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CONVERSAZIONE SETTIMANALE
da Radio Radicale*
Puntata di “Conversazione settimanale con Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale” di domenica 3 maggio 2026 condotta da Michele Lembo che in questa puntata ha ospitato Maurizio Turco (segretario del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).
Tra gli argomenti discussi: Antisemitismo, Autofinanziamento, Bologna, Carcere, Carlo Iii, Cattolicesimo, Chiesa, Cina, Comunismo, Corte Suprema Americana, Costituzione, De Felice, Democrazia, Di Pietro, Diffamazione, Diritti Civili, Diritti Sociali, Diritto, Ebrei, Esteri, Fascismo, Gaza, Giornalisti, Giustizia, Gran Bretagna, Grazia, Guerra, Hamas, Il Fatto, Informazione, Ior, Iran, Iscrizioni, Istituzioni, Liberalismo, Mafia, Magistratura, Massoneria, Mattarella, Minetti, Ministeri, Mussolini, Nordio, Ordini Professionali, Ovest, P2, Palestina, Pannella, Parlamento, Partito Radicale Nonviolento, Polemiche, Politica, Ppe, Presidenza Della Repubblica, Rsi, Salo’, Sofri, Stampa, Stato, Stazione Di Bologna, Storia, Stragi, Totalitarismo, Trump, Unione Europea, Usa, Vaticano, Wto.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 59 minuti.*clicca per ascoltare
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Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera eccetera eccetera
#Gaber #GiorgioGaber #QualcunoEraComunista #PiazzaFontana #Brescia #stazionediBologna #Italicus #Ustica #stragi
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Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera eccetera eccetera
#Gaber #GiorgioGaber #QualcunoEraComunista #PiazzaFontana #Brescia #stazionediBologna #Italicus #Ustica #stragi
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Il 1° maggio 1945 a Belluno fu un giorno di sangue
Belluno: la chiesa di San Liberale. Fonte: Wikiloc[…] La ritirata tedesca e la resistenza partigiana
A fine aprile 1945, la strada tra Belluno e Ponte nelle Alpi era percorsa da un flusso continuo di truppe tedesche in fuga verso il Cadore. Il Battaglione partigiano “Palman”, comandato da Francesco Del Vesco detto “Macario”, operava nella zona tra San Liberale e Safforze. Il 25 aprile, nei pressi di Andreane, i partigiani attaccarono una colonna motorizzata tedesca, infliggendo gravi perdite. Da quel momento si aprì una fase di scontri quasi continui, culminata in una battaglia nel centro di Fiammoi, dove persino le donne del paese parteciparono attivamente respingendo l’avanzata nemica.
Il 21 aprile 1945 a Giamosa, frazione del comune di Belluno, viene fermato dai tedeschi un partigiano (sul cui nome non c’è certezza) che, trovato in possesso di un caricatore, viene fucilato sul posto.
Il 30 aprile 1945 le operazioni insurrezionali attorno a Belluno sono in pieno svolgimento. Fin dal mattino i partigiani attaccano il presidio tedesco di Castion (Belluno), che oppone una dura resistenza. I tedeschi prendono molti ostaggi in paese, incendiano diversi edifici, costringono il parroco a togliere il tricolore dal campanile della chiesa e saccheggiano la canonica, oltre a molte case. Infine uccidono, forse perché scambiato per partigiano, un uomo malato di mente che si trovava sulla loro strada.
Quella mattina (30 aprile 1945) i partigiani della zona di Bolzano Bellunese (Belluno) fanno prigionieri 25 tedeschi in ritirata che avevano trovato alloggio in una stalla a Travazzoi (Belluno). I tedeschi, però, informati del fatto, inviano rinforzi per liberare i compagni. Durante le operazioni viene ucciso Mario Mares e ferito un altro uomo.
La situazione era ormai esplosiva: le strade erano intasate da soldati tedeschi allo sbando. Quella notte, il “Palman” ingaggiò nuovi combattimenti. Alle prime luci del 1° maggio, con gli Alleati ormai vicini, i tedeschi iniziarono a scatenare rappresaglie violente sulla popolazione.
L’ira cieca dei nazisti sui civili
Il 1° maggio fu un giorno di sangue. A San Pietro in Campo, i tedeschi, in ritirata e sotto pressione sia dalle forze partigiane sia dalle avanguardie alleate, reagirono con ferocia contro la popolazione civile. La strada che da Belluno porta a Ponte nelle Alpi, diventata una delle principali vie di fuga, si trasformò anche in un teatro di stragi.
Per garantirsi il passaggio, i soldati tedeschi iniziarono a prendere civili come ostaggi, con l’obiettivo di usarli come scudi umani. Tra questi, a San Pietro in Campo, cercarono di prelevare Lino Fistarol e il figlio Gino. La moglie e madre, Luigia Rossa, si oppose disperatamente: si aggrappò ai suoi congiunti per impedirne la cattura. I soldati, innervositi, tentarono di strapparla con la forza. La picchiarono brutalmente con i calci dei fucili e, infine, fucilarono tutti e tre davanti alla loro casa. Luigia Rossa aveva già visto morire un cognato nei giorni precedenti.
Alla Rossa, poche ore dopo, vennero uccise altre persone. I tentativi dei tedeschi di entrare a Fiammoi vennero invece respinti: la popolazione, affiancata dai partigiani, oppose una resistenza decisa. Si scatenò una vera battaglia in cui persero la vita Fiori Sala, Marino Schiocchet (ricordato nella chiesetta di San Matteo a Sala), Antonio Brino “Italo” e Antonio Pampanin “Rapido”. Il comandante del battaglione Palman, Francesco Del Vesco “Macario”, fu gravemente ferito e morì il 14 maggio all’ospedale di Belluno.
L’eccidio di Porta Feltre (ora Piazzale Marconi) a Belluno
Il 1° Maggio 1945 anche Piazzale Marconi a Belluno, registrò delle vittime a causa della furia nazista, in particolare sette partigiani che tentarono di bloccare una colonna corazzata tedesca. I nomi di questi caduti sono Pietro Poletto (Peter), Ardeo De Vivo (Mimi), Oscar Pisciutta (Paolo), Sergio Salomon (Dax), Renato Sottomani (Venerdì), Bruno Tormen (Mario) e Giovanni Sommavilla (Squalet).
Un’ultima minaccia e la risposta alleata
I tedeschi, messi alle strette, arrivarono a prendere in ostaggio donne, bambini, anziani e persino il parroco di Cusighe, usandoli come scudi umani per aprirsi un varco verso il Cadore. Di fronte al rifiuto dei comandi partigiani di lasciarli passare, minacciarono di bombardare Belluno con cannoni da 80 mm puntati sulla città.
Fu solo grazie alla mediazione tra il comando della zona “Piave” e la missione inglese “Simia”, guidata dal maggiore Tilman, che si decise di richiedere un intervento aereo alleato. Otto cacciabombardieri si alzarono in volo e colpirono la colonna tedesca: l’inferno si scatenò sulla strada. I tedeschi superstiti fuggirono verso il monte Serva, ma vennero infine sopraffatti dalle truppe partigiane.
Una liberazione pagata a caro prezzo
Il 1° maggio 1945 si concluse così con un misto di vittoria e lutto. Belluno e l’Oltrardo furono finalmente liberi, ma il prezzo fu altissimo: vite spezzate, famiglie distrutte, ferite ancora aperte. L’episodio è ricordato anche nel libro “Polenta e sassi” di Emilio Sarzi Amadè, che racconta con crudezza la battaglia finale e la ferocia della ritirata tedesca:
“… quando il battaglione di Macario ha visto i carri armati americani che venivano su da Ponte nelle Alpi si è lanciato all’attacco della colonna tedesca che era sulla strada, e i carri armati sono tornati indietro e i tedeschi hanno sparato con un fuoco d’inferno e hanno fatto fuori una dozzina di uomini e adesso Macario è pieno di pallottole, e poi hanno fucilato dei civili vicino alla strada”.
Il 2 maggio 1945 i tedeschi in ritirata presso Salce (Belluno) uccidono Amorino Cassol.
Sempre il 2 maggio 1945 giunge ad Orzes, frazione di Belluno, una colonna tedesca in ritardo rispetto alle altre in ritirata. I soldati sparano sui passanti e ne feriscono due. Luigi Merlin viene ricoverato in ospedale ma muore per l’infezione alla ferita il 5 maggio 1945.
Oggi, a distanza di ottant’anni, è fondamentale non dimenticare.
Quelle giornate tragiche e valorose raccontano la forza di una popolazione che ha resistito all’orrore e ha combattuto per la libertà, anche a costo della vita.
Michele Sacchet, 1° Maggio 1945: a Belluno l’ultimo sangue prima della libertà, Gruppo Alpini Salce, 1 maggio 2025#1 #1945 #21 #30 #alleati #aprile #Belluno #chiesa #fascisti #Fiammoi #frazioni #fuga #Giamosa #gruppoalpinisalce #guerra #maggio #MicheleSacchet #partigiani #Resistenza #ritirata #Safforze #SanLiberale #SanPietroInCampo #stragi #tedeschi
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dobbiamo mobilitarci, andare sotto le finestre degli #ArchiviDiStato a esprimere il nostro sdegno per la decisione di negare ai cittadini italiane le sentenze sulle #Stragi: è oltre ogni decenza istituzionale e umana
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dobbiamo mobilitarci, andare sotto le finestre degli #ArchiviDiStato a esprimere il nostro sdegno per la decisione di negare ai cittadini italiane le sentenze sulle #Stragi: è oltre ogni decenza istituzionale e umana
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#28maggio 1974
Durante una manifestazione #antifascista, in Piazza della Loggia a #Brescia scoppia una #bomba che provoca la morte di 8 persone e ne ferisce 102.
E' uno degli #attentati di matrice #neofascista più gravi degli #AnniDiPiombo.
#IRLH pubblica alcuni degli interventi del convegno “Stragi e strategie. Questioni di giustizia, verità e memoria”, tenutosi l’8 maggio 2024 all’Università degli Studi di Brescia.🔗https://riviste.unimi.it/index.php/irlh/issue/view/2587?mtm_campaign=mastodon
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#28maggio 1974
Durante una manifestazione #antifascista, in Piazza della Loggia a #Brescia scoppia una #bomba che provoca la morte di 8 persone e ne ferisce 102.
E' uno degli #attentati di matrice #neofascista più gravi degli #AnniDiPiombo.
#IRLH pubblica alcuni degli interventi del convegno “Stragi e strategie. Questioni di giustizia, verità e memoria”, tenutosi l’8 maggio 2024 all’Università degli Studi di Brescia.🔗https://riviste.unimi.it/index.php/irlh/issue/view/2587?mtm_campaign=mastodon
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il punto non è se sei paranoico… il punto è se sei abbastanza paranoico (“strange days”, 1995) / differx. 2025 (aprile)
sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso.
e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere.
ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :
- il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto con Genova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
- la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
- la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa);
- la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
- in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice;
- il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
- Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
- Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
- Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?
[continua]
[forse]#accordiConLeMafie #AI #controllo #controlloSociale #CPR #criminali #crimini #decretoSicurezza_ #decretoSicurezza #depistaggi #dittatura #dl1660 #esecuzioni #facebook #fascismo #fascisti #funeraliDelloStato #funeraliDiStato #Gelli #genocidio #google #governo #IA #Instagram #istruzione #istruzionePubblica #lagerInAlbania #lottaDiClasse #mafia #mafie #Meta #Microsoft #neofascismo #neofascisti #Palestina #palestinesi #Paragon #PD #puliziaEtnica #razzismo #razzisti #repressione #repubblicaDelleBanane #sanitàPubblica #ScuolaDiaz #scuolaPubblica #scuolePubbliche #shadowbanning #social #socialNetwork #spionaggio #statoDiPolizia #stragi #testiDiMgInRete #whatsapp
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Waco: 25 anni dopo, le storia e le vite dei superstiti. Tra ricordi indelebili e la ricerca di una normalità impossibile.
🛑 Chi erano, cosa fanno adesso 👇
https://boomerissimo.it/2023/04/22/davidiani-prima-e-dopo-waco-i-superstiti-raccontano/
#boomerissimo #wacosiege #TrueCrime #branchdavidians #stragi
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Waco, 1993: trent’anni fa la tragedia dimenticata. Assedio, incendio e 76 morti, tra cui 28 bambini. Cosa è davvero accaduto?
🛑 I retroscena della tragedia 👇
https://boomerissimo.it/2023/03/03/waco-trentanni-dopo-lunica-verita-sono-i-morti/
#boomerissimo #wacosiege #TrueCrime #branchdavidians #stragi
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Il film è fottuto capolavoro, il personaggio di #ParentidItaGLIa (non nuovo a simili uscite) che parla di "teoremi giudiziari fatti per colpire la destra" riguardo alle #stragi #neofasciste, è abbastanza #vomitevole 🤮 e andrebbe quantomeno sanzionato/censurato
Ma appunto da l'idea del #delirio a cui arrivata la #destra in questo paese
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#Stragi #Nato in #Libia, una breccia si è aperta | il manifesto
DOCUMENTI DESECRETATI. La #Danimarca ha ammesso la partecipazione dei suoi aerei.
https://ilmanifesto.it/stragi-nato-in-libia-una-breccia-si-e-aperta
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#Stragi #Nato in #Libia, una breccia si è aperta | il manifesto
DOCUMENTI DESECRETATI. La #Danimarca ha ammesso la partecipazione dei suoi aerei.
https://ilmanifesto.it/stragi-nato-in-libia-una-breccia-si-e-aperta
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e quindi... se ne parla poco perché ci sfiguriamo ad ammettere che lo Stato si è reso complice di così tante morti da fare invidia all'11 settembre
meglio una nota a piè pagina nell'ultimo servizio del TG nazionale
ma mi raccomando, non trasmettiamo uno speciale (meglio la tribuna politica di turno), non trasmettiamo l'ottima orazione civile di Paolini (che pure è nelle teche RAI) e non passiamo neanche il film del 2003
dimentichiamo, già... che è meglio...
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oggi rincorrono i sessant'anni del disastro del Vajont, che io però preferisco appellare come strage, perché di questo si tratta quando tutti i responsabili sanno che sta per accadere ma per propria convenienza non dicono nulla e causano la morte di così tante persone
3.300 vite spazzate in un attimo, passate dalla narrazione dominante come povere vittime della natura
col cavolo!
(segue)
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è giusto ricordare i tanti eccidi o le stragi politiche, mafiose e terroristiche della storia repubblicana
e allora perché la strage del Vajont, tragedia annunciata che ha ucciso più di 3.000 tra morti e dispersi, causata da omertà e pressapochismo di Stato e aziende, dicevo... perché viene passata come una nota spiacevole di storia, che viene ricordata a malapena con una citazione lacrimevole?
dove sono i memorandum dei politici e cariche dello Stato?
(segue)
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la vergognosa vicenda degli archivi di documenti sulle #stragi inaccessibili o distrutti dimostra che NON possiamo avere alcuna fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni, che dal '69 ad oggi hanno protetto stragisti e assassini della peggiore specie:
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la vergognosa vicenda degli archivi di documenti sulle #stragi inaccessibili o distrutti dimostra che NON possiamo avere alcuna fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni, che dal '69 ad oggi hanno protetto stragisti e assassini della peggiore specie:
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La #controffensiva dell'#Ucraina sta causando #stragi fra i militari per avanzate dell'ordine di duecento o trecento metri che non arrivano neppure alle linee fortificate della #Russia. Parlare di #Mariupol di fronte a questa terribile realtà significa solo fare grottesca #propaganda bellica sulla pelle dei propri soldati. Si annunciano avanzate che non esistono censurando il numero delle vittime. Si racconta ciò che non esiste e si nasconde l'unica cosa che esiste: il dolore e la sofferenza.
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La #controffensiva dell'#Ucraina sta causando #stragi fra i militari per avanzate dell'ordine di duecento o trecento metri che non arrivano neppure alle linee fortificate della #Russia. Parlare di #Mariupol di fronte a questa terribile realtà significa solo fare grottesca #propaganda bellica sulla pelle dei propri soldati. Si annunciano avanzate che non esistono censurando il numero delle vittime. Si racconta ciò che non esiste e si nasconde l'unica cosa che esiste: il dolore e la sofferenza.
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1985-2022: BUON COMPLEANNO RADIO ONDA D’URTO! DAL 16 AL 18 DICEMBRE TRE GIORNI DI INIZIATIVE CON IL GATTO NERO. https://www.radiondadurto.org/2022/12/09/1985-2022-buon-compleanno-radio-onda-durto-dal-16-al-18-dicembre-tre-giorni-di-iniziative-con-il-gatto-nero/ #COMUNICATIEAPPUNTAMENTI #APPUNTAMENTIINEVIDENZA #radioondad'urto #INEVIDENZA #Compleanno #rojava #spiedo #stragi #festa #rauti #Ape