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#pernondimenticare — Public Fediverse posts

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  1. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  2. Gli uomini passano, ma le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini.

    #pernondimenticare

    Giovanni Falcone è stato un magistrato, un uomo dello Stato che ha dedicato la vita alla lotta alla mafia.

    Investigatore rigoroso e dall’intuito straordinario, in un’epoca in cui si negava l’esistenza di cosa nostra, ne comprese la pericolosità militare e la capacità di penetrazione in tutti i settori della società.

    Pioniere di un metodo d’indagine che vedeva nel lavoro in pool, nell’ormai celebre “segui il denaro” e nella cooperazione giudiziaria internazionale i suoi cardini, ha istruito, insieme al collega Paolo Borsellino, il primo maxiprocesso alle cosche, scardinando il mito di una mafia invincibile.

    cosa nostra lo ha assassinato a Capaci, il 23 maggio del 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

    In una delle sue ultime interviste Falcone affermò che la “mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”, ma aggiunse che “non si può vincere pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impiegando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

    https://www.neptube.io/w/m7sEezMQuu8YDuarJn6gMh

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #falcone #morvillo #montinaro #dicillo #schifani

  3. Ci sono storie che entrano nel cuore delle persone e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che alle volte nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    Per la
    #giornatainternazionaledelladonna vorrei ricordare Emanuela Loi, un esempio di coraggio, forza e determinazione che ha sacrificato la sua vita per proteggere la legalità.

    La storia di Emanuela è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #8marzo #coraggio #determinazione #senzapaura #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare

  4. Ci sono storie che entrano nel cuore delle persone e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che alle volte nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    Per la
    #giornatainternazionaledelladonna vorrei ricordare Emanuela Loi, un esempio di coraggio, forza e determinazione che ha sacrificato la sua vita per proteggere la legalità.

    La storia di Emanuela è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

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  5. Dal 27 gennaio al 28 febbraio a Palermo, all'archivio storico comunale, la mostra documentaria itinerante “Anne Frank, una storia attuale”.

    La mostra, composta da 34 pannelli, è incentrata sulla vita di Anne Frank e sul tempo in cui visse.

    E' già stata presentata in oltre cinquanta Paesi del mondo e a Palermo sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni.

    #giornatadellamemoria #annefrank
    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italia #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #pernondimenticare #shoa #olocausto #genocidio

  6. #giornatadellamemoria #27gennaio

    A Palermo, in Via Giuseppina Turrisi Colonna vi è la pietra d'inciampo dedicata a Maria Di Gesù, nata a Monreale (PA) nel 1902.

    Dopo essersi trasferita a Pola, fu arrestata nel 1944 e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz.

    Successivamente venne spostata nel campo di concentramento di Ravensbrück, nel quale riuscì a sopravvivere abbastanza a lungo da essere liberata.

    Dopo l'esperienza di prigionia, visse a Palermo fino alla sua morte nel 1989.

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  7. #giornatadellamemoria #27gennaio

    Ai cantieri navali di Palermo, vi è la pietra d'inciampo dedicata a Liborio Baldanza, nato a Geraci Siculo nel 1899, successivamente trasferito a Palermo con la famiglia dove frequentò le scuole.

    A 15 anni iniziò a lavorare nei locali dei cantieri navali di Palermo e successivamente si trasferì prima a Milano e poi a Sesto San Giovanni.

    Antifascista e partigiano, venne arrestato il 14 marzo 1944 e, 3 giorni dopo, fu inviato a Mauthausen e successivamente trasferito a Gusen, Schwechat, Hinterbrühl.

    Fu ucciso il 3 aprile 1945 durante la "marcia della morte" da Hinterbrühl a Mauthausen.

    Nel 1974 il comune di Sesto San Giovanni gli ha conferito una medaglia d'oro.

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  8. La nuova destra 🏴
    "....la pelle, la razza, la lingua non centra, e se non capite questo siete degli ebbbrei"
    #Guzzanti, #Avanzi 1992
    #PerNonDimenticare #neoFascismo #migranti

  9. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

    Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi è la Casa-Museo dedicata alla memoria di Peppino Impastato e di sua madre Felicia.

    Peppino, attivista che ha lottato contro mafia, corruzione e oppressione, per la giustizia sociale, e il 9 maggio del 1978 fu ucciso per volontà del boss Gaetano Badalamenti.

    Mamma Felicia ha rotto il muro del silenzio per raccontare la storia di Peppino e per denunciare gli assassini mafiosi del figlio, è stata la prima donna che si è ribellata alla cultura dell’omertà.

    Ha aperto le porte della sua casa per raccontare la storia di Peppino e per far conoscere gli aspetti più corrotti della nostra società e dell’apparato istituzionale.

    Felicia, definita “partigiana dell’antimafia” e “donna di democrazia” è scomparsa il 7 dicembre del 2004 dopo un lungo percorso per ottenere giustizia per Peppino.

    La condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l’assassinio.

    Nel 2012 Casa Memoria Impastato viene riconosciuta come bene culturale, sono migliaia le persone che hanno varcato e continuano a varcare la soglia di questa porta ormai simbolica alla ricerca di nuove conoscenze, di informazioni non distorte e di un momento di riflessione e tutte si sono riappropriate di un piccolo pezzo di libertà.

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #mabbonath #zyz #panormos #panormus #balarm #balermus #art #story #history #culture #travel #tourism #casa #memoria #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare #impastato

  10. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

    Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi è la Casa-Museo dedicata alla memoria di Peppino Impastato e di sua madre Felicia.

    Peppino, attivista che ha lottato contro mafia, corruzione e oppressione, per la giustizia sociale, e il 9 maggio del 1978 fu ucciso per volontà del boss Gaetano Badalamenti.

    Mamma Felicia ha rotto il muro del silenzio per raccontare la storia di Peppino e per denunciare gli assassini mafiosi del figlio, è stata la prima donna che si è ribellata alla cultura dell’omertà.

    Ha aperto le porte della sua casa per raccontare la storia di Peppino e per far conoscere gli aspetti più corrotti della nostra società e dell’apparato istituzionale.

    Felicia, definita “partigiana dell’antimafia” e “donna di democrazia” è scomparsa il 7 dicembre del 2004 dopo un lungo percorso per ottenere giustizia per Peppino.

    La condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l’assassinio.

    Nel 2012 Casa Memoria Impastato viene riconosciuta come bene culturale, sono migliaia le persone che hanno varcato e continuano a varcare la soglia di questa porta ormai simbolica alla ricerca di nuove conoscenze, di informazioni non distorte e di un momento di riflessione e tutte si sono riappropriate di un piccolo pezzo di libertà.

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #mabbonath #zyz #panormos #panormus #balarm #balermus #art #story #history #culture #travel #tourism #casa #memoria #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare #impastato

  11. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

    Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi è la Casa-Museo dedicata alla memoria di Peppino Impastato e di sua madre Felicia.

    Peppino, attivista che ha lottato contro mafia, corruzione e oppressione, per la giustizia sociale, e il 9 maggio del 1978 fu ucciso per volontà del boss Gaetano Badalamenti.

    Mamma Felicia ha rotto il muro del silenzio per raccontare la storia di Peppino e per denunciare gli assassini mafiosi del figlio, è stata la prima donna che si è ribellata alla cultura dell’omertà.

    Ha aperto le porte della sua casa per raccontare la storia di Peppino e per far conoscere gli aspetti più corrotti della nostra società e dell’apparato istituzionale.

    Felicia, definita “partigiana dell’antimafia” e “donna di democrazia” è scomparsa il 7 dicembre del 2004 dopo un lungo percorso per ottenere giustizia per Peppino.

    La condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l’assassinio.

    Nel 2012 Casa Memoria Impastato viene riconosciuta come bene culturale, sono migliaia le persone che hanno varcato e continuano a varcare la soglia di questa porta ormai simbolica alla ricerca di nuove conoscenze, di informazioni non distorte e di un momento di riflessione e tutte si sono riappropriate di un piccolo pezzo di libertà.

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #mabbonath #zyz #panormos #panormus #balarm #balermus #art #story #history #culture #travel #tourism #casa #memoria #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare #impastato

  12. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

    Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi è la Casa-Museo dedicata alla memoria di Peppino Impastato e di sua madre Felicia.

    Peppino, attivista che ha lottato contro mafia, corruzione e oppressione, per la giustizia sociale, e il 9 maggio del 1978 fu ucciso per volontà del boss Gaetano Badalamenti.

    Mamma Felicia ha rotto il muro del silenzio per raccontare la storia di Peppino e per denunciare gli assassini mafiosi del figlio, è stata la prima donna che si è ribellata alla cultura dell’omertà.

    Ha aperto le porte della sua casa per raccontare la storia di Peppino e per far conoscere gli aspetti più corrotti della nostra società e dell’apparato istituzionale.

    Felicia, definita “partigiana dell’antimafia” e “donna di democrazia” è scomparsa il 7 dicembre del 2004 dopo un lungo percorso per ottenere giustizia per Peppino.

    La condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l’assassinio.

    Nel 2012 Casa Memoria Impastato viene riconosciuta come bene culturale, sono migliaia le persone che hanno varcato e continuano a varcare la soglia di questa porta ormai simbolica alla ricerca di nuove conoscenze, di informazioni non distorte e di un momento di riflessione e tutte si sono riappropriate di un piccolo pezzo di libertà.

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #mabbonath #zyz #panormos #panormus #balarm #balermus #art #story #history #culture #travel #tourism #casa #memoria #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare #impastato

  13. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

    Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi è la Casa-Museo dedicata alla memoria di Peppino Impastato e di sua madre Felicia.

    Peppino, attivista che ha lottato contro mafia, corruzione e oppressione, per la giustizia sociale, e il 9 maggio del 1978 fu ucciso per volontà del boss Gaetano Badalamenti.

    Mamma Felicia ha rotto il muro del silenzio per raccontare la storia di Peppino e per denunciare gli assassini mafiosi del figlio, è stata la prima donna che si è ribellata alla cultura dell’omertà.

    Ha aperto le porte della sua casa per raccontare la storia di Peppino e per far conoscere gli aspetti più corrotti della nostra società e dell’apparato istituzionale.

    Felicia, definita “partigiana dell’antimafia” e “donna di democrazia” è scomparsa il 7 dicembre del 2004 dopo un lungo percorso per ottenere giustizia per Peppino.

    La condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l’assassinio.

    Nel 2012 Casa Memoria Impastato viene riconosciuta come bene culturale, sono migliaia le persone che hanno varcato e continuano a varcare la soglia di questa porta ormai simbolica alla ricerca di nuove conoscenze, di informazioni non distorte e di un momento di riflessione e tutte si sono riappropriate di un piccolo pezzo di libertà.

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #mabbonath #zyz #panormos #panormus #balarm #balermus #art #story #history #culture #travel #tourism #casa #memoria #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare #impastato

  14. "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà"

    Peppino Impastato
    (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978)

    #pernondimenticare #lamafiaeunamontagnadimerda

    Radio Aut era la radio libera fondata nel 1977 da Peppino Impastato, la sede si trovava a Terrasini ed era trasmessa sulla frequenza di 98.800 Mhz.

    La radio era gestita in regime di autofinanziamento, Peppino e i suoi compagni la utilizzavano per denunciare i potenti mafiosi di Cinisi e Terrasini e per dare voce, con la controinformazione, alle istanze che provenivano dal sociale.

    Alla fine di aprile del 1977 iniziarono le prime prove di trasmissione, si costituì un primo nucleo redazionale e dal mese di Maggio si cominciò a mandare in onda “Il notiziario di Radio Aut, giornale di controinformazione radiodiffuso”.

    Peppino metteva in atto “Onda Pazza a Mafiopoli”, facendosi ascoltare dalla cittadinanza dei due paesi di Terrasini e Cinisi, inondando di satira politica tutti quei personaggi che conosceva personalmente, contando su notizie freschissime e riservate, pronte per essere divulgate alla sua maniera.

    Il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato veniva assassinato per mano mafiosa.
    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #cinisi #terrasini #radio #aut

  15. Per la #giornatadellamemoria Giulia Florio: la palermitana che salvò tanti ebrei dall’Olocausto.

    Giulia Florio, nata a Palermo nel 1909, era l'ultima discendente della famiglia Florio "I Leoni di Sicilia", una delle più ricche e influenti della Sicilia.

    Giulia, figlia di Ignazio Florio Jr. e di Donna Franca, era una donna di grande personalità e carattere, e si oppose apertamente al regime fascista, che considerava autoritario e antidemocratico.

    Anche la madre di Giulia, Donna Franca Florio, nel suo diario, aveva espresso note di biasimo verso le politiche in atto:
    “Sono esterrefatta, per non dire sconcertata. Indignata e, non poco, preoccupata. Il duce ha fatto promulgare al re un decreto contro gli ebrei che operano nelle scuole. Le teorie dei saggi che si sono espressi sul documento in difesa della razza non solo hanno fatto proseliti, ma sono andati a segno! Ora passi che Hitler ne faccia un vergognoso ideale, ma che Mussolini gli vada dietro… Dove è finita la coscienza? Bruciata sull’altare del più bieco opportunismo politico? Dio ci salvi dalla cecità che sembra avvolgere ogni cosa. ” - 10 Settembre 1938 -

    Dal punto di vista personale, Giulia Florio era stata profondamente segnata dall'assassinio del suo primo marito, il principe Achille Afan de Rivera, avvenuto nel 1929 per mano dei fascisti.

    Giulia non si limitò a manifestare la sua opposizione al fascismo a parole, si impegnò attivamente nella lotta contro il regime, prestando aiuto ai perseguitati politici e agli ebrei.

    Nel 1943, durante l'occupazione nazista di Roma, Giulia Florio aprì le porte del suo palazzo a molti ebrei romani, aiutandoli a fuggire dalla deportazione. Grazie al suo coraggio e alla sua determinazione, molte vite furono salvate.

    Dopo la guerra, Giulia Florio continuò a dedicarsi alla beneficenza e alla promozione della cultura, fu una donna straordinaria, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Sicilia.

    Giulia Florio Alfan de Rivera Costaguti, "La Leonessa di Sicilia", ci ha lasciati nel 1989.

    La figlia Costanza Igea Afan de Rivera Costaguti (scomparsa anche lei nel 2020) ne ha raccontato la vita nel libro “L’ultima leonessa. La vita di Giulia Florio, mia madre”.
    #picoftheday #photographyart #sicilia #sicily #palermo #panormus #photography #fotografia #travel #libri #europe #world #art #story #ileonidisicilia #florio #coraggio #memoria #shoa #pernondimenticare

  16. Il toccante ricordo di Andrea Camilleri bambino: “David, il mio amico ebreo…”

    Quando nel 1938 il fascismo promulgò le leggi razziali io avevo tredici anni e frequentavo la terza ginnasio. Fin dal primo anno avevo stretto amicizia con un compagno di classe che si chiamava David Perna, ma che tutti, chissà perché, chiamavamo Pippo. Una mattina, alla fine delle lezioni, Pippo mi chiamò in disparte e mi disse che dal giorno seguente non avrebbe più frequentato la scuola .....

    Per la
    #giornatadellamemoria un toccante ricordo estratto da “Certi momenti” di Andrea Camilleri, dove lo scrittore siciliano racconta la propria amicizia con un bambino ebreo, qui sul mio blog:

    https://www.panormus.blog/page.php?web=il-toccante-ricordo-di-camilleri-bambino-david-il-mio-amico-ebreo
    #picoftheday #photographyart #sicilia #sicily #palermo #panormus #photography #fotografia #travel #libri #europe #world #art #story #scrittore #andreacamilleri #coraggio #memoria #shoa #pernondimenticare

  17. CW: #giornatadellamemoria Palermo, Giornale di Sicilia del 3 settembre 1938

    #giornatadellamemoria Palermo, Giornale di Sicilia del 3 settembre 1938: "Tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado di razza ebraica saranno sospesi dal servizio in data 16 ottobre 1938, gli alunni di razza ebraica saranno esclusi da tutte le scuole". (foto 1)

    Le leggi antiebraiche vengono deliberate dal governo dittatoriale di Benito Mussolini, approvate dal Parlamento asservito al fascismo, controfirmate dal re ed esaltate sulla stampa di regime.

    Vengono classificate “appartenenti alla razza ebraica” tutte le persone con due genitori ebrei, anche se professanti altra o nessuna religione.

    In nome della “difesa della razza” gli ebrei vengono allontanati dalla scuola pubblica, espulsi dagli impieghi pubblici e da un numero crescente di attività, obbligati a cedere i propri beni immobili.

    A seguito delle indagini svolte dal Rettore dell'Università di Palermo "allo scopo di precisare l’entità dello inquinamento giudaico nel campo dell’insegnamento”, furono espulsi dall’ateneo palermitano cinque professori, insieme ad assistenti, aiuti, liberi docenti e personale tecnico-amministrativo di “razza ebraica”.

    Fra questi vi era anche il fisico Emilio Segrè, che insegnava a Palermo dal 1937. A lui è indirizzata la lettera prot. N. 3121, firmata dal Rettore del tempo, con cui gli veniva comunicata la dispensa dal servizio (foto 2).

    Il Rettore successivo, in data 13 ottobre 1941 rende noto all’Esattoria Comunale di Palermo che “il Sig. Emilio Segrè, già professore straordinario di Fisica presso questo Ateneo, è stato dispensato dal servizio a decorrere dal 14 dicembre 1938, perchè appartenente alla razza ebraica” (foto 3).

    Nel frattempo Segrè si era rifugiato in California, dove avrebbe proseguito un’attività di ricerca che sarebbe stata coronata nel 1959 con il Premio Nobel per la fisica.


    #picoftheday #photographyart #sicilia #sicily #palermo #panormus #photography #fotografia #travel #tourism #europe #world #art #story #coraggio #memoria #shoa #pernondimenticare

  18. Per la Giornata della Memoria, la storia dell'eroina siciliana Giuseppina Panzica, che aiutava a passare il confine a ebrei e perseguitati, facendoli attraversare il suo orto, che coincideva con la frontiera.

    Giuseppina Giovanna Panzica nacque a Caltanissetta, in Sicilia, il 1º agosto 1905, durante l'occupazione tedesca dell'Italia, nel 1943, la Panzica iniziò a collaborare con la Resistenza italiana.

    In particolare, si occupò di aiutare gli ebrei a fuggire dall'Italia e a rifugiarsi in Svizzera.

    Giuseppina viveva a Ponte Chiasso, un piccolo comune al confine tra Italia e Svizzera, in quel periodo, il confine era militarizzato e la guardia era molto stretta.

    La Panzica, però, riuscì a trovare un modo per aiutare gli ebrei a passare il confine, si occupava di organizzare i viaggi degli ebrei, trovava loro un posto dove nascondersi durante la notte, li accompagnava al confine e li aiutava a passare la guardia.

    La determinazione e l'altruismo di Giuseppina Panzica è un esempio di coraggio e di umanità che non deve essere dimenticato, la sua storia ci insegna che, anche in tempi difficili, è sempre possibile trovare il coraggio di aiutare gli altri.


    #picoftheday #photographyart #sicilia #sicily #palermo #panormus #photography #fotografia #travel #tourism #europe #world #art #story #caltanissetta #coraggio #memoria #shoa #pernondimenticare

  19. Il #17gennaio 1961 #PatriceLumumba, primo capo di governo liberamente eletto nella Repubblica Democratica del Congo 🇨🇩 veniva ucciso e sciolto nell'acido in tutela degli interessi colonialistici ed economici dei bianchi americani 🇺🇸 e belgi 🇧🇪
    62 anni fa‼️ #PerNonDimenticare #Africa #colonialismo #neocolonialismo
    Cambiano nomi, date e lughi, ma la strategia è sempre quella‼️
    africa-express.info/2019/01/24

  20. Rocco Chinnici ebbe una intuizione che fece di lui un magistrato particolarmente moderno, progettò e creò un gruppo di lavoro, una scelta allora rivoluzionaria e non ancora supportata da un apposito sostegno legislativo, dando forma a quello che sarà poi definito "Pool antimafia".

    Accanto a sé, Chinnici chiama due giovani magistrati: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ed è proprio con loro che mette in cantiere i primi atti d'indagine di quelli che si caratterizzeranno come i più importanti processi di mafia degli anni Ottanta.

    Il Giudice Chinnici venne ucciso il 29 luglio del 1983 all'età di cinquantotto anni, con il primo attentato che utilizzò la tecnica dell'esplosivo comandato a distanza.

    Nell’attentato in via Pipitone, morirono: Mario Trapassi, Salvatore Bartolotta, ed il portiere dell’edificio in cui viveva Chinnici, Stefano Li Sacchi, si salvò l’autista Giovanni Paparcuri.

    #pernondimenticare #valore #uomini #magistrati #palermo #sicilia #lamafiaeunamontagnadimerda

  21. L’anteprima del film-documentario sulla breve vita dei giovani agenti delle scorte dei giudici Falcone e Borsellino che morirono negli attentati di mafia del 1992.

    «I ragazzi delle scorte» è un film-documentario ed è stato scritto da Giorgia Furlan, Alessia Arcolaci e Josella Porto, regia di Gabriele Ciances, fotografia di Claudio Cascavilla con la supervisione di Daniele Ciprì. Dura 60 minuti, verrà pubblicato nei prossimi giorni su RaiPlay e andrà in onda in seconda serata su Rai1 il 30 dicembre.

    #palermo #falcone #borsellino #scorta #iragazzidellescorte #pernondimenticare

    Qui un'anteprima:
    https://invidious.sethforprivacy.com/watch?v=VW7WitVB3VQ