente hanno nella società saranno per forza di cose aperti al dialogo e al confronto e necessiteranno di personale politico a ciò adeguato: si batteranno perché la discussione abbia per esito una soluzione la più vicina possibile alle proprie posizioni, ma non avranno timore del compromesso, una volta spesi tutti i loro argomenti. Oltre alla vita democratica, persino la qualità della classe politica finirebbe col trarne beneficio.

    #anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #democrazia #elezioni #FrancescoPallante #ilManifesto #newsletterDelManifesto #Parlamento #riformaElettorale #riforme #riformeElettorali #sistemaElettorale #sistemaElettoralePuro
  7. Alfredo Facchini

    L’MSI NON HA MAI FATTO COSE BUONE

    Quella sera a Sezze Romano. Quella sera del 28 maggio 1976. Un venerdì nero. Sezze è un piccolo centro di provincia, arroccato sui monti attorno a Latina. Ventimila anime. Una lunga tradizione antifascista: la “Stalingrado dei Lepini”.

    Siamo in piena campagna elettorale per le politiche del 21 giugno. Piazza IV Novembre. Sono passate da poco le 20. Il comizio del deputato del MSI, Sandro Saccucci, è appena cominciato. La piazza rumoreggia. Ribolle. Bordate di fischi.

    Saccucci urla: «Se non mi volete ascoltare con le buone, mi ascolterete con questa!», e brandisce una pistola. Pochi istanti dopo, il camerata Saccucci spara in aria. Non era mai accaduto nella storia dell’Italia repubblicana che un parlamentare sparasse durante un comizio elettorale. Ma Saccucci si sente coperto dall’immunità parlamentare.

    Parte una sassaiola. Saccucci ordina la ritirata. Ma non è una fuga: è un raid.
    Il corteo di uomini e auto è guidato dal maresciallo dei carabinieri e agente del SID, Francesco Troccia, originario di Sezze. Da una decina di auto cariche di camerati partono spari all’impazzata. Colpi anche contro l’abitazione del sindaco. Da una Simca Mille verde esplodono colpi di pistola ad altezza d’uomo.

    Sul selciato resta ucciso Luigi Di Rosa, un giovane iscritto al Partito Comunista. Antonio Spirito, militante di Lotta Continua, è ferito a un polpaccio.

    Luigi Di Rosa ha 21 anni. Secondogenito di un muratore, è iscritto alla FGCI. Quel giorno ha lavorato con il padre per finire una scala alla periferia del paese.
    Stava tornando a casa, una modesta abitazione in via Roma, quando si è trovato nel mezzo della spedizione punitiva dei gorilla di Saccucci.

    A sparargli è stato Pietro Allatta, 44 anni, fanatico nazifascista. Ad Aprilia, dove vive, lo conoscono tutti: rissoso, violento. Ha chiamato il figlio Benito. Allatta gira in camicia nera, sempre armato, accompagnato da due dobermann. Nella sua abitazione i carabinieri trovano un arsenale. Sulle pareti, ritratti di Mussolini e Hitler. Ha fondato un gruppuscolo chiamato “Aquila Romana”.

    È lui l’assassino. È lui uno degli sgherri di Saccucci. Il deputato missino, ex maggiore dei parà, era già finito sotto inchiesta ai tempi del tentato golpe Borghese nel 1970. Il principe Junio Valerio Borghese lo considerava il suo “delfino”. Ma tutto finì in un nulla di fatto: la Camera negò l’autorizzazione a procedere.

    Eppure Saccucci viene rieletto alle elezioni del 1976. Il 27 luglio la Camera autorizza il suo arresto per l’omicidio di Luigi Di Rosa, cospirazione politica e istigazione all’insurrezione armata (per il golpe Borghese). Saccucci fugge all’estero: prima nel Regno Unito, poi in Francia, Spagna e infine in Argentina. Pietro Allatta, riconosciuto colpevole, viene condannato a 13 anni. Ne sconta solo 8.

    Saccucci, condannato in primo e secondo grado per concorso morale nell’omicidio, è assolto in Cassazione. Colpevole solo di reati minori, ormai prescritti.

    Mariella, sorella di Luigi, dice:
    «La cosa che mi lascia più sgomenta e mi addolora è la certezza che mio fratello non ha avuto giustizia fino in fondo. Responsabilità e complicità non sono state acclarate completamente. I responsabili della sua morte sono stati processati, ma alla fine tutto si è risolto con pene lievi, assurdamente sproporzionate alla gravità del gesto compiuto.»

    Questo era, negli anni ’70, il partito di La Russa, Meloni, Rampelli e compagnia cantante. Oggi la Meloni fa la smemorata, quando urbi et orbi dichiara: «Il MSI ha combattuto la violenza politica.» Dirà che all’epoca non era ancora nata. Ma tanto nessuno glielo ricorderà. Anzi, le è consentito fare l’apologia di un partito nato dai reduci collaborazionisti di Salò.

    Un partito che accolse con entusiasmo, come titolò Il Secolo d’Italia nel novembre 1969, il rientro di Ordine Nuovo fondato da Pino Rauti.
    Un partito che ospitò Carlo Maria Maggi (condannato per la strage di Piazza della Loggia), Paolo Signorelli (del comitato centrale MSI, condannato per banda armata), Stefano Delle Chiaie, Franco Freda (Strage di piazza Fontana)

    Come dimenticare quella Tribuna Politica del 1970, quando Giorgio Almirante auspicò un colpo di Stato all’ellenica, come quello dei colonnelli greci, per “salvare l’Italia dal comunismo”?

    Anni in cui, nel novembre 1971, il procuratore generale di Milano Luigi Bianchi D’Espinosa aprì un’inchiesta contro Almirante e l’MSI per ricostituzione del partito fascista, a causa delle continue violenze squadriste e degli attentati firmati da militanti missini.

    Il 24 maggio 1973 la Camera concesse l’autorizzazione a procedere contro Almirante. Il 6 giugno 1973 partì il processo contro Ordine Nuovo, che ne determinò infine lo scioglimento.

    Un partito che chi usa il galateo istituzionale definirebbe “impresentabile”. Chi scrive, che è più terra terra, lo definisce per quello che è stato: un partito fascista e fuorilegge, che ha fatto dello squadrismo la sua ragione sociale.

    #AlfredoFacchini #Sezzeromano #LuigiDiRosa #SandroSaccucci #PietroAllatta
    #AquilaRomana #anni70 #squadrismofascista

    #28maggio1976 #MSI #JunioValerioBorghese
    @politica
    @zapruder

  8. newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026

    oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/

    e… tra un paio di giorni uscirà un’altra newsletter, che arriva fino a marzo. stay tuned. statevi tonni.

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    chi poi volesse sostenere il lavoro di slowforward & mg / differx (che dal 2003 con operosa lena figge il guardo nel contemporaneo & intende continuare a farlo finché morte non lo separi dalla rete) può elargire via ko-fi oppure paypal

    https://ko-fi.com/differx57119

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  9. newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026

    oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/

    e… tra un paio di giorni uscirà un’altra newsletter, che arriva fino a marzo. stay tuned. statevi tonni.

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  10. newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026

    oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/

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  11. newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026

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  12. newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026

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  13. Serpico è l’esempio perfetto di cosa succede quando una storia enorme passa dal cinema di Lumet alla tv anni ’70: la denuncia diventa routine, l’eroe solitario diventa un “caso della settimana”

    #Serpico #AlPacino #SidneyLumet #Anni70 #CinemaCult #SerieTV

    boomerissimo.it/2026/02/25/i-t

  14. Serpico è l’esempio perfetto di cosa succede quando una storia enorme passa dal cinema di Lumet alla tv anni ’70: la denuncia diventa routine, l’eroe solitario diventa un “caso della settimana”

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  15. Negli anni ’70 brindavamo con aperitivi rosso fuoco senza sapere che quel colore veniva dal catrame di carbone. L’amaranto E123 è stato il nostro primo cocktail tossico-chic

    #anni70 #aperitivoitaliano #vintageads #E123 #storia

    boomerissimo.it/2026/02/24/e-1

  16. Negli anni ’70 brindavamo con aperitivi rosso fuoco senza sapere che quel colore veniva dal catrame di carbone. L’amaranto E123 è stato il nostro primo cocktail tossico-chic

    #anni70 #aperitivoitaliano #vintageads #E123 #storia

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  17. Le Figlie del Vento vennero fatte fuori prima della finale, ma Sugli sugli bane bane finì dritta nella Schif Parade di Luciano Salce e Bice Valori. Quando la “canzone più brutta” è in realtà la più intelligente del gruppo

    @spettacoli @[email protected]

    #Sanremo1973 ##SugliSugliBaneBane #FestivalDiSanremo #Anni70 #MusicaItaliana

    boomerissimo.it/2026/02/10/197

  18. Le Figlie del Vento vennero fatte fuori prima della finale, ma Sugli sugli bane bane finì dritta nella Schif Parade di Luciano Salce e Bice Valori. Quando la “canzone più brutta” è in realtà la più intelligente del gruppo

    @spettacoli @[email protected]

    #Sanremo1973 ##SugliSugliBaneBane #FestivalDiSanremo #Anni70 #MusicaItaliana

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  19. newslow: slowforward dal 24 dicembre 2025 al 20 gennaio 2026

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  21. newslow: slowforward dal 24 dicembre 2025 al 20 gennaio 2026

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