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#sicilia — Public Fediverse posts

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  1. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

    fablabpalermo.org/e-nata-la-si

  2. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  3. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  4. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  5. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  6. 🏛️ 𝗜𝗹 𝗞𝗼𝘂𝗿𝗼𝘀 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮

    Dal 13 settembre 2026, il celebre giovane greco in marmo pario torna nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini.

    👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/09

    #Archeologia #Kouros #Lentini #Leontinoi #Sicilia #StorieArcheostorie

    📷 © Regione Siciliana / Museo archeologico regionale di Lentini

  7. 🏛️ 𝗜𝗹 𝗞𝗼𝘂𝗿𝗼𝘀 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮

    Dal 13 settembre 2026, il celebre giovane greco in marmo pario torna nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini.

    👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/09

    #Archeologia #Kouros #Lentini #Leontinoi #Sicilia #StorieArcheostorie

    📷 © Regione Siciliana / Museo archeologico regionale di Lentini

  8. 🏛️ 𝗜𝗹 𝗞𝗼𝘂𝗿𝗼𝘀 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮

    Dal 13 settembre 2026, il celebre giovane greco in marmo pario torna nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini.

    👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/09

    #Archeologia #Kouros #Lentini #Leontinoi #Sicilia #StorieArcheostorie

    📷 © Regione Siciliana / Museo archeologico regionale di Lentini

  9. Bimba di 4 anni muore di difterite: i genitori non l’avevano fatta vaccinare perché convinti che provocasse l’autismo.
    L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991 proprio perché la malattia è stata arginata dalle immunizzazioni.

    @salute

    ilfattoquotidiano.it/2026/08/2

    #Sicilia #Palermo #Salute #NoVax

  10. Bimba di 4 anni muore di difterite: i genitori non l’avevano fatta vaccinare perché convinti che provocasse l’autismo.
    L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991 proprio perché la malattia è stata arginata dalle immunizzazioni.

    @salute

    ilfattoquotidiano.it/2026/08/2

    #Sicilia #Palermo #Salute #NoVax

  11. Bimba di 4 anni muore di difterite: i genitori non l’avevano fatta vaccinare perché convinti che provocasse l’autismo.
    L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991 proprio perché la malattia è stata arginata dalle immunizzazioni.

    @salute

    ilfattoquotidiano.it/2026/08/2

    #Sicilia #Palermo #Salute #NoVax

  12. Bimba di 4 anni muore di difterite: i genitori non l’avevano fatta vaccinare perché convinti che provocasse l’autismo.
    L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991 proprio perché la malattia è stata arginata dalle immunizzazioni.

    @salute

    ilfattoquotidiano.it/2026/08/2

    #Sicilia #Palermo #Salute #NoVax

  13. Bimba di 4 anni muore di difterite: i genitori non l’avevano fatta vaccinare perché convinti che provocasse l’autismo.
    L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991 proprio perché la malattia è stata arginata dalle immunizzazioni.

    @salute

    ilfattoquotidiano.it/2026/08/2

    #Sicilia #Palermo #Salute #NoVax

  14. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Palermo+e+i+Cantastorie.md&v=1786349494735

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #cantastorie #cunto #teatropopolare #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  15. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Palermo+e+i+Cantastorie.md&v=1786349494735

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  16. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Palermo+e+i+Cantastorie.md&v=1786349494735

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  17. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

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  18. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Palermo+e+i+Cantastorie.md&v=1786349494735

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  19. Palermo 1491, una mano tremante solleva il coperchio di un sarcofago antico, sigillato da secoli, dentro, tra le spoglie di una regina, brilla qualcosa di inaspettato: una corona d’oro, smalti e pietre preziose, intatta come il giorno in cui fu deposta.

    È la corona di Costanza d’Aragona, prima moglie di Federico II, un simbolo di regalità che ha attraversato i secoli senza perdere il suo fascino misterioso.

    Questa scoperta, avvenuta nella Cattedrale di Palermo, non fu un caso isolato, fu l’inizio di una lunga indagine sulle tombe reali, che avrebbe svelato tesori nascosti, gioielli dimenticati e storie sepolte sotto il marmo.

    Oggi, quel tesoro è custodito gelosamente all’interno della Cattedrale, tra le mura che hanno visto passare Normanni, Svevi e Aragonesi, e che ancora oggi raccontano i segreti di un’epoca che fu.

    https://www.panormus.blog/notes/?slug=il-tesoro-della-cattedrale-di-palermo-1773139477

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #tesori #nascosti #fediphoto #fediverso

  20. Ci sono storie che entrano nel cuore di un Paese e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    La storia di Emanuela Loi è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  21. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  22. Ecco il secondo video del viaggio ad #Agrigento; in particolare qui andiamo alla #ScaladeiTurchi e a #sciacca , due posti belli e abbastanza puliti che - va detto - hanno vicino un contorno fatto di degrado ambientale. Perché?

    Queste sono le cose che odio del mio Paese, e per onestà devo dire in #grecia, da cui sono rientrato giusto ieri (forse meglio la Grecia).

    Ma lasciamo spazio alle immagini!

    youtu.be/dFMcz-9h7C4

    #sicilia #natura #scogliera #simoneviaggiatore #viaggio #photography

  23. Una volta, non molto tempo fa, nelle strade di Palermo risuonavano voci forti e appassionate che si mescolavano al suono di una chitarra e al fruscio della gente che si avvicinava curiosa.

    Bastava un angolo di piazza, un cartellone dipinto a mano e una voce calda ed era come se il mondo si fermasse.

    Erano i Cantastorie, figure che Palermo conosceva bene, ogni quartiere, dalla Kalsa al Capo, aveva il suo angolo dove questi artisti si fermavano a raccontare.

    Non si limitavano a “cantare” storie, le facevano vivere, le sentivi nelle loro voci, nei gesti delle loro mani, negli occhi, narravano di amori perduti, di eroi coraggiosi, di santi e delinquenti, di fatti che erano accaduti davvero o magari no, ma che tutti amavano ascoltare.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?post=palermo-e-i-cantastorie

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #arte #art #travel #tourism #tradizioni #popolari #devozioni #canti #cantastorie

  24. A Palermo, nel 1891, in occasione dell'Esposizione Nazionale, venne bandito da Tina Whitaker Scalia il "Concorso della Canzone siciliana" il premio consisteva in 250 lire.

    Primo premio alla canzone "Vucidda duci".


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  25. La Cappella Palatina di Palermo

    Tutto l'oro delle pareti, nei mosaici realizzati nel corso dei secoli, a partire dal regno di Ruggero II, ricopre la parte superiore delle navate, tutto il presbiterio e tutto ciò che si trova dietro l'altare maggiore. La Cappella Palatina è unica al mondo, perché ci racconta l'ideologia palermitana a partire in particolare dal 1130, anno in cui salì al trono Ruggero II di Sicilia.

    https://www.panormus.blog/story.php?web=la-cappella-palatina-di-palermo

    #palermo #sicilia #sicily #panormus #italy #europe #world #travel #photography #photo #fotografia #picoftheday #fotodelgiorno #art #culture #arte #cultura #aspassoneltempo #citta #antica #tradizioni #popolari #cappella #palatina #monumenti #chiese

  26. La leggenda di Colapesce, colui che regge la Sicilia sulle sue spalle.

    Quella di Colapesce è una delle più antiche e affascinanti leggende siciliane, narra la vita di un giovane pescatore di Messina, Nicola (detto Cola), che per amore della sua terra decise di sacrificare la propria vita per salvarla.

    La storia qui sul mio blog:

    https://www.panormus.blog/history.php?id=dBFb0yeCVA9405Q

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #art #arte #storie #story #history #fotografia #photography #photo #picoftheday #travel #tourism #colapesce #leggenda #messina

  27. In quei caldi pomeriggi d’estate nella Palermo degli anni '70, le strade si animavano di vita.

    Noi ragazzini, alcuni a volte scalzi e con i volti scottati dal sole, ci riunivamo nei vicoli stretti e nei cortili.

    Le nostre risate echeggiavano tra i muri sbrecciati e le persiane color pastello.

    E si giocava in tutti i modi, anche a nascondino, inseguendosi tra le lenzuola stese ad asciugare, mentre il profumo di pane appena sfornato si diffondeva dal vicino panificio.

    Le vecchie signore sedute sulle sedie a sdraio, con i grembiuli a fiori, raccontavano storie di tempi passati, quando le strade erano ancora la loro terra di gioco.

    E in lontananza, si vedeva il mare.

    https://www.panormus.blog/storie.php?id=8gp4dSu5z26xvfk

    #palermo #sicilia #sicily #italy #europe #world #art #arte #storie #story #history #fotografia #photography #photo #picoftheday #travel #tourism #giochi #anni #settanta #strade #pallone #nascondino #ancoratempo

  28. Era un sabato pomeriggio come tanti quello di 32 anni fa, il 23 maggio del 1992.

    Io non vivevo più a casa con i miei genitori e di solito il sabato andavo sempre a trovarli e, insieme a loro, ci recavamo a casa di mia nonna materna che abitava al piano di sopra.

    Era un modo per passare dei momenti lieti, si cenava tutti insieme, una tradizione a cui tenevamo per mantenere ancora più saldo l’affetto familiare.

    La nonna nella sua cucina aveva sempre un piccolo televisore acceso, le piaceva guardare un po' di tutto mentre si dedicava a cucinare, le piaceva, per lei era un momento di ritrovo familiare.

    Ma quel sabato pomeriggio, un tragico evento, avrebbe trasformato quei momenti lieti in una sensazione di amarezza e di sconforto.

    Ad un certo punto, le trasmissioni TV che stavano andando in onda, furono interrotte per dar spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale, nella quale venne annunciato il terribile e vile attentato di stampo terroristico-mafioso, nel tratto di autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci, attentato nel quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, moglie del magistrato, e tre dei cinque uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Mia madre, donna di una sensibilità fuori dal comune, che si metteva a piangere anche quando apprendeva in tv la morte di un attore o di un attrice, appresa la notizia dell’attentato scoppiò a piangere, cercai di consolarla con un abbraccio.

    In quel momento tutto sembrava perduto, sconforto e rabbia era in ogni cittadino palermitano e ancora non potevamo immaginare quello che sarebbe successo da lì a un paio di mesi dopo, il 19 luglio 1992, dove ancora un atroce attentato di stampo mafioso avrebbe ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli uomini e una donna della sua scorta.

    Proprio il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte del suo amico Giovanni, in un suo discorso disse:
    “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. CHI NON HA PAURA, MUORE UNA VOLTA SOLA”.

    Lo scorso anno ho realizzato un piccolo video, che ripropongo, dedicandolo a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco ed Antonio.

    https://peertube.uno/w/uwY8QRYQGqEJs3tRjfzYmF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #capaci #strage #falcone #morvillo #vito #schifani #antonio #montinaro #rocco #dicillo #mafiamerda #lamafiaeunamontagnadimerda #stragedicapaci

  29. #aspassonellastoria

    Palermo sventrata dalle bombe alleate, la fame e la miseria, gli sfollati nelle campagne vicine, le macerie, i rifugi antiaerei.

    Il 22 luglio del 1943, le forze armate anglo-americane entrano a Palermo da Portella della Paglia (la strada di San Giuseppe Jato). Scendono da Monreale dove le famose foto di Robert Capa raccontano la storia.

    Entrano a Palermo da Corso Calatafimi sotto gli applausi dei palermitani che sono usciti di casa. Per la popolazione l’arrivo degli alleati rappresenta una liberazione, dalla fame e la fine dei bombardamenti.

    Quando vedono le prime Jeep pensano subito che per loro la guerra è finita e che finalmente non si vivrà più con il terrore della morte che veniva dal cielo.

    Ma non è finita, Palermo subisce ancora l'ultimo bombardamento il 23 agosto del 1943, la Luftwaffe tedesca effettua quest’ultimo attacco malgrado la perdita della Sicilia, nelle mani degli americani da più di un mese.

    Il grande fotoreporter di Guerra Robert Capa, con le sue foto, racconta la storia.
    #palermo #sicilia #sicily #panormus #story #photo #picoftheday #fotografia #video #photography #storia #italy #europe #world #art #travel #tourism #città #antica #story #festa #liberazione #25aprile #venticinqueaprile #italia #antifascista #guerra #bombardamenti

  30. L'amore per i libri

    Angela Daneu Lattanzi Durante il secondo conflitto mondiale si distingue per avere messo in salvo il patrimonio librario raro e di pregio della Biblioteca Nazionale di Palermo, ricoverandolo personalmente nel complesso gesuitico di Polizzi Generosa e nel monastero benedettino di San Martino delle Scale.

    Nel dopoguerra si impegna nella ricostruzione delle biblioteche danneggiate dai bombardamenti, tra cui la Nazionale di Palermo, e nella qualità di soprintendente ricostituisce il sistema bibliografico della Sicilia centro-occidentale.

    https://www.panormus.blog/storie.php?id=eEEpcHsEAciaiPJ

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #antica #lettura #libri #musei #biblioteca

  31. E dopo i bombardamenti a Palermo arrivarono gli alleati

    #25aprile

    I palermitani si ritrovano davanti due colonne infinite di soldati americani, di camion e di jeep mai viste prima. Confluiscono a piazza Massimo e poi si diramano in tutta la città. La gente scende in strada ed è un tripudio, i soldati offrono cioccolato e sigarette, i civili offrono ai soldati del buon vino.

    W L'ITALIA ANTIFASCISTA
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