#femminismo — Public Fediverse posts
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
https://umanitanova.org/il-potere-non-ci-ha-ancora-corrotte-louse-michel-una-filosofa-al-mese/
#2026 #Articoli #Culture #InEvidenza #numero_16 #antispecismo #femminismo #filosofia #FilosofiaPolitica #intersezionalit #LouiseMichel #PietroGori -
“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
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“Il potere non ci ha ancora corrotte”. Louse Michel – una filosofa al mese
“Certo è che le donne amano la rivolta. Noi non valiamo più degli uomini, ma il potere non ci ha ancora corrotte.”Louise Michel nasce nel 1830 e muore nel 1905. È st
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Presentazione del libro “Femministe Musulmane”
Casa Internazionale delle Donne, giovedì 21 maggio alle ore 17:30 CEST
L’ong Un Ponte Per organizza a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne, la presentazione del volume “Femministe Musulmane” (Astarte, 2026), a cura di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki
E’ appena uscito e sarà presentato per la prima volta a Roma il volume “Femministe Musulmane”, di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki, pubblicato da Astarte Edizioni. L’incontro si terrà mercoledì 21 maggio alle ore 17:30 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.
In un mondo in cui i pregiudizi su Islam e femminismo sono ancora attraversati da letture stereotipate e orientaliste, e l’islamofobia permea profondamente le società occidentali, il libro dimostra che non solo è possibile essere femministe e musulmane, ma anche esserlo proprio in quanto musulmane.
Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20figure emblematiche del femminismo musulmano contemporaneo: studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam provenienti da diversi Paesi, dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia.
Donne arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo, accomunate dalla volontà di rivendicare uguaglianza, giustizia sociale e diritti attraverso una rilettura critica dei testi religiosi islamici e delle tradizioni interpretative che li attraversano.
Come affermano le autrici: “Il Corano non è patriarcale: è la sua lettura da parte degli uomini a esserlo”.
L’iniziativa inaugura un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per, che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.
Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.
Programma dell’incontro | 21 maggio 2026
Casa Internazionale delle Donne (Sala Simonetta Tosi), Via della Lungara 19, Roma
Ore 17:30 – Presentazione del volume “Femministe musulmane”
Ne discutono:
Renata Pepicelli, Università di Pisa, direttrice della collana Manifesta di Astarte
Nadia Pizzuti, Giornalista e cineasta, Lesconfinate
Marisa Iannucci, Università di Casablanca Hassan II
Modera:
Sheanna Murray, progetto decoloniale Un Ponte Per
https://roma.convoca.la/event/presentazione-del-libro-femministe-musulmane
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Presentazione del libro “Femministe Musulmane”
Casa Internazionale delle Donne, giovedì 21 maggio alle ore 17:30 CEST
L’ong Un Ponte Per organizza a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne, la presentazione del volume “Femministe Musulmane” (Astarte, 2026), a cura di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki
E’ appena uscito e sarà presentato per la prima volta a Roma il volume “Femministe Musulmane”, di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki, pubblicato da Astarte Edizioni. L’incontro si terrà mercoledì 21 maggio alle ore 17:30 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.
In un mondo in cui i pregiudizi su Islam e femminismo sono ancora attraversati da letture stereotipate e orientaliste, e l’islamofobia permea profondamente le società occidentali, il libro dimostra che non solo è possibile essere femministe e musulmane, ma anche esserlo proprio in quanto musulmane.
Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20figure emblematiche del femminismo musulmano contemporaneo: studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam provenienti da diversi Paesi, dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia.
Donne arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo, accomunate dalla volontà di rivendicare uguaglianza, giustizia sociale e diritti attraverso una rilettura critica dei testi religiosi islamici e delle tradizioni interpretative che li attraversano.
Come affermano le autrici: “Il Corano non è patriarcale: è la sua lettura da parte degli uomini a esserlo”.
L’iniziativa inaugura un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per, che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.
Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.
Programma dell’incontro | 21 maggio 2026
Casa Internazionale delle Donne (Sala Simonetta Tosi), Via della Lungara 19, Roma
Ore 17:30 – Presentazione del volume “Femministe musulmane”
Ne discutono:
Renata Pepicelli, Università di Pisa, direttrice della collana Manifesta di Astarte
Nadia Pizzuti, Giornalista e cineasta, Lesconfinate
Marisa Iannucci, Università di Casablanca Hassan II
Modera:
Sheanna Murray, progetto decoloniale Un Ponte Per
https://roma.convoca.la/event/presentazione-del-libro-femministe-musulmane
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Presentazione del libro “Femministe Musulmane”
Casa Internazionale delle Donne, giovedì 21 maggio alle ore 17:30 CEST
L’ong Un Ponte Per organizza a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne, la presentazione del volume “Femministe Musulmane” (Astarte, 2026), a cura di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki
E’ appena uscito e sarà presentato per la prima volta a Roma il volume “Femministe Musulmane”, di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki, pubblicato da Astarte Edizioni. L’incontro si terrà mercoledì 21 maggio alle ore 17:30 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.
In un mondo in cui i pregiudizi su Islam e femminismo sono ancora attraversati da letture stereotipate e orientaliste, e l’islamofobia permea profondamente le società occidentali, il libro dimostra che non solo è possibile essere femministe e musulmane, ma anche esserlo proprio in quanto musulmane.
Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20figure emblematiche del femminismo musulmano contemporaneo: studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam provenienti da diversi Paesi, dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia.
Donne arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo, accomunate dalla volontà di rivendicare uguaglianza, giustizia sociale e diritti attraverso una rilettura critica dei testi religiosi islamici e delle tradizioni interpretative che li attraversano.
Come affermano le autrici: “Il Corano non è patriarcale: è la sua lettura da parte degli uomini a esserlo”.
L’iniziativa inaugura un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per, che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.
Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.
Programma dell’incontro | 21 maggio 2026
Casa Internazionale delle Donne (Sala Simonetta Tosi), Via della Lungara 19, Roma
Ore 17:30 – Presentazione del volume “Femministe musulmane”
Ne discutono:
Renata Pepicelli, Università di Pisa, direttrice della collana Manifesta di Astarte
Nadia Pizzuti, Giornalista e cineasta, Lesconfinate
Marisa Iannucci, Università di Casablanca Hassan II
Modera:
Sheanna Murray, progetto decoloniale Un Ponte Per
https://roma.convoca.la/event/presentazione-del-libro-femministe-musulmane
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Io sono mia
COBAS Scuola Catania, lunedì 11 maggio alle ore 18:30 CEST
Nell'ambito del cineforum "La libertà delle Donne" sarà proiettato il film "Io sono mia" (1977, 95 minuti) diretto da Sofia Scandurra.
Il soggetto è tratto dal romanzo Donna in guerra (1975) di Dacia Maraini, che collaborò alla sceneggiatura. Seguirà un dibattito e una cena sociale.
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Io sono mia
COBAS Scuola Catania, lunedì 11 maggio alle ore 18:30 CEST
Nell'ambito del cineforum "La libertà delle Donne" sarà proiettato il film "Io sono mia" (1977, 95 minuti) diretto da Sofia Scandurra.
Il soggetto è tratto dal romanzo Donna in guerra (1975) di Dacia Maraini, che collaborò alla sceneggiatura. Seguirà un dibattito e una cena sociale.
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Io sono mia
COBAS Scuola Catania, lunedì 11 maggio alle ore 18:30 CEST
Nell'ambito del cineforum "La libertà delle Donne" sarà proiettato il film "Io sono mia" (1977, 95 minuti) diretto da Sofia Scandurra.
Il soggetto è tratto dal romanzo Donna in guerra (1975) di Dacia Maraini, che collaborò alla sceneggiatura. Seguirà un dibattito e una cena sociale.
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Io sono mia
COBAS Scuola Catania, lunedì 11 maggio alle ore 18:30 CEST
Nell'ambito del cineforum "La libertà delle Donne" sarà proiettato il film "Io sono mia" (1977, 95 minuti) diretto da Sofia Scandurra.
Il soggetto è tratto dal romanzo Donna in guerra (1975) di Dacia Maraini, che collaborò alla sceneggiatura. Seguirà un dibattito e una cena sociale.
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Io sono mia
COBAS Scuola Catania, lunedì 11 maggio alle ore 18:30 CEST
Nell'ambito del cineforum "La libertà delle Donne" sarà proiettato il film "Io sono mia" (1977, 95 minuti) diretto da Sofia Scandurra.
Il soggetto è tratto dal romanzo Donna in guerra (1975) di Dacia Maraini, che collaborò alla sceneggiatura. Seguirà un dibattito e una cena sociale.
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Ho visto la presentazione del libro di Ilaria Capua a 'Quante storie’. A parte i ‘disciamo’ ogni due parole, che fanno tanto Giorgia, mi ha rattristato sentirle dire ‘qualcosa sta cambiando’ – anno 2026 – riferendosi alla condizione della donna.
Sarà perché ho appena finito di leggere ‘A vindication of the rights of woman’ di Mary Wollstonecraft, prima pubblicazione 1792, in cui sistema per bene il signor Rousseau, il quale vedeva le donne come puro orpello per il maschio. E sono quasi al termine di ‘Letters Written in Sweden, Norway, and Denmark’, 1796, sempre della Wollstonecraft. Grandissima donna, molto avanti per la sua epoca.
Libri che mi fanno provare una certa pena per il femminismo contemporaneo e mi fanno capire quanto sia lenta, soppressa, non voluta la parità dei sessi. Anche da parte delle donne educate e assuefatte alla visione maschile, al punto da ritenersi libere.
Sono passati solo 234 anni.
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Ho visto la presentazione del libro di Ilaria Capua a 'Quante storie’. A parte i ‘disciamo’ ogni due parole, che fanno tanto Giorgia, mi ha rattristato sentirle dire ‘qualcosa sta cambiando’ – anno 2026 – riferendosi alla condizione della donna.
Sarà perché ho appena finito di leggere ‘A vindication of the rights of woman’ di Mary Wollstonecraft, prima pubblicazione 1792, in cui sistema per bene il signor Rousseau, il quale vedeva le donne come puro orpello per il maschio. E sono quasi al termine di ‘Letters Written in Sweden, Norway, and Denmark’, 1796, sempre della Wollstonecraft. Grandissima donna, molto avanti per la sua epoca.
Libri che mi fanno provare una certa pena per il femminismo contemporaneo e mi fanno capire quanto sia lenta, soppressa, non voluta la parità dei sessi. Anche da parte delle donne educate e assuefatte alla visione maschile, al punto da ritenersi libere.
Sono passati solo 234 anni.
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Ho visto la presentazione del libro di Ilaria Capua a 'Quante storie’. A parte i ‘disciamo’ ogni due parole, che fanno tanto Giorgia, mi ha rattristato sentirle dire ‘qualcosa sta cambiando’ – anno 2026 – riferendosi alla condizione della donna.
Sarà perché ho appena finito di leggere ‘A vindication of the rights of woman’ di Mary Wollstonecraft, prima pubblicazione 1792, in cui sistema per bene il signor Rousseau, il quale vedeva le donne come puro orpello per il maschio. E sono quasi al termine di ‘Letters Written in Sweden, Norway, and Denmark’, 1796, sempre della Wollstonecraft. Grandissima donna, molto avanti per la sua epoca.
Libri che mi fanno provare una certa pena per il femminismo contemporaneo e mi fanno capire quanto sia lenta, soppressa, non voluta la parità dei sessi. Anche da parte delle donne educate e assuefatte alla visione maschile, al punto da ritenersi libere.
Sono passati solo 234 anni.
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Ho visto la presentazione del libro di Ilaria Capua a 'Quante storie’. A parte i ‘disciamo’ ogni due parole, che fanno tanto Giorgia, mi ha rattristato sentirle dire ‘qualcosa sta cambiando’ – anno 2026 – riferendosi alla condizione della donna.
Sarà perché ho appena finito di leggere ‘A vindication of the rights of woman’ di Mary Wollstonecraft, prima pubblicazione 1792, in cui sistema per bene il signor Rousseau, il quale vedeva le donne come puro orpello per il maschio. E sono quasi al termine di ‘Letters Written in Sweden, Norway, and Denmark’, 1796, sempre della Wollstonecraft. Grandissima donna, molto avanti per la sua epoca.
Libri che mi fanno provare una certa pena per il femminismo contemporaneo e mi fanno capire quanto sia lenta, soppressa, non voluta la parità dei sessi. Anche da parte delle donne educate e assuefatte alla visione maschile, al punto da ritenersi libere.
Sono passati solo 234 anni.
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Ho visto la presentazione del libro di Ilaria Capua a 'Quante storie’. A parte i ‘disciamo’ ogni due parole, che fanno tanto Giorgia, mi ha rattristato sentirle dire ‘qualcosa sta cambiando’ – anno 2026 – riferendosi alla condizione della donna.
Sarà perché ho appena finito di leggere ‘A vindication of the rights of woman’ di Mary Wollstonecraft, prima pubblicazione 1792, in cui sistema per bene il signor Rousseau, il quale vedeva le donne come puro orpello per il maschio. E sono quasi al termine di ‘Letters Written in Sweden, Norway, and Denmark’, 1796, sempre della Wollstonecraft. Grandissima donna, molto avanti per la sua epoca.
Libri che mi fanno provare una certa pena per il femminismo contemporaneo e mi fanno capire quanto sia lenta, soppressa, non voluta la parità dei sessi. Anche da parte delle donne educate e assuefatte alla visione maschile, al punto da ritenersi libere.
Sono passati solo 234 anni.
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No Safe Place parla di attivismo performativo e del fatto che possa creare mostri.
Scusate è Marion Zimmer Bradley, mi confondo con l'ordine dei due cognomi.
Comunque, come ribadisco sempre, non critico l'attivismo ma chi sfrutta l'attivismo per finalità vili come la predazione sociale e s3ssuale.Il sito di henna honna: https://hennaonna.com/
#LibriHorror #disturbingBooks #libri #femminismo #femaleromance
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📚 ”Le differenze che stiamo attraversando” - presentazione del libro
Giovedì 7 maggio, dalle 19:00 alle 22:30, presso ZAM, Milano, via Sant'Abbondio 4
📚”Le differenze che stiamo attraversando” presentazione con l’autrice Silvia Grasso
🗓️Giovedì 7 maggio, dalle 19
🥙 A seguire piccola cena by qcina
📍Zam, via Sant’abbondio 6
🟣Cosa significa essere diverse? In quale momento della storia le donne si sono costituite come il “secondo sesso”? Quando è stato deciso che la categoria della differenza dovesse significare implicitamente valere meno? Rispetto a chi? In questo libro, si ripercorrono le origini del concetto di differenza nella storia della filosofia, partendo dalla tradizione classica greca fino ad arrivare al XX secolo. Passando da Simone de Beauvoir, Luce Irigaray, dal contesto accademico italiano rappresentato da Adriana Cavarero e Luisa Muraro, e senza dimenticare Carla Lonzi. L’obiettivo è quello di offrire un’introduzione al pensiero della filosofa Rosi Braidotti e discutere, a partire dalla nozione di soggetti nomadi, della possibilità di una positività della differenza che tenga conto dei nuovi processi di soggettivazione.
#CenaPop #femminismo #PresentazioneLibro #transfemminismo #zam
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Hai ascoltato la scorsa puntata di TRANSfemINonda?
Abbiamo parlato con la Brigada Callejera de apoyo a la mujer Elisa Martinez.Una brigata di strada che da decenni si dedica alla promozione dei diritti sessuali, umani e riproduttivi delle lavoratrici del sesso, delle donne migranti e indigene di pari passo con la prevenzione dell'HIV e dell'AIDS e con le mobilitazioni contro la tratta delle persone.
Puoi incontrarlə a Roma il 5 maggio o il 22 maggio
La fantasia del fastidio: https://radiosonar.net/podcast/transfemminonda-7-29-la-fantasia-del-fastidio/
#transfemminismi #transfemminismo #femminismo #roma #transfeminonda #BrigadaCallejera #nudm
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Hai ascoltato la scorsa puntata di TRANSfemINonda?
Abbiamo parlato con la Brigada Callejera de apoyo a la mujer Elisa Martinez.Una brigata di strada che da decenni si dedica alla promozione dei diritti sessuali, umani e riproduttivi delle lavoratrici del sesso, delle donne migranti e indigene di pari passo con la prevenzione dell'HIV e dell'AIDS e con le mobilitazioni contro la tratta delle persone.
Puoi incontrarlə a Roma il 5 maggio o il 22 maggio
La fantasia del fastidio: https://radiosonar.net/podcast/transfemminonda-7-29-la-fantasia-del-fastidio/
#transfemminismi #transfemminismo #femminismo #roma #transfeminonda #BrigadaCallejera #nudm
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📚 ”Le differenze che stiamo attraversando” - presentazione del libro
Giovedì 7 maggio, dalle 19:00 alle 22:30, presso ZAM, Milano, via Sant'Abbondio 4
📚”Le differenze che stiamo attraversando” presentazione con l’autrice Silvia Grasso
🗓️Giovedì 7 maggio, dalle 19
🥙 A seguire piccola cena by qcina
📍Zam, via Sant’abbondio 6
🟣Cosa significa essere diverse? In quale momento della storia le donne si sono costituite come il “secondo sesso”? Quando è stato deciso che la categoria della differenza dovesse significare implicitamente valere meno? Rispetto a chi? In questo libro, si ripercorrono le origini del concetto di differenza nella storia della filosofia, partendo dalla tradizione classica greca fino ad arrivare al XX secolo. Passando da Simone de Beauvoir, Luce Irigaray, dal contesto accademico italiano rappresentato da Adriana Cavarero e Luisa Muraro, e senza dimenticare Carla Lonzi. L’obiettivo è quello di offrire un’introduzione al pensiero della filosofa Rosi Braidotti e discutere, a partire dalla nozione di soggetti nomadi, della possibilità di una positività della differenza che tenga conto dei nuovi processi di soggettivazione.
#PresentazioneLibro #CenaPop #zam #femminismo #transfemminismo
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Ieri il Parlamento europeo ha votato a favore di una definizione UE di stupro basata sul consenso.
In plenaria a Strasbourg, @annastrolenberg, eurodeputata di @VoltEuropa, l’ha detto chiaramente: senza consenso è violenza sessuale.#Consenso #ViolenzaSessuale #DirittiDelleDonne #ParlamentoEuropeo #Femminismo #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Ieri il Parlamento europeo ha votato a favore di una definizione UE di stupro basata sul consenso.
In plenaria a Strasbourg, @annastrolenberg, eurodeputata di @VoltEuropa, l’ha detto chiaramente: senza consenso è violenza sessuale.#Consenso #ViolenzaSessuale #DirittiDelleDonne #ParlamentoEuropeo #Femminismo #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Ieri il Parlamento europeo ha votato a favore di una definizione UE di stupro basata sul consenso.
In plenaria a Strasbourg, @annastrolenberg, eurodeputata di @VoltEuropa, l’ha detto chiaramente: senza consenso è violenza sessuale.#Consenso #ViolenzaSessuale #DirittiDelleDonne #ParlamentoEuropeo #Femminismo #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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"Se ci si basa sui dati statistici: meglio non intraprendere una relazione con un uomo, poiché il rischio di diventare vittime di violenza psicologica o fisica è notevolmente più alto" ha dichiarato Dirk Peglow a ZDF. #femminismo #violenzadigenere https://www.ilmitte.com/2026/04/donne-evitate-gli-uomini-funzionario-polizia-tedesco/
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pod al popolo, #091: audio completo dell’intervento di giuseppe garrera su carla lonzi (spoleto, palazzo collicola, 7 marzo 2026, in occasione della mostra “vita minore”)
Nel contesto degli incontri e conferenze di Giuseppe Garrera in parallelo alla mostra (curata da lui e dal fratello Gianni) Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, si propone l’audio integrale dell’intervento su Carla Lonzi e “Rivolta femminile”: ora in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
#audio #CarlaLonzi #femminismo #GiuseppeGarrera #laSantitàNellArteContemporanea #PalazzoCollicola #PAP #pap091Pap091 #podcast #RivoltaFemminile #VitaMinore -
Ieri sono andata a sentire la professoressa Luciana Rocchi, ex direttrice dell' #ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e Età Contempoanea), che molto si è occupata del confine orientale.
Parlava di donne nella resistenza ma non solo; parlava di storia di genere* della resistenza.
Ha parlato, fra le varie storie, di Elda Turchetti**, che non conoscevo, e di una partigiana friulana che poi si è stabilita in Maremma, madre di una professoressa di Luciana.Verso la fine ha citato questi due brani che voglio riportare perché ritengo che esprimano perfettamente la differenza di un approccio femminista alla vita, alla storia, alla resistenza:
(segue)*storia delle donne e storia di genere non sono la stessa cosa: https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-di-genere_(Dizionario-di-Storia)/
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Ieri sono andata a sentire la professoressa Luciana Rocchi, ex direttrice dell' #ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e Età Contempoanea), che molto si è occupata del confine orientale.
Parlava di donne nella resistenza ma non solo; parlava di storia di genere* della resistenza.
Ha parlato, fra le varie storie, di Elda Turchetti**, che non conoscevo, e di una partigiana friulana che poi si è stabilita in Maremma, madre di una professoressa di Luciana.Verso la fine ha citato questi due brani che voglio riportare perché ritengo che esprimano perfettamente la differenza di un approccio femminista alla vita, alla storia, alla resistenza:
(segue)*storia delle donne e storia di genere non sono la stessa cosa: https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-di-genere_(Dizionario-di-Storia)/
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Ieri sono andata a sentire la professoressa Luciana Rocchi, ex direttrice dell' #ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e Età Contempoanea), che molto si è occupata del confine orientale.
Parlava di donne nella resistenza ma non solo; parlava di storia di genere* della resistenza.
Ha parlato, fra le varie storie, di Elda Turchetti**, che non conoscevo, e di una partigiana friulana che poi si è stabilita in Maremma, madre di una professoressa di Luciana.Verso la fine ha citato questi due brani che voglio riportare perché ritengo che esprimano perfettamente la differenza di un approccio femminista alla vita, alla storia, alla resistenza:
(segue)*storia delle donne e storia di genere non sono la stessa cosa: https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-di-genere_(Dizionario-di-Storia)/
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Ieri sono andata a sentire la professoressa Luciana Rocchi, ex direttrice dell' #ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e Età Contempoanea), che molto si è occupata del confine orientale.
Parlava di donne nella resistenza ma non solo; parlava di storia di genere* della resistenza.
Ha parlato, fra le varie storie, di Elda Turchetti**, che non conoscevo, e di una partigiana friulana che poi si è stabilita in Maremma, madre di una professoressa di Luciana.Verso la fine ha citato questi due brani che voglio riportare perché ritengo che esprimano perfettamente la differenza di un approccio femminista alla vita, alla storia, alla resistenza:
(segue)*storia delle donne e storia di genere non sono la stessa cosa: https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-di-genere_(Dizionario-di-Storia)/
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Ieri sono andata a sentire la professoressa Luciana Rocchi, ex direttrice dell' #ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e Età Contempoanea), che molto si è occupata del confine orientale.
Parlava di donne nella resistenza ma non solo; parlava di storia di genere* della resistenza.
Ha parlato, fra le varie storie, di Elda Turchetti**, che non conoscevo, e di una partigiana friulana che poi si è stabilita in Maremma, madre di una professoressa di Luciana.Verso la fine ha citato questi due brani che voglio riportare perché ritengo che esprimano perfettamente la differenza di un approccio femminista alla vita, alla storia, alla resistenza:
(segue)*storia delle donne e storia di genere non sono la stessa cosa: https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-di-genere_(Dizionario-di-Storia)/
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Femminismi e liberazione animale: conferenza a cura di Federica Timeto e Carlotta Cossutta
Venerdì 24 aprile, dalle 16:30 alle 18:30, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7; e anche online, su https://www.instagram.com/p/DXcfM-FDPb2/
Si può essere femministe senza essere vegane?
📖”Femminismi e liberazione animale”: conferenza a cura di Federica Timeto. Presenta Carlotta Cossutta
📅 Venerdì 24 aprile, ore 16:30
📍Università degli Studi di Milano - via Festa del Perdono 7 - aula 311L’animalizzazione è stata ed è tutt’ora una delle chiavi dell’oppressione umana e non, utilizzata non solo nei confronti degli animali ma anche verso donne, persone razzializzate e soggettività queer.
A partire dal testo “Animali si diventa. Femminismi e liberazione animale” (2024) di Federica Timeto, l’incontro si propone di esplorare le intersezioni tra femminismo e liberazione animale, ricostruendo le molteplici storie dell’incontro tra queste due lotte. Al centro, la necessità di superare le categorie politiche di umano e animale, per orientarsi in direzione di una giustizia sociale multispecie capace di sovvertire le gerarchie imposte di maschile/femminile, umano/non umano, natura/cultura.
Da qui, l’idea che le pratiche di liberazione animale e le pratiche femministe non possono essere pensate separatamente ma si intrecciano in un orizzonte politico comune volto a sovvertire radicalmente i rapporti di dominio imposti da un sistema specista eterocispatriarcale.
Dispense disponibili sul gruppo Whatsapp. Link in bio su Instagram: @antispecist3.unimi
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Femminismi e liberazione animale: conferenza a cura di Federica Timeto e Carlotta Cossutta
Venerdì 24 aprile, dalle 16:30 alle 18:30, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7; e anche online, su https://www.instagram.com/p/DXcfM-FDPb2/
Si può essere femministe senza essere vegane?
📖”Femminismi e liberazione animale”: conferenza a cura di Federica Timeto. Presenta Carlotta Cossutta
📅 Venerdì 24 aprile, ore 16:30
📍Università degli Studi di Milano - via Festa del Perdono 7 - aula 311L’animalizzazione è stata ed è tutt’ora una delle chiavi dell’oppressione umana e non, utilizzata non solo nei confronti degli animali ma anche verso donne, persone razzializzate e soggettività queer.
A partire dal testo “Animali si diventa. Femminismi e liberazione animale” (2024) di Federica Timeto, l’incontro si propone di esplorare le intersezioni tra femminismo e liberazione animale, ricostruendo le molteplici storie dell’incontro tra queste due lotte. Al centro, la necessità di superare le categorie politiche di umano e animale, per orientarsi in direzione di una giustizia sociale multispecie capace di sovvertire le gerarchie imposte di maschile/femminile, umano/non umano, natura/cultura.
Da qui, l’idea che le pratiche di liberazione animale e le pratiche femministe non possono essere pensate separatamente ma si intrecciano in un orizzonte politico comune volto a sovvertire radicalmente i rapporti di dominio imposti da un sistema specista eterocispatriarcale.
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Femminismi e liberazione animale: conferenza a cura di Federica Timeto e Carlotta Cossutta
Venerdì 24 aprile, dalle 16:30 alle 18:30, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7; e anche online, su https://www.instagram.com/p/DXcfM-FDPb2/
Si può essere femministe senza essere vegane?
📖”Femminismi e liberazione animale”: conferenza a cura di Federica Timeto. Presenta Carlotta Cossutta
📅 Venerdì 24 aprile, ore 16:30
📍Università degli Studi di Milano - via Festa del Perdono 7 - aula 311L’animalizzazione è stata ed è tutt’ora una delle chiavi dell’oppressione umana e non, utilizzata non solo nei confronti degli animali ma anche verso donne, persone razzializzate e soggettività queer.
A partire dal testo “Animali si diventa. Femminismi e liberazione animale” (2024) di Federica Timeto, l’incontro si propone di esplorare le intersezioni tra femminismo e liberazione animale, ricostruendo le molteplici storie dell’incontro tra queste due lotte. Al centro, la necessità di superare le categorie politiche di umano e animale, per orientarsi in direzione di una giustizia sociale multispecie capace di sovvertire le gerarchie imposte di maschile/femminile, umano/non umano, natura/cultura.
Da qui, l’idea che le pratiche di liberazione animale e le pratiche femministe non possono essere pensate separatamente ma si intrecciano in un orizzonte politico comune volto a sovvertire radicalmente i rapporti di dominio imposti da un sistema specista eterocispatriarcale.
Dispense disponibili sul gruppo Whatsapp. Link in bio su Instagram: @antispecist3.unimi
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Femminismi e liberazione animale: conferenza a cura di Federica Timeto e Carlotta Cossutta
Venerdì 24 aprile, dalle 16:30 alle 18:30, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7; e anche online, su https://www.instagram.com/p/DXcfM-FDPb2/
Si può essere femministe senza essere vegane?
📖”Femminismi e liberazione animale”: conferenza a cura di Federica Timeto. Presenta Carlotta Cossutta
📅 Venerdì 24 aprile, ore 16:30
📍Università degli Studi di Milano - via Festa del Perdono 7 - aula 311L’animalizzazione è stata ed è tutt’ora una delle chiavi dell’oppressione umana e non, utilizzata non solo nei confronti degli animali ma anche verso donne, persone razzializzate e soggettività queer.
A partire dal testo “Animali si diventa. Femminismi e liberazione animale” (2024) di Federica Timeto, l’incontro si propone di esplorare le intersezioni tra femminismo e liberazione animale, ricostruendo le molteplici storie dell’incontro tra queste due lotte. Al centro, la necessità di superare le categorie politiche di umano e animale, per orientarsi in direzione di una giustizia sociale multispecie capace di sovvertire le gerarchie imposte di maschile/femminile, umano/non umano, natura/cultura.
Da qui, l’idea che le pratiche di liberazione animale e le pratiche femministe non possono essere pensate separatamente ma si intrecciano in un orizzonte politico comune volto a sovvertire radicalmente i rapporti di dominio imposti da un sistema specista eterocispatriarcale.
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📰 «Colpisci Tel Aviv con un missile rosa»: la fake news iraniana e il trend della guerra pop
#️⃣ #ESTERI #CrisiUsaIran #Femminismo #Instagram #Iran #Teheran #XTwitter #OpenOnline #TheLabSocial #News #Notizie #Italia
🔗 https://www.open.online/2026/04/21/missili-droni-armi-rosa-colore-guerra-cultura-pop-gen-z-iran/
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Ho un nome musicale!
Porto Delle Culture, giovedì 30 aprile alle ore 18:30 CEST
HO UN NOME MUSICALE
Una serata di poesia che attraversa lingue, geografie e vissuti.
Voci di autrici arabe contemporanee che parlano di identità, desiderio, relazioni e resistenza — spesso lontane dal nostro quotidiano, ma fondamentali da conoscere.
📖 Letture tratte dall’antologia Non ho peccato abbastanza, antologia di poetesse arabe contemporanee
🎙️ A cura di Valeria Raimondi
📅 Giovedì 30 aprile
🕡 Ore 18.30
📍 Porto delle Culture
Via Milano 59, Brescia
A seguire, aperitivo di autofinanziamento per il festival internazionale di poesia Palabra en el Mundo 🌍 -
Viva le #donne! Il #femminismo nelle #fotografie di Paola Agosti
dal 09.04 al 02.06 2026
#EXPOSED #Torino #Photo #Festival
Museo Nazionale del Risorgimento Italianohttps://exposed.to.it/programme/viva-le-donne-il-femminismo-nelle-fotografie-di-paola-agosti
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Viva le #donne! Il #femminismo nelle #fotografie di Paola Agosti
dal 09.04 al 02.06 2026
#EXPOSED #Torino #Photo #Festival
Museo Nazionale del Risorgimento Italianohttps://exposed.to.it/programme/viva-le-donne-il-femminismo-nelle-fotografie-di-paola-agosti
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dal 09.04 al 02.06 2026
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Museo Nazionale del Risorgimento Italianohttps://exposed.to.it/programme/viva-le-donne-il-femminismo-nelle-fotografie-di-paola-agosti