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#sicilia — Public Fediverse posts

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  1. 🏛️ 𝗜𝗹 𝗞𝗼𝘂𝗿𝗼𝘀 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮

    Dal 13 settembre 2026, il celebre giovane greco in marmo pario torna nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini.

    👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/09

    #Archeologia #Kouros #Lentini #Leontinoi #Sicilia #StorieArcheostorie

    📷 © Regione Siciliana / Museo archeologico regionale di Lentini

  2. 🏛️ 𝗜𝗹 𝗞𝗼𝘂𝗿𝗼𝘀 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮

    Dal 13 settembre 2026, il celebre giovane greco in marmo pario torna nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini.

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    #Archeologia #Kouros #Lentini #Leontinoi #Sicilia #StorieArcheostorie

    📷 © Regione Siciliana / Museo archeologico regionale di Lentini

  3. 🏛️ 𝗜𝗹 𝗞𝗼𝘂𝗿𝗼𝘀 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮

    Dal 13 settembre 2026, il celebre giovane greco in marmo pario torna nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini.

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    #Archeologia #Kouros #Lentini #Leontinoi #Sicilia #StorieArcheostorie

    📷 © Regione Siciliana / Museo archeologico regionale di Lentini

  4. Mata e Grifone, la leggenda che racconta la città di Messina

    Tra le strade e le piazze di Messina, la storia si intreccia da secoli con il mito, dando vita a una delle tradizioni popolari più affascinanti della Sicilia: Mata e Grifone.

    Le due gigantesche figure, protagoniste indiscusse della festa dell’Assunta, ogni agosto tornano a sfilare per le vie della città, accompagnate da musica, colori e dalla curiosità di grandi e piccoli.

    Le origini di Mata e Grifone, affondano in un racconto leggendario che, nel corso dei secoli, si è intrecciato con la storia, la cultura e le trasformazioni della città.

    Ancora oggi, durante le celebrazioni dell'agosto messinese, i due giganti percorrono le strade della città, ricordando una tradizione antica, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con il passato.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=messina-e-la-leggenda-siciliana-di-mata-e-grifone-0bf935

    #messina #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #floklore #leggende #credenze #popolari #feste #mata #grifone #fediphoto #fediverso

  5. Colorati, ricchi di dettagli e capaci di raccontare storie antiche, i carretti siciliani sono molto più di un semplice mezzo di trasporto del passato: sono vere e proprie opere d’arte su ruote.

    Simbolo inconfondibile della Sicilia, rappresentano la creatività, la tradizione e l’identità di un popolo che, attraverso colori vivaci e scene dipinte a mano, ha trasformato un oggetto della vita quotidiana in un patrimonio culturale conosciuto in tutto il mondo.

    Ogni dettaglio, ogni decorazione e ogni scena dipinta, custodiscono un pezzo di cultura e memoria popolare siciliana.

    https://web.palermo.nohost.me/articles/view2.php?id=1787392322&share=1

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #floklore #carretti #paladini #fediphoto #fediverso

  6. #silentsunday il silenzio "assordante" del coprifuoco del '43, un ossimoro che ricorda, a quelli che un tempo furono i "picciriddi" del quartiere Kalsa di Palermo, la storia della Lupa.

    Quando il sole calava a picco dietro Palazzo Abatellis e le campane della Gancia smettevano di suonare, nei cortili della Kalsa calava un silenzio pesante, rotto solo da un sussurro che gelava il sangue: "Si sta fora, arriva a Lupa!" (se esci arriva la Lupa).

    Non era una semplice monito, era l'eco di una Palermo ferita, dove tra le macerie ancora fumanti dei bombardamenti del '43, la paura prendeva forma e si trasformava in leggenda.

    Le mamme e le nonne, parlando ai picciriddi della Lupa, lo facevano a voce bassa, quasi temessero di evocarla davvero: una donna-lupo nera come l'inchiostro, avvolta in un mantello logoro che frusciava nell'oscurità come ali di corvo.

    Aveva occhi rossi che brillavano tra i vicoli, artigli affilati pronti ad afferrare e portare via i bambini discoli che osavano sgattaiolare fuori dopo il coprifuoco.

    Bastava il suo nome, pronunciato sulla soglia di casa, e le strade si svuotavano all'istante.

    Ma chi è cresciuto in quei cortili, col tempo capì qual era la verità: la Lupa non aveva artigli, aveva il volto della fame, dei crolli improvvisi tra le case sventrate dai bombardamenti, dei ladri che si nascondevano nelle ombre del dopoguerra.

    Oggi, quella stessa ombra nera non fa più paura: è diventata la guardiana silente di un quartiere che, proprio come lei, ha imparato a sopravvivere a tutto.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=la-lupa-della-kalsa-ombra-nel-cuore-antico-di-palermo-29422b

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #folklore #credenze #popolari #fantasmi #misteri #leggende #fediphoto #fediverso

  7. Palermo e il mistero della suora fantasma al Capo

    “A Maronna a Miccè” non è soltanto il nome con cui i palermitani chiamano la Madonna della Mercede. È una presenza profondamente radicata nella memoria del mercato del Capo, una devozione che attraversa generazioni e che, ancora oggi, riempie le strade del quartiere durante i giorni della festa. Un'antica espressione poetica popolare racconta questa atmosfera con parole semplici e potentissime: “Nun c'è na strata chi nun è adurnata / di luci, panni, ciuri ed alligria”. Non c'è strada che non sia ornata di luci, drappi, fiori e allegria. È questa la Palermo della festa: rumorosa, colorata, devota, popolare. Ed è proprio questa immagine di vita e di devozione a rendere ancora più suggestivo il contrasto con ciò che accade quando, di notte, il mercato si svuota e il campanile torna a essere soltanto un'ombra contro il cielo.
    È proprio lì che, nel marzo del 2013, cominciò una delle storie più curiose della Palermo contemporanea, la suora affacciata dalla finestra del campanile della chiesa.

    All'inizio fu soltanto una sagoma, qualcuno, guardando verso il campanile, si accorse di una forma che sembrava avere sembianze umane, una donna, una figura di piccola statura, apparentemente vestita da religiosa, un fantasma immobile dietro una delle aperture della torre.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=palermo-e-il-mistero-della-suora-fantasma-al-capo-abdb6f

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  8. Alicudi e le donne volanti, una leggenda tra magia e realtà

    L'isola di Alicudi nasconde un segreto che il tempo non è riuscito a cancellare.

    Si racconta che, nelle notti più buie, l'isola si popolasse di presenze misteriose: le mahare, donne volanti capaci di organizzare banchetti segreti sulla spiaggia, in un equilibrio precario tra magia e allucinazioni collettive.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=alicudi-e-le-donne-volanti-una-leggenda-tra-magia-e-realt-9d6909



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #folklore #credenze #popolari #alicudi #eolie #streghe #fediphoto #fediverso

  9. C'è un'altra leggenda palermitana che è stata raccontata ad ogni bambinə che ha varcato la soglia del mercato della Vucciria.

    Una credenza popolare che narra di un coccodrillo, arrivato a Palermo dal lontano fiume Nilo, attraverso il fiume palermitano Papireto e poi dai canali fognari della città, è giunto in una delle fontane del mercato della Vucciria, dove si nascose.

    E' una storia che mi fu raccontata anche a me da bambino, quando con mio Nonno andavamo appunto al mercato.

    Trattandosi di pura fantasia, ciò che viene narrato nel racconto non è veritiero, pertanto nessun bambinə e nessun animale si son fatti male.

    L'ho voluto scrivere in dialetto palermitano e nel primo commento invierò la traduzione.

    Ecco il post:

    https://blog.palermo.nohost.me/a-liggienna-ru-coccodrillu-a-vucciria-di-mpaliemmu

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #credenze #popolari #leggende #coccodrillo #vucciria #fediphoto #fediverso

  10. Il mistero della Monchella del Teatro Massimo di Palermo

    I palermitani la chiamano "a Munachiedda" (la Monachella), la piccola suora il cui spirito, secondo la leggenda, infesta i corridoi del Teatro Massimo di Palermo, da quando la sua tomba fu profanata durante la demolizione dell'antico convento su cui oggi sorge il maestoso edificio.

    E se per costruire il Teatro ci vollero 23 anni e per altri 23 rimase chiuso e abbandonato... beh, per i palermitani non è certo un caso.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=il-mistero-della-monchella-del-teatro-massimo-di-palermo-c6dc6e

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #leggende #credenze #popolari #teatro #folklore #misteri #esoteria #fantasmi #fediphoto #fediverso

  11. La Leggenda dei Diavoli del Duomo di Monreale

    Sapevate che sotto il Duomo di Monreale si nasconderebbe un tesoro maledetto?

    Molti conoscono i maestosi mosaici bizantini dorati di questo capolavoro normanno, ma pochi fanno caso ai veri "guardiani" del luogo: i Diavoli del Chiostro.

    Scolpiti nel XII secolo, la leggenda narra che queste creature di pietra si animino nelle notti di luna piena per proteggere l'oro di Re Guglielmo II, facendo fuggire a gambe levate chiunque osi cercarlo.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=i-diavoli-del-duomo-di-monreale-2f1d1e

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #leggende #credenze #popolari #diavoli #monreale #folklore #misteri #normanni #esoterica #fediphoto #fediverso

  12. Mentre in questi giorni l'Etna sta regalando spettacoli mozzafiato con fontane di lava dalla Voragine e nuove colate nella Valle del Bove, c'è chi non può fare a meno di pensare a un'antica leggenda siciliana.

    Secondo un'antica credenza siciliana, sotto la nostra isola giace un titano sconfitto: Tifeo, il gigante condannato da Zeus a sorreggere la Sicilia per l'eternità.

    La leggenda vuole che tutta questa furia del vulcano non sia altro che la rabbia di Tifeo, il gigante imprigionato sotto la Sicilia, che cerca disperatamente di liberarsi.

    Le sue braccia reggono
    #Messina e #Pachino, #Trapani poggia sulle sue gambe e l'Etna è proprio la sua bocca che sputa fuoco 😁

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Tifeo+il+mostruoso+gigante+che+sorregge+la+Sicilia.md&v=1786464477948



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  13. La leggenda di Colapesce, colui che regge la Sicilia sulle sue spalle

    La leggenda di Colapesce è una delle più antiche e affascinanti storie siciliane, narra la vita di un giovane pescatore di
    #Messina, Nicola (detto Cola), che per amore della sua terra decise di sacrificare la propria vita per salvarla.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=La+leggenda+di+Colapesce.md&v=1786372988179

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  14. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Palermo+e+i+Cantastorie.md&v=1786349494735

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  15. I pupi siciliani non sono semplici marionette, sono pezzi di memoria, arte e identità siciliana.

    Dietro le armature scintillanti, le battaglie tra paladini e saraceni e le voci dei pupari, si nasconde una tradizione che per generazioni ha raccontato al popolo storie di coraggio, onore, amore e giustizia.

    Nata nell’Ottocento e sviluppatasi soprattutto nelle scuole di Palermo e Catania, l’Opera dei Pupi è diventata uno dei simboli più riconoscibili della cultura dell’isola, fino a essere riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=I+Pupari+siciliani.md&v=1786295040142

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  16. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



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  17. La storia della seta in Sicilia non è soltanto quella di un tessuto prezioso, ma il racconto di un'isola che, per secoli, fu al centro delle grandi rotte economiche e culturali del Mediterraneo.

    Palermo, in particolare, divenne uno dei principali centri della sericoltura e della tessitura grazie alle conoscenze introdotte durante la dominazione islamica e perfezionate sotto i Normanni e gli Svevi.

    Nelle officine della città si lavoravano filati destinati alle corti europee, mentre maestri tessitori, tintori e ricamatori contribuivano a fare della capitale del Regno di Sicilia un punto di riferimento per l'arte tessile medievale.

    Ripercorrere questa storia significa riscoprire una
    delle eccellenze che hanno reso la Sicilia un autentico ponte tra Oriente e Occidente, dove il dialogo tra culture diverse si trasformò in arte, economia e innovazione.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=La+via+della+seta+in+Sicilia.md&v=1786115742105

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  18. Cosa significa amare i #libri al punto da rischiare la vita per salvarli? La risposta ci arriva dalla Palermo della Seconda Guerra Mondiale, attraverso le gesta di Angela Daneu Lattanzi.

    Mentre le sirene antiaeree risuonavano su una Palermo devastata dalle bombe del 1943, nei sotterranei della Biblioteca Nazionale si compiva un'impresa silenziosa e disperata.

    Angela Daneu Lattanzi, brillante studiosa di codici miniati e Soprintendente, non si arrese all'idea di vedere la cultura ridotta in macerie.

    Organizzando il trasferimento segreto di migliaia di libri rari nei conventi di Monreale, San Martino delle Scale e Polizzi Generosa, Angela scrisse una delle pagine più eroiche della salvaguardia dei beni culturali siciliani.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Libri+e+Amore.md&v=1786079721950

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  19. Nato nel 1194, Federico II di Svevia ereditò un immenso dominio e trasformò il Regno di Sicilia in uno dei principali centri culturali e politici d'Europa.

    Tra riforme, diplomazia, scienza e arte, il suo regno gli valse il titolo di Stupor Mundi, "Meraviglia del Mondo".

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Federico+II+lo+Stupor+Mundi.md&v=1785994399332

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  20. Acqua, Aceto e Pidocchi

    Palermo è una città che trattiene le sue ombre con la stessa forza con cui custodisce la sua bellezza.

    Tra le sue storie più suggestive c’è quella della "Vecchia dell’aceto", una figura che vive sospesa tra cronaca e leggenda, tra il brivido del delitto e il peso della miseria umana.

    Dietro questo soprannome si nasconde la figura di Giovanna Bonanno, vissuta nel Settecento, al confine sottile tra cronaca, leggenda e paura popolare.

    La sua storia parla di veleni, processi, disperazione femminile e violenza domestica, ma anche di una città in cui superstizione e giustizia camminavano spesso fianco a fianco.

    È proprio in questo contesto che la sua vicenda assume un valore più ampio: non solo il ritratto di una presunta avvelenatrice, ma anche uno specchio inquieto di un mondo segnato dal patriarcato e dalla sopraffazione.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=aqua-aceto-e-pidocchi-32510e



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  21. Buona Domenica, quest'oggi colazione con millefoglie, quella fatta all'antica, con l'uva passa, ormai rara, perchè la maggior parte la fanno con le gocce di cioccolato e non è la stessa cosa.

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  22. #silentsunday

    "Al calar della notte, prenda una vettura e vada a fare una passeggiata al Foro Italico, lì vedrà una parte della società palermitana, ascolterà la musica e il mare. Soltanto allora potrà giudicare se Palermo è stata giustamente chiamata la felice"
    "Venuta la sera, seguii il consiglio e mi feci condurre alla Marina. La grande passeggiata di tutti era iniziata, andavano a piccoli gruppi, senza fretta, con la noncuranza della conversazione che indica una passeggiata abituale, a respirare la brezza di mare e a vedere passare le carrozze".
    R. Bazin 1891

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  23. #silentsunday

    Il vicolo. Palermo, 1982
    Fotografia di Letizia Battaglia
    © Archivio Letizia Battaglia

    Un estratto del Libro "Mi prendo il mondo ovunque sia"
    scritto da Letizia Battaglia a quattro mani con Sabrina Pisu - Ed. Einaudi

    C'è un legame profondo, viscerale, che mi unisce a questa città, che mi nutre e che io nutro.

    Mi legano a Palermo un sentimento di rabbia mista a dolcissima disperazione, la percepisco come una città malata e questo mi fa molto intristire anche se negli ultimi anni qualcosa si sta realizzando.

    Ma dove ci sono molte difficoltà i sogni sono più belli, sono più forti.

    Palermo è come una bambina che vuole crescere, diventare grande, diventare la maestra o la principessa, sogna di diventare una persona felice.

    Palermo sono le bambine che nei quartieri poveri continuano a guardare il mondo con occhi pieni di sogni. Palermo sono io.

    E' una città piena di cose, belle e brutte. Come lo è un amore.

    E' un elemento barocco su un muro con sotto accatastata la spazzatura.

    E' il profumo di un fiore o di qualcuno che cucina tra le grida della strada.

    E' il mercato della Vucciria con il profumo delle cucine accanto a palazzi fatiscenti.

    E' una statua della Madonna o di Gesù che spunta da un palazzo, una finestrina con la sua tendina rotta e la sua vita difficile dietro.

    La mia Palermo puzza splendidamente.



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  24. Palermo 1491, una mano tremante solleva il coperchio di un sarcofago antico, sigillato da secoli, dentro, tra le spoglie di una regina, brilla qualcosa di inaspettato: una corona d’oro, smalti e pietre preziose, intatta come il giorno in cui fu deposta.

    È la corona di Costanza d’Aragona, prima moglie di Federico II, un simbolo di regalità che ha attraversato i secoli senza perdere il suo fascino misterioso.

    Questa scoperta, avvenuta nella Cattedrale di Palermo, non fu un caso isolato, fu l’inizio di una lunga indagine sulle tombe reali, che avrebbe svelato tesori nascosti, gioielli dimenticati e storie sepolte sotto il marmo.

    Oggi, quel tesoro è custodito gelosamente all’interno della Cattedrale, tra le mura che hanno visto passare Normanni, Svevi e Aragonesi, e che ancora oggi raccontano i segreti di un’epoca che fu.

    https://www.panormus.blog/notes/?slug=il-tesoro-della-cattedrale-di-palermo-1773139477

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  25. Il Duomo di Monreale, capolavoro normanno del XII secolo, nasconde nei suoi capitelli scolpiti un segreto diabolico:
    i "diavoli", figure cornute e ghignanti che da secoli custodiscono, secondo la leggenda, un tesoro sepolto sotto le sue fondamenta.

    Secondo la leggenda, Guglielmo II il Buono, succeduto al padre sul trono di Sicilia, si sarebbe addormentato sotto un carrubo, colto da stanchezza, mentre era a caccia nei boschi di Monreale.

    In sogno gli apparve la Madonna, a cui era molto devoto, che gli rivelò il segreto di una “truvatura” con queste parole:

    “Nel luogo dove stai dormendo è nascosto il più grande tesoro del mondo: dissotterralo e costruisci un tempio in mio onore”.
    Dette queste parole, la Vergine scomparve e Guglielmo, fiducioso della rivelazione in sogno, ordinò che si sradicasse il carrubo e gli si scavasse intorno.

    Con grande stupore venne scoperto un tesoro in monete d'oro che furono subito destinate alla costruzione del Duomo di Monreale, cui furono chiamati per la realizzazione maestri mosaicisti greco-bizantini.

    Una leggenda narra che successivamente monaci e re normanni seppellirono sotto il pavimento sacro del Duomo di Monreale, ricchezze protette da un incantesimo demoniaco.

    I diavoli scolpiti nei capitelli del colonnato, rappresenterebbero pertanto delle sentinelle di pietra che sussurrano moniti eterni contro avidità e tentazioni, intrecciando la fede di Guglielmo II con il folklore siciliano.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=i-diavoli-del-duomo-di-monreale-2f1d1e

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #credenze #popolari #monreale #diavoli #normannifediphoto #fediverso

  26. 26 dicembre 1965

    "Io non sono di proprietà di nessuno"

    Franca Viola rappresenta un simbolo di coraggio e cambiamento nella storia italiana recente, il suo rifiuto del matrimonio riparatore nel 1965 ha contribuito a smantellare una norma arcaica che perpetuava la violenza sulle donne.

    Negli anni Sessanta, in Sicilia, il matrimonio riparatore era previsto dall'articolo 544 del Codice Rocco: chi rapiva una donna a scopo di matrimonio poteva evitare la condanna sposandola, estinguendo il reato. Questa pratica rifletteva una cultura patriarcale che vedeva la donna come "proprietà" familiare, specialmente in contesti rurali e mafiosi come Alcamo, in provincia di Trapani.

    Franca Viola, una ragazza di 17 anni, sfidò questa logica con il suo "no", aprendo la strada alla legge Fortuna-Baslini del 1968 che abolì tale istituto.

    Ad Alcamo, negli anni '60, il clan Rimi dominava: Filippo Melodia, nipote del boss, incarnava quel mix di potere criminale e codici d'onore arcaici.

    Il 26 dicembre 1965, Filippo Melodia, ex fidanzato di Franca, irruppe nella casa della ragazza ad Alcamo con 12 complici, devastarono l'abitazione, aggredendo la madre che tentava di difenderla e rapirono anche il fratellino di 8 anni, poi rilasciato.

    Franca fu segregata per otto giorni in un casolare isolato e poi nella casa della sorella di Melodia: subì violenze fisiche, sessuali e fu lasciata a digiuno.

    Il giorno di Capodanno, i parenti di Melodia contattarono il padre di Franca per la "paciata", un incontro per imporre le nozze riparatorie. I genitori, in accordo segreto con la polizia, finsero di accettare e all'alba del 2 gennaio 1966, le forze dell'ordine fecero irruzione, liberando la ragazza e arrestando il rapitore e i complici.​

    A giugno del 1966, il tribunale di Alcamo processa Melodia per ratto, violenza carnale e legami mafiosi: il PM chiede oltre 22 anni. Condannato a 11 anni, esce nel 1976 ma muore assassinato nel 1978 vicino Modena, forse per vendette mafiose.

    Il "no" di Franca ispirò la legge 442/1968, abolendo il matrimonio riparatore e aprendo al divorzio (1970).

    Simbolo femminista, la sua storia educa generazioni su consenso e autonomia, specie in Sicilia dove mafia e patriarcato si intrecciano ancora.

    Oggi, a 76 anni, Franca vive serena con la sua famiglia, ma il suo coraggio resta indelebile.

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  27. 90015 (IT)
    L’AMORE E IL SESSO SONO FIGLI L’UNO DELL’ALTRO. L’amore senza sesso che cosa è? Una venerazione di statue, di madonne. Il sesso senza l’amore che cosa è? Una battaglia di organi genitali e basta.
    #GoliardaSapienza #Sapienza #Sicilia #Sicula #Cefalù #cefalu #lartedellagioia #200euro #guerraculturale #pasteup #streetart

  28. 90015 (IT)
    L’AMORE E IL SESSO SONO FIGLI L’UNO DELL’ALTRO. L’amore senza sesso che cosa è? Una venerazione di statue, di madonne. Il sesso senza l’amore che cosa è? Una battaglia di organi genitali e basta.
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