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#donne — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #donne, aggregated by home.social.

  1. "Le #donne sostengono una parte essenziale della vita economica e sociale italiana, ma il loro contributo resta spesso sottovalutato, poco riconosciuto e scarsamente presente nei luoghi dove si decide."

    #lavoro #diritto #14maggio

    diogenenotizie.com/litalia-si-

  2. Secondo un'analisi dei dati medici pubblicata oggi da Medici Senza Frontiere la #malnutrizione artificiosamente provocata da Israele a #Gaza ha avuto conseguenze devastanti sulle #donne incinte e su quelle che allattano, sui neonati e sui #bambini di età inferiore ai 6 mesi.

    Mediendatei: dts.podtrac.com/redirect.mp3/p

  3. #Usa, ambienti di integralisti, destra radicale e “maschiosfera” vogliono l’abolizione del #diritto di voto alle #donne, con la proposta del voto "familiare" (quello del marito) avanzata da una chiesa riformata dell'Arizona in stile patriarcato biblico.👇
    ilpost.it/2026/04/28/una-famig

  4. "Negli ultimi anni in #Afghanistan si è assistito all’imposizione progressiva di un sistema di restrizioni estremamente severe che colpiscono l’intera popolazione, ma che sono rivolte in modo particolare a regolamentare ogni aspetto della vita delle #donne."

    #13aprile humanRights #diritti #talibans #talebani

    cisda.it/controinformazione/ar

  5. Disparità di genere

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    #donne #virale #perte #tiktok #paritadigenere

  6. Donne tra guerra totale, guerra civile e occupazione tedesca

    A partire dalla pubblicazione di “Una guerra civile” di Pavone, come si è già ricordato, si è aperto in Italia un interessante dibattito che riguardava la possibilità o meno di definire la Repubblica sociale italiana un regime collaborazionista. Pavone, com’è noto, ha ribadito che per la Rsi tale categoria non è del tutto adatta. Egli ha ritenuto infatti che si possa parlare di regimi collaborazionisti per quei governi creati e asserviti all’occupante tedesco, fondati sui fascismi locali che da soli non avevano avuto la forza di prendere il potere. Per l’Italia invece, dove il fascismo aveva conquistato e mantenuto il potere per un ventennio, la parte finale di quell’esperienza, non poteva considerarsi, secondo Pavone, un mero collaborazionismo <150. Marco Palla, durante il convegno Bellunese del 1988, criticava invece l’utilizzo, a suo avviso generalista, della categoria di guerra civile, fuorviante per il caso italiano, ritenendo invece più utile analizzare il periodo 1943-1945 in Italia sotto la lente della categoria di collaborazionismo, che avrebbe permesso, secondo lo studioso, anche un approccio comparativo con le altre esperienze europee <151. Mi sembra utile, per sviluppare il dibattito, inserire la distinzione tra relazioni italo-italiane e quelle italo-tedesche, prendendo a prestito la distinzione che Stanley Hoffmann suggerisce per il caso francese tra relazioni franco-francesi e quelle franco-tedesche <152. Se le relazioni italo-italiane riconducono maggiormente alla categoria di guerra civile, le seconde invece rinviano alla collaborazione con le forze occupanti. Personalmente ritengo però che per comprendere la vicenda della Rsi e dei e delle fasciste repubblicane non possa essere utilizzata un’unica categoria di analisi ma, allineandomi con gli studi degli ultimi vent’anni sulla guerra in Italia, ritengo piuttosto che debbano esserne prese in considerazione diverse – quelle di guerra totale, di guerra civile, di lotta per la sopravvivenza, di occupazione tedesca, di guerra ai civili, di guerra alle donne, e anche, come vedremo, di guerra tra i generi – che da sole non esauriscono il fenomeno, ma che insieme contribuiscono a spiegarlo e a renderne la complessità. Pur utilizzando dunque il termine “collaborazionismo”, si deve precisare che non si vuole compiere una trasposizione automatica di un capo di reato in categoria storiografica. Piuttosto il suo utilizzo rimanda a una definizione di comodo, che riunisca sotto un’unica etichetta una serie di profili ed esperienze che risultano essere, come vedremo, molto diverse tra loro.
    Se infatti i processi per collaborazionismo da una parte descrivono le scelte delle fasciste repubblicane, ideologicamente convinte, mosse dalla volontà di sostenere la linea politica e militare dei tedeschi, d’altra parte essi evidenziano soprattutto l’esperienza delle donne per così dire “comuni” e della popolazione durante la guerra. Una guerra che ebbe i caratteri totali in cui vennero meno i confini tra dentro e fuori, tra pubblico e privato, e dunque comportò il coinvolgimento diretto dei e delle civili nelle dinamiche belliche, provocandone spesso una scelta di parte <153. Emerge quindi, dall’analisi dei fascicoli processuali, una sorta di storia della società in guerra, in cui possono essere analizzati i comportamenti delle donne, le loro scelte di campo quotidiane, le relazioni che intesserono con i protagonisti della guerra, dettate dalla fede alla religione civile a cui erano state educate per vent’anni, ma anche dalle contingenze della guerra, dalla paura, dall’opportunismo, dalla volontà di sopravvivere o di arricchirsi, dall’aderenza o dalla ribellione ai contesti familiari.
    Dalla lettura delle carte processuali sono quindi emerse esperienze diversificate rispetto allo stereotipo dell’ausiliaria delineato nel capitolo precedente. Innanzitutto bisogna sottolineare che la stessa categoria delle ausiliarie risulta ben più sfaccettata e complessa rispetto all’immagine restituita dal regolamento del Saf [Servizio ausiliario femminile della Repubblica Sociale Italiana] e dalla pubblicistica saloina, e si possono individuare casi di quelle ausiliarie che non si limitarono alle mansioni previste ufficialmente. Come già ricordato precedentemente, nonostante gli sforzi delle istituzioni della Rsi di normalizzarne le attività, le ausiliarie chiesero e spesso ricoprirono ruoli diversi da quelli previsti dal Regolamento, limitate all’ambito dell’assistenza, della propaganda, delle mansioni di ufficio. Molte, come vedremo nei paragrafi successivi, pur vestendo la divisa da ausiliaria, fecero parte dei sistemi informativi tedeschi o vennero arruolate negli Uffici politici investigativi; altre affiancarono alle mansioni ufficiali un’attività delatoria più o meno consapevole; altre ancora chiesero e ottennero di essere arruolate in prima linea, di imbracciare le armi, partecipando a rastrellamenti o assistendo a interrogatori negli uffici di brigate nere e di altri corpi della Rsi impiegati nella lotta antipartigiana.
    Dai documenti emergono poi, oltre alle esperienze delle ausiliarie, atteggiamenti di “collaborazione” con il nemico, tedeschi occupanti o fascisti repubblicani, che si discostano e niente hanno a che vedere col Saf che, come ricorda Maura Firmani, “non può essere rappresentativo di tutta la militanza femminile” <154. Se si guarda infatti oltre il Saf e lo stereotipo dell’ausiliaria, si possono scorgere profili diversi: quelli delle delatrici, definizione che a sua volta, come vedremo, apre a profili distinti; quelli che Dianella Gagliani ha chiamato delle “irregolari”, rastrellatrici e torturatrici; quelli delle donne che collaborarono per fini economici o quelli di coloro che si avvicinarono al nemico “per amore” o per motivi privati legati alla sopravvivenza e alla vita quotidiana durante la guerra.
    Le istituzioni della Rsi, nonostante gli sforzi di centralizzazione, furono incapaci di controllare la periferia, e dunque nelle realtà locali proliferarono fenomeni ed esperienze diverse, non autorizzate ufficialmente dal regime anche se spesso celatamente tollerate. La storia della Rsi infatti non è solo la storia delle sue istituzioni centrali e delle sue direttive, ma anche delle vicende degli organismi locali, talvolta dipendenti da singole personalità, che sfuggirono spesso al controllo delle autorità. Il proliferare di bande autonome e di fenomeni di “collaborazionismo” femminile eterodossi rispetto al modello del Saf sono quindi da considerare due facce della medesima questione: la debolezza della Rsi e la sua anarchica “policrazia” <155. Diversi infatti sono i fascicoli a carico di donne che parteciparono a rastrellamenti, a sevizie e torture, a omicidi, a plotoni di esecuzione. Le storie di queste donne prendono
    forma e maggiore significato e importanza nell’intreccio con le vicende locali e se inserite all’interno delle storie che coinvolgono le bande autonome di cui fecero parte insieme a protagonisti, uomini, di maggiore rilievo politico-militare. Difficile infatti pensare che donne che frequentavano le caserme della banda Carità o della banda Koch e, come vedremo, assistevano agli interrogatori e alle azioni punitive, non avessero una comunità di intenti con i loro compagni uomini. D’altra parte l’emergere di tali figure devono essere ricondotte anche al clima di corruzione, di disfacimento morale e di estremizzazione della violenza che caratterizzò gli ultimi anni della guerra e agevolò la diffusione di veri e propri casi di criminalità.
    La varietà, la complessità e la «liquidità» delle esperienze femminili che emergono dagli atti processuali hanno reso difficoltosa la costruzione di categorie dai confini netti e definiti. I profili personali sono difficilmente catalogabili in una tipologia senza che essi debordino nelle altre: ogni esperienza individuale racchiude infatti tratti comuni a tipologie diverse. Tuttavia per non cadere nel racconto della tranche de vie, pur non componendo una tipologia vera e propria, si è tentato di definire una morfologia fluida basata su tre elementi di analisi: quello delle attività svolte, quello delle motivazioni della scelta <156 e quello del grado di relazione con gli occupanti e gli altri protagonisti della guerra. Se finora gli studi, come quello di Francesca Alberico e Annalisa Carlotti, rispettivamente condotti sulla base delle fonti orali e della memorialistica, o anche quello di Roberta Cairoli, hanno indagato le esperienze delle donne della Rsi secondo le attività che avevano svolto nel biennio 1943-1945 e le motivazioni che avevano provocato la loro scelta di campo <157, mi è sembrato interessante introdurre un terzo elemento di analisi, che è quello del grado di relazione con tedeschi e fascisti, mutuato dalla ricerca di Annette Warring. Questa studiosa, analizzando il caso delle donne danesi e dei figli nati dalle loro relazioni con i tedeschi occupanti, ha infatti proposto una tipologia sulla base del carattere della fraternizzazione con i tedeschi. Secondo la sua classificazione, sono stati definiti cinque modelli: le prostitute, le donne che hanno una relazione sentimentale con un solo tedesco, coloro che frequentano pubblicamente e in gruppo gli occupanti, coloro che lavorano a favore dei tedeschi, le donne filo-tedesche sostenitrici dell’ideologia nazista <158. Tale criterio apre un nuovo orizzonte di studio sul tema, suggerendo l’esistenza di una serie di atteggiamenti e comportamenti complessi che rinviano a relazioni tra occupanti e occupati diverse dal binomio vittima-carnefice. D’altra parte si deve tenere presente che in Italia la presenza della Rsi e vent’anni di regime comportano una sostanziale differenza rispetto al caso danese e le donne entrano in contatto non solo con gli occupanti, ma anche con i fascisti repubblicani e con i partigiani. Per comprendere appieno le esperienze delle donne italiane deve essere effettuata dunque, come già ricordato, un’operazione di contestualizzazione multipla delle vicende personali all’interno delle categorie dell’occupazione tedesca, della guerra civile, della guerra totale, della guerra ai civili, ma anche all’interno delle dinamiche delle relazioni di genere <159. Non è possibile infatti interpretare i gesti delle donne se non nell’intersezione tra queste diverse scale di lettura, attraverso cui viene delineata la complessità dell’universo femminile “collaborazionista”, e più in generale dell’universo femminile durante la guerra.
    [NOTE]
    150 C. Pavone, Una guerra civile, cit.
    151 M. Palla, Guerra civile o collaborazionismo?, in M. Legnani, F. Vendramini (a cura di), Guerra, guerra di liberazione, guerra civile, cit., pp. 83-98.
    152 S. Hoffmann, Collaborationism in France during World War II, «The Journal of Modern History», vol. 40, n. 3, septembre 1968, pp. 375-395.
    153 Sul tema della scelta si rimanda alle lucide pagine di C. Pavone, Una guerra civile, cit., pp. 3-62, in particolare sulla scelta dei fascisti, si vedano le pp. 36-41.
    154 M. Firmani, Per la patria a qualsiasi prezzo, cit., p. 136.
    155 M. Griner parla per esempio del policentrismo degli organismi di polizia, che sfuggono al controllo delle autorità centrali saloine, in riferimento in particolare alla banda Carità e alla banda Koch, cfr. M. Griner, La banda “Koch”, cit, pp. 38-45.
    156 Bisogna comunque ricordare che la fonte giudiziaria ha dei grossi limiti nel rivelare le motivazioni della scelta, poiché le ammissioni delle imputate durante gli interrogatori sono sottoposte alle esigenze difensive, e dunque sono carte che devono essere lette in controluce e con grande cautela.
    157 F. Alberico, Ausiliarie di Salò, cit.; A. Carlotti, La memorialistica della Rsi, cit.
    158 Cfr. A. Warring, Tyskerpiger. Under besœttelse og retsopgǿr (Donne dei tedeschi durante l’occupazione e punizione nel dopoguerra), Gyldendal, Kǿbenhavn, 1994. Si veda inoltre, Ead., Identità nazionale, genere e sessualità, «Storia e problemi contemporanei», n. 24, 1999; Ead., Intimate and sexual relations, in R. Gildea, O. Wieviorka, A. Warring (a cura di), Surviving Hitler and Mussolini. Daily life in occupied Europe, Oxford, Berg, 2006; Ead., Aimer l’ennemi au Danemark, in F. Rouquet, F. Virgili, D. Voldman (a cura di), Amours, guerres et sexualité. 1914-1945, Gallimard, Paris, 2007.
    159 Sull’occupazione tedesca cfr. L. Klinkhammer, L’occupazione tedesca,cit.; sulla categoria di guerra civile, cfr. C. Pavone, Una guerra civile, cit.; sulla guerra totale, cfr. G. Gribaudi, Guerra totale, cit.
    Francesca Gori, Ausiliarie, spie, amanti. Donne tra guerra totale, guerra civile e giustizia di transizione in Italia. 1943-1953, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2012-2013

    #1943 #1944 #1945 #atti #ausiliarie #banda #Carità #civile #collaborazioniste #delatrici #donne #esecuzione #fascisti #FrancescaGori #guerra #Koch #occupazione #omicidi #opportunismo #partigiani #paura #plotoni #processuali #rastrellamenti #Resistenza #RSI #spie #tedeschi #torture
  7. Con la sua 55ª edizione, il #concorso di #AAP Magazine celebra la forza, la resilienza e il potere creativo delle #donne attraverso il lavoro di 25 fotografi selezionati. Tra questi, 17 donne sono affiancate da 8 uomini, in rappresentanza di 12 paesi distribuiti su 3 continenti, i cui approcci diversi danno vita a un omaggio coinvolgente al tema.

    all-about-photo.com/photo-arti

    #photography #fotografia

  8. "In Svizzera, il Rätikon è rinomato per essere uno dei siti più impegnativi per l’arrampicata su calcare. Silbergeier è uno dei suoi gioielli: sei tiri fino all’8b+ in stile placcato, che non hanno scoraggiato Lara Neumeier. La giovane scalatrice tedesca si unisce al ristretto gruppo di arrampicatori che hanno sfatato il mito."
    #donne #alpinismo #avventura #climbing
    gognablog.sherpa-gate.com/lara

  9. europesays.com/afrique/58408/ OPINION. « L’Industrie donne le ton pour l’avenir de la France et de l’Europe ! », par 176 dirigeants du secteur #176 #2026 #Afrique #dirigeants #donne #Europe #France #l’avenir #l’Europe #l’industrie #LaTribuneDimanche #OPINION #secteur

  10. #Famiglia del bosco in #Senato.
    La Russa: "Non giudico il loro stile di vita".
    Proprio l'esponente di un'area che ha giudicato tutti:
    #Gay: "sbagliati"
    Coppie di fatto: "0 diritti"
    #Donne che abortiscono: "colpevoli"
    #Atei e laici: "senza morale"
    Chi chiede il fine vita: "peccatori egoisti"
    #Cultura diversa: "minaccia per la nostra"
    Chi fuma #cannabis: "criminali"
    Chi protesta: "sovversivi"
    Chi non subisce sul #lavoro: "sfaticati".
    E adesso non vogliono giudicare.
    Potevate iniziare anni fa.

  11. Benoît Payan donné largement en tête, selon un sondage Cluster 17 pour POLITICO

    À deux jours du scrutin, un sondage réalisé par l’institut Cluster 17 pour POLITICO dessine un rapport de…
    #Marseille #FR #France #Actu #News #Europe #EU #2026 #actu #Actualités #Benoît #donné #elections #europe #largement #municipales2026 #Payan #Provence-Alpes-Côted'Azur #Républiquefrançaise #tete
    europesays.com/fr/813085/

  12. Comment recaler le sommeil des ados ? Cette spécialiste du CHU de Nantes donne des clés pour mieux

    Nous avons besoin de vos cookies pour vous offrir la meilleure expérience de lecture possible et vous proposer…
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    europesays.com/fr/811663/

  13. #Spagna riconosce le vittime della dittatura franchista sottoposte al Patronato de Proteccion a la Mujer: molte #donne, denunciate alle autorità come “immorali”, venivano rinchiuse in riformatori gestiti dalla #Chiesa cattolica.👇
    ansa.it/donne/notizie/2026/03/

  14. 8 Marzo — Dalla cella alla strada: le donne iraniane non si arrendono mai!
    ⚫️ Nel Giorno Internazionale della Donna, l’Iran è sotto bombardamenti, e le donne iraniane, come sempre, sono al centro del fuoco, non come vittime, ma come combattenti.

    🟣 Fin dai primi giorni della Repubblica Islamica, sono state le do
    umanitanova.org/8-marzo-dalla-
    #2026 #Comunicati #DalMondo #8Marzo #donne #iran #israele #khomeini #shah #USA

  15. ADORO IL GENIO - SCELTE

    Tardaasa, di Linnéa Aasa. Purtroppo non possiamo pubblicare tutte le sue "striscie", alcune sono un po' troppo esplicite. Ma la leggerezza, il tratto, l'ironia di questa comic artist svedese ci piace da matti! E poi è così "relatable" 😉 ...

    #adoroilgenio #3marzo #comics #comic #fumetto #fumetti #ComicArtist #donne #discorsifradonne #età #anni #quantiannihai #humor #comedy #vignette #vignettedivertenti #cena #cenetta❤️ #cenettaioete❤️ #chef #piattounico

  16. ADORO IL GENIO - SCELTE

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  17. L’aéroport donne les produits confisqués aux passagers au Samu Social de Marseille

    Des boissons, des conserves, des pâtes à tartiner, des produits d’hygiène. Ils ont même récupéré de la nourriture…
    #Marseille #FR #France #Actu #News #Europe #EU #2026 #actu #Actualités #donné #europe #L’aéroport #les #Marignane #Provence-Alpes-Côted'Azur #Région #Républiquefrançaise #SAMU #Social
    europesays.com/fr/761542/