#antifascismo — Public Fediverse posts
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Da Palestina aos EUA, lideranças relatam efeitos da extrema direita e defendem articulação internacional
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Da Palestina aos EUA, lideranças relatam efeitos da extrema direita e defendem articulação internacional
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La juventud organizada y su papel en el antifascismo actual
📰 Título original: Los jóvenes de hoy día no son unos fachas: la juventud es antifascista
🤖 IA: No es clickbait ✅
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La juventud organizada y su papel en el antifascismo actual
📰 Título original: Los jóvenes de hoy día no son unos fachas: la juventud es antifascista
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Algunas selecciones:
Que nos vengan a ver que nos vengan a ver
Esto no es un gobierno son puras leyes de PinochetPaco culiao instrumento del fascismo
Educación primero al hijo del obrero
Educación después al hijo del burguésA ver qué chucha, Cómo es la weá
Hay plata pa los pacos y no para estudiáKast, Quiroz, la misma cuestión
Privatizan todo y venden la nación----
Los mejores deseos en la lucha, como luchamos en la década de los '00.
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"Sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento di #JoséAntonioKast alla presidenza del #Cile e non mancano già i segnali inquietanti [...]: mano dura, repressione e revisionismo storico."
#Kast #Pinochet #antifascismo #HumanRights #democracy #12maggio
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"Sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento di #JoséAntonioKast alla presidenza del #Cile e non mancano già i segnali inquietanti [...]: mano dura, repressione e revisionismo storico."
#Kast #Pinochet #antifascismo #HumanRights #democracy #12maggio
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"Sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento di #JoséAntonioKast alla presidenza del #Cile e non mancano già i segnali inquietanti [...]: mano dura, repressione e revisionismo storico."
#Kast #Pinochet #antifascismo #HumanRights #democracy #12maggio
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"Sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento di #JoséAntonioKast alla presidenza del #Cile e non mancano già i segnali inquietanti [...]: mano dura, repressione e revisionismo storico."
#Kast #Pinochet #antifascismo #HumanRights #democracy #12maggio
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"Sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento di #JoséAntonioKast alla presidenza del #Cile e non mancano già i segnali inquietanti [...]: mano dura, repressione e revisionismo storico."
#Kast #Pinochet #antifascismo #HumanRights #democracy #12maggio
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EEUU incluye a grupos antifascistas y de izquierda en su estrategia antiterrorista
📰 Título original: EEUU clasifica al antifascismo como “amenaza terrorista global”
🤖 IA: Es clickbait ⚠️
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EEUU incluye a grupos antifascistas y de izquierda en su estrategia antiterrorista
📰 Título original: EEUU clasifica al antifascismo como “amenaza terrorista global”
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Lo obvio es que les apliquen a los agresores la ley antiterrorista. No lo van a hacer.
Ánimo a la gente del #LoopUn grupo de ultras propina en Granada una brutal paliza a un hombre con una camiseta antifascista | El Independiente de Granada
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Lo obvio es que les apliquen a los agresores la ley antiterrorista. No lo van a hacer.
Ánimo a la gente del #LoopUn grupo de ultras propina en Granada una brutal paliza a un hombre con una camiseta antifascista | El Independiente de Granada
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Lo obvio es que les apliquen a los agresores la ley antiterrorista. No lo van a hacer.
Ánimo a la gente del #LoopUn grupo de ultras propina en Granada una brutal paliza a un hombre con una camiseta antifascista | El Independiente de Granada
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Lo obvio es que les apliquen a los agresores la ley antiterrorista. No lo van a hacer.
Ánimo a la gente del #LoopUn grupo de ultras propina en Granada una brutal paliza a un hombre con una camiseta antifascista | El Independiente de Granada
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Lo obvio es que les apliquen a los agresores la ley antiterrorista. No lo van a hacer.
Ánimo a la gente del #LoopUn grupo de ultras propina en Granada una brutal paliza a un hombre con una camiseta antifascista | El Independiente de Granada
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Movimento 77’: Mostra, racconti e musica
Radio Alice Chieri, venerdì 15 maggio alle ore 17:30 CEST
MOVIMENTO ’77: mostra, racconti e musica
Un pomeriggio e una serata per attraversare uno dei momenti più intensi della storia contemporanea: immagini, parole e suoni del Movimento ’77.
📸 Dalle 17:30
Mostra fotografica con 30 scatti di Uliano Lucas tra Bologna, Milano e Roma + apericena condivisa
🎤 Dalle 20:00
Introduzione a cura di Radio Alice
Talk con Alberto Pantaloni ed Elio Limberti
🎶 A seguire: musiche e canzoni di lotta dell’epoca
📌 Venerd’ 15/05, H 17:30
📍 Via Avezzana 24, Chieri
Un’occasione per ricordare, confrontarsi e rivivere un pezzo di storia ancora attuale.
https://gancio.cisti.org/event/movimento-77-mostra-racconti-e-musica
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Movimento 77’: Mostra, racconti e musica
Radio Alice Chieri, venerdì 15 maggio alle ore 17:30 CEST
MOVIMENTO ’77: mostra, racconti e musica
Un pomeriggio e una serata per attraversare uno dei momenti più intensi della storia contemporanea: immagini, parole e suoni del Movimento ’77.
📸 Dalle 17:30
Mostra fotografica con 30 scatti di Uliano Lucas tra Bologna, Milano e Roma + apericena condivisa
🎤 Dalle 20:00
Introduzione a cura di Radio Alice
Talk con Alberto Pantaloni ed Elio Limberti
🎶 A seguire: musiche e canzoni di lotta dell’epoca
📌 Venerd’ 15/05, H 17:30
📍 Via Avezzana 24, Chieri
Un’occasione per ricordare, confrontarsi e rivivere un pezzo di storia ancora attuale.
https://gancio.cisti.org/event/movimento-77-mostra-racconti-e-musica
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9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
9.05.2017
Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?— Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.
— È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.— Perché?
— Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.
— Cioè?
— Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.
Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.
— Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?
— Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.
— Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?
— Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.
Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.
Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.
#9Maggio1945
#GiornoDellaVittoria
#VictoryDay
#ДеньПобеды
#GrandeGuerraPatriottica
#SecondaGuerraMondiale
#SconfittaDelNazismo
#Antifascismo
#Resistenza
#MemoriaStorica
#UnioneSovietica
#ArmataRossa
#FronteOrientale
#Stalingrado
#Berlino1945
#NazismoMaiPiù
#Liberazione
#StoriaEuropea
#AlessandroBarbero
#VeritàStorica
#MemoriaControLaRimozione
#OccidenteEMemoria
#StoriaNonPropaganda
#CadutiSovietici
#MaiDimenticare
#alessandrobarberolastoria -
9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
9.05.2017
Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?— Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.
— È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.— Perché?
— Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.
— Cioè?
— Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.
Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.
— Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?
— Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.
— Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?
— Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.
Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.
Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.
#9Maggio1945
#GiornoDellaVittoria
#VictoryDay
#ДеньПобеды
#GrandeGuerraPatriottica
#SecondaGuerraMondiale
#SconfittaDelNazismo
#Antifascismo
#Resistenza
#MemoriaStorica
#UnioneSovietica
#ArmataRossa
#FronteOrientale
#Stalingrado
#Berlino1945
#NazismoMaiPiù
#Liberazione
#StoriaEuropea
#AlessandroBarbero
#VeritàStorica
#MemoriaControLaRimozione
#OccidenteEMemoria
#StoriaNonPropaganda
#CadutiSovietici
#MaiDimenticare
#alessandrobarberolastoria -
9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
9.05.2017
Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?— Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.
— È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.— Perché?
— Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.
— Cioè?
— Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.
Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.
— Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?
— Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.
— Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?
— Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.
Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.
Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.
#9Maggio1945
#GiornoDellaVittoria
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#ДеньПобеды
#GrandeGuerraPatriottica
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#MemoriaControLaRimozione
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#alessandrobarberolastoria -
9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
9.05.2017
Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?— Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.
— È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.— Perché?
— Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.
— Cioè?
— Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.
Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.
— Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?
— Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.
— Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?
— Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.
Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.
Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.
#9Maggio1945
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🧵 La lente con cui guardare Gaza e Ucraina è la stessa. Chi non lo fa non è antifascista | @arianna https://www.valigiablu.it/antifascismo-resistenza-ucraina-giornata-europa/
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Cuenta atrás para la XVI edición del Mundialito Antirracista de Zaragoza: deporte contra el fascismo y la xenofobia
https://fed.brid.gy/r/https://arainfo.org/mundialito-antirracista-zaragoza-2026/
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Cuenta atrás para la XVI edición del Mundialito Antirracista de Zaragoza: deporte contra el fascismo y la xenofobia
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Ministerio de Asuntos Exteriores
Plaza de la Provincia - Madrid
Quinto día de Concentración Permanente.FIFTH DAY SIT-IN!
¡Flotilla, Valiente, aquí está tu gente!
#fucktrump #democracy #nokings #abolishice #anticapitalism #humanrights #antifascist #derechoshumanos #freepalestine #8m #antifascismo #antifascism #boycottisrael #feminismo #stopgenocide #savegaza #noalaguerra #anticolonialism #antiimperialism
#sumudflotilla -
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#AntiZionism #AntiZionismIsNotAntisemitismo #FKNZs #AntiAmericanism #AntiSionismo #AntiAmericanismo #AntiFa #AntiFascism #AntiFascismo #SulGlobal #GlobalSouth #Brasil #Brazil #USA #US #EstadosUnidos #EstadosUnidosDaAmerica #UnitedStates #UnitedStatesOfAmerica #Israel #USAIsAfascistState #USAIsATerroristState #IsraelIsAFascistState #IsraelIsAGenocideState #StandWithPalestine #Iran #RioDeJaneiro #RJ #Imperialism #AntiImperialism #Colonialism #Zionism #Americanism
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Tedax activados en el Parlament por un paquete sin remitente a la CUP: no había explosivos, pero incluía una nota racista y homófoba. La CUP denuncia escalada de violencia ultra. https://aidoo.news/noticia/WyJZAJ
#Catalunya #Seguridad #Antifascismo #DerechosLGTBI #Politica
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CRITICAL MASS
Parco Sangalli, venerdì 8 maggio alle ore 19:00 CEST
Si ripete ciò che non affrontiamo con responsabilità collettiva?
Venerdì 8 maggio ore 19 Parco sangalli, Roma
-Come ogni secondo venerdì del mese-
-
CRITICAL MASS
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Antonio Fierro. La prima vittima del fascismo negli Stati Uniti
Il 14 luglio 1933 a New York lo studente Antonio Fierro è la prima vittima del fascismo in America. Nato a B
https://umanitanova.org/antonio-fierro-la-prima-vittima-del-fascismo-negli-stati-uniti/
#2026 #Articoli #Culture #DalMondo #numero_15 #anarchia #anarchici #antifascismo #biografie #EmigrazioneItaliana #fascismo #omicidio #StatiUniti #StatiUnitiDAmerica #StoriaDelMovimentoAnarchico #StoriaDelMovimentoOperaioESocialista -
Antonio Fierro. La prima vittima del fascismo negli Stati Uniti
Il 14 luglio 1933 a New York lo studente Antonio Fierro è la prima vittima del fascismo in America. Nato a B
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Antonio Fierro. La prima vittima del fascismo negli Stati Uniti
Il 14 luglio 1933 a New York lo studente Antonio Fierro è la prima vittima del fascismo in America. Nato a B
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