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#territori — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #territori, aggregated by home.social.

  1. 𝐒𝐚𝐥𝐚 𝐎𝐩𝐞𝐧 2026 - Proiezione di "Ravone"

    Cinema Galliera, giovedì 15 ottobre alle ore 21:00 CEST

    🎥 Torna 𝐒𝐚𝐥𝐚 𝐎𝐩𝐞𝐧, la rassegna di cinema indipendente e documentario sociale di OpenDDB e Cinema Teatro Galliera di Bologna.

    🔥 La quinta stagione inaugura ufficialmente il 𝟏𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 (con replica il 20) con 𝐑𝐚𝐯𝐨𝐧𝐞 di Giuliana Fantoni: a due anni dall’alluvione che colpì Bologna, un film che attraversa le sue ferite e interroga il nostro rapporto con il territorio e la sua cura.

    🗓️ 15 ottobre ore 21:00 / 20 ottobre ore 19:00

    🍿Cinema Teatro Galliera

    Prenota il tuo posto👉https://www.cinemateatrogalliera.it/prenotare-si-puo/

    𝙊𝙨𝙥𝙞𝙩𝙞 𝙞𝙣 𝙨𝙖𝙡𝙖:

    - 𝙂𝙞𝙪𝙡𝙞𝙖𝙣𝙖 𝙁𝙖𝙣𝙩𝙤𝙣𝙞 (𝙧𝙚𝙜𝙞𝙨𝙩𝙖)

    - ⁠𝙇𝙖𝙯𝙖 (𝙥𝙧𝙤𝙙𝙪𝙩𝙩𝙤𝙧𝙚)

    - ⁠𝙇𝙪𝙘𝙖 𝙑𝙞𝙖𝙣𝙚𝙡𝙡𝙞 (𝙥𝙧𝙚𝙨𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙤𝙢𝙞𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙍𝙖𝙫𝙤𝙣𝙚 𝙎𝙞𝙘𝙪𝙧𝙤)

    - ⁠𝙈𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙀𝙡𝙚𝙣𝙖 𝘽𝙤𝙣𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞 (𝙧𝙖𝙥𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙩𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙤𝙢𝙞𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙍𝙖𝙫𝙤𝙣𝙚 𝙎𝙞𝙘𝙪𝙧𝙤)

    - Bologna for Climate Justice

    ℹ️ 𝙄𝙣𝙛𝙤 𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙜𝙧𝙖𝙢𝙢𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙨𝙨𝙞𝙢𝙞 𝙖𝙥𝙥𝙪𝙣𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞

    👉 https://openddb.it/sala-open/

    SINOSSI

    Una violenta alluvione ha travolto Bologna nel 2024. Seguendo il corso del torrente Ravone incontriamo le storie di chi l’ha vissuta, un coro di voci che esortano a riflettere sulle conseguenze emotive e materiali di questa tragedia, su come l’equilibrio di una comunità sia stato sconvolto e sul rapporto, sempre più fragile, tra uomo e natura. Un racconto locale che diventa racconto universale, una metafora dei corsi d’acqua alla ricerca del loro spazio vitale, sottratto dall’uomo per favorire l’urbanizzazione.
    Dino, l’ultimo ortolano rimasto, racconta come la fine della civiltà contadina abbia portato all’abbandono del territorio. Le sue parole sono un invito a ripopolare le colline, prendendosene cura.

    balotta.org/event/2026-proiezi

  2. Treballeu amb joves en situació de vulnerabilitat?

    📢 Tornem a fer la POV Fest, aquest cop amb un format diferent!

    👉 El pròxim divendres 23 d’octubre ens trobarem les diferents agents d'intervenció comunitària del #territori per conèixer noves pràctiques, metodologies i estratègies que ens permetin millorar i innovar en el treball amb joves en situació de vulnerabilitat.

    📅 23/10
    🕔 A partir de les 9.30 h
    📍 Centre Cívic de Torreforta

    🔗 Més info i inscripcions: ja.cat/pov-fest-4.0

  3. JOJO FEST – III^ EDIZIONE Nessun Confine Solo Orizzonti

    Casa delle donne Lucha y Siesta, domenica 11 ottobre alle ore 10:30 CEST

    Domenica 11 ottobre
    Casa delle donne Lucha y Siesta, via Lucio Sestio n. 10

    10:30: dibattito "Costruire movimento partendo dalle differenze" e, in contemporanea, laboratorio per bambin*.
    13:00: cucina aperta a cura di O.S.A.I. (Osteria degli Scuppiati anticapitalista itinerante).
    15:00: proiezione del documentario su JoJo "Nessun confine, solo orizzonti". Al termine della proiezione, microfono aperto per ricordare Josef insieme.
    16:00: live music con le Balivas. A seguire aperitivo e DJ set.
    Ingresso a sottoscrizione libera.

    Il ricavato servirà a costruire le prossime edizioni del JoJo Fest e a sostenere la famiglia di Josef.

    roma.convoca.la/event/jojo-fes

  4. Assemblea cittadina - CON IL LAGO CHE COMBATTE PER L'ESPROPRIO DELL'EX SNIA

    Casa del parco del Parco delle Energie, venerdì 9 ottobre alle ore 17:30 CEST

    Chiamata per un'assemblea cittadina

    VENERDì 09 OTTOBRE 2026 ore 17:30

    Presso la Casa del parco del Parco delle Energie, Via Prenestina 175

    Verso il 18 ottobre 2026

    CON IL LAGO CHE COMBATTE PER L'ESPROPRIO DELL'EX SNIA

    PARCO ORA SUBITO ADESSO!

    Contro le città dei padroni, contro la speculazione sulle nostre vite e sui nostri territori, con la resistenza palestinese e dei popoli oppressi. 

    Dopo oltre trent’anni di lotte, una parte dell’ex SNIA è ancora nelle mani del Gruppo Pulcini, che dispone di un permesso di costruire per 280mila metri cubi di cemento.

    Ad ora la Giunta Gualtieri ha promesso di acquisire tre ettari e mezzo dei più di sette ancora nelle mani del privato. Il nostro obiettivo resta il definitivo esproprio dell’intera ex SNIA, per restituirla alla collettività e destinarla a verde e servizi pubblici.

    Non è stato semplice arrivare fin qui, insieme e in presidio permanente a difesa di uno dei patrimoni più preziosi della città: il lago naturale e il suo ecosistema.

    Abbiamo attraversato momenti in cui sembrava che tutto fosse ormai perso ma non ci siamo mai arresi: dal permesso di costruire concesso al privato nel novembre 2022, la devastazione con le ruspe degli habitat naturali e la conseguente sottovalutazione degli studi scientifici che documentano la straordinaria biodiversità dell’area, fino ai progetti di sfruttamento e cementificazione. Eppure il Lago ha resistito, così come la comunità del Pigneto-Prenestino, di Casalbertone, Tor Pignattara e dei quartieri limitrofi, parte integrante di questo ecosistema e non semplice spettatrice o utilizzatrice.

    Oggi ci troviamo davanti a un passaggio decisivo e urgente. Entro dicembre, in sede di votazione dell'ultimo bilancio dell’attuale amministrazione, la Giunta capitolina dovrà stanziare i fondi necessari, Il Consiglio votare per espropriare l’area ancora privata. Vogliamo vincere questa lotta!!!

    La vicenda dell’ex SNIA si inserisce in un quadro più ampio. Le città sono uno dei luoghi in cui il capitale manifesta con maggiore violenza la propria natura predatoria, estrattivista e razzista. Negli ultimi dieci anni a Roma le dinamiche speculative nelle aree periferiche e semiperiferiche si sono intensificate, e ciò che accade nel nostro territorio ne è un esempio emblematico.

    Il Pigneto è infatti uno dei quartieri di Roma più colpiti dalla gentrificazione: trasformato in un polo attrattivo per consumatori e turisti, è diventato sempre meno vivibile per i suoi abitanti, molti dei quali sono costretti ad andarsene.

    La Giunta Gualtieri continua a privilegiare l’attrazione degli investimenti privati, trattando come secondari i problemi prodotti da questo modello di sviluppo urbano. I fondi speculativi internazionali investono nell’edilizia residenziale e finanziano studentati che non risolvono né la carenza di posti letto per il diritto allo studio né l’emergenza abitativa. Nel frattempo aumentano gli affitti e il costo della vita, si spalancano le porte al turismo di massa e vengono espulsi i residenti più fragili.

    Il cosiddetto "Piano Casa" del Governo Meloni non affronta le necessarie soluzioni per porre fine alla crisi abitativa in Italia ma si pone a servizio dello strapotere della rendita finanziaria e immobiliare, e programma ulteriore svendita del patrimonio pubblico, senza affrontare adeguatamente la transizione ecologica. 

    Da Pietralata a Fiumicino, da Torre Spaccata al Fosso della Cecchignola, da Laurentino ai Mercati Generali fino ai Castelli, la finanziarizzazione e la mercificazione dei territori sottraggono spazi e risorse alle politiche necessarie per affrontare i cambiamenti climatici. Questo modello aggrava le disuguaglianze sociali, alimenta lo sfruttamento del lavoro e produce nuove cementificazioni. Anche nella gestione dei rifiuti la logica rimane speculativa. La Giunta Gualtieri continua a puntare sulla costruzione di un mega inceneritore, che in realtà porterebbe costi pubblici esorbitanti per realizzarlo, estrazione insostenibile di acqua, ulteriori nocività nell'ambiente a danno della salute pubblica.

    Quest’anno la crisi climatica ha mostrato il suo volto più feroce. L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata in Italia dal 1950 e, già alla fine di giugno, a Roma il termometro ha superato i 40 gradi. Non si tratta di un’eccezione, ma della nuova normalità. E gli effetti non ricadono su tutte e tutti allo stesso modo: a pagare il prezzo più alto sono le persone più fragili e marginalizzate, chi non può lasciare la città, chi vive in condizioni di sovraffollamento e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.

    Ogni ettaro cementificato, ogni albero abbattuto e ogni spazio verde sacrificato alla rendita trasforma la città in una fornace. Speculazione edilizia e crisi climatica sono due facce della stessa medaglia: si continua a progettare per il profitto, invece che per il benessere delle persone. Le nuove Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore, approvate dal Consiglio Comunale, rischiano di aumentare il carico urbanistico, favorire nuove cementificazioni e aggravare il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo. 

    Anche la repressione dei movimenti sociali fa parte di questo modello di città. Dopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano e di Askatasuna a Torino, quest’estate è toccato a Spin Time, la cui comunità ha resistito in strada per difendere non solo il diritto alla casa per centinai di nuclei famigliari, ma anche l’idea che un’altra città sia possibile e necessaria. A Roma erano già stati sgomberati L38, ZK e Bencivenga, colpendo esperienze di antagonismo e controcultura in nome della “rigenerazione urbana”, della legalità e del decoro.

    Il paese è impoverito e il lavoro sempre più precarizzato, i salari perdono capacità d'acquisto e si vive sotto la morsa del caro vita. Il denaro pubblico invece di essere investito in case popolari, salute, istruzione, cultura viene dirottato verso la spesa militare. Decreto dopo decreto, lo Stato sta preparando il terreno a una repressione sempre più dura di chi dissente, di chi si oppone a questo stato di cose.

    Abbiamo imparato, guardando la Palestina, che il governo del territorio è uno degli strumenti con cui il potere esercita la sua violenza coloniale ed ecocida. Abbiamo anche imparato, dalla resistenza palestinese, che lottare in difesa dei propri spazi è condizione essenziale per l'esistenza delle nostre comunità.

    Come comunità che da anni resiste e si prende cura del proprio territorio, ribadiamo la volontà di contrapporre a logiche speculative, xenofobe, ecocide, un modello di città solidale, ecologica e costruita sui bisogni reali delle persone. L’esproprio dell’area ancora privata dell’ex SNIA, da destinare a verde e servizi pubblici, rappresenta un passo concreto in questa direzione.

    Per questo, il 9 ottobre alle 17.30, presso la Casa del Parco del Parco delle Energie, convochiamo la città a un’assemblea pubblica. Presenteremo lo stato della vertenza e il progetto del Parco naturalistico archeologico, per decidere insieme come agire nelle prossime settimane e fare dell’esproprio dell’ex SNIA, ancora una volta, un simbolo di riscatto e di affermazione della città pubblica contro gli interessi speculativi.

    Lanciamo per domenica 18 ottobre, in occasione dell'anniversario della Liberazione del Lago, una giornata di festa e di lotta, da concludere con un corteo per le vie del quartiere, per dare voce alle varie lotte sui territori, per il diritto all'abitare, per contrapporsi alle manifestazioni xenofobe nei nostri quartieri che ci vogliono gli uni contro gli altri, per portare ancora una volta in strada la solidarietà alla resistenza palestinese.

    UNIAMOCI CONTRO LA FINANZIARIZZAZIONE DEI TERRITORI, CONTRO LA  CITTÀ DEI PADRONI, CON LA RESISTENZA PALESTINESE FINO ALLA VITTORIA!

    VINCIAMO INSIEME CONTRO LA SPECULAZIONE PER L'ESPORPRIO DI TUTTA L'EX SNIA

    VENERDì 9 OTTOBRE - ASSEMBLEA CITTADINA 

    DOMENICA 18 OTTOBRE - CON IL LAGO CHE COMBATTE UNA GRANDE GIORNATA DI FESTA E DI LOTTA

    roma.convoca.la/event/assemble

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