#medioevo — Public Fediverse posts
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Le serpeggianti soglie dell’alto Hochosterwitz, castello che sorveglia la pianura carinziana
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=45122#strutture #castelli #medioevo #difesa #costruzioni #architettura #monti #montagne #austria #carinzia #porte #portali #mura #mastio #eserciti #conflitti #guerra #personaggi #storie #aneddoti #dinastie #successioni #fortificazioni #europa #sovrani #imperatori #armate #stratagemmi
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Cantami, o Diva, del colossale verme, che molti danni fece alla Contea e infinite mucche trangugiò, sulle infernali sponde
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44984#mostri #draghi #storia #leggende #folklore #durham #Inghilterra #eroi #cavalieri #personaggi #criptidi #fiumi #battaglie #crociate #discendenze #lord #canzoni #società #medioevo #serpenti #anguille #streghe #armature
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La chiesa d’ebano plasmata dalle fiamme della ribellione a Brașov, vicino al cuore della Transilvania
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44882#chiese #strutture #edifici #religione #culto #luterani #cattolici #sassoni #romania #transilvania #europa #brasov #architettura #storia #medioevo #rinascimento #costruzioni #città #invasioni #incendi #disastri #mura #popoli #società
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Le strutture immerse nella baia che denunciano la millenaria pratica per trucidare la balena norrena
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44500#storia #archeologia #antichità #medioevo #tecniche #tecnologia #metodi #caccia #pesca #balene #mammiferi #cattura #uccisione #ricerca #scoperte #strutture #abissi #stretti #territorio #baie #musei #mare #oceano #isole
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La Città delle Dame di Christine de Pizan
Descrizione: «Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio. Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere».
Partendo dall’amara coscienza dell’esclusione – del sapere del padre, grande scienziato, medico di corte, può “rubare” solo qualche briciola- ma salvandosi dall’abisso del dubbio e della malinconia, Christine de Pizan arriva a porre al centro del suo pensiero e della sua intensa e multiforme attività di scrittrice, che ne fanno una delle personalità più affascinanti dell’autunno del Medioevo, proprio la differenza di genere.
Nella Cité des Dames (1405), sotto la guida di Ragione, Rettitudine e Giustizia, sorge una visionaria città fortificata, abitata solo da donne: regine, guerriere, poetesse, indovine, scienziate, martiri, sante. Se i segni del dominio maschile sono presenti nel martirio delle vergini, nel destino di Lucrezia, di Griselda, nella città prevalgono le figure fondatrici- Carmenta romana, che inventò l’alfabeto, Minerva e Aracne, che fecero del tessere un’arte – e le grandi regine, Didone, Medea, Semiramide, Pentesilea, a sfidare, orgogliosamente, una secolare tradizione misogina.
Anni e anni di scuola dove studiamo quasi esclusivamente opere e pensiero di autori ci hanno convinto che non ci siano state autrici se non a partire dall’Ottocento, o che – se ci sono state – il loro contributo sia stato trascurabile, perché mediocre o una semplice copia carbone delle innovazioni – maschili – diventate il nuovo standard. Queste convinzioni fanno sì che siamo totalmente scollatə dalla storia del pensiero e della letteratura femminile, che certo sarà meno corposa di quella maschile date le maggiori difficoltà per le donne nel corso della storia di arrivare a produrre delle opere, ma non di meno esistono e spesso per ə loro contemporaneə erano famose come le opere degli autori che studiamo in classe.
In un’epoca in cui non si fa che sbandierare la necessità di riconoscere e rispettare le proprie radici, vi invito a riscoprire le opere e il pensiero di autrici che i nostri programmi scolastici snobbano per riconnettervi alla storia che ci ha portato dove siamo adesso. Una di queste autrici è Christine de Pizan, che iniziò a scrivere per mantenere la famiglia dopo la morte dell’amato marito. Aprì anche una bottega di scrittura, il cui lavoro era molto apprezzato. Ovviamente la sua intraprendenza provocò malumori: una vedova che non si risposava e nemmeno decideva di entrare in convento! Ma Cristine de Pizan era avvezza a chi le remava contro: aveva iniziato scontrandosi con la disapprovazione della madre verso la sua passione per lo studio, incoraggiata invece dal padre. Era così avvezza a contrarsi con la misoginia del suo tempo che quando lesse le Lamentations di Mateolo, opera latina del XIII secolo, tradotta in francese da Jean le Fèvre, decise di ribaltare la prospettiva maschile e, forte della sua esperienza personale, in una manciata di mesi tra il 1404 e il 1405, scrisse La Città delle Dame.
In questa stanza per sé ante litteram, Christine de Pizan si adopera a demolire l’idea che i maschi siano superiori alle femmine, che queste siano deboli e viziose, sciocche e frivole. Christine de Pizan smonta con ironia ed eleganza i pregiudizi che danneggiano le donne e nel fare esempi positivi di donne abbiamo il piacere di trovare nomi che i contemporanei solitamente associavano alla peggiore turpitudine, come Semiramide o Medea.
Christine de Pizan condanna anche la violenza domestica e lo stupro, inorridendo di fronte alla convinzione maschile che una donna potesse provare piacere durante una violenza sessuale. Siamo abituatə a pensare che la sensibilità sul tema sia una questione moderna, ma forse dovremmo specificare degli uomini moderni (e neanche tutti), visto che le donne sembravano già piuttosto consapevoli anche in passato.
Si tratta quindi di un libro godibilissimo che, nonostante i secoli che ci separano dalla sua autrice, è capace di risuonare profondamente dentro di noi. Vi consiglio di recuperarlo e di non farvi spaventare dalla sua età perché è scorrevole come uno dei più appassionanti romanzi contemporanei e i suoi capitoli brevi di sicuro aiutano.
#classico #letteraturaFemminile #medioevo -
La Città delle Dame di Christine de Pizan
Descrizione: «Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio. Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere».
Partendo dall’amara coscienza dell’esclusione – del sapere del padre, grande scienziato, medico di corte, può “rubare” solo qualche briciola- ma salvandosi dall’abisso del dubbio e della malinconia, Christine de Pizan arriva a porre al centro del suo pensiero e della sua intensa e multiforme attività di scrittrice, che ne fanno una delle personalità più affascinanti dell’autunno del Medioevo, proprio la differenza di genere.
Nella Cité des Dames (1405), sotto la guida di Ragione, Rettitudine e Giustizia, sorge una visionaria città fortificata, abitata solo da donne: regine, guerriere, poetesse, indovine, scienziate, martiri, sante. Se i segni del dominio maschile sono presenti nel martirio delle vergini, nel destino di Lucrezia, di Griselda, nella città prevalgono le figure fondatrici- Carmenta romana, che inventò l’alfabeto, Minerva e Aracne, che fecero del tessere un’arte – e le grandi regine, Didone, Medea, Semiramide, Pentesilea, a sfidare, orgogliosamente, una secolare tradizione misogina.
Anni e anni di scuola dove studiamo quasi esclusivamente opere e pensiero di autori ci hanno convinto che non ci siano state autrici se non a partire dall’Ottocento, o che – se ci sono state – il loro contributo sia stato trascurabile, perché mediocre o una semplice copia carbone delle innovazioni – maschili – diventate il nuovo standard. Queste convinzioni fanno sì che siamo totalmente scollatə dalla storia del pensiero e della letteratura femminile, che certo sarà meno corposa di quella maschile date le maggiori difficoltà per le donne nel corso della storia di arrivare a produrre delle opere, ma non di meno esistono e spesso per ə loro contemporaneə erano famose come le opere degli autori che studiamo in classe.
In un’epoca in cui non si fa che sbandierare la necessità di riconoscere e rispettare le proprie radici, vi invito a riscoprire le opere e il pensiero di autrici che i nostri programmi scolastici snobbano per riconnettervi alla storia che ci ha portato dove siamo adesso. Una di queste autrici è Christine de Pizan, che iniziò a scrivere per mantenere la famiglia dopo la morte dell’amato marito. Aprì anche una bottega di scrittura, il cui lavoro era molto apprezzato. Ovviamente la sua intraprendenza provocò malumori: una vedova che non si risposava e nemmeno decideva di entrare in convento! Ma Cristine de Pizan era avvezza a chi le remava contro: aveva iniziato scontrandosi con la disapprovazione della madre verso la sua passione per lo studio, incoraggiata invece dal padre. Era così avvezza a contrarsi con la misoginia del suo tempo che quando lesse le Lamentations di Mateolo, opera latina del XIII secolo, tradotta in francese da Jean le Fèvre, decise di ribaltare la prospettiva maschile e, forte della sua esperienza personale, in una manciata di mesi tra il 1404 e il 1405, scrisse La Città delle Dame.
In questa stanza per sé ante litteram, Christine de Pizan si adopera a demolire l’idea che i maschi siano superiori alle femmine, che queste siano deboli e viziose, sciocche e frivole. Christine de Pizan smonta con ironia ed eleganza i pregiudizi che danneggiano le donne e nel fare esempi positivi di donne abbiamo il piacere di trovare nomi che i contemporanei solitamente associavano alla peggiore turpitudine, come Semiramide o Medea.
Christine de Pizan condanna anche la violenza domestica e lo stupro, inorridendo di fronte alla convinzione maschile che una donna potesse provare piacere durante una violenza sessuale. Siamo abituatə a pensare che la sensibilità sul tema sia una questione moderna, ma forse dovremmo specificare degli uomini moderni (e neanche tutti), visto che le donne sembravano già piuttosto consapevoli anche in passato.
Si tratta quindi di un libro godibilissimo che, nonostante i secoli che ci separano dalla sua autrice, è capace di risuonare profondamente dentro di noi. Vi consiglio di recuperarlo e di non farvi spaventare dalla sua età perché è scorrevole come uno dei più appassionanti romanzi contemporanei e i suoi capitoli brevi di sicuro aiutano.
#classico #letteraturaFemminile #medioevo -
L’abbazia più volte riforgiata per lo spirito indomabile dei santi bassopiani d’Inghilterra
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La rara costruzione del castello lineare, un ponte sopra il fiume verso il vecchio borgo di Cahors
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Il magnetismo leggendario dell’oscura rupe captatoria che fagocita gli oceani della Terra
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📜 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗗𝗲𝗰𝗮𝗺𝗲𝗿𝗼𝗻
A Palazzo Vecchio una mostra racconta Giovanni Boccaccio come cittadino, funzionario e ambasciatore della Repubblica di Firenze.
Un viaggio tra documenti, manoscritti e ideali civici nel cuore del Trecento.
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➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bHz
https://storiearcheostorie.com/2025/11/10/boccaccio-politico-palazzo-vecchio/
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Il castello costruito sul confine tra due mondi come chiave inespugnabile del mar Mediterraneo
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Parabola della fede: la traiettoria disegnata dal turibolo sovradimensionato della cattedrale di Compostela
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Il fantasma rievocato dai cannoni della caravella che vegliava sull’Unione di Kalmar
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Dalla mente fervida dell’inventore, la rotante biblioteca del sapere https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=42635
#strumenti #meccanismi #apparati #costruzioni #medioevo #invenzioni #ruote #libri #testi #letteratura #storia #personaggi #soluzioni #ingranaggi #sistemi #biblioteche
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L’affascinante chiesa medievale che si mimetizza in mezzo ai prati d’Islanda
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=42178
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Il #30ottobre 1885 nasceva Ezra Pound.
Un articolo #OpenAccess di #Enthymema illustra come il #poeta statunitense sia stato influenzato dall'#esoterismo dantesco attraverso la rilettura nell'#Ottocento di #GabrieleRossetti. Questo dialogo tra #Medioevo e #Novecento viene qui presentato attraverso lo scambio epistolare tra #Pound e la nipote di #Rossetti, Olivia Rossetti Agresti. -
#NewIssue
È disponibile in #OpenAccess l’ultimo numero di #Eventum, dedicato al rapporto tra #generi e #rituali nel #medioevo"Ritual and Gender in Medieval Cultures"
⬇️ https://riviste.unimi.it/index.php/eventum/issue/view/2507
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Il volo svizzero del calabrone, in anticipo di secoli sul primo golf club
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=40312
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