#voltitalia — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #voltitalia, aggregated by home.social.
-
🟣 Il 7 e l’8 novembre ci ritroviamo a Genova per l’Assemblea Generale di Volt Italia!
Da tutta Italia, per discutere del futuro di Volt, delle battaglie che vogliamo portare avanti e del percorso verso le elezioni politiche del 2027, a partire dalla scelta dei nostri candidati di punta!
Due giorni per confrontarci, scegliere insieme dove vogliamo andare e ripartire con nuove idee 😎
L’Assemblea è aperta a chiunque, non solo ai membri di Volt!
🎟 Biglietto a 30 euro fino a metà ottobre:
https://buy.stripe.com/5kQ6oH7Tg4TYeJ0eUL2cg0g💜 E puoi anche scegliere di donare un biglietto sospeso a chi non può permetterselo 💜
Ci vediamo a Genova?
#Genova #PoliticaItaliana #Politiche2027 #PartecipazionePolitica #AssembleaGenerale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
🟣 Il 7 e l’8 novembre ci ritroviamo a Genova per l’Assemblea Generale di Volt Italia!
Da tutta Italia, per discutere del futuro di Volt, delle battaglie che vogliamo portare avanti e del percorso verso le elezioni politiche del 2027, a partire dalla scelta dei nostri candidati di punta!
Due giorni per confrontarci, scegliere insieme dove vogliamo andare e ripartire con nuove idee 😎
L’Assemblea è aperta a chiunque, non solo ai membri di Volt!
🎟 Biglietto a 30 euro fino a metà ottobre:
https://buy.stripe.com/5kQ6oH7Tg4TYeJ0eUL2cg0g💜 E puoi anche scegliere di donare un biglietto sospeso a chi non può permetterselo 💜
Ci vediamo a Genova?
#Genova #PoliticaItaliana #Politiche2027 #PartecipazionePolitica #AssembleaGenerale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
🟣 Il 7 e l’8 novembre ci ritroviamo a Genova per l’Assemblea Generale di Volt Italia!
Da tutta Italia, per discutere del futuro di Volt, delle battaglie che vogliamo portare avanti e del percorso verso le elezioni politiche del 2027, a partire dalla scelta dei nostri candidati di punta!
Due giorni per confrontarci, scegliere insieme dove vogliamo andare e ripartire con nuove idee 😎
L’Assemblea è aperta a chiunque, non solo ai membri di Volt!
🎟 Biglietto a 30 euro fino a metà ottobre:
https://buy.stripe.com/5kQ6oH7Tg4TYeJ0eUL2cg0g💜 E puoi anche scegliere di donare un biglietto sospeso a chi non può permetterselo 💜
Ci vediamo a Genova?
#Genova #PoliticaItaliana #Politiche2027 #PartecipazionePolitica #AssembleaGenerale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.
Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.
E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.
Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.
D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.
Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧
#Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.#CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.#CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.#CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
-
Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.#CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa