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#sicilia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #sicilia, aggregated by home.social.

  1. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

    fablabpalermo.org/e-nata-la-si

  2. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

    fablabpalermo.org/e-nata-la-si

  3. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  4. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  5. Volevo fare una battuta su investimenti hitech da fare in #Sicilia per poterla chiamare la Sicilion Valley, ma mi hanno precedeuto

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  6. Feuer in #Letojanni. 🔥🔥🔥 Die Flammen haben den Stadtteil Sillemi Alta erreicht. Einige Häuser wurden vorsorglich evakuiert.

    #Sicilia #Sicily #Sizilien #Wildfires

    www.facebook.com/share/r/18Tv...

  7. #silentsunday il silenzio "assordante" del coprifuoco del '43, un ossimoro che ricorda, a quelli che un tempo furono i "picciriddi" del quartiere Kalsa di Palermo, la storia della Lupa.

    Quando il sole calava a picco dietro Palazzo Abatellis e le campane della Gancia smettevano di suonare, nei cortili della Kalsa calava un silenzio pesante, rotto solo da un sussurro che gelava il sangue: "Si sta fora, arriva a Lupa!" (se esci arriva la Lupa).

    Non era una semplice monito, era l'eco di una Palermo ferita, dove tra le macerie ancora fumanti dei bombardamenti del '43, la paura prendeva forma e si trasformava in leggenda.

    Le mamme e le nonne, parlando ai picciriddi della Lupa, lo facevano a voce bassa, quasi temessero di evocarla davvero: una donna-lupo nera come l'inchiostro, avvolta in un mantello logoro che frusciava nell'oscurità come ali di corvo.

    Aveva occhi rossi che brillavano tra i vicoli, artigli affilati pronti ad afferrare e portare via i bambini discoli che osavano sgattaiolare fuori dopo il coprifuoco.

    Bastava il suo nome, pronunciato sulla soglia di casa, e le strade si svuotavano all'istante.

    Ma chi è cresciuto in quei cortili, col tempo capì qual era la verità: la Lupa non aveva artigli, aveva il volto della fame, dei crolli improvvisi tra le case sventrate dai bombardamenti, dei ladri che si nascondevano nelle ombre del dopoguerra.

    Oggi, quella stessa ombra nera non fa più paura: è diventata la guardiana silente di un quartiere che, proprio come lei, ha imparato a sopravvivere a tutto.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=la-lupa-della-kalsa-ombra-nel-cuore-antico-di-palermo-29422b

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #folklore #credenze #popolari #fantasmi #misteri #leggende #fediphoto #fediverso

  8. Palermo e il mistero della suora fantasma al Capo

    “A Maronna a Miccè” non è soltanto il nome con cui i palermitani chiamano la Madonna della Mercede. È una presenza profondamente radicata nella memoria del mercato del Capo, una devozione che attraversa generazioni e che, ancora oggi, riempie le strade del quartiere durante i giorni della festa. Un'antica espressione poetica popolare racconta questa atmosfera con parole semplici e potentissime: “Nun c'è na strata chi nun è adurnata / di luci, panni, ciuri ed alligria”. Non c'è strada che non sia ornata di luci, drappi, fiori e allegria. È questa la Palermo della festa: rumorosa, colorata, devota, popolare. Ed è proprio questa immagine di vita e di devozione a rendere ancora più suggestivo il contrasto con ciò che accade quando, di notte, il mercato si svuota e il campanile torna a essere soltanto un'ombra contro il cielo.
    È proprio lì che, nel marzo del 2013, cominciò una delle storie più curiose della Palermo contemporanea, la suora affacciata dalla finestra del campanile della chiesa.

    All'inizio fu soltanto una sagoma, qualcuno, guardando verso il campanile, si accorse di una forma che sembrava avere sembianze umane, una donna, una figura di piccola statura, apparentemente vestita da religiosa, un fantasma immobile dietro una delle aperture della torre.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=palermo-e-il-mistero-della-suora-fantasma-al-capo-abdb6f

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #folklore #credenze #popolari #fantasmi #fediphoto #fediverso

  9. Alicudi e le donne volanti, una leggenda tra magia e realtà

    L'isola di Alicudi nasconde un segreto che il tempo non è riuscito a cancellare.

    Si racconta che, nelle notti più buie, l'isola si popolasse di presenze misteriose: le mahare, donne volanti capaci di organizzare banchetti segreti sulla spiaggia, in un equilibrio precario tra magia e allucinazioni collettive.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=alicudi-e-le-donne-volanti-una-leggenda-tra-magia-e-realt-9d6909



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #folklore #credenze #popolari #alicudi #eolie #streghe #fediphoto #fediverso

  10. C'è un'altra leggenda palermitana che è stata raccontata ad ogni bambinə che ha varcato la soglia del mercato della Vucciria.

    Una credenza popolare che narra di un coccodrillo, arrivato a Palermo dal lontano fiume Nilo, attraverso il fiume palermitano Papireto e poi dai canali fognari della città, è giunto in una delle fontane del mercato della Vucciria, dove si nascose.

    E' una storia che mi fu raccontata anche a me da bambino, quando con mio Nonno andavamo appunto al mercato.

    Trattandosi di pura fantasia, ciò che viene narrato nel racconto non è veritiero, pertanto nessun bambinə e nessun animale si son fatti male.

    L'ho voluto scrivere in dialetto palermitano e nel primo commento invierò la traduzione.

    Ecco il post:

    https://blog.palermo.nohost.me/a-liggienna-ru-coccodrillu-a-vucciria-di-mpaliemmu

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #credenze #popolari #leggende #coccodrillo #vucciria #fediphoto #fediverso

  11. Il mistero della Monchella del Teatro Massimo di Palermo

    I palermitani la chiamano "a Munachiedda" (la Monachella), la piccola suora il cui spirito, secondo la leggenda, infesta i corridoi del Teatro Massimo di Palermo, da quando la sua tomba fu profanata durante la demolizione dell'antico convento su cui oggi sorge il maestoso edificio.

    E se per costruire il Teatro ci vollero 23 anni e per altri 23 rimase chiuso e abbandonato... beh, per i palermitani non è certo un caso.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=il-mistero-della-monchella-del-teatro-massimo-di-palermo-c6dc6e

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #leggende #credenze #popolari #teatro #folklore #misteri #esoteria #fantasmi #fediphoto #fediverso

  12. La Leggenda dei Diavoli del Duomo di Monreale

    Sapevate che sotto il Duomo di Monreale si nasconderebbe un tesoro maledetto?

    Molti conoscono i maestosi mosaici bizantini dorati di questo capolavoro normanno, ma pochi fanno caso ai veri "guardiani" del luogo: i Diavoli del Chiostro.

    Scolpiti nel XII secolo, la leggenda narra che queste creature di pietra si animino nelle notti di luna piena per proteggere l'oro di Re Guglielmo II, facendo fuggire a gambe levate chiunque osi cercarlo.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=i-diavoli-del-duomo-di-monreale-2f1d1e

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #leggende #credenze #popolari #diavoli #monreale #folklore #misteri #normanni #esoterica #fediphoto #fediverso

  13. Mentre in questi giorni l'Etna sta regalando spettacoli mozzafiato con fontane di lava dalla Voragine e nuove colate nella Valle del Bove, c'è chi non può fare a meno di pensare a un'antica leggenda siciliana.

    Secondo un'antica credenza siciliana, sotto la nostra isola giace un titano sconfitto: Tifeo, il gigante condannato da Zeus a sorreggere la Sicilia per l'eternità.

    La leggenda vuole che tutta questa furia del vulcano non sia altro che la rabbia di Tifeo, il gigante imprigionato sotto la Sicilia, che cerca disperatamente di liberarsi.

    Le sue braccia reggono
    #Messina e #Pachino, #Trapani poggia sulle sue gambe e l'Etna è proprio la sua bocca che sputa fuoco 😁

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Tifeo+il+mostruoso+gigante+che+sorregge+la+Sicilia.md&v=1786464477948



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #credenze #popolari #antiche #leggende #etna #catania #vulcano #fediphoto #fediverso

  14. La leggenda di Colapesce, colui che regge la Sicilia sulle sue spalle

    La leggenda di Colapesce è una delle più antiche e affascinanti storie siciliane, narra la vita di un giovane pescatore di
    #Messina, Nicola (detto Cola), che per amore della sua terra decise di sacrificare la propria vita per salvarla.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=La+leggenda+di+Colapesce.md&v=1786372988179

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #credenze #popolari #leggende #fediphoto #fediverso

  15. I Cantastorie

    A Palermo, tra i mercati del Capo e i vicoli della Kalsa, i cantastorie non si limitavano a intrattenere le persone, erano i veri giornali della strada, i registi di un teatro popolare che non chiedeva biglietti d'ingresso.

    Che si trattasse delle epiche battaglie tra Orlando e Rinaldo, delle controverse imprese del bandito Giuliano o di un tragico fatto di cronaca locale, il loro canto ipnotizzava la folla.

    Eredi dell'antico e tagliente cunto siciliano, questi artisti sono stati per decenni l'unica vera finestra sul mondo per una città bellissima ma segnata dalle ingiustizie.

    Poi, l'onda d'urto di radio e televisione, ha svuotato le piazze, relegando queste voci ai margini del folklore.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Palermo+e+i+Cantastorie.md&v=1786349494735

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #cantastorie #cunto #teatropopolare #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  16. I pupi siciliani non sono semplici marionette, sono pezzi di memoria, arte e identità siciliana.

    Dietro le armature scintillanti, le battaglie tra paladini e saraceni e le voci dei pupari, si nasconde una tradizione che per generazioni ha raccontato al popolo storie di coraggio, onore, amore e giustizia.

    Nata nell’Ottocento e sviluppatasi soprattutto nelle scuole di Palermo e Catania, l’Opera dei Pupi è diventata uno dei simboli più riconoscibili della cultura dell’isola, fino a essere riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=I+Pupari+siciliani.md&v=1786295040142

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #pupi #pupari #operadeipupi #paladini #fediphoto #fediverso

  17. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



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  18. La storia della seta in Sicilia non è soltanto quella di un tessuto prezioso, ma il racconto di un'isola che, per secoli, fu al centro delle grandi rotte economiche e culturali del Mediterraneo.

    Palermo, in particolare, divenne uno dei principali centri della sericoltura e della tessitura grazie alle conoscenze introdotte durante la dominazione islamica e perfezionate sotto i Normanni e gli Svevi.

    Nelle officine della città si lavoravano filati destinati alle corti europee, mentre maestri tessitori, tintori e ricamatori contribuivano a fare della capitale del Regno di Sicilia un punto di riferimento per l'arte tessile medievale.

    Ripercorrere questa storia significa riscoprire una
    delle eccellenze che hanno reso la Sicilia un autentico ponte tra Oriente e Occidente, dove il dialogo tra culture diverse si trasformò in arte, economia e innovazione.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=La+via+della+seta+in+Sicilia.md&v=1786115742105

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #seta #fediphoto #fediverso

  19. Cosa significa amare i #libri al punto da rischiare la vita per salvarli? La risposta ci arriva dalla Palermo della Seconda Guerra Mondiale, attraverso le gesta di Angela Daneu Lattanzi.

    Mentre le sirene antiaeree risuonavano su una Palermo devastata dalle bombe del 1943, nei sotterranei della Biblioteca Nazionale si compiva un'impresa silenziosa e disperata.

    Angela Daneu Lattanzi, brillante studiosa di codici miniati e Soprintendente, non si arrese all'idea di vedere la cultura ridotta in macerie.

    Organizzando il trasferimento segreto di migliaia di libri rari nei conventi di Monreale, San Martino delle Scale e Polizzi Generosa, Angela scrisse una delle pagine più eroiche della salvaguardia dei beni culturali siciliani.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Libri+e+Amore.md&v=1786079721950

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  20. Nato nel 1194, Federico II di Svevia ereditò un immenso dominio e trasformò il Regno di Sicilia in uno dei principali centri culturali e politici d'Europa.

    Tra riforme, diplomazia, scienza e arte, il suo regno gli valse il titolo di Stupor Mundi, "Meraviglia del Mondo".

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Federico+II+lo+Stupor+Mundi.md&v=1785994399332

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    #alermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #credenze #popolari #dominazioni #fediphoto #fediverso

  21. Ciao, amiche e amici del Fediverso, oggi è il mio compleanno, eh si sono ben 13 anni.

    Certo, a livello di agilità, non sono più quello di una volta, non posso più fare determinate cose, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare, il ladro
    🐺

    Si posso ancora rubare cibo a
    @panormus

    Appena si distrae un attimo è fatta, poi una bella corsetta per svignarmela col panino in bocca
    🌭

    👋

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #tradizioni #feste #compleanno #dog #fediphoto #fediverso

  22. Buona Domenica, quest'oggi colazione con millefoglie, quella fatta all'antica, con l'uva passa, ormai rara, perchè la maggior parte la fanno con le gocce di cioccolato e non è la stessa cosa.

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #cultura #culture #arte #art #memorie #tradizioni #popolari #streetfood #dolci #fediphoto #fediverso

  23. “Giovanni Falcone – L’uomo che sfidò Cosa Nostra”

    “Gli uomini passano, le idee restano.”
    Una frase diventata simbolo di coraggio, pronunciata da Giovanni Falcone, il giudice che ha sfidato la mafia nel momento in cui sembrava invincibile.

    Tra minacce, isolamento e paura, Falcone non si è mai fermato.

    Il 23 maggio 1992 non è solo una data, è una ferita ancora aperta, impressa nella memoria di tutti.

    Su quell’autostrada, a Capaci, non è stato colpito solo un uomo, ma un’idea di giustizia, Giovanni Falcone, magistrato simbolo della lotta alla mafia, un uomo che ha scelto di sfidare la paura, di guardare in faccia il potere della mafia e di combatterlo con la forza della legge.

    Accanto a lui, una donna coraggiosa, Francesca Morvillo, magistrato e compagna di vita, che ha condiviso fino in fondo quella scelta difficile, e insieme a loro, gli uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, chiamati servitori dello Stato, silenziosi e determinati, pronti a proteggere Giovanni e Francesca a costo della propria vita.

    Questa non è solo una storia di giustizia, è una storia di coraggio, di sacrificio e di memoria.

    Una storia che non possiamo permetterci di dimenticare.

    https://peertube.palermo.nohost.me/w/nVKt4wNkkfHJEFVJRFc9sc

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #memorie #nomafia

  24. 🌊 𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮: 𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗜𝗜 𝗲 𝗚𝗲𝗹𝗮 𝗜𝗜

    #ArcheologiaSubacquea #Sicilia #MarausaII #GelaII #PatrimonioCulturale #Restauro #MuseiDelMare #Mediterraneo #BeniCulturali #Archeologia

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cSu

    storiearcheostorie.com/2026/04

  25. 🌊 𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮: 𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗜𝗜 𝗲 𝗚𝗲𝗹𝗮 𝗜𝗜

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  27. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

    📘 Notizia verificata

    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  28. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

    📘 Notizia verificata

    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  29. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

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  30. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

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    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

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  31. Nel 1967 Emanuele Macaluso tornò alla guida del partito in Sicilia

    Le elezioni riservarono un esito al di sotto delle aspettative per il Pci che dal precedente 24 per cento del 1963 scese [nel 1967] al 21 per cento lasciando sul terreno poco più di due punti percentuali che si riflessero nella perdita di due seggi nel parlamento siciliano (la rappresentanza scese da 22 a 20 deputati) <56. Questi risultati, sommati al perpetuarsi della formazione di centrosinistra al governo regionale, indussero il Comitato regionale a mettere in discussione la segreteria di Pio La Torre. <57 Quest’ultimo fu quindi “sfiduciato” <58 nonostante la spinta verso l’attivismo di tutte le strutture del partito che aveva saputo imprimere negli ultimi cinque anni. Tra le iniziative più interessanti avviate da La Torre a livello di propaganda ma anche di sostegno alla riflessione sul tema del regionalismo e dell’attuazione dello statuto in Sicilia, vi era stata la nascita del periodico “L’Autonomia” nel ’64 <59, iniziativa per nulla durevole ma che si configurava nel generale rilancio dei temi autonomistici operato in quegli anni. Anche l’attività parlamentare di La Torre era stata improntata su questa macro-tematica ormai diventata essenziale per le ragioni stesse del dibattito politico da condurre sul piano regionale. In un intervento all’Assemblea regionale siciliana durante la discussione sulla nascita del nuovo governo guidato dal democristiano Carollo <60, La Torre faceva una disamina della storia della Regione nell’ultimo ventennio esprimendo i termini del fallimento non solo della classe dirigente governativa ma anche di un disegno di potere deviato agli interessi esterni alla Sicilia: «La Regione siciliana nell’ampiezza di poteri che lo Statuto della Autonomia le affida rappresentava un punto potenziale di organizzazione delle contestazioni meridionalistiche alla strategia dei monopoli. Da qui l’attacco incessante, in questi venti anni, ai poteri della Regione in tutti i campi. Ecco la mancata attuazione dello Statuto, gli attacchi ai poteri legislativi di questa Assemblea, ecco lo svuotamento progressivo dell’Autonomia. Il rapporto Stato-Regione siciliana si è andato caratterizzando come un rapporto di tipo semi-coloniale. La logica è nota: i gruppi di potere subalterni non contestano la politica che dall’esterno viene imposta al loro popolo e che lo danneggia nel suo sviluppo; in cambio però ricevono mano libera nella gestione del potere e del sottogoverno […]» <61.
    La crisi innescata nella segreteria del Comitato regionale portò al ritorno di Emanuele Macaluso alla guida del partito in Sicilia. Il dirigente nisseno, che per un quinquennio aveva ricoperto ruoli di rilievo all’interno della segreteria nazionale di Togliatti e poi di Longo (con responsabilità nelle sezioni di organizzazione, di stampa e propaganda e nella commissione meridionale), ritornando alla segreteria del Comitato siciliano avviò una nuova stagione di opposizione e contrasto ai governi di centrosinistra guidati dalla Dc <62. L’arretramento registrato nelle elezioni induceva il Pci a porsi con maggior forza come elemento di rottura e di contrasto rispetto alle posizioni ormai consolidate della Democrazia cristiana all’interno delle istituzioni autonomistiche. I comunisti siciliani assumevano una posizione di continuità rispetto al passato ma al tempo stesso cercavano di allinearsi maggiormente alle linee d’azione del partito sul campo nazionale attraverso la mediazione dell’impostazione politica meridionale e il sostegno alla lotta per l’istituzione delle regioni in tutto il resto d’Italia <63. Il Comitato regionale decise di ripartire dall’organizzazione territoriale del partito promuovendo una fase assembleare diffusa in tutte le sezioni. Argomento di queste assemblee doveva essere quello del rinnovo della politica regionale <64: lo scopo prefissato era quello di ottenere, attraverso questa riflessione post-elezioni, «un orientamento politico giusto di tutti i compagni e quindi una mobilitazione di massa e dell’opinione pubblica attorno alle iniziative del partito» <65. Per operare un rinnovamento occorreva prendere atto della situazione contingente in cui gli esiti delle urne (astensionismo, voti nulli o di protesta) lasciavano intendere il grado di distacco dell’opinione pubblica dall’istituto dell’autonomia regionale a oltre un ventennio dalla sua fondazione: «L’istituto della Regione doveva rappresentare una concreta estensione della democrazia in Italia, una rottura dell’accentramento statale, un avvicinamento sostanziale delle istituzioni politiche alle masse, per una più rapida soluzione dei loro problemi vitali. Essa doveva costituire una graduale conquista di potere da parte delle masse popolari, attraverso la realizzazione delle riforme e la soluzione dei concreti problemi economici e sociali. Ma al contrario la Regione ha trasferito a sé l’accentramento dello Stato, senza delegare alcuno dei suoi poteri alle istituzioni democratiche di base (come ad es. i comuni); ha creato una burocrazia disordinata ed enorme, ai fini clientelari, costituendo un sistema di potere corrotto, succube dei monopoli e delle grosse società finanziarie e spesso in connivenza con gruppi mafiosi. La Regione, sotto la direzione della Dc non ha saputo né voluto utilizzare i poteri di decisione autonoma che le erano stati delegati dallo Stato» <66.
    Nel documento si contestava alla Dc la mancata elaborazione del piano di sviluppo regionale con la conseguente scarsa resa degli enti regionali (in cui si registrava il sovraffollamento di personale), l’incompletezza della riforma agraria (la cui definitiva applicazione era stata affidata all’Esa) e la mancata approvazione delle leggi sull’urbanistica e sulla riforma amministrativa (per i nuovi poteri delegati ai comuni). A ciò si aggiungeva l’annosa questione dei fondi di solidarietà stanziati dallo Stato secondo l’articolo 38 dello statuto siciliano. Una somma di quasi 254 miliardi di lire era da tempo a disposizione del governo regionale che però non aveva ancora preso delle decisioni definitive su come utilizzarla <67. Inoltre vi era l’anomalia del sistema dei tributi regionali affidato a una società privata che gestiva la riscossione con un aggio del 10 per cento, una cifra abnorme rispetto al contesto nazionale e che garantiva un profitto annuo di oltre 10 miliardi di lire <68. In tutto ciò, a parere dei comunisti, era evidente la responsabilità del partito di governo che si era fatto complice e tutore di un grande nugolo di interessi: «In questa soluzione, spesso ai limiti della legalità, la Dc ha potuto largamente avvantaggiarsi, estendendo il suo sistema di potere, utilizzando tutte le forme di pressione disponibili sugli enti pubblici, sugli enti statali, persino sulle banche (dal processo Bazan è risultato che la Dc ha ottenuto dal Banco di Sicilia oltre 300 milioni di lire per prestiti mai restituiti, oltre a farsi pagare, dal Banco stesso o dai suoi istituti affiliati, diverse decine di funzionari di partito). Risultato di tutto questo è il fatto che nessuno dei gravissimi difetti della struttura dello stato italiano sono stati eliminati in Sicilia. Anzi, gli stessi difetti si presentano più estesi, più abnormi, più intollerabili» <69.
    [NOTE]
    56 Anche la Dc perse due punti percentuali (e due scranni all’Assemblea regionale) rispetto alle precedenti elezioni del 1963.
    57 In un comunicato stampa successivo alle elezioni il Comitato regionale dava notizie dell’ultima sessione, cui aveva preso parte anche il segretario generale Longo, in cui erano stati discussi gli esiti della consultazione regionale. Nella retorica della nota stampa si evidenziava la sostanziale tenuta del Pci rispetto alla flessione delle ultime elezioni amministrative del ’64 registratasi in Sicilia, al contempo si poneva in evidenza la “crisi” della Dc. Inoltre il Comitato regionale proponeva la creazione di un nuovo fronte unitario autonomista aperto all’apporto del Psiup, dei socialisti autonomisti e dello stesso Psi. Cfr. IGS, CRS, Segreteria 1967, f. 3c. Documenti politici e risoluzioni, Comunicato del Cr dopo le elezioni regionali del 11 giugno, datt. Cfr. anche ivi, Comunicato del gruppo parlamentare Pci all’Ars su elezioni regionali, datt.
    58 Macaluso pone in evidenza come la prassi di partito potesse consentire la sfiducia di un segretario regionale per un arretramento di soli due punti in una consultazione elettorale. Cfr. Intervista Macaluso, cit.
    59 Sulla nascita del periodico “L’Autonomia” cfr. IGS, CRS, b. Segreteria 1967, f. Evidenza, CR siciliano del Pci- Note di stampa e propaganda, (circolare a carattere interno), s.d. ma 1964.
    60 In quella fase post elezioni del ’67, Carollo guidò due governi, dal settembre di quell’anno al febbraio del ’69.
    61 P. LA TORRE, Intervento all’Ars, 10 ottobre 1967, in ID. Discorsi e interventi parlamentari, a cura di F. Renda, Assemblea regionale siciliana, Palermo 1987, p. 536.
    62 IGS, CRS, Segreteria 1967, f. 3c, Risoluzione della Direzione del Pci “La Sicilia ha bisogno di una nuova politica”; Cfr. anche E. MACALUSO, Parole chiare sulla Sicilia, in “Rinascita”, 6 ottobre 1967.
    63 Cfr. IGS, CRS, Segreteria 1967, Nota Cr alle Federazioni su mobilitazione nazionale per le regioni, 25 ottobre 1967, datt. Nella nota a firma di Michelangelo Russo si invitavano le Federazioni provinciali a promuovere ordini del giorno di consigli comunali, comunicati a cura di categorie lavorative o concordati con gli altri partiti, per sostenere la battaglia che il Pci stava portando avanti nel parlamento nazionale per l’istituzione degli enti regionali.
    64 Cfr. ivi, Schema per le assemblee delle sezioni: “Rinnovare la Regione per salvare la Sicilia e l’autonomia, datt., s.d. ma 1967.
    65 Ivi, p. 1
    66 Ibidem.
    67 Ivi, p. 2
    68 Il riferimento chiaro è al sistema di società di riscossione (Satris, Sigert, Sagap e altre) che faceva capo ai cugini Nino e Ignazio Salvo e alle famiglie Corleo e Cambria. A partire dagli anni ’50, i Salvo e i Corleo-Cambria, attraverso la nascita di nuove società o l’acquisizione di altre già esistenti, erano riusciti ad avere il controllo di gran parte del sistema esattoriale dell’isola. Le indagini giudiziarie degli anni ’70 e ’80 accertarono l’affiliazione mafiosa dei Salvo e i loro profondi legami con i vertici della cosiddetta cupola di “Cosa nostra”.
    69 IGS, CRS, Segreteria 1967, Schema per le assemblee delle sezioni: “Rinnovare la Regione per salvare la Sicilia e l’autonomia, cit., p. 2.
    Salvatore Pantano, Il Pci, l’Autonomia regionale e il ruolo degli enti locali: il caso siciliano (1944-1976), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Messina, Anno Accademico 2020-2021

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