#aprile — Public Fediverse posts
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https://www.europesays.com/it/479251/ Inchiesta arbitri, oggi convocati Schenone e il nuovo designatore Tommasi #addetto #AddettoArbitri #aia #altre #aprile #arbitrale #arbitri #ascione #audizioni #braccio #BraccioDestro #butti #Calcio #club #conversazioni #designatore #destro #domani #fatti #Football #informate #InformateFatti #Inter #IT #Italia #Italy #manager #ovviamente #parlerà #pm #presidente #PresidenteAia #procura #referee #RefereeManager #rocchi #schenone #Soccer #Sport #Sports #tommasi #zappi
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https://www.europesays.com/it/478941/ La7 ad aprile è stata la terza rete più vista in prime time con il 6,8% di share #app #aprile #canale #cinema #contatti #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #medi #mese #particolare #prime #PrimeTime #qualificati #rete #ReteVista #risultati #seconda #share #Time #vista
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https://www.europesays.com/it/477831/ Alex Schwazer, tramonta il sogno degli Europei: «La federazione di atletica ha fatto altre scelte, io proseguo a marciare» #alex #AlexSchwazer #aprile #atleta #atletica #birmingham #bolzano #classificati #ClassificatiCoppa #coppa #direttore #DirettoreTecnico #donati #doping #europei #evento #federazione #gara #IT #Italia #italiani #Italy #manipolazione #marciare #marciatore #margine #MargineEvento #parteciperà #primi #schwazer #Sport #Sports #wada
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https://www.europesays.com/it/474169/ Checco Zalone, «a paesi unificati» su Netflix: è già record con il suo «Buen Camino»: doppiato in oltre 14 lingue #aprile #AprileAssoluto #AprileAssolutoComico #assoluto #AssolutoComico #AssolutoComicoItaliano #ben #BenPaesi #buen #Celebrità #Celebrities #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #Netflix #paesi
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https://www.europesays.com/it/468484/ Taglio accise carburante, sconto prorogato di tre settimane maggiore per il diesel #accise #AcciseCarburanti #Affari #aprile #benzina #BenzinaGasolio #Business #carburanti #centesimi #CentesimiIva #CentesimiLitro #decreto #DecretoLegge #Diesel #DieselBenzina #euro #EuroLitro #gasolio #IT #Italia #Italy #Iva #litro #meloni #ministri #misura #prezzi #strutturale #taglio #TaglioAccise
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https://www.europesays.com/it/468375/ Addio ad Alberto Davoli, speaker di Radio Monte Carlo. Gli ascoltatori: «Ci hai accompagnati con ironia e dolcezza, ci mancherai» #alberto #AlbertoDavoli #aprile #ascoltatori #carlo #centinaia #condotto #davoli #dolcezza #emittente #Entertainment #famiglia #giovedì #GiovedìAprile #giugno #Intrattenimento #ironia #IroniaDolcezza #IT #Italia #Italy #mancherai #monte #MonteCarlo #Music #Musica #pagine #radio #RadioMonte #RadioMonteCarlo
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https://www.europesays.com/it/467166/ rocchi san siro, designazione concordate. Conferme degli altri arbitri #alcune #AlcuneTestimonianze #aprile #arbitrale #arbitri #ArbitriAscoltati #ArbitriSentiti #ascoltati #Calcio #conferma #conferme #ConfermeArbitri #designazioni #Football #IT #Italia #Italy #san #SanSiro #siro #Soccer #Sport #Sports
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https://www.europesays.com/it/464392/ Derby Inter-Milan a San Siro, con chi ha parlato Rocchi di Doveri #andare #aprile #arbitrale #arbitri #arbitro #avviso #AvvisoGaranzia #Calcio #capo #coppa #CoppaItalia #CoppaItaliaInter #Daniele #derby #designatore #designazione #doveri #Football #frode #FrodeSportiva #gara #garanzia #gervasoni #gradito #GraditoDoveri #inchiesta #indagati #Inter #IT #Italia #Italy #parlato #potuto #procura #resta #rocchi #san #SanSiro #serie #siro #Soccer #Sport #Sports #sviluppi #zone
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https://www.europesays.com/it/463993/ SuperEnalotto, Lotto e 10eLotto oggi, 27 aprile 2026: estrazione e numeri vincenti #aprile #elotto #Entertainment #estrazione #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lotto #numeri #superenalotto #vincenti
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https://www.europesays.com/it/461717/ Amici 2026, eliminato e cos’è successo nella puntata del 25 aprile #abbandonare #alessio #alex #allievi #amici #andato #angie #aprile #celentano #cuccarini #De #DeFilippi #emanuel #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lorenzo #manche #nicola #note #peparini #pettinelli #PettinelliEmanuel #puntata #punto #serale #sfida #sfidati #squadra #tv
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https://www.europesays.com/it/461323/ Verissimo gli ospiti delle puntate del weekend 25-26 aprile 2026 #alvin #aprile #benedetta #BenedettaParodi #boldi #caressa #Entertainment #fabio #FabioCaressa #hunziker #HunzikerAlvin #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #massimo #MassimoBoldi #Michelle #tv #Verissimo
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https://www.europesays.com/it/459269/ Un posto al sole: anticipazioni UPAS dal 27 al 30 aprile 2026 #Anticipazioni #AnticipazioniPuntata #AnticipazioniPuntate #aprile #AprileOnda #AprileOndaRai #bice #eduardo #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #micaela #onda #OndaRai #padre #palazzo #puntata #puntate #Rai #RaiStreaming #RaiStreamingRaiplay #raiplay #sole #streaming #StreamingRaiplay #tv #upas #vuole
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https://www.europesays.com/it/459054/ Checco Zalone arriva su Netflix con «Buen camino» dal 29 apirle: l’annuncio in un video #aprile #buen #BuenCamino #camino #checco #CheccoZalone #cristal #diretto #DirettoGennaro #DirettoGennaroNunziante #disponibile #Entertainment #film #gennaro #GennaroNunziante #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #Netflix #zalone
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https://www.europesays.com/it/458666/ «Mr. Crocodile Dundee» compie 40 anni: l’idea per il personaggio, Michael Hutchence degli INXS fu tra i finanziatori, 7 segreti #aprile #australiano #crocodile #CrocodileDundee #dundee #Entertainment #film #hogan #HoganLinda #HoganLindaKozlowski #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #kozlowski #Linda #LindaKozlowski #Movies #mr #MrCrocodile #MrCrocodileDundee #paul #PaulHogan #PaulHoganLinda
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https://www.europesays.com/it/457701/ Pino Daniele, il figlio nel campionato italiano GT di auto #andare #AndareGradi #aprile #campionato #CampionatoItaliano #CampionatoItalianoGt #cantante #Celebrità #Celebrities #cercherò #CercheròAndare #CercheròAndareGradi #corse #Daniele #dl #DlRacing #Entertainment #esordio #figlio #forma #francesco #gradi #gran #gt #guida #Intrattenimento #IT #Italia #italiano #Italy #test #volante #weekend
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https://www.europesays.com/it/450622/ Amici 2026, eliminati e cos’è successo nella puntata del 18 aprile #alessio #amadeus #amario #amici #aprile #battuto #cele #cuccarini #CuccariniPeparini #cuore #De #DeFilippi #elena #ElenaAmario #Entertainment #filippi #finale #gard #gigi #GigiAlessio #guanto #GuantoCuore #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #kiara #maria #ragazzi #riccardo #serale #sfida #tv #zerbi
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https://www.europesays.com/it/450514/ Che tempo che fa: ospiti puntata oggi 19 aprile, fabio fazio #aprile #attualità #AttualitàPolitica #conte #De #DeMartino #discovery #domenica #DomenicaAprile #elio #Entertainment #fabio #FabioFazioLuciana #FabioFazio #fazio #FazioLuciana #FazioLucianaLittizzetto #foto #hits #HitsLive #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #live #nek #NekHits #NekHitsLive #ospiti #show #ShowFabio #ShowFabioFazio #talk #TalkShow #TalkShowFabio #temi #tour #tv
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https://www.europesays.com/it/449544/ Verissimo gli ospiti delle puntate del weekend 18-19 aprile 2026 #angelo #aprile #branciamore #canale #De #DeSio #domenica #emozioni #Entertainment #giuliana #GiulianaDe #GiulianaDeSio #iezzi #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #laura #LauraPirovano #matteo #MatteoBranciamore #momenti #Musica #nino #NinoAngelo #studio #tv #Verissimo
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https://www.europesays.com/it/449309/ Marra block party, oggi Marracash in concerto alla Barona: «Restituisco al quartiere un po’ di quello che mi ha dato» #andrà #AndràOspiti #aprile #bandits #barona #block #BlockParty #cha #dato #De #dj #Entertainment #evento #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #marra #MarraBlock #MarraBlockParty #MarraScena #MarraScenaAndrà #marracash #Music #Musica #ospiti #out #party #quartiere #rapper #residenti #scena
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https://www.europesays.com/it/449299/ A Torino il corteo Pro Gaza, la «Mezza di Torino» e la Granfondo di ciclismo: cosa sapere per muoversi in città #aprile #arrivo #casale #centro #Ciclismo #corso #CorsoCasale #corteo #CorteoPro #CorteoProGaza #Cycling #domenica #DomenicaAprile #gara #gaza #granfondo #GTT #IT #Italia #Italy #km #linee #LineeGtt #mezza #MezzaTorino #percorso #Sport #Sports #Torino
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https://www.europesays.com/it/448218/ Un posto al sole: anticipazioni UPAS dal 20 al 24 aprile 2026 #angelo #Anticipazioni #AnticipazioniPuntata #AnticipazioniPuntataAprile #aprile #AprileSole #AprileSoleScoprire #AprileUpas #AprileUpasSole #bice #continua #cristina #eduardo #Entertainment #far #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lunedì #manuela #maurizio #padre #puntata #PuntataAprile #raffaele #Rai #roberto #Serena #sole #tv #upas #venerdì
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https://www.europesays.com/it/445081/ Aprile cambia rotta in modo clamoroso, freddo dal 20: rischio neve. Ecco come potrebbe andare in Toscana #andare #aprile #cambia #clamoroso #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #freddo #IT #Italia #Italy #modo #neve #News #Notizie #potrebbe #rischio #rotta #toscana #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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https://www.europesays.com/it/442661/ Juve-Milan, sfida totale: da Lewandowski a Goretzka, tutto passa dalla Champions #allegri #aprile #bianconeri #Calcio #champions #ChampionsLeague #contratto #diretto #Football #goretzka #indicato #IT #Italia #Italy #juve #JuveMilan #league #lewandowski #livornese #mercato #milan #prossima #ProssimaChampions #ProssimaChampionsLeague #punti #rinforzi #san #SanSiro #scontro #ScontroDiretto #sfida #siro #Soccer #spalletti #Sport #Sports #totale
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https://www.europesays.com/it/439990/ Amici 2026, eliminati e cos’è successo nella puntata dell’11 aprile #alessio #alex #allievo #amario #amici #aprile #celentano #De #DeFilippi #elena #ElenaAmario #Entertainment #filippi #finale #gigi #GigiAlessio #guanto #GuantoSfida #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #maria #MariaDe #MariaDeFilippi #nicola #pettinelli #programma #riccardo #sabato #SabatoAprile #sera #SeraSabato #sfida #tv
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https://www.europesays.com/it/439654/ Dove vedere Sinner-Alcaraz la finale del Masters 1000 di Montecarlo: in palio c’è il trono mondiale #alcaraz #aprile #carlos #CarlosAlcaraz #court #CourtRainier #CourtRainierIii #diretta #finale #FinaleMasters #FinaleMastersMontecarlo #iii #IT #Italia #Italy #jannik #masters #MastersMontecarlo #Sinner #Sky #Sport #Sports #tennis #vedere
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https://www.europesays.com/it/439097/ Verissimo gli ospiti delle puntate del weekend 11-12 aprile 2026 #alex #AlexBelli #Altea #amendola #amici #apre #aprile #belli #canale #cesaroni #CesaroniRitorno #claudio #ClaudioAmendola #Entertainment #Ibiza #IbizaAltea #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lucia #LuciaOcone #ocone #ospiti #plasma #tv #Verissimo
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https://www.europesays.com/it/437391/ Un Posto al sole: anticipazioni UPAS dal 13 al 17 aprile 2026 #ambientata #AmbientataNapoli #AmbientataNapoliOnda #Anticipazioni #AnticipazioniPuntata #AnticipazioniPuntataAprile #aprile #AprileSole #AprileUpas #AprileUpasSole #cristina #Entertainment #greta #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lunedì #nunzio #NunzioRossella #onda #puntata #PuntataAprile #rossella #sole #SoleVediamo #tv #upas #vediamo
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https://www.europesays.com/it/430816/ Amanda Lear: «Con Salvador Dalí niente sesso, era impotente. Bowie? Faceva un po’ schifo. Mio marito era bisessuale» #alain #amanda #AmandaLear #amato #aprile #artista #belve #bisessuale #bowie #chiede #Dalí #DalìMoglie #domanda #DomandaFagnani #Entertainment #fagnani #FagnaniDomanda #FagnaniLear #francesca #FrancescaFagnani #gala #gelosa #impotente #incendio #intervista #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lear #marito #MaritoBisessuale #moglie #sposato #trois
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https://www.europesays.com/it/428651/ Barzaghi: “Inter, c’è clima surreale! Nell’ambiente sembra che qualcuno…” #ambiente #aprile #attorno #AttornoInter #barzaghi #BarzaghiInviato #BarzaghiInviatoSky #Calcio #clima #ClimaDisfattista #ClimaDisfattistaAttorno #Football #Inter #IT #Italia #Italy #manà #Soccer #Sport #Sports #squadra
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https://www.europesays.com/it/426599/ Un Posto al sole: anticipazioni UPAS dal 6 al 10 aprile 2026 #angelo #Anticipazioni #AnticipazioniPuntata #aprile #AprileSole #AprileUpas #bianca #cristina #danni #devono #eduardo #EduardoAngelo #Entertainment #festa #FestaCristina #figlia #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #jimmy #lunedì #nunzio #puntata #raffaele #roberto #sole #tv #upas #vediamo
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https://www.europesays.com/it/425533/ Claudio Bisio commissario guascone in «Uno sbirro in Appennino», «ma non amo le divise» #amaranta #appennino #aprile #bisio #celotto #chiara #ChiaraCelotto #claudio #ClaudioBisio #commissario #dario #De #DeMaria #dita #divise #Entertainment #guascone #Intrattenimento #investigatore #IT #Italia #Italy #maria #nascita #nuova #NuovaSerie #paesino #personaggio #pur #Rai #renato #sbirro
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https://www.europesays.com/it/424536/ Caro-carburanti, il Veneto regione virtuosa: benzina a 1,744 euro al litro. Ma i consumatori avvertono: «Continuano le speculazioni» #accise #Affari #aprile #associazione #autostrade #basilicata #benzina #BenzinaGasolio #BenzinaVeneto #bolzano #bronzo #Business #carburanti #caro #Consumatori #euro #EuroLitro #gasolio #IT #Italia #Italy #litro #medaglia #regione #RegioneVirtuosa #riguarda #veneto #virtuosa
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https://www.europesays.com/it/422737/ Tiger Woods dopo il nuovo incidente: «Vado in rehab, capisco la serietà della situazione» #aprile #arrestato #augusta #benessere #capisco #CapiscoSerietà #CapiscoSerietàSituazione #colpevole #ColpevoleTribunale #contea #ConteaMartin #dichiarato #DichiaratoColpevole #DichiaratoColpevoleTribunale #farmaci #florida #Golf #guida #incidente #IT #Italia #Italy #martin #masters #MastersAugusta #necessario #priorità #Sport #Sports #tiger #TigerWoods #woods
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https://www.europesays.com/it/418715/ Superlega, Modena Piacenza 1-3, la Gas Sales in semifinale #ace #aprile #bluenergy #campo #gara #gas #GasSales #GasSalesBluenergy #inizio #IT #Italia #Italy #mandiraci #modena #ospiti #Perugia #Piacenza #punti #quarti #riesce #sales #SalesBluenergy #seconda #semifinale #semifinali #servizio #set #Sport #Sports #Volley
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https://www.europesays.com/it/415751/ Un Posto al sole: anticipazioni UPAS dal 30 marzo al 3 aprile 2026 #alberto #anna #Anticipazioni #AnticipazioniPuntata #AnticipazioniPuntataMarzo #aprile #AprileUpas #banda #cambiare #CambiareIdea #clara #cristina #donna #eduardo #Entertainment #gianluca #greta #grillo #idea #Intrattenimento #IT #Italia #italiana #Italy #marzo #onda #puntata #Rai #roberto #scoprire #sole #tv #upas #vediamo #vuole
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https://www.europesays.com/it/404299/ Bce, tassi ancora fermi al 2% ma mutui variabili a rischio rincari (+10 euro già nella rata di aprile): ecco perché #Affari #analizzando #AnalizzandoAndamento #andamento #aprile #area #AreaEuro #aumento #bce #Business #deciso #DecisoLasciare #DecisoLasciareInvariati #entro #euribor #euro #facile #facile.it #fermi #francoforte #FrancoforteDeciso #istituto #IT #Italia #Italy #mutui #MutuiTassi #rata #tassi #variabile
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https://www.europesays.com/it/393964/ Mare Fuori continua: l’annuncio delle stagioni 7 e 8 #addio #aprile #conferma #ConfermaMare #ConfermaMareMare #data #date #DateMessa #DateMessaOnda #disponibile #DisponibileRaiplay #Entertainment #episodi #EpisodiSesta #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #maggio #mare #messa #MessaOnda #onda #produttore #programmazione #serie #sesta #stagione #stagioni #tv #vedremo
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https://www.europesays.com/it/371245/ Corse in Belgio, ciclismo: ancora Van der Poel contro Van Aert #aert #apre #aprile #arrivo #belgio #bruges #BrugesNinove #calendario #caviglia #CavigliaCross #Ciclismo #Ciclocross #classiche #corsa #cross #Cycling #De #der #DerPoel #DerPoelVan #domenica #DomenicaAprile #fiammingo #Fiandre #giro #IT #Italia #Italy #marzo #muri #nieuwsblad #olandese #omloop #OmloopNieuwsblad #pavè #poel #sabato #Sport #Sports #stagione #strada #tour #van #VanAert #VanDer #VanDerPoel
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La tempestiva azione del Gruppo Marina consentì di salvaguardare molte delle opere della Marina
La Marina fu anche protagonista nella liberazione di Venezia. Il 28 aprile il Gruppo Marina, che faceva capo al contrammiraglio Franco Zannoni, appartenente al Comitato Centrale Militare, alle dipendenze del C.L.N., entrò in azione sin dall’alba in concorso con le squadre dei gruppi dei partiti inquadrate per sestiere, riunite sotto il comando del capitano di corvetta Carlo Zanchi. Furono occupate le caserme San Daniele e Sanguinetti, l’ex comando della Marina Repubblicana, vari uffici distaccati, il circolo ufficiali, i Cantieri A.C.N.I.L. e Celli, il Magazzino viveri di San Biagio. Il Gruppo attaccò a mano armata l’Arsenale, disperdendo con il fuoco delle armi gli ultimi residui centri di resistenza del forte reparto della Marina tedesca che aveva protetto la fuga del comando tedesco dell’Arsenale. Fu lanciato un ultimatum che prevedeva che i tedeschi lasciassero l’Arsenale entro le 16, senza attuare il piano distruttivo previsto e senza far saltare la polveriera della Certosa. Poco prima dell’ora di scadenza fu alzata la bandiera nazionale sui pennoni delle torri e il capitano di vascello Rosario Viola, per delega del C.L.N., assunse il comando temporaneo dell’Arsenale, nominando il colonnello delle Armi Navali Alberto Gerundo direttore di Marinarmi e il tenente colonnello del Genio Navale Alfio Denaro, direttore di Maricost. La tempestiva azione del Gruppo Marina consentì di salvaguardare molte delle opere della Marina; l’Arsenale, in particolare i macchinari e i bacini, aveva già subito notevoli danni a opera dei tedeschi. Gli oltre trecento uomini della X MAS, con i loro ufficiali e l’armamento al completo, si asserragliarono nella caserma Sant’Elena; dovettero essere condotte lunghe trattative poiché essi richiedevano salvacondotti che li mettessero al sicuro dall’azione dei partigiani; cosa che il C.L.N. non voleva dare. Fu necessario un ultimatum dato il 29 per arrivare alla resa, che si svolse il 30, in concomitanza con l’arrivo dei reparti dell’Esercito regolare, dei commando alleati e degli NP della Marina. Grazie all’arrivo dei commando il Gruppo Marina di Lido poté procedere all’occupazione delle principali batterie, che fino ad allora avevano minacciato di aprire il fuoco sulla città, al disarmo del personale della Difesa e alla cattura dei numerosi mezzi della Marina Repubblicana, compresa una motosilurante.
Giuliano Manzari, La partecipazione della Marina alla guerra di liberazione (1943-1945) in Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Periodico trimestrale, Anno XXIX, 2015, Editore Ministero della DifesaL’ultima fase dell’azione partigiana a Venezia si intensificò nel mese di aprile del 1945, dopo che il 10 aprile le forze alleate avevano attaccato la Linea Gotica. A Venezia, ancora una volta, si ripresenta una situazione unica per gli spazi e le modalità con cui si svolse l’Insurrezione. L’obiettivo comune era quello di preservare la città nel suo complesso, nel suo patrimonio storico e artistico, nel suo patrimonio archivistico legato alle amministrazioni e ai ministeri fascisti, nel patrimonio industriale di Porto Marghera <230. L’andamento iniziale dell’insurrezione fu quindi lento, parziale, anche per timore delle rappresaglie e dell’isolamento di cui Venezia godeva rispetto al fronte militare di terra. In seguito, tra il 25 e 26 aprile, il moto insurrezionale si fece più forte, grazie ad un più convinto intervento della popolazione locale. Ancora fondamentale fu la rivolta dei detenuti che si tenne nel carcere di Santa Maria Maggiore il 26 aprile del 1945, e le insurrezioni operaie che si ebbero in molte fabbriche di Marghera. Nella notte del 27 aprile i volontari dei GAP e delle brigate cittadine riuscirono ad occupare la caserma di San Zaccaria <231. Solo agli inizi di maggio furono isolate e sconfitte le ultime cellule di fascisti che ancora presidiano i punti strategici o le caserme, come accadde con la X MAS a Sant’Elena <232, l’8 maggio del 1945. In questo clima avvenne quindi la mediazione con le forze tedesche grazie alla partecipazione, come mediatore, del patriarca Piazza, che non era mai stato vicino alla resistenza <233. L’intervento del patriarca come responsabile delle trattative fu promosso, oltre che per salvaguardare la città e i cittadini, anche per interessi politici di arginamento delle forze partigiane più a sinistra. Questo episodio fece discutere molti aderenti alla resistenza già all’epoca <234. Il 28 aprile, in Piazza San Marco, mentre le truppe alleate entravano in città, una grande manifestazione fece sventolare nel cielo il tricolore. Venezia era libera, la guerra era terminata.
[NOTE]
230 ERNESTO BRUNETTA, La lotta armata: spontaneità e organizzazione, in GIANNANTONIO PALADINI, MAURIZIO REBERSCHAK, GIUSEPPE TATTARA (a cura di), La Resistenza nel Veneziano, Università di Venezia, Istituto Veneto per la Storia della Resistenza, Venezia, 1985, p. 437.
231 Ivi, p. 439.
232 Ivi, p. 438.
233 MAURIZIO REBERSCHAK, I cattolici veneti tra fascismo e antifascismo, in EMILIO FRANZINA (a cura di), Movimento cattolico e sviluppo capitalistico, atti della giornata di studi (Venezia, 1974), Marsilio, Venezia, Padova, 1974
234 GIULIO BOBBO, La lotta resistenziale a Venezia, in GIULIA ALBANESE, MARCO BORGHI (a cura di) Memoria resistente: la lotta partigiana a Venezia e provincia nel ricordo dei protagonisti, Istituto veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Nuova Dimensione, Venezia, Portogruaro, 2005, p. 234
Francesco Donola, Armando Pizzinato: pittore partigiano, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Anno Accademico 2022-2023In quasi tutte le parrocchie, comunque, si verificarono scontri armati, più o meno accaniti, tra le parti: «I tedeschi parevano furie scatenate; sparavano in tutte le direzioni; si temeva quasi una rappresaglia»; a Noale, però, la nutrita sparatoria ingaggiata dai fuggitivi, col timore di un’imboscata, non ebbe risposta e «fu assicurato alle staffette tedesche libero il passaggio e così il paese non ebbe a soffrire alcun danno per la ritirata» <492. A quanto riportato dalle cronistorie, comunque, furono scongiurati tragici spargimenti di sangue e, all’arrivo degli alleati, il 30 aprile, il bilancio era di qualche caduto, in entrambi gli schieramenti, e qualche prigioniero tedesco arresosi. Fortunatamente, l’unico episodio di “rappresaglia” nei confronti della popolazione, si risolse, a Peseggia [frazione del comune di Scorzè, in provincia di Venezia], da parte di alcune SS, nell’atto di chiudere a chiave nel campanile, un gruppo di ostaggi. Nulla di paragonabile alle decine di vittime che, con il proprio corpo, protessero la ritirata nazifascista lungo quel tristemente famoso percorso, rievocato da Egidio Ceccato in “Il sangue e la memoria” <493. A differenza di quanto accadde in alcune parrocchie in corrispondenza di altri eventi significativi, quali, ad esempio, la caduta di Mussolini, questa volta, i curati non poterono esimersi dal celebrare con «festoso scampanio» <494 l’avvenuta liberazione, facendo da sfondo allo sventolio di bandiere e fazzoletti con il quale la popolazione dava sfogo al proprio entusiasmo.
[…] I contenuti di un volantino del C.L.N., rinvenuto fra gli incartamenti della prefettura repubblicana veneziana per l’anno 1945, fanno presagire il subitaneo riaffiorare delle contrapposizioni ideologiche in concomitanza con il volgere al termine della parentesi resistenziale e, di conseguenza di quella che fu, senza giri di parole, rassegnata convivenza e forzata collaborazione; i «corvi neri» “che un giorno si sono inchinati al fascismo e ne hanno incensato i capi e le loro opere tentano ora di spacciare la falsa moneta del loro patriottismo per usare della vostra opera e del vostro sacrificio […]. Stanno ancora col piede sui due piatti della bilancia, pronti ad abbandonarvi e negare se il vento dovesse cambiare direzione. Lavorano nel silenzio e nel mistero per non rilevare ora la loro identità. […] continuano la loro trama diretti da un papa già fascista, ora filo-inglese, domani ancora fascista se gli avvenimenti e l’interesse dovesse consigliarli [sic] di mutare bandiera”. All’esortazione «Diffidate dei preti!», seguivano i capisaldi della polemica anticlericale, ossia le accuse rivolte al clero di tenere i fedeli lontani dalla cultura «in stato di ignoranza, di inferiorità, perché non scopriate le loro menzogne per dominarvi con l’oscurantismo e la paura. […] Siate uomini e non schiavi della sottana nera» [27 gennaio 1945] <498.
[NOTE]
498 ACS, cit., cat. K42, b. 50, fasc. 92, «Venezia. Attività del clero».
492 Don E. Neso, Cronaca relativa alla parrocchia di Noale. Dicembre 1943-Giugno 1945, op. cit., p. 3.
493 E. Ceccato, Il sangue e la memoria, op. cit.
Daiana Menti, Il clero del Miranese dall’inizio del Novecento alla seconda guerra mondiale nelle sue relazioni con le pubbliche autorità, Tesi di Laurea, Università Ca’ Foscari Venezia, Anno Accademico 2012-2013#1945 #aprile #Città #clero #CLN #curati #DaianaMenti #fascisti #FrancescoDonola #frazione #GiulianoManzari #Liberazione #maggio #Marina #Militare #MiranoVE_ #NoaleVE_ #parroci #partigiani #provincia #Resistenza #ScorzèVE_ #tedeschi #Venezia
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Con l’avvenuto riconoscimento della delegazione ciellenistica di Lugano Mc Caffery aveva così perentoriamente chiesto a Pizzoni l’esautorazione di A.G. Damiani e la nomina di un suo sostituto per la parte militare. Per la persona da destinare a tale incarico l’inglese aveva fatto esplicitamente il nome di Stucchi, conosciuto in occasione della recente missione. Discussa la questione in sede di Clnai, in assenza di Parri, i delegati dei partiti si erano accordati per interpellare “Federici” tramite Giorgio Marzola, “Olivieri”. D’altra parte, sulla nomina di Stucchi si erano pronunciate positivamente varie forze politiche, che l’avevano usata come mezzo per indebolire i comunisti e per riservare ai socialisti, nel dopoguerra, un ruolo di mediatori. L’allontanamento di Stucchi era poi consigliato anche da ragioni di prudenza: egli era stato in contatto con molti degli arrestati di via Andreani e di via Borgonuovo, ma soprattutto con Galileo Vercesi, espondente per i democristiani del Cm. Egli era di fatto schedato, se è vero che Antonio Gambacorti Passerini, già all’inizio dell’anno [1944], da San Vittore, dov’era recluso, aveva fatto pervenire alla moglie Nina un biglietto clandestino diretto all’amico: “Di’ a Gibi di andarsene subito” <636. Stucchi sarebbe venuto a sapere solo dopo la fine della guerra che, durante gli interrogatori, la polizia carceraria chiedeva ai detenuti se lo conoscevano. Fu così che, passate le consegne a Guido Mosna, suo sostituto nel Cmai, e abbandonata la “grigia e travagliata vita di Milano” <637, egli sarebbe partito il 23 aprile alla volta della Svizzera.
Dai nuovi colpi inferti alla Resistenza alla costituzione del Cvl
Nel frattempo, al di là dell’affaire Damiani, che sarebbe durato più di un mese, la situazione politica del Paese era giunta a un punto di svolta. Ivanoe Bonomi, presidente del Cln centrale, dimessosi il precedente 24 marzo 1944 a causa di contrasti sorti tra i partiti di sinistra e quelli di destra, il 7 aprile aveva annotato sul suo Diario: “Quel voto [del Congresso di Bari, nda] aveva avuto un effetto notevole. Aveva collocato Badoglio in un cul di sacco. Egli non poteva fare un vero e proprio Gabinetto politico per il rifiuto dei partiti antifascisti a parteciparvi. Non poteva né avanzare, né ritirarsi. In tale situazione è giunto miracolosamente da plaghe lontane un cavaliere portentoso, un Lohengrin redivivo, che si è accostato a Badoglio e lo ha tratto in salvo. Il cavaliere è venuto dalla Russia ed è Palmiro Togliatti (alias Ercoli) […] Il pensiero di Togliatti è semplice, rettilineo, convincente […] La mossa di Togliatti ha avuto effetti risolutivi. Se i comunisti vanno con Badoglio, come possono restare in disparte i liberali di Croce, i democristiani di Rodinò e così, via via, tutti gli altri?” <638
Il 27 marzo, infatti, quasi contestualmente, il leader del Pci, Palmiro Togliatti, nome di battaglia “Ercoli”, partito dalla Russia e transitato per Il Cairo e per Algeri, era giunto in Italia dove aveva dato, con la famosa “svolta di Salerno”, un nuovo indirizzo all’atteggiamento del suo partito verso il governo Badoglio e la monarchia. Togliatti aveva proposto la più ampia collaborazione di tutte le forze politiche, compreso il re, la cui sorte sarebbe stata discussa alla fine del conflitto. Alla costituzione di un nuovo governo democratico di guerra e di unità nazionale, il Pci aveva posto tre condizioni: la prima, che non si rompesse l’unità delle forze democratiche e liberali antifasciste, ma che, anzi, questa unità si estendesse e si rafforzasse; la seconda, che al popolo italiano venisse garantita, nel modo più solenne, a liberazione avvenuta, un’Assemblea nazionale costituente; la terza, che il nuovo governo democratico si formasse sulla base di un preciso programma di guerra per lo schiacciamento degli invasori e per la liquidazione del fascismo. Con estremo realismo Togliatti aveva parlato davanti ai militanti comunisti della Federazione di Napoli: “A queste condizioni siamo disposti a ignorare tutti gli altri problemi o a rinviarli; sulla base di queste condizioni ci sembra che possa essere realizzata la più ampia unità di forze nazionali per la guerra […] <639. Queste indicazioni, legate al riconoscimento del nuovo governo da parte della Russia, avevano spiazzato del tutto i partiti ciellenistici. L’8 aprile Bonomi riportava tra i suoi appunti le “doglianze e le critiche” provocate dalla svolta nel mondo politico, paragonandole a quelle che avevano “formato la sostanza dei dibattiti” <640 e che lo avevano costretto, due settimane prima, a dare le dimissioni dal Comitato di Liberazione. Annotava: “Se durante quei dibattiti io avessi proposto ciò che Togliatti ha fatto accettare […] io sarei stato cacciato dal mio posto. Proprio vero che in politica i fatti sono quelli che si incaricano di far giustizia delle passioni del momento” <641.
L’area degli antifascisti cattolici aveva accolto invece le proposte di “Ercoli” in modo positivo. Aveva scritto il giornalista Carlo Trabucco alla data dell’11 aprile: “Notizie importanti ce le dà Radio Bari. Infatti le dichiarazioni dell’esponente massimo del Comunismo in Italia, Palmiro Togliatti, sono di una liberalità che perfino sconcerta. Togliatti ci porge un piatto sul quale si trova in bella mostra la completa libertà di culto e il rispetto della Religione Cattolica. Pare di sognare. Perché 25 anni or sono il comunismo italiano e il padre suo, il socialismo, non hanno formulato la stessa proposizione? Perché negavano patria ed esercito, religione e morale? Non sarebbe nato il fascismo e la vita italiana avrebbe avuto altro corso. Perché il comunismo italiano acquistasse il buon senso di cui dà prova oggi per bocca di Togliatti, ci sono voluti 20 anni di tirannia e questo spaventoso bagno di sangue. Ma se tutto è bene quel che finisce bene, noi vogliamo prendere in parola Togliatti e aspettarlo a suo tempo al traguardo delle realizzazioni pratiche” <642.
Le proposte, invece, erano state guardate come un inaccettabile voltafaccia dagli azionisti, rimasti da tempo amareggiati e delusi dalle manovre di Badoglio, tendenti a soffocare l’opinione pubblica antifascista e a far rimanere il re su quel trono che egli stesso aveva disonorato. Scriveva in una lettera clandestina Parri ad Alberto Damiani, “Tito”, e ad Adolfo Tino, “Vesuvio”, il 16 aprile: “dopo tanto lavoro nostro e specie di Tito, la situazione sia pol. sia mil. del Nord Italia è totalmente ignorata, come dimostra anche il colpo di scena Ercoli” <643. Per rimarcare con maggiore incisività le proprie posizioni, il PdA pubblicava il 18 sul suo organo di stampa «Italia Libera» un articolo intitolato Esordio pericoloso, in cui venivano messi in luce alcuni errori che avevano turbato l’entusiasmo e la fede nella lotta: “Le deficienti impostazioni politiche nell’Italia meridionale, rese evidenti dal Congresso di Bari, le mene del governo Badoglio, le oscillazioni di qualche altro partito di Roma, il discorso di Churchill, rude e aspro e ingiusto per la democrazia, le sottigliezze politiche dell’Unione Sovietica, hanno dato agli avvenimenti un corso assai diverso da quello che il Paese aveva il diritto di attendersi. L’iniziativa Togliatti, se avesse tenuto conto di tutti i più complessi e delicati fattori politici in gioco, avrebbe potuto ancora salvare la situazione e preservare le ragioni e l’avvenire della democrazia” <644.
[NOTE]
636 G.B. Stucchi, Tornim a baita, dalla campagna di Russia alla Repubblica dell’Ossola, cit., p. 266.
637 ivi, p. 309.
638 Ivanoe Bonomi, Diario di un anno (2 giugno 1943-10 giugno 1940),, Garzanti, Milano 1947, pp. 175-6.
639 P. Togliatti, Il discorso, in A. Capurso (a cura di), I discorsi che hanno cambiato l’Italia. Da Garibaldi e Cavour a Berlusconi e Veltroni, Mondadori, Milano 2008, pp. 170-1.
640 Ivanoe Bonomi, Diario di un anno…, cit., p. 178.
641 ibidem.
642 Carlo Trabucco, La prigionia di Roma. Diario dei 268 giorni dell’occupazione tedesca, Borla, Torino 1954, p. 218.
643 Insmli, Maurizio a Tito e Vesuvio, 16/IV ’44, fondo Damiani, b. 1, f. 3.
644 Insmli, Esordio pericoloso, in «Italia Libera», 18/4/1944, in fondo Damiani, b. 1, f. 7.
Francesca Baldini, “La va a pochi!” Resistenza e resistenti in Lombardia 1943-1944. La vita di Leopoldo Gasparotto e Antonio Manzi, Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, Anno Accademico 2022-2023#1944 #alleati #Aprile #Badoglio #Bari #Bonomi #CLN #fascisti #FerruccioParri #FrancescaBaldini #guerra #JohnMcCaffery #marzo #partigiani #PCI #PdA #radio #Resistenza #Salerno #Stucchi #svolta #tedeschi #Togliatti
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Il rapporto Italia-Stati Uniti sulla crisi del ’60 è stato in gran parte trascurato dalla storiografia
Alla luce delle posizioni assunte sia da Tambroni – incline a formare un monocolore “socchiuso” a destra e a sinistra – che dai suoi ipotetici sostenitori, sempre più perplessi, iniziava a perdere colpi il progetto di transizione al centro-sinistra. Da segnalare poi la posizione assolutamente contraria all’apertura delle gerarchie ecclesiastiche <79. Unico possibile rimedio sembrava essere la presentazione di un programma in parte favorevole ai socialisti, o comunque in grado di ottenerne l’astensione. Andava in questa direzione lo schema per il discorso del neopresidente intitolato “Spunti per un programma”. Redatto da Francesco Cosentino, consigliere giuridico del presidente della Repubblica, lo schema non venne seguito in maniera pedissequa. Anzi, proprio sui punti nevralgici che avrebbero potuto edulcorare la posizione socialista, come la nazionalizzazione delle industrie elettriche e il problema della scuola,
Tambroni non tenne conto dei consigli della coppia Gronchi-Cosentino <80. Così, il politico marchigiano incassò la fiducia della Dc e del Msi, che riuscì a portare a compimento la propria strategia legalitaria.
La storiografia sul tema è ancora piuttosto scarsa, ed è stata spesso ostaggio di letture politico-partitiche, peraltro suffragate da una non soddisfacente base documentaria. I primi studi <81 – dal 1960 al 1968 – hanno insistito sulla mobilitazione antifascista di massa e sullo scontro frontale contro il “clerico-fascismo”. Tali lavori, in larga misura, hanno mitizzato la spontaneità dei giovani, riducendo la loro irrequietezza ad una battaglia squisitamente politica. Questa prima tornata di ricerche influenzò la produzione storiografica degli anni ’70 e ’80. Con una certa continuità è emerso il sospetto delle tentazioni golpiste di Tambroni <82. Tra gli studi di questo periodo, Baget Bozzo si è distinto per una posizione critica verso la guida comunista delle manifestazioni <83. A trent’anni dai fatti, ha cominciato a farsi largo una lettura non più solamente politica, ma in grado di allargare l’orizzonte ai cambiamenti sociali e ad altri aspetti a lungo trascurati, come la violenza dei dimostranti e le testimonianze di diversa origine <84.
Il rapporto Italia-Stati Uniti sulla crisi del ’60 è stato in gran parte trascurato dalla storiografia <85, tuttavia il comportamento di Tambroni, che tentò di rilanciare il condizionamento del conflitto bipolare sulla politica italiana, <86 impone un’attenzione ben maggiore. L’incarico, come ha ricordato Nuti, non fu accolto dall’ambasciata con particolare soddisfazione, soprattutto per la vicinanza di Tambroni a Gronchi <87. «Nel breve periodo – ha scritto Zellerbach – non c’era motivo di preoccuparsi, visto che la cooperazione con gli Usa e con la Nato non sarà molto diversa da quella di Segni». Addirittura le prospettive sulla politica estera italiana venivano definite «eccellenti». Tuttavia la scelta non era giudicata «una soluzione felice». Tra i maggiori pericoli legati al nuovo esecutivo c’erano la possibilità di altre «scorribande» neutraliste in politica estera e l’opportunismo del nuovo capo del Governo. Nello stesso tempo la solidarietà di Gronchi, a cui erano legati il futuro e la stabilità del governo, era tutt’altro che assicurata. <88
A fronte della nuova maggioranza, furono immediate le dimissioni dei ministri della sinistra democristiana Bo, Sullo e Pastore. Poi seguì un tentativo – fallito – di Fanfani, che rispecchiava lo stato di confusione in cui versava la Dc, più volte rilevata dagli osservatori statunitensi. Alla fine di aprile Gronchi invitò Tambroni a completare la procedura e presentarsi al Senato. La direzione Dc approvava e l’ampia maggioranza democristiana confermava il nuovo, tormentato governo. Commentando l’investitura, i funzionari di via Veneto [ambasciata americana] non erano in grado di stimare le probabilità che l’esecutivo arrivasse all’estate. Il presidente del Consiglio, in una formula efficace e sintetica, veniva descritto come un uomo «temuto da molti, ma di cui nessuno si fidava» <89.
Tambroni, da par suo, considerava il plauso americano un fattore non secondario per la durata del suo governo. Fu Francesco Cosentino – segretario generale della Camera e consigliere legale di Gronchi – a “sponsorizzare” il governo, ma dall’ambasciata capirono subito l’intento di «far sentire agli Usa qualche parola buona su Tambroni». Pur giudicando Cosentino un contatto utile, rimanevano perplessità sui suoi commenti che talvolta «sapevano di autoritarismo» <90.
Ad accrescere le perplessità americane contribuiva la posizione, assai più allarmista, del ramo analitico della Central Intelligence Agency. Un rapporto parla di un «ritorno dei fascisti praticamente in tutti i campi». Lo stato «anarchico» della politica italiana offriva ai neofascisti due possibilità di intervento: un colpo di stato per prevenire l’apertura ai socialisti, o il tentativo di influenzare la Dc da posizioni democratiche. «Sebbene la ricerca della rispettabilità – si legge – li renda all’inizio alleati poco costosi, potrebbero poi domandare un quid pro quo, per esempio il coinvolgimento nell’occupazione di certe posizioni-chiave del governo e una politica estera più nazionalistica». In questo caso, ammonivano gli analisti dell’Intelligence, era probabile uno spostamento dell’opinione pubblica italiana verso l’estrema sinistra <91.
Tra le preoccupazioni dei servizi segreti, a differenza di quanto scrivevano da Roma, prevaleva il timore di derive autoritarie. Un governo orientato a destra, con ogni probabilità, non sarebbe riuscito a rimanere in carica se non ricorrendo a mezzi illegali. Nonostante mancassero prove di attività golpiste, Tambroni veniva etichettato «il più grande e abile opportunista d’Italia». E l’estrema destra preoccupava per «l’irrequietezza e la crescente capacità di farsi valere». Comunque, qualsiasi presa del potere a destra richiedeva «l’eliminazione o la neutralizzazione del presidente Gronchi» <92. Inoltre il grosso della Dc e altri elementi di centro si sarebbero spostati all’opposizione con la sinistra. Non era escluso, infine, il coinvolgimento di un presunto “Gruppo per la difesa della Repubblica”, che includeva Pacciardi, Giannini, Pella, Romualdi e Gedda, a sostegno di Tambroni <93. Il rapporto si riferiva al convegno organizzato il 26 maggio dal Centro Luigi Sturzo sul tema “La liberazione dal socialcomunismo”.
In questo senso, la preoccupazione nei confronti di Tambroni – a nostro avviso eccessiva – induceva a pensare ad un’attiva rete di contatti per salvaguardare il governo, al punto da considerare un convegno come il punto di partenza per una prova di forza autoritaria. Peraltro, all’incontro promosso dal Centro Sturzo, partecipò anche una figura di sicura fede democratica e antifascista come Enzo Giacchero, già vice-comandante partigiano in Piemonte e prefetto della Liberazione <94. Forze conservatrici di varia estrazione, pur schierandosi contro l’apertura a sinistra, erano ben lontane dall’elaborare un piano organico in difesa del governo. L’Italia del 1960, in altri termini, era ben più complessa e articolata di come poteva apparire.
In aprile ci furono alcuni scontri a Livorno. Secondo le ricostruzioni desumibili dagli atti parlamentari, alla base dei disordini ci sarebbero state provocazioni reciproche da parte di paracadutisti delle forze armate e civili. Il missino Romualdi parlava di «squadre di teppisti aiutati da gente facinorosa, da tempo sobillata dal partito comunista e socialista» che avrebbero assalito una decina di paracadutisti <95. A sinistra, invece, gli incidenti venivano imputati alle forze armate. Cantando inni di guerra, i paracadutisti «provocavano ed assalivano gruppi di civili» <96. Sia l’ambasciata romana che il consolato di Firenze seguirono attentamente gli scontri.
Diversi elementi sarebbero tornati su più vasta scala in agitazioni successive, tra cui quella di Genova. Secondo Francesco Di Lorenzo – prefetto di Livorno ed emblema della permanenza di funzionari fascisti a quindici anni dalla Liberazione <97 – il dato più evidente era l’età estremamente bassa dei manifestanti e l’unico rimedio contro i comunisti era «l’impiego della nuda forza». Molti ufficiali e carabinieri, inoltre, rimasero «sbalorditi dall’organizzazione e dalla disciplina dei rivoltosi». Tuttavia, l’impressione destata dalla forza comunista non aveva avuto un impatto positivo su gran parte della popolazione, preoccupata più che altro delle devastazioni ai negozi e alle automobili. Azioni di questo genere creavano una forbice tra i frequenti discorsi sulla distensione e i comportamenti – in direzione opposta – degli attivisti <98. Emergeva una certa ambiguità all’interno del Pci. Era una frattura importante tra il partito legalitario e la massa di giovani rivoluzionari che volevano portare fino in fondo la lotta proletaria <99.
[NOTE]
79 P. Di Loreto, La stagione del centrismo, cit., pp. 355-360; P. Scoppola, La repubblica dei partiti, cit., p. 360. Si veda anche Italian political scene (Memorandum of conversation with Cardinal Siri, Archbishop of Genoa), R. Joyce (Consul General, Genoa) to the Department of State, May 11, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917, 765.00/5-2360.
80 La vicenda è stata ricostruita da G. Cavera, Il Ministero Tambroni, primo «governo del Presidente», cit. In appendice l’autore riporta lo schema di Cosentino. Si vedano i discorsi alla Camera del 4 e dell’8 aprile 1960, AP, CdD, III legislatura, Discussioni, Seduta del 4 aprile 1960, pp. 13423-13431 e Seduta dell’8 aprile 1960, pp. 13648-13651. Si veda P. Scoppola, La repubblica dei partiti, cit., p. 364.
81 A. Parodi, Le giornate di Genova, Editori Riuniti, Roma, 1960; F. Gandolfi, A Genova non si passa, Avanti!, Milano, 1960; R. Nicolai, Reggio Emilia 7 luglio 1960, Editori Riuniti, Roma, 1960; G. Bigi, I fatti del 7 luglio, Tecnostampa, Reggio Emilia, 1960; P.G. Murgia, Il luglio 1960, Sugar, Milano, 1968.
82 G. Mammarella, L’Italia dopo il fascismo, 1943-1968, Il Mulino, Bologna, 1970; N. Kogan, L’Italia del dopoguerra. Storia politica dal 1945 al 1966, Laterza, Roma-Bari, 1974; P. Ginsborg, Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi, Einaudi, Torino, 1989.
83 G. Baget Bozzo, Il partito cristiano e l’apertura a sinistra, cit.
84 L. Radi, Tambroni trent’anni dopo. Il luglio 1960 e la nascita del centrosinistra, Il Mulino, Bologna, 1990; E. Santarelli, Il governo Tambroni e il luglio 1960, «Italia contemporanea», marzo 1991, n. 182; G. Crainz, Storia del miracolo italiano. Culture, identità, trasformazioni fra anni Cinquanta e Sessanta, Donzelli, Roma, 1996. C. Bermani, L’antifascismo del luglio ’60, in Il nemico interno. Guerra civile e lotte di classe in Italia (1943-1976), Odradek, Roma, 1997, pp. 141-263; P. Cooke, Luglio 1960: Tambroni e la repressione fallita, Teti, Milano, 2000; G. Formigoni, A. Guiso (a cura di), Tambroni e la crisi del 1960, cit.; A. Baldoni, Due volte Genova. Luglio 1960 – luglio 2001: fatti, misfatti, verità nascoste, Vallecchi, Firenze, 2004. Si veda anche A. Carioti, De Lorenzo e Moro, la strana coppia contro Tambroni, «Corriere della Sera», 26 marzo 2004.
85 Se ne sono in parte occupati solo Nuti e Gentiloni Silveri, si vedano L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., pp. 285-299; U. Gentiloni Silveri, L’Italia e la nuova frontiera. Stati Uniti e centro-sinistra 1958-1965, Il Mulino, Bologna, 1998, pp. 49-58.
86 Si veda G. Formigoni, A. Guiso (a cura di), Tambroni e la crisi del 1960, cit., p. 368. Significativo è il fatto che Murgia, citando un editoriale del «New York Times», scrive che «sembra uscito dall’ufficio stampa di Tambroni», si veda P.G. Murgia, Il luglio 1960, cit., p. 139. Sfogliando «L’Unità» e «Il Secolo d’Italia» del luglio 1960 si trova una selezione degli editoriali di molti quotidiani stranieri. Naturalmente la stampa internazionale veniva usata per avvalorare la tesi dell’aggressione da parte delle forze dell’ordine o della provocazione di piazza. Era comunque indicativo dell’attenzione rivolta a quanto scrivevano all’estero per comprovare le proprie idee.
87 L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., p. 288.
88 Si veda L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., pp. 288-289.
89 Telegram 3999, J. Zellerbach to the Secretary of State, May 6, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917, 765.00/5-660.
90 Memo of conversation with Francesco Cosentino, Secretary General of the Chamber and Gronchi’s legal adviser, G. Lister (First Secretary of Embassy) to the Department of State, May 11, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917, 765.00/5-1660. Si veda U. Gentiloni Silveri, L’Italia e la nuova frontiera, cit., pp. 53-54; L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., p. 292. Documento parzialmente pubblicato in Così parlò Cosentino, «L’Espresso», 28 luglio 1995, pp. 68-69.
91 Neo-fascists in postwar Italy, CIA, Current Intelligence Weekly Summary, May 12, 1960, http://www.foia.cia.gov
92 The Italian Political Crisis, A. Smith (Acting Chairman, Office of National Estimates) to the Director of Central Intelligence, May 17, 1960, DDEL, WHO, Office of the Special Assistant for National Security Affairs, Records 1952-1961, NSC Series, Briefing notes Subseries, Box 11, f. Italian political situation and U.S. Policy toward Italy, 1953-60. Il riassunto è pubblicato in FRUS, 1958-1960, vol. VII, pt. 2, p. 598.
93 Il leader Gedda avrebbe annunciato «oggi siamo uniti nel pensiero, domani lo saremo nell’azione», Erosion of italian democracy, CIA, Current Intelligence Weekly Review, June 23, 1960, http://www.foia.cia.gov
94 Si veda D. D’Urso, Enzo Giacchero, storia di un uomo, «Asti contemporanea», n. 11, p. 239, http://www.israt.it/asticontemporanea/asticontemporanea11/urso.pdf
95 Dopo l’aggressione contro i paracadutisti i sobillatori bolscevichi cercano un alibi, «Il Secolo d’Italia», 23 aprile 1960; Dalli al parà, ivi.
96 Per gli interventi in Aula si veda AP, CdD, III Legislatura, Discussioni, Seduta del 5 maggio 1960, pp. 13701-13796.
97 Di Lorenzo rimpiangeva i tempi di Mussolini, «quando i poteri del Prefetto non erano limitati da tante assurdità democratiche [democratic nonsense]», si veda Communist involvments in Livorno riots confirmed, M. Cootes (American Consul General) to the Department of State, May 6, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917, 765.00/5-660.
98 Communist involvments in Livorno riots confirmed, cit. Per una posizione critica nei confronti dei paracadutisti, del Prefetto e del Ministero degli Interni si veda F. Dentice, Livorno: non cercate la donna, «L’Espresso», 1 maggio 1960, pp. 6-7; G. Crainz, Storia del miracolo italiano, cit., p. 171.
99 Utili suggestioni in R. Del Carria, Proletari senza rivoluzione, vol. V (1950-1975), Savelli, Roma, 1979, pp. 23-28, citato in P. Cooke, Luglio 1960, cit., pp. 54-55.
Federico Robbe, Gli Stati Uniti e la Destra italiana negli anni Cinquanta, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2009-2010#1960 #ambasciata #Aprile #CIA #crisi #DC #EnzoGiacchero #FedericoRobbe #FernandoTambroni #GiovanniGronchi #governo #Italia #Livorno #maggio #MSI #neofascisti #paracadutisti #Piazza #PSI #scontri #StatiUniti