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#unioneeuropea — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #unioneeuropea, aggregated by home.social.

  1. La crisi della casa non si ferma ai confini delle città. E nemmeno a quelli nazionali! 🏠🇪🇺

    Affitti sempre più difficili da sostenere, case vuote, scarsità di alloggi e bisogno di ristrutturare il patrimonio esistente sono problemi che attraversano tutta Europa.

    Per questo a Bologna Volt Europa ha presentato “Right to Housing! Now and Forever”, l’Iniziativa dei cittadini europei portata avanti insieme a HouseEurope e ad altre realtà della società civile!

    L’obiettivo è portare il diritto all’abitare anche al centro delle politiche europee: contrastare la speculazione, recuperare gli immobili inutilizzati, favorire ristrutturazioni sostenibili e rendere la casa più accessibile nel lungo periodo.

    La raccolta firme è già iniziata: per portare la proposta all’attenzione della Commissione europea servono almeno un milione di firme valide e il raggiungimento delle soglie previste in almeno sette Paesi dell’UE!

    🏠 Scopri l’iniziativa e firma subito su dirittoallacasa.eu 💛

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #PoliticheAbitative #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  2. La crisi della casa non si ferma ai confini delle città. E nemmeno a quelli nazionali! 🏠🇪🇺

    Affitti sempre più difficili da sostenere, case vuote, scarsità di alloggi e bisogno di ristrutturare il patrimonio esistente sono problemi che attraversano tutta Europa.

    Per questo a Bologna Volt Europa ha presentato “Right to Housing! Now and Forever”, l’Iniziativa dei cittadini europei portata avanti insieme a HouseEurope e ad altre realtà della società civile!

    L’obiettivo è portare il diritto all’abitare anche al centro delle politiche europee: contrastare la speculazione, recuperare gli immobili inutilizzati, favorire ristrutturazioni sostenibili e rendere la casa più accessibile nel lungo periodo.

    La raccolta firme è già iniziata: per portare la proposta all’attenzione della Commissione europea servono almeno un milione di firme valide e il raggiungimento delle soglie previste in almeno sette Paesi dell’UE!

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  3. La crisi della casa non si ferma ai confini delle città. E nemmeno a quelli nazionali! 🏠🇪🇺

    Affitti sempre più difficili da sostenere, case vuote, scarsità di alloggi e bisogno di ristrutturare il patrimonio esistente sono problemi che attraversano tutta Europa.

    Per questo a Bologna Volt Europa ha presentato “Right to Housing! Now and Forever”, l’Iniziativa dei cittadini europei portata avanti insieme a HouseEurope e ad altre realtà della società civile!

    L’obiettivo è portare il diritto all’abitare anche al centro delle politiche europee: contrastare la speculazione, recuperare gli immobili inutilizzati, favorire ristrutturazioni sostenibili e rendere la casa più accessibile nel lungo periodo.

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  4. La crisi della casa non si ferma ai confini delle città. E nemmeno a quelli nazionali! 🏠🇪🇺

    Affitti sempre più difficili da sostenere, case vuote, scarsità di alloggi e bisogno di ristrutturare il patrimonio esistente sono problemi che attraversano tutta Europa.

    Per questo a Bologna Volt Europa ha presentato “Right to Housing! Now and Forever”, l’Iniziativa dei cittadini europei portata avanti insieme a HouseEurope e ad altre realtà della società civile!

    L’obiettivo è portare il diritto all’abitare anche al centro delle politiche europee: contrastare la speculazione, recuperare gli immobili inutilizzati, favorire ristrutturazioni sostenibili e rendere la casa più accessibile nel lungo periodo.

    La raccolta firme è già iniziata: per portare la proposta all’attenzione della Commissione europea servono almeno un milione di firme valide e il raggiungimento delle soglie previste in almeno sette Paesi dell’UE!

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    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #Affitti #PoliticheAbitative #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. csseo.org/1331880/ La Russia minaccia di prendere di mira le fabbriche di armi europee che riforniscono l’Ucraina; l’UE risponde. #Europa #russia #Ucraina #UnioneEuropea

  6. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  7. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  8. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #Europa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  9. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  10. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

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  11. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  12. Dieci anni dopo il referendum, il rapporto tra Regno Unito e Unione europea torna al centro del dibattito britannico.

    Andy Burnham ha detto che Brexit ha fatto «più male che bene» e ha aperto alla possibilità di riconsiderare tutte le opzioni per il futuro rapporto con l’UE: dall’unione doganale al mercato unico, fino a un eventuale ritorno nell’Unione.

    E i numeri spiegano perché questo dibattito è tornato: l’Office for Budget Responsibility stima che, nel lungo periodo, l’attuale rapporto commerciale post-Brexit ridurrà la produttività britannica del 4% e importazioni ed esportazioni di circa il 15% rispetto a uno scenario in cui il Regno Unito fosse rimasto nell’UE.

    Macron e Sánchez hanno già accolto favorevolmente l’ipotesi di un ritorno britannico. Ma un rientro non sarebbe automatico: servirebbero una nuova domanda di adesione, il consenso del Parlamento europeo, l’unanimità degli Stati membri e la successiva ratifica dell’accordo di adesione.

    D'altronde, al Regno Unito non è mai convenuto restare fuori.

    Davanti a sfide economiche, climatiche e geopolitiche sempre più grandi, europei divisi sono europei più deboli. Se Londra vorrà tornare, l’Europa dovrà essere pronta a discutere seriamente del suo ritorno! 🇪🇺🇬🇧

    #Brexit #RegnoUnito #UnioneEuropea #AndyBurnham #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  13. Sanzioni statunitensi, 15 organizzazioni chiedono a Ue e governo di difendere chi le subisce

    Da Banca Etica a Oxfam, da Libera a Legacoop: sei richieste, dalla riforma del regolamento di blocco alle tutele per le banche europee

    valori.it/appello-sanzioni-usa

  14. csseo.org/?p=1331200 Bochniarz sulla Polonia nell’Unione europea: l’UE garantisce la nostra sovranità e indipendenza #Europa #Polonia #UnioneEuropea