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#stupro — Public Fediverse posts

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  1. 45 anni fa veniva abolito il #matrimonioriparatore che estingueva il reato di #stupro, tra l’altro reso reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1994, ed era spesso richiesto dai genitori della vittima.
    Solo così si poteva, infatti, cancellare il disonore subito, perché a perdere l’onore era solo la vittima e non lo stupratore.

  2. 45 anni fa veniva abolito il #matrimonioriparatore che estingueva il reato di #stupro, tra l’altro reso reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1994, ed era spesso richiesto dai genitori della vittima.
    Solo così si poteva, infatti, cancellare il disonore subito, perché a perdere l’onore era solo la vittima e non lo stupratore.

  3. 45 anni fa veniva abolito il #matrimonioriparatore che estingueva il reato di #stupro, tra l’altro reso reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1994, ed era spesso richiesto dai genitori della vittima.
    Solo così si poteva, infatti, cancellare il disonore subito, perché a perdere l’onore era solo la vittima e non lo stupratore.

  4. 45 anni fa veniva abolito il #matrimonioriparatore che estingueva il reato di #stupro, tra l’altro reso reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1994, ed era spesso richiesto dai genitori della vittima.
    Solo così si poteva, infatti, cancellare il disonore subito, perché a perdere l’onore era solo la vittima e non lo stupratore.

  5. 45 anni fa veniva abolito il #matrimonioriparatore che estingueva il reato di #stupro, tra l’altro reso reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1994, ed era spesso richiesto dai genitori della vittima.
    Solo così si poteva, infatti, cancellare il disonore subito, perché a perdere l’onore era solo la vittima e non lo stupratore.

  6. CW: violenza sessuale grave

    ditemi se questi tre sono degni di vivere in una comunità umana:

    1) tre ventenni premeditano uno stupro su una ragazzina di 13 anni, scegliendo il luogo, mettendosi d'accordo fra loro, pensando a una buona scusa per attirarla

    2) in due tengono la tengono ferma e la brutalizzano, in due perché avevano anticipato che avrebbe provato a difendersi, e più lei dice "basta", più loro si accaniscono, per pura crudeltà e senso di potere

    3) lei alla fine con grande sofferenza racconta e denuncia, e loro organizzano una spedizione punitiva contro di lei (che poi non riescono a fare, per fortuna), sostenuti dai familiari

    torino.repubblica.it/cronaca/2

    #stupro

  7. CW: violenza sessuale grave

    ditemi se questi tre sono degni di vivere in una comunità umana:

    1) tre ventenni premeditano uno stupro su una ragazzina di 13 anni, scegliendo il luogo, mettendosi d'accordo fra loro, pensando a una buona scusa per attirarla

    2) in due tengono la tengono ferma e la brutalizzano, in due perché avevano anticipato che avrebbe provato a difendersi, e più lei dice "basta", più loro si accaniscono, per pura crudeltà e senso di potere

    3) lei alla fine con grande sofferenza racconta e denuncia, e loro organizzano una spedizione punitiva contro di lei (che poi non riescono a fare, per fortuna), sostenuti dai familiari

    torino.repubblica.it/cronaca/2

    #stupro

  8. CW: violenza sessuale grave

    ditemi se questi tre sono degni di vivere in una comunità umana:

    1) tre ventenni premeditano uno stupro su una ragazzina di 13 anni, scegliendo il luogo, mettendosi d'accordo fra loro, pensando a una buona scusa per attirarla

    2) in due tengono la tengono ferma e la brutalizzano, in due perché avevano anticipato che avrebbe provato a difendersi, e più lei dice "basta", più loro si accaniscono, per pura crudeltà e senso di potere

    3) lei alla fine con grande sofferenza racconta e denuncia, e loro organizzano una spedizione punitiva contro di lei (che poi non riescono a fare, per fortuna), sostenuti dai familiari

    torino.repubblica.it/cronaca/2

    #stupro

  9. CW: violenza sessuale grave

    ditemi se questi tre sono degni di vivere in una comunità umana:

    1) tre ventenni premeditano uno stupro su una ragazzina di 13 anni, scegliendo il luogo, mettendosi d'accordo fra loro, pensando a una buona scusa per attirarla

    2) in due tengono la tengono ferma e la brutalizzano, in due perché avevano anticipato che avrebbe provato a difendersi, e più lei dice "basta", più loro si accaniscono, per pura crudeltà e senso di potere

    3) lei alla fine con grande sofferenza racconta e denuncia, e loro organizzano una spedizione punitiva contro di lei (che poi non riescono a fare, per fortuna), sostenuti dai familiari

    torino.repubblica.it/cronaca/2

    #stupro

  10. CW: violenza sessuale grave

    ditemi se questi tre sono degni di vivere in una comunità umana:

    1) tre ventenni premeditano uno stupro su una ragazzina di 13 anni, scegliendo il luogo, mettendosi d'accordo fra loro, pensando a una buona scusa per attirarla

    2) in due tengono la tengono ferma e la brutalizzano, in due perché avevano anticipato che avrebbe provato a difendersi, e più lei dice "basta", più loro si accaniscono, per pura crudeltà e senso di potere

    3) lei alla fine con grande sofferenza racconta e denuncia, e loro organizzano una spedizione punitiva contro di lei (che poi non riescono a fare, per fortuna), sostenuti dai familiari

    torino.repubblica.it/cronaca/2

    #stupro

  11. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  12. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  13. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  14. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  15. il giornale più importante del mondo, #NYTimes, rivela che non solo #stupro dilaga nelle prigioni di #Israele,ma ci sono mostri che addestrano #caniMilitari a #stuprare #PrigionieriPalestinesi e li hanno fatti stuprare.Sì,da #CaniMilitari.

    Vedete indignazione nei media italiani?

  16. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  17. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  18. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  19. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  20. dal 2012 al 2019, mentre le autorità UK distruggevano la libertà,la salute e la reputazione di Julian #Assange con un caso di #Stupro inesistente,decidevano di NON indagare #Epstein nonostante le povere donne abusate negli appartamenti di Londra:

    bbc.com/news/articles/cn08j2g9

  21. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  22. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  23. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  24. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  25. #AlfredoFacchini

    LO STUPRO DI FRANCA

    9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

    Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

    Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

    Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

    Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

    Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

    Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

    Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

    Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

    Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

    Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

    Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

    <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

    Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

    Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

    Alfredo Facchini

    #francarame #stupro
    #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
    #9marzo1973

  26. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

    A fare gli onori di casa la consigliera del M5S […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2026/02/25/il-silenzio-non-e-consenso-a-difesa-delle-donne-piu-fragili/

    #ComuneDiCatania #disabilità #stupro #violenzaSulleDonne

  27. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

    A fare gli onori di casa la consigliera del M5S […]

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    #ComuneDiCatania #disabilità #stupro #violenzaSulleDonne

  28. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

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  29. Il silenzio non è consenso. A difesa delle donne più fragili.

    Il gran numero di donne (e di uomini) che ha riempito l’aula consiliare del Comune nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio dimostra che il tema è molto sentito. Hanno partecipato movimenti femministi e transfemministi, associazioni, forze politiche, forze sindacali, aderendo ad una mobilitazione unitaria pur nelle differenze che permangono.

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