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#sinistra — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #sinistra, aggregated by home.social.

  1. Carlo Monguzzi,il saluto della città e il ricordo di Basilio Rizzo
    È stata una celebrazione insieme molto religiosa e molto laica, e soprattutto politica quella che mercoledì 15 aprile ha riempito la chiesa e la piazza antistante degli amici, dei compagni, dei militanti, di tanti cittadini, degli ex studenti di Carlo Monguzzi
    Non è una formula retorica dire che è stato un abbraccio col
    #CarloMonguzzi #Sinistra #TrasformazioneDiMilano
    ideeinformazione.org/2026/05/1

  2. "Ripudiare la #NATO (uscirne significa chiuderla e smantellare le basi #USA nel continente) assumendo in proprio l’onere della difesa (razionalizzando e quindi diminuendo l’onere economico invece di aumentarlo)."

    #STOPwars #HumanRights #Peace #Trump #SINISTRA #6maggio

    volerelaluna.it/che-fare/2026/

  3. "Riaffermare il valore delle lotte sociali significa restituire senso politico alla parola solidarietà.
    Significa ricordare che ogni rivendicazione, dal diritto a un reddito dignitoso alla difesa del territorio, riguarda sempre la distribuzione del potere e della ricchezza."

    #LottaDiClasse #3aprile #Sinistra #diritti #capitalismo

    noblogo.org/transit/le-classi-

  4. RE: troet.cafe/@ndaktuell/11632874

    Per festeggiare i suoi 80 anni, dal 1° aprile anche nd.DerTag passa alla pubblicazione solo digitale nei giorni feriali, resta stampata su carta l'edizione del fine settimana.

    L'altro quotidiano tedesco di proprietà di una cooperativa di giornalisti e lettori, la Taz ,era già passato al digitale nell'ottobre 2025 con la stessa modalità mantenendo su carta l'edizione del fine settimana con risultati delle vendite positivi.

    Qui l'annuncio del "Systemwechsel": nd-aktuell.de/artikel/1197203.
    "Cambio di sistema è ora di qualcosa di nuovo"

    Tra le novità della versione digitale, il quotidiano si articolerà in 3 diverse edizioni, quella del mattino, quella del mezzogiorno e quella della sera.

    Vorwärts nach links!

    #quotidiani #media #digitalizzazione #Nd #Taz #sinistra #Vorwärts #presse

    @RFancio
    @jenshansen
    @lgsp
    @Frau_Mensch
    @informapirata
    @ndaktuell
    @Khrys

  5. Ci si può definire di #sinistra e sostenere comunque, occupazione, genocidio e pulizia etnica?

    L'articolo fa rifermento alla sinistra in #Israele, ma potremmo allargare il discorso anche all'#Italia. 🧵1/7

    "Davvero, è un peccato che i palestinesi non apprezzino la differenza tra essere uccisi da un soldato sionista di sinistra ed essere uccisi da un soldato colono di destra."
    ✍️ #HaninMajadli

    #GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #27marzo

    haaretz.com/opinion/2026-03-27

  6. "Si tratta per la #Sinistra di capire che chi è uscito dall’astensione per tornare a votare, ritornerà facilmente ad essa se non avverte un segno di mutamento."

    Finché il #PD non si libererà delle "quinte colonne", il #M5S non chiarirà tutte le sue posizioni "controverse"...

    #referendum #astensione #25marzo

    volerelaluna.it/politica/2026/

  7. In occasione del secondo turno delle elezioni comunali in Francia, gli articoli di #Mediapart sono ad accesso libero (con registrazione della mail), qui un articolo che dà un pizzico di speranza e che spero di buon augurio: mediapart.fr/journal/politique
    Gioia a Saint-Denis per il primo sindaco nero di #LaFranceInsoumise in una grande città
    #Bagayoko #LFI #banlieu #SeineSaintDenis #gauche #sinistra #Francia
    @RFancio
    @jenshansen
    @informapirata
    @Puntopanto @gubi
    @maupao

  8. Leader della sinistra israeliana come Yair Lapid hanno criticato l'estremismo della destra ma confermato l'approvazione dell'attacco, chiedendo un'uscita rapida per evitare un pantano militare e favorire negoziati internazionali.​

    La sinistra critica la gestione Netanyahu, accusata di politicizzare la guerra per distogliere l’attenzione dai processi giudiziari.

    #Netaniahu #guerra #sinistra #Iran #Israele

  9. 40 anni fa il 23 febbraio 1986 lo studente di 20 anni Luca Rossi veniva ucciso in piazzale Lugano a #Milano da un proiettile vagante sparato da un poliziotto.

    Qui tutte le iniziative per ricordarlo: luca-rossi.org/
    Nell'immagine il murales (ora cancellato) che stava nell'atrio della sua scuola l'ex ITSOS di Bollate
    #storia #memoria`#sinistra #Bovisa #LeggeReale

    @milano
    @skariko
    @filippodb
    @macfranc
    @maupao

  10. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  11. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  12. Riconciliare la sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quan

    #Rassegna #alleanze #coalizione #dialogo #elezioni #identit #lavoratori #mujica #nunes #partiti #politica #presidente #riconciliazione #sindacato #sinistra #unit

  13. il controllo suprematista sulle idee comincia dalla scuola

    “Azione Studentesca” pensa ai professori di sinistra:

    C’è una scuola a Pordenone dove si chiede agli studenti di attivarsi per individuare e schedare gli insegnanti di sinistra. L’iniziativa è partita da un gruppo di ragazzi di Azione studentesca, legati ad ambienti di estrema destra […] —continua su fanpage: https://www.fanpage.it/politica/hai-prof-che-fanno-propaganda-di-sinistra-il-manifesto-di-azione-studentesca-in-un-liceo-di-pordenone/

    “Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di lettere in un liceo e sono di Sinistra. Schedatemi pure”. A lanciare questa provocazione alla campagna di Azione Studentesca – che nei giorni scorsi ha realizzato un questionario dove tra alcune domande, ha chiesto di segnalare l’orientamento politico dei professori – è proprio un docente attraverso un video che si è presto diffuso sulla Rete. Parole, quelle di Zanfatorni, che vanno di pari passo con quelle di un altro insegnante, Paolo Venti che sul suo profilo Facebook in queste ore ha scritto: “Minimizzare la cosa parlando di ‘ragazzata fatta con poco ordine’ non è accettabile: Azione studentesca ha un sito, ha una precisa collocazione politica e i suoi interventi non sono ‘ragazzate’, sono precisi tentativi di spostare indietro i paletti di tutela e garanzia che la democrazia ha fissato” […] —continua sul Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/28/azione-studentesca-schedatura-professori-video-reazioni-notizie/8272341/

    Mentre il ministero dell’istruzione annuncia accertamenti, sta diventando un caso politico il questionario di Azione Studentesca, l’associazione legata a Gioventù Nazionale, costola di Fratelli d’Italia, che ha diffuso un volantino, completo di QR code, con il quale invita gli studenti a segnalare, tramite un questionario, i professori di sinistra. Dopo la denuncia del Movimento di cooperazione educativa, le opposizioni insorgono e annunciano interrogazioni parlamentari. “Questi volantini sono stati diffusi in molte città italiane, tra cui Cuneo, Alba, Palermo e Pordenone, e hanno lo scopo di realizzare un report nazionale. Ci troviamo di fronte a vere e proprie liste di proscrizione”, dice il parlamentaare Avs Angelo Bonelli […] —continua sul Corriere della sera, https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_gennaio_28/schedatura-insegnanti-sinistra-fdl-cc7f359f-9b66-4c7a-8c8a-f73d47c65xlk.shtml

     

     

    #Alba #AngeloBonelli #AVS #AzioneStudentesca #cacciaAlleStreghe #CorriereDellaSera #docentiDiSinistra #fascisti #FdI #FratelliDItalia #GiorgioPelosoZantaforni #GioventùNazionale #insegnantiDiSinistra #interrogazioneParlamentare #listaDiProscrizione #listeDiProscrizione #neofascismo #neofascisti #palermo #Pordenone #schedatura #scuola #scuole #sinistra #ValentinaSantarpia

  14. il controllo suprematista sulle idee comincia dalla scuola

    “Azione Studentesca” pensa ai professori di sinistra:

    C’è una scuola a Pordenone dove si chiede agli studenti di attivarsi per individuare e schedare gli insegnanti di sinistra. L’iniziativa è partita da un gruppo di ragazzi di Azione studentesca, legati ad ambienti di estrema destra […] —continua su fanpage: https://www.fanpage.it/politica/hai-prof-che-fanno-propaganda-di-sinistra-il-manifesto-di-azione-studentesca-in-un-liceo-di-pordenone/

    “Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di lettere in un liceo e sono di Sinistra. Schedatemi pure”. A lanciare questa provocazione alla campagna di Azione Studentesca – che nei giorni scorsi ha realizzato un questionario dove tra alcune domande, ha chiesto di segnalare l’orientamento politico dei professori – è proprio un docente attraverso un video che si è presto diffuso sulla Rete. Parole, quelle di Zanfatorni, che vanno di pari passo con quelle di un altro insegnante, Paolo Venti che sul suo profilo Facebook in queste ore ha scritto: “Minimizzare la cosa parlando di ‘ragazzata fatta con poco ordine’ non è accettabile: Azione studentesca ha un sito, ha una precisa collocazione politica e i suoi interventi non sono ‘ragazzate’, sono precisi tentativi di spostare indietro i paletti di tutela e garanzia che la democrazia ha fissato” […] —continua sul Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/28/azione-studentesca-schedatura-professori-video-reazioni-notizie/8272341/

    Mentre il ministero dell’istruzione annuncia accertamenti, sta diventando un caso politico il questionario di Azione Studentesca, l’associazione legata a Gioventù Nazionale, costola di Fratelli d’Italia, che ha diffuso un volantino, completo di QR code, con il quale invita gli studenti a segnalare, tramite un questionario, i professori di sinistra. Dopo la denuncia del Movimento di cooperazione educativa, le opposizioni insorgono e annunciano interrogazioni parlamentari. “Questi volantini sono stati diffusi in molte città italiane, tra cui Cuneo, Alba, Palermo e Pordenone, e hanno lo scopo di realizzare un report nazionale. Ci troviamo di fronte a vere e proprie liste di proscrizione”, dice il parlamentaare Avs Angelo Bonelli […] —continua sul Corriere della sera, https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_gennaio_28/schedatura-insegnanti-sinistra-fdl-cc7f359f-9b66-4c7a-8c8a-f73d47c65xlk.shtml

     

     

    #Alba #AngeloBonelli #AVS #AzioneStudentesca #cacciaAlleStreghe #CorriereDellaSera #docentiDiSinistra #fascisti #FdI #FratelliDItalia #GiorgioPelosoZantaforni #GioventùNazionale #insegnantiDiSinistra #interrogazioneParlamentare #listaDiProscrizione #listeDiProscrizione #neofascismo #neofascisti #palermo #Pordenone #schedatura #scuola #scuole #sinistra #ValentinaSantarpia

  15. Grandissimo Ezio Mauro!

    O Kiev e Teheran capitali della sinistra, o il capolinea.

    "La sinistra dovrebbe capire che le sue città sacre sono le capitali di Ucraina e Iran. Da lì passa la difesa della libertà, dell’Occidente e della democrazia. Opporsi a Trump, significa difendere quei valori. In cui, sembra impossibile, sono in tanti a non riconoscersi"
    share.google/lengdN9yd73h2i2RP

    #teheran
    #kiev
    #sinistra

  16. "In sostanza, a #Milano, ce n’è tanta di fame, ma non facendo status, non esiste."
    E la politica parla d'altro…

    Con le dovute proporzioni credo si possa allargare il discorso a tutta #Italia.

    #povertà #lusso #disuguaglianze #sinistra #28dicembre

    ilfattoalimentare.it/peck-pane

  17. Oltre la melanconia di sinistra

    rizomatica.noblogs.org/2025/12

    In Italia e in Europa la sinistra vive da anni dentro un paradosso: mentre le disuguaglianze esplodono, i diritti sociali vengono erosi e il continente si riallinea senza pudore alla logica di guerra e di austerità permanente, le forze che dovrebbero rappresentare il

    #Rassegna #dean #malinconia #nunes #organizzazione #politica #sinistra #transform #traverso #verticale

  18. "Quando dite no ad una #patrimoniale di solidarietà richiesta ai ricchissimi state difendendo questi: i miliardari italiani diventano più numerosi e più ricchi.
    Alla fine del 2025 sono 79, 5 in più rispetto ad aprile 2025."

    #RivoltaSociale #22dicembre #Sinistra

    diogenenotizie.com/e-se-applic

  19. "Quando dite no ad una #patrimoniale di solidarietà richiesta ai ricchissimi state difendendo questi: i miliardari italiani diventano più numerosi e più ricchi.
    Alla fine del 2025 sono 79, 5 in più rispetto ad aprile 2025."

    #RivoltaSociale #22dicembre #Sinistra

    diogenenotizie.com/e-se-applic

  20. "Quando dite no ad una #patrimoniale di solidarietà richiesta ai ricchissimi state difendendo questi: i miliardari italiani diventano più numerosi e più ricchi.
    Alla fine del 2025 sono 79, 5 in più rispetto ad aprile 2025."

    #RivoltaSociale #22dicembre #Sinistra

    diogenenotizie.com/e-se-applic

  21. "Quando dite no ad una #patrimoniale di solidarietà richiesta ai ricchissimi state difendendo questi: i miliardari italiani diventano più numerosi e più ricchi.
    Alla fine del 2025 sono 79, 5 in più rispetto ad aprile 2025."

    #RivoltaSociale #22dicembre #Sinistra

    diogenenotizie.com/e-se-applic

  22. "Quando dite no ad una #patrimoniale di solidarietà richiesta ai ricchissimi state difendendo questi: i miliardari italiani diventano più numerosi e più ricchi.
    Alla fine del 2025 sono 79, 5 in più rispetto ad aprile 2025."

    #RivoltaSociale #22dicembre #Sinistra

    diogenenotizie.com/e-se-applic

  23. "Se vogliamo essere seri, allora la domanda non è “Chomsky è buono o cattivo?”, domanda infantile.
    La domanda è: vogliamo una sinistra che ragiona o una #sinistra che recita?"

    Articolo molto interessante.

    #Chomsky
    #Epstein #21dicembre

    diogenenotizie.com/quando-lant

  24. Bellissima intervista a #PierluigiBersani ieri dalla #Gruber

    Le frasi che incornicio, tra le tante dette, è:

    "La sinistra è quella idea originaria dell'uguale dignità di tutti gli uomini e le donne del mondo

    La #sinistra ci sarà sempre

    La sinistra è come un fiore di campo, se ne facciano una ragione"

    L'unico politico che oggi io possa stimare, l'unico davvero

    la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/

    @pbersani

  25. "Con #Kast in #Cile trionfa la vecchia destra di regime.
    Un successo che si inserisce nel quadro della nuova #destra globale.
    Per la #sinistra cilena si tratta di ricominciare da zero."

    #18dicembre #Pinochet #capitalismo #Mapuche

    jacobinitalia.it/il-pinochet-d

  26. "È necessario che la #Sinistra italiana superi quel blocco psicologico e politico che le impedisce di pronunciare le parole #Socialismo e #Comunismo."

    Soprattutto nelle proposte, non solo a parole.

    #19novembre #Marxismo

    volerelaluna.it/che-fare/2025/

  27. Da parte femminista ci fu una reinterpretazione delle tematiche poste dal Sessantotto

    Le prime, ancora acerbe, rivendicazioni di un concreto e autonomo protagonismo femminile si rintracciano nelle università, dove la mobilitazione studentesca del Sessantotto contro l’autorità nella scuola, nella famiglia e poi nella fabbrica aveva favorito una forte e repentina politicizzazione femminile. Accanto al senso di libertà e di fermento provato nella sperimentazione di una nuova idea di cittadinanza politica, si era registrato anche l’emergere, tra le studentesse, di un senso di inquietudine e frustrazione dovuto al permanere di gerarchie tra i sessi ancora forti, sia in ambito specificamente politico che nel privato. Il «senso di comunità calda, di antidoto alla solitudine nella società di massa» si rivelò, come ha scritto Anna Bravo, «un dono effimero», «una scheggia di tempo nel tempo del ’68»: un dono parziale perché fondato su un falso universalismo studentesco <12. Per svelare questa parzialità, nel dopo Sessantotto si è sentita la necessità di mettere in scena una fuoriuscita, con una cesura e un atto di separazione netto, in bilico tra provocazione e bisogno esistenziale.
    Il nuovo femminismo si è originato in gran parte grazie a una generazione di giovani donne politicizzate, cresciute in una sinistra che era nuova eppure ancora a dominanza maschile, che hanno espresso il desiderio di diffrangere un percorso unitario, rimodulando le discontinuità segnate dal ciclo di proteste della fine degli anni Sessanta <13.
    “Alle radici della nostra memoria, – ha scritto Luisa Passerini, riflettendo sulle origini del Sessantotto – in decine di storie di vita, trovo una frattura. La nostra identità si costruisce a partire dalle contraddizioni. Anche i racconti che sottolineano la continuità della propria vita estraggono dalla materia autobiografica i temi ricorrenti della scissione, della differenza, del contrasto” <14.
    Nonostante l’innegabile valore di emancipazione insito nel prendere parte al movimento degli studenti, la condivisione dell’impegno politico fu attraversata, per le donne, da ambivalenze, contraddizioni e disagi tali che quella che era stata una storia comune ben presto si scisse in due diverse. Da una rottura se ne generò un’altra, come se in quell’esodo generazionale e politico che fu il Sessantotto, in quella “autoesclusione” generazionale, ci fosse la premessa per l’affermazione del separatismo femminista quale pratica strategica, quasi mai indolore, fondata sul riconoscimento di sé come soggetto oppresso <15. Alimentate dalla traduzione di testi stranieri e dalla circolazione dei primi documenti femministi italiani, le contraddizioni si ramificarono e disseminarono, arrivando a toccare orizzonti che si erano ritenuti infrangibili.
    Introducendo una raccolta di saggi e documenti femministi internazionali, Lidia Menapace nel 1972 spiegò così quanto stava accadendo nella “seconda metà del cielo”: “Non bastano le tradizionali lotte per la parità, per il divorzio, per l’aborto, per la libertà sessuale: viene posto direttamente in contestazione tutto il sistema di potere “maschile”, tutta la società “virilsitica” e si comincia ad individuare nell’uomo e nel suo predominio l’ostacolo principale a qualsiasi sviluppo futuro” <16.
    Alcuni gruppi autonomi femminili scaturirono proprio dal contrasto con il movimento del Sessantotto, come avvenne a Trento per il Cerchio spezzato, gruppo separatista nato con l’affermazione dell’impossibilità di auspicare e ottenere l’uguaglianza con gli uomini: “Noi siamo un gruppo di compagne che più o meno hanno vissuto tutte in prima persona l’esperienza politica del movimento studentesco e dei successivi gruppi politici che rappresentano un superamento del movimento stesso. Come per un gran numero di studenti in generale, è stata questa l’esperienza che ci ha posto difronte la prospettiva concreta e la possibilità di rovesciare un sistema sociale fondato sull’oppressione e sullo sfruttamento. Ma noi, non solo come studentesse, ma in quanto donne, avevamo affidato molto di più a questa prospettiva di liberazione […]. Ci siamo illuse che automaticamente la presa di coscienza generale dell’oppressione di classe ci ponesse di fronte ai problemi allo stesso modo dei compagni. Questa illusione è stata smentita dalla pratica politica e dall’esperienza. Non c’è uguaglianza tra diseguali”.
    Le fondatrici del Cerchio spezzato proseguirono spiegando le difficoltà e le remore che avevano segnato la scelta separatista: “Ma non è stato un processo facile, perché la lunga abitudine a identificarsi con l’uomo, il nostro oppressore, agiva da potente freno […]. Molte compagne hanno avuto «paura» di venire a fare riunioni soltanto fra donne, sottintendendo un grande disprezzamento di sé. E la decisione di escludere in una prima fase i maschi è stata una precisa presa di posizione politica. Ogni oppresso deve prima affermarsi nella libertà della sua ribellione e accettare da questa posizione di forza il confronto. Includere i maschi ci costringeva a misurarci di nuovo sul terreno e coi metodi del nostro oppressore” <17.
    L’accusa rivolta al movimento studentesco di essere stato più «un’ultima “illusione” emancipatoria che “l’inizio di tutto”» – per riprendere la riflessione di Anna Maria Crispino sul legame tra la politica del femminismo e quella del Sessantotto <18 – proseguì nel documento attraverso un’analisi del linguaggio e delle dinamiche di potere tipicamente maschili. “In un ambiente come il nostro, in particolare, la parola – maggior strumento di affermazione – è diventata lo strumento della nostra esclusione. Come i proletari, noi non sappiamo parlare, soprattutto quando dobbiamo misurarci sul linguaggio sempre maschile, sempre elaborato da altri”.
    In questo senso, il separatismo costituì una grande novità poiché con esso le donne si sottrassero e si autoesclusero dalla sfera pubblica ma, paradossalmente, così facendo si appropriarono di essa, riplasmandola a partire dai propri corpi e dai propri pensieri. “Separandosi – scrisse Lea Melandri a vent’anni dalla prima pubblicazione di “L’infamia originaria” -, e chiedendo cambiamenti sostanziali nelle istituzioni e nell’idea stessa della politica, i gruppi femministi intendevano costringere la storia a riconoscere al proprio interno, nelle spinte profonde che l’attraversavano, gli esiti ancora in parte inconsapevoli dell’«infamia» che, fin dall’origine, ha negato alla donna esistenza propria e alienato nell’uomo la condizione naturale del vivere”. <19
    La nuova sinistra – come ha scritto Yasmin Ergas – ha assolto un ruolo importante nel cammino attraverso il quale questo movimento si è costituito come soggetto politico: “Prima stimolando il coinvolgimento di ampie fasce femminili, rendendo loro accessibili risorse politiche e fungendo da organizzazione intermedie; poi perpetuando ed accentuando quelle condizioni di frustrazione che […] producono uno spostamento del baricentro dell’attivismo femminile dagli obiettivi indicati dalle organizzazioni della nuova sinistra alle tematiche specificatamente associate alla condizione delle donne” <20.
    La diffusione capillare sul territorio nazionale di “piccoli gruppi”, collettivi, associazioni culturali, librerie delle donne, centri per la salute femminile e consultori autogestiti non solo favorì un inedito protagonismo femminile e, alla metà del decennio, incitò la “presa di coscienza” di migliaia di donne, ma pose le basi per un ripensamento e un rinnovamento dell’idea di pubblico, partendo dalla decostruzione della politica tradizionale. “Rendendosi invisibili ai maschi, le donne creavano una nuova visibilità, questa volta costruita secondo le proprie regole. È il separatismo che ha reso possibile la rottura del velo, del “burka” politico che aveva tenuto avvinte, in una sorta di abbraccio strettissimo, le figlie/sorelle ai padri/fratelli” <21.
    Al di là delle analogie e delle differenze, infatti, da parte femminista ci fu una reinterpretazione delle tematiche poste dal Sessantotto: la critica all’autoritarismo divenne critica al patriarcato e alla gerarchizzazione dei sessi; la valorizzazione della sfera personale, dei desideri e dei bisogni individuali si radicalizzò fino all’abbattimento delle barriere che dividono la sfera personale da quella politica; la scoperta della soggettività divenne la base per nuove modalità di azione politica, tra le quali spiccarono i “piccoli gruppi” di autocoscienza.
    [NOTE]
    12 Anna Bravo, Un nuovo ordine del discorso, «Primapersona», 19/1998, pp. 66-68.
    13 Cfr. Luisa Passerini, Corpi e corpo collettivo, in T. Bertolotti e A. Scattigno, Il femminismo, cit., pp. 181-193; Stefania Voli (a cura di), Angela Miglietti. Storia di una traduzione, «Zapruder», 13/2007, pp. 108-115.
    14 Luisa Passerini, Autoritratto di gruppo, Giunti, Firenze 2008 [1988], p. 40.
    15 Cfr. Peppino Ortoleva, I movimenti del ’68 in Europa e in America, Editori Riuniti, Roma 1998 [1988], pp. 231-242.
    16 Lidia Menapace (a cura di), Per un movimento politico di liberazione delle donne. Saggi e documenti, Bertani, Verona 1972, p. 13.
    17 Cerchio spezzato, Non c’è rivoluzione senza liberazione della donna, e Le donne e i neri. Il sesso e il colore, in Gruppo “Anabasi” (a cura di), Donne è bello, Milano 1972 [Edizione digitale: ©2015 Ebook @ Women]; e in Rosalba Spagnoletti (a cura di), I movimenti femministi in Italia, Savelli, Roma 1974, p. 158 e p. 160.
    18 Anna Maria Crispino (a cura di), Esperienza storica femminile nell’età contemporanea. Parte seconda, Unione Donne Italiane – Circolo «La Goccia», Roma 1989, p. 13.
    19 Lea Melandri, L’infamia originaria. Facciamola finita col cuore e la politica, Manifestolibri, Roma 1997, p. 11 [1977].
    20 Yasmine Ergas, Nelle maglie della politica, FrancoAngeli, Milano 1986, p. 80.
    21 Gabriella Bonacchi, Il “selvaggio” di Occidente. Corpo e femminismo, «Parolechiave», 31/2004, p. 123.
    Paola Stelliferi, Una liberazione «fratricida e iconoclasta»: l’impatto dei femminismi sugli uomini della nuova sinistra nell’Italia degli anni Settanta, Tesi di dottorato, Università Ca’ Foscari – Venezia, 2016

    #1968 #ambivalenze #autoritarismo #CerchioSpezzato #contraddizioni #critica #disagi #esclusione #femminile #femminismo #gerarchie #Italia #maschi #nuovo #oppressione #PaolaStelliferi #politicizzazione #protagonismo #separatismo #Sessantotto #sinistra #Trento #Università

  28. Ecco la VERA causa del perché non esiste più una #sinistra nel nostro paese, di colui il quale ha di fatto permesso la nascita e la prosperità di fenomenologie come #Berlusconi e gettato le basi per l'avvento del populismo #Meloniano condannando almeno 2-3 generazioni, tra cui la mia (la nostra) 😞 😟

    ...E spinto la massa ad ODIARE e SCHIFARE (giustamente) la #politica, la cosa più grave di tutte

    Una #vergogna definitiva e totale, fino in fondo 🤮

    #baffino #shameonyou #foreverandever

  29. Ecco la VERA causa del perché non esiste più una #sinistra nel nostro paese, di colui il quale ha di fatto permesso la nascita e la prosperità di fenomenologie come #Berlusconi e gettato le basi per l'avvento del populismo #Meloniano condannando almeno 2-3 generazioni, tra cui la mia (la nostra) 😞 😟

    ...E spinto la massa ad ODIARE e SCHIFARE (giustamente) la #politica, la cosa più grave di tutte

    Una #vergogna definitiva e totale, fino in fondo 🤮

    #baffino #shameonyou #foreverandever

  30. Ecco la VERA causa del perché non esiste più una #sinistra nel nostro paese, di colui il quale ha di fatto permesso la nascita e la prosperità di fenomenologie come #Berlusconi e gettato le basi per l'avvento del populismo #Meloniano condannando almeno 2-3 generazioni, tra cui la mia (la nostra) 😞 😟

    ...E spinto la massa ad ODIARE e SCHIFARE (giustamente) la #politica, la cosa più grave di tutte

    Una #vergogna definitiva e totale, fino in fondo 🤮

    #baffino #shameonyou #foreverandever

  31. Ecco la VERA causa del perché non esiste più una #sinistra nel nostro paese, di colui il quale ha di fatto permesso la nascita e la prosperità di fenomenologie come #Berlusconi e gettato le basi per l'avvento del populismo #Meloniano condannando almeno 2-3 generazioni, tra cui la mia (la nostra) 😞 😟

    ...E spinto la massa ad ODIARE e SCHIFARE (giustamente) la #politica, la cosa più grave di tutte

    Una #vergogna definitiva e totale, fino in fondo 🤮

    #baffino #shameonyou #foreverandever

  32. Ecco la VERA causa del perché non esiste più una #sinistra nel nostro paese, di colui il quale ha di fatto permesso la nascita e la prosperità di fenomenologie come #Berlusconi e gettato le basi per l'avvento del populismo #Meloniano condannando almeno 2-3 generazioni, tra cui la mia (la nostra) 😞 😟

    ...E spinto la massa ad ODIARE e SCHIFARE (giustamente) la #politica, la cosa più grave di tutte

    Una #vergogna definitiva e totale, fino in fondo 🤮

    #baffino #shameonyou #foreverandever

  33. le città della monetizzazione sono già città di repressione

    sullo sgombero del Leoncavallo, è vero che il sindaco Sala non ha responsabilità diretta di quanto è accaduto (cfr. il suo comunicato del 21 agosto: https://differx.noblogs.org/2025/08/24/il-comunicato-del-sindaco-di-milano-al-momento-dello-sgombero-del-leoncavallo/), ma allo stesso tempo è altrettanto vera questa osservazione di Michela Becchis:

    https://www.facebook.com/michela.becchis/posts/pfbid02Z9Q5NYsGMJZSSUPqz3Dkp1dXys2ArYPxEiEfw9uSuNTZKLcA675myuniw1gMgLeHl

    […] i vari sindaci di centrosinistra possono giurare e spergiurare che non vengono mai avvisati degli sgomberi, ma da Milano a Roma a Napoli generano colpevolmente l’ambiente, la possibilità che consente alla destra (ma Minniti e il suo “decoro” l’abbiamo dimenticato?) di agire in modo repressivo e fascista . Città finanziarizzate dove ogni spazio è assurdamente e terribilmente monetizzato, dove chi vive la difficoltà di abitare, lavorare, studiare, ricrearsi e fare cultura e fare conflitto, sì quel conflitto che non piace neanche a voi, viene piano piano compresso in un altrove che città non è più.
    Cari sindaci di una sinistra liberale, potete chiamarli coworking, hub, stakeholder e con tutte le parole che sempre della finanza sono, ma siete colpevoli di non difendere mai la libertà della vita di una comunità dalla monetizzazione che sempre repressione è.
    (La frase è di Sandrone Dazieri)”

    #BeppeSala #centrosinistra #ComitatoPerLOrdineELaSicurezza #comunicato #CSA #csoa #Leoncavallo #LeoncavalloSpazioPubblicoAutogestito #MichelaBecchis #monetizzazione #neofascismo #repressione #SandroneDazieri #sgomberi #sgombero #sgomberoDelLeoncavallo #sindaci #sindaco #sinistra #spaziAutogestiti

  34. le città della monetizzazione sono già città di repressione

    sullo sgombero del Leoncavallo, è vero che il sindaco Sala non ha responsabilità diretta di quanto è accaduto (cfr. il suo comunicato del 21 agosto: https://differx.noblogs.org/2025/08/24/il-comunicato-del-sindaco-di-milano-al-momento-dello-sgombero-del-leoncavallo/), ma allo stesso tempo è altrettanto vera questa osservazione di Michela Becchis:

    https://www.facebook.com/michela.becchis/posts/pfbid02Z9Q5NYsGMJZSSUPqz3Dkp1dXys2ArYPxEiEfw9uSuNTZKLcA675myuniw1gMgLeHl

    […] i vari sindaci di centrosinistra possono giurare e spergiurare che non vengono mai avvisati degli sgomberi, ma da Milano a Roma a Napoli generano colpevolmente l’ambiente, la possibilità che consente alla destra (ma Minniti e il suo “decoro” l’abbiamo dimenticato?) di agire in modo repressivo e fascista . Città finanziarizzate dove ogni spazio è assurdamente e terribilmente monetizzato, dove chi vive la difficoltà di abitare, lavorare, studiare, ricrearsi e fare cultura e fare conflitto, sì quel conflitto che non piace neanche a voi, viene piano piano compresso in un altrove che città non è più.
    Cari sindaci di una sinistra liberale, potete chiamarli coworking, hub, stakeholder e con tutte le parole che sempre della finanza sono, ma siete colpevoli di non difendere mai la libertà della vita di una comunità dalla monetizzazione che sempre repressione è.
    (La frase è di Sandrone Dazieri)”

    #BeppeSala #centrosinistra #ComitatoPerLOrdineELaSicurezza #comunicato #CSA #csoa #Leoncavallo #LeoncavalloSpazioPubblicoAutogestito #MichelaBecchis #monetizzazione #neofascismo #repressione #SandroneDazieri #sgomberi #sgombero #sgomberoDelLeoncavallo #sindaci #sindaco #sinistra #spaziAutogestiti

  35. le città della monetizzazione sono già città di repressione

    sullo sgombero del Leoncavallo, è vero che il sindaco Sala non ha responsabilità diretta di quanto è accaduto (cfr. il suo comunicato del 21 agosto: https://differx.noblogs.org/2025/08/24/il-comunicato-del-sindaco-di-milano-al-momento-dello-sgombero-del-leoncavallo/), ma allo stesso tempo è altrettanto vera questa osservazione di Michela Becchis:

    https://www.facebook.com/michela.becchis/posts/pfbid02Z9Q5NYsGMJZSSUPqz3Dkp1dXys2ArYPxEiEfw9uSuNTZKLcA675myuniw1gMgLeHl

    […] i vari sindaci di centrosinistra possono giurare e spergiurare che non vengono mai avvisati degli sgomberi, ma da Milano a Roma a Napoli generano colpevolmente l’ambiente, la possibilità che consente alla destra (ma Minniti e il suo “decoro” l’abbiamo dimenticato?) di agire in modo repressivo e fascista . Città finanziarizzate dove ogni spazio è assurdamente e terribilmente monetizzato, dove chi vive la difficoltà di abitare, lavorare, studiare, ricrearsi e fare cultura e fare conflitto, sì quel conflitto che non piace neanche a voi, viene piano piano compresso in un altrove che città non è più.
    Cari sindaci di una sinistra liberale, potete chiamarli coworking, hub, stakeholder e con tutte le parole che sempre della finanza sono, ma siete colpevoli di non difendere mai la libertà della vita di una comunità dalla monetizzazione che sempre repressione è.
    (La frase è di Sandrone Dazieri)”

    #BeppeSala #centrosinistra #ComitatoPerLOrdineELaSicurezza #comunicato #CSA #csoa #Leoncavallo #LeoncavalloSpazioPubblicoAutogestito #MichelaBecchis #monetizzazione #neofascismo #repressione #SandroneDazieri #sgomberi #sgombero #sgomberoDelLeoncavallo #sindaci #sindaco #sinistra #spaziAutogestiti

  36. Uscito da un cassetto, direttamente dal secolo scorso, ecco l'orologio del Manifesto disegnato da Altan. Sul quadrante Cipputi, eroe dei mie anni giovanili.

    #Cipputi #ilmanifesto #Altan #sinistra #ClasseOperaia #storia #memoria #orologi #satira

    @maicolemirco
    @scuola
    @alephoto85
    @macfranc

  37. A prescindere dall'inchiesta di #Milano, il giorno in cui il #PD e la sinistra smetteranno di sostenere e appoggiare corpi estranei come i #Sala i #Gori etc.etc. sarà sempre troppo tardi.

    #20luglio #Sinistra