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#elezioni — Public Fediverse posts

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  1. Nel 1970 gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura

    Contemporaneamente crescono, nell’ambito di Md, le divisioni fra le varie anime della corrente, nella misura in cui una parte dei suoi aderenti tende a rendere più radicali istanze di sinistra <50. L’occasione per la scissione viene dalla presa di posizione della corrente sull’arresto, avvenuto il 25 novembre del 1969, e successiva condanna <51 del direttore responsabile del quotidiano Potere operaio, Francesco Tolin, socialista, a causa di alcuni articoli pubblicati. L’assemblea di Md, riunita a Bologna, approva una delibera in cui esprime preoccupazione per «il clima di intimidazione particolarmente pesante verso determinati settori politici…» <52 e per la libertà di stampa, con toni, in realtà, piuttosto pacati <53. Ma l’ordine del giorno, che provoca le dimissioni del sostituto procuratore Vittorio Occorsio, titolare dell’inchiesta su Tolin, viene subito attaccato da Mi e dall’Umi che accusano Md di interferire contro
    un processo in corso. In breve l’incidente diviene l’occasione per una chiarificazione e circa la metà degli aderenti di Md (fra cui il suo prestigioso leader Beria d’Argentine) decidono di lasciare la corrente per costituirne una nuova, presto battezzata Giustizia e costituzione e, in seguito, Impegno costituzionale, che accoglie anche una parte di Terzo potere, anch’essa soggetta ad una scissione. Importante, forse decisivo, per far precipitare le divisione di Md l’episodio di piazza Fontana, il 12 dicembre a Milano, che segna anche una «crescente pressione di quei settori politici che non tolleravano l’indirizzo assunto dall’Anm e dal Csm, spingono verso la crisi nell’Anm con la rottura
    della giunta unitaria» <54.
    Dopo il biennio della contestazione e “l’autunno caldo” gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura, oltre che in altri settori della società <55 e nelle elezioni del 1970 dell’Anm, Mi ottiene quasi il 45% dei voti (nelle precedenti consultazioni aveva preso il 40%) e ben presto, attraverso un accordo con Terzo potere e Giustizia e costituzione forma una giunta che esclude Md. Anche i tutti i membri del Cms eletti in quota Md decidono di aderire alla scissione del 1969 e quindi la corrente viene di fatto relegata ai margini dei centri di potere della magistratura. In ogni caso la legislatura consigliare 1968-1972 si dimostra sotto più punti di vista decisamente innovativa rispetto a quelle precedenti; fra le iniziative più ricordate vi sono la pubblicazione di una relazione annuale, quella di un massimario circa l’attività disciplinare del Csm, ma anche, molto importante, una serie di circolari per la formazione delle tabelle annuali per la formazione degli uffici giudiziari, per rendere concreto il principio del giudice naturale.
    Un’iniziativa significativa di Magistratura democratica è la raccolta, nel 1970, delle firme per la proposta di un referendum finalizzato all’abolizione di alcuni reati di opinione, in collaborazione con il Psi e il Psiup; i magistrati progressisti cercano la collaborazione del Pci, il quale però si dimostra piuttosto tiepido e non offre un grande aiuto nonostante che quel partito fosse stato quello maggiormente colpito dalle inchieste per reati di opinione; senza l’aiuto dei comunisti il numero necessario di firme non viene raccolto e l’iniziativa fallisce <56.
    Un certo “riflusso” tra i magistrati si conferma in occasione delle elezioni per il Csm del 1972, che vedono Umi e Mi ottenere 13 seggi dei 14 a disposizione, grazie al sistema elettorale maggioritario e ad un’efficace strategia di alleanze <57. Nello stesso 1972 la gestione giudiziaria della strage di piazza Fontana crea un grave conflitto tra l’”alta” magistratura ed i gradi inferiori. Nel mese di ottobre la Corte di Cassazione trasferisce il procedimento da Milano a Catanzaro adducendo ragioni di ordine pubblico; tale atto, anche in virtù delle accese polemiche che erano sorte tra le forze politiche per la conduzione delle indagini da parte delle autorità, che avevano dato la sensazione di cercare i responsabili del grave attentato solo a sinistra (anche contro alcuni indizi in senso contrario), provoca una reazione senza precedenti dei giudici del capoluogo lombardo. Un’assemblea dell’Anm di Milano approva, con un solo voto contrario su oltre duecento, un documento di dura critica nei confronti della decisione della Cassazione. Ne seguirà un procedimento disciplinare ai danni di alcuni magistrati, tra cui Guido Galli, incolpati di aver elaborato il documento.
    Lo scontro tra settori della magistratura caratterizzerà tutti gli anni Settanta e, a questo punto, non si tratta più tanto di un conflitto generazionale, né unicamente tra alta e bassa magistratura, ma più strettamente politico, accompagnando una contrapposizione largamente presente, in generale, nella società italiana. Uno dei problemi fondamentali è quello relativo al ruolo del giudice nella società, se cioè questo debba esservi inserito a pieno titolo, circostanza che gli permetterebbe di comprenderne le dinamiche ed esercitare quel ruolo politico inevitabile nell’esercizio della giurisdizione; oppure se egli debba, in maniera neutrale ed automatica, limitarsi ad essere un mero strumento di applicazione della legge senza alcun ruolo creativo. Il problema ha un peso enorme per il governo della società anche in virtù dell’aumento del ruolo del potere giudiziario nelle società moderne occidentali <58 e che
    si deve all’aumento della complessità delle dinamiche sociali <59. I magistrati delle correnti progressiste sostengono la prima posizione, mentre quelli più legati alla tradizione lo contestano in nome dell’apoliticità del giudice; ma, fanno notare i progressisti, la tesi dell’apoliticità è ipocrita perché nasconde unicamente la volontà di conservazione <60.
    [NOTE]
    50 «Nel 1968 cominciarono a sorgere dei problemi, dei contrasti, principalmente perché si coagulò un gruppo che è difficile definire: la parola extraparlamentare forse è impropria. Alcuni parlavano di cosiddetti cinesi. E questo avvenne in particolare nel gruppo romano. Si cominciò a fare un discorso nella scia della realtà contestativa del paese. La contestazione venne quasi ipostatizzata come elemento principe per uno sviluppo e ciò anche all’interno della magistratura» S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati, Franco Angeli, Milano, 1987. Pag. 206
    51 Dopo un processo per direttissima in cui il pubblico ministero era Vittorio Occorsio, che negli anni successivi si occuperà di inchieste su Ordine nuovo.
    52 Vedi R. Canosa e P. Federico, La magistratura in Italia. Cit, Pag. 379.
    53 Anche in considerazione del fatto che l’arresto di Tolin provoca le proteste di gran parte degli organi di stampa, non escluso il telegiornale della Rai. Vedere Pappalardo. Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati. Cit. Pag. 230.
    54 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 177.
    55 Sintomatico del desiderio diffuso in alcuni settori moderati di ridurre l’influenza della magistratura progressista è, per esempio, l’intervento di Mario Cervi: «Resta la realtà di una magistratura che ha rinunciato al prestigio carismatico del passato, che non si chiude più nella torre d’avorio […] ma che […] rischia di essere inquinata da ciò che di deteriore esiste nella vita italiana […] Non è accettabile il passaggio da una liturgia giudiziaria solenne e lenta […] ad una liturgia giudiziaria affidata a sacerdoti che discutono molto, enunciano tesi popolari e magari populiste ma, alla fine dei conti, danno al cittadino un servizio altrettanto lento […] il caso Tolin ha messo allo scoperto l’inconciliabilità tra il comportamento di una minoranza di estrema sinistra che condivide ed esalta le posizioni di una parte politica e la volontà della maggioranza dei magistrati» M. Cervi, “Malessere nella magistratura”, Corriere della Sera del 23 dicembre 1969.
    56 V. Zagrebelsky, “La magistratura ordinaria dalla Costituzione ad oggi”. Cit. Pag. 774.
    57 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 189.
    58 N. Tate e T. Vallinder (a cura di), The Global Expansion of Judicial Power, New York University Press, New York.
    59 Pizzorno individua cinque ragioni principali per l’aumento del peso del giudice: «a)l’accresciuta partecipazione del giudice alla creazione della legge; b) l’accresciuta tendenza degli organi legislativi e amministrativi a delegare a quelli giurisdizionali decisioni delicate, che si ritiene possano comportare conseguenze negative per i rappresentanti eletti; c) l’allargamento dell’accesso dei cittadini alla giustizia per risolvere controversie che tradizionalmente venivano risolte da autorità sociali o amministrative: nella famiglia, nella scuola, nelle professioni, nelle istituzioni globali, e così via (è quello che gli americani chiamano espansione del due process); d) l’istituzione, in gran parte delle democrazie europee – che per due secoli l’avevano respinto come estraneo alla loro concezione del modo in cui si forma il diritto – del controllo di costituzionalità delle leggi da parte di uno speciale organo giurisdizionale; e) l’apparire e espandersi nella pratica che, per analogia con l’istituto del controllo di costituzionalità, proporrei di chiamare “controllo di correttezza politica” – o forse più pungentemente “controllo di virtù” – da parte della magistratura: è questo l’aspetto più difficile da circoscrivere, ma anche di maggior interesse per quanto riguarda il caso italiano». A. Pizzorno, Il potere dei giudici. Stato democratico e controllo della virtù, Laterza, Bari-Roma, 1998. Pag. 12.
    60 Oggi il dibattito appare superato e le tesi legate al ruolo neutrale del magistrati sono state largamente abbandonate.
    Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013

    #1969 #1970 #1972 #abolizione #AdolfoBeriaDiArgentine #ANM #conservazione #correnti #Costituzione #CSM #democratica #destra #EdoardoMFracanzani #elezioni #giustizia #libertà #magistratura #MI #opinione #progressisti #reati #scissione #stampa #TerzoPotere #UMI #VittorioOccorsio
  2. Nel 1970 gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura

    Contemporaneamente crescono, nell’ambito di Md, le divisioni fra le varie anime della corrente, nella misura in cui una parte dei suoi aderenti tende a rendere più radicali istanze di sinistra <50. L’occasione per la scissione viene dalla presa di posizione della corrente sull’arresto, avvenuto il 25 novembre del 1969, e successiva condanna <51 del direttore responsabile del quotidiano Potere operaio, Francesco Tolin, socialista, a causa di alcuni articoli pubblicati. L’assemblea di Md, riunita a Bologna, approva una delibera in cui esprime preoccupazione per «il clima di intimidazione particolarmente pesante verso determinati settori politici…» <52 e per la libertà di stampa, con toni, in realtà, piuttosto pacati <53. Ma l’ordine del giorno, che provoca le dimissioni del sostituto procuratore Vittorio Occorsio, titolare dell’inchiesta su Tolin, viene subito attaccato da Mi e dall’Umi che accusano Md di interferire contro
    un processo in corso. In breve l’incidente diviene l’occasione per una chiarificazione e circa la metà degli aderenti di Md (fra cui il suo prestigioso leader Beria d’Argentine) decidono di lasciare la corrente per costituirne una nuova, presto battezzata Giustizia e costituzione e, in seguito, Impegno costituzionale, che accoglie anche una parte di Terzo potere, anch’essa soggetta ad una scissione. Importante, forse decisivo, per far precipitare le divisione di Md l’episodio di piazza Fontana, il 12 dicembre a Milano, che segna anche una «crescente pressione di quei settori politici che non tolleravano l’indirizzo assunto dall’Anm e dal Csm, spingono verso la crisi nell’Anm con la rottura
    della giunta unitaria» <54.
    Dopo il biennio della contestazione e “l’autunno caldo” gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura, oltre che in altri settori della società <55 e nelle elezioni del 1970 dell’Anm, Mi ottiene quasi il 45% dei voti (nelle precedenti consultazioni aveva preso il 40%) e ben presto, attraverso un accordo con Terzo potere e Giustizia e costituzione forma una giunta che esclude Md. Anche i tutti i membri del Cms eletti in quota Md decidono di aderire alla scissione del 1969 e quindi la corrente viene di fatto relegata ai margini dei centri di potere della magistratura. In ogni caso la legislatura consigliare 1968-1972 si dimostra sotto più punti di vista decisamente innovativa rispetto a quelle precedenti; fra le iniziative più ricordate vi sono la pubblicazione di una relazione annuale, quella di un massimario circa l’attività disciplinare del Csm, ma anche, molto importante, una serie di circolari per la formazione delle tabelle annuali per la formazione degli uffici giudiziari, per rendere concreto il principio del giudice naturale.
    Un’iniziativa significativa di Magistratura democratica è la raccolta, nel 1970, delle firme per la proposta di un referendum finalizzato all’abolizione di alcuni reati di opinione, in collaborazione con il Psi e il Psiup; i magistrati progressisti cercano la collaborazione del Pci, il quale però si dimostra piuttosto tiepido e non offre un grande aiuto nonostante che quel partito fosse stato quello maggiormente colpito dalle inchieste per reati di opinione; senza l’aiuto dei comunisti il numero necessario di firme non viene raccolto e l’iniziativa fallisce <56.
    Un certo “riflusso” tra i magistrati si conferma in occasione delle elezioni per il Csm del 1972, che vedono Umi e Mi ottenere 13 seggi dei 14 a disposizione, grazie al sistema elettorale maggioritario e ad un’efficace strategia di alleanze <57. Nello stesso 1972 la gestione giudiziaria della strage di piazza Fontana crea un grave conflitto tra l’”alta” magistratura ed i gradi inferiori. Nel mese di ottobre la Corte di Cassazione trasferisce il procedimento da Milano a Catanzaro adducendo ragioni di ordine pubblico; tale atto, anche in virtù delle accese polemiche che erano sorte tra le forze politiche per la conduzione delle indagini da parte delle autorità, che avevano dato la sensazione di cercare i responsabili del grave attentato solo a sinistra (anche contro alcuni indizi in senso contrario), provoca una reazione senza precedenti dei giudici del capoluogo lombardo. Un’assemblea dell’Anm di Milano approva, con un solo voto contrario su oltre duecento, un documento di dura critica nei confronti della decisione della Cassazione. Ne seguirà un procedimento disciplinare ai danni di alcuni magistrati, tra cui Guido Galli, incolpati di aver elaborato il documento.
    Lo scontro tra settori della magistratura caratterizzerà tutti gli anni Settanta e, a questo punto, non si tratta più tanto di un conflitto generazionale, né unicamente tra alta e bassa magistratura, ma più strettamente politico, accompagnando una contrapposizione largamente presente, in generale, nella società italiana. Uno dei problemi fondamentali è quello relativo al ruolo del giudice nella società, se cioè questo debba esservi inserito a pieno titolo, circostanza che gli permetterebbe di comprenderne le dinamiche ed esercitare quel ruolo politico inevitabile nell’esercizio della giurisdizione; oppure se egli debba, in maniera neutrale ed automatica, limitarsi ad essere un mero strumento di applicazione della legge senza alcun ruolo creativo. Il problema ha un peso enorme per il governo della società anche in virtù dell’aumento del ruolo del potere giudiziario nelle società moderne occidentali <58 e che
    si deve all’aumento della complessità delle dinamiche sociali <59. I magistrati delle correnti progressiste sostengono la prima posizione, mentre quelli più legati alla tradizione lo contestano in nome dell’apoliticità del giudice; ma, fanno notare i progressisti, la tesi dell’apoliticità è ipocrita perché nasconde unicamente la volontà di conservazione <60.
    [NOTE]
    50 «Nel 1968 cominciarono a sorgere dei problemi, dei contrasti, principalmente perché si coagulò un gruppo che è difficile definire: la parola extraparlamentare forse è impropria. Alcuni parlavano di cosiddetti cinesi. E questo avvenne in particolare nel gruppo romano. Si cominciò a fare un discorso nella scia della realtà contestativa del paese. La contestazione venne quasi ipostatizzata come elemento principe per uno sviluppo e ciò anche all’interno della magistratura» S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati, Franco Angeli, Milano, 1987. Pag. 206
    51 Dopo un processo per direttissima in cui il pubblico ministero era Vittorio Occorsio, che negli anni successivi si occuperà di inchieste su Ordine nuovo.
    52 Vedi R. Canosa e P. Federico, La magistratura in Italia. Cit, Pag. 379.
    53 Anche in considerazione del fatto che l’arresto di Tolin provoca le proteste di gran parte degli organi di stampa, non escluso il telegiornale della Rai. Vedere Pappalardo. Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati. Cit. Pag. 230.
    54 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 177.
    55 Sintomatico del desiderio diffuso in alcuni settori moderati di ridurre l’influenza della magistratura progressista è, per esempio, l’intervento di Mario Cervi: «Resta la realtà di una magistratura che ha rinunciato al prestigio carismatico del passato, che non si chiude più nella torre d’avorio […] ma che […] rischia di essere inquinata da ciò che di deteriore esiste nella vita italiana […] Non è accettabile il passaggio da una liturgia giudiziaria solenne e lenta […] ad una liturgia giudiziaria affidata a sacerdoti che discutono molto, enunciano tesi popolari e magari populiste ma, alla fine dei conti, danno al cittadino un servizio altrettanto lento […] il caso Tolin ha messo allo scoperto l’inconciliabilità tra il comportamento di una minoranza di estrema sinistra che condivide ed esalta le posizioni di una parte politica e la volontà della maggioranza dei magistrati» M. Cervi, “Malessere nella magistratura”, Corriere della Sera del 23 dicembre 1969.
    56 V. Zagrebelsky, “La magistratura ordinaria dalla Costituzione ad oggi”. Cit. Pag. 774.
    57 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 189.
    58 N. Tate e T. Vallinder (a cura di), The Global Expansion of Judicial Power, New York University Press, New York.
    59 Pizzorno individua cinque ragioni principali per l’aumento del peso del giudice: «a)l’accresciuta partecipazione del giudice alla creazione della legge; b) l’accresciuta tendenza degli organi legislativi e amministrativi a delegare a quelli giurisdizionali decisioni delicate, che si ritiene possano comportare conseguenze negative per i rappresentanti eletti; c) l’allargamento dell’accesso dei cittadini alla giustizia per risolvere controversie che tradizionalmente venivano risolte da autorità sociali o amministrative: nella famiglia, nella scuola, nelle professioni, nelle istituzioni globali, e così via (è quello che gli americani chiamano espansione del due process); d) l’istituzione, in gran parte delle democrazie europee – che per due secoli l’avevano respinto come estraneo alla loro concezione del modo in cui si forma il diritto – del controllo di costituzionalità delle leggi da parte di uno speciale organo giurisdizionale; e) l’apparire e espandersi nella pratica che, per analogia con l’istituto del controllo di costituzionalità, proporrei di chiamare “controllo di correttezza politica” – o forse più pungentemente “controllo di virtù” – da parte della magistratura: è questo l’aspetto più difficile da circoscrivere, ma anche di maggior interesse per quanto riguarda il caso italiano». A. Pizzorno, Il potere dei giudici. Stato democratico e controllo della virtù, Laterza, Bari-Roma, 1998. Pag. 12.
    60 Oggi il dibattito appare superato e le tesi legate al ruolo neutrale del magistrati sono state largamente abbandonate.
    Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013

    #1969 #1970 #1972 #abolizione #AdolfoBeriaDiArgentine #ANM #conservazione #correnti #Costituzione #CSM #democratica #destra #EdoardoMFracanzani #elezioni #giustizia #libertà #magistratura #MI #opinione #progressisti #reati #scissione #stampa #TerzoPotere #UMI #VittorioOccorsio
  3. Il ruolo di Meta nelle elezioni italiane, Floridia (Vigilanza Rai): “Necessario convocare i vertici americani della società”.

    Le reazioni all'inchiesta di Report in onda stasera, anticipata dal Fatto Quotidiano. La senatrice Bevilacqua (M5s): "Il Garante della Privacy aveva già perso ogni credibilità prima, figuriamoci adesso".

    ilfattoquotidiano.it/2026/04/1

    #Report #Meta #Edi #Social #Facebook #Instagram #Elezioni #Politica #Rai3 #Tv #Televisione

  4. I consigli di Montanelli all’ambasciatrice statunitense

    Diversi [nel 1953, cone le elezioni politiche caratterizzate dalla legge maggioritaria ribatezzata “legge truffa”] erano i problemi di cui si doveva tenere conto e che complicavano l’ipotesi di un annuncio apparentemente senza problemi. Innanzitutto era indispensabile valutare l’impatto che avrebbe avuto sui partiti laici di centro, non entusiasti di un sistema troppo concentrato nelle mani della Dc e penalizzante per gli alleati minori. C’era poi una questione tempistica. In parlamento si stava già discutendo l’abrogazione della legge elettorale, quindi l’annuncio andava fatto in tempi ragionevoli e con dati precisi alla mano. Da ultimo, come si diceva, la perplessità di De Gasperi relativa alla nuova composizione di Camera e Senato non accompagnata da una issue d’impatto sull’elettorato. Si riferiva, più di ogni altra cosa, a Trieste, come annotava la signora Luce [ambasciatrice in Italia degli Stati Uniti] in chiusura di conversazione. E la questione, nel caso in cui fosse stata risolta, avrebbe potuto davvero imprimere un corso diverso agli eventi: “Quando [De Gasperi] mi accompagnò alla porta, mi chiese se sarei andata a casa per Natale. Dissi che speravo di sì. Poi, stringendomi la mano, affermò: ‘se il vostro Paese riuscirà a dare Trieste a questo governo per Natale, noi potremo farvi il regalo di annunciare che abbiamo ricontato i voti e vinto le elezioni di giugno, per poi cominciare la controversia coi comunisti. In quel caso potremmo avere qualche possibilità di vincere le future elezioni’ ” <59. Trieste, com’è noto, non tornò italiana quell’anno. Da un lato, i tempi non erano ancora maturi e, dall’altro, prevalse il senso di responsabilità di fronte a risultati e ad un parlamento ormai funzionante e legittimato <60.
    «Le elezioni non sono andate proprio a male – commentava la Luce usando un’immagine “gastronomica” – ma certamente si sono un po’ inacidite. Non offrono presagi luminosi per la nostra linea politica sulla Nato» <61. L’ambasciatrice accusava la stampa americana di aver dato un peso eccessivo al suo intervento di Milano: i giornali avevano fornito «immagini distorte e fuori dal contesto», dimenticando che solo la destra monarchico-fascista aveva esplicitamente attaccato il suo discorso <62. La conferenza del 28 maggio alla Camera di commercio di Milano è stata spesso ritenuta emblematica dell’interventismo della Luce, poiché in quella sede minacciò gravi conseguenze per il sostegno all’Italia in caso di vittoria di una delle ali estreme <63. Una tale interpretazione della vicenda, però, suscita a qualche perplessità. Esternazioni del genere non erano una novità per la diplomazia americana: John Foster Dulles in Germania aveva espresso sostanzialmente gli stessi concetti <64. Tuttavia, quelle di Milano risultarono sgradite al Dipartimento di Stato, che aveva espressamente chiesto alla Luce di non rilasciare dichiarazioni e tenere un basso profilo <65. In più, pochi giorni prima del discorso era stata la stessa ambasciatrice a fare considerazioni analoghe sui pericoli di un’eccessiva ingerenza statunitense. Scrivendo a Ferguson, amico personale nonché influente senatore repubblicano, aveva affermato che gli elementi antiamericani in Italia stavano «ansiosamente cercando prove di interferenza o pressione americana» <66.
    In questo frangente, non è azzardato ipotizzare l’influenza di una personalità importante con cui Clare Luce aveva stretto un rapporto di amicizia privilegiato: Indro Montanelli. Poco prima della partenza per l’Italia, Mrs. Luce aveva ricevuto una lettera del giornalista toscano, suo amico di lunga data <67. Augurandole un magnifico successo, che sarebbe stato «un gran bene per i due paesi», Montanelli così si rivolgeva alla Signora: «Spero di non trovarla delusa dei miei compatrioti, del loro (apparente) cinismo, della loro (superficiale) immoralità. Comunque, li affronti con coraggio, qualche volta con insolenza, e sempre con assoluta spregiudicatezza. Gl’italiani vanno pazzi per queste virtù, forse perché non conoscono la Virtù vera» <68.
    Pare proprio che l’ambasciatrice abbia seguito alla lettera i consigli del giornalista, a cui tra l’altro chiedeva, a conferma del rapporto di fiducia tra i due, un elenco di persone da incontrare a Roma. Montanelli le consigliò alcuni «manipolatori dell’opinione pubblica [sic]» <69. Da neofita della diplomazia e da scarsa conoscitrice del nostro Paese, Mrs. Luce doveva affidarsi necessariamente a qualcuno che la introducesse ai pregi e ai difetti del popolo italiano. Montanelli fu il suo “Cicerone” prima della partenza, dato che avevano passato molto tempo insieme a New York <70. Ma continuò ad essere una figura di riferimento molto ascoltata anche in Italia, suggerendo perfino vie d’uscita
    extraparlamentari. Non fu perciò solo una concezione semplicistica e grossolana della politica e della capacità americana di influenzare l’Italia a dettare il tenore dell’intervento di Milano a una settimana dal voto. Pesarono, come spesso accade, rapporti di amicizia, situazioni contingenti e tanti dubbi. Dubbi che, da quanto risulta dalla documentazione, rimasero in Clare Boothe Luce fino alla fine, facendo conoscere aspetti finora trascurati dell’ambasciatrice come, appunto, i tormenti sulle decisioni da prendere.
    [NOTE]
    59 Memorandum of conversation, C.B. Luce, A. De Gasperi, November 21, 1953, NARA, RG 84, Italy, U.S. Embassy, Rome, Records of Clare Boothe Luce 1955-1957, Lot File 64F26 (d’ora in poi RG 84, CBL), Box 4, f. Memoranda of conversations ’53.
    60 Pietro Ingrao, tra gli altri, ha sottolineato la correttezza di De Gasperi e Scelba nel prendere atto dei risultati, si veda C. Rodotà, Storia della legge truffa, cit., p. 105; M.S. Piretti, La legge truffa, cit., pp. 210-211.
    61 C.B. Luce to C.D. Jackson (Special Assistant to the President), June 19, 1953, FRUS, 1952-54, VI, pt. 2, pp. 1612-13. Si veda L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., p. 7.
    62 C.B. Luce to C.D. Jackson, cit., pp. 1612-13.
    63 M. Del Pero, Gli Stati Uniti e la «guerra psicologica», cit., p. 977; A. Brogi, L’Italia e l’egemonia americana, cit., p. 74. Per il testo integrale del discorso in lingua originale si veda LOC, CBLP, Box 686, f. 4, May 28, 1953. Sulle varie reazioni della stampa italiana si vedano Wide press comments on Ambassador Luce’s speech, Italian press highlights n. 229, prepared by Mutual Security Agency and United States Information Service, May 30-31, June 1, 1953, DDEL, JFD Papers, 1951-59, General correspondence and memoranda series, Box 2, f. Strictly confidential – L (4); Italian elections, C. Norberg (Acting Deputy Assistant Director, PSB) to Acting Director (Office of Coordination, PSB), May 29, 1953, DDEL, WH Office, NSC Staff Papers 1953-1961, PSB Central File Series, Box 13, f. PSB 091 Italy (3).
    64 Dulles mise in guardia i tedeschi sulla pericolosità di votare i socialdemocratici, M. Del Pero, American Pressures and their Containment in Italy during the Ambassadorship of Clare Boothe Luce, 1953-1956, «Diplomatic History», vol. 28, n. 3, june 2004, p. 418.
    65 M. Del Pero, Stati Uniti e “legge truffa”, cit., p. 505; M. Del Pero, L’alleato scomodo, cit., p. 186. Significativo, inoltre, il fatto che la Luce ricevette il plauso dell’armatore genovese Ernesto Fassio, che non nascose le simpatie per il ventennio fascista ma fu sempre assai critico verso il Msi, si veda LOC, CBLP, Box 603, f. Fa-Fea 1953.
    66 C.B. Luce (Ambassador in Italy) to H.S. Ferguson (Republican Senator), May 11, 1953, NARA, RG 59, Subject files relating to Italian Affairs, 1944-1956, Lot File 58D357, Box 11, f. 380.02 Emigration 1951-54.
    67 Il giornalista trasse da un incontro-intervista del 21 marzo a New York l’articolo Clare Luce, «Corriere della Sera», 7 aprile 1953. Si veda il commento nel diario di Montanelli, citato in S. Gerbi, R. Liucci, Lo stregone. La prima vita di Indro Montanelli, Einaudi, Torino, 2006, p. 295.
    68 I. Montanelli a C.B. Luce, 31 marzo 1953, LOC, CBLP, Box 606, f. 3 Mod-Mon 1953.
    69 I. Montanelli a C.B. Luce, s.d. ma tra il 21 marzo, quando i due si incontrano, e il 31 marzo 1953, data in cui Montanelli ringrazia per l’approvazione dell’articolo destinato al «Corriere», LOC, CBLP, Box 606, f. Mod-Mon 1953. Altro segno della stima reciproca tra i due è un passaggio di un memorandum del 1954, in cui la Luce enumera le tante volte (sei in venti mesi) in cui si è incontrata con il giornalista, definito «un profeta di inevitabili sventure». Al sostantivo «profeta» è abbinato l’aggettivo inesistente «voluable», non è chiaro se la parola originale fosse «valuable» (prezioso) o «voluble» (loquace). Si veda Memorandum of conversation, I. Montanelli, C.B. Luce, November 20, 1954,
    NARA, RG 84, CBL, Box 4, f. Memoranda of conversations ’54.
    70 È Montanelli ad affermare di essere amico di Mrs. Luce «da molto prima che lei diventasse ambasciatrice in Italia», si veda Una gladio in borghese, Intervista a Indro Montanelli di M.G. Rossi e M. Del Pero, «Italia contemporanea», settembre 1998, n. 212, p. 647.
    Federico Robbe, Gli Stati Uniti e la Destra italiana negli anni Cinquanta, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2009-2010

    #1953 #AlcideDeGasperi #ambasciatrice #caso #ClareBootheLuce #elezioni #FedericoRobbe #IndroMontanelli #legge #politiche #questione #StatiUniti #Trieste #truffa
  5. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  6. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  7. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  8. #Elezioni #Senegal
    Proiezione di Mamadou Yauck:

    Affluenza: 49,72%

    #PASTEF|Sinistra: 131 seggi
    #TWS (#APR-#PDS-#Rewmi-#BGG-#UCS)|Centro: 16
    #JaN (#NR-#PS-#AFP-#LD/#MPT-#PiT)|Centro-sinistra|Sinistra: 7
    #SSK (#TS-#PUR-#ARC-#MPR-#AGIR-#GSB)|Grande tenda populista: 3

    Altri partiti: 8

    Totale seggi: 165

    Maggioranza: 83

    @OsservatorioEsteri

  9. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di PIK1:

    #DISY|EPP: 22,6-25,4%
    #AKEL|LEFT: 22,6-25,4%
    Fidias #Panayiotou: 15,7-18,3%
    #ELAM|Estrema destra: 10,9-13,1%
    #DIKO|S&D: 8-10%
    #EDEK|S&D: 3,8-5,2%
    #DiPa|RE: 2,4-3,6%
    #Volt|G/EFA: 2,4-3,6%
    #KOSP|G/EFA: 1,1-1,9%
    #ZgtZ|LEFT: 0%

    @OsservatorioEsteri

  10. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di PIK1:

    #DISY|EPP: 22,6-25,4%
    #AKEL|LEFT: 22,6-25,4%
    Fidias #Panayiotou: 15,7-18,3%
    #ELAM|Estrema destra: 10,9-13,1%
    #DIKO|S&D: 8-10%
    #EDEK|S&D: 3,8-5,2%
    #DiPa|RE: 2,4-3,6%
    #Volt|G/EFA: 2,4-3,6%
    #KOSP|G/EFA: 1,1-1,9%
    #ZgtZ|LEFT: 0%

    @OsservatorioEsteri

  11. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di PIK1:

    #DISY|EPP: 22,6-25,4%
    #AKEL|LEFT: 22,6-25,4%
    Fidias #Panayiotou: 15,7-18,3%
    #ELAM|Estrema destra: 10,9-13,1%
    #DIKO|S&D: 8-10%
    #EDEK|S&D: 3,8-5,2%
    #DiPa|RE: 2,4-3,6%
    #Volt|G/EFA: 2,4-3,6%
    #KOSP|G/EFA: 1,1-1,9%
    #ZgtZ|LEFT: 0%

    @OsservatorioEsteri

  12. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di PIK1:

    #DISY|EPP: 22,6-25,4%
    #AKEL|LEFT: 22,6-25,4%
    Fidias #Panayiotou: 15,7-18,3%
    #ELAM|Estrema destra: 10,9-13,1%
    #DIKO|S&D: 8-10%
    #EDEK|S&D: 3,8-5,2%
    #DiPa|RE: 2,4-3,6%
    #Volt|G/EFA: 2,4-3,6%
    #KOSP|G/EFA: 1,1-1,9%
    #ZgtZ|LEFT: 0%

    @OsservatorioEsteri

  13. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di CYMAR:

    #DISY|EPP: 22,3-25,3%
    #AKEL|LEFT: 21,6-24,6%
    Fidias #Panayiotou: 13,7-15,7%
    #DIKO|S&D: 10,8-12,8%
    #ELAM|Estrema destra: 9,48-11,4%
    #EDEK|S&D: 5,7-7,1%
    #Volt|G/EFA: 2,7-3,7%
    #DiPa|RE: 2,2-3,2%
    #KOSP|G/EFA: 0,6-1,6%

    @OsservatorioEsteri

  14. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di CYMAR:

    #DISY|EPP: 22,3-25,3%
    #AKEL|LEFT: 21,6-24,6%
    Fidias #Panayiotou: 13,7-15,7%
    #DIKO|S&D: 10,8-12,8%
    #ELAM|Estrema destra: 9,48-11,4%
    #EDEK|S&D: 5,7-7,1%
    #Volt|G/EFA: 2,7-3,7%
    #DiPa|RE: 2,2-3,2%
    #KOSP|G/EFA: 0,6-1,6%

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  15. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di CYMAR:

    #DISY|EPP: 22,3-25,3%
    #AKEL|LEFT: 21,6-24,6%
    Fidias #Panayiotou: 13,7-15,7%
    #DIKO|S&D: 10,8-12,8%
    #ELAM|Estrema destra: 9,48-11,4%
    #EDEK|S&D: 5,7-7,1%
    #Volt|G/EFA: 2,7-3,7%
    #DiPa|RE: 2,2-3,2%
    #KOSP|G/EFA: 0,6-1,6%

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  16. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di CYMAR:

    #DISY|EPP: 22,3-25,3%
    #AKEL|LEFT: 21,6-24,6%
    Fidias #Panayiotou: 13,7-15,7%
    #DIKO|S&D: 10,8-12,8%
    #ELAM|Estrema destra: 9,48-11,4%
    #EDEK|S&D: 5,7-7,1%
    #Volt|G/EFA: 2,7-3,7%
    #DiPa|RE: 2,2-3,2%
    #KOSP|G/EFA: 0,6-1,6%

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  17. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC sui seggi:

    #DISY|EPP: 2 seggi
    #AKEL|LEFT: 1 (-1 rispetto al 2019)
    Fidias #Panayiotou: 1 (+1)
    #DIKO|S&D: 1 (+1)
    #ELAM|Estrema destra: 1 (+1)
    #EDEK|S&D: 0 (-1)

    @OsservatorioEsteri

  18. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC sui seggi:

    #DISY|EPP: 2 seggi
    #AKEL|LEFT: 1 (-1 rispetto al 2019)
    Fidias #Panayiotou: 1 (+1)
    #DIKO|S&D: 1 (+1)
    #ELAM|Estrema destra: 1 (+1)
    #EDEK|S&D: 0 (-1)

    @OsservatorioEsteri

  19. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC sui seggi:

    #DISY|EPP: 2 seggi
    #AKEL|LEFT: 1 (-1 rispetto al 2019)
    Fidias #Panayiotou: 1 (+1)
    #DIKO|S&D: 1 (+1)
    #ELAM|Estrema destra: 1 (+1)
    #EDEK|S&D: 0 (-1)

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  20. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC sui seggi:

    #DISY|EPP: 2 seggi
    #AKEL|LEFT: 1 (-1 rispetto al 2019)
    Fidias #Panayiotou: 1 (+1)
    #DIKO|S&D: 1 (+1)
    #ELAM|Estrema destra: 1 (+1)
    #EDEK|S&D: 0 (-1)

    @OsservatorioEsteri

  21. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC:

    #DISY|EPP: 23-28%
    #AKEL|LEFT: 21,5-26,5%
    Fidias #Panayiotou: 11,5-15,5%
    #DIKO|S&D: 9,5-13,5%
    #ELAM|Estrema destra: 8,5-12,5%
    #EDEK|S&D: 3-6%

    @OsservatorioEsteri

  22. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC:

    #DISY|EPP: 23-28%
    #AKEL|LEFT: 21,5-26,5%
    Fidias #Panayiotou: 11,5-15,5%
    #DIKO|S&D: 9,5-13,5%
    #ELAM|Estrema destra: 8,5-12,5%
    #EDEK|S&D: 3-6%

    @OsservatorioEsteri

  23. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC:

    #DISY|EPP: 23-28%
    #AKEL|LEFT: 21,5-26,5%
    Fidias #Panayiotou: 11,5-15,5%
    #DIKO|S&D: 9,5-13,5%
    #ELAM|Estrema destra: 8,5-12,5%
    #EDEK|S&D: 3-6%

    @OsservatorioEsteri

  24. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Pulse RC:

    #DISY|EPP: 23-28%
    #AKEL|LEFT: 21,5-26,5%
    Fidias #Panayiotou: 11,5-15,5%
    #DIKO|S&D: 9,5-13,5%
    #ELAM|Estrema destra: 8,5-12,5%
    #EDEK|S&D: 3-6%

    @OsservatorioEsteri

  25. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Prime:

    #DISY|EPP: 23-27%
    #AKEL|LEFT: 22-26%
    Fidias #Panayiotou: 13-17%
    #DIKO|S&D: 9-13%
    #ELAM|Estrema destra: 9-13%
    #EDEK|S&D: 3-6%
    #Volt|G/EFA: 2-5%
    #DiPa|RE: 2-5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2%
    #ZgtZ|LEFT: 0-1%

    @OsservatorioEsteri

  26. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Prime:

    #DISY|EPP: 23-27%
    #AKEL|LEFT: 22-26%
    Fidias #Panayiotou: 13-17%
    #DIKO|S&D: 9-13%
    #ELAM|Estrema destra: 9-13%
    #EDEK|S&D: 3-6%
    #Volt|G/EFA: 2-5%
    #DiPa|RE: 2-5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2%
    #ZgtZ|LEFT: 0-1%

    @OsservatorioEsteri

  27. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Prime:

    #DISY|EPP: 23-27%
    #AKEL|LEFT: 22-26%
    Fidias #Panayiotou: 13-17%
    #DIKO|S&D: 9-13%
    #ELAM|Estrema destra: 9-13%
    #EDEK|S&D: 3-6%
    #Volt|G/EFA: 2-5%
    #DiPa|RE: 2-5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2%
    #ZgtZ|LEFT: 0-1%

    @OsservatorioEsteri

  28. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Prime:

    #DISY|EPP: 23-27%
    #AKEL|LEFT: 22-26%
    Fidias #Panayiotou: 13-17%
    #DIKO|S&D: 9-13%
    #ELAM|Estrema destra: 9-13%
    #EDEK|S&D: 3-6%
    #Volt|G/EFA: 2-5%
    #DiPa|RE: 2-5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2%
    #ZgtZ|LEFT: 0-1%

    @OsservatorioEsteri

  29. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Alpha TV:

    #DISY|EPP: 25,5-28,5%
    #AKEL|LEFT: 23-26%
    Fidias #Panayiotou: 12-15%
    #ELAM|Estrema destra: 11-14%
    #DIKO|S&D: 7,5-10,5%
    #EDEK|S&D: 3,5-5%
    #Volt|G/EFA: 3-4,5%
    #DiPa|RE: 2-3,5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2,5%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2,5%
    #ZgtZ|LEFT: 0,5-1%
    #Niki|Estrema destra: 0,1-0,2%

    @OsservatorioEsteri

  30. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Alpha TV:

    #DISY|EPP: 25,5-28,5%
    #AKEL|LEFT: 23-26%
    Fidias #Panayiotou: 12-15%
    #ELAM|Estrema destra: 11-14%
    #DIKO|S&D: 7,5-10,5%
    #EDEK|S&D: 3,5-5%
    #Volt|G/EFA: 3-4,5%
    #DiPa|RE: 2-3,5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2,5%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2,5%
    #ZgtZ|LEFT: 0,5-1%
    #Niki|Estrema destra: 0,1-0,2%

    @OsservatorioEsteri

  31. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Alpha TV:

    #DISY|EPP: 25,5-28,5%
    #AKEL|LEFT: 23-26%
    Fidias #Panayiotou: 12-15%
    #ELAM|Estrema destra: 11-14%
    #DIKO|S&D: 7,5-10,5%
    #EDEK|S&D: 3,5-5%
    #Volt|G/EFA: 3-4,5%
    #DiPa|RE: 2-3,5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2,5%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2,5%
    #ZgtZ|LEFT: 0,5-1%
    #Niki|Estrema destra: 0,1-0,2%

    @OsservatorioEsteri

  32. #Elezioni #Europee #Cipro
    Exit poll di Alpha TV:

    #DISY|EPP: 25,5-28,5%
    #AKEL|LEFT: 23-26%
    Fidias #Panayiotou: 12-15%
    #ELAM|Estrema destra: 11-14%
    #DIKO|S&D: 7,5-10,5%
    #EDEK|S&D: 3,5-5%
    #Volt|G/EFA: 3-4,5%
    #DiPa|RE: 2-3,5%
    #KOSP|G/EFA: 1-2,5%
    #KEEK|Cacciatori: 1-2,5%
    #ZgtZ|LEFT: 0,5-1%
    #Niki|Estrema destra: 0,1-0,2%

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  33. #Elezioni #Turchia #Locali #Adana
    Intention poll di BETİMAR:

    Zeydan #Karalar (#CHP|S&D): 44,6%
    Fatih Mehmet #Kocaispir (#AKP|Destra): 39%
    Ayyüce #Türkeş (#İYİ|Centro-destra): 6,5%
    Mahfuz #Güleryüz (#DEM|Sinistra verde): 4,9%
    Selahattin #Baysal (#YRP|Estrema destra islamica): 1,9%
    Umut #Yanar (#Zafer|Destra radicale kemalista): 1,3%

    @OsservatorioEsteri