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  1. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #secondaguerramondiale # #fediphoto #fediverso

  2. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

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  3. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

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  4. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

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  5. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

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  6. #silentsunday

    "Al calar della notte, prenda una vettura e vada a fare una passeggiata al Foro Italico, lì vedrà una parte della società palermitana, ascolterà la musica e il mare. Soltanto allora potrà giudicare se Palermo è stata giustamente chiamata la felice"
    "Venuta la sera, seguii il consiglio e mi feci condurre alla Marina. La grande passeggiata di tutti era iniziata, andavano a piccoli gruppi, senza fretta, con la noncuranza della conversazione che indica una passeggiata abituale, a respirare la brezza di mare e a vedere passare le carrozze".
    R. Bazin 1891

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  7. Scopri il meglio del Sud Italia 🌞, dalle spiagge di Puglia alle isole della Sicilia 🌴, e scopri quando è il momento giusto per visitarle 💛

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  8. Descubra o melhor momento para explorar o sul da Itália 🌟, desde a Puglia até a Sicília e Tropea 🏖️, e planeje sua viagem perfeita 🗓️.

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  10. #1maggio #festadellavoro

    Era il 1° maggio 1947, e la Sicilia era in fermento, i contadini, stanchi di secoli di soprusi, si radunavano a Portella della Ginestra per reclamare ciò che era loro: la terra.

    Ma quel giorno, tra le colline di Piana degli Albanesi, non si celebrò solo la Festa del Lavoro, si scrisse una delle pagine più buie e sanguinaria della storia italiana.

    Una pagina scritta con il sangue di undici innocenti e il silenzio di chi sapeva e non parlò mai.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777572061&share=1

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  11. #Sicilia Ponte di Pace. Riparte la #Flotilla: dal sud al nord “invade” il Mediterraneo #stopthegenocideingaza🇵🇸
    di Antonio Mazzeo
    C’è una Sicilia piattaforma di guerre e morte. E’ la Sicilia di #Sigonella, del #MUOS di Niscemi, dello scalo aereo di Trapani Birgi e della base navale NATO di Augusta. E c’è la Sicilia che vuole fare da Ponte di pace e dialogo nel Mediterraneo. antoniomazzeoblog.blogspot.com

  12. #25aprile #donnepartigiane #resistenza #antifascismo

    Nelle pieghe oscure dell'occupazione nazifascista, le partigiane italiane, staffette silenziose e combattenti coraggiose, infransero le catene del terrore con gesti quotidiani di audacia, tessendo la tela invisibile della libertà.

    Tra loro, la Siciliana Goliarda Sapienza, nata a Catania e forgiata da sangue antifascista, portò nella Brigata Vespri la sua fiamma ribelle, unendo il fragore delle azioni clandestine alla potenza eterna della parola.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777109312&share=1

    #catania #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso

  13. #25aprile #donnepartigiane #resistenza

    In un'Italia straziata dalla guerra e dal regime fascista, le donne partigiane emersero come colonne silenziose della speranza, tessendo reti invisibili di ribellione tra le ombre della persecuzione.

    Con il coraggio di staffette che sfidavano posti di blocco armati di un solo fazzoletto o di combattenti che impugnavano armi improvvisate, trasformarono il dolore privato in lotta collettiva per la libertà, dimostrando che la vera forza della Resistenza non risiedeva solo nelle battaglie aperte, ma nel cuore indomabile di chi non si piegava mai.

    In un piccolo borgo ai margini di Roma, durante i gelidi inverni dell'occupazione nazista, un'ostetrica siciliana di nome Concetta Piazza aprì le porte della sua umile casa non solo a future madri, ma a decine di uomini braccati dal terrore, trasformando il suo destino di cura quotidiana in un atto di resistenza epica e silenziosa.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777107588&share=1

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #caltanissetta #delia #roma #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso

  14. #25aprile #donnepartigiane #resistenza

    In un'Italia straziata dalla guerra e dal regime fascista, le donne partigiane emersero come colonne silenziose della speranza, tessendo reti invisibili di ribellione tra le ombre della persecuzione.

    Con il coraggio di staffette che sfidavano posti di blocco armati di un solo fazzoletto o di combattenti che impugnavano armi improvvisate, trasformarono il dolore privato in lotta collettiva per la libertà, dimostrando che la vera forza della Resistenza non risiedeva solo nelle battaglie aperte, ma nel cuore indomabile di chi non si piegava mai.

    In un piccolo borgo ai margini di Roma, durante i gelidi inverni dell'occupazione nazista, un'ostetrica siciliana di nome Concetta Piazza aprì le porte della sua umile casa non solo a future madri, ma a decine di uomini braccati dal terrore, trasformando il suo destino di cura quotidiana in un atto di resistenza epica e silenziosa.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777107588&share=1

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #caltanissetta #delia #roma #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso

  15. #25aprile #donnepartigiane #resistenza

    In un'Italia straziata dalla guerra e dal regime fascista, le donne partigiane emersero come colonne silenziose della speranza, tessendo reti invisibili di ribellione tra le ombre della persecuzione.

    Con il coraggio di staffette che sfidavano posti di blocco armati di un solo fazzoletto o di combattenti che impugnavano armi improvvisate, trasformarono il dolore privato in lotta collettiva per la libertà, dimostrando che la vera forza della Resistenza non risiedeva solo nelle battaglie aperte, ma nel cuore indomabile di chi non si piegava mai.

    In un piccolo borgo ai margini di Roma, durante i gelidi inverni dell'occupazione nazista, un'ostetrica siciliana di nome Concetta Piazza aprì le porte della sua umile casa non solo a future madri, ma a decine di uomini braccati dal terrore, trasformando il suo destino di cura quotidiana in un atto di resistenza epica e silenziosa.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777107588&share=1

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #caltanissetta #delia #roma #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso

  16. #25aprile #donnepartigiane #resistenza

    In un'Italia straziata dalla guerra e dal regime fascista, le donne partigiane emersero come colonne silenziose della speranza, tessendo reti invisibili di ribellione tra le ombre della persecuzione.

    Con il coraggio di staffette che sfidavano posti di blocco armati di un solo fazzoletto o di combattenti che impugnavano armi improvvisate, trasformarono il dolore privato in lotta collettiva per la libertà, dimostrando che la vera forza della Resistenza non risiedeva solo nelle battaglie aperte, ma nel cuore indomabile di chi non si piegava mai.

    In un piccolo borgo ai margini di Roma, durante i gelidi inverni dell'occupazione nazista, un'ostetrica siciliana di nome Concetta Piazza aprì le porte della sua umile casa non solo a future madri, ma a decine di uomini braccati dal terrore, trasformando il suo destino di cura quotidiana in un atto di resistenza epica e silenziosa.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777107588&share=1

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #caltanissetta #delia #roma #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso

  17. #25aprile #donnepartigiane #resistenza

    In un'Italia straziata dalla guerra e dal regime fascista, le donne partigiane emersero come colonne silenziose della speranza, tessendo reti invisibili di ribellione tra le ombre della persecuzione.

    Con il coraggio di staffette che sfidavano posti di blocco armati di un solo fazzoletto o di combattenti che impugnavano armi improvvisate, trasformarono il dolore privato in lotta collettiva per la libertà, dimostrando che la vera forza della Resistenza non risiedeva solo nelle battaglie aperte, ma nel cuore indomabile di chi non si piegava mai.

    In un piccolo borgo ai margini di Roma, durante i gelidi inverni dell'occupazione nazista, un'ostetrica siciliana di nome Concetta Piazza aprì le porte della sua umile casa non solo a future madri, ma a decine di uomini braccati dal terrore, trasformando il suo destino di cura quotidiana in un atto di resistenza epica e silenziosa.

    https://www.panormus.blog/articles/view2.php?id=1777107588&share=1

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  18. Sotto il rumore dei tram e il fiume Oreto, c’è un pezzo di Palermo che per più di un secolo nessuno ha visto, il Ponte delle Teste Mozze.

    È un luogo che il suo nome spaventa prima ancora di raggiungerlo, ma che, una volta scoperto, racconta una delle storie più intense della città, guerre, condanne, esecuzioni pubbliche, battaglie decisive e trasformazioni urbanistiche che hanno sepolto tutto, ma non hanno cancellato niente.

    Per oltre un secolo è stato un’ombra leggendaria, citato solo in schizzi di viaggiatori e in poche foto ingiallite, finché i lavori per la nuova linea del tram nel 2014 l’hanno strappato dal sottosuolo e rimesso alla luce.

    https://www.panormus.blog/articles/view.php?id=1776626418&share=1
    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso

  19. Y'a quand même pas mal de chats en Sicile. Comme dans toute la méditerranée, ils vivent dans la rue et sont nourris par le quartier.

    Ici, à Syracuse.

    #Sicile #Sicilia #Chat #Cat #Cats #CatsOfMastodon #Syracuse #Siracusa

  20. Y'a quand même pas mal de chats en Sicile. Comme dans toute la méditerranée, ils vivent dans la rue et sont nourris par le quartier.

    Ici, à Syracuse.

    #Sicile #Sicilia #Chat #Cat #Cats #CatsOfMastodon #Syracuse #Siracusa

  21. Y'a quand même pas mal de chats en Sicile. Comme dans toute la méditerranée, ils vivent dans la rue et sont nourris par le quartier.

    Ici, à Syracuse.

    #Sicile #Sicilia #Chat #Cat #Cats #CatsOfMastodon #Syracuse #Siracusa

  22. Y'a quand même pas mal de chats en Sicile. Comme dans toute la méditerranée, ils vivent dans la rue et sont nourris par le quartier.

    Ici, à Syracuse.

    #Sicile #Sicilia #Chat #Cat #Cats #CatsOfMastodon #Syracuse #Siracusa

  23. #war #Sicilia, tra militarizzazione e #guerra all'#Iran: l'intervento del giornalista Antonio Mazzeo #sigonella #muos
    𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐂𝐈𝐋𝐈𝐀 𝐈𝐍 𝐆𝐔𝐄𝐑𝐑𝐀- 𝐌𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀𝐑𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈 𝐄 𝐃𝐈𝐒𝐒𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐈𝐃𝐑𝐎𝐆𝐄𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐎 [ Milazzo, 2 aprile 2026]
    Nella fase attuale, segnata dall’acutizzarsi dei conflitti tra blocchi di potere e dal riemergere della minaccia nucleare, la guerra si conferma come momento fondamentale del rilancio dell’accumulazione di capitali.
    youtube.com/watch?v=Bh3ek_LXsC

  24. #war #Sigonella e il NO di #Crosetto ai caccia USA: il ruolo dell’Italia nella guerra in #Iran
    Venerdì 27 marzo due caccia americani sono in volo, puntano verso la base militare di Sigonella, in #Sicilia. Ma il governo italiano nega l’autorizzazione all’atterraggio perchè violerebbe gli accordi internazionali. Poche ore dopo il diniego, Palazzo Chigi assicura che i rapporti con Washington restano solidi. la7.it/piazzapulita/video/sigo

  25. #Milazzo (#Messina), giovedì 2 aprile, ore 18 - #Sicilia. Militarizzazione dei territori. Dissesto idrogeologico. #war #sigonella #muos
    Con Marco Corrao e Antonio Mazzeo.
    Collettivo Malerba

  26. #war L’#Università di #Catania a #Sigonella, base di #guerra contro l’#Iran
    di Antonio Mazzeo
    La stazione aeronavale di Sigonella, in #Sicilia, in prima linea nel conflitto scatenato da Stati Uniti d'America e Israele contro l'Iran e cosa sceglie di fare l'Ateneo di Catania? Visitare e omaggiare l'installazione di morte per "offrire nuove opportunità" ai propri studenti. antoniomazzeoblog.blogspot.com

  27. #silentsunday

    Il vicolo. Palermo, 1982
    Fotografia di Letizia Battaglia
    © Archivio Letizia Battaglia

    Un estratto del Libro "Mi prendo il mondo ovunque sia"
    scritto da Letizia Battaglia a quattro mani con Sabrina Pisu - Ed. Einaudi

    C'è un legame profondo, viscerale, che mi unisce a questa città, che mi nutre e che io nutro.

    Mi legano a Palermo un sentimento di rabbia mista a dolcissima disperazione, la percepisco come una città malata e questo mi fa molto intristire anche se negli ultimi anni qualcosa si sta realizzando.

    Ma dove ci sono molte difficoltà i sogni sono più belli, sono più forti.

    Palermo è come una bambina che vuole crescere, diventare grande, diventare la maestra o la principessa, sogna di diventare una persona felice.

    Palermo sono le bambine che nei quartieri poveri continuano a guardare il mondo con occhi pieni di sogni. Palermo sono io.

    E' una città piena di cose, belle e brutte. Come lo è un amore.

    E' un elemento barocco su un muro con sotto accatastata la spazzatura.

    E' il profumo di un fiore o di qualcuno che cucina tra le grida della strada.

    E' il mercato della Vucciria con il profumo delle cucine accanto a palazzi fatiscenti.

    E' una statua della Madonna o di Gesù che spunta da un palazzo, una finestrina con la sua tendina rotta e la sua vita difficile dietro.

    La mia Palermo puzza splendidamente.



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #fediphoto #fediverso

  28. Nel 1967 Emanuele Macaluso tornò alla guida del partito in Sicilia

    Le elezioni riservarono un esito al di sotto delle aspettative per il Pci che dal precedente 24 per cento del 1963 scese [nel 1967] al 21 per cento lasciando sul terreno poco più di due punti percentuali che si riflessero nella perdita di due seggi nel parlamento siciliano (la rappresentanza scese da 22 a 20 deputati) <56. Questi risultati, sommati al perpetuarsi della formazione di centrosinistra al governo regionale, indussero il Comitato regionale a mettere in discussione la segreteria di Pio La Torre. <57 Quest’ultimo fu quindi “sfiduciato” <58 nonostante la spinta verso l’attivismo di tutte le strutture del partito che aveva saputo imprimere negli ultimi cinque anni. Tra le iniziative più interessanti avviate da La Torre a livello di propaganda ma anche di sostegno alla riflessione sul tema del regionalismo e dell’attuazione dello statuto in Sicilia, vi era stata la nascita del periodico “L’Autonomia” nel ’64 <59, iniziativa per nulla durevole ma che si configurava nel generale rilancio dei temi autonomistici operato in quegli anni. Anche l’attività parlamentare di La Torre era stata improntata su questa macro-tematica ormai diventata essenziale per le ragioni stesse del dibattito politico da condurre sul piano regionale. In un intervento all’Assemblea regionale siciliana durante la discussione sulla nascita del nuovo governo guidato dal democristiano Carollo <60, La Torre faceva una disamina della storia della Regione nell’ultimo ventennio esprimendo i termini del fallimento non solo della classe dirigente governativa ma anche di un disegno di potere deviato agli interessi esterni alla Sicilia: «La Regione siciliana nell’ampiezza di poteri che lo Statuto della Autonomia le affida rappresentava un punto potenziale di organizzazione delle contestazioni meridionalistiche alla strategia dei monopoli. Da qui l’attacco incessante, in questi venti anni, ai poteri della Regione in tutti i campi. Ecco la mancata attuazione dello Statuto, gli attacchi ai poteri legislativi di questa Assemblea, ecco lo svuotamento progressivo dell’Autonomia. Il rapporto Stato-Regione siciliana si è andato caratterizzando come un rapporto di tipo semi-coloniale. La logica è nota: i gruppi di potere subalterni non contestano la politica che dall’esterno viene imposta al loro popolo e che lo danneggia nel suo sviluppo; in cambio però ricevono mano libera nella gestione del potere e del sottogoverno […]» <61.
    La crisi innescata nella segreteria del Comitato regionale portò al ritorno di Emanuele Macaluso alla guida del partito in Sicilia. Il dirigente nisseno, che per un quinquennio aveva ricoperto ruoli di rilievo all’interno della segreteria nazionale di Togliatti e poi di Longo (con responsabilità nelle sezioni di organizzazione, di stampa e propaganda e nella commissione meridionale), ritornando alla segreteria del Comitato siciliano avviò una nuova stagione di opposizione e contrasto ai governi di centrosinistra guidati dalla Dc <62. L’arretramento registrato nelle elezioni induceva il Pci a porsi con maggior forza come elemento di rottura e di contrasto rispetto alle posizioni ormai consolidate della Democrazia cristiana all’interno delle istituzioni autonomistiche. I comunisti siciliani assumevano una posizione di continuità rispetto al passato ma al tempo stesso cercavano di allinearsi maggiormente alle linee d’azione del partito sul campo nazionale attraverso la mediazione dell’impostazione politica meridionale e il sostegno alla lotta per l’istituzione delle regioni in tutto il resto d’Italia <63. Il Comitato regionale decise di ripartire dall’organizzazione territoriale del partito promuovendo una fase assembleare diffusa in tutte le sezioni. Argomento di queste assemblee doveva essere quello del rinnovo della politica regionale <64: lo scopo prefissato era quello di ottenere, attraverso questa riflessione post-elezioni, «un orientamento politico giusto di tutti i compagni e quindi una mobilitazione di massa e dell’opinione pubblica attorno alle iniziative del partito» <65. Per operare un rinnovamento occorreva prendere atto della situazione contingente in cui gli esiti delle urne (astensionismo, voti nulli o di protesta) lasciavano intendere il grado di distacco dell’opinione pubblica dall’istituto dell’autonomia regionale a oltre un ventennio dalla sua fondazione: «L’istituto della Regione doveva rappresentare una concreta estensione della democrazia in Italia, una rottura dell’accentramento statale, un avvicinamento sostanziale delle istituzioni politiche alle masse, per una più rapida soluzione dei loro problemi vitali. Essa doveva costituire una graduale conquista di potere da parte delle masse popolari, attraverso la realizzazione delle riforme e la soluzione dei concreti problemi economici e sociali. Ma al contrario la Regione ha trasferito a sé l’accentramento dello Stato, senza delegare alcuno dei suoi poteri alle istituzioni democratiche di base (come ad es. i comuni); ha creato una burocrazia disordinata ed enorme, ai fini clientelari, costituendo un sistema di potere corrotto, succube dei monopoli e delle grosse società finanziarie e spesso in connivenza con gruppi mafiosi. La Regione, sotto la direzione della Dc non ha saputo né voluto utilizzare i poteri di decisione autonoma che le erano stati delegati dallo Stato» <66.
    Nel documento si contestava alla Dc la mancata elaborazione del piano di sviluppo regionale con la conseguente scarsa resa degli enti regionali (in cui si registrava il sovraffollamento di personale), l’incompletezza della riforma agraria (la cui definitiva applicazione era stata affidata all’Esa) e la mancata approvazione delle leggi sull’urbanistica e sulla riforma amministrativa (per i nuovi poteri delegati ai comuni). A ciò si aggiungeva l’annosa questione dei fondi di solidarietà stanziati dallo Stato secondo l’articolo 38 dello statuto siciliano. Una somma di quasi 254 miliardi di lire era da tempo a disposizione del governo regionale che però non aveva ancora preso delle decisioni definitive su come utilizzarla <67. Inoltre vi era l’anomalia del sistema dei tributi regionali affidato a una società privata che gestiva la riscossione con un aggio del 10 per cento, una cifra abnorme rispetto al contesto nazionale e che garantiva un profitto annuo di oltre 10 miliardi di lire <68. In tutto ciò, a parere dei comunisti, era evidente la responsabilità del partito di governo che si era fatto complice e tutore di un grande nugolo di interessi: «In questa soluzione, spesso ai limiti della legalità, la Dc ha potuto largamente avvantaggiarsi, estendendo il suo sistema di potere, utilizzando tutte le forme di pressione disponibili sugli enti pubblici, sugli enti statali, persino sulle banche (dal processo Bazan è risultato che la Dc ha ottenuto dal Banco di Sicilia oltre 300 milioni di lire per prestiti mai restituiti, oltre a farsi pagare, dal Banco stesso o dai suoi istituti affiliati, diverse decine di funzionari di partito). Risultato di tutto questo è il fatto che nessuno dei gravissimi difetti della struttura dello stato italiano sono stati eliminati in Sicilia. Anzi, gli stessi difetti si presentano più estesi, più abnormi, più intollerabili» <69.
    [NOTE]
    56 Anche la Dc perse due punti percentuali (e due scranni all’Assemblea regionale) rispetto alle precedenti elezioni del 1963.
    57 In un comunicato stampa successivo alle elezioni il Comitato regionale dava notizie dell’ultima sessione, cui aveva preso parte anche il segretario generale Longo, in cui erano stati discussi gli esiti della consultazione regionale. Nella retorica della nota stampa si evidenziava la sostanziale tenuta del Pci rispetto alla flessione delle ultime elezioni amministrative del ’64 registratasi in Sicilia, al contempo si poneva in evidenza la “crisi” della Dc. Inoltre il Comitato regionale proponeva la creazione di un nuovo fronte unitario autonomista aperto all’apporto del Psiup, dei socialisti autonomisti e dello stesso Psi. Cfr. IGS, CRS, Segreteria 1967, f. 3c. Documenti politici e risoluzioni, Comunicato del Cr dopo le elezioni regionali del 11 giugno, datt. Cfr. anche ivi, Comunicato del gruppo parlamentare Pci all’Ars su elezioni regionali, datt.
    58 Macaluso pone in evidenza come la prassi di partito potesse consentire la sfiducia di un segretario regionale per un arretramento di soli due punti in una consultazione elettorale. Cfr. Intervista Macaluso, cit.
    59 Sulla nascita del periodico “L’Autonomia” cfr. IGS, CRS, b. Segreteria 1967, f. Evidenza, CR siciliano del Pci- Note di stampa e propaganda, (circolare a carattere interno), s.d. ma 1964.
    60 In quella fase post elezioni del ’67, Carollo guidò due governi, dal settembre di quell’anno al febbraio del ’69.
    61 P. LA TORRE, Intervento all’Ars, 10 ottobre 1967, in ID. Discorsi e interventi parlamentari, a cura di F. Renda, Assemblea regionale siciliana, Palermo 1987, p. 536.
    62 IGS, CRS, Segreteria 1967, f. 3c, Risoluzione della Direzione del Pci “La Sicilia ha bisogno di una nuova politica”; Cfr. anche E. MACALUSO, Parole chiare sulla Sicilia, in “Rinascita”, 6 ottobre 1967.
    63 Cfr. IGS, CRS, Segreteria 1967, Nota Cr alle Federazioni su mobilitazione nazionale per le regioni, 25 ottobre 1967, datt. Nella nota a firma di Michelangelo Russo si invitavano le Federazioni provinciali a promuovere ordini del giorno di consigli comunali, comunicati a cura di categorie lavorative o concordati con gli altri partiti, per sostenere la battaglia che il Pci stava portando avanti nel parlamento nazionale per l’istituzione degli enti regionali.
    64 Cfr. ivi, Schema per le assemblee delle sezioni: “Rinnovare la Regione per salvare la Sicilia e l’autonomia, datt., s.d. ma 1967.
    65 Ivi, p. 1
    66 Ibidem.
    67 Ivi, p. 2
    68 Il riferimento chiaro è al sistema di società di riscossione (Satris, Sigert, Sagap e altre) che faceva capo ai cugini Nino e Ignazio Salvo e alle famiglie Corleo e Cambria. A partire dagli anni ’50, i Salvo e i Corleo-Cambria, attraverso la nascita di nuove società o l’acquisizione di altre già esistenti, erano riusciti ad avere il controllo di gran parte del sistema esattoriale dell’isola. Le indagini giudiziarie degli anni ’70 e ’80 accertarono l’affiliazione mafiosa dei Salvo e i loro profondi legami con i vertici della cosiddetta cupola di “Cosa nostra”.
    69 IGS, CRS, Segreteria 1967, Schema per le assemblee delle sezioni: “Rinnovare la Regione per salvare la Sicilia e l’autonomia, cit., p. 2.
    Salvatore Pantano, Il Pci, l’Autonomia regionale e il ruolo degli enti locali: il caso siciliano (1944-1976), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Messina, Anno Accademico 2020-2021

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