NO, dunque
Due buone notizie: l’affluenza è stato molto più alta delle aspettative: 55,95%. È una buona notizia perché in questo modo non si può delegittimare il risultato con la scusa che l’hanno sostenuto quattro gatti, anche se, ai fini pratici, sarebbe comunque stato valido.
La seconda buona notizia è che ha vinto il NO, ma questa è riservata solo ai sostenitori del NO. Una maggioranza chiara, che a pochi seggi dalla fine è poco sopra il 53%.
Sarebbe difficile sostenere che il risultato sia frutto di una ponderata valutazione tecnica sulla proposta di riforma costituzionale. Forse i magistrati e gli avvocati potrebbero aver votato con questo spirito, altri sicuramente ci avranno provato con le loro scarse conoscenze, ma la maggioranza dei votanti credo abbia fatto delle valutazioni collaterali, che in altre parole significa voto politico. Una valutazione ristretta a Ti piace come il Governo fa le riforme costituzionali? o che ha abbracciato un più vasto Ti piace il governo Meloni?. In ogni caso la risposta è stata NO.
Io è dal 2016 che non vinco un referendum e quindi sono commosso. Non ci speravo proprio.
La Meloni evidentemente non ha voluto fare tesoro dell’esperienza di Renzi e quindi si gestirà la doccia fredda.
Sulla capacità del centro sinistra di sfruttare questa vittoria ho molti dubbi. Ma oggi non ho voglia di pensarci, che ho fatto lo scrutatore e in testa ho un sacco di numeri, schede elettorali e un leggero mal di testa. Speriamo che il mio pessimismo sia presto smentito e che non debba aspettare altri 10 anni prima di vincere le elezioni.
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