home.social

#memoria — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #memoria, aggregated by home.social.

  1. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

    Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.

    Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.

    Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.

    Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.

    E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.

    #PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa

  2. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

    Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.

    Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.

    Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.

    Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.

    E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.

    #PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa

  3. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

    Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.

    Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.

    Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.

    Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.

    E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.

    #PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa

  4. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

    Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.

    Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.

    Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.

    Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.

    E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.

    #PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa

  5. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

    Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.

    Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.

    Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.

    Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.

    E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.

    #PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa

  6. #MEMORIA
    90 años del golpe de Estado de 1936
    En el 90 aniversario del golpe militar contra la II República, tres entidades memorialistas aragonesas comparten con AraInfo sus reflexiones sobre memoria, justicia y reparación.

    ▪️ PAMA alerta del avance del revisionismo y reivindica la defensa de la memoria democrática frente al olvido y el blanqueamiento del franquismo: arainfo.org/?p=332534

    ▪️ ARMHA denuncia que “noventa años después, la injusticia sigue” y sostiene que el Estado mantiene una deuda con las víctimas del franquismo y sus familias: arainfo.org/?p=332535

    ▪️ AFAAEM lanza un aviso: "Lo verdaderamente peligroso no es recordar: es olvidar". Y pone en valor que “la democracia costó vidas, cárcel, exilio y represión”: arainfo.org/?p=332536

    📰 Puedes leer las tres piezas en nuestro especial “1936-2026: 90 años del golpe de Estado y la Revolución Social”, junto a otros contenidos dedicados a la memoria y la lucha contra el olvido: urlr.me/GtxWC4

  7. #MEMORIA
    90 años del golpe de Estado de 1936
    En el 90 aniversario del golpe militar contra la II República, tres entidades memorialistas aragonesas comparten con AraInfo sus reflexiones sobre memoria, justicia y reparación.

    ▪️ PAMA alerta del avance del revisionismo y reivindica la defensa de la memoria democrática frente al olvido y el blanqueamiento del franquismo: arainfo.org/?p=332534

    ▪️ ARMHA denuncia que “noventa años después, la injusticia sigue” y sostiene que el Estado mantiene una deuda con las víctimas del franquismo y sus familias: arainfo.org/?p=332535

    ▪️ AFAAEM lanza un aviso: "Lo verdaderamente peligroso no es recordar: es olvidar". Y pone en valor que “la democracia costó vidas, cárcel, exilio y represión”: arainfo.org/?p=332536

    📰 Puedes leer las tres piezas en nuestro especial “1936-2026: 90 años del golpe de Estado y la Revolución Social”, junto a otros contenidos dedicados a la memoria y la lucha contra el olvido: urlr.me/GtxWC4

  8. #MEMORIA
    90 años del golpe de Estado de 1936
    En el 90 aniversario del golpe militar contra la II República, tres entidades memorialistas aragonesas comparten con AraInfo sus reflexiones sobre memoria, justicia y reparación.

    ▪️ PAMA alerta del avance del revisionismo y reivindica la defensa de la memoria democrática frente al olvido y el blanqueamiento del franquismo: arainfo.org/?p=332534

    ▪️ ARMHA denuncia que “noventa años después, la injusticia sigue” y sostiene que el Estado mantiene una deuda con las víctimas del franquismo y sus familias: arainfo.org/?p=332535

    ▪️ AFAAEM lanza un aviso: "Lo verdaderamente peligroso no es recordar: es olvidar". Y pone en valor que “la democracia costó vidas, cárcel, exilio y represión”: arainfo.org/?p=332536

    📰 Puedes leer las tres piezas en nuestro especial “1936-2026: 90 años del golpe de Estado y la Revolución Social”, junto a otros contenidos dedicados a la memoria y la lucha contra el olvido: urlr.me/GtxWC4

  9. #MEMORIA
    90 años del golpe de Estado de 1936
    En el 90 aniversario del golpe militar contra la II República, tres entidades memorialistas aragonesas comparten con AraInfo sus reflexiones sobre memoria, justicia y reparación.

    ▪️ PAMA alerta del avance del revisionismo y reivindica la defensa de la memoria democrática frente al olvido y el blanqueamiento del franquismo: arainfo.org/?p=332534

    ▪️ ARMHA denuncia que “noventa años después, la injusticia sigue” y sostiene que el Estado mantiene una deuda con las víctimas del franquismo y sus familias: arainfo.org/?p=332535

    ▪️ AFAAEM lanza un aviso: "Lo verdaderamente peligroso no es recordar: es olvidar". Y pone en valor que “la democracia costó vidas, cárcel, exilio y represión”: arainfo.org/?p=332536

    📰 Puedes leer las tres piezas en nuestro especial “1936-2026: 90 años del golpe de Estado y la Revolución Social”, junto a otros contenidos dedicados a la memoria y la lucha contra el olvido: urlr.me/GtxWC4

  10. Por que LLMs são rápidos? Offloading e layers explicados

    Você já se perguntou por que alguns LLMs respondem tão rápido? 🤔

    • Rede neural guarda informações de forma aproximada — não precisa carregar tudo na memória.
    • O LLM consegue correlacionar tokens e ativa regiões próximas, por isso traz respostas rapidamente.
    • Modelos híbridos mantêm alguns layers ativos na memória (layers “quentes”) e deixam o resto fora.
    • Offloading =...

    #IA #LLM #Memória #Offloading #RedesNeurais #MorningCrypto

  11. Argi itsugarri bat

    1936ko zoritxarreko uztail hartatik jadanik 90 urte igaro dira. Bizitzaren bidean aurrera eginak gaudenoi eztabaidagarriak diren bi kontu aipatu zizkiguten, alde batetik, gerra zibil bat izan zela, eta bestetik, 1939an bukatu zela. Nafarroan bi armadek talka egin eta borroka egin zutela esan beharko litzateke?

    irutxulo.hitza.eus/generoak/ir
    itsugarri-bat1/

    #memoria

  12. Genova G8 2001-2026: il vero protagonismo di massa
    Giorgio Riolo ci propone, a 25 anni dai fatti di Genova, di cogliere l’occasione per riflettere e per ponderare alla luce dei decenni trascorsi. Per cercare di trarre le lezioni e per proiettare nell’oggi e nel futuro ciò che necessariamente impariamo nel cammino. Per progettare, per costruire alternative, per costruire società, comunità, istituzi
    #Memoria #Neoliberismo #Politica #Sinistra
    ideeinformazione.org/2026/07/1

  13. Genova G8 2001-2026: il vero protagonismo di massa
    Giorgio Riolo ci propone, a 25 anni dai fatti di Genova, di cogliere l’occasione per riflettere e per ponderare alla luce dei decenni trascorsi. Per cercare di trarre le lezioni e per proiettare nell’oggi e nel futuro ciò che necessariamente impariamo nel cammino. Per progettare, per costruire alternative, per costruire società, comunità, istituzi
    #Memoria #Neoliberismo #Politica #Sinistra
    ideeinformazione.org/2026/07/1

  14. Por que resgatar o legado de Alexina Crespo?

    Histórica militante das Ligas Camponesas completaria 100 anos. Sua vida e a luta pela terra no Brasil estão intimamente ligadas. Abraçou a bandeira da Reforma Agrária, organizou marchas para denunciar a fome e, durante a ditadura, pediu pessoalmente armas a Mao Zedong

    outraspalavras.net/historia-e-

  15. K-Drama IRION Launches as a Real K-Pop Group While Its Show Still Airs

    MBC Plus’s four-episode time-slip K-drama My Idol, My Debut premieres Thursday on MBC Dramanet — and it brings…
    #EuropeSays #Korea #KR #idoldebut #IRION #K-drama #K-Pop #LovelyRunner #MBCPlus #MEMORIA #MyIdolMyDebut
    europesays.com/korea/86094/

  16. Omicidio Benedetto Petrone a Bari Vecchia, gip archivia indagine a carico di 6 persone

    Il 18enne militante comunista fu ucciso il 28 novembre del 1977 durante un assalto compiuto da un gruppo di fascisti.

    --
    Omicidio Benedetto Petrone a Bari: archiviazione per 6 indagati
    baritoday.it/cronaca/omicidio-

    #memoria #antifascismo #storia

  17. Omicidio Benedetto Petrone a Bari Vecchia, gip archivia indagine a carico di 6 persone

    Il 18enne militante comunista fu ucciso il 28 novembre del 1977 durante un assalto compiuto da un gruppo di fascisti.

    --
    Omicidio Benedetto Petrone a Bari: archiviazione per 6 indagati
    baritoday.it/cronaca/omicidio-

    #memoria #antifascismo #storia

  18. Omicidio Benedetto Petrone a Bari Vecchia, gip archivia indagine a carico di 6 persone

    Il 18enne militante comunista fu ucciso il 28 novembre del 1977 durante un assalto compiuto da un gruppo di fascisti.

    --
    Omicidio Benedetto Petrone a Bari: archiviazione per 6 indagati
    baritoday.it/cronaca/omicidio-

    #memoria #antifascismo #storia

  19. Omicidio Benedetto Petrone a Bari Vecchia, gip archivia indagine a carico di 6 persone

    Il 18enne militante comunista fu ucciso il 28 novembre del 1977 durante un assalto compiuto da un gruppo di fascisti.

    --
    Omicidio Benedetto Petrone a Bari: archiviazione per 6 indagati
    baritoday.it/cronaca/omicidio-

    #memoria #antifascismo #storia

  20. Omicidio Benedetto Petrone a Bari Vecchia, gip archivia indagine a carico di 6 persone

    Il 18enne militante comunista fu ucciso il 28 novembre del 1977 durante un assalto compiuto da un gruppo di fascisti.

    --
    Omicidio Benedetto Petrone a Bari: archiviazione per 6 indagati
    baritoday.it/cronaca/omicidio-

    #memoria #antifascismo #storia

  21. Il portale "Rete degli archivi per non dimenticare" è stato inaugurato il 9 maggio 2011. Il progetto prende corpo nel 2005, grazie all'iniziativa del Centro documentazione archivio Flamigni, con il convegno Archivi in rete per non dimenticare: terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata (Roma, 19 dicembre 2006) che dà vita alla Rete degli archivi per non dimenticare.

    memoria.cultura.gov.it/come-na

    #memoria #storia #retedegliarchivi

  22. Il portale "Rete degli archivi per non dimenticare" è stato inaugurato il 9 maggio 2011. Il progetto prende corpo nel 2005, grazie all'iniziativa del Centro documentazione archivio Flamigni, con il convegno Archivi in rete per non dimenticare: terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata (Roma, 19 dicembre 2006) che dà vita alla Rete degli archivi per non dimenticare.

    memoria.cultura.gov.it/come-na

    #memoria #storia #retedegliarchivi

  23. Il portale "Rete degli archivi per non dimenticare" è stato inaugurato il 9 maggio 2011. Il progetto prende corpo nel 2005, grazie all'iniziativa del Centro documentazione archivio Flamigni, con il convegno Archivi in rete per non dimenticare: terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata (Roma, 19 dicembre 2006) che dà vita alla Rete degli archivi per non dimenticare.

    memoria.cultura.gov.it/come-na

    #memoria #storia #retedegliarchivi

  24. Il portale "Rete degli archivi per non dimenticare" è stato inaugurato il 9 maggio 2011. Il progetto prende corpo nel 2005, grazie all'iniziativa del Centro documentazione archivio Flamigni, con il convegno Archivi in rete per non dimenticare: terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata (Roma, 19 dicembre 2006) che dà vita alla Rete degli archivi per non dimenticare.

    memoria.cultura.gov.it/come-na

    #memoria #storia #retedegliarchivi

  25. Il portale "Rete degli archivi per non dimenticare" è stato inaugurato il 9 maggio 2011. Il progetto prende corpo nel 2005, grazie all'iniziativa del Centro documentazione archivio Flamigni, con il convegno Archivi in rete per non dimenticare: terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata (Roma, 19 dicembre 2006) che dà vita alla Rete degli archivi per non dimenticare.

    memoria.cultura.gov.it/come-na

    #memoria #storia #retedegliarchivi

  26. Curitiba e seu café antropológico

    Tomar café numa calçada curitibana é uma verdadeira experiência antropológica. Começa com o nome do estabelecimento, emprestado de uma das tribos do norte do globo. O café na calçada lembra qualquer café, mas um pouco mais aqueles, europeus, de calçada (é proposital).

    Não à toa, uma família leva o amigo gringo ali para tomar café. Afinal, ele se parece mais com a Europa. Em meio às conversas, pedintes em condição sub-humana aparecem para que ninguém esqueça o que compõe nossa paisagem real. Entre amenidades e compensações, o mal-estar e o esquecimento forçado, a conversa segue.

    Na mesa ao lado há um jovem casal em primeiro encontro. A conversa também enverga rumo a um velho ritual da região: narrar quais são as origens da família para impressionar a parceira. No caso, sempre são as origens européias. E como em qualquer narrativa de origem, há uma espécie de segredo, tesouro, legitimidade, realeza, que ficou lá atrás, prestes a brotar em algo do próprio narrador aqui e agora. Pode ser o pedigree de alguma nobreza perdida, ou mesmo, da nobreza de que houve alguma perseguição na família.

    Afinal, ser “como eles” e não como nós, eis um invariante.

    O casal sai e chega outro: é o gringo e a brasileira. Claro que a conversa dá lugar às comparações e a como nossas terras são decaídas. Aqui quase se parece como lá, tal e tal lugar no interior de outro rincão do norte terrestre. E neste caso o garçom – coitado – sequer sabia a diferença entre um café lungo e um café “grande” (conforme a gíria). Os comentários em reprovação de repente se unem ao que se lê no WhatsApp e sobre a pouca vergonha do povo que se recusou recentemente a acampar junto aos quartéis.

    Alguém levanta para pagar a conta e emenda para o casal, referindo-se ao garçom: “cada lugar tem seu costume, respeitem os daqui!”. Todo mundo olha por um momento. E então retorna ao que é mais natural e cotidiano.

    #bolsonarismo #brasil #curitiba #fakeNews #familia #fascismo #literatura #livros #memorIa #parana #politica #semCategoria
  27. Curitiba e seu café antropológico

    Tomar café numa calçada curitibana é uma verdadeira experiência antropológica. Começa com o nome do estabelecimento, emprestado de uma das tribos do norte do globo. O café na calçada lembra qualquer café, mas um pouco mais aqueles, europeus, de calçada (é proposital).

    Não à toa, uma família leva o amigo gringo ali para tomar café. Afinal, ele se parece mais com a Europa. Em meio às conversas, pedintes em condição sub-humana aparecem para que ninguém esqueça o que compõe nossa paisagem real. Entre amenidades e compensações, o mal-estar e o esquecimento forçado, a conversa segue.

    Na mesa ao lado há um jovem casal em primeiro encontro. A conversa também enverga rumo a um velho ritual da região: narrar quais são as origens da família para impressionar a parceira. No caso, sempre são as origens européias. E como em qualquer narrativa de origem, há uma espécie de segredo, tesouro, legitimidade, realeza, que ficou lá atrás, prestes a brotar em algo do próprio narrador aqui e agora. Pode ser o pedigree de alguma nobreza perdida, ou mesmo, da nobreza de que houve alguma perseguição na família.

    Afinal, ser “como eles” e não como nós, eis um invariante.

    O casal sai e chega outro: é o gringo e a brasileira. Claro que a conversa dá lugar às comparações e a como nossas terras são decaídas. Aqui quase se parece como lá, tal e tal lugar no interior de outro rincão do norte terrestre. E neste caso o garçom – coitado – sequer sabia a diferença entre um café lungo e um café “grande” (conforme a gíria). Os comentários em reprovação de repente se unem ao que se lê no WhatsApp e sobre a pouca vergonha do povo que se recusou recentemente a acampar junto aos quartéis.

    Alguém levanta para pagar a conta e emenda para o casal, referindo-se ao garçom: “cada lugar tem seu costume, respeitem os daqui!”. Todo mundo olha por um momento. E então retorna ao que é mais natural e cotidiano.

    #bolsonarismo #brasil #curitiba #fakeNews #familia #fascismo #literatura #livros #memorIa #parana #politica #semCategoria
  28. Curitiba e seu café antropológico

    Tomar café numa calçada curitibana é uma verdadeira experiência antropológica. Começa com o nome do estabelecimento, emprestado de uma das tribos do norte do globo. O café na calçada lembra qualquer café, mas um pouco mais aqueles, europeus, de calçada (é proposital).

    Não à toa, uma família leva o amigo gringo ali para tomar café. Afinal, ele se parece mais com a Europa. Em meio às conversas, pedintes em condição sub-humana aparecem para que ninguém esqueça o que compõe nossa paisagem real. Entre amenidades e compensações, o mal-estar e o esquecimento forçado, a conversa segue.

    Na mesa ao lado há um jovem casal em primeiro encontro. A conversa também enverga rumo a um velho ritual da região: narrar quais são as origens da família para impressionar a parceira. No caso, sempre são as origens européias. E como em qualquer narrativa de origem, há uma espécie de segredo, tesouro, legitimidade, realeza, que ficou lá atrás, prestes a brotar em algo do próprio narrador aqui e agora. Pode ser o pedigree de alguma nobreza perdida, ou mesmo, da nobreza de que houve alguma perseguição na família.

    Afinal, ser “como eles” e não como nós, eis um invariante.

    O casal sai e chega outro: é o gringo e a brasileira. Claro que a conversa dá lugar às comparações e a como nossas terras são decaídas. Aqui quase se parece como lá, tal e tal lugar no interior de outro rincão do norte terrestre. E neste caso o garçom – coitado – sequer sabia a diferença entre um café lungo e um café “grande” (conforme a gíria). Os comentários em reprovação de repente se unem ao que se lê no WhatsApp e sobre a pouca vergonha do povo que se recusou recentemente a acampar junto aos quartéis.

    Alguém levanta para pagar a conta e emenda para o casal, referindo-se ao garçom: “cada lugar tem seu costume, respeitem os daqui!”. Todo mundo olha por um momento. E então retorna ao que é mais natural e cotidiano.

    #bolsonarismo #brasil #curitiba #fakeNews #familia #fascismo #literatura #livros #memorIa #parana #politica #semCategoria
  29. Curitiba e seu café antropológico

    Tomar café numa calçada curitibana é uma verdadeira experiência antropológica. Começa com o nome do estabelecimento, emprestado de uma das tribos do norte do globo. O café na calçada lembra qualquer café, mas um pouco mais aqueles, europeus, de calçada (é proposital).

    Não à toa, uma família leva o amigo gringo ali para tomar café. Afinal, ele se parece mais com a Europa. Em meio às conversas, pedintes em condição sub-humana aparecem para que ninguém esqueça o que compõe nossa paisagem real. Entre amenidades e compensações, o mal-estar e o esquecimento forçado, a conversa segue.

    Na mesa ao lado há um jovem casal em primeiro encontro. A conversa também enverga rumo a um velho ritual da região: narrar quais são as origens da família para impressionar a parceira. No caso, sempre são as origens européias. E como em qualquer narrativa de origem, há uma espécie de segredo, tesouro, legitimidade, realeza, que ficou lá atrás, prestes a brotar em algo do próprio narrador aqui e agora. Pode ser o pedigree de alguma nobreza perdida, ou mesmo, da nobreza de que houve alguma perseguição na família.

    Afinal, ser “como eles” e não como nós, eis um invariante.

    O casal sai e chega outro: é o gringo e a brasileira. Claro que a conversa dá lugar às comparações e a como nossas terras são decaídas. Aqui quase se parece como lá, tal e tal lugar no interior de outro rincão do norte terrestre. E neste caso o garçom – coitado – sequer sabia a diferença entre um café lungo e um café “grande” (conforme a gíria). Os comentários em reprovação de repente se unem ao que se lê no WhatsApp e sobre a pouca vergonha do povo que se recusou recentemente a acampar junto aos quartéis.

    Alguém levanta para pagar a conta e emenda para o casal, referindo-se ao garçom: “cada lugar tem seu costume, respeitem os daqui!”. Todo mundo olha por um momento. E então retorna ao que é mais natural e cotidiano.

    #bolsonarismo #brasil #curitiba #fakeNews #familia #fascismo #literatura #livros #memorIa #parana #politica #semCategoria
  30. Curitiba e seu café antropológico

    Tomar café numa calçada curitibana é uma verdadeira experiência antropológica. Começa com o nome do estabelecimento, emprestado de uma das tribos do norte do globo. O café na calçada lembra qualquer café, mas um pouco mais aqueles, europeus, de calçada (é proposital).

    Não à toa, uma família leva o amigo gringo ali para tomar café. Afinal, ele se parece mais com a Europa. Em meio às conversas, pedintes em condição sub-humana aparecem para que ninguém esqueça o que compõe nossa paisagem real. Entre amenidades e compensações, o mal-estar e o esquecimento forçado, a conversa segue.

    Na mesa ao lado há um jovem casal em primeiro encontro. A conversa também enverga rumo a um velho ritual da região: narrar quais são as origens da família para impressionar a parceira. No caso, sempre são as origens européias. E como em qualquer narrativa de origem, há uma espécie de segredo, tesouro, legitimidade, realeza, que ficou lá atrás, prestes a brotar em algo do próprio narrador aqui e agora. Pode ser o pedigree de alguma nobreza perdida, ou mesmo, da nobreza de que houve alguma perseguição na família.

    Afinal, ser “como eles” e não como nós, eis um invariante.

    O casal sai e chega outro: é o gringo e a brasileira. Claro que a conversa dá lugar às comparações e a como nossas terras são decaídas. Aqui quase se parece como lá, tal e tal lugar no interior de outro rincão do norte terrestre. E neste caso o garçom – coitado – sequer sabia a diferença entre um café lungo e um café “grande” (conforme a gíria). Os comentários em reprovação de repente se unem ao que se lê no WhatsApp e sobre a pouca vergonha do povo que se recusou recentemente a acampar junto aos quartéis.

    Alguém levanta para pagar a conta e emenda para o casal, referindo-se ao garçom: “cada lugar tem seu costume, respeitem os daqui!”. Todo mundo olha por um momento. E então retorna ao que é mais natural e cotidiano.

    #bolsonarismo #brasil #curitiba #fakeNews #familia #fascismo #literatura #livros #memorIa #parana #politica #semCategoria
  31. La Audiencia Nacional rechaza paralizar la resignificación de Cuelgamuros como pedía Abogados Cristianos

    La Audiencia Nacional rechaza paralizar la resignificación... #cuelgamuros #franquismo #abogados #cristianos #cristofascismo #ultraderecha #fascismo #valle #de #los #caídos #resignificacion #audiencia #nacional #an #ley #memoria #democrática #histórica #Actualidad

    tardigram.com/m/Actualidad/t/3

  32. La Audiencia Nacional rechaza paralizar la resignificación de Cuelgamuros como pedía Abogados Cristianos

    La Audiencia Nacional rechaza paralizar la resignificación... #cuelgamuros #franquismo #abogados #cristianos #cristofascismo #ultraderecha #fascismo #valle #de #los #caídos #resignificacion #audiencia #nacional #an #ley #memoria #democrática #histórica #Actualidad

    tardigram.com/m/Actualidad/t/3