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  1. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
    #OccidenteEMemoria
    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  2. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
    #OccidenteEMemoria
    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  3. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
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    #ArmataRossa
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    #Stalingrado
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    #NazismoMaiPiù
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    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  4. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
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  5. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  6. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

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  7. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  8. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  9. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  10. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  11. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
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  12. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
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  13. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
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  14. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
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  15. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
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  16. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  17. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  18. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  19. MILITANZA AUTONOMIA ORGANIZZAZIONE una storia lunga quasi 50 anni

    Sabato 6 dicembre, dalle 16:30 alle 23:00, presso COA T28, Via dei Transiti 28, Milano

    SABATO 6 DICEMBRE 2025 :

    presentazione del quaderno di ricostruzione storica delle lotte che, dal 1978 ad oggi, hanno attraversato e attraversano Via Dei Transiti e la città.

    Come compagni/e abbiamo sentito l’esigenza di fare memoria sulla genesi del Centro e delle lotte che lo hanno reso ciò che è oggi. Pertanto il focus del lavoro di ricostruzione storica è sul Centro Occupato Autogestito, pur ripercorrendo sommariamente anche la storia della casa occupata.

    In un momento in cui non solo le lotte, ma anche la memoria collettiva è sotto attacco, riteniamo fondamentale rivendicare la pratica dell’occupazione come strumento di resistenza da cui continuare ad alimentare le lotte che ancora animano la città.

    Supportiamo le occupazioni, partecipiamo e diffondiamo!

    -dalle 16:30 presentazione del quaderno, mostre di ieri e di oggi e materiali dall'archivio.

    -dalle 19:00 aperitivo

    -dalle 20:30 proiezione film "Doctors under Attack" Ambulatorio Medico Popolare

    #MemoriaStorica #convivialità #cibo #chiacchiere

  20. MILITANZA AUTONOMIA ORGANIZZAZIONE una storia lunga quasi 50 anni

    Sabato 6 dicembre, dalle 18:30 alle 23:00, presso COA T28, Via dei Transiti 28, Milano

    SABATO 6 DICEMBRE 2025 :

    presentazione del quaderno di ricostruzione storica delle lotte che, dal 1978 ad oggi, hanno attraversato e attraversano Via Dei Transiti e la città.

    Come compagni/e abbiamo sentito l’esigenza di fare memoria sulla genesi del Centro e delle lotte che lo hanno reso ciò che è oggi. Pertanto il focus del lavoro di ricostruzione storica è sul Centro Occupato Autogestito, pur ripercorrendo sommariamente anche la storia della casa occupata.

    In un momento in cui non solo le lotte, ma anche la memoria collettiva è sotto attacco, riteniamo fondamentale rivendicare la pratica dell’occupazione come strumento di resistenza da cui continuare ad alimentare le lotte che ancora animano la città.

    Supportiamo le occupazioni, partecipiamo e diffondiamo!

    -dalle 16:30 presentazione del quaderno, mostre di ieri e di oggi e materiali dall'archivio.

    -dalle 19:00 aperitivo

    -dalle 20:30 proiezione film "Doctors under Attack" Ambulatorio Medico Popolare

    #MemoriaStorica #chiacchiere #cibo #convivialità

  21. DICEMBRE DI LOTTA @ Coa T28

    Da venerdì 5 dicembre a lunedì 8 dicembre, dalle 20:30 alle 21:00, presso COA T28, Via dei Transiti 28, Milano

    • Venerdì 5 Dicembre: cena popolare tarantina in solidarietà e sostegno ai condannati per lo sgombero di Via Neera nel 2012 a Milano. A seguire canti di Ivan Dell'Edera. Al COA T28

    • Sabato 6 Dicembre: "Via Dei Transiti 28 una storia lunga quasi 50 anni" presentazione del quaderno di ricostruzione storica dal 1978 a oggi.

    Al COA T28

    • Lunedì 8 Dicembre: corteo popolare NO TAV. Dalle ore 12:00 polentata, a seguire concentramento corteo da Venaus a San Giuliano.

    Supporta le occupazioni

    Diffondi autogestione

    #Dirittoallacittà #chiacchiere #cibo #MemoriaStorica #musica #convivialità #Corteo

  22. CENA Pop a sostegno dell'ARCHIVIO T28

    Venerdì 21 novembre, dalle 19:30 alle 00:00, presso COA T28, Via dei Transiti 28, Milano

    È nato il Centro di Documentazione T-28!

    Da oggi cominceremo a lavorare per permettere a diverse centinaia di oggetti d'archivio, accumulati in quasi mezzo secolo di lotte sociali, di prendere di nuovo vita. Un immenso patrimonio di saperi, fatto di materiali audiovisivi, riviste, fanzine, mostre fotografiche, inchieste, volantini, manifesti e molto altro ancora verrà presto ri-messo a disposizione dei movimenti.

    Venerdì 21/11/25 dalle ore 19:30 serata di inaugurazione!

    - h 19:30 Chiacchierata di presentazione del progetto

    - h 20:00 Proiezione di filmati selezionati dall'archivio video

    - h 20:30 Cena a base di pasta e fagioli (Veg) con vin brulé

    - Per tutta la serata sarà attivo un banchetto con info-shop e materiali di consultazione

    Il ricavato della serata sarà devoluto al finanziamento del progetto.

    Vi aspettiamo in via dei Transiti 28, M1 - Pasteur

    #MemoriaStorica #convivialità #cibo #chiacchiere

  23. 🎖️ Riapre il Museo della Grande Guerra a Gorizia

    Dieci sale tematiche, video, diorami digitali e percorsi accessibili raccontano la vita durante la Prima guerra mondiale, tra memoria e innovazione. Un progetto culturale europeo da oltre 2,5 milioni di euro, per un museo inclusivo e all’avanguardia. Ingresso gratuito fino al 25 luglio.

    #museodellagrandeguerra #GO2025 #Gorizia #PrimaGuerraMondiale #museiitaliani #memoriastorica #museiaccessibili

    storiearcheostorie.com/2025/07

  24. 🎖️ Riapre il Museo della Grande Guerra a Gorizia

    Dieci sale tematiche, video, diorami digitali e percorsi accessibili raccontano la vita durante la Prima guerra mondiale, tra memoria e innovazione. Un progetto culturale europeo da oltre 2,5 milioni di euro, per un museo inclusivo e all’avanguardia. Ingresso gratuito fino al 25 luglio.

    #museodellagrandeguerra #GO2025 #Gorizia #PrimaGuerraMondiale #museiitaliani #memoriastorica #museiaccessibili

    storiearcheostorie.com/2025/07