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#voltitalia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #voltitalia, aggregated by home.social.

  1. 🟣 Il 7 e l’8 novembre ci ritroviamo a Genova per l’Assemblea Generale di Volt Italia!

    Da tutta Italia, per discutere del futuro di Volt, delle battaglie che vogliamo portare avanti e del percorso verso le elezioni politiche del 2027, a partire dalla scelta dei nostri candidati di punta!

    Due giorni per confrontarci, scegliere insieme dove vogliamo andare e ripartire con nuove idee 😎

    L’Assemblea è aperta a chiunque, non solo ai membri di Volt!

    🎟 Biglietto a 30 euro fino a metà ottobre:
    buy.stripe.com/5kQ6oH7Tg4TYeJ0

    💜 E puoi anche scegliere di donare un biglietto sospeso a chi non può permetterselo 💜

    Ci vediamo a Genova?

    #Genova #PoliticaItaliana #Politiche2027 #PartecipazionePolitica #AssembleaGenerale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  2. 🟣 Il 7 e l’8 novembre ci ritroviamo a Genova per l’Assemblea Generale di Volt Italia!

    Da tutta Italia, per discutere del futuro di Volt, delle battaglie che vogliamo portare avanti e del percorso verso le elezioni politiche del 2027, a partire dalla scelta dei nostri candidati di punta!

    Due giorni per confrontarci, scegliere insieme dove vogliamo andare e ripartire con nuove idee 😎

    L’Assemblea è aperta a chiunque, non solo ai membri di Volt!

    🎟 Biglietto a 30 euro fino a metà ottobre:
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    💜 E puoi anche scegliere di donare un biglietto sospeso a chi non può permetterselo 💜

    Ci vediamo a Genova?

    #Genova #PoliticaItaliana #Politiche2027 #PartecipazionePolitica #AssembleaGenerale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  3. 🟣 Il 7 e l’8 novembre ci ritroviamo a Genova per l’Assemblea Generale di Volt Italia!

    Da tutta Italia, per discutere del futuro di Volt, delle battaglie che vogliamo portare avanti e del percorso verso le elezioni politiche del 2027, a partire dalla scelta dei nostri candidati di punta!

    Due giorni per confrontarci, scegliere insieme dove vogliamo andare e ripartire con nuove idee 😎

    L’Assemblea è aperta a chiunque, non solo ai membri di Volt!

    🎟 Biglietto a 30 euro fino a metà ottobre:
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    💜 E puoi anche scegliere di donare un biglietto sospeso a chi non può permetterselo 💜

    Ci vediamo a Genova?

    #Genova #PoliticaItaliana #Politiche2027 #PartecipazionePolitica #AssembleaGenerale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  4. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  6. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  7. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  8. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  9. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  10. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  11. Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
    Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
    A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
    A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
    A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
    E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
    Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.

    #CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  12. Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
    Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
    A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
    A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
    A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
    E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
    Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.

    #CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  13. Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
    Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
    A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
    A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
    A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
    E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
    Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.

    #CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  14. Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
    Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
    A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
    A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
    A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
    E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
    Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.

    #CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  15. Se per vendere un croissant serve un ufficio compliance, abbiamo un problema.

    Ridurre gli imballaggi, produrre meno rifiuti e costruire un’economia circolare sono obiettivi europei che Volt Europa sostiene: ma la transizione ecologica funziona solo se le regole sono semplici, proporzionate e davvero comuni in tutto il mercato unico.

    Oggi una piccola impresa che vende oltre confine può trovarsi a gestire adempimenti nazionali e costi amministrativi che per una multinazionale sono facilmente assorbibili, ma per un panettiere o una microimpresa possono diventare un ostacolo enorme. La stessa Commissione europea ha riconosciuto il problema, proponendo di sospendere fino al 2035 l’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore nelle vendite transfrontaliere all’interno dell’UE.

    Per noi la risposta non è abbassare gli standard ambientali, ma fare meglio l’Europa: regole comuni nel mercato unico, meno duplicazioni nazionali e più spazio per imprese e innovazione.

    Più sostenibilità. Meno burocrazia inutile. Un’Europa che funziona, esattamente dove serve! 🇪🇺

    #PiccoleImprese #Burocrazia #MercatoUnico #EconomiaCircolare #Imballaggi #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  16. Se per vendere un croissant serve un ufficio compliance, abbiamo un problema.

    Ridurre gli imballaggi, produrre meno rifiuti e costruire un’economia circolare sono obiettivi europei che Volt Europa sostiene: ma la transizione ecologica funziona solo se le regole sono semplici, proporzionate e davvero comuni in tutto il mercato unico.

    Oggi una piccola impresa che vende oltre confine può trovarsi a gestire adempimenti nazionali e costi amministrativi che per una multinazionale sono facilmente assorbibili, ma per un panettiere o una microimpresa possono diventare un ostacolo enorme. La stessa Commissione europea ha riconosciuto il problema, proponendo di sospendere fino al 2035 l’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore nelle vendite transfrontaliere all’interno dell’UE.

    Per noi la risposta non è abbassare gli standard ambientali, ma fare meglio l’Europa: regole comuni nel mercato unico, meno duplicazioni nazionali e più spazio per imprese e innovazione.

    Più sostenibilità. Meno burocrazia inutile. Un’Europa che funziona, esattamente dove serve! 🇪🇺

    #PiccoleImprese #Burocrazia #MercatoUnico #EconomiaCircolare #Imballaggi #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  17. Se per vendere un croissant serve un ufficio compliance, abbiamo un problema.

    Ridurre gli imballaggi, produrre meno rifiuti e costruire un’economia circolare sono obiettivi europei che Volt Europa sostiene: ma la transizione ecologica funziona solo se le regole sono semplici, proporzionate e davvero comuni in tutto il mercato unico.

    Oggi una piccola impresa che vende oltre confine può trovarsi a gestire adempimenti nazionali e costi amministrativi che per una multinazionale sono facilmente assorbibili, ma per un panettiere o una microimpresa possono diventare un ostacolo enorme. La stessa Commissione europea ha riconosciuto il problema, proponendo di sospendere fino al 2035 l’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore nelle vendite transfrontaliere all’interno dell’UE.

    Per noi la risposta non è abbassare gli standard ambientali, ma fare meglio l’Europa: regole comuni nel mercato unico, meno duplicazioni nazionali e più spazio per imprese e innovazione.

    Più sostenibilità. Meno burocrazia inutile. Un’Europa che funziona, esattamente dove serve! 🇪🇺

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  18. Se per vendere un croissant serve un ufficio compliance, abbiamo un problema.

    Ridurre gli imballaggi, produrre meno rifiuti e costruire un’economia circolare sono obiettivi europei che Volt Europa sostiene: ma la transizione ecologica funziona solo se le regole sono semplici, proporzionate e davvero comuni in tutto il mercato unico.

    Oggi una piccola impresa che vende oltre confine può trovarsi a gestire adempimenti nazionali e costi amministrativi che per una multinazionale sono facilmente assorbibili, ma per un panettiere o una microimpresa possono diventare un ostacolo enorme. La stessa Commissione europea ha riconosciuto il problema, proponendo di sospendere fino al 2035 l’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore nelle vendite transfrontaliere all’interno dell’UE.

    Per noi la risposta non è abbassare gli standard ambientali, ma fare meglio l’Europa: regole comuni nel mercato unico, meno duplicazioni nazionali e più spazio per imprese e innovazione.

    Più sostenibilità. Meno burocrazia inutile. Un’Europa che funziona, esattamente dove serve! 🇪🇺

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  19. Se per vendere un croissant serve un ufficio compliance, abbiamo un problema.

    Ridurre gli imballaggi, produrre meno rifiuti e costruire un’economia circolare sono obiettivi europei che Volt Europa sostiene: ma la transizione ecologica funziona solo se le regole sono semplici, proporzionate e davvero comuni in tutto il mercato unico.

    Oggi una piccola impresa che vende oltre confine può trovarsi a gestire adempimenti nazionali e costi amministrativi che per una multinazionale sono facilmente assorbibili, ma per un panettiere o una microimpresa possono diventare un ostacolo enorme. La stessa Commissione europea ha riconosciuto il problema, proponendo di sospendere fino al 2035 l’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore nelle vendite transfrontaliere all’interno dell’UE.

    Per noi la risposta non è abbassare gli standard ambientali, ma fare meglio l’Europa: regole comuni nel mercato unico, meno duplicazioni nazionali e più spazio per imprese e innovazione.

    Più sostenibilità. Meno burocrazia inutile. Un’Europa che funziona, esattamente dove serve! 🇪🇺

    #PiccoleImprese #Burocrazia #MercatoUnico #EconomiaCircolare #Imballaggi #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  20. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

    Per questo abbiamo lanciato Right to Housing! Now and Forever, l’Iniziativa dei cittadini europei sul diritto alla casa.
    Serve 1 milione di firme. E serve anche la tua: firma ora su dirittoallacasa.eu 💜

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Housing #AffordableHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  21. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

    Per questo abbiamo lanciato Right to Housing! Now and Forever, l’Iniziativa dei cittadini europei sul diritto alla casa.
    Serve 1 milione di firme. E serve anche la tua: firma ora su dirittoallacasa.eu 💜

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Housing #AffordableHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  22. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

    Per questo abbiamo lanciato Right to Housing! Now and Forever, l’Iniziativa dei cittadini europei sul diritto alla casa.
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    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Housing #AffordableHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  23. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

    Per questo abbiamo lanciato Right to Housing! Now and Forever, l’Iniziativa dei cittadini europei sul diritto alla casa.
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    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Housing #AffordableHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  24. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

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  25. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

    Per questo abbiamo lanciato Right to Housing! Now and Forever, l’Iniziativa dei cittadini europei sul diritto alla casa.
    Serve 1 milione di firme. E serve anche la tua: firma ora su dirittoallacasa.eu 💜

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Housing #AffordableHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  26. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

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    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #Housing #AffordableHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  27. A Madrid la crisi della casa è diventata impossibile da ignorare.

    Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla casa in cui viveva da oltre settant’anni, migliaia di persone sono scese in piazza e centinaia si sono accampate a Puerta del Sol. Pochi giorni dopo, il governo Sánchez ha approvato due decreti con nuove tutele contro gli sfratti, regole per gli affitti stagionali e delle singole stanze e limiti agli acquisti speculativi; ora dovranno passare dal Parlamento. Maricarmen, intanto, ha ottenuto un accordo per tornare a casa.

    In Italia, invece, il governo ha già aperto lo scontro con Bruxelles: Tommaso Foti contesta la parte dell’Affordable Housing Act sugli affitti brevi e chiede che non sia prescrittiva.

    Per noi il problema è l’opposto: sulla casa servono più strumenti pubblici europei, non meno. Più abitazioni accessibili, più investimenti e più possibilità per città e territori di intervenire dove affitti e speculazione rendono sempre più difficile vivere.

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