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#militare — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #militare, aggregated by home.social.

  1. Negli ultimi anni si è spesso discusso di guerra, non solo di guerre vere e proprie, ma anche e forse soprattutto della deriva guerrafondaia dei paesi europei appartenenti alla NATO.

    Come personale del Politecnico, da molto tempo ci chiediamo che cosa potremmo concretamente fare, come cittadini ma anche nel nostro Ateneo, per opporre resistenza a questa pericolosa deriva.

    Ecco una prima proposta, scritta con un gruppo di colleghe e colleghi

    #guerra #militare #università

  2. #warinukraine Sorgerà in #Bulgaria la prima base #militare italiana in Est Europa
    di Antonio Mazzeo
    Il 29 gennaio il Parlamento bulgaro ha ratificato l’accordo sottoscritto dal governo di Sofia e da quello italiano per la realizzazione e l’uso congiunto di una grande infrastruttura bellica nei pressi del villaggio di Yambole, Kabile, nel sud-est del paese.antoniomazzeoblog.blogspot.com

  3. Lockheed Martin ha copiato la lampreda: il drone sottomarino Lamprey si attacca agli scafi delle navi, si ricarica durante il viaggio e arriva in zona operativa con le batterie piene. Dentro ha siluri, droni aerei e sistemi di guerra elettronica: ma può anche sedersi sul fondale e aspettare in silenzio. Mala tempora currunt, anche sott'acqua.

    futuroprossimo.it/2026/02/lamp

    #futuroprossimo #drone #sottomarino #tecnologia #militare

  4. #nowar - #Nato. L’ammiraglio salpa per la guerra
    L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, capo del Comitato #Militare della Nato lo ha detto senza mezzi termini: «Dovremmo essere più proattivi e aggressivi. Un attacco preventivo potrebbe essere considerato un’azione difensiva, ma attenzione: è lontano dal nostro abituale modo di pensare e comportarci».
    Lo scontro diretto tra Russia e Nato è sempre più vicinohttps://radioblackout.org/2025/11/nato-lammiraglio-salpa-per-la-guerra

  5. ⏰RICORDATEVI DI DISERTARE

    L'ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato #militare della #NATO, ha affermato che l'Alleanza Atlantica potrebbe adottare un approccio più aggressivo rispetto alla guerra ibrida utilizzata dalla #Russia. "Stiamo studiando tutto", ha detto Dragone in un'intervista al Financial Times in merito agli attacchi informatici di Mosca, agli atti di sabotaggio e alle violazioni dello spazio aereo della NATO. "Siamo in un certo senso reattivi sul fronte informatico. "Essere più aggressivi o proattivi, piuttosto che reattivi, è qualcosa a cui stiamo pensando". #Dragone ha affermato che un "attacco preventivo" potrebbe essere considerato una "azione difensiva", pur sottolineando che ciò è "più lontano dal nostro normale modo di pensare".

    (ANSA)

  6. #giulioregeni Alla faccia di Giulio #Regeni, si rafforza la collaborazione #militare Italia – #Egitto
    L'omicidio del ricercatore non ha mai frenato i rapporti tra i due Paesi, specie nel campo industriale bellico-militare. Business is business
    Nonostante gli screzi e le tensioni (più formali che sostanziali) dovute all’irrisolto caso di Giulio Regeni, la collaborazione militare tra Italia ed Egitto prosegue e si rafforza imperterrita. . africa-express.info/2025/11/28

  7. #rearm Sorgerà a #Messina l’Hub di Guerra della #Marina #Militare italiana - A Messina, nella più totale disattenzione delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e delle forze politiche, sociali e sindacali, il ministero della Difesa sta per portare a termine un programma multimilionario che rafforzerà i processi di militarizzazione del territorio devastando irrimediabilmente la Zona Falcata, area di immenso valore paesaggistico e storico-architettonico. stampalibera.it/2025/11/20/esc

  8. #rearm Sorgerà a #Messina l’Hub di Guerra della #Marina #Militare italiana - A Messina, nella più totale disattenzione delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e delle forze politiche, sociali e sindacali, il ministero della Difesa sta per portare a termine un programma multimilionario che rafforzerà i processi di militarizzazione del territorio devastando irrimediabilmente la Zona Falcata, area di immenso valore paesaggistico e storico-architettonico. stampalibera.it/2025/11/20/esc

  9. #rearm Sorgerà a #Messina l’Hub di Guerra della #Marina #Militare italiana - A Messina, nella più totale disattenzione delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e delle forze politiche, sociali e sindacali, il ministero della Difesa sta per portare a termine un programma multimilionario che rafforzerà i processi di militarizzazione del territorio devastando irrimediabilmente la Zona Falcata, area di immenso valore paesaggistico e storico-architettonico. stampalibera.it/2025/11/20/esc

  10. La tempestiva azione del Gruppo Marina consentì di salvaguardare molte delle opere della Marina

    La Marina fu anche protagonista nella liberazione di Venezia. Il 28 aprile il Gruppo Marina, che faceva capo al contrammiraglio Franco Zannoni, appartenente al Comitato Centrale Militare, alle dipendenze del C.L.N., entrò in azione sin dall’alba in concorso con le squadre dei gruppi dei partiti inquadrate per sestiere, riunite sotto il comando del capitano di corvetta Carlo Zanchi. Furono occupate le caserme San Daniele e Sanguinetti, l’ex comando della Marina Repubblicana, vari uffici distaccati, il circolo ufficiali, i Cantieri A.C.N.I.L. e Celli, il Magazzino viveri di San Biagio. Il Gruppo attaccò a mano armata l’Arsenale, disperdendo con il fuoco delle armi gli ultimi residui centri di resistenza del forte reparto della Marina tedesca che aveva protetto la fuga del comando tedesco dell’Arsenale. Fu lanciato un ultimatum che prevedeva che i tedeschi lasciassero l’Arsenale entro le 16, senza attuare il piano distruttivo previsto e senza far saltare la polveriera della Certosa. Poco prima dell’ora di scadenza fu alzata la bandiera nazionale sui pennoni delle torri e il capitano di vascello Rosario Viola, per delega del C.L.N., assunse il comando temporaneo dell’Arsenale, nominando il colonnello delle Armi Navali Alberto Gerundo direttore di Marinarmi e il tenente colonnello del Genio Navale Alfio Denaro, direttore di Maricost. La tempestiva azione del Gruppo Marina consentì di salvaguardare molte delle opere della Marina; l’Arsenale, in particolare i macchinari e i bacini, aveva già subito notevoli danni a opera dei tedeschi. Gli oltre trecento uomini della X MAS, con i loro ufficiali e l’armamento al completo, si asserragliarono nella caserma Sant’Elena; dovettero essere condotte lunghe trattative poiché essi richiedevano salvacondotti che li mettessero al sicuro dall’azione dei partigiani; cosa che il C.L.N. non voleva dare. Fu necessario un ultimatum dato il 29 per arrivare alla resa, che si svolse il 30, in concomitanza con l’arrivo dei reparti dell’Esercito regolare, dei commando alleati e degli NP della Marina. Grazie all’arrivo dei commando il Gruppo Marina di Lido poté procedere all’occupazione delle principali batterie, che fino ad allora avevano minacciato di aprire il fuoco sulla città, al disarmo del personale della Difesa e alla cattura dei numerosi mezzi della Marina Repubblicana, compresa una motosilurante.
    Giuliano Manzari, La partecipazione della Marina alla guerra di liberazione (1943-1945) in Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Periodico trimestrale, Anno XXIX, 2015, Editore Ministero della Difesa

    L’ultima fase dell’azione partigiana a Venezia si intensificò nel mese di aprile del 1945, dopo che il 10 aprile le forze alleate avevano attaccato la Linea Gotica. A Venezia, ancora una volta, si ripresenta una situazione unica per gli spazi e le modalità con cui si svolse l’Insurrezione. L’obiettivo comune era quello di preservare la città nel suo complesso, nel suo patrimonio storico e artistico, nel suo patrimonio archivistico legato alle amministrazioni e ai ministeri fascisti, nel patrimonio industriale di Porto Marghera <230. L’andamento iniziale dell’insurrezione fu quindi lento, parziale, anche per timore delle rappresaglie e dell’isolamento di cui Venezia godeva rispetto al fronte militare di terra. In seguito, tra il 25 e 26 aprile, il moto insurrezionale si fece più forte, grazie ad un più convinto intervento della popolazione locale. Ancora fondamentale fu la rivolta dei detenuti che si tenne nel carcere di Santa Maria Maggiore il 26 aprile del 1945, e le insurrezioni operaie che si ebbero in molte fabbriche di Marghera. Nella notte del 27 aprile i volontari dei GAP e delle brigate cittadine riuscirono ad occupare la caserma di San Zaccaria <231. Solo agli inizi di maggio furono isolate e sconfitte le ultime cellule di fascisti che ancora presidiano i punti strategici o le caserme, come accadde con la X MAS a Sant’Elena <232, l’8 maggio del 1945. In questo clima avvenne quindi la mediazione con le forze tedesche grazie alla partecipazione, come mediatore, del patriarca Piazza, che non era mai stato vicino alla resistenza <233. L’intervento del patriarca come responsabile delle trattative fu promosso, oltre che per salvaguardare la città e i cittadini, anche per interessi politici di arginamento delle forze partigiane più a sinistra. Questo episodio fece discutere molti aderenti alla resistenza già all’epoca <234. Il 28 aprile, in Piazza San Marco, mentre le truppe alleate entravano in città, una grande manifestazione fece sventolare nel cielo il tricolore. Venezia era libera, la guerra era terminata.
    [NOTE]
    230 ERNESTO BRUNETTA, La lotta armata: spontaneità e organizzazione, in GIANNANTONIO PALADINI, MAURIZIO REBERSCHAK, GIUSEPPE TATTARA (a cura di), La Resistenza nel Veneziano, Università di Venezia, Istituto Veneto per la Storia della Resistenza, Venezia, 1985, p. 437.
    231 Ivi, p. 439.
    232 Ivi, p. 438.
    233 MAURIZIO REBERSCHAK, I cattolici veneti tra fascismo e antifascismo, in EMILIO FRANZINA (a cura di), Movimento cattolico e sviluppo capitalistico, atti della giornata di studi (Venezia, 1974), Marsilio, Venezia, Padova, 1974
    234 GIULIO BOBBO, La lotta resistenziale a Venezia, in GIULIA ALBANESE, MARCO BORGHI (a cura di) Memoria resistente: la lotta partigiana a Venezia e provincia nel ricordo dei protagonisti, Istituto veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Nuova Dimensione, Venezia, Portogruaro, 2005, p. 234
    Francesco Donola, Armando Pizzinato: pittore partigiano, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Anno Accademico 2022-2023

    In quasi tutte le parrocchie, comunque, si verificarono scontri armati, più o meno accaniti, tra le parti: «I tedeschi parevano furie scatenate; sparavano in tutte le direzioni; si temeva quasi una rappresaglia»; a Noale, però, la nutrita sparatoria ingaggiata dai fuggitivi, col timore di un’imboscata, non ebbe risposta e «fu assicurato alle staffette tedesche libero il passaggio e così il paese non ebbe a soffrire alcun danno per la ritirata» <492. A quanto riportato dalle cronistorie, comunque, furono scongiurati tragici spargimenti di sangue e, all’arrivo degli alleati, il 30 aprile, il bilancio era di qualche caduto, in entrambi gli schieramenti, e qualche prigioniero tedesco arresosi. Fortunatamente, l’unico episodio di “rappresaglia” nei confronti della popolazione, si risolse, a Peseggia [frazione del comune di Scorzè, in provincia di Venezia], da parte di alcune SS, nell’atto di chiudere a chiave nel campanile, un gruppo di ostaggi. Nulla di paragonabile alle decine di vittime che, con il proprio corpo, protessero la ritirata nazifascista lungo quel tristemente famoso percorso, rievocato da Egidio Ceccato in “Il sangue e la memoria” <493. A differenza di quanto accadde in alcune parrocchie in corrispondenza di altri eventi significativi, quali, ad esempio, la caduta di Mussolini, questa volta, i curati non poterono esimersi dal celebrare con «festoso scampanio» <494 l’avvenuta liberazione, facendo da sfondo allo sventolio di bandiere e fazzoletti con il quale la popolazione dava sfogo al proprio entusiasmo.
    […] I contenuti di un volantino del C.L.N., rinvenuto fra gli incartamenti della prefettura repubblicana veneziana per l’anno 1945, fanno presagire il subitaneo riaffiorare delle contrapposizioni ideologiche in concomitanza con il volgere al termine della parentesi resistenziale e, di conseguenza di quella che fu, senza giri di parole, rassegnata convivenza e forzata collaborazione; i «corvi neri» “che un giorno si sono inchinati al fascismo e ne hanno incensato i capi e le loro opere tentano ora di spacciare la falsa moneta del loro patriottismo per usare della vostra opera e del vostro sacrificio […]. Stanno ancora col piede sui due piatti della bilancia, pronti ad abbandonarvi e negare se il vento dovesse cambiare direzione. Lavorano nel silenzio e nel mistero per non rilevare ora la loro identità. […] continuano la loro trama diretti da un papa già fascista, ora filo-inglese, domani ancora fascista se gli avvenimenti e l’interesse dovesse consigliarli [sic] di mutare bandiera”. All’esortazione «Diffidate dei preti!», seguivano i capisaldi della polemica anticlericale, ossia le accuse rivolte al clero di tenere i fedeli lontani dalla cultura «in stato di ignoranza, di inferiorità, perché non scopriate le loro menzogne per dominarvi con l’oscurantismo e la paura. […] Siate uomini e non schiavi della sottana nera» [27 gennaio 1945] <498.
    [NOTE]
    498 ACS, cit., cat. K42, b. 50, fasc. 92, «Venezia. Attività del clero».
    492 Don E. Neso, Cronaca relativa alla parrocchia di Noale. Dicembre 1943-Giugno 1945, op. cit., p. 3.
    493 E. Ceccato, Il sangue e la memoria, op. cit.
    Daiana Menti, Il clero del Miranese dall’inizio del Novecento alla seconda guerra mondiale nelle sue relazioni con le pubbliche autorità, Tesi di Laurea, Università Ca’ Foscari Venezia, Anno Accademico 2012-2013

    #1945 #aprile #Città #clero #CLN #curati #DaianaMenti #fascisti #FrancescoDonola #frazione #GiulianoManzari #Liberazione #maggio #Marina #Militare #MiranoVE_ #NoaleVE_ #parroci #partigiani #provincia #Resistenza #ScorzèVE_ #tedeschi #Venezia

  11. #lascuolavaallaguerra - L’#esercito a #scuola per distanziare i bambini. Assolto Antonio Mazzeo, docente e attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. L’"occupazione” #militare da parte della Brigata “Aosta” #nowar

  12. #stopthegenocideingaza🇵🇸 Partnership nello spazio tra l’Italia e l’industria #militare israeliana
    #boicottisrael Lanciato con un missile #SpaceX il satellite NAOS realizzato da OHB Italia; le telecamere sono di #Elbit Systems, #Haifa.
    antoniomazzeoblog.blogspot.com

  13. Le Forze Armate italiane nella NATO: dottrine e compiti

    Prima ancora che la NATO adottasse ufficialmente la dottrina della “difesa avanzata”, le caratteristiche geostrategiche del fronte italiano resero obbligata la scelta di condurre la difesa aeroterrestre al Brennero e tra i fiumi Isonzo e Tagliamento, a ridosso del confine nordorientale, che appariva come il meglio difendibile: la sua estensione non superava i 70 km, dunque era ridotta, poggiava per gran parte sull’arco alpino o su terreno collinare adatto alla difesa, salvo che nella piana di Gorizia, la quale peraltro avrebbe potuto essere fortificata. Inoltre, i pochi assi di penetrazione percorribili dall’Ungheria, vale a dire dalla linea di attacco più prevedibile delle forze sovietiche e dei loro alleati, erano particolarmente vulnerabili all’offesa aerea e all’impiego di armi nucleari.
    La scelta di soluzioni alternative, per contro, avrebbe comportato lo sbocco dell’aggressore nella pianura padana, dove la resistenza delle forze di difesa italiane si sarebbe rivelata ben più difficile. Infatti, nell’eventualità in cui fosse riuscito a stabilizzare una linea di difesa sull’Appennino e le Alpi occidentali, l’aggressore avrebbe rescisso il collegamento tra il fronte centrale e quello meridionale della NATO, si sarebbe impadronito di tre quarti del potenziale bellico nazionale (concentrato nel triangolo Milano-Torino-Genova) e avrebbe potuto creare un governo collaborazionista; ipotesi quest’ultima che, considerata la forza e il seguito del Partito comunista italiano, era tutt’altro che peregrina.
    I perni della struttura difensiva italiana erano dunque il Brennero, il sistema Cadore-Carnia, la zona prealpina di Udine, la zona collinare e di pianura tra l’Isonzo e il Tagliamento, il Carso e Trieste, la Laguna veneta <84.
    Per quanto concerne invece i compiti assegnati alle varie forze, essi erano i seguenti. Per l’Esercito, difendere soltanto con le proprie forze la frontiera orientale in attesa delle forze aeree statunitensi che avrebbero potuto raggiungere lo scacchiere orientale italiano, ad esempio decollando da portaerei in navigazione nel Mediterraneo. Questa capacità di resistenza avrebbe dovuto esercitarsi per tutto il tempo necessario a consentire la mobilitazione delle forze americane e di quelle NATO, una parte delle quali sarebbe stata destinata a supportare direttamente le truppe italiane sul fronte orientale della penisola. Oltre a questo compito prioritario, all’Esercito italiano era richiesto, come compito secondario, di tenere il controllo di tutto il Paese dal punto di vista dell’ordine pubblico. Per quanto concerne invece la Marina, ad essa era affidato l’incarico di operare come scorta dei convogli alleati nel Mediterraneo e di garantire la difesa costiera della penisola, oltre a supportare, in funzione comprensibilmente subalterna, il mantenimento del dominio navale alleato nell’area mediterranea e a consentire l’esplicazione del potere aeronavale alleato. L’Aeronautica, infine, dal momento che all’epoca era la Forza Armata più debole e antiquata di tutte, non avrebbe avuto altri compiti se non quello di concorrere, con mezzi limitati, all’azione delle altre forze <85.
    Fu in questo periodo iniziale di partecipazione italiana all’Alleanza che si dimostrarono determinanti gli aiuti economici e militari statunitensi intesi ad accelerare la ricostruzione delle strumento militare italiano e, al tempo stesso, il suo ammodernamento <86.
    Tutto questo sostegno non era ovviamente casuale, ma intendeva significare, in concreto, l’attenzione che gli Stati Uniti e, in subordine, la NATO attribuivano all’Italia quale caposaldo dello schieramento atlantico in Europa, un caposaldo che non intendevano assolutamente perdere e che anzi erano decisi a difendere dalle posizioni più avanzate possibili, in quanto perfettamente consapevoli del fatto che, se un’eventuale offensiva sovietica fosse riuscita a sfondare e a dilagare nella pianura padana, l’intero fianco Sud della NATO avrebbe rischiato di essere aggirato e la difesa occidentale sarebbe stata spinta all’indietro, fino alla penisola iberica, con conseguenza gravissime <87.
    Su questo sfondo, resta ovviamente irrisolta la diatriba tra chi riteneva che l’allineamento atlantico del nostro Paese fosse una scelta determinata dalla volontà o imposta dalla necessità e chi riteneva invece che, pur partecipando allo schieramento atlantico, sarebbe stato preferibile, per l’Italia, adottare un atteggiamento meno passivamente prono agli interessi degli alleati e in particolar modo degli americani e più attento, per contro, alla tutela dell’interesse nazionale, senza peraltro dimenticare il fatto che, in quel periodo, non pareva chiaro né alla dirigenza politica né a quella militare quale fosse realmente il nostro interesse nazionale <88.
    A livello dottrinale, vale a dire di elaborazione della dottrina operativa delle Forze Armate italiane <89, le prime pianificazioni postbelliche riguardarono l’organizzazione difensiva (1948), le operazioni combinate avioterrestri (1949), la difesa su ampi fronti (1950) e la cooperazione avioterrestre (1951).
    La prima serie dottrinale dell’Esercito fu la 3000, elaborata a cavallo tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, che fu anche l’ultima delle concezioni dottrinali ispirate a una visione del conflitto di tipo esclusivamente convenzionale <90.
    La regolamentazione successiva, che risale al 1958-60 (circolari della serie dottrinale 600), rifletteva invece i principi della dottrina NATO della “rappresaglia massiccia”, adottata dall’Alleanza nel 1954. Si prevedeva infatti la costituzione di due posizioni difensive, poste a distanza di 50-90 km l’una dall’altra, il cui compito era quello di attirare le forze attaccanti nei punti più vulnerabili al fuoco nucleare. Non era prevista, peraltro, una manovra controffensiva su larga scala, il che la dice lunga su quello che era considerato il ruolo delle forze italiane, relegato di fatto a compiti di mera resistenza passiva, da esercitare fino a che non si sarebbe manifestato, sul terreno, il supporto militare alleato, soprattutto americano.
    La serie dottrinale 600, approvata nell’aprile del 1958, fu comunque molto apprezzata, soprattutto negli USA, dove fu addirittura oggetto di studio e di insegnamento. Si trattava, infatti, della prima normativa di impiego elaborata da un esercito occidentale che prevedeva l’uso di armi atomiche e cercava di valutarne concretamente gli effetti tanto per chi difendeva quanto per chi attaccava <91. Come tale, era certamente ricca di spunti dottrinali di interesse non trascurabile, anche perché enormi erano gli interrogativi che gravavano sulla reale possibilità di condurre operazioni efficaci in ambiente pesantemente contaminato. Ogni contributo dottrinale in tal senso, quindi, era il benvenuto, anche se tutti parevano complessivamente alquanto ottimistici sul tema dell’operatività dei reparti dopo uno scambio di fuoco nucleare, in quanto era difficilissimo individuare l’entità delle distruzioni che avrebbero avuto luogo.
    [NOTE]
    84 Virgilio Ilari, Storia militare della Prima Repubblica…, cit., p. 79 sg.
    85 Enea Cerquetti, Le Forze armate italiane dal 1945 al 1975…, cit., p. 97.
    86 Ibidem, p. 99 sg.
    87 Enea Cerquetti, Le Forze armate italiane dal 1945 al 1975…., cit., p. 118.
    88 Ibidem, p. 150 sg.
    89 La dottrina militare è una delle due diverse e fondamentali fonti della tattica militare (l’altra fonte sono gli ordini di operazione), fornisce gli orientamenti per l’impiego delle forze nei casi medi. È contenuta in circolari e pubblicazioni delle serie dottrinali, il cui aggiornamento consegue o ad una mutata visione strategica ovvero a profondi cambiamenti nell’organizzazione delle Forze Armate. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Tattica_militare
    90 Enea Cerquetti, Le Forze Armate italiane dal 1945 al 1975…, cit., p. 107.
    91 Ibidem, p. 186 sgg.
    Roberto Pistoia, L’Italia e la NATO dal 1949 al 1989, Tesi di laurea, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2012-2013

    Nelle prospettive della NATO, la flotta all’inizio era considerata una struttura di sostegno rispetto all’enfasi sulle forze di terra, impegnate a contrastare l’armata rossa per mantenerla quanto più possibile distante dalle regioni occidentali, alle quali si richiedeva di garantire le linee di comunicazione e l’azione di ricognizione.
    Questo disegno strategico si fondava sul convincimento che il controllo delle regioni europee avrebbe determinato le sorti d’ogni conflitto con Mosca.
    Perciò, la marina insisteva perché la linea di difesa si concretizzasse quanto più possibile ad est dei confini della cortina di ferro e la flotta costituisse una percentuale considerevole di tutta la forza militare degli Alleati; tuttavia, per rendere effettiva la deterrenza, si confermò la centralità del sistema difensivo terrestre, affiancato però da un consistente concentramento di forze aeree e navali.
    La scelta indusse ad approfondire le strategie per coordinare meglio tutti i soggetti impegnati nel teatro, di conseguenza, si incominciò a considerare con maggiore attenzione il Mediterraneo e la sesta flotta, rimasta sempre sotto comando statunitense.
    Alessia Cherillo, I rapporti tra l’Unione Europa e la NATO, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Anno Accademico 2011-2012

    #1948 #1951 #1954 #1958 #Aeronautica #AlessiaCherillo #armate #dottrina #esercito #forze #Marina #militare #NATO #RobertoPistoia

  14. ITALIA-#ARABIA SAUDITA. Roma dimentica diritti umani e guerre e consolida la cooperazione #militare
    Dopo tre anni è tornata a bombardare le postazioni Houthi in #Yemen a fianco delle forze armate #USA. 345 condanne a morte, in buona parte per decapitazione antoniomazzeoblog.blogspot.com

  15. “Vi uccideremo”: sceriffo della #Florida minaccia i manifestanti in vista delle proteste anti-#Trump in tutta la nazione

    “Se lanciate un mattone, una bomba incendiaria o puntate una pistola contro uno dei nostria genti, comunicheremo alla vostra famiglia dove raccogliere i vostri resti, perché vi uccideremo” ha minacciato lo sceriffo #WayneIvey.

    Sabato sono previste 2.000 manifestazioni in tutti gli Stati Uniti con lo slogan “#NoKingsDay” (per trasmettere il messaggio che gli Usa “non hanno un re”), in coincidenza con una parata #militare finanziata con 45 milioni di dollari dei contribuenti e con il 79° compleanno di Trump.

  16. #Israele-#Germania. Più stretta la collaborazione #militare, Berlino acquista l’Arrow3. L’accordo più importante nella storia dell’export di sistemi bellici (valore 3,5 miliardi di dollari circa) e profitti per le industrie europee, compresa #Leonardo SpA. pagineesteri.it/2025/06/12/med

  17. ITALIA-#ARABIA SAUDITA. Roma dimentica diritti umani e guerre e consolida la cooperazione #militare
    #Riyadh dopo tre anni è tornata a bombardare le postazioni Houthi in #Yemen a fianco delle forze armate degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito pagineesteri.it/2025/05/05/med

  18. "don't be evil"
    #google, #ai e sviluppo #militare

    Un motivo in più per degooglizzarsi, le alternative ci sono e sono funzionali: dalla suite di Framasoft a osmand, dal sistema operativo /e/, a duckduckgo... Perché aspettare oltre?

    wired.it/article/google-etica-

  19. L'X-29: quando la NASA decise di sfidare la fisica con un aereo dalle ali "al contrario". Un gioiello dell'ingegneria che ha riscritto le regole del volo tra instabilità e innovazione: la rubrica "il futuro di ieri" oggi parla di lui. Ve lo ricordate?

    #Aviazione #Militare #NASA #Innovazione #Tecnologia #Storia #Aeronautica #Ingegneria #Aerospaziale
    futuroprossimo.it/2024/12/x-29

  20. Bombe contro #Gaza e #Libano, ma #Leonardo e le aziende #cyber di #Israele si danno appuntamento a Roma per rafforzare la partnership nel campo della ricerca e dello sviluppo di sofisticati sistemi ad uso #militare
    antoniomazzeoblog.blogspot.com

  21. Il misterioso spazioplano cinese "si lascia fotografare" in orbita da un astrofilo austriaco, rivelando dettagli inaspettati. Più grande del suo rivale americano X-37B, il velivolo spiazza anche gli esperti. Aumentano le domande sulla "guerra fredda" portata in orbita. Cosa sta realmente facendo (anche) la Cina lassù?

    #Spazio #Militare #Tecnologia #Orbita #CorsaAlloSpazio #cina

    futuroprossimo.it/2024/08/becc

  22. Huntress II è un incredibile drone "a reazione". Si comporta come un quadricottero per gestire decollo e atterraggio, ma poi diventa un vero e proprio aereo che schizza a oltre 480 km/h sfidando venti di ogni genere. Un nuovo record di velocità per missioni di ricerca, soccorso e... indovinate un po'? Militari.

    #Drone #quadricottero #velivoli #reazione #ricerca #soccorso #militare

    futuroprossimo.it/2024/02/hunt

  23. Huntress II è un incredibile drone "a reazione". Si comporta come un quadricottero per gestire decollo e atterraggio, ma poi diventa un vero e proprio aereo che schizza a oltre 480 km/h sfidando venti di ogni genere. Un nuovo record di velocità per missioni di ricerca, soccorso e... indovinate un po'? Militari.

    #Drone #quadricottero #velivoli #reazione #ricerca #soccorso #militare

    futuroprossimo.it/2024/02/hunt

  24. Huntress II è un incredibile drone "a reazione". Si comporta come un quadricottero per gestire decollo e atterraggio, ma poi diventa un vero e proprio aereo che schizza a oltre 480 km/h sfidando venti di ogni genere. Un nuovo record di velocità per missioni di ricerca, soccorso e... indovinate un po'? Militari.

    #Drone #quadricottero #velivoli #reazione #ricerca #soccorso #militare

    futuroprossimo.it/2024/02/hunt

  25. Huntress II è un incredibile drone "a reazione". Si comporta come un quadricottero per gestire decollo e atterraggio, ma poi diventa un vero e proprio aereo che schizza a oltre 480 km/h sfidando venti di ogni genere. Un nuovo record di velocità per missioni di ricerca, soccorso e... indovinate un po'? Militari.

    #Drone #quadricottero #velivoli #reazione #ricerca #soccorso #militare

    futuroprossimo.it/2024/02/hunt

  26. Huntress II è un incredibile drone "a reazione". Si comporta come un quadricottero per gestire decollo e atterraggio, ma poi diventa un vero e proprio aereo che schizza a oltre 480 km/h sfidando venti di ogni genere. Un nuovo record di velocità per missioni di ricerca, soccorso e... indovinate un po'? Militari.

    #Drone #quadricottero #velivoli #reazione #ricerca #soccorso #militare

    futuroprossimo.it/2024/02/hunt

  27. Il forte avvicinamento tra Russia e Cina nel 2023 minaccia di alterare le dinamiche globali del potere. Questa sfida allla supremazia militare degli USA produrrà una revisione strategica della difesa e delle alleanze internazionali​​​​.

    #Geopolitica #USA #Russia #Cina #Alleanza #Militare #Bilancio #Globale #Difesa #NATO #UE #Strategia

    futuroprossimo.it/2023/12/stat