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#voltitalia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #voltitalia, aggregated by home.social.

  1. Una casa non è solo quattro mura: è la possibilità di studiare, lavorare, costruirsi una famiglia, lasciare quella dei genitori, vivere da soli, restare nella propria città: e quando abitare diventa troppo caro, tutto il resto diventa praticamente impossibile.

    E non è una legge di natura: è il risultato di scelte politiche che per anni hanno lasciato il diritto alla casa in secondo piano rispetto alla rendita, alla speculazione e a un mercato sempre meno accessibile.

    Per questo vogliamo portare questa battaglia anche a livello europeo: la crisi abitativa riguarda città diverse, ma attraversa tutta Europa, dunque servono anche strumenti europei capaci di affiancare Comuni e Stati e di mettere finalmente l’accessibilità della casa al centro delle politiche pubbliche.

    Con “Diritto all’abitare! Ora e per sempre” possiamo trasformare questa richiesta in pressione politica concreta.

    Non chiediamo un favore: chiediamo che poter vivere in una casa torni a essere normale.

    Aiutaci a farlo.
    Firma ora su dirittoallacasa.eu. 💜💛

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #HousingCrisis #IniziativaDeiCittadiniEuropei #PoliticheAbitative #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  2. Una casa non è solo quattro mura: è la possibilità di studiare, lavorare, costruirsi una famiglia, lasciare quella dei genitori, vivere da soli, restare nella propria città: e quando abitare diventa troppo caro, tutto il resto diventa praticamente impossibile.

    E non è una legge di natura: è il risultato di scelte politiche che per anni hanno lasciato il diritto alla casa in secondo piano rispetto alla rendita, alla speculazione e a un mercato sempre meno accessibile.

    Per questo vogliamo portare questa battaglia anche a livello europeo: la crisi abitativa riguarda città diverse, ma attraversa tutta Europa, dunque servono anche strumenti europei capaci di affiancare Comuni e Stati e di mettere finalmente l’accessibilità della casa al centro delle politiche pubbliche.

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  3. Una casa non è solo quattro mura: è la possibilità di studiare, lavorare, costruirsi una famiglia, lasciare quella dei genitori, vivere da soli, restare nella propria città: e quando abitare diventa troppo caro, tutto il resto diventa praticamente impossibile.

    E non è una legge di natura: è il risultato di scelte politiche che per anni hanno lasciato il diritto alla casa in secondo piano rispetto alla rendita, alla speculazione e a un mercato sempre meno accessibile.

    Per questo vogliamo portare questa battaglia anche a livello europeo: la crisi abitativa riguarda città diverse, ma attraversa tutta Europa, dunque servono anche strumenti europei capaci di affiancare Comuni e Stati e di mettere finalmente l’accessibilità della casa al centro delle politiche pubbliche.

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  4. Una casa non è solo quattro mura: è la possibilità di studiare, lavorare, costruirsi una famiglia, lasciare quella dei genitori, vivere da soli, restare nella propria città: e quando abitare diventa troppo caro, tutto il resto diventa praticamente impossibile.

    E non è una legge di natura: è il risultato di scelte politiche che per anni hanno lasciato il diritto alla casa in secondo piano rispetto alla rendita, alla speculazione e a un mercato sempre meno accessibile.

    Per questo vogliamo portare questa battaglia anche a livello europeo: la crisi abitativa riguarda città diverse, ma attraversa tutta Europa, dunque servono anche strumenti europei capaci di affiancare Comuni e Stati e di mettere finalmente l’accessibilità della casa al centro delle politiche pubbliche.

    Con “Diritto all’abitare! Ora e per sempre” possiamo trasformare questa richiesta in pressione politica concreta.

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  5. Una casa non è solo quattro mura: è la possibilità di studiare, lavorare, costruirsi una famiglia, lasciare quella dei genitori, vivere da soli, restare nella propria città: e quando abitare diventa troppo caro, tutto il resto diventa praticamente impossibile.

    E non è una legge di natura: è il risultato di scelte politiche che per anni hanno lasciato il diritto alla casa in secondo piano rispetto alla rendita, alla speculazione e a un mercato sempre meno accessibile.

    Per questo vogliamo portare questa battaglia anche a livello europeo: la crisi abitativa riguarda città diverse, ma attraversa tutta Europa, dunque servono anche strumenti europei capaci di affiancare Comuni e Stati e di mettere finalmente l’accessibilità della casa al centro delle politiche pubbliche.

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  6. Secondo un’inchiesta di Haaretz, confermata da una fonte emiratina, Netanyahu fu avvertito 10 giorni prima del 7 ottobre che Hamas preparava un’offensiva. Perché non informò i vertici della sicurezza israeliana?
    Era davvero un piano per creare il pretesto per giustificare il genocidio a Gaza?
    E in Occidente c’è ancora chi lo difende invece di chiedere che risponda all’Aia.

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

    #Netanyahu #Gaza #Israele #Palestina #7Ottobre #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  7. Continua lo sciacallaggio di Bignami, Fratelli d’Italia, sulla memoria di Paolo Borsellino.

    Poi sostiene che “la sinistra” avrebbe eletto Scalfaro e che, da Presidente, avrebbe scarcerato 300 mafiosi. Peccato che Scalfaro fosse DC, eletto dal Parlamento con un consenso trasversale, e che i 334 mancati rinnovi del 41-bis furono decisi dal ministro Conso: nessuna scarcerazione ordinata dal Quirinale.

    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

    #Borsellino #Bignami #FratelliDItalia #41bis #Antimafia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  8. Continua lo sciacallaggio di Bignami, Fratelli d’Italia, sulla memoria di Paolo Borsellino.

    Poi sostiene che “la sinistra” avrebbe eletto Scalfaro e che, da Presidente, avrebbe scarcerato 300 mafiosi. Peccato che Scalfaro fosse DC, eletto dal Parlamento con un consenso trasversale, e che i 334 mancati rinnovi del 41-bis furono decisi dal ministro Conso: nessuna scarcerazione ordinata dal Quirinale.

    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

    #Borsellino #Bignami #FratelliDItalia #41bis #Antimafia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  9. Continua lo sciacallaggio di Bignami, Fratelli d’Italia, sulla memoria di Paolo Borsellino.

    Poi sostiene che “la sinistra” avrebbe eletto Scalfaro e che, da Presidente, avrebbe scarcerato 300 mafiosi. Peccato che Scalfaro fosse DC, eletto dal Parlamento con un consenso trasversale, e che i 334 mancati rinnovi del 41-bis furono decisi dal ministro Conso: nessuna scarcerazione ordinata dal Quirinale.

    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

    #Borsellino #Bignami #FratelliDItalia #41bis #Antimafia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  10. Continua lo sciacallaggio di Bignami, Fratelli d’Italia, sulla memoria di Paolo Borsellino.

    Poi sostiene che “la sinistra” avrebbe eletto Scalfaro e che, da Presidente, avrebbe scarcerato 300 mafiosi. Peccato che Scalfaro fosse DC, eletto dal Parlamento con un consenso trasversale, e che i 334 mancati rinnovi del 41-bis furono decisi dal ministro Conso: nessuna scarcerazione ordinata dal Quirinale.

    E tu, te lo ricordi?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

    #Borsellino #Bignami #FratelliDItalia #41bis #Antimafia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  11. È giusto che ci siano garanzie per i parlamentari, ma queste garanzie non dovrebbero impedire alla magistratura di verificare elementi ritenuti rilevanti per un’indagine.

    Il 5 agosto, infatti, la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta antimafia legata al clan Senese.

    Delmastro non è indagato e sostiene che quei messaggi dimostrino la sua totale estraneità. E allora il paradosso è evidente: se possono chiarire i fatti, perché impedire ai magistrati di verificarli?

    L’articolo 68 della Costituzione tutela la corrispondenza dei parlamentari, certo. Ma, come ha osservato anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, non spetta al Parlamento stabilire se un’indagine sia fondata.

    È qui che una garanzia rischia di trasformarsi in uno scudo contro l’accertamento giudiziario.

    E la questione non è nemmeno garantismo contro giustizialismo: è se una garanzia costituzionale possa essere piegata fino a diventare un ostacolo alla ricerca della verità.

    E il 5 agosto la maggioranza ha scelto di proteggere Delmastro a priori, anziché aiutare la magistratura a fare chiarezza.

    Con @MattiaFontanaEU

    #AndreaDelmastro #Antimafia #ClanSenese #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  12. È giusto che ci siano garanzie per i parlamentari, ma queste garanzie non dovrebbero impedire alla magistratura di verificare elementi ritenuti rilevanti per un’indagine.

    Il 5 agosto, infatti, la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta antimafia legata al clan Senese.

    Delmastro non è indagato e sostiene che quei messaggi dimostrino la sua totale estraneità. E allora il paradosso è evidente: se possono chiarire i fatti, perché impedire ai magistrati di verificarli?

    L’articolo 68 della Costituzione tutela la corrispondenza dei parlamentari, certo. Ma, come ha osservato anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, non spetta al Parlamento stabilire se un’indagine sia fondata.

    È qui che una garanzia rischia di trasformarsi in uno scudo contro l’accertamento giudiziario.

    E la questione non è nemmeno garantismo contro giustizialismo: è se una garanzia costituzionale possa essere piegata fino a diventare un ostacolo alla ricerca della verità.

    E il 5 agosto la maggioranza ha scelto di proteggere Delmastro a priori, anziché aiutare la magistratura a fare chiarezza.

    Con @MattiaFontanaEU

    #AndreaDelmastro #Antimafia #ClanSenese #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  13. È giusto che ci siano garanzie per i parlamentari, ma queste garanzie non dovrebbero impedire alla magistratura di verificare elementi ritenuti rilevanti per un’indagine.

    Il 5 agosto, infatti, la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta antimafia legata al clan Senese.

    Delmastro non è indagato e sostiene che quei messaggi dimostrino la sua totale estraneità. E allora il paradosso è evidente: se possono chiarire i fatti, perché impedire ai magistrati di verificarli?

    L’articolo 68 della Costituzione tutela la corrispondenza dei parlamentari, certo. Ma, come ha osservato anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, non spetta al Parlamento stabilire se un’indagine sia fondata.

    È qui che una garanzia rischia di trasformarsi in uno scudo contro l’accertamento giudiziario.

    E la questione non è nemmeno garantismo contro giustizialismo: è se una garanzia costituzionale possa essere piegata fino a diventare un ostacolo alla ricerca della verità.

    E il 5 agosto la maggioranza ha scelto di proteggere Delmastro a priori, anziché aiutare la magistratura a fare chiarezza.

    Con @MattiaFontanaEU

    #AndreaDelmastro #Antimafia #ClanSenese #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  14. È giusto che ci siano garanzie per i parlamentari, ma queste garanzie non dovrebbero impedire alla magistratura di verificare elementi ritenuti rilevanti per un’indagine.

    Il 5 agosto, infatti, la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta antimafia legata al clan Senese.

    Delmastro non è indagato e sostiene che quei messaggi dimostrino la sua totale estraneità. E allora il paradosso è evidente: se possono chiarire i fatti, perché impedire ai magistrati di verificarli?

    L’articolo 68 della Costituzione tutela la corrispondenza dei parlamentari, certo. Ma, come ha osservato anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, non spetta al Parlamento stabilire se un’indagine sia fondata.

    È qui che una garanzia rischia di trasformarsi in uno scudo contro l’accertamento giudiziario.

    E la questione non è nemmeno garantismo contro giustizialismo: è se una garanzia costituzionale possa essere piegata fino a diventare un ostacolo alla ricerca della verità.

    E il 5 agosto la maggioranza ha scelto di proteggere Delmastro a priori, anziché aiutare la magistratura a fare chiarezza.

    Con @MattiaFontanaEU

    #AndreaDelmastro #Antimafia #ClanSenese #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  15. È giusto che ci siano garanzie per i parlamentari, ma queste garanzie non dovrebbero impedire alla magistratura di verificare elementi ritenuti rilevanti per un’indagine.

    Il 5 agosto, infatti, la maggioranza ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta antimafia legata al clan Senese.

    Delmastro non è indagato e sostiene che quei messaggi dimostrino la sua totale estraneità. E allora il paradosso è evidente: se possono chiarire i fatti, perché impedire ai magistrati di verificarli?

    L’articolo 68 della Costituzione tutela la corrispondenza dei parlamentari, certo. Ma, come ha osservato anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, non spetta al Parlamento stabilire se un’indagine sia fondata.

    È qui che una garanzia rischia di trasformarsi in uno scudo contro l’accertamento giudiziario.

    E la questione non è nemmeno garantismo contro giustizialismo: è se una garanzia costituzionale possa essere piegata fino a diventare un ostacolo alla ricerca della verità.

    E il 5 agosto la maggioranza ha scelto di proteggere Delmastro a priori, anziché aiutare la magistratura a fare chiarezza.

    Con @MattiaFontanaEU

    #AndreaDelmastro #Antimafia #ClanSenese #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  16. Il Parlamento europeo ha votato su una questione delicata per la privacy digitale. Non un via libera pieno, ma nemmeno un secco no: l’Aula ha emendato la proposta, restringendo la deroga ePrivacy ed escludendo le comunicazioni protette dalla crittografia da un capo all’altro.

    A marzo la proroga era stata respinta; poi il PPE, di cui fa parte Forza Italia, ha spinto per riaprire il fascicolo con una procedura d’urgenza contestata.

    Oggi 314 eurodeputati, compresi quelli di Volt, hanno votato per respingere il testo, contro 276. Ma in seconda lettura servivano 360 voti. Gli emendamenti hanno impedito che la posizione del Consiglio diventasse legge così com’era.

    Ora il testo torna al Consiglio: se accetterà le modifiche, sarà adottato; altrimenti si aprirà la conciliazione.

    È un risultato importante, ma provvisorio. Il voto riguardava Chat Control 1.0; la partita decisiva resta Chat Control 2.0.

    Proteggere i minori è un dovere, ma la sorveglianza generalizzata non è la soluzione.

    #ChatControl #PrivacyDigitale #Crittografia #DirittiDigitali #SorveglianzaDiMassa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  17. Proteggere i minori online è un dovere. Ma non si combatte un crimine gravissimo rendendo le comunicazioni private di milioni di persone uno spazio sottoposto a controlli automatici.

    Il 9 luglio il Parlamento europeo voterà sul ripristino fino al 3 aprile 2028 della deroga alla direttiva ePrivacy, scaduta il 3 aprile: la misura consentirebbe ai fornitori di servizi di analizzare volontariamente messaggi e altri contenuti per individuare materiale di abuso sessuale su minori.

    Il Garante europeo della protezione dei dati ha avvertito che l’attuale impianto non offre garanzie sufficienti contro controlli generali e indiscriminati e presenta incertezze sulla base giuridica del trattamento dei dati.

    La lotta agli abusi deve essere efficace, mirata e sottoposta a garanzie rigorose: non può diventare il precedente con cui si indebolisce la riservatezza delle comunicazioni di tutte e tutti.

    Volt ha votato contro la procedura d’urgenza: il 9 luglio il Parlamento deve fermare Chat Control.

    #ChatControl #PrivacyDigitale #DirittiDigitali #SorveglianzaDiMassa #FermateChatControl #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  18. In Albania, il governo di Edi Rama ha aperto la strada a un maxi resort di lusso legato a Jared Kushner, genero di Trump, tra Sazan, Zvërnec e la Laguna di Narta: aree di enorme valore ambientale, paesaggistico e collettivo.

    Il progetto viene raccontato come “sviluppo”, ma troppo spesso questa parola serve a coprire la stessa vecchia logica: privatizzare beni comuni, recintare territori, consegnare pezzi di costa a chi ha capitale e relazioni politiche.

    Non è progresso se una spiaggia diventa accessibile solo a chi può pagare. Non è modernizzazione se aree protette vengono distrutte per gli interessi di pochi. Non è Europa se mancano trasparenza, partecipazione e rispetto dello Stato di diritto.

    Lo vediamo anche in Italia con le concessioni balneari: per anni il mare, che dovrebbe essere un bene pubblico, è stato trattato come una rendita privata da difendere contro regole, concorrenza e trasparenza.

    Per questo Volt è al fianco di chi protesta in Albania. Perché il Mediterraneo non è una vetrina immobiliare per miliardari. È ambiente, accesso pubblico, comunità, futuro.

    Occhi puntati sull’Albania.

    #Albania #JaredKushner #BeniComuni #SpiaggePubbliche #Ambiente #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  19. Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda da dove nasce la propria democrazia.

    Anche quest’anno Volt era in piazza, da Torino a Napoli, da Milano a Roma, da Bologna a Venezia, per la libertà, la democrazia, il pluralismo e i valori della Resistenza.

    Non ignoriamo le tensioni emerse durante alcune manifestazioni: bandiere contestate, persone allontanate, scontri e provocazioni, fino all’episodio di Roma, dove due iscritti ANPI sono stati feriti con una pistola ad aria compressa. Episodi che non dovrebbero trovare spazio in una giornata nata per celebrare la Liberazione dal nazifascismo.

    Proprio per questo, per noi celebrare il 25 aprile resta necessario: perché difendere oggi i valori della Resistenza significa rifiutare ogni autoritarismo, ogni imperialismo, ogni oppressione, ogni nuova forma di fascismo e ogni tentativo di zittire chi difende la libertà.

    Ieri eravamo in piazza.
    E continueremo a esserci. Sempre.

    #25Aprile #FestaDellaLiberazione #Resistenza #Antifascismo #Democrazia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  20. Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda da dove nasce la propria democrazia.

    Anche quest’anno Volt era in piazza, da Torino a Napoli, da Milano a Roma, da Bologna a Venezia, per la libertà, la democrazia, il pluralismo e i valori della Resistenza.

    Non ignoriamo le tensioni emerse durante alcune manifestazioni: bandiere contestate, persone allontanate, scontri e provocazioni, fino all’episodio di Roma, dove due iscritti ANPI sono stati feriti con una pistola ad aria compressa. Episodi che non dovrebbero trovare spazio in una giornata nata per celebrare la Liberazione dal nazifascismo.

    Proprio per questo, per noi celebrare il 25 aprile resta necessario: perché difendere oggi i valori della Resistenza significa rifiutare ogni autoritarismo, ogni imperialismo, ogni oppressione, ogni nuova forma di fascismo e ogni tentativo di zittire chi difende la libertà.

    Ieri eravamo in piazza.
    E continueremo a esserci. Sempre.

    #25Aprile #FestaDellaLiberazione #Resistenza #Antifascismo #Democrazia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  21. Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda da dove nasce la propria democrazia.

    Anche quest’anno Volt era in piazza, da Torino a Napoli, da Milano a Roma, da Bologna a Venezia, per la libertà, la democrazia, il pluralismo e i valori della Resistenza.

    Non ignoriamo le tensioni emerse durante alcune manifestazioni: bandiere contestate, persone allontanate, scontri e provocazioni, fino all’episodio di Roma, dove due iscritti ANPI sono stati feriti con una pistola ad aria compressa. Episodi che non dovrebbero trovare spazio in una giornata nata per celebrare la Liberazione dal nazifascismo.

    Proprio per questo, per noi celebrare il 25 aprile resta necessario: perché difendere oggi i valori della Resistenza significa rifiutare ogni autoritarismo, ogni imperialismo, ogni oppressione, ogni nuova forma di fascismo e ogni tentativo di zittire chi difende la libertà.

    Ieri eravamo in piazza.
    E continueremo a esserci. Sempre.

    #25Aprile #FestaDellaLiberazione #Resistenza #Antifascismo #Democrazia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  22. Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda da dove nasce la propria democrazia.

    Anche quest’anno Volt era in piazza, da Torino a Napoli, da Milano a Roma, da Bologna a Venezia, per la libertà, la democrazia, il pluralismo e i valori della Resistenza.

    Non ignoriamo le tensioni emerse durante alcune manifestazioni: bandiere contestate, persone allontanate, scontri e provocazioni, fino all’episodio di Roma, dove due iscritti ANPI sono stati feriti con una pistola ad aria compressa. Episodi che non dovrebbero trovare spazio in una giornata nata per celebrare la Liberazione dal nazifascismo.

    Proprio per questo, per noi celebrare il 25 aprile resta necessario: perché difendere oggi i valori della Resistenza significa rifiutare ogni autoritarismo, ogni imperialismo, ogni oppressione, ogni nuova forma di fascismo e ogni tentativo di zittire chi difende la libertà.

    Ieri eravamo in piazza.
    E continueremo a esserci. Sempre.

    #25Aprile #FestaDellaLiberazione #Resistenza #Antifascismo #Democrazia #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  23. Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda da dove nasce la propria democrazia.

    Anche quest’anno Volt era in piazza, da Torino a Napoli, da Milano a Roma, da Bologna a Venezia, per la libertà, la democrazia, il pluralismo e i valori della Resistenza.

    Non ignoriamo le tensioni emerse durante alcune manifestazioni: bandiere contestate, persone allontanate, scontri e provocazioni, fino all’episodio di Roma, dove due iscritti ANPI sono stati feriti con una pistola ad aria compressa. Episodi che non dovrebbero trovare spazio in una giornata nata per celebrare la Liberazione dal nazifascismo.

    Proprio per questo, per noi celebrare il 25 aprile resta necessario: perché difendere oggi i valori della Resistenza significa rifiutare ogni autoritarismo, ogni imperialismo, ogni oppressione, ogni nuova forma di fascismo e ogni tentativo di zittire chi difende la libertà.

    Ieri eravamo in piazza.
    E continueremo a esserci. Sempre.

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  24. Tra il processo Visibilia per falso in bilancio e il caso INPS, Daniela Santanchè avrebbe dovuto farsi da parte da tempo.
    Finalmente anche Meloni, chissà perché proprio ora, si unisce alle opposizioni nel chiederne le dimissioni.
    Meglio tardi che mai, ma sempre troppo tardi.

    #DanielaSantanche #Meloni #PoliticaItaliana #CrisiDiGoverno #DimissioniSubito #Volt #VoltItalia