#magistratura — Public Fediverse posts
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https://www.europesays.com/it/496661/ Famiglia nel bosco, Anm: ‘Da ministero interferenze sui magistrati’ #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #FamigliaNelBosco #IT #Italia #Italy #magistratura #News #Notizie #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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CONVERSAZIONE SETTIMANALE
Puntata di “Conversazione settimanale con Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale” di domenica 10 maggio 2026 condotta da Michele Lembo con gli interventi di Maurizio Turco (segretario del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).
#AffermazioneDiCoscienza #Autofinanziamento #Calamandrei #carcere #Commemorazione #CorteCostituzionale #Costituzione #Decessi #DirittiCivili #DirittiUmani #DIRITTO #Dupuis #Emergenza #Esteri #FameNelMondo #ForzaItalia #GiorgianaMasi #GIUSTIZIA #GUERRA #iran #Iscrizioni #LeggeElettorale #LIBERALISMO #MAGISTRATURA #Marini #MASSMEDIA #Mussolini #OrdinePubblico #Orlando #Pannella #PartitoDemocratico #PARTITORADICALE #PartitoRadicaleNonviolento #Penale #Petrolio #Poggi #politica #Referendum #Riforme #ScomparsaMarcoPannella #SeparazioneDelleCarriere #TRUMP #Uninominale #USA #Violenza
Tra gli argomenti discussi: Affermazione Di Coscienza, Autofinanziamento, Calamandrei, Carcere, Commemorazione, Corte Costituzionale, Costituzione, Decessi, Diritti Civili, Diritti Umani, Diritto, Dupuis, Emergenza, Esteri, Fame Nel Mondo, Forza Italia, Giorgiana Masi, Giustizia, Guerra, Iran, Iscrizioni, Legge Elettorale, Liberalismo, Magistratura, Marini, Mass Media, Mussolini, Ordine Pubblico, Orlando, Pannella, Partito Democratico, Partito Radicale, Partito Radicale Nonviolento, Penale, Petrolio, Poggi, Politica, Referendum, Riforme, Scomparsa Marco Pannella, Separazione Delle Carriere, Trump, Uninominale, Usa, Violenza. -
Servidores do Judiciário gaúcho realizam atos por valorização salarial
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Servidores do Judiciário gaúcho realizam atos por valorização salarial
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Nel 1970 gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura
Contemporaneamente crescono, nell’ambito di Md, le divisioni fra le varie anime della corrente, nella misura in cui una parte dei suoi aderenti tende a rendere più radicali istanze di sinistra <50. L’occasione per la scissione viene dalla presa di posizione della corrente sull’arresto, avvenuto il 25 novembre del 1969, e successiva condanna <51 del direttore responsabile del quotidiano Potere operaio, Francesco Tolin, socialista, a causa di alcuni articoli pubblicati. L’assemblea di Md, riunita a Bologna, approva una delibera in cui esprime preoccupazione per «il clima di intimidazione particolarmente pesante verso determinati settori politici…» <52 e per la libertà di stampa, con toni, in realtà, piuttosto pacati <53. Ma l’ordine del giorno, che provoca le dimissioni del sostituto procuratore Vittorio Occorsio, titolare dell’inchiesta su Tolin, viene subito attaccato da Mi e dall’Umi che accusano Md di interferire contro
#1969 #1970 #1972 #abolizione #AdolfoBeriaDiArgentine #ANM #conservazione #correnti #Costituzione #CSM #democratica #destra #EdoardoMFracanzani #elezioni #giustizia #libertà #magistratura #MI #opinione #progressisti #reati #scissione #stampa #TerzoPotere #UMI #VittorioOccorsio
un processo in corso. In breve l’incidente diviene l’occasione per una chiarificazione e circa la metà degli aderenti di Md (fra cui il suo prestigioso leader Beria d’Argentine) decidono di lasciare la corrente per costituirne una nuova, presto battezzata Giustizia e costituzione e, in seguito, Impegno costituzionale, che accoglie anche una parte di Terzo potere, anch’essa soggetta ad una scissione. Importante, forse decisivo, per far precipitare le divisione di Md l’episodio di piazza Fontana, il 12 dicembre a Milano, che segna anche una «crescente pressione di quei settori politici che non tolleravano l’indirizzo assunto dall’Anm e dal Csm, spingono verso la crisi nell’Anm con la rottura
della giunta unitaria» <54.
Dopo il biennio della contestazione e “l’autunno caldo” gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura, oltre che in altri settori della società <55 e nelle elezioni del 1970 dell’Anm, Mi ottiene quasi il 45% dei voti (nelle precedenti consultazioni aveva preso il 40%) e ben presto, attraverso un accordo con Terzo potere e Giustizia e costituzione forma una giunta che esclude Md. Anche i tutti i membri del Cms eletti in quota Md decidono di aderire alla scissione del 1969 e quindi la corrente viene di fatto relegata ai margini dei centri di potere della magistratura. In ogni caso la legislatura consigliare 1968-1972 si dimostra sotto più punti di vista decisamente innovativa rispetto a quelle precedenti; fra le iniziative più ricordate vi sono la pubblicazione di una relazione annuale, quella di un massimario circa l’attività disciplinare del Csm, ma anche, molto importante, una serie di circolari per la formazione delle tabelle annuali per la formazione degli uffici giudiziari, per rendere concreto il principio del giudice naturale.
Un’iniziativa significativa di Magistratura democratica è la raccolta, nel 1970, delle firme per la proposta di un referendum finalizzato all’abolizione di alcuni reati di opinione, in collaborazione con il Psi e il Psiup; i magistrati progressisti cercano la collaborazione del Pci, il quale però si dimostra piuttosto tiepido e non offre un grande aiuto nonostante che quel partito fosse stato quello maggiormente colpito dalle inchieste per reati di opinione; senza l’aiuto dei comunisti il numero necessario di firme non viene raccolto e l’iniziativa fallisce <56.
Un certo “riflusso” tra i magistrati si conferma in occasione delle elezioni per il Csm del 1972, che vedono Umi e Mi ottenere 13 seggi dei 14 a disposizione, grazie al sistema elettorale maggioritario e ad un’efficace strategia di alleanze <57. Nello stesso 1972 la gestione giudiziaria della strage di piazza Fontana crea un grave conflitto tra l’”alta” magistratura ed i gradi inferiori. Nel mese di ottobre la Corte di Cassazione trasferisce il procedimento da Milano a Catanzaro adducendo ragioni di ordine pubblico; tale atto, anche in virtù delle accese polemiche che erano sorte tra le forze politiche per la conduzione delle indagini da parte delle autorità, che avevano dato la sensazione di cercare i responsabili del grave attentato solo a sinistra (anche contro alcuni indizi in senso contrario), provoca una reazione senza precedenti dei giudici del capoluogo lombardo. Un’assemblea dell’Anm di Milano approva, con un solo voto contrario su oltre duecento, un documento di dura critica nei confronti della decisione della Cassazione. Ne seguirà un procedimento disciplinare ai danni di alcuni magistrati, tra cui Guido Galli, incolpati di aver elaborato il documento.
Lo scontro tra settori della magistratura caratterizzerà tutti gli anni Settanta e, a questo punto, non si tratta più tanto di un conflitto generazionale, né unicamente tra alta e bassa magistratura, ma più strettamente politico, accompagnando una contrapposizione largamente presente, in generale, nella società italiana. Uno dei problemi fondamentali è quello relativo al ruolo del giudice nella società, se cioè questo debba esservi inserito a pieno titolo, circostanza che gli permetterebbe di comprenderne le dinamiche ed esercitare quel ruolo politico inevitabile nell’esercizio della giurisdizione; oppure se egli debba, in maniera neutrale ed automatica, limitarsi ad essere un mero strumento di applicazione della legge senza alcun ruolo creativo. Il problema ha un peso enorme per il governo della società anche in virtù dell’aumento del ruolo del potere giudiziario nelle società moderne occidentali <58 e che
si deve all’aumento della complessità delle dinamiche sociali <59. I magistrati delle correnti progressiste sostengono la prima posizione, mentre quelli più legati alla tradizione lo contestano in nome dell’apoliticità del giudice; ma, fanno notare i progressisti, la tesi dell’apoliticità è ipocrita perché nasconde unicamente la volontà di conservazione <60.
[NOTE]
50 «Nel 1968 cominciarono a sorgere dei problemi, dei contrasti, principalmente perché si coagulò un gruppo che è difficile definire: la parola extraparlamentare forse è impropria. Alcuni parlavano di cosiddetti cinesi. E questo avvenne in particolare nel gruppo romano. Si cominciò a fare un discorso nella scia della realtà contestativa del paese. La contestazione venne quasi ipostatizzata come elemento principe per uno sviluppo e ciò anche all’interno della magistratura» S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati, Franco Angeli, Milano, 1987. Pag. 206
51 Dopo un processo per direttissima in cui il pubblico ministero era Vittorio Occorsio, che negli anni successivi si occuperà di inchieste su Ordine nuovo.
52 Vedi R. Canosa e P. Federico, La magistratura in Italia. Cit, Pag. 379.
53 Anche in considerazione del fatto che l’arresto di Tolin provoca le proteste di gran parte degli organi di stampa, non escluso il telegiornale della Rai. Vedere Pappalardo. Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati. Cit. Pag. 230.
54 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 177.
55 Sintomatico del desiderio diffuso in alcuni settori moderati di ridurre l’influenza della magistratura progressista è, per esempio, l’intervento di Mario Cervi: «Resta la realtà di una magistratura che ha rinunciato al prestigio carismatico del passato, che non si chiude più nella torre d’avorio […] ma che […] rischia di essere inquinata da ciò che di deteriore esiste nella vita italiana […] Non è accettabile il passaggio da una liturgia giudiziaria solenne e lenta […] ad una liturgia giudiziaria affidata a sacerdoti che discutono molto, enunciano tesi popolari e magari populiste ma, alla fine dei conti, danno al cittadino un servizio altrettanto lento […] il caso Tolin ha messo allo scoperto l’inconciliabilità tra il comportamento di una minoranza di estrema sinistra che condivide ed esalta le posizioni di una parte politica e la volontà della maggioranza dei magistrati» M. Cervi, “Malessere nella magistratura”, Corriere della Sera del 23 dicembre 1969.
56 V. Zagrebelsky, “La magistratura ordinaria dalla Costituzione ad oggi”. Cit. Pag. 774.
57 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 189.
58 N. Tate e T. Vallinder (a cura di), The Global Expansion of Judicial Power, New York University Press, New York.
59 Pizzorno individua cinque ragioni principali per l’aumento del peso del giudice: «a)l’accresciuta partecipazione del giudice alla creazione della legge; b) l’accresciuta tendenza degli organi legislativi e amministrativi a delegare a quelli giurisdizionali decisioni delicate, che si ritiene possano comportare conseguenze negative per i rappresentanti eletti; c) l’allargamento dell’accesso dei cittadini alla giustizia per risolvere controversie che tradizionalmente venivano risolte da autorità sociali o amministrative: nella famiglia, nella scuola, nelle professioni, nelle istituzioni globali, e così via (è quello che gli americani chiamano espansione del due process); d) l’istituzione, in gran parte delle democrazie europee – che per due secoli l’avevano respinto come estraneo alla loro concezione del modo in cui si forma il diritto – del controllo di costituzionalità delle leggi da parte di uno speciale organo giurisdizionale; e) l’apparire e espandersi nella pratica che, per analogia con l’istituto del controllo di costituzionalità, proporrei di chiamare “controllo di correttezza politica” – o forse più pungentemente “controllo di virtù” – da parte della magistratura: è questo l’aspetto più difficile da circoscrivere, ma anche di maggior interesse per quanto riguarda il caso italiano». A. Pizzorno, Il potere dei giudici. Stato democratico e controllo della virtù, Laterza, Bari-Roma, 1998. Pag. 12.
60 Oggi il dibattito appare superato e le tesi legate al ruolo neutrale del magistrati sono state largamente abbandonate.
Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013 -
Nel 1970 gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura
Contemporaneamente crescono, nell’ambito di Md, le divisioni fra le varie anime della corrente, nella misura in cui una parte dei suoi aderenti tende a rendere più radicali istanze di sinistra <50. L’occasione per la scissione viene dalla presa di posizione della corrente sull’arresto, avvenuto il 25 novembre del 1969, e successiva condanna <51 del direttore responsabile del quotidiano Potere operaio, Francesco Tolin, socialista, a causa di alcuni articoli pubblicati. L’assemblea di Md, riunita a Bologna, approva una delibera in cui esprime preoccupazione per «il clima di intimidazione particolarmente pesante verso determinati settori politici…» <52 e per la libertà di stampa, con toni, in realtà, piuttosto pacati <53. Ma l’ordine del giorno, che provoca le dimissioni del sostituto procuratore Vittorio Occorsio, titolare dell’inchiesta su Tolin, viene subito attaccato da Mi e dall’Umi che accusano Md di interferire contro
#1969 #1970 #1972 #abolizione #AdolfoBeriaDiArgentine #ANM #conservazione #correnti #Costituzione #CSM #democratica #destra #EdoardoMFracanzani #elezioni #giustizia #libertà #magistratura #MI #opinione #progressisti #reati #scissione #stampa #TerzoPotere #UMI #VittorioOccorsio
un processo in corso. In breve l’incidente diviene l’occasione per una chiarificazione e circa la metà degli aderenti di Md (fra cui il suo prestigioso leader Beria d’Argentine) decidono di lasciare la corrente per costituirne una nuova, presto battezzata Giustizia e costituzione e, in seguito, Impegno costituzionale, che accoglie anche una parte di Terzo potere, anch’essa soggetta ad una scissione. Importante, forse decisivo, per far precipitare le divisione di Md l’episodio di piazza Fontana, il 12 dicembre a Milano, che segna anche una «crescente pressione di quei settori politici che non tolleravano l’indirizzo assunto dall’Anm e dal Csm, spingono verso la crisi nell’Anm con la rottura
della giunta unitaria» <54.
Dopo il biennio della contestazione e “l’autunno caldo” gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura, oltre che in altri settori della società <55 e nelle elezioni del 1970 dell’Anm, Mi ottiene quasi il 45% dei voti (nelle precedenti consultazioni aveva preso il 40%) e ben presto, attraverso un accordo con Terzo potere e Giustizia e costituzione forma una giunta che esclude Md. Anche i tutti i membri del Cms eletti in quota Md decidono di aderire alla scissione del 1969 e quindi la corrente viene di fatto relegata ai margini dei centri di potere della magistratura. In ogni caso la legislatura consigliare 1968-1972 si dimostra sotto più punti di vista decisamente innovativa rispetto a quelle precedenti; fra le iniziative più ricordate vi sono la pubblicazione di una relazione annuale, quella di un massimario circa l’attività disciplinare del Csm, ma anche, molto importante, una serie di circolari per la formazione delle tabelle annuali per la formazione degli uffici giudiziari, per rendere concreto il principio del giudice naturale.
Un’iniziativa significativa di Magistratura democratica è la raccolta, nel 1970, delle firme per la proposta di un referendum finalizzato all’abolizione di alcuni reati di opinione, in collaborazione con il Psi e il Psiup; i magistrati progressisti cercano la collaborazione del Pci, il quale però si dimostra piuttosto tiepido e non offre un grande aiuto nonostante che quel partito fosse stato quello maggiormente colpito dalle inchieste per reati di opinione; senza l’aiuto dei comunisti il numero necessario di firme non viene raccolto e l’iniziativa fallisce <56.
Un certo “riflusso” tra i magistrati si conferma in occasione delle elezioni per il Csm del 1972, che vedono Umi e Mi ottenere 13 seggi dei 14 a disposizione, grazie al sistema elettorale maggioritario e ad un’efficace strategia di alleanze <57. Nello stesso 1972 la gestione giudiziaria della strage di piazza Fontana crea un grave conflitto tra l’”alta” magistratura ed i gradi inferiori. Nel mese di ottobre la Corte di Cassazione trasferisce il procedimento da Milano a Catanzaro adducendo ragioni di ordine pubblico; tale atto, anche in virtù delle accese polemiche che erano sorte tra le forze politiche per la conduzione delle indagini da parte delle autorità, che avevano dato la sensazione di cercare i responsabili del grave attentato solo a sinistra (anche contro alcuni indizi in senso contrario), provoca una reazione senza precedenti dei giudici del capoluogo lombardo. Un’assemblea dell’Anm di Milano approva, con un solo voto contrario su oltre duecento, un documento di dura critica nei confronti della decisione della Cassazione. Ne seguirà un procedimento disciplinare ai danni di alcuni magistrati, tra cui Guido Galli, incolpati di aver elaborato il documento.
Lo scontro tra settori della magistratura caratterizzerà tutti gli anni Settanta e, a questo punto, non si tratta più tanto di un conflitto generazionale, né unicamente tra alta e bassa magistratura, ma più strettamente politico, accompagnando una contrapposizione largamente presente, in generale, nella società italiana. Uno dei problemi fondamentali è quello relativo al ruolo del giudice nella società, se cioè questo debba esservi inserito a pieno titolo, circostanza che gli permetterebbe di comprenderne le dinamiche ed esercitare quel ruolo politico inevitabile nell’esercizio della giurisdizione; oppure se egli debba, in maniera neutrale ed automatica, limitarsi ad essere un mero strumento di applicazione della legge senza alcun ruolo creativo. Il problema ha un peso enorme per il governo della società anche in virtù dell’aumento del ruolo del potere giudiziario nelle società moderne occidentali <58 e che
si deve all’aumento della complessità delle dinamiche sociali <59. I magistrati delle correnti progressiste sostengono la prima posizione, mentre quelli più legati alla tradizione lo contestano in nome dell’apoliticità del giudice; ma, fanno notare i progressisti, la tesi dell’apoliticità è ipocrita perché nasconde unicamente la volontà di conservazione <60.
[NOTE]
50 «Nel 1968 cominciarono a sorgere dei problemi, dei contrasti, principalmente perché si coagulò un gruppo che è difficile definire: la parola extraparlamentare forse è impropria. Alcuni parlavano di cosiddetti cinesi. E questo avvenne in particolare nel gruppo romano. Si cominciò a fare un discorso nella scia della realtà contestativa del paese. La contestazione venne quasi ipostatizzata come elemento principe per uno sviluppo e ciò anche all’interno della magistratura» S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati, Franco Angeli, Milano, 1987. Pag. 206
51 Dopo un processo per direttissima in cui il pubblico ministero era Vittorio Occorsio, che negli anni successivi si occuperà di inchieste su Ordine nuovo.
52 Vedi R. Canosa e P. Federico, La magistratura in Italia. Cit, Pag. 379.
53 Anche in considerazione del fatto che l’arresto di Tolin provoca le proteste di gran parte degli organi di stampa, non escluso il telegiornale della Rai. Vedere Pappalardo. Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati. Cit. Pag. 230.
54 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 177.
55 Sintomatico del desiderio diffuso in alcuni settori moderati di ridurre l’influenza della magistratura progressista è, per esempio, l’intervento di Mario Cervi: «Resta la realtà di una magistratura che ha rinunciato al prestigio carismatico del passato, che non si chiude più nella torre d’avorio […] ma che […] rischia di essere inquinata da ciò che di deteriore esiste nella vita italiana […] Non è accettabile il passaggio da una liturgia giudiziaria solenne e lenta […] ad una liturgia giudiziaria affidata a sacerdoti che discutono molto, enunciano tesi popolari e magari populiste ma, alla fine dei conti, danno al cittadino un servizio altrettanto lento […] il caso Tolin ha messo allo scoperto l’inconciliabilità tra il comportamento di una minoranza di estrema sinistra che condivide ed esalta le posizioni di una parte politica e la volontà della maggioranza dei magistrati» M. Cervi, “Malessere nella magistratura”, Corriere della Sera del 23 dicembre 1969.
56 V. Zagrebelsky, “La magistratura ordinaria dalla Costituzione ad oggi”. Cit. Pag. 774.
57 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 189.
58 N. Tate e T. Vallinder (a cura di), The Global Expansion of Judicial Power, New York University Press, New York.
59 Pizzorno individua cinque ragioni principali per l’aumento del peso del giudice: «a)l’accresciuta partecipazione del giudice alla creazione della legge; b) l’accresciuta tendenza degli organi legislativi e amministrativi a delegare a quelli giurisdizionali decisioni delicate, che si ritiene possano comportare conseguenze negative per i rappresentanti eletti; c) l’allargamento dell’accesso dei cittadini alla giustizia per risolvere controversie che tradizionalmente venivano risolte da autorità sociali o amministrative: nella famiglia, nella scuola, nelle professioni, nelle istituzioni globali, e così via (è quello che gli americani chiamano espansione del due process); d) l’istituzione, in gran parte delle democrazie europee – che per due secoli l’avevano respinto come estraneo alla loro concezione del modo in cui si forma il diritto – del controllo di costituzionalità delle leggi da parte di uno speciale organo giurisdizionale; e) l’apparire e espandersi nella pratica che, per analogia con l’istituto del controllo di costituzionalità, proporrei di chiamare “controllo di correttezza politica” – o forse più pungentemente “controllo di virtù” – da parte della magistratura: è questo l’aspetto più difficile da circoscrivere, ma anche di maggior interesse per quanto riguarda il caso italiano». A. Pizzorno, Il potere dei giudici. Stato democratico e controllo della virtù, Laterza, Bari-Roma, 1998. Pag. 12.
60 Oggi il dibattito appare superato e le tesi legate al ruolo neutrale del magistrati sono state largamente abbandonate.
Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013 -
https://www.europesays.com/it/474448/ Ucciso a forbiciate dopo un tentato furto a Milano: condannati a 17 anni i gestori del bar #condanna #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #ErosDiRonza #IT #Italia #Italy #magistratura #milano #News #Notizie #tribunale #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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CONVERSAZIONE SETTIMANALE
da Radio Radicale*
Puntata di “Conversazione settimanale con Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale” di domenica 3 maggio 2026 condotta da Michele Lembo che in questa puntata ha ospitato Maurizio Turco (segretario del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).
Tra gli argomenti discussi: Antisemitismo, Autofinanziamento, Bologna, Carcere, Carlo Iii, Cattolicesimo, Chiesa, Cina, Comunismo, Corte Suprema Americana, Costituzione, De Felice, Democrazia, Di Pietro, Diffamazione, Diritti Civili, Diritti Sociali, Diritto, Ebrei, Esteri, Fascismo, Gaza, Giornalisti, Giustizia, Gran Bretagna, Grazia, Guerra, Hamas, Il Fatto, Informazione, Ior, Iran, Iscrizioni, Istituzioni, Liberalismo, Mafia, Magistratura, Massoneria, Mattarella, Minetti, Ministeri, Mussolini, Nordio, Ordini Professionali, Ovest, P2, Palestina, Pannella, Parlamento, Partito Radicale Nonviolento, Polemiche, Politica, Ppe, Presidenza Della Repubblica, Rsi, Salo’, Sofri, Stampa, Stato, Stazione Di Bologna, Storia, Stragi, Totalitarismo, Trump, Unione Europea, Usa, Vaticano, Wto.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 59 minuti.*clicca per ascoltare
#ANTISEMITISMO #Autofinanziamento #BOLOGNA #carcere #CarloIii #Cattolicesimo #Chiesa #CINA #Comunismo #CorteSupremaAmericana #Costituzione #DeFelice #democrazia #DiPietro #Diffamazione #DirittiCivili #DirittiSociali #DIRITTO #Ebrei #Esteri #FASCISMO #Gaza #Giornalisti #GIUSTIZIA #GranBretagna #Grazia #GUERRA #Hamas #IlFatto #informazione #Ior #iran #Iscrizioni #Istituzioni #LIBERALISMO #MAFIA #MAGISTRATURA #Massoneria #Mattarella #Minetti #Ministeri #Mussolini #Nordio #OrdiniProfessionali #Ovest #P2 #Palestina #Pannella #parlamento #PartitoRadicaleNonviolento #Polemiche #politica #Ppe #PresidenzaDellaRepubblica #Rsi #Salo #SOFRI #Stampa #Stato #StazioneDiBologna #STORIA #STRAGI #Totalitarismo #TRUMP #UnioneEuropea #USA #VATICANO #Wto -
CONVERSAZIONE SETTIMANALE
da Radio Radicale*
Puntata di “Conversazione settimanale con Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale” di domenica 3 maggio 2026 condotta da Michele Lembo che in questa puntata ha ospitato Maurizio Turco (segretario del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).
Tra gli argomenti discussi: Antisemitismo, Autofinanziamento, Bologna, Carcere, Carlo Iii, Cattolicesimo, Chiesa, Cina, Comunismo, Corte Suprema Americana, Costituzione, De Felice, Democrazia, Di Pietro, Diffamazione, Diritti Civili, Diritti Sociali, Diritto, Ebrei, Esteri, Fascismo, Gaza, Giornalisti, Giustizia, Gran Bretagna, Grazia, Guerra, Hamas, Il Fatto, Informazione, Ior, Iran, Iscrizioni, Istituzioni, Liberalismo, Mafia, Magistratura, Massoneria, Mattarella, Minetti, Ministeri, Mussolini, Nordio, Ordini Professionali, Ovest, P2, Palestina, Pannella, Parlamento, Partito Radicale Nonviolento, Polemiche, Politica, Ppe, Presidenza Della Repubblica, Rsi, Salo’, Sofri, Stampa, Stato, Stazione Di Bologna, Storia, Stragi, Totalitarismo, Trump, Unione Europea, Usa, Vaticano, Wto.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 59 minuti.*clicca per ascoltare
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Puntata di “Conversazione settimanale con Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale” di domenica 3 maggio 2026 condotta da Michele Lembo che in questa puntata ha ospitato Maurizio Turco (segretario del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).
Tra gli argomenti discussi: Antisemitismo, Autofinanziamento, Bologna, Carcere, Carlo Iii, Cattolicesimo, Chiesa, Cina, Comunismo, Corte Suprema Americana, Costituzione, De Felice, Democrazia, Di Pietro, Diffamazione, Diritti Civili, Diritti Sociali, Diritto, Ebrei, Esteri, Fascismo, Gaza, Giornalisti, Giustizia, Gran Bretagna, Grazia, Guerra, Hamas, Il Fatto, Informazione, Ior, Iran, Iscrizioni, Istituzioni, Liberalismo, Mafia, Magistratura, Massoneria, Mattarella, Minetti, Ministeri, Mussolini, Nordio, Ordini Professionali, Ovest, P2, Palestina, Pannella, Parlamento, Partito Radicale Nonviolento, Polemiche, Politica, Ppe, Presidenza Della Repubblica, Rsi, Salo’, Sofri, Stampa, Stato, Stazione Di Bologna, Storia, Stragi, Totalitarismo, Trump, Unione Europea, Usa, Vaticano, Wto.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 59 minuti.*clicca per ascoltare
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Carenza di personale, si ferma per sei settimane l’ufficio Gip di Milano.
Affondo M5S: “Nordio persevera nell’errore con arroganza”.#Milano #Giustizia #Magistratura #Nordio #CarloNordio #FratelliDItalia #GovernoMeloni #M5s #Movimento5Stelle
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Carenza di personale, si ferma per sei settimane l’ufficio Gip di Milano.
Affondo M5S: “Nordio persevera nell’errore con arroganza”.#Milano #Giustizia #Magistratura #Nordio #CarloNordio #FratelliDItalia #GovernoMeloni #M5s #Movimento5Stelle
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Carenza di personale, si ferma per sei settimane l’ufficio Gip di Milano.
Affondo M5S: “Nordio persevera nell’errore con arroganza”.#Milano #Giustizia #Magistratura #Nordio #CarloNordio #FratelliDItalia #GovernoMeloni #M5s #Movimento5Stelle
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Anche in questo caso, è il Psi il partito che maggiormente si spende per la difesa dei giudici inquisiti
Una delle tematiche di maggior interesse per l’ordine giudiziario in questo periodo è quello relativo alle modalità di elezione dei membri “togati” del Consiglio superiore della magistratura. La legge del 1967 prevedeva un sistema maggioritario a doppio turno che aveva dimostrato una notevole tendenza a favorire la schiacciante affermazione di una sola corrente in occasione delle elezioni del 1972. In quelle elezioni infatti Magistratura Indipendente, attraverso un efficace sistema di alleanze, era riuscita ad ottenere l’assegnazione di tutti i seggi spettanti ai membri magistrati eletti <252 (nelle successive elezioni del 1976, con un nuovo sistema elettorale proporzionale la stessa corrente otterrà solo 8 seggi su 20 <253). Secondo molti osservatori <254, proprio a causa della sua composizione, durante la legislatura consigliare iniziata nel 1972, il Csm si era caratterizzato in senso conservatore e si era reso protagonista di una lunga serie di iniziative volte a penalizzare i magistrati delle correnti più progressiste, a cominciare da Magistratura Democratica, sia attraverso l’uso dei poteri disciplinari sia con le assegnazioni agli uffici direttivi. Da un punto di vista tecnico comunque, il sistema elettorale appariva, dopo la prova del 1972, scarsamente idoneo ad assicurare un buon funzionamento dell’organo e praticamente tutte le correnti, in occasione della campagna elettorale per le elezioni dell’Associazione Nazionale Magistrati del giugno 1975, comprendevano nel loro programma un sostegno alla riforma (compresa Magistratura Indipendente) <255.
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Dello stesso avviso erano i principali partiti, ma con sfumature diverse. Il Pci, pur votando a favore della legge di riforma in Parlamento nella seconda metà del 1975, non sembra dare eccessivo peso a tale iniziativa; l’Unità ne parla poco e, si direbbe, svogliatamente. Su Rinascita se ne occupano saltuariamente gli esperti di giustizia del Pci: Spagnoli, Perna, Malagugini, Barcellona; ma certo non sembra essere una delle priorità del partito. Più battagliero appare il Psi; già alla fine di gennaio, nel corso delle polemiche circa le dichiarazioni di Spagnuolo al Mondo, il ministro Zagari rilascia un’intervista allo stesso settimanale <256, in cui dichiara che tra le riforme necessarie per rendere più efficace la funzione giurisdizionale vi è quella relativa ad una revisione, in senso proporzionalista, delle legge elettorale per il Csm. In aprile poi il Psi, attraverso Viviani, presenta il proprio disegno di legge per la riforma elettorale; nello stesso periodo Vincenzo Balzamo, che cura i lavori della commissione problemi dello Stato del Psi, rende noto che, per quanto riguarda il Csm, la priorità è la riforma elettorale, mentre eventuali revisioni costituzionali (con riferimento al disegno di legge Bianco-Gargani) possono anche essere opportune, ma ancor più importante è mantenere l’indipendenza della magistratura <257. Nella stessa direzione va anche il rapporto del convegno del Psi sullo Stato che si tiene a Gardone a settembre. <258 Nel frattempo anche la Dc si è espressa a favore del sistema proporzionale ed anzi, attraverso il deputato Coppola, presenta un proprio disegno di legge in tal senso <259, che confluirà poi con quello del Psi nella legge approvata a ottobre. Non mancano, tra i moderati ed anche fra i democristiani coloro che sono critici nei confronti del progetto di legge (come sarà evidente a novembre, quando il Presidente Leone rinvia la norma alle Camere), ma l’intera magistratura, o quasi, è ormai per la riforma e, inoltre, vi è una considerazione di importanza non secondaria: il vecchio sistema elettorale può aver favorito gli elementi moderati, ma nulla garantisce che lo farà anche in futuro; le forze progressiste sembrano avanzare nell’ambito della magistratura come in altri settori della società italiana e la prospettiva di ritrovarsi con Magistratura democratica che controlla il Csm non deve essere vista con favore dai democristiani (e non solo da loro). L’unico partito a votare contro la riforma è quindi il Movimento Sociale. Forse anche per questo desta qualche stupore l’iniziativa di Leone (definita «pretestuosa» da Alessandro Pizzorusso <260); anche perché da un punto di vista tecnico-giuridico non sembra che le osservazioni siano particolarmente fondate (ne sarà accolta solo una su quattro dal Parlamento, che confermerà definitivamente la legge a dicembre). Secondo una nota inviata da Malagugini alla segreteria del Pci nell’ottobre 1975, a convincere Leone dell’opportunità di rinviare la legge sarebbe stato Cucco, consigliere per Terzo potere del Csm <261. Come accennato, uno dei problemi maggiori causati dalla schiacciante maggioranza conservatrice al Csm nella legislatura iniziata nel 1972, secondo i progressisti, è quello dei procedimenti disciplinari <262. Nel corso del periodo in esame si assiste in effetti ad alcuni procedimenti in cui il contenuto politico appare piuttosto evidente. Tra i più noti quello di tre pretori del lavoro di Milano, sottoposti a procedimento disciplinare a causa delle sentenze da loro emesse tra il 1971 ed il 1973; si tratta di un caso piuttosto noto perché seguito da vicino dalla stampa e perché descritto nei dettagli nel libro “Magistrati scomodi”, uscito nel 1974 <263 e narrato nelle memorie di uno dei giudici inquisiti <264. Il procedimento si presenta come estremamente delicato perché teso, nelle intenzioni di coloro che lo hanno promosso, a sanzionare il merito delle sentenze dei pretori, la loro attività giurisdizionale. Per quanto riguarda il contenuto delle sentenze, leggendo oggi le memorie di Romano Canosa (scritte alla fine degli anni Settanta), le convinzioni che esprime ed il linguaggio usato in quel momento, non si fatica a credere che esse dovessero essere il frutto di un’interpretazione favorevole ai lavoratori fino ai limiti (e forse in qualche caso anche oltre) della lettera della legge; d’altra parte, lo stesso Canosa afferma di aver ascoltato le critiche di Gino Giugni, principale ispiratore dello statuto dei lavoratori, al «radicalismo di una certa magistratura di sinistra» <265. Se le sentenze potevano essere considerate dettate da parzialità il rimedio doveva però essere necessariamente costituito dai giudizi di appello (i quali infatti, come lamenta Canosa ribaltavano quasi sempre il giudizio di primo grado) ma non un’inchiesta disciplinare finalizzata a giudicare l’attività giurisdizionale e quindi ledere l’indipendenza del giudice nel suo libero convincimento; infatti il procedimento disciplinare presso il Csm, pur governato da giudici conservatori, giunge ad una soluzione di proscioglimento.
Per quanto riguarda gli altri provvedimenti disciplinari “politici” essi riguardano magistrati quasi sempre di Magistratura democratica e gli atti censurabili consistono nella maggior parte dei casi <266 in critiche delle sentenze di altri giudici o dichiarazioni pubbliche considerate incompatibili con l’ufficio ricoperto <267. La Dc si occupa poco della questione ed il suo quotidiano non dà quasi alcun peso alle vicende. Il partito comunista si schiera a difesa dei magistrati progressisti sotto inchiesta e sottolinea, in particolare, l’intento politico generale da parte dell’alta magistratura e del Csm a maggioranza moderata e come le mancanze (o presunte tali) che si vogliono colpire siano sempre riconducibili alla manifestazione del pensiero <268. Ma, anche in questo caso, è il Psi il partito che maggiormente si spende per la difesa dei giudici inquisiti e attacca duramente il Csm ed i magistrati conservatori che promuovono le azioni disciplinari <269. Anche in questo caso valgono le considerazioni già fatte a proposito dei toni dei socialisti sulle inchieste sull’eversione di destra: il partito, avvertendo che la sua immagine risulta logorata dagli anni di collaborazione con la Dc compie tutti gli sforzi possibili per accreditarsi presso gli ambienti della sinistra.
Un elemento importante per l’elaborazione di una politica sulla giustizia e sull’ordinamento giudiziario da parte dei partiti della sinistra è il loro rapporto con la corrente più progressista della magistratura, ovvero Magistratura Democratica. Dopo la scissione del 1969 questo gruppo si era spostato sulla sinistra dell’asse politico e, in occasione del primo congresso, tenutosi a Firenze nel 1973, l’argomento più significativo del dibattito era stato l’atteggiamento nei confronti della sinistra tradizionale, in particolare del partito comunista. Con le elezioni politiche del 1972 Generoso Petrella aveva abbandonato la segreteria della corrente per l’elezione al Senato nelle liste del Pci ed era stato sostituito da Marco Ramat, in quel momento di simpatie socialiste <270; a Firenze dunque si confrontano due gruppi principali, la “destra” interna, rappresentata da Violante, Bruti Liberati, Grimaldi, dallo stesso Petrella, che affermava il ruolo del Pci come punto di riferimento principale, e la “sinistra” con Accattatis, Senese, Marrone, ed altri che sostenevano due punti fondamentali: l’autonomia ideologica rispetto ai partiti della sinistra tradizionale e l’esigenza di formulare strategie politico-giudiziarie “di classe” <271; la conferma di Ramat alla segreteria testimonia lo sforzo di cercare una mediazione tra le due anime della corrente. Un risultato che sembra in buona misura raggiunto in occasione del congresso successivo, nell’aprile del 1975 a Napoli, che segna probabilmente il momento di maggior approssimazione di Magistratura democratica con il Pci <272. In questo periodo Md conta sul sostegno del 13% dei magistrati, contro oltre il 40% di Magistratura Indipendente e poco più del 20% ciascuno a Terzo Potere e Impegno Costituzionale <273.
Alla vigilia della VII legislatura quindi, pur in presenza di elementi fortemente innovatori che introducono un acceso dibattito interno, la magistratura appare ancora caratterizzata, rispetto alla società italiana, dalla prevalenza di giudici di orientamento moderato-conservatore <274 soprattutto nei suoi gradi più elevati, forse anche in virtù del fatto che la gran maggioranza dei magistrati provengono dalle regioni del Mezzogiorno <275, le quali appunto si distinguono, dal punto di vista politico-culturale, per un maggior seguito ottenuto dai partiti moderati <276. Eppure diversi magistrati appartenenti alle giovani leve, non necessariamente orientate a sinistra o aderenti a Magistratura Democratica, quando si trovano davanti inchieste delicate che riguardano esponenti di partito dimostrano di non farsi influenzare da quella sorta di “sudditanza” culturale nei confronti delle forze politiche, soprattutto quelle di governo, che aveva caratterizzato l’ordine giudiziario italiano fin dall’unificazione.
E’ opinione diffusa che lo scandalo dei petroli, come anche le inchieste sulle “deviazioni” dei servizi di sicurezza che denotano quantomeno una mancanza di incisività nel controllo politico, abbiano avuto un ruolo significativo nella riduzione di consensi sofferto dalla Dc in occasione delle elezioni del giugno 1975, alle quali, non a caso, il Pci si presenta come il partito dalle “mani pulite”. Anche nel 1976 il coinvolgimento di diversi esponenti Dc in possibili violazioni della legge continua ad avere effetti, se è vero che pur decidendo di dare il voto a questo partito, molti moderati si vedono costretti a “turarsi il naso”, secondo la celebre espressione di Indro Montanelli. In questa maniera le inchieste giudiziarie ricordate danno un contributo importante, forse fondamentale, a quell’«assedio» di cui parla Flaminio Piccoli e che descrive lo stato d’animo di molti democristiani tra il 1974 ed il 1976 <277 quando l’immagine del partito è forse adeguatamente resa dal film di Elio Peltri “Todo modo”, del 1975, in cui un gruppo di dirigenti Dc si isola completamente dalla società per richiudersi in un mondo surreale in cui si mescolano i sensi di colpa dei dirigenti delle correnti interne per gli scandali di cui si sono resi protagonisti, alle ipocrisie ed ai litigi legati all’esercizio del potere.
Ma gli effetti delle inchieste giudiziarie non si limitano al consenso elettorale; essi si estendono, verosimilmente, anche agli equilibri interni della Dc: a Fanfani succede, pur in presenza di grandi resistenze, un personaggio caratterizzato da notevoli anomalie nella storia del partito, Zaccagnini, che non gode di un grande seguito personale, ma che si è messo in luce per aver denunciato la mancanza di tensione etica e la necessità di abbandonare pratiche non trasparenti; in molti, all’interno ed all’esterno del partito di maggioranza relativa confidano in una fase di “rinnovamento”, in cui un diverso atteggiamento rispetto ai metodi illegali di finanziamento, ai legami con la criminalità organizzata e l’approccio nei confronti di certi elementi delle forze armate sospettate di scarsa fedeltà ai valori democratici, hanno un ruolo importantissimo.
Le inchieste che riguardano i partiti di governo, portano, da un punto di vista politico ed elettorale, significativi vantaggi al maggior partito di opposizione e di ciò i dirigenti del partito comunista sono consapevoli. Eppure, se da una parte il lavoro dei magistrati permette al Pci di acquisire maggior forza, dall’altra parte esso crea il rischio di radicalizzare la contrapposizione con la Dc che non è funzionale alla collaborazione tra i due maggiori partiti che costituisce il disegno strategico del Pci e, quando le inchieste coinvolgono i socialisti, rischiano di creare un solco nell’ambito della sinistra. Berlinguer è deciso a tener ferma la rotta del partito in direzione del compromesso storico, l’unica strategia che può portare i comunisti a responsabilità di governo correndo pochissimi rischi, di conseguenza la sua tattica è quella di evitare una esasperazione dei toni. Inoltre, pur apprezzando le novità di segno “democratico” che emergono in maniera sempre più evidente tra i giudici, non pochi responsabili del partito dimostrano sempre una certa diffidenza nei confronti di esponenti di un potere burocratico che, in tutta autonomia, intraprendono iniziative capaci di incidere sulle dinamiche dei partiti. Tuttavia la posizione del partito per quanto riguarda l’eversione di destra, la criminalità organizzata, ma anche la corruzione pubblica è chiara ed è di aperto contrasto. Il risultato è una politica in cui i comunisti, pur senza alzare i toni, senza ricorrere al deprecato “qualunquismo”, senza cioè attribuire all’intera Democrazia Cristiana le responsabilità per gli atti devianti di singoli esponenti, adottano tutte le iniziative specifiche per favorire l’emergere delle responsabilità personali di coloro che sono sottoposti a indagini.
Con i socialisti il Pci è ancora più cauto. Per quanto riguarda i processi che si riferiscono al terrorismo di marca fascista non esistono problemi di sorta; si tratta di vicende che uniscono i due partiti della sinistra contro, almeno ciò è quanto si percepisce nel dibattito pubblico, alcuni partiti di governo; si tratta di inchieste, si potrebbe dire, che favoriscono la linea dell’”alternativa di sinistra” in campo politico; un discorso analogo vale per la criminalità organizzata. Mentre il problema della corruzione e del finanziamento occulto dei partiti è assai più delicato: il Psi sembra pagare la prossimità col potere centrale che dura ormai da oltre un decennio e, in alcune circostanze, membri del partito vengono lambiti, o anche coinvolti, nelle indagini, cosa che probabilmente non rimane senza conseguenze per le delusioni elettorali del Psi nel 1975. Inoltre, anche se la stampa non dà grande risalto alla cosa, il partito vota puntualmente, o quasi, in sintonia con la Dc nella commissione inquirente che si occupa di petroli, Montedison ed altro. In questo caso le inchieste sembrano, da un punto di vista politico favorire l’unità d’azione tra Dc e Psi, in una parola, il Centrosinistra.
[NOTE]
252 A. Pizzorusso, L’organizzazione della giustizia in Italia, Einaudi, Torino, 1982. Vedere anche “Gerarchie e potere nella magistratura”, Il Contemporaneo, allegato a Rinascita N. 9 del 1 marzo 1974.
253 S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Cit.
254 Vedere, ad esempio, R. Canosa, Storia della magistratura in Italia. Da piazza Fontana a mani pulite.Cit.
255 Vedere l’inserto sulla campagna elettorale in La Magistratura aprile-maggio 1975,
256 “Colpire a fondo. Colloquio con Mario Zagari”, Il Mondo del 31 gennaio 1974. N. 5; vedere anche “Grandi forze sono senza controllo”, l’Avanti, 23 gennaio 1974
257 “Per la giustizia soluzioni globali”, l’Avanti del 12 aprile 1974
258“Ampliare le libertà per rafforzare le istituzioni”, l’Avanti del 27 settembre 1974
259 “Nuove rappresentanze per i magistrati”, il Popolo del 09 aprile 1975
260 A. Pizzorusso, L’organizzazione della giustizia in Italia. Cit. Pag. 42.
261 Nota del 21 ottobre 75, Fondazione Gramsci, Archivio del Pci, Busta N. 208, Pag. 910X
262 Sull’argomento vedere, ad esempio, “La disciplina dei magistrati”, Quale giustizia N. 38-39 del 1977; oppure E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione agli anni Novanta”. Cit. Pag. 191.
263 Magistratura Democratica, Magistrati scomodi. Un tentativo di epurazione, Dedalo, Bari, 1974.
264 R. Canosa, Storia di un pretore, Einaudi, Torino, 1978.
265 Romano Canosa, Storia di un pretore. Cit. Pag. 87.
266 Una significativa eccezione è costituita dal trasferimento ai danni del pretore Di Giorgio di Martina Franca. Verosimilmente l’interessamento del Csm deriva dalle inchieste del pretore che avevano toccato interessi politici e imprenditoriali locali. Vedere “Trasferito il pretore Di Giorgio”, l’Unità del 14 gennaio 1974
267 Il periodico Quale giustizia di maggio-giugno 1977 contiene una descrizione dei casi più significativi.
268 Vedere, ad esempio, “L’attacco ai magistrati democratici”, l’Unità del 14 maggio 1974
269 Vedere, per esempio, “Caso Ramat, riappare la repressione”, l’Avanti del 26/04/1974 o “Il Csm all’azione repressiva”, l’Avanti del 18 maggio 1974, o, ancora, “al Csm altri tre pretori perseguiti per le loro sentenze in materia di lavoro”, l’Avanti del 13 ottobre 1974
270 S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Cit. Pag. 320.
271 G. Palombarini, Giudici a sinistra. Cit. Pag. 117
272 Vedere, ad esempio, “I giudici fanno il compromesso storico”, Espresso, N. 16 del 1975
273 S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Cit. Pag. 385 Si tratta delle percentuali di voto ottenute da ciascuna corrente in occasione delle elezioni per la giunta esecutiva dell’Associazione Nazionale Magistrati nel 1976.
274 Questa circostanza è testimoniata, oltre che dai risultati elettorali per il rinnovo dei vertici dell’Anm e per il Csm, da diversi protagonisti dell’epoca, ad esempio Paolo Emilio Taviani, che, nelle sue memorie, nel parlare di Vittorio Occorsio, ricorda che gli era stato descritto come giudice «orientato a sinistra», un giudizio che il politico democristiano considera «un merito anziché un difetto» in considerazione «dell’eccessivo reazionarismo della maggioranza dei magistrati anziani»; si tratta di un commento che risale alla fine del 1973.
275 Di Federico, Caratteristiche socioculturale della magistratura. La tendenza degli ultimi vent’anni, Rusconi, Milano, 1989.
276 R. Mannheimer e G. Sani, Il Mercato elettorale, Il Mulino, Bologna, 1987.
277 G. Galli, Storia del socialismo italiano. Cit. Pag. 413.
Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013 -
Il Csm riabilita l’ex giudice Apostolico: “Corretta la sua decisione sui migranti”. Verso il via libera allo scatto di carriera.
Proposta la valutazione di professionalità positiva per la magistrata che disapplicò il decreto Cutro e fu linciata dalla destra.
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L’esito del #referendum si può forse sintetizzare con: “è vero, la #magistratura non funziona proprio bene ma vi prego, non la toccate, lasciatela così che non ci fidiamo”.
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Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura. Viva il NO popolare!
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Andrea Fabozzi sul ‘manifesto’ (newsletter) a proposito del referendum costituzionale, 23 marzo 2026
Andrea Fabozzi
Le uniche due riforme costituzionali non fermate dal referendum sono quelle di cui ci si è pentiti. La riforma del Titolo quin
https://differx.noblogs.org/2026/03/23/fabozzi-manifesto-newsletter-referendum/
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Il Piano Vendetta del governo se vincerà il Sì: clava sui pm, via il trojan, impunità ai politici.
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