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#stupro — Public Fediverse posts

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  1. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  2. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  3. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  4. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  5. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  6. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  7. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  8. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  9. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  10. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  11. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  12. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  13. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  14. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  15. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  16. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

    A fare gli onori di casa la consigliera del M5S […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2026/02/25/il-silenzio-non-e-consenso-a-difesa-delle-donne-piu-fragili/

    #ComuneDiCatania #disabilità #stupro #violenzaSulleDonne

  17. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

    A fare gli onori di casa la consigliera del M5S […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2026/02/25/il-silenzio-non-e-consenso-a-difesa-delle-donne-piu-fragili/

    #ComuneDiCatania #disabilità #stupro #violenzaSulleDonne

  18. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

    A fare gli onori di casa la consigliera del M5S […]

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    #ComuneDiCatania #disabilità #stupro #violenzaSulleDonne

  19. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

    A fare gli onori di casa la consigliera del M5S […]

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    #ComuneDiCatania #disabilità #stupro #violenzaSulleDonne

  20. Violenza sessuale, che fine ha fatto l’emendamento sul ‘consenso libero e attuale’ della donna?

    Il testo sul “consenso libero e attuale” della donna, senza il quale il rapporto sessuale è da considerarsi stupro, doveva essere approvato definitivamente il 25 novembre, un giorno dal forte valore simbolico, essendo la giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. Così non è stato.

    L’emendamento doveva essere inserito, come primo comma, nell’art.609 bis del Codice […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2025/12/09/violenza-sessuale-che-fine-ha-fatto-lemendamento-sul-consenso-libero-e-attuale-della-donna/

    #convenzioneDiIstambul #donne #giornataMondialeControLaViolenzaSulleDonne #stupro #UDI #violenzaSulleDonne

  21. i social e facebook fanno shadowbanning? io ripubblico a manetta

    petizione per il riconoscimento dello stato di palestina
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    4 febbraio, webinar di amnesty international sull’ultimo rapporto dedicato al genocidio a gaza
    _

    call for artists: “viva palestina!” @ leoncavallo, milano, febbraio 2025

    e link dal 20 gennaio a oggi (i più recenti in fondo):

    facts about apartheid and racism against the palestinians, and izrahell genocidal strategy

    *

    prof. rashid khalidi about plo, izrhell, and a palestinian state

    *

    violenza e viltà del sionismo e delle sue sturmtruppen di criminali

    *

    shooting children in the head is wrong but israel seems not to understand that

    *

    an updated report on the key statistics of the genocide perpetrated by the zionist criminal entity

    *

    il cumulo di prove delle atrocità israeliane

    *

    [r] _ documentare il genocidio ai danni del popolo palestinese, conservarne la memoria

    *

    celebrare il giorno della memoria della shoah anche per difenderla dai sionisti che ne tradiscono il senso

    *

    12 images to remember hind rajab’s story

    *

    importante precisazione dall’università di firenze: nessuna collaborazione con l’università israeliana

    *

    l’attivista pacifista luisa morgantini e l’inviato del sole 24 ore roberto bongiorni arrestati da israele. rilasciati dopo ore di interrogatori

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  26. celebrare il giorno della memoria della shoah anche per difenderla dai sionisti che ne tradiscono il senso

    Un breve appunto solo per sottolineare quello che già il titolo di questo post suggerisce, anzi afferma frontalmente:

    mai come oggi è indispensabile celebrare la memoria della Shoah, del genocidio ai danni dei milioni di innocenti di fede (o semplice nascita) ebraica, sterminati dal nazismo e dai suoi volenterosi carnefici, così come dallo stalinismo; e mai come oggi questa celebrazione è centrale, inaggirabile, per difendere la Shoah dai criminali sionisti che se ne appropriano impunemente e ne violentano il significato, mascherando la propria islamofobia e le proprie tensioni alla pulizia etnica da presunto ombrello contro l’antisemitismo. Ai fascisti criminali dell’apartheid, razzisti, assassini, suprematisti bianchi, colonizzatori ladri, riesce ancora (ma sempre meno spesso, spererei e direi) indossare senza alcun diritto le vesti della persecuzione reale degli ebrei nel Novecento per rendere “giustificabili” i 75 + 1 anni di pulizia etnica, furto di terre e risorse naturali, invasione, incendio di case e coltivazioni, divieto di pesca, imprigionamento immotivato, controllo poliziesco, tortura, stupro, sterminio di bambini, donne e uomini innocenti, deportazione, negazione di cibo acqua elettricità carburante medicine libertà di movimento, e in sostanza: il genocidio ai danni del popolo palestinese.

    È dunque più che chiaro il senso di un appello a celebrare la giornata della memoria dedicata al popolo ebraico vittima in Europa dell’antisemitismo concretato in pogrom, ghetti, forni e annientamento, non disgiunta da – anzi strettamente legata alla – lotta contro il sionismo genocida che da prima del 1948, e mai come in questo ultimo anno e mezzo, ha progettato e sistematicamente attuato un analogo tentativo di umiliazione esilio deportazione distruzione completa degli abitanti di Palestina (non solo di fede islamica, aggiungo), in primis donne e bambini.

    https://slowforward.net/2025/01/25/shooting-children-in-the-head-is-wrong-but-israel-seems-not-to-understand-that/

    documentare il genocidio ai danni del popolo palestinese, conservarne la memoria

    il cumulo di prove delle atrocità israeliane

    an updated report on the key statistics of the genocide perpetrated by the zionist criminal entity

    let’s figure out izrahell routinely killing civilians this way & enjoying it

    shooting children in the head is wrong but israel seems not to understand that

    violenza e viltà del sionismo e delle sue sturmtruppen di criminali

    gaza, palestina, cisgiordania, genocidio

    prof. rashid khalidi about plo, izrhell, and a palestinian state

    facts about apartheid and racism against the palestinians, and izrahell genocidal strategy

    qualche link di dicembre ’24, a proposito di genocidio

    dr mads gilbert about the number of civilians killed in palestine

    max blumenthal asks blinken how does it feel to back and fund a genocide

    2′ 40″ da ‘report’, sulla palestina e il genocidio

    ceasefire?

    mehdi hassan asking all the right questions to an ex idf soldier

    strumenti e prassi oggettive di genocidio a gaza

    un anno a gaza: più di 85mila tonnellate di bombe

    izrahell killing journalists

    petizione per il riconoscimento dello stato di palestina

    importante: 4 febbraio, webinar di amnesty international sull’ultimo rapporto dedicato al genocidio a gaza

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    #Gaza #zionism #genocide
    #genocidio #Palestine #Palestina
    #warcrimes
    #starvingpeople #starvingcivilians
    #ICJ #ICC
    #izrahell #israelterroriststate
    #Cisgiordania #WestBank
    #iof #idf #colonialism
    #settlers #coloni #cecchini
    #snipers #snipedchildren

    #apartheid #assassini #cecchini #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonizzatori #difesaDelGiornoDellaMemoria #difesaDellaShoah #ebraismo #ethnicCleansing #fedeEbraica #furtoDiTerre #Gaza #genocide #genocidio #genocidioAiDanniDelPopoloPalestinese #ghetti #GiornataDellaMemoria #ICC #icj #IDF #IOF #Israele #israelterroriststate #izrahell #landStealing #massmurders #MedioOriente #MehdiHassan #memoriaDellaShoah #MiddleEast #naturalResources #Palestina #Palestine #pogrom #politics #popoloPalestinese #puliziaEtnica #RashidKhalidi #razzisti #Resistenza #risorseNaturali #settlers #Shoah #sionistiLadri #snipedchildren #snipers #starvingcivilians #starvingpeople #StatoDiPalestina #sterminio #stupro #suprematistiBianchi #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #tortura #warcrimes #WestBank #zionism

  27. Un virgolettato inventato su #EllySchlein dice molto di chi l'ha creato. Se c'è gente che trova divertente scherzare sullo #stupro come una cosa "da meritarsi con l'avvenenza", è un bene che #Internet venga limitato ad un pubblico ristretto
    Per dettagli: bufale.net/elly-schlein-e-i-vi

  28. È apparsa su #X una falsa citazione di #MarinaSaenz, attivista #LGBTQ+ e docente universitaria, che parla di "letti per incoraggiare lo #stupro". Ovviamente la macchina dell'#odio e dell'#omotransfobia è partita senza verificare
    Per dettagli: bufale.net/i-letti-matrimonial

  29. Leggo tante opinioni e prese di posizione su #threads

    C'è chi parla di censura preventiva, chi di attesa, chi di prudenza, tanta o poca che sia.

    Ma dietro a Threads c'è #Meta e ricordo quando ho segnalato a #Facebook dei Gruppi che inneggiavano allo #stupro

    Secondo Meta, però, "questi Gruppi rispettano gli standard della comunità."

    Su questa basi, a Meta ed ogni social che fa parte del gruppo, io non concedo neanche il beneficio del dubbio.

    ➡️ wp.me/pjP1E-sxc