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#voltitalia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #voltitalia, aggregated by home.social.

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  1. Il caldo estremo non è più un’eccezione: è una condizione con cui l’Europa deve fare i conti.
    Ridurre le emissioni non basta se città, case e spazi pubblici restano impreparati: servono insieme transizione energetica, efficienza, verde urbano e adattamento climatico.
    La transizione energetica ormai è anche una politica di sicurezza.

    #CrisiClimatica #CambiamentoClimatico #TransizioneEnergetica #CaldoEstremo #AzioneClimatica #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  2. Un numero scritto sul corpo.
    Non è una scena del passato: è successo il 17 agosto 2026 a Qabatiya, nella Cisgiordania occupata.

    L’esercito israeliano lo ha confermato: durante un raid con perquisizioni in circa cento edifici, persone palestinesi fermate sono state contrassegnate con numeri a pennarello sulla fronte e sulle braccia, interrogate e poi rilasciate. L’uomo ripreso con il numero 44 ha raccontato di non aver mai vissuto nulla di simile nei precedenti arresti. Un altro fermato ha detto di essere stato trattato «come un animale».

    Non è un episodio isolato: pratiche analoghe erano già emerse ad aprile a Jenin e nel 2024 nell’area di Hebron. Già nel 2009 l’esercito israeliano aveva ordinato di interrompere la pratica.

    Questa è la scelta, ripetuta e non casuale, di ridurre un essere umano a un codice identificativo: la disumanizzazione cresce in un contesto politico che la rende possibile, normale, persino giustificabile.

    L’Unione europea chiede da mesi misure concrete contro la violenza in Cisgiordania.
    Ora le parole non bastano più: servono responsabilità, conseguenze e una politica estera europea senza ambiguità né doppi standard.

    La dignità umana non è negoziabile.

    #Cisgiordania #Palestina #DirittiUmani #Israele #WestBank #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  3. Anche sulle sanzioni alla Russia, Meloni contro Meloni.

    Nel 2014 chiedeva di revocarle perché danneggiavano l’Italia. Oggi, giustamente, sostiene le sanzioni contro Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.

    Il problema è passare gli anni dicendo e facendo tutto e il contrario di tutto, a seconda di dove ci si trova e di cosa conviene in quel momento.

    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.

    #GiorgiaMeloni #Russia #Ucraina #Sanzioni #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  4. Alla Versiliana, a Marina di Pietrasanta, Matteo Salvini parla già di tornare ad avere “buoni rapporti” con la Russia.

    Ma la guerra non è finita. L’Ucraina continua a essere bombardata. Gli ucraini continuano a essere ammazzati.

    E iniziare già a promettere la normalizzazione significa mandare a Mosca un messaggio terrificante: invadi pure un Paese, occupane il territorio, colpisci abbastanza a lungo e prima o poi qualcuno in Europa chiederà di tornare agli stessi affari di prima.

    Un invito a nozze per una potenza neoimperialista come la Russia di Putin.

    E il problema non è solo Salvini. Putin ha davanti un’Europa ancora spezzata in 27 politiche estere, 27 interessi nazionali, 27 governi da dividere, alcuni dei quali governati dalla stessa destra simile alla Lega, pronta a scendere a patti con Putin per un presunto interesse nazionale che quasi sempre sembra più un interesse russo.

    Volt vuole rovesciare questo schema: politica estera europea, fine dei veti, decisioni a maggioranza, difesa comune e sostegno all’Ucraina.

    Parlare con la Russia, un giorno, sarà inevitabile.

    Premiarla per un’aggressione no.

    #Ucraina #Russia #Putin #Salvini #PaceGiusta #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. Avete visto che Instagram ha cambiato il logo? 😍
    Peccato che guerre, fame, povertà, crisi climatica siano ancora tutte là fuori.
    Quando cominciamo a occuparci anche del mondo che sta andando a pezzi?

    #Instagram #CrisiUmanitaria #CrisiClimatica #Povertà #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  6. Il trucco è sempre quello: convincerti che il problema sia chi ha meno di te, così non guardi mai chi ha molto più di tutti.

    Mentre milioni di persone faticano a pagare affitto, bollette e spese, la ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di pochissimi.

    In Italia, negli ultimi 15 anni, il 91% dell’aumento di ricchezza è finito al 5% più ricco; i salari reali, invece, non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto del 2021 e oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta.

    Eppure il bersaglio perfetto resta il migrante: ben visibile, vulnerabile, senza lobby a difenderlo, senza giornali a elogiarlo, senza miliardi con cui influenzare la politica.

    È molto più semplice alimentare una guerra tra poveri che discutere di salari, rendite, paradisi fiscali, welfare, casa, redistribuzione.

    I migranti non decidono i salari, non fissano gli affitti, non tagliano il welfare e non scrivono le regole fiscali.
    Eppure, finché la rabbia di chi sta peggio viene indirizzata contro chi sta ancora peggio, chi concentra ricchezza e potere può proseguire indisturbato.

    La guerra tra poveri non redistribuisce un euro.
    Serve soltanto a lasciare tutto esattamente com’è.

    Non è ora di finirla?

    #Disuguaglianze #Migrazioni #Povertà #GiustiziaSociale #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  7. Abbiamo analizzato il manifesto di Futuro Nazionale punto per punto: cittadinanza, Flat Tax, veto in Europa e nucleare.

    Il risultato? Molte proposte rischiano di fermarsi subito contro Costituzione, vincoli di bilancio e trattati europei.

    Perché? Perché gli slogan, prima o poi, si scontrano con la realtà.

    👉 Scorri le slide per l’analisi completa!
    💬 Tu cosa ne pensi? Rottura necessaria o promesse inapplicabili? Dicci la tua nei commenti!

    #Vannacci #FuturoNazionale #PoliticaItaliana #UnioneEuropea #Costituzione #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  8. La casa ormai è una questione politica: il reddito infatti non basta più per vivere nella città in cui studiamo e lavoriamo.
    La crisi abitativa riguarda l’Italia e tutta l’Europa: nel primo trimestre del 2026, nell’UE, i prezzi delle case sono aumentati del 5,1% e gli affitti del 3% rispetto a un anno prima.
    È un problema strutturale, e per affrontarlo servono più edilizia pubblica, sociale e accessibile, il recupero degli immobili vuoti, regole efficaci dove affitti brevi e speculazione riducono l’offerta per chi vuole davvero abitare un quartiere e tutele più forti per chi rischia di perdere casa.
    Per questo, dal 14 settembre parte “Right to Housing! Ora e per sempre”, l’Iniziativa dei cittadini europei che chiede all’Unione europea una politica più ambiziosa per un’abitazione accessibile, sostenibile ed equa.
    Servirà un milione di firme in almeno 7 Paesi UE.
    Seguici per tutti gli aggiornamenti e scopri come partecipare su actionnetwork.org/forms/right- 💜

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Casa #EmergenzaAbitativa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  9. Tajani, ci sei? Ti sei dimenticato di quando Berlusconi si commuoveva per lo sbarco degli albanesi in Italia?

    Siete riusciti a rinnegare persino le posizioni del vostro leader. E oggi governate con Giorgia Meloni.

    Gli elettori, però, hanno memoria.
    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.

    #Tajani #Berlusconi #Immigrazione #ForzaItalia #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  10. È giusto che ci siano garanzie per i parlamentari, ma queste garanzie non dovrebbero impedire alla magistratura di verificare elementi ritenuti rilevanti per un’indagine.

    Il 5 agosto, infatti, la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta antimafia legata al clan Senese.

    Delmastro non è indagato e sostiene che quei messaggi dimostrino la sua totale estraneità. E allora il paradosso è evidente: se possono chiarire i fatti, perché impedire ai magistrati di verificarli?

    L’articolo 68 della Costituzione tutela la corrispondenza dei parlamentari, certo. Ma, come ha osservato anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, non spetta al Parlamento stabilire se un’indagine sia fondata.

    È qui che una garanzia rischia di trasformarsi in uno scudo contro l’accertamento giudiziario.

    E la questione non è nemmeno garantismo contro giustizialismo: è se una garanzia costituzionale possa essere piegata fino a diventare un ostacolo alla ricerca della verità.

    E il 5 agosto la maggioranza ha scelto di proteggere Delmastro a priori, anziché aiutare la magistratura a fare chiarezza.

    Con @MattiaFontanaEU

    #AndreaDelmastro #Antimafia #ClanSenese #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  11. Il caldo estremo non è più un’eccezione: è diventato un rischio concreto, anche sul lavoro.

    Nell’Unione europea quasi 1 lavoratore su 5 è esposto a temperature elevate durante l’attività lavorativa: e chi lavora nei campi, nei cantieri, per strada, nei magazzini o nei servizi di emergenza spesso non può semplicemente “mettersi al fresco”.

    La crisi climatica infatti sta cambiando anche le condizioni in cui lavoriamo. Per questo la sicurezza non può dipendere dal settore, dal contratto o dal luogo in cui si vive: servono regole comuni per prevenire lo stress termico, garantendo acqua, pause, ombra, orari adeguati alle temperature, la sospensione del lavoro quando il rischio diventa troppo alto e, dove possibile, il ricorso al lavoro da remoto.

    Servono tutele comuni in tutta Europa e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute, anche attraverso la settimana di 32 ore a parità di salario.

    Nessuno dovrebbe rischiare la propria salute, o la propria vita, per guadagnarsi da vivere.
    Non è questa l’Europa che vuole Volt.

    #CaldoEstremo #SicurezzaSulLavoro #CrisiClimatica #DirittiDeiLavoratori #Lavoro #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  12. Nel 2018 Giorgia Meloni impazziva all’idea che qualcuno pensasse che «abbiamo bisogno degli immigrati».

    Oggi il governo più a destra che l’Italia abbia mai avuto (finora) programma 949.550 ingressi regolari di lavoratori non comunitari tra il 2023 e il 2028.

    La realtà, anche stavolta, ha bussato alla porta, ed è quella che Volt indica da sempre: servono canali sicuri e legali e una politica europea comune capace di governare gli ingressi, rispondere ai bisogni reali, e sottrarre finalmente l’immigrazione alla propaganda, al lavoro nero e allo sfruttamento.

    #GiorgiaMeloni #Immigrazione #DecretoFlussi #PoliticaItaliana #LavoratoriStranieri #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  13. Meloni l’europeista a Lampedusa: «È un problema di tutta Europa».

    Meloni la sovranista davanti a Ceuta: «Fatti loro».

    Ma si sa: l’europeismo di comodo di Meloni finisce sempre al confine italiano.

    #GiorgiaMeloni #Lampedusa #Ceuta #Migrazioni #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  14. Per anni l’Europa ha affidato la difesa agli Stati Uniti, la politica estera ai veti nazionali e la pace alla speranza che le minacce scomparissero da sole.

    Non è accaduto. La Russia ha trasformato l’aggressione all’Ucraina in una guerra contro l’ordine europeo, mentre l’incertezza americana ha reso evidente ciò che continuiamo a rimandare: un continente che dipende da altri per difendersi non è davvero sovrano.

    Spendere di più non basta, se ventisette governi acquistano, pianificano e decidono separatamente: servono una difesa comune europea, investimenti congiunti, un’industria coordinata e una politica estera liberata dal diritto di veto. E serve sostenere l’Ucraina fino a una pace giusta, perché premiare l’aggressore oggi significa preparare la prossima guerra domani.

    L’Europa non deve scegliere tra la pace e la forza: deve costruire la forza necessaria a proteggere la pace, la democrazia e il proprio futuro. È tempo che l'Europa diventi adulta anche sul piano geopolitico.

    #Europa #Ucraina #Geopolitica #DifesaEuropea #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  15. Confine immaginario, minaccia inventata. Quando l’Italia annunciava la reintroduzione dei controlli sugli arrivi dalla Spagna, nessuna delle persone entrate a Ceuta aveva raggiunto l’Europa continentale e, già quella sera, 48.300 erano rientrate volontariamente in Marocco: più del doppio dei rimpatri effettivamente eseguiti dall’Italia dall’insediamento del governo Meloni.

    Alla prossima crisi migratoria in Italia, speriamo che Sánchez non ci riservi la stessa vergognosa mancanza di solidarietà mostrata oggi da Meloni verso la Spagna.

    #Schengen #Ceuta #Immigrazione #Spagna #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  16. «Le agenzie di rating sono private e non lavorano al servizio dei cittadini». O almeno così diceva Giorgia Meloni qualche anno fa.

    Oggi, invece, tornano utilissime per celebrare il suo Governo: quello senza salario minimo, con lavoratori sempre meno tutelati e una sanità pubblica al collasso.

    Quando i giudizi sono negativi, non contano. Quando fanno comodo, diventano propaganda.

    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.

    #GiorgiaMeloni #AgenzieDiRating #SalarioMinimo #SanitàPubblica #GovernoMeloni #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  17. A Ceuta, territorio spagnolo in Nord Africa, migliaia di persone hanno tentato di raggiungere l’Europa a nuoto dal Marocco. Almeno diciotto sono morte.

    Di fronte alla crisi, il governo italiano ha scelto lo sciacallaggio: Antonio Tajani ha minacciato di chiudere Schengen con la Spagna e ha accusato Madrid di aver dato la «cittadinanza spagnola, quindi europea» a oltre 500mila migranti irregolari.

    È falso.

    Il governo Sánchez ha aperto una regolarizzazione straordinaria: un permesso di soggiorno e lavoro per chi viveva già in Spagna prima del 1º gennaio 2026. Le domande si sono chiuse il 30 giugno: chi attraversa il confine non può beneficiarne.

    Il capo della diplomazia italiana ha dunque inventato una cittadinanza inesistente e un nesso causale che non regge.

    Eppure il governo Meloni ha programmato l’ingresso di 497.550 lavoratori stranieri tra il 2026 e il 2028: necessari quando servono alle imprese, pericolosi quando servono alla propaganda contro Sánchez.

    Non è politica estera. È sciacallaggio politico.

    Ceuta mostra il fallimento di un’Europa senza una gestione comune delle frontiere, canali legali e solidarietà tra gli Stati: inventare un nemico a Madrid è più facile.

    #Ceuta #Migrazioni #Schengen #Tajani #FactChecking #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  18. Il 30 luglio 2026 l'umanità esaurisce il bilancio ecologico che la Terra è in grado di produrre in dodici mesi.
    Da oggi ogni risorsa che consumiamo non viene più rigenerata: la stiamo sottraendo agli anni a venire. Il Global Footprint Network calcola che stiamo prelevando dal pianeta il 73% in più di quanto riesca a rigenerare, l'equivalente di 1,73 pianeti Terra: è il livello di sovrasfruttamento più alto mai registrato nella storia di questo indicatore.

    L’Earth Overshoot Day è la misura concreta di un modello economico che consuma suolo, energia e materie prime più velocemente di quanto gli ecosistemi possano ricostituirli.

    Non basta chiedere alle persone di cambiare le proprie abitudini mentre continuiamo a finanziare i combustibili fossili, ad alimentare gli sprechi e a produrre beni destinati a durare sempre meno.

    Serve una risposta politica europea: energie pulite, trasporto pubblico accessibile, edifici efficienti, economia circolare, tutela della biodiversità e una fiscalità capace di disincentivare lo spreco di risorse.

    Il pianeta non aspetta i tempi della politica: siamo noi a dover cambiare sistema, prima che i danni agli ecosistemi diventino irreversibili.

    #EarthOvershootDay #CrisiClimatica #TransizioneEcologica #GiustiziaClimatica #DebitoEcologico #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  19. Quest’estate, prenditi il tempo di andare oltre gli slogan e le semplificazioni 🔥

    La politica ha bisogno di domande, dati, confronto e proposte da comprendere, discutere e anche criticare. Per questo Volt Italia ha scelto di raccontarla attraverso due podcast diversi e complementari.

    Con Purple Pills approfondiamo il programma e le proposte di Volt, partendo dai problemi, dalle cause e dalle soluzioni che vogliamo costruire per l’Italia e per l’Europa.

    Con Volt Incontra apriamo il confronto con esperte, esperti, amministratrici, amministratori e realtà della società civile, raccogliendo esperienze e punti di vista capaci di arricchire il dibattito pubblico.

    Ascolta il podcast Purple Pills su Spotify:
    open.spotify.com/show/033AwKjD

    Guarda le video interviste del podcast Volt Incontra su YouTube:
    youtube.com/playlist?list=PLVc

    Poi dicci cosa ne pensi: una politica migliore comincia anche dall’ascolto 💜

    #PodcastItaliani #PodcastPolitica #PoliticaItaliana #Informazione #Approfondimento #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  20. Un curriculum non perde valore quando emerge una disabilità.

    Eppure, nel mercato del lavoro italiano, competenze ed esperienza vengono ancora oscurate da supposizioni su produttività, costi o autonomia: e quando questi pregiudizi condizionano una selezione, è discriminazione.

    La legge 68/1999 non serve soltanto a rispettare delle quote: prevede il collocamento mirato, cioè la valutazione delle capacità della persona, delle mansioni, dell’ambiente di lavoro e dei sostegni necessari.

    Ma una norma funziona davvero soltanto quando cambia anche la cultura di chi assume.

    Secondo l’OCSE, nel periodo 2018-2021 in Italia lavorava il 36% delle persone con disabilità, contro il 60,1% di quelle senza disabilità; il 55,8% risultava inattivo.

    Non è carenza di talento: è il risultato di barriere, pregiudizi e accomodamenti ragionevoli ancora troppo spesso negati.

    Servono selezioni fondate sulle competenze, luoghi accessibili e organizzazioni capaci di rimuovere gli ostacoli: come Volt Italia vogliamo un Paese in cui dichiarare una disabilità non chiuda una porta, ma apra un confronto su come lavorare bene, insieme.

    Leggi la nostra proposta sulla disabilità ed entra a far parte del cambiamento!

    #Disabilità #Lavoro #Inclusione #Diritti #PariOpportunità #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  21. Il Governo italiano ha approvato il DDL sull’imputabilità dei minori: per ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni la capacità di intendere e di volere non partirebbe più da un accertamento caso per caso, ma sarebbe presunta fino a prova contraria.

    Il paradosso è evidente: quando si tratta di punire, a 16 anni sei considerato abbastanza maturo da rispondere penalmente delle tue azioni. Quando invece si parla di voto, partecipazione e diritti politici, per la stessa maggioranza sei ancora “troppo immaturo” per decidere del tuo futuro.

    Volt Italia dice basta a questo doppio standard: il senso di responsabilità non si costruisce riempiendo le carceri né usando i giovani come capro espiatorio della propaganda sulla sicurezza. Si costruisce investendo in scuola, prevenzione, giustizia minorile, percorsi educativi e partecipazione democratica.

    Per questo vogliamo il voto a 16 anni: chi è chiamato a rispondere delle proprie scelte deve anche poter contribuire alle scelte del Paese.

    Cosa ne pensi? Scrivicelo nei commenti!

    #VotoA16Anni #Giovani #PoliticaItaliana #Diritti #GiustiziaMinorile #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  22. Quando una persona muore o resta gravemente ferita durante un intervento delle forze dell’ordine, lo Stato deve garantire che le prove siano raccolte da investigatori indipendenti dalla forza di polizia coinvolta nei fatti.

    La morte di Abderrahim Fakir a Bologna ha infatti riaperto una domanda che in Italia ritorna dopo ogni caso simile: come accertare i fatti senza assoluzioni preventive né processi sommari contro gli agenti?

    La magistratura deve continuare a dirigere le indagini e ad accertare le responsabilità penali. Tuttavia l’Italia non dispone ancora di un organismo civile indipendente con investigatori propri, capace di intervenire subito, conservare la scena, acquisire filmati, comunicazioni e referti e ascoltare testimoni e operatori senza dipendere dall’apparato interessato.

    Volt Italia propone perciò di colmare questo vuoto con un’Autorità indipendente, ispirata alle esperienze dell’Irlanda del Nord e di Inghilterra e Galles.

    Non sarebbe un tribunale parallelo né uno strumento contro la polizia: sarebbe una garanzia per chi denuncia un abuso, per gli agenti che hanno agito correttamente e per la credibilità dello Stato.

    Perché quanto più è forte il potere dello Stato, tanto più deve essere indipendente chi lo controlla.

    #ForzeDellOrdine #DirittiUmani #Giustizia #Volt #VoltItalia #VoltEuropa