#unioneeuropea — Public Fediverse posts
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https://www.csseo.org/1318297/ La Bosnia ed Erzegovina riduce i rapporti con la Serbia al “livello minimo possibile” #bosnia #funerale #rapporti #RatkoMladic #Serbia #UnioneEuropea
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AfD, il nazismo che torna in Germania.
Per la prima volta dalla caduta del Reich, l’estrema destra torna a sfiorare livelli di consenso che credevamo consegnati alla storia.
L’onda nera è arrivata. Ora tocca a noi costruire un’alternativa capace di fermarla, prima che travolga tutta l’Europa.
Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.
#AfD #Germania #EstremaDestra #Democrazia #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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AfD, il nazismo che torna in Germania.
Per la prima volta dalla caduta del Reich, l’estrema destra torna a sfiorare livelli di consenso che credevamo consegnati alla storia.
L’onda nera è arrivata. Ora tocca a noi costruire un’alternativa capace di fermarla, prima che travolga tutta l’Europa.
Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.
#AfD #Germania #EstremaDestra #Democrazia #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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AfD, il nazismo che torna in Germania.
Per la prima volta dalla caduta del Reich, l’estrema destra torna a sfiorare livelli di consenso che credevamo consegnati alla storia.
L’onda nera è arrivata. Ora tocca a noi costruire un’alternativa capace di fermarla, prima che travolga tutta l’Europa.
Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.
#AfD #Germania #EstremaDestra #Democrazia #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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https://www.csseo.org/1318117/ Bielorussia, il regime di Lukashenko tra repressione interna e peso strategico crescente #Bielorussia #geopolitica #UnioneEuropea
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https://www.europesays.com/it/669844/ Obesità, i nuovi farmaci arrivano agli adolescenti. Ma il SSN deve decidere chi curare, come e a quali costi #EuropeanMedicinesAgency #Health #IstitutoSuperioreDiSanità #IT #Italia #Italy #mounjaro #NewEnglandJournalOfMedicine #Salute #semaglutide #tirzepatide #UnioneEuropea #WeghuberD #wegovy
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Ma non vi siete stancati di inseguirlo sulle bestialità che dice?
Parliamo della sovranità di cui hanno DAVVERO bisogno l’Italia e l’Europa: un’Europa federale, sovrana, democratica e indipendente è l’unico modo per contare davvero nel mondo e smettere di dipendere dalle scelte altrui.
La sovranità che serve all’Italia è EUROPEA 🇪🇺#SovranitàEuropea #UnioneEuropea #FederalismoEuropeo #Vannacci #DifesaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Ci sono compleanni che celebrano il passato. Quello di Altiero Spinelli no: il suo parla del futuro.
Nato a Roma il 31 agosto 1907, durante il confino fascista a Ventotene Spinelli scrisse con Ernesto Rossi il Manifesto che indicava nel superamento degli Stati nazionali sovrani e nella costruzione di una federazione europea la strada per impedire all’Europa di tornare a distruggersi. Suona familiare?
Quell’idea infatti non rimase un’utopia. Nel 1984 Spinelli portò al Parlamento europeo un progetto che prevedeva più poteri democratici per l’Unione, il superamento dell’unanimità, decisioni a maggioranza e competenze comuni anche in politica estera e sicurezza: il Parlamento lo approvò a larga maggioranza.
È difficile immaginare un filo più diretto con ciò per cui esiste Volt. Oggi noi infatti continuiamo quella stessa battaglia: per un’Europa federale, capace di decidere senza veti nazionali, con una vera politica estera, una difesa comune e istituzioni democratiche all’altezza delle sfide del continente.
Spinelli ci ha lasciato molto più di un’idea: ci ha lasciato un progetto politico ancora da completare. E noi lo realizzeremo. 💜🇪🇺
#AltieroSpinelli #Ventotene #FederalismoEuropeo #UnioneEuropea #EuropaUnita #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Dopo la Brexit, un’altra dimostrazione dei limiti dei referendum sulla politica internazionale.
Gli accordi tra Stati si negoziano prima con diplomazia e governo, valutando costi, benefici e compromessi. Poi, eventualmente, si vota sull’accordo raggiunto.
Qui invece si è votato persino se sedersi al tavolo e negoziare.
Così non si boccia un cattivo accordo: si rinuncia in anticipo alla possibilità di scoprire se ne esistesse uno conveniente.
E alla fine rischiano di perderci sia lo Stato sia i suoi cittadini.
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Perché in ogni Paese europeo, Islanda inclusa, ci sono sciacalli come voi che costruiscono consenso sull’antieuropeismo, sulla paura e sulle falsità sull’Europa. Semplice.
#Islanda #UnioneEuropea #Referendum #Lega #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Il 24 agosto 2026 l’Ucraina ha celebrato 35 anni di indipendenza, per la quinta volta durante la guerra su vasta scala iniziata con l’invasione russa del 2022: un anniversario che cade mentre il Paese continua a difendere quella stessa libertà.
A Kyiv si è riunita la Coalizione dei Volenterosi, mentre l’Europa ha rafforzato il sostegno alla difesa ucraina. Zelensky lo ha ribadito: l’Ucraina vuole la pace, non la resa. E la pace, quella vera e duratura, non si costruisce trasformando la sovranità di un popolo in merce di scambio.
Enrico è a Odesa per Volt, insieme al Movimento Europeo di Azione Nonviolenta nella sua 20ª missione in Ucraina, per chiedere nuovamente l’istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei: uno strumento di partecipazione civile, prevenzione dei conflitti e costruzione della pace, complementare a una vera difesa comune europea.
Perché per Volt sostenere l’Ucraina significa tenere insieme sicurezza, solidarietà e pace.
Ora l’Europa deve mantenere gli impegni, rafforzare il sostegno e trattare la difesa dell’Ucraina come parte della propria sicurezza: la libertà ucraina è anche una misura concreta della credibilità europea. 🇺🇦🇪🇺
#Ucraina #Odesa #Pace #UnioneEuropea #StandWithUkraine #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Chiudere le frontiere. Uscire da Schengen. Abbandonare l’euro. Non è un programma nuovo: è lo stesso copione che in Italia abbiamo già sentito da Meloni e Salvini un decennio fa, salvo poi sparire quando hanno dovuto governare davvero.
Oggi tocca alla Germania: Alice Weidel lo ha appena ripetuto in televisione, mentre AfD supera la CDU/CSU nei sondaggi nazionali e sfiora il 40% in Sassonia-Anhalt.
Ma le promesse da comizio si scontrano con i numeri: gli istituti economici tedeschi stimano che smantellare l’integrazione europea significherebbe meno crescita, meno reddito e migliaia di posti di lavoro persi, colpendo soprattutto le regioni dove AfD raccoglie più consenso.
E dietro questo progetto convergono interessi diversi: reti filorusse, Mosca, Musk, Trump. Interessi sì diversi tra loro, ma che hanno la stessa convergenza: un'Europa più debole, più divisa, più ricattabile.
Non è una questione tedesca: è la stessa battaglia che la nostra idea di Europa federale deve affrontare ogni volta che questo copione si ripresenta, con un nome o con un altro.
E che continueremo a combattere finché esisteremo.
#AfD #AliceWeidel #UnioneEuropea #Sovranismo #Germania #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Non ci sono più le mezze stagioni
Negli ultimi anni prosegue la tendenza al riscaldamento del nostro pianeta. Secondo diverse proiezioni, ci sono fortissime probabilità (75%) che la media quinquennale 2026-2030 superi di 1,5°C i livelli preindustriali. Di fronte a tutto ciò da circa 20 anni l’Unione Europea prova a rendere più convenienti le tecnologie meno inquinanti per ridurre le emissioni di CO₂. Ma sarebbe più […]
Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2026/08/24/non-ci-sono-piu-le-mezze-stagioni/
#AurelioAngelini #ETS #MinisteroDellAmbiente #riscaldamentoClimatico #UnioneEuropea
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📰 Iran, tregua scaduta. Financial Times: «Teheran valuta attacchi alle basi Usa in Europa». Crosetto: «Non diamo spunti» – La diretta
#️⃣ #ESTERI #CrisiUsaIran #Iran #NATO #Unioneeuropea #USA #OpenOnline #TheLabSocial #News #Notizie #Italia
🔗 https://www.open.online/2026/08/19/iran-usa-aggiornamenti-19-agosto/
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Acciaio inox e CBAM, protezione dell’industria europea o boomerang?
https://www.metallirari.com/breakingnews91/
#CBAM #AcciaioInossidabile #Acciaio #CO2 #Emissioni #IndustriaEuropea #Importazioni #CommercioInternazionale #Sostenibilità #Decarbonizzazione #Metalli #MateriePrime #Steel #StainlessSteel #Europa #Economia #Mercati #Tariffe #Competitività #Cina #Asia #UnioneEuropea -
privacy? cittadini europei profilati: informazioni passate a israele
da InsideOver "Altro che sanzioni economiche contro Israele. Bruxelles non pensa minimamente a sanzionare Tel Aviv per il genocidio a Gaza. Anzi," ...
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http://slowforward.net/2026/08/16/privacy-cittadini-europei-profilati-informazioni-passate-a-israele/@radiopopolare
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privacy? cittadini europei profilati: informazioni passate a israele
“Altro che sanzioni economiche contro Israele. Bruxelles non pensa minimamente a sanzionare Tel Aviv per il genocidio a Gaza. Anzi. Secondo un’inchiesta di Statewatch, Ong indipendente britannica che monitora i diritti civili in Europa, ripresa dal sito olandese The Rights Forum, la Commissione europea sta portando avanti negoziati segreti con Israele per concedere alla polizia israeliana l’accesso ai dati dell’agenzia di polizia europea Europol. Accordo che secondo gli esperti di diritti umani metterebbe a rischio la vita dei palestinesi e potrebbe violare il diritto internazionale.
Dati sensibili e biometrici in cambio di cooperazione
Secondo la bozza dell’intesa siglata nel 2022, lo scambio prevederebbe di una vasta gamma di dati personali: nomi, numeri di identificazione, localizzazioni, informazioni genetiche e biometriche, e molto altro, tra cui dettagli sulle opinioni politiche personali, sulla salute delle persone, sulle relazioni e persino sull’orientamento sessuale. Secondo Eitan Diamond, giurista menzionato da Novara Media, «i dati trasferiti potrebbero essere usati come intelligence per supportare decisioni mirate ad attaccare e uccidere palestinesi»”.
continua qui → https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html
#CommissioneEuropea #datiBiometrici #datiPersonali #datiSensibili #dirittiCivili #dirittoInternazionale #EitanDiamond #Europol #Gaza #GDPR #genocidio #InsideOver #Israele #NovaraMedia #palestinesi #poliziaEuropea #PoliziaEuropeaEuropol #privacy #profilazione #Statewatch #TelAviv #TheRightsForum #UE #unioneEuropea -
Abbiamo analizzato il manifesto di Futuro Nazionale punto per punto: cittadinanza, Flat Tax, veto in Europa e nucleare.
Il risultato? Molte proposte rischiano di fermarsi subito contro Costituzione, vincoli di bilancio e trattati europei.
Perché? Perché gli slogan, prima o poi, si scontrano con la realtà.
👉 Scorri le slide per l’analisi completa!
💬 Tu cosa ne pensi? Rottura necessaria o promesse inapplicabili? Dicci la tua nei commenti!#Vannacci #FuturoNazionale #PoliticaItaliana #UnioneEuropea #Costituzione #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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"Un capo di stato autoritario e sfuggente … spietato contro qualsiasi forma di dissenso sociale e politico. …
L’ #UnioneEuropea sembra non voler vedere, continuando a stringere accordi di partenariato con il governo tunisino."#Tunisia #Saied #HumanRights #6agosto
https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/blackout-repressioni-tunisia-saied
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Reso pubblico il Piano di attuazione del Patto europeo sulle migrazioni e l’asilo per l’Italia. Il Ministero ottempera alla sentenza del TAR dopo 4 mesi https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/italia-piano-attuazione-patto-europeo-asilo-immigrazione-pubblico/ #Asilo/Protezioneinternazionale #pattomigrazioneeasilo #giurisprudenza #Unioneeuropea #impatto #FOIA
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Meloni l’europeista a Lampedusa: «È un problema di tutta Europa».
Meloni la sovranista davanti a Ceuta: «Fatti loro».
Ma si sa: l’europeismo di comodo di Meloni finisce sempre al confine italiano.
#GiorgiaMeloni #Lampedusa #Ceuta #Migrazioni #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Per anni l’Europa ha affidato la difesa agli Stati Uniti, la politica estera ai veti nazionali e la pace alla speranza che le minacce scomparissero da sole.
Non è accaduto. La Russia ha trasformato l’aggressione all’Ucraina in una guerra contro l’ordine europeo, mentre l’incertezza americana ha reso evidente ciò che continuiamo a rimandare: un continente che dipende da altri per difendersi non è davvero sovrano.
Spendere di più non basta, se ventisette governi acquistano, pianificano e decidono separatamente: servono una difesa comune europea, investimenti congiunti, un’industria coordinata e una politica estera liberata dal diritto di veto. E serve sostenere l’Ucraina fino a una pace giusta, perché premiare l’aggressore oggi significa preparare la prossima guerra domani.
L’Europa non deve scegliere tra la pace e la forza: deve costruire la forza necessaria a proteggere la pace, la democrazia e il proprio futuro. È tempo che l'Europa diventi adulta anche sul piano geopolitico.
#Europa #Ucraina #Geopolitica #DifesaEuropea #UnioneEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Condivido con voi questo articolo. C'é bisogno di definire #protocolli #sicuri e privacy friendly prima della diffusione massiccia del #6G.
@sicurezza @[email protected] #privacy #sicurezza #eu #unioneeuropea #european
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In questi mesi si deciderà l'aspetto delle future banconote in euro. Gli studi grafici che hanno partecipato al concorso potevano variare fra due temi: "cultura europea" oppure "fiumi e uccelli". Ora si tratta di selezionare quella finale fra 10 diverse proposte grafiche.
Puoi contribuire anche tu, fornendo la tua opinione attraverso un sondaggio anonimo sul sito della Banca Centrale Europea.
https://www.ecb.europa.eu/euro/banknotes/future_banknotes/html/index.it.html
#euro #eu #ue #unioneeuropea #sondaggio #banconote #bce #ebc
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UCRAINA: TRA TREGUE A METÀ E POSSIBILE NEGOZIATI CON L’UE. IL PUNTO CON IL GIORNALISTA SABATO ANGIERI https://www.radiondadurto.org/2026/05/11/ucraina-tra-tregue-a-meta-e-possibile-negoziati-con-lue-il-punto-con-il-giornalista-sabato-angieri/ #unioneeuropea #Schröder #UCRAINA #Russia #mosca #putin #News #kiev #UE
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Fuori #Israele da #HorizonEurope. Torna in piazza il movimento a sostegno della #Palestina e, venerdì #27marzo, a #Bruxelles, davanti alle Istituzioni dell’ #UnioneEuropea, chiederà di fermare la partecipazione di Tel Aviv nel principale programma di #ricerca dell’ #UE.
https://www.eunews.it/2026/03/23/accordo-ue-israele-horizon/
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https://www.europesays.com/it/283502/ Tutte le nuove tasse del 2026, cosa cambia con la Legge di Bilancio approvata #accise #Affari #AssicurazioneAuto #Business #FiscoETasse #inflazione #IT #Italia #Italy #LeggeDiBilancio #sanità #TasseEContributi #UnioneEuropea
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Di Antonio Zoppetti
Mi sono arrivate varie segnalazioni indignate a proposito di un intervento sul Corriere della scorsa settimana di Federico Rampini intitolato “Gli italiani non sanno l’inglese”.
L’autore si mostra scandalizzato e affranto di fronte a questo fatto. Ma la cosa più imbarazzante del suo resoconto è la modalità con cui sembra scoprire l’acqua calda.
La rivelazione gli è arrivata durante un convegno a Gorizia, mentre uno storico israeliano a quanto pare appoggiava le ragioni dell’attuale sterminio dei palestinesi suscitando le reazioni di protesta e i fischi degli spettatori. A colpire Rampini non sono state le tesi del suo interlocutore – che in fondo è un “progressista” che parla così solo per lo choc del 7 ottobre, chiosa il giornalista – bensì un piccolo dettaglio marginale che fa ben capire cosa si agita nella testa di simili prezzemolini televisivi che si presentano come progressisti ma sono invece l’espressione delle idee più reazionarie della nostra intellighenzia. Questo particolare a margine è che le grida della folla imbestialita non arrivavano in diretta, immediatamente dopo le parole che lo storico pronunciava in lingua inglese, ma in differita, cioè solo dopo la traduzione.
Questo è ciò che ha colpito Rampini, che si è reso conto improvvisamente che il vero problema è che gli italiani non capiscono l’inglese! Un grave problema davanti al quale gli oltre 30.000 morti palestinesi (senza contare i feriti o i mutilati che spesso sono donne e bambini) passano evidentemente in secondo piano (almeno nella sua scatola cranica).
Il giornalista sembra ignorare i dati Istat che ci dicono che in Italia la conoscenza dell’inglese appartiene a una minoranza della popolazione. Evidentemente non conosce nemmeno i rapporti come quelli di Eurostat che mostrano che anche in Europa l’inglese non è affatto compreso dalla maggioranza dei cittadini. E non è neppure a conoscenza delle statistiche di Ethnologue che spiegano che nel mondo l’inglese è conosciuto da meno del 20% dell’umanità (cfr. “Dal bilinguismo territoriale a quello virtuale della globalizzazione“). La sua consapevolezza arriva più empiricamente davanti a un bagno di folla: a Gorizia, “una delle città più ricche, moderne, evolute d’Italia, l’inglese ancora lo parlano e lo capiscono in pochi.” Eppure gli astanti erano gente colta – precisa stupito Rampini – tutta gente che legge persino i libri di storia!
La parola “ancora” dice tutto: l’inglese – cioè la lingua naturale dei popoli dominanti che non studiano altre lingue perché impongono la propria a tutti gli altri – prima o poi trionferà, e finalmente tutta l’umanità si inchinerà alla sua dittatura. È solo questione di tempo.
Questo è il nuovo colonialismo del Duemila, il nuovo imperialismo culturale difeso da chi ha come obiettivo l’imposizione dell’inglese dall’alto con cui educare il mondo intero. I Paesi già anglicizzati sono presentati come un modello aureo e avanzato, gli altri sono considerati “Terzo mondo”, un’espressione politicamente scorretta che si tende ormai a sostituire con “Paesi in via di sviluppo”. E a quale sviluppo li si deve condurre? A quello del modello occidentale, ovviamente, che viene fatto coincidere con quello statunitense, ci mancherebbe altro.
Eppure l’Italia, pur essendo di fatto una provincia americana dal punto di vista sociale, politico, militare, economico e culturale è “ancora” arretrata sul piano linguistico. Ancora una volta, per Rampini, le fonti sulla conoscenza dell’inglese non sono le statistiche ma altre che ricordano i discorsi da bar: “Mi è stato detto che questa cosa cambia improvvisamente se uno, a poche centinaia di metri dalla sede di quel convegno, si reca Nova Gorica. È la città gemella, l’altra metà di Gorizia, in Slovenia, dove l’inglese lo sanno tutti.” E a questo punto sbotta: possibile che una nazione – che probabilmente considera sottosviluppata rispetto a noi sotto altri punti di vista – sia più avanti di noi nella conoscenza della lingua dei padroni?
Al giornalista non viene neppure in mente che forse le persone di cultura della città conoscono il tedesco, o il francese, o altre lingue. Per lui il plurilinguismo non è un valore, e le altre lingue sono fuori dai parametri della neocultura che ha in mente, non contano niente. Nella sua testa c’è solo l’opzione inglese, la Novalingua da imporre orwellianamente a tutte le altre inutili e dannose Veterolingue.L’apologia della dittatura dell’inglese è la premessa e l’assioma di un disegno strisciante che viene fatto passare in modo manipolatorio:
“Qui abbiamo un problema, guardate: perché non è possibile che in Slovenia un paese che è entrato nell’Unione europea molto più tardi, Paese più povero, piccolo tutti sappiano l’inglese e dall’altra parte del confine no.”
In quest’ultima riflessione da temino liceale, la Slovenia è un Paese “inferiore” (piccolo e povero), entrato da poco nell’Ue (e qui si lascia credere che l’inglese sia la lingua dell’Unione Europea, il solito falso). I modelli virtuosi dell’Europa sono i Paesi già colonizzati linguisticamente, quelli “dalla Danimarca alla Svezia, dove le grandi università insegnano ormai corsi solo in lingua inglese e i bambini sono abituati a vedere i film americani in lingua originale quando hanno cinque anni.”
Finalmente il consueto disegno linguicista emerge e prende forma: consiste nel cancellare le lingue nazionali dall’università (meglio omettere che i Paesi del Nordeuropa stanno facendo un passo indietro nell’anglificazione dell’università perché si sono resi conto che i danni sono maggiori dei vantaggi). E per meglio imporre la dittatura dell’inglese non resta che colonizzare i cittadini sin dall’infanzia, attraverso la tv e i film in lingua originale americana. L’apoteosi di questa visione colonialista arriva nel finale: oggi come oggi, “sapere l’inglese è come avere la patente di guida.”
Questo esempio non è innocente: in gioco c’è proprio la “patente”.
Non basta che il globalese sia di fatto la lingua dominante, diventata imprescindibile in alcuni settori come il mondo del lavoro o della scienza, per cui chi non lo usa è penalizzato ed emarginato. L’obiettivo è l’istituzionalizzazione del globish, che si vuole ufficializzare come la lingua dell’Europa. L’inglese è venduto come il requisito della cultura; a che vale leggere i libri di storia se non si sa l’inglese? E allora non resta che imporlo in tutti i modi, attraverso il potere morbido e quello duro. La prima strategia si basa per esempio sulla trasmissione dei film in inglese, oppure avviene attraverso cavalli di Troia come il progetto Erasmus, nato sulla carta per la diffusione degli scambi linguistici tra gli studenti europei, ma trasformato di fatto nella diffusione del solo inglese, la lingua unica che prende il posto di tutte le altre e le cancella. La stessa prassi che nell’Ue – che sulla carta nasce all’insegna del plurilinguismo – porta a di fatto a usare l’inglese come la sola lingua di lavoro o quasi. E grazie alla von der Leyen è sempre più usato anche nella comunicazione istituzionale rivolta agli europei, un’altra prassi illegittima, come quella dei documenti europei concepiti in alcuni Paesi come l’italia in modo bilingue.
Accanto a queste cose c’è poi la politica linguistica europea a fare in modo che l’inglese sia ufficializzato: è stato introdotto nelle scuole sin dai primi anni dell’infanzia in modo da creare le nuove generazioni bilingui, un progetto che ci costa cifre astronomiche che vengono in questo modo convogliate verso i Paesi naturalmente anglofoni che sono fuori dall’Europa e che non hanno questi costi. Da qui nascono poi i provvedimenti come la riforma Madia che ha cancellato il requisito di “conoscere una seconda lingua” nei concorsi nella pubblica amministrazione per sostituirlo con l’obbligo di “conoscere l’inglese”.
Per quelli come Rampini tutto ciò è rimosso, il loro fine è giustificare la dittatura dell’inglese, costi quel che costi. E un altro esempio riportato dal giornalista la dice lunga sul suo razzismo linguistico e sull’intolleranza e il fondamentalismo con cui guarda chi non parla la lingua dei padroni, quando cita un episodio avvenuto in un cinema ligure dove proiettavano il film Barbie. Per errore l’operatore ha avviato la pellicola in lingua originale invece che nella versione doppiata, e nel pubblico di ragazzine e mamme si è scatenato un putiferio! Quegli ottentotti che non conoscevano l’inglese, secondo Rampini, avrebbero forse dovuto avere un orgasmo davanti alla lingua superiore, invece di pretendere che si parlasse loro nella propria (come previsto all’acquisto del biglietto).
Mentre per Rampini il problema degli italiani è che non sanno l’inglese, per gli italiani il problema sono quelli come Rampini, che non hanno alcun rispetto per la realtà e per la gente, perché hanno in testa solo la propria visione discriminante che vogliono imporre a tutti. L’idea della cultura rampiniana ricorda quella coloniale del generale Gneo Agricola lodato da Tacito perché aveva saputo romanizzare – anche linguisticamente – i Bretoni che aveva assoggettato: i popoli sottomessi chiamavano la romanizzazione “cultura” ma era parte del loro asservimento. Mentre Rampini dichiara di sostenere le sue tesi: “Non perché io abito in America”, la realtà è che quelli come lui si sono asserviti al nuovo impero e agiscono come i collaborazionisti della dittatura dell’inglese, la minoranza oligarchica che vuole prevaricare, sottomettere ed educare tutti gli altri.
Comunque la si pensi, voglio rimarcare un ultimo particolare. Le reazioni alle tesi di questo articolo si sono diffuse in Rete (per esempio sul sito Italofonia.info), ma sui mezzi di informazione – le nuove voci dei padroni dove regna il pensiero unico – tutto tace. Come se queste riflessioni fossero le uniche possibili. E questo è molto grave. Se questa anglomania è la cornice culturale e il presupposto della nuova intellighenzia, poi non c’è da stupirsi dei sempre più numerosi anglicismi che penetrano sui giornali e in ogni settore. Sono solo l’effetto collaterale sul piano interno della dittatura dell’inglese che si vuole legittimare su quello internazionale.
Intanto, alle elezione europee l’astensionismo ha raggiunto livelli mai visti, e mentre alcuni partiti si gongolano dei risultati e gli altri si leccano le ferite, il dato più rilevante mi pare che per la prima volta la maggioranza degli italiani non è andata a votare (se fosse stato un referendum non avrebbe raggiunto il quorum), e se si includono le astensioni questo risultato è ancora più pesante. La nostra classe dirigente, e gli intellettuali alla Rampini, sono una minoranza e un’oligarchia che non rappresenta più il Paese. E forse sono loro che dovrebbero riflettere sulla propria “patente” di giornalisti o politici, non gli italiani.
https://diciamoloinitaliano.wordpress.com/2024/06/10/rampini-e-la-patente-dellinglese-globale/
#anglomania #globalese #globalizzazione #globalizzazioneLinguistica #globish #inglese #linguaItaliana #multilinguismo #plurilinguismo #politicaLinguistica #rassegnaStampa #UnioneEuropea