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#svizzera — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #svizzera, aggregated by home.social.

  1. È incredibile che vi sia ancora così tanta ignoranza rispetto ad un tema che preoccupa così residenti in #Svizzera. Si va cercando a tentoni il colpevole dell'aumento continuo dei costi della #sanità e si finisce come sempre per andare a fare le pulci agli unici attori del sistema sanitario che hanno già fatto i compiti. Dal 2012 gli #ospedali fatturano a forfait proprio per contenere la spesa (non a caso gli ospedali sono in costante rischio fallimento)
    share.google/0g9dffbaiyzK337sM #casseMalati

  2. Sparatoria in Svizzera all'Aarauer Rave.

    Diverse persone sono rimaste coinvolte in una sparatoria avvenuta nella notte ad Aarau, nel nord della Svizzera, nel corso di un grande evento di musica elettronica. I colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi alla Pferderennbahn Schachen, l'ippodromo cittadino dove era in corso l'Aarauer Rave, uno dei principali appuntamenti dedicati alla musica techno della Svizzera nord-occidentale.

    leggo.it/esteri/news/30_agosto

    #Svizzera #Aarau #AarauerRave #Musica #Rave

  3. Migranti, anche la Finlandia rispedisce i richiedenti asilo in Italia. Dopo Germania, Svizzera e Austria. Un’altra grana per il governo Meloni.
    Helsinki sottolinea l'importanza del rispetto del Patto UE su migrazione e asilo, fortemente sostenuto anche dal governo Meloni.

    lanotiziagiornale.it/migranti-

    #GovernoMeloni #Immigrazione #Finlandia #Germania #Svizzera #Austria

  4. Dopo #Germania e #Svizzera, anche l' #Austria ci rimanda i migranti: "potete sempre mandarli in Albania, no?"

  5. Lo stop a Schengen è boomerang per l'Italia: dopo Germania e Svizzera pure l'Austria ci rispedisce i migranti.

    Le opposizioni: "Autogol dell'Italia usando le regole del nuovo patto europeo sui migranti voluto fortemente proprio da Giorgia Meloni e dagli altri nazionalisti europei".

    lanotiziagiornale.it/schengen-

    #Immigrazione #Europa #Schengen #Germania #Svizzera #Austria #Meloni #GiorgiaMeloni #GovernoMeloni

  6. La Svizzera doveva fare scuola spegnendo la FM. Ora la sua Radio pubblica si prepara a riaccenderla.

    Nell’archivio di Newslinet, però, ogni smentita diventa una nuova accusa contro il broadcast: prima progresso, poi spreco, infine interferenze.

    Ho messo a sinistra i fatti e a destra le parole. La satira, a quel punto, si scrive da sola.

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    #Radio #FM #DABPlus #SRGSSR #Svizzera
    #Newslinet #Broadcasting #Radiofonia
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    astorri.it/la-fm-risorge-newsl

  7. Tragedia di Crans Montana, la Procura svizzera ha recentemente respinto la richiesta dell’Italia di costituirsi parte civile.

    Sarebbe bello se tutti gli evasori fiscali italiani che hanno depositato fondi nelle banche svizzere ritirassero tutto. Contemporaneamente.

    #CransMontana #procura #svizzera #evasionefiscale #banche #press

  8. Ich freue mich auf einen stillen Nationalfeiertag 😇

    Damit das auch künftig so bleibt: JA zur Feuerwerksinitiative am 9. November 2026!

    #1August #Nationalfeiertag #Schweiz #Suisse #Svizzera #Svizra #Feuerverbot #Feuerwerksverbot #feuerwerksinitiative

  9. #WalkAcrossTheAlps Day 8: Cavaglia - Alp Grüm
    Been having difficulties uploading pictures from home. I need to go to my alp.
    Cavaglia, #Grigioni #Svizzera
    #Photoblog #hiking #alp

  10. Heute vor genau einem Jahr war ich in #Graubünden und habe eine grandiose Tour von #Flims aus gemacht. Unterer #Segnesboden, Oberer Segnesboden und dem #Flem entlang zurück. Zum #Mountainmonday ist mir das jetzt gerade wieder eingefallen.

    #wandern #hiking #alpen #grigioni #grischun #schweiz #suisse #svizzera #svizra

  11. Guerra in Iran: petrolio, mercati e le prime conseguenze economiche

    A una settimana dall’inizio della guerra in Iran, i mercati mostrano già le prime conseguenze economiche del conflitto. Come spesso accade in Medio Oriente, il primo canale di trasmissione è quello energetico.

    Le ritorsioni contro petroliere e infrastrutture nei porti di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti e di Duqm in Oman hanno riportato al centro dell’attenzione e dello scontro lo Stretto di Hormuz. Questo passaggio tra Golfo Persico e Oceano Indiano è uno dei punti più sensibili del commercio mondiale di energia: da qui passa circa un quinto del petrolio globale. Quando un nodo così cruciale diventa instabile, i mercati inseriscono nei prezzi quello che gli economisti chiamano “premio per il rischio”, cioè una sorta di assicurazione contro possibili interruzioni delle forniture.

    Il mercato petrolifero lo riflette chiaramente. Il Brent, il principale prezzo di riferimento internazionale del greggio, ha superato i 90 dollari al barile (ca. 70 CHF) per la prima volta da marzo 2024, guadagnando il 25% in più rispetto a una settimana fa. In scenari più estremi, se lo Stretto di Hormuz dovesse essere chiuso o fortemente limitato, alcuni analisti ipotizzano prezzi anche oltre i 120 dollari (94 CHF).

    Le tensioni non riguardano solo il petrolio. Anche il mercato del gas naturale liquefatto mostra fragilità, soprattutto dopo alcune sospensioni produttive in Qatar e difficoltà logistiche verso Asia ed Europa. Per l’Europa, già segnata dalla crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina, questo significa tornare a confrontarsi con costi energetici più elevati, con effetti sui margini delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie.

    I mercati finanziari hanno reagito nel modo tipico delle fasi di incertezza geopolitica. Gli indici azionari hanno registrato correzioni moderate mentre gli investitori si sono orientati verso beni rifugio come oro, dollaro, yen e franco svizzero che si sono rafforzati.

    Secondo alcune stime preliminari, un conflitto prolungato potrebbe ridurre la crescita globale del 2026 di circa 0,3-0,5 punti percentuali e aumentare l’inflazione di alcuni decimi se i prezzi dell’energia restassero elevati per diversi mesi. Non si parla per ora di stagflazione (aumento dei prezzi e crisi economica con grande disoccupazione), ma certamente di un contesto più fragile.

    Per l’Europa gli effetti sarebbero soprattutto indiretti: un petrolio stabile attorno agli 85 dollari (66 CHF) potrebbe aumentare l’inflazione di alcuni decimi e rallentare leggermente la crescita. Se invece i prezzi salissero oltre i 110 dollari (86 CHF), l’inflazione potrebbe tornare verso il 3%, costringendo la Banca Centrale Europea a rallentare il percorso di riduzione dei tassi. Ma sappiamo quanto le previsioni in questo momento lascino il tempo che trovano.

    La Svizzera parte da una posizione relativamente solida. L’inflazione resta sotto l’1% e il franco forte aiuta ad assorbire parte degli shock energetici. Anche qui però l’impatto non sarebbe nullo: crescita leggermente più debole e qualche decimo di inflazione in più.

    Molto dipenderà dalla durata del conflitto. I mercati guardano soprattutto a tre indicatori: prezzo del petrolio, sicurezza delle rotte commerciali e decisioni delle banche centrali. È lì che si giocherà la vera onda lunga economica di questa crisi.

    #disoccupazione #dollaro #franco #gas #guerra #inflazione #Iran #petrolio #prezzi #svizzera #USA