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  1. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

    #alfabetiSconosciuti #AmeliaEtlinger #art #arte #artisteDonne #assemblage #astrazione #Atene #BetweenWordAndSign #ElisabettaGut #formaPoetica #GalleriaGrammaEpsilon #gesto #GrammarsOfThePossible #GretaSchödl #immagine #immagini #leggibilità #libriDArtista #libriOggetto #materialiVerbovisivi #MirellaBentivoglio #PaoloCortese #poesiaVisiva #ritmo #scrittura #segno #significato #simboli #strutturaVisiva
  2. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

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  3. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

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  4. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

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  5. ad atene, ancora fino a settembre: “grammars of the possible. between word and sign” @ galleria gramma_epsilon

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    18.06.2026 – 26.09.2026
    Artiste: Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Greta Schödl


    Dal 18 Giugno al 26 settembre 2026 si tiene presso la Galleria Gramma_Epsilon di Atene la mostra Grammars of the Possible_Between Word and Sign a cura di Paolo Cortese.
    Grammars of the Possible è una serie di mostre dedicata ad artiste donne che esplorano il linguaggio nelle sue forme poetiche e visive ampliate. Questa mostra inaugura il primo capitolo di questa serie in corso.
    La rassegna riunisce opere di Mirella Bentivoglio, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut e Greta Schödl, mettendo in dialogo quattro differenti approcci al rapporto tra scrittura, immagine e forma poetica. Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente personali, tutte queste artiste furono legate a Bentivoglio attraverso rapporti di amicizia, corrispondenza, scambio artistico e una comune ricerca attorno alla poesia visiva e alle sperimentazioni del linguaggio.
    Piuttosto che considerare il linguaggio come un sistema stabile di comunicazione, la mostra esplora i modi in cui la parola può trasformarsi in gesto, ritmo, struttura visiva e presenza intima. Attraverso poesia visiva, libri d’artista, libri-oggetto e assemblage, la scrittura diventa un campo percettivo sospeso tra significato e segno, leggibilità e astrazione.

    Per Gut, il linguaggio è innanzitutto esperienza visiva. Le sue opere attingono ad alfabeti sconosciuti, simboli e codici il cui significato semantico resta inaccessibile, ma la cui struttura grafica rivela una forza poetica intrinseca. La scrittura diventa immagine: una composizione di segni percepiti intuitivamente più che decifrati linguisticamente.
    Schödl affronta il linguaggio attraverso la ripetizione e la durata. Scrivendo ripetutamente una stessa parola, ne dissolve progressivamente la funzione descrittiva per distillarne ritmo, densità e risonanza emotiva. Nel suo lavoro, la scrittura si trasforma in un gesto meditativo la cui cadenza visiva restituisce l’essenza stessa del linguaggio.
    Bentivoglio indaga il linguaggio sia poeticamente sia concettualmente, ampliando e spostando i significati attraverso l’interazione tra parole e immagini. I suoi libri d’artista e libri-oggetto rivelano una particolare attenzione al valore simbolico del libro stesso come forma fisica e concettuale: uno spazio in cui il linguaggio si fa oggetto, struttura e metafora.
    Etlinger, formatasi originariamente come poetessa all’interno della rete della mail art, presenta delicati postal poems e un tapestry poem composti da frammenti tessili, piume, elementi vegetali essiccati e rare parole o lettere manoscritte. Spesso indirizzati direttamente a Bentivoglio, questi intimi assemblage dissolvono i confini tra poesia, corrispondenza e oggetto, conservando il linguaggio come fragile traccia emotiva.
    La mostra include inoltre una selezione di libri d’artista e libri-oggetto di Bentivoglio, Gut e Schödl, evidenziando il libro come spazio poetico espanso, in cui la scrittura si sviluppa in forma materiale, visiva e scultorea.
    Between Word and Sign propone la poesia visiva non come categoria storica chiusa, ma come pratica aperta e trasformativa, in cui il linguaggio supera la propria funzione comunicativa per diventare immagine, ritmo, materia e relazione.

    Grammars of the Possible
    Between Word and Sign
    A cura di Paolo Cortese
    13 Giugno – 26 Settembre 2026
    Orario: martedí – sabato 11-19
    Info: +30 210 3231867 Mob: +30 6982522874
    [email protected]
    http://www.grammaepsilon.com

    #alfabetiSconosciuti #AmeliaEtlinger #art #arte #artisteDonne #assemblage #astrazione #Atene #BetweenWordAndSign #ElisabettaGut #formaPoetica #GalleriaGrammaEpsilon #gesto #GrammarsOfThePossible #GretaSchödl #immagine #immagini #leggibilità #libriDArtista #libriOggetto #materialiVerbovisivi #MirellaBentivoglio #PaoloCortese #poesiaVisiva #ritmo #scrittura #segno #significato #simboli #strutturaVisiva
  6. Acqua, Aceto e Pidocchi

    Palermo è una città che trattiene le sue ombre con la stessa forza con cui custodisce la sua bellezza.

    Tra le sue storie più suggestive c’è quella della "Vecchia dell’aceto", una figura che vive sospesa tra cronaca e leggenda, tra il brivido del delitto e il peso della miseria umana.

    Dietro questo soprannome si nasconde la figura di Giovanna Bonanno, vissuta nel Settecento, al confine sottile tra cronaca, leggenda e paura popolare.

    La sua storia parla di veleni, processi, disperazione femminile e violenza domestica, ma anche di una città in cui superstizione e giustizia camminavano spesso fianco a fianco.

    È proprio in questo contesto che la sua vicenda assume un valore più ampio: non solo il ritratto di una presunta avvelenatrice, ma anche uno specchio inquieto di un mondo segnato dal patriarcato e dalla sopraffazione.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=aqua-aceto-e-pidocchi-32510e



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #leggende #popolari #patriarcato #fediphoto #fediverso

  7. Acqua, Aceto e Pidocchi

    Palermo è una città che trattiene le sue ombre con la stessa forza con cui custodisce la sua bellezza.

    Tra le sue storie più suggestive c’è quella della "Vecchia dell’aceto", una figura che vive sospesa tra cronaca e leggenda, tra il brivido del delitto e il peso della miseria umana.

    Dietro questo soprannome si nasconde la figura di Giovanna Bonanno, vissuta nel Settecento, al confine sottile tra cronaca, leggenda e paura popolare.

    La sua storia parla di veleni, processi, disperazione femminile e violenza domestica, ma anche di una città in cui superstizione e giustizia camminavano spesso fianco a fianco.

    È proprio in questo contesto che la sua vicenda assume un valore più ampio: non solo il ritratto di una presunta avvelenatrice, ma anche uno specchio inquieto di un mondo segnato dal patriarcato e dalla sopraffazione.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=aqua-aceto-e-pidocchi-32510e



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #leggende #popolari #patriarcato #fediphoto #fediverso

  8. Acqua, Aceto e Pidocchi

    Palermo è una città che trattiene le sue ombre con la stessa forza con cui custodisce la sua bellezza.

    Tra le sue storie più suggestive c’è quella della "Vecchia dell’aceto", una figura che vive sospesa tra cronaca e leggenda, tra il brivido del delitto e il peso della miseria umana.

    Dietro questo soprannome si nasconde la figura di Giovanna Bonanno, vissuta nel Settecento, al confine sottile tra cronaca, leggenda e paura popolare.

    La sua storia parla di veleni, processi, disperazione femminile e violenza domestica, ma anche di una città in cui superstizione e giustizia camminavano spesso fianco a fianco.

    È proprio in questo contesto che la sua vicenda assume un valore più ampio: non solo il ritratto di una presunta avvelenatrice, ma anche uno specchio inquieto di un mondo segnato dal patriarcato e dalla sopraffazione.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=aqua-aceto-e-pidocchi-32510e



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  9. Acqua, Aceto e Pidocchi

    Palermo è una città che trattiene le sue ombre con la stessa forza con cui custodisce la sua bellezza.

    Tra le sue storie più suggestive c’è quella della "Vecchia dell’aceto", una figura che vive sospesa tra cronaca e leggenda, tra il brivido del delitto e il peso della miseria umana.

    Dietro questo soprannome si nasconde la figura di Giovanna Bonanno, vissuta nel Settecento, al confine sottile tra cronaca, leggenda e paura popolare.

    La sua storia parla di veleni, processi, disperazione femminile e violenza domestica, ma anche di una città in cui superstizione e giustizia camminavano spesso fianco a fianco.

    È proprio in questo contesto che la sua vicenda assume un valore più ampio: non solo il ritratto di una presunta avvelenatrice, ma anche uno specchio inquieto di un mondo segnato dal patriarcato e dalla sopraffazione.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=aqua-aceto-e-pidocchi-32510e



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  10. Acqua, Aceto e Pidocchi

    Palermo è una città che trattiene le sue ombre con la stessa forza con cui custodisce la sua bellezza.

    Tra le sue storie più suggestive c’è quella della "Vecchia dell’aceto", una figura che vive sospesa tra cronaca e leggenda, tra il brivido del delitto e il peso della miseria umana.

    Dietro questo soprannome si nasconde la figura di Giovanna Bonanno, vissuta nel Settecento, al confine sottile tra cronaca, leggenda e paura popolare.

    La sua storia parla di veleni, processi, disperazione femminile e violenza domestica, ma anche di una città in cui superstizione e giustizia camminavano spesso fianco a fianco.

    È proprio in questo contesto che la sua vicenda assume un valore più ampio: non solo il ritratto di una presunta avvelenatrice, ma anche uno specchio inquieto di un mondo segnato dal patriarcato e dalla sopraffazione.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=aqua-aceto-e-pidocchi-32510e



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  11. Ciao, amiche e amici del Fediverso, oggi è il mio compleanno, eh si sono ben 13 anni.

    Certo, a livello di agilità, non sono più quello di una volta, non posso più fare determinate cose, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare, il ladro
    🐺

    Si posso ancora rubare cibo a
    @panormus

    Appena si distrae un attimo è fatta, poi una bella corsetta per svignarmela col panino in bocca
    🌭

    👋

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #tradizioni #feste #compleanno #dog #fediphoto #fediverso

  12. Ciao, amiche e amici del Fediverso, oggi è il mio compleanno, eh si sono ben 13 anni.

    Certo, a livello di agilità, non sono più quello di una volta, non posso più fare determinate cose, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare, il ladro
    🐺

    Si posso ancora rubare cibo a
    @panormus

    Appena si distrae un attimo è fatta, poi una bella corsetta per svignarmela col panino in bocca
    🌭

    👋

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  13. Ciao, amiche e amici del Fediverso, oggi è il mio compleanno, eh si sono ben 13 anni.

    Certo, a livello di agilità, non sono più quello di una volta, non posso più fare determinate cose, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare, il ladro
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    Si posso ancora rubare cibo a
    @panormus

    Appena si distrae un attimo è fatta, poi una bella corsetta per svignarmela col panino in bocca
    🌭

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    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #tradizioni #feste #compleanno #dog #fediphoto #fediverso

  14. Ciao, amiche e amici del Fediverso, oggi è il mio compleanno, eh si sono ben 13 anni.

    Certo, a livello di agilità, non sono più quello di una volta, non posso più fare determinate cose, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare, il ladro
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    Si posso ancora rubare cibo a
    @panormus

    Appena si distrae un attimo è fatta, poi una bella corsetta per svignarmela col panino in bocca
    🌭

    👋

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #tradizioni #feste #compleanno #dog #fediphoto #fediverso

  15. Ciao, amiche e amici del Fediverso, oggi è il mio compleanno, eh si sono ben 13 anni.

    Certo, a livello di agilità, non sono più quello di una volta, non posso più fare determinate cose, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare, il ladro
    🐺

    Si posso ancora rubare cibo a
    @panormus

    Appena si distrae un attimo è fatta, poi una bella corsetta per svignarmela col panino in bocca
    🌭

    👋

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  16. Ogni città custodisce un luogo in cui il proprio destino ha preso una direzione diversa, per Palermo, quel luogo è Piazza Rivoluzione.

    Oggi è uno spazio vivace, circondato da palazzi storici, locali e dal maestoso Genio di Palermo, simbolo dell'identità cittadina.

    Ma nell'Ottocento questa piazza, allora conosciuta come Fieravecchia, era il cuore pulsante della città popolare, il punto d'incontro dove commercianti, artigiani e cittadini si confrontavano, discutevano e condividevano speranze e malcontento.

    Fu proprio qui che, il 12 gennaio 1848, ebbe inizio una delle pagine più importanti del Risorgimento.

    La rivolta dei palermitani contro il governo borbonico non fu soltanto un episodio locale, rappresentò la prima scintilla di quel movimento rivoluzionario che, nel giro di pochi mesi, avrebbe attraversato gran parte dell'Europa.

    Dodici anni dopo, nel maggio del 1860, le stesse strade tornarono a essere teatro di barricate e combattimenti durante la conquista di Palermo da parte di Giuseppe Garibaldi e dei volontari della Spedizione dei Mille.

    https://www.panormus.blog/write/view.php?file=genio.md&v=1783447466699

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #rivoluzione #popolare #fediphoto #fediverso

  17. Ogni città custodisce un luogo in cui il proprio destino ha preso una direzione diversa, per Palermo, quel luogo è Piazza Rivoluzione.

    Oggi è uno spazio vivace, circondato da palazzi storici, locali e dal maestoso Genio di Palermo, simbolo dell'identità cittadina.

    Ma nell'Ottocento questa piazza, allora conosciuta come Fieravecchia, era il cuore pulsante della città popolare, il punto d'incontro dove commercianti, artigiani e cittadini si confrontavano, discutevano e condividevano speranze e malcontento.

    Fu proprio qui che, il 12 gennaio 1848, ebbe inizio una delle pagine più importanti del Risorgimento.

    La rivolta dei palermitani contro il governo borbonico non fu soltanto un episodio locale, rappresentò la prima scintilla di quel movimento rivoluzionario che, nel giro di pochi mesi, avrebbe attraversato gran parte dell'Europa.

    Dodici anni dopo, nel maggio del 1860, le stesse strade tornarono a essere teatro di barricate e combattimenti durante la conquista di Palermo da parte di Giuseppe Garibaldi e dei volontari della Spedizione dei Mille.

    https://www.panormus.blog/write/view.php?file=genio.md&v=1783447466699

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  18. Ogni città custodisce un luogo in cui il proprio destino ha preso una direzione diversa, per Palermo, quel luogo è Piazza Rivoluzione.

    Oggi è uno spazio vivace, circondato da palazzi storici, locali e dal maestoso Genio di Palermo, simbolo dell'identità cittadina.

    Ma nell'Ottocento questa piazza, allora conosciuta come Fieravecchia, era il cuore pulsante della città popolare, il punto d'incontro dove commercianti, artigiani e cittadini si confrontavano, discutevano e condividevano speranze e malcontento.

    Fu proprio qui che, il 12 gennaio 1848, ebbe inizio una delle pagine più importanti del Risorgimento.

    La rivolta dei palermitani contro il governo borbonico non fu soltanto un episodio locale, rappresentò la prima scintilla di quel movimento rivoluzionario che, nel giro di pochi mesi, avrebbe attraversato gran parte dell'Europa.

    Dodici anni dopo, nel maggio del 1860, le stesse strade tornarono a essere teatro di barricate e combattimenti durante la conquista di Palermo da parte di Giuseppe Garibaldi e dei volontari della Spedizione dei Mille.

    https://www.panormus.blog/write/view.php?file=genio.md&v=1783447466699

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  19. Ogni città custodisce un luogo in cui il proprio destino ha preso una direzione diversa, per Palermo, quel luogo è Piazza Rivoluzione.

    Oggi è uno spazio vivace, circondato da palazzi storici, locali e dal maestoso Genio di Palermo, simbolo dell'identità cittadina.

    Ma nell'Ottocento questa piazza, allora conosciuta come Fieravecchia, era il cuore pulsante della città popolare, il punto d'incontro dove commercianti, artigiani e cittadini si confrontavano, discutevano e condividevano speranze e malcontento.

    Fu proprio qui che, il 12 gennaio 1848, ebbe inizio una delle pagine più importanti del Risorgimento.

    La rivolta dei palermitani contro il governo borbonico non fu soltanto un episodio locale, rappresentò la prima scintilla di quel movimento rivoluzionario che, nel giro di pochi mesi, avrebbe attraversato gran parte dell'Europa.

    Dodici anni dopo, nel maggio del 1860, le stesse strade tornarono a essere teatro di barricate e combattimenti durante la conquista di Palermo da parte di Giuseppe Garibaldi e dei volontari della Spedizione dei Mille.

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  20. Ogni città custodisce un luogo in cui il proprio destino ha preso una direzione diversa, per Palermo, quel luogo è Piazza Rivoluzione.

    Oggi è uno spazio vivace, circondato da palazzi storici, locali e dal maestoso Genio di Palermo, simbolo dell'identità cittadina.

    Ma nell'Ottocento questa piazza, allora conosciuta come Fieravecchia, era il cuore pulsante della città popolare, il punto d'incontro dove commercianti, artigiani e cittadini si confrontavano, discutevano e condividevano speranze e malcontento.

    Fu proprio qui che, il 12 gennaio 1848, ebbe inizio una delle pagine più importanti del Risorgimento.

    La rivolta dei palermitani contro il governo borbonico non fu soltanto un episodio locale, rappresentò la prima scintilla di quel movimento rivoluzionario che, nel giro di pochi mesi, avrebbe attraversato gran parte dell'Europa.

    Dodici anni dopo, nel maggio del 1860, le stesse strade tornarono a essere teatro di barricate e combattimenti durante la conquista di Palermo da parte di Giuseppe Garibaldi e dei volontari della Spedizione dei Mille.

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  21. Buona Domenica, quest'oggi colazione con millefoglie, quella fatta all'antica, con l'uva passa, ormai rara, perchè la maggior parte la fanno con le gocce di cioccolato e non è la stessa cosa.

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #cultura #culture #arte #art #memorie #tradizioni #popolari #streetfood #dolci #fediphoto #fediverso

  22. Buona Domenica, quest'oggi colazione con millefoglie, quella fatta all'antica, con l'uva passa, ormai rara, perchè la maggior parte la fanno con le gocce di cioccolato e non è la stessa cosa.

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