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#legge — Public Fediverse posts

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  1. I consigli di Montanelli all’ambasciatrice statunitense

    Diversi [nel 1953, cone le elezioni politiche caratterizzate dalla legge maggioritaria ribatezzata “legge truffa”] erano i problemi di cui si doveva tenere conto e che complicavano l’ipotesi di un annuncio apparentemente senza problemi. Innanzitutto era indispensabile valutare l’impatto che avrebbe avuto sui partiti laici di centro, non entusiasti di un sistema troppo concentrato nelle mani della Dc e penalizzante per gli alleati minori. C’era poi una questione tempistica. In parlamento si stava già discutendo l’abrogazione della legge elettorale, quindi l’annuncio andava fatto in tempi ragionevoli e con dati precisi alla mano. Da ultimo, come si diceva, la perplessità di De Gasperi relativa alla nuova composizione di Camera e Senato non accompagnata da una issue d’impatto sull’elettorato. Si riferiva, più di ogni altra cosa, a Trieste, come annotava la signora Luce [ambasciatrice in Italia degli Stati Uniti] in chiusura di conversazione. E la questione, nel caso in cui fosse stata risolta, avrebbe potuto davvero imprimere un corso diverso agli eventi: “Quando [De Gasperi] mi accompagnò alla porta, mi chiese se sarei andata a casa per Natale. Dissi che speravo di sì. Poi, stringendomi la mano, affermò: ‘se il vostro Paese riuscirà a dare Trieste a questo governo per Natale, noi potremo farvi il regalo di annunciare che abbiamo ricontato i voti e vinto le elezioni di giugno, per poi cominciare la controversia coi comunisti. In quel caso potremmo avere qualche possibilità di vincere le future elezioni’ ” <59. Trieste, com’è noto, non tornò italiana quell’anno. Da un lato, i tempi non erano ancora maturi e, dall’altro, prevalse il senso di responsabilità di fronte a risultati e ad un parlamento ormai funzionante e legittimato <60.
    «Le elezioni non sono andate proprio a male – commentava la Luce usando un’immagine “gastronomica” – ma certamente si sono un po’ inacidite. Non offrono presagi luminosi per la nostra linea politica sulla Nato» <61. L’ambasciatrice accusava la stampa americana di aver dato un peso eccessivo al suo intervento di Milano: i giornali avevano fornito «immagini distorte e fuori dal contesto», dimenticando che solo la destra monarchico-fascista aveva esplicitamente attaccato il suo discorso <62. La conferenza del 28 maggio alla Camera di commercio di Milano è stata spesso ritenuta emblematica dell’interventismo della Luce, poiché in quella sede minacciò gravi conseguenze per il sostegno all’Italia in caso di vittoria di una delle ali estreme <63. Una tale interpretazione della vicenda, però, suscita a qualche perplessità. Esternazioni del genere non erano una novità per la diplomazia americana: John Foster Dulles in Germania aveva espresso sostanzialmente gli stessi concetti <64. Tuttavia, quelle di Milano risultarono sgradite al Dipartimento di Stato, che aveva espressamente chiesto alla Luce di non rilasciare dichiarazioni e tenere un basso profilo <65. In più, pochi giorni prima del discorso era stata la stessa ambasciatrice a fare considerazioni analoghe sui pericoli di un’eccessiva ingerenza statunitense. Scrivendo a Ferguson, amico personale nonché influente senatore repubblicano, aveva affermato che gli elementi antiamericani in Italia stavano «ansiosamente cercando prove di interferenza o pressione americana» <66.
    In questo frangente, non è azzardato ipotizzare l’influenza di una personalità importante con cui Clare Luce aveva stretto un rapporto di amicizia privilegiato: Indro Montanelli. Poco prima della partenza per l’Italia, Mrs. Luce aveva ricevuto una lettera del giornalista toscano, suo amico di lunga data <67. Augurandole un magnifico successo, che sarebbe stato «un gran bene per i due paesi», Montanelli così si rivolgeva alla Signora: «Spero di non trovarla delusa dei miei compatrioti, del loro (apparente) cinismo, della loro (superficiale) immoralità. Comunque, li affronti con coraggio, qualche volta con insolenza, e sempre con assoluta spregiudicatezza. Gl’italiani vanno pazzi per queste virtù, forse perché non conoscono la Virtù vera» <68.
    Pare proprio che l’ambasciatrice abbia seguito alla lettera i consigli del giornalista, a cui tra l’altro chiedeva, a conferma del rapporto di fiducia tra i due, un elenco di persone da incontrare a Roma. Montanelli le consigliò alcuni «manipolatori dell’opinione pubblica [sic]» <69. Da neofita della diplomazia e da scarsa conoscitrice del nostro Paese, Mrs. Luce doveva affidarsi necessariamente a qualcuno che la introducesse ai pregi e ai difetti del popolo italiano. Montanelli fu il suo “Cicerone” prima della partenza, dato che avevano passato molto tempo insieme a New York <70. Ma continuò ad essere una figura di riferimento molto ascoltata anche in Italia, suggerendo perfino vie d’uscita
    extraparlamentari. Non fu perciò solo una concezione semplicistica e grossolana della politica e della capacità americana di influenzare l’Italia a dettare il tenore dell’intervento di Milano a una settimana dal voto. Pesarono, come spesso accade, rapporti di amicizia, situazioni contingenti e tanti dubbi. Dubbi che, da quanto risulta dalla documentazione, rimasero in Clare Boothe Luce fino alla fine, facendo conoscere aspetti finora trascurati dell’ambasciatrice come, appunto, i tormenti sulle decisioni da prendere.
    [NOTE]
    59 Memorandum of conversation, C.B. Luce, A. De Gasperi, November 21, 1953, NARA, RG 84, Italy, U.S. Embassy, Rome, Records of Clare Boothe Luce 1955-1957, Lot File 64F26 (d’ora in poi RG 84, CBL), Box 4, f. Memoranda of conversations ’53.
    60 Pietro Ingrao, tra gli altri, ha sottolineato la correttezza di De Gasperi e Scelba nel prendere atto dei risultati, si veda C. Rodotà, Storia della legge truffa, cit., p. 105; M.S. Piretti, La legge truffa, cit., pp. 210-211.
    61 C.B. Luce to C.D. Jackson (Special Assistant to the President), June 19, 1953, FRUS, 1952-54, VI, pt. 2, pp. 1612-13. Si veda L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., p. 7.
    62 C.B. Luce to C.D. Jackson, cit., pp. 1612-13.
    63 M. Del Pero, Gli Stati Uniti e la «guerra psicologica», cit., p. 977; A. Brogi, L’Italia e l’egemonia americana, cit., p. 74. Per il testo integrale del discorso in lingua originale si veda LOC, CBLP, Box 686, f. 4, May 28, 1953. Sulle varie reazioni della stampa italiana si vedano Wide press comments on Ambassador Luce’s speech, Italian press highlights n. 229, prepared by Mutual Security Agency and United States Information Service, May 30-31, June 1, 1953, DDEL, JFD Papers, 1951-59, General correspondence and memoranda series, Box 2, f. Strictly confidential – L (4); Italian elections, C. Norberg (Acting Deputy Assistant Director, PSB) to Acting Director (Office of Coordination, PSB), May 29, 1953, DDEL, WH Office, NSC Staff Papers 1953-1961, PSB Central File Series, Box 13, f. PSB 091 Italy (3).
    64 Dulles mise in guardia i tedeschi sulla pericolosità di votare i socialdemocratici, M. Del Pero, American Pressures and their Containment in Italy during the Ambassadorship of Clare Boothe Luce, 1953-1956, «Diplomatic History», vol. 28, n. 3, june 2004, p. 418.
    65 M. Del Pero, Stati Uniti e “legge truffa”, cit., p. 505; M. Del Pero, L’alleato scomodo, cit., p. 186. Significativo, inoltre, il fatto che la Luce ricevette il plauso dell’armatore genovese Ernesto Fassio, che non nascose le simpatie per il ventennio fascista ma fu sempre assai critico verso il Msi, si veda LOC, CBLP, Box 603, f. Fa-Fea 1953.
    66 C.B. Luce (Ambassador in Italy) to H.S. Ferguson (Republican Senator), May 11, 1953, NARA, RG 59, Subject files relating to Italian Affairs, 1944-1956, Lot File 58D357, Box 11, f. 380.02 Emigration 1951-54.
    67 Il giornalista trasse da un incontro-intervista del 21 marzo a New York l’articolo Clare Luce, «Corriere della Sera», 7 aprile 1953. Si veda il commento nel diario di Montanelli, citato in S. Gerbi, R. Liucci, Lo stregone. La prima vita di Indro Montanelli, Einaudi, Torino, 2006, p. 295.
    68 I. Montanelli a C.B. Luce, 31 marzo 1953, LOC, CBLP, Box 606, f. 3 Mod-Mon 1953.
    69 I. Montanelli a C.B. Luce, s.d. ma tra il 21 marzo, quando i due si incontrano, e il 31 marzo 1953, data in cui Montanelli ringrazia per l’approvazione dell’articolo destinato al «Corriere», LOC, CBLP, Box 606, f. Mod-Mon 1953. Altro segno della stima reciproca tra i due è un passaggio di un memorandum del 1954, in cui la Luce enumera le tante volte (sei in venti mesi) in cui si è incontrata con il giornalista, definito «un profeta di inevitabili sventure». Al sostantivo «profeta» è abbinato l’aggettivo inesistente «voluable», non è chiaro se la parola originale fosse «valuable» (prezioso) o «voluble» (loquace). Si veda Memorandum of conversation, I. Montanelli, C.B. Luce, November 20, 1954,
    NARA, RG 84, CBL, Box 4, f. Memoranda of conversations ’54.
    70 È Montanelli ad affermare di essere amico di Mrs. Luce «da molto prima che lei diventasse ambasciatrice in Italia», si veda Una gladio in borghese, Intervista a Indro Montanelli di M.G. Rossi e M. Del Pero, «Italia contemporanea», settembre 1998, n. 212, p. 647.
    Federico Robbe, Gli Stati Uniti e la Destra italiana negli anni Cinquanta, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2009-2010

    #1953 #AlcideDeGasperi #ambasciatrice #caso #ClareBootheLuce #elezioni #FedericoRobbe #IndroMontanelli #legge #politiche #questione #StatiUniti #Trieste #truffa
  2. "#Legge uguale x #Tutti" scrivevano nelle aule dei #Tribunali.
    Nessuno ci credeva più.

  3. Politico sul podio - Vi prometto legge e ordine, ma anche tolleranza per il divieto di sosta

    Politician on the podium - I promise you law and order, but also tolerance for illegal parking.

    #politica #parcheggi #legge #ordine #politics #parking #law #order

    @attualita

  4. 🧵 Isolamento, violenze e accesso limitato all’informazione: i CPR, luoghi di detenzione senza controllo e senza legge
    valigiablu.it/cpr-violenze-mig

    #cpr #migranti #violenze #governo #legge

  5. Alla fine del 1979 in Italia agivano 4.337 emittenti radio private

    In seguito all’approvazione della legge 14 aprile 1975, n. 103, dal ministero delle Poste e telecomunicazioni parte il seguente telegramma:
    “Disponesi virgola a sensi articoli 1 et 2 legge 14 aprile 1975 n 103 virgola che responsabili aut esercenti impianti diffusione via etere programmi radiofonici e televisivi privati vengono denunciati at autorita giudiziaria competente con contestuale richiesta sequestro impianto medesimo soprattutto se trasmissioni interferiscano con servizio pubblico radiodiffusione et con altri servizi pubblica utilita punto necessari accertamento [sic] dovranno essere effettuati da ispettori compartimentali collaborazione con circo tel [sic] et organi rai virgola che dovranno fornire mezzi tecnici per acquisizione materiale probatorio punto” <1.
    La legge in questione ribadisce infatti, come si è detto, la riserva statale delle trasmissioni via etere, sancendo l’illegalità delle prime emittenti “libere”, che in quegli anni iniziano a infrangere il monopolio. Tale previsione farà scattare la lunga teoria di denunce e le successive pronunce di incostituzionalità. Ciò che ora preme rilevare è la sottolineatura che viene fatta della necessità di riferire all’autorità giudiziaria «soprattutto se trasmissioni interferiscano con servizio pubblico radiodiffusione et con altri servizi pubblica utilita».
    La liberalizzazione di fatto dell’etere che, sulla spinta delle innovazioni tecnologiche e delle pressioni all’accesso, investe il panorama radiotelevisivo italiano conduce infatti a una corsa all’accaparramento selvaggio delle frequenze che fa coniare ai commentatori espressioni quali «giungla», «fungaia», «far west» in riferimento alla situazione venutasi a determinare <2. In effetti, in molti casi si registrano sconfinamenti, sovrapposizioni, interferenze, una congerie di segnali che induce Eco a parlare di «ascolto patchwork», una «marmellata» all’interno della quale l’identità delle singole stazioni è irriconoscibile per l’utente che muove la manopola della radio e si imbatte in un profluvio di musica e parole senza soluzione di continuità <3.
    Al ministero delle Poste e telecomunicazioni giungono numerose lamentele a proposito delle difficoltà di ricezione del segnale in alcuni contesti locali – in particolar modo per quel che riguarda il terzo canale, varato in quegli anni in attuazione della legge di riforma del 1975 -, dovute principalmente all’insufficienza dei ripetitori installati ma anche all’affollamento delle frequenze verificatosi a partire dalla liberalizzazione dell’etere <4. Sulla questione prendono parola anche i comitati di redazione Rai-tv, riuniti in assemblea a St. Vincent tra il 13 e il 15 giugno 1977, che nel comunicato conclusivo denunciano ““con preoccupazione” che il vuoto di intervento parlamentare sta determinando una situazione al limite dell’ingovernabilità, con sovrapposizione delle frequenze, con una caccia sfrenata ai messaggi pubblicitari, con violazione delle normative di legge sulla produzione giornalistica, con gravi fenomeni di sfruttamento ai danni dei dipendenti di una parte di tali emittenti” <5.
    Un caso particolare è costituito dalle denunce provenienti dagli aeroporti civili e dalle forze dell’ordine, cui pure fa riferimento il telegramma riportato. In diversi casi, come a Torino e a Fiumicino <6, vengono segnalate interferenze del segnale fra la torre di controllo e velivoli in fase di atterraggio; malgrado tale evenienza sia teoricamente possibile e non è da escludere che nella situazione caotica prodotta dalla deregolamentazione siano accaduti episodi di sovrapposizione delle frequenze, c’è da dire che i controlli effettuati non forniscono riscontri alle denunce <7. Anche per quel che riguarda il rischio di interferenze a danno delle radiovolanti della polizia non vi sono dati certi e inoppugnabili; in alcuni scambi epistolari fra organi centrali e periferici dello stato si rimarca che «vengono […] continuamente rappresentate at questo ministero da organi operativi difficoltà nell’espletamento servizi istituzionali at causa continue et reiterate interferenze emittenti private nelle frequenze radio utilizzate da forze di polizia» <8, ma le preoccupazioni sembrano fortemente condizionate dai dibattiti parlamentari in corso sull’emanazione di una nuova disciplina di regolamentazione del settore, alla quale il ministero dell’Interno, come si vedrà, vorrebbe dare un contributo specifico riguardo la commissione di condotte illecite a mezzo apparecchi radiotrasmittenti.
    I numeri del fenomeno delle radio libere, per come emergono dalle indagini realizzate per conto dei ministeri delle Poste e dell’Interno a qualche anno dal boom, sono decisamente significativi: “Alla fine del 1979 in Italia agivano 4.337 emittenti radio private (598 in più rispetto all’anno precedente con un incremento del 16%), con un rapporto di una emittente per 13.000 abitanti circa, distribuite geograficamente come segue: ̵ 906 (73 in più rispetto al 1978) nelle regioni nord-occidentali, in ragione di una emittente per 17.000 abitanti circa; – 583 (52 in più rispetto al 1978) nelle regioni nord-orientali, con un rapporto di una emittente per 18.000 abitanti circa; – per un totale, nell’intera area Nord del Paese, di 1.489 (125 in più rispetto al 1978) e un rapporto di utenza media di una emittente per poco più di 17.000 abitanti. […] – 603 (104 in più rispetto al 1978) nelle regioni centrali, con un rapporto di una emittente per 18.000 abitanti circa. […] – 1.325 (177 in più rispetto al 1978) in quelle meridionali, con un rapporto di una emittente per 10.000 abitanti circa; – 920 (192 in più rispetto al 1978) in quelle insulari, con un rapporto di una emittente per 7.000 abitanti circa; – 2.245 (369 in più rispetto al 1978) nelle regioni meridionali e insulari, complessivamente considerate, con un rapporto di una emittente per 9.000 abitanti circa” <9.
    La fase espansiva è in realtà già alle spalle; i tassi di incremento delle emittenti private sono molto più ridotti che in passato <10 e presto il panorama si assesterà in virtù di diversi fattori: da un lato l’attenuazione della spinta alla partecipazione che ha caratterizzato gli anni precedenti, dall’altro l’obiettiva saturazione dell’etere, dall’altro ancora le difficoltà di natura principalmente economica incontrate dalle esperienze più artigianali e la tendenza alla concentrazione in grandi network <11. Proprio il massiccio ingresso dei potentati privati nel mercato radiofonico – con l’obiettivo puntato su quello pubblicitario e sulla spartizione della relativa torta – diviene un punto centrale del dibattito sulla regolamentazione che si sviluppa in quegli anni <12. Da più parti giungono valutazioni allarmistiche <13 sul rischio che la creazione di oligopoli finisca per soffocare le esperienze più genuine di partecipazione e richiami al legislatore affinché disciplini la materia, ponendo dei paletti alle possibilità di concentrazione; la rivista «Altrimedia», ad esempio, dedica diversi numeri alla questione <14.
    Per tutto il periodo qui considerato si susseguono progetti di legge più o meno organici, i quali finiscono però per arenarsi nelle secche dei dibattiti parlamentari. La riforma della Rai rientra fra i punti del programma sottoscritto dai partiti dell’“accordo a sei” in funzione di indirizzo politico del governo delle astensioni; il governo è impegnato «ad assecondare la definizione di una disciplina delle emittenti locali private, in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 202 del 1976, che preveda la applicazione per legge del piano nazionale di ripartizione delle frequenze e delle modalità e criteri per la concessione delle autorizzazioni» <15. Numerosi sono però gli ostacoli che si frappongono alla definitiva approvazione di una legge in materia: i tentennamenti dei principali partiti in merito all’emittenza privata e alle modalità di regolamentazione della stessa; la presenza di altri temi considerati prioritari per l’azione di governo; le fibrillazioni in ambito politico-sociale e la relativa fragilità dello stesso accordo fra i partiti.
    Quanto le posizioni siano ondivaghe e in alcuni casi molto distanti l’una dall’altra è constatabile dalle esternazioni delle personalità politiche direttamente coinvolte nella questione, in primis dei membri della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Nell’ottobre 1977, ad esempio, gli orientamenti conservatori di Vittorino Colombo, ministro delle Poste e telecomunicazioni della Dc, vengono bollati come «assolutamente personali» da Mauro Bubbico, membro della Commissione in quota allo stesso partito <16. Le divergenze fra i partiti dell’accordo riguardano la nozione di ambito locale; la percentuale di ripartizione delle frequenze fra ente concessionario, radiotelevisioni commerciali ed emittenti locali; la regolamentazione del regime autorizzatorio; la disciplina del mercato pubblicitario; le garanzie professionali richieste alle private e il destino da riservare alla situazione esistente <17.
    Tra il 10 e il 12 marzo 1978 si tiene a Livorno un convegno nazionale indetto da Arci-Enars e Acli-Endas su “Sistema radiotelevisivo e territorio”, al quale intervengono, oltre alle associazioni promotrici, esperti del settore e redattori di alcune esperienze televisive e radiofoniche sorte in ambito locale <18. L’ampia discussione enuclea le principali tematiche concernenti la comunicazione locale, con un’attenzione al ruolo delle forze sociali e alla necessità che la regolamentazione del settore contemperi la salvaguardia della libertà d’impresa dei privati e del pluralismo partecipativo.
    [NOTE]
    1 Telegramma del 20 giugno 1975 inviato dal ministro delle Poste e telecomunicazioni Orlando ai direttori compartimentali PT ufficio II Repubblica, ai circostel, alla Direzione generale Rai e, p.c., all’Ispettorato generale per le telecomunicazioni, alla Direzione centrale ispezione, alla Direzione centrale servizi telegrafici e radioelettrici, al gabinetto del ministero dell’Interno e a quello della Difesa, all’Ispettorato generale di Ps, in Acs, Mi – gab., 1976-80, b. 334, f. «Radio e televisione. Impianti privati (1)».
    2 Cfr. S. Dark, Libere!, cit. p. 132.
    3 U. Eco, Con qualche radio in più, cit.
    4 Cfr. Acs, Mi – gab., 1976-80, b. 334, f. «Radio e televisione. Affari vari»: vi è conservato il carteggio fra organi centrali e periferici riguardante l’installazione di ripetitori Rai in territorio friulano, stanti le proteste di comunità non raggiunte dal segnale. È significativo che le segnalazioni da parte delle autorità locali muovano dalla preoccupazione per la penetrazione ideologica realizzata tramite la ricezione di programmi della Jugoslavia comunista, in una zona di confine delicata dal punto di vista geopolitico.
    5 Ivi, lettera del 20 giugno 1977 indirizzata dal questore della Valle d’Aosta Barbagallo al gabinetto del ministro e alla Direzione generale di pubblica sicurezza; in allegato il comunicato stilato al termine dell’assemblea nazionale dei comitati di redazione, 15 giugno 1977.
    6 Gli esempi sono riportati rispettivamente in Davide Giacalone, Antenna libera. La RAI, i privati, i partiti, Edizioni di comunità, Milano 1990, p. 31 e in Roberto Morrione, La RAI nel paese delle antenne. Uomini e vicende del più discusso dei mass media, dall’era di Bernabei all’era della riforma, Napoleone, Napoli 1978, p. 115.
    7 Cfr. la lettera del prefetto di Varese Vitelli-Casella del 21 maggio 1977, indirizzata ai gabinetti del ministero dell’Interno e delle Poste e telecomunicazioni e alla Direzione generale di pubblica sicurezza, in Acs, Mi – gab., 1976-80, b. 338, f. «Radio e tv libere. Affari vari». Il funzionario – in seguito alla segnalazione del 14 maggio 1977 fatta dall’ufficio regionale Icao (International civil aviation organization) di Parigi al ministero della Difesa, relativa ai potenziali pericoli derivanti dalle interferenze – ha effettuato dei controlli all’aeroporto di Milano Malpensa, risultati negativi.
    8 Ivi, f. «Radio libere. Legislazione», fonogramma urgente del 7 novembre 1977 indirizzato dal ministero dell’Interno al gabinetto del ministero delle Poste e telecomunicazioni e, p.c., alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero di Grazia e giustizia – Uffici legislativi.
    9 Ivi, f. «Radio e tv libere. Affari vari», rapporto del servizio di documentazione generale afferente alla Direzione generale affari generali e del personale del ministero dell’Interno indirizzato al gabinetto del ministro il 26 maggio 1980. Nello stesso rapporto si rileva «l’accentuata polverizzazione nel Sud e nelle Isole della radiodiffusione esercitata da privati, sembra rispondere ad una esigenza di diffusione capillare in aree caratterizzate dalla frantumazione su vaste aree di centri abitati di modeste dimensioni, fuori dall’orbita dei grandi agglomerati urbani». Il dato è collegato alla «differente presenza e, quindi, il diverso ruolo dell’informazione tradizionale identificabile essenzialmente con la cosiddetta grande stampa, nei cui confronti le emittenti private, almeno in questa prima fase di attività, si collocano come strumenti alternativi o sussidiari ovvero complementari rispetto a contenuti dell’informazione imperniati sulla peculiarità delle problematiche locali». L’analisi degli esperti ministeriali sembrano a tal proposito confermare quanto suggeriva McLuhan, Capire i media, cit., p. 275: «[…] la radio ha potuto diversificarsi e dar vita a un servizio a livello regionale o locale come non aveva mai fatto neanche all’epoca ormai lontana dei radioamatori. Si è insomma rivolta alle necessità personali dell’individuo nelle diverse ore del giorno […]».
    10 Si consideri che «a fine giugno 1977 in Italia agivano 244 emittenti televisive e 1641 emittenti radio», di 93 delle quali «è stato possibile accertare il carattere prevalentemente politico»: documento a cura della Direzione generale degli affari generali e del personale – Servizio di documentazione generale, Le emittenti radio e televisive private in Italia, novembre 1977, in Acs, Mi – gab., 1976-80, b. 338, f. «Radiotelevisive private. Censimento». 11 Cfr. F. Monteleone, Storia della radio e della televisione, cit., pp. 428-33 e P. Murialdi, Il “decennio concentrone”. Appunti per una storia delle concentrazioni negli anni Ottanta, «Problemi dell’informazione», f. 2, 1990, pp. 169-85.
    12 Già il 23 e il 24 ottobre 1976 si tiene ad Aosta un convegno su Sistema radiotelevisivo e Regioni, con la partecipazione di delegazioni ufficiali della giunta e dei consigli di varie regioni, nonché di un’ampia rappresentanza dei quadri dirigenti della Rai e del ministro delle Poste Vittorino Colombo; nella mozione conclusiva, che testimonia indirettamente del colore politico della maggior parte degli intervenuti, nel rispecchiare la posizione assunta dal Pci in riferimento alla liberalizzazione dell’etere, si sottolinea che «le contraddizioni e i ritardi nella riforma della RAI-TV, il recupero delle forze conservatrici, l’attacco privatistico al monopolio pubblico radiotelevisivo e la Sentenza n° 202 della Corte Costituzionale, hanno concorso a determinare una situazione, che rischia, se non superata tempestivamente, di risolversi in ulteriori limitazioni all’esercizio delle libertà di espressione e di comunicazione di tutti i cittadini per il prevalere di potenti concentrazioni monopolistiche private». Il documento è rinvenibile in Acs, Mi – gab., 1976-80, b. 334, f. «Radio e televisione. Affari vari», sf. «Riforma della RAI TV».
    13 Lo svolgimento più coerente e articolato della tesi secondo la quale la liberalizzazione dell’etere sarebbe il presupposto per l’ingresso di grandi trust privati nel sistema radiotelevisivo è costituito da F. Siliato, L’antenna dei padroni, cit. Per un compendio cfr. la sua intervista, C’è un futuro per le radio. Ma quale?, «Millecanali», n. 71, 1980, pp. 70-72, in particolare p. 72: «[…] al di là delle speranze di molti poeti dell’alternativa le emittenti private sono servite al grande capitale per rompere il monopolio statale e introdurre la logica di mercato nel sistema radio televisivo italiano».
    14 Cfr. E. Fleischner, Gli emarginati prendono microfono e antenna, «Altrimedia», n. 1, 1976, pp. 2-3; le interviste a Umberto Eco, Radio locali, cit. e a Pio Baldelli, Riprendiamoci la radio, la televisione e il cinema, «Altrimedia», n. 2, 1976, pp. 9-10; In Europa le reti radio-tv sempre più private sempre meno locali (sintesi dell’intervento Il sistema italiano e la rete globale di controllo di Index Milano tenuto da Francesco Siliato al convegno internazionale di S. Vincent, Sistemi radiotelevisivi in Europa e prospettive della dimensione locale degli anni ’80), «Altrimedia», n. 24-25, 1979, pp. 5-9; 3000 emittenti pronte a concentrarsi, «Altrimedia», n. 26, 1979, pp. 5-11; Albino Pedroia, Un’onda per tutti, «Altrimedia», n. 27, 1979, pp. 4-7.
    15 Cfr. Atti parlamentari, Camera dei deputati, VII legislatura, discussioni, seduta del 12 luglio 1977, pp. 8869-72, in particolare p. 8872.
    16 Cfr. Dibattito sulla legge, «Millecanali», n. 34, 1977, pp. 101-03. Al dibattito organizzato dalla rivista partecipano, oltre a Bubbico, Pietro Valenza del Pci, Luciana Castellina di Dp, tutti membri della Commissione di vigilanza, e Di Domenico, della commissione sui problemi dell’informazione del Psi.
    17 Cfr., oltre al dibattito citato in precedenza, Sandro Silvestri (a cura di), Verso quale legge?, «Altrimedia», n. 5, 1977, pp. 9-11: intervengono Bubbico, Valenza, Marco Pannella per i Radicali (anch’egli membro della Commissione parlamentare di vigilanza); Francesco Tempestini, responsabile del settore informazione del Psi; Vincenzo Vita, suo omologo per Dp e Renzo Rossellini, della segreteria nazionale della Federazione radio emittenti democratiche. Il dibattito è andato in onda sulle frequenze di Radio città futura, in collaborazione con «Altrimedia».
    Salvatore Corasaniti, Quando parla Onda Rossa. I Comitati autonomi operai e l’emittente romana alla fine degli anni settanta (1977-1980), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, Anno accademico 2017-2018

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  6. Apple ottiene una vittoria legale contro Optis: la Corte d'Appello degli Stati Uniti annulla il verdetto che imponeva ad Apple di pagare 300 milioni di dollari per violazione di brevetti LTE. La corte ha riconosciuto errori nelle istruzioni alla giuria. 📱⚖️ #Apple #Brevetti #Legge

  7. In braccio al padrone. Partecipazione alla gestione delle imprese: scambio CISL-fascisti
    La legge 15 maggio 2025 n. 76 contiene disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese.

    La pubblicazione in Gazzett
    umanitanova.org/in-braccio-al-
    #2025 #Analisi #Articoli #DallItalia #numero_17 #capitalismo #cisl #legge #sindacalismo #sindacati #SindacatiDiStato

  8. Buon giorno,
    maaa ... la pubblicità di Instagram in si chiede agli app store di gestire l'eta di chi scarica le app, non à un modo di scaricare le resposabilità e, in fondo, tentare di "evitare di fare una cosa che non si vuole fare" da parte di Meta ?
    Non è una sottile afferamzioen di sconfitta e un putnare il dito verso altri per evitare uan propria mancanza ?

    Scusate, sono appena rientrato.

    #domanda #instagram #Meta #legge #social

  9. Il tribunale ha dichiarato illegale la vendita della verifica su Twitter, ora X. La decisione potrebbe avere un impatto significativo sui social media e sulla monetizzazione delle piattaforme. ⚖️🐦 #Twitter #X #Verifica #Legge

  10. Continuando a parlare di #gioco sia d’azzardo che non, ieri sera su spacctorium siamo arrivati alla conclusione che l’unico mezzo di #trasporto civile palloso è la moto, perché è l’unico sul quale non puoi giocare a carte. A pensarci ora un attimo meglio non so come classificherei i monopattini però, perché dipende… esattamente come dipende per le biciclette, mezzo per cui abbiamo però decretato che si può giocare a carte (almeno, farti un solitario, perché giocare in multiplayer la vedo complicata). Pensateci, anche se è abbastanza pericoloso e un po’ scomodo, se hai il cestino portaoggetti, non vai troppo veloce, e non c’è la bufera, a carte ci puoi giocare. E credo che non sia nemmeno illegale, essenzialmente l’unica cosa che faresti è stare lì a riordinare oggetti mentre ti muovi… 🎴

    Da qui però mi viene un ulteriore dubbio: si può giocare a Mario Kart DS (o qualsiasi altro videogioco che richieda azione in tempo reale) stando in bici? Fisicamente è anche più semplice che giocare a carte, soprattutto se fai una bella cosa e integri un gamepad nel manubrio, piazzando dei tasti in modo che questi siano comodamente accessibili tenendo le mani nella stessa posizione che normalmente si usa per muoversi in bici. Poi, ma questa è una cosa che è già comune fare per la navigazione GPS, si piazza davanti un display grande a piacere, magari in un modo che sia facile da vedere anche con la visione periferica (così da vedere lo schermo mentre si guarda la strada, e non il contrario). È giusto che, mentre si usi la bici per allenare il corpo, si usi il #videogame per allenare la mente. 🎮

    I #dubbi grossi però sono due: siamo sicuri che non si finisca a fare confusione tra il movimento nel gioco e quello reale, e poi, che sia legale? Per verificare il primo problema bisognerà testare sul campo, mentre la sola esistenza del secondo mi fa ritenere che non è il caso di provare senza prima avere ulteriori informazioni. Bisognerebbe chiedere ad Angelo Greco, perché sul web non è che ho trovato molte informazioni a proposito, però… il gioco d’azzardo mi piace, e quindi azzarderò una teoria intanto. È legale perché non esiste alcuna legge (qui sto assumendo che il mio non aver trovato sia proprio per l’inesistenza) che vieti in qualche misura di videogiocare con console o computer alla guida (anche se probabilmente se giochi a MKDS in autostrada il culo te lo fanno uguale, just sayin’), ma solo in particolare l’uso dei cellulari e mazzi vari; e, ad ogni modo, credo che quest’ultimo divieto non si applichi alla guida in bici (o almeno, non allo stesso modo). 🦧

    Purtroppo non ho trovato precedenti in Italia per ora, quindi in ogni caso non si può ragionare in base a quelli, però a Taipei c’è il nonno che gioca a Pokémon Go con ormai 64 cellulari (uno stack!) al punto da avere la vista della strada pesantemente ostruita, e non sembra essere mai stato arrestato. Quindi, perché qualcuno dovrebbe rompere le palle a me se tengo uno schermo discreto e non alzo nemmeno le mani dal manubrio? In effetti tutto ciò avrebbe senso, l’atto di andare in bicicletta (sto supponendo sempre non-elettrica in questo discorso) è molto più comparabile al correre a piedi velocissimo, piuttosto che al condurre un mezzo, non essendoci neppure un motore… e mi risulta che a piedi sia legale muoversi anche tenendo ipoteticamente gli occhi incollati a un cellulare, una console, o persino un libro o un giornale. (E l’attenzione visiva richiesta per leggere qualcosa è molto più alta di quella per videogiocare al titolo Nintendo medio… date retta a me, che al liceo giocavo tenendo un occhio sulla console e uno sulla professoressa…) 🕯️

    Al momento non ho ancora proprio una bicicletta, quindi queste restano tecnicamente pippe mentali, ma la bici è molto accessibile e potrei decidere finalmente di prenderla magari, quindi si tratta di pippe con moderazione. Quasi quasi, altra idea di ieri, sarebbe figo comprarla coi soldini di Microsoft Rewards… sembra una battuta, ma con 6 account, calcolatrice alla mano, un centinaio di euro li faccio in un annetto (senza contare il fatto che ne ho già tanti di punti accumulati), e con quelli avoja, qualcosa sia su Amazon che da Decathlon (meglio) trovi. Ovviamente, dopo sarebbe appunto da verificare la legalità del gaming, perché farsi arrestare e incarcerare soltanto per il meme non mi sembra una cosa ottima. (E, molto probabilmente, anche se fosse illegale, se lo fai e basta nessuno ti sgama… ma se è per il meme, bisogna anche filmare il video e metterlo online, ma condividere con il mondo la prova di un tuo reato non è una cosa furba e quindi ecco, bisogna fare attenzione… vabbè, nella legge italica i buchi si trovano sempre in ogni caso, il legislatore non ha previsto la perseveranza di noi gaymer…) 💹

    https://octospacc.altervista.org/2024/05/17/azzardo-biciclett/

    #videogame #gaming #gioco #legge #giocare #carte #dubbi #bici #bicicletta #sport #pericolo #azzardo #trasporto

  11. #UE, BILANCIO: UNA LEGGE DELUDENTE
    Tagli a ricerca, sanità e lotta alla disoccupazione
    L'Unione Europea ha dato il via libera a una revisione del bilancio da 64 miliardi di euro, di cui solo 21 miliardi sono fondi freschi. Il resto proviene da prestiti e fondi precedentemente dedicati a programmi di ricerca, sanità, lotta alla disoccupazione e ricollocazione dei lavoratori.
    Invece, i fondi per l'Ucraina rimangono intatti: 50 miliardi di euro, di cui 17 miliardi in sovvenzioni e 33 miliardi in prestiti.

    #legge #bilancio #economia #sanità #disoccupazione #migrazione #ricerca #Italia #MeRA25Italia

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  12. La #realtà è sempre peggio dei film… quindi, si scopre che #Sgarbi è #indagato per #furto di beni culturali. Beh, il vero amore per l’#arte va oltre i limiti imposti dalla #legge… ci può stare, suppongo. Dai dai, facciamogliela passare! 😁

    https://m.youtube.com/watch?v=Z5uupELnzlM

    Che sia #innocente o #colpevole lo scopriremo a tempo debito, però comunque questo qui è il modo in cui tenta di difendersi, e io non posso fare a meno di #ridere, mi fa morire!!! Nemmeno i #cattivi dei cartoni attaccano #pipponi di livello così #stratosferico, arrampicandosi su specchi rotti e attaccando i propri #avversari su basi totalmente esterne al #discorso, anziché portare in tavola degli #argomenti. “I CARABINIERI LAVORANO PER ME, IL MONDO È SOLO MIO!!! I GIORNALISTI PARLANO DI COSE CHE NON SANNO, I QUADRI CHE LORO NON HANNO MAI VISTO, CHE SOLO IO VEDO E SO, SANNO SOLO DIFFAMARE, MOLESTATORI, 15 #QUERELE!!!” Siamo #rovinati, noi #italiani… 💀

    https://m.youtube.com/watch?v=pltG6c8iwwM (sentitelo a 2x se non volete perdervi, fa per 4 minuti lo stesso giro di #lagne)

    https://octospacc.altervista.org/2024/01/09/vittorio-lupen/

    #argomenti #avversari #cattivi #colpevole #discorso #furto #indagato #innocente #italiani #lagne #legge #pipponi #QUERELE #ridere #rovinati #Sgarbi #stratosferico

  13. La #realtà è sempre peggio dei film… quindi, si scopre che #Sgarbi è #indagato per #furto di beni culturali. Beh, il vero amore per l’#arte va oltre i limiti imposti dalla #legge… ci può stare, suppongo. Dai dai, facciamogliela passare! 😁

    https://m.youtube.com/watch?v=Z5uupELnzlM

    Che sia #innocente o #colpevole lo scopriremo a tempo debito, però comunque questo qui è il modo in cui tenta di difendersi, e io non posso fare a meno di #ridere, mi fa morire!!! Nemmeno i #cattivi dei cartoni attaccano #pipponi di livello così #stratosferico, arrampicandosi su specchi rotti e attaccando i propri #avversari su basi totalmente esterne al #discorso, anziché portare in tavola degli #argomenti. “I CARABINIERI LAVORANO PER ME, IL MONDO È SOLO MIO!!! I GIORNALISTI PARLANO DI COSE CHE NON SANNO, I QUADRI CHE LORO NON HANNO MAI VISTO, CHE SOLO IO VEDO E SO, SANNO SOLO DIFFAMARE, MOLESTATORI, 15 #QUERELE!!!” Siamo #rovinati, noi #italiani… 💀

    https://m.youtube.com/watch?v=pltG6c8iwwM (sentitelo a 2x se non volete perdervi, fa per 4 minuti lo stesso giro di #lagne)

    https://octospacc.altervista.org/2024/01/09/vittorio-lupen/

    #argomenti #avversari #cattivi #colpevole #discorso #furto #indagato #innocente #italiani #lagne #legge #pipponi #QUERELE #ridere #rovinati #Sgarbi #stratosferico

  14. La #realtà è sempre peggio dei film… quindi, si scopre che #Sgarbi è #indagato per #furto di beni culturali. Beh, il vero amore per l’#arte va oltre i limiti imposti dalla #legge… ci può stare, suppongo. Dai dai, facciamogliela passare! 😁

    https://m.youtube.com/watch?v=Z5uupELnzlM

    Che sia #innocente o #colpevole lo scopriremo a tempo debito, però comunque questo qui è il modo in cui tenta di difendersi, e io non posso fare a meno di #ridere, mi fa morire!!! Nemmeno i #cattivi dei cartoni attaccano #pipponi di livello così #stratosferico, arrampicandosi su specchi rotti e attaccando i propri #avversari su basi totalmente esterne al #discorso, anziché portare in tavola degli #argomenti. “I CARABINIERI LAVORANO PER ME, IL MONDO È SOLO MIO!!! I GIORNALISTI PARLANO DI COSE CHE NON SANNO, I QUADRI CHE LORO NON HANNO MAI VISTO, CHE SOLO IO VEDO E SO, SANNO SOLO DIFFAMARE, MOLESTATORI, 15 #QUERELE!!!” Siamo #rovinati, noi #italiani… 💀

    https://m.youtube.com/watch?v=pltG6c8iwwM (sentitelo a 2x se non volete perdervi, fa per 4 minuti lo stesso giro di #lagne)

    https://octospacc.altervista.org/2024/01/09/vittorio-lupen/

    #argomenti #avversari #cattivi #colpevole #discorso #furto #indagato #innocente #italiani #lagne #legge #pipponi #QUERELE #ridere #rovinati #Sgarbi #stratosferico

  15. L'azienda britannica Luminance ha realizzato un'innovazione significativa nel campo legale. Si tratta di un sistema di intelligenza artificiale capace di negoziare contratti autonomamente. Questo sviluppo rappresenta un cambiamento radicale nel modo in cui vengono gestiti i contratti legali, offrendo un'altra prospettiva sull'uso dell'AI in ambiti professionali tradizionalmente umani.

    #ai #legge #avvocati

    futuroprossimo.it/2023/11/una-

  16. Stavo leggendo il testo della nuova #legge #AntiPirateria #italiana (documenti.camera.it/leg19/pdl/…), perché - con il fine di chiedere in giro come posso adeguare il mio #Raspberry ad usare #proxy o #VPN sulla rete #BitTorrent, e se ne vale la pena di #pagare per quelli di alta qualità, ma volendo anche iniziare qualche #discussione - ho iniziato a scrivere un #articolo sulla faccenda.

    Beh, nel mentre, mi viene una #curiosità, e scopro una cosa assurda: l'attuale legge sul #DirittoDAutore in #Italia, che dal #1941 ha solo ricevuto piccole revisioni (la nuova andrà a fare praticamente questo, aggiungere terminologia più generica per i tempi moderni), reca ancora dei riferimenti al #PNF (#Partito Nazionale #Fascista) come detentore di #copyright in alcuni casi: www.normattiva.it/uri-res/N2Ls…

    Se non avete capito: da decenni, e ancora oggi, nell'anno del Signore 2023, è in vigore una legge che riconosce in modo specifico dei #diritti al partito fascista.

    La teoria mia è che la legge è così lunga (206 articoli) che nessuno l'hai mai letta davvero per intero, e casualmente i legislatori non hanno mai fatto un CTRL+F per "fascista", quindi non sanno manco loro che ci sta sta roba! 🤣 Memiamo per non piangere...

    (Per i miei amici #pirati e non che scoprono ora questa nuova legge, prima che esca il mio articolo consiglio la visione di questo breve #video; sappiate che, nonostante il titolo, non riguarda solo il #pezzotto, introdurrà seri rischi per #Internet in generale: YouTube, Invidious)
    arriva la nuova legge anti "pezzotto" contro la pirateria digitale | avv. angelo greco