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#popolari — Public Fediverse posts

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  1. Si avvicina il 2 Novembre, il giorno della festa dei morti, in Sicilia e soprattutto a Palermo un tempo molto sentita, ancor prima che fosse trasformata in Halloween.

    In Sicilia la “Festa dei Morti” è attesa soprattutto dai bambini: sanno che se sono stati bravi riceveranno in dono dai parenti defunti "u cannistru", un cesto pieno di dolci. Tra questi ci sono i pupi di zuccaro, dolci antropomorfi, e le ossa ri morti, dolci a forma di ossa a base di farina, zucchero e chiodi di garofano.

    La tradizione voleva anche che la mattina del 2 novembre i bambini svegliandosi, dovevano cercare in tutta la casa i giocattoli che i parenti defunti gli avevano fatto trovare. Chi era stato monello trovava il carbone
    😄

    Un’usanza tanto diffusa che nelle piazze si allestivano mercatini ad hoc, le “Fiere dei morti”, dove i genitori acquistavano di nascosto i regali per i loro piccoli.

    Dai racconti quotidiani del Maestro Andrea Camilleri, un estratto de "Il giorno dei morti", il suo racconto personale che rispecchia di come i bambini del 1943, vivevano un'emozione non da poco, in un periodo in cui incombeva la seconda guerra mondiale.

    Un articolo qui sul mio blog:

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=andrea-camilleri-il-giorno-dei-morti

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  2. La Biblioteca della Fondazione Sicilia, che si trova a Palermo all'interno di Palazzo Branciforte, possiede circa 50 mila volumi e svolge una funzione culturale di grandissimo rilievo.

    Una ricca sezione è quella sulla storia della Sicilia, sulla Storia dell’arte, sulla Numismatica e sull’Archeologia.

    Il Fondo librario antico della biblioteca è costituito da molte pubblicazioni stampate dal 1501 al 1830.

    Sul soffitto della sala di lettura spicca un meraviglioso affresco di Ignazio Moncada di Paternò.

    @[email protected]

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  3. LA CAPPELLA PALATINA DI PALERMO
    Ruggero II fece riversare nella realizzazione della Cappella Palatina il meglio che potevano esprimere le culture delle tre principali etnie allora prosperanti nei suoi domini siciliani, perfettamente simbolizzate dall’iscrizione trilingue del palazzo reale palermitano, in arabo, greco e latino, del 1142.

    https://www.panormus.blog/story.php?web=la-cappella-palatina-di-palermo

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  4. La Baronessa di Carini

    La storia dell'amore assoluto che travolge una bella nobildonna siciliana e il suo giovane amante, ma che finisce tragicamente quando esplode la furia omicida del padre di Lei, per lavare l'onta del tradimento che la donna ha perpetrato nei confronti del marito.

    Una vicenda che racconta ancora una volta il patriarcato, una storia antica entrata nella leggenda.

    Qui sul mio blog:

    https://www.panormus.blog/articolo.php?id=1927912008

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  5. LA PALERMO DEI MISTERI

    Il Conte di Cagliostro, noto anche come Alessandro Cagliostro o Giuseppe Balsamo, fu un personaggio storico e leggendario associato all'alchimia, all'occultismo e alla magia nel XVIII secolo.

    Cagliostro nacque a Palermo nel 1743, si dice che abbia viaggiato in molte parti d'Europa, presentandosi come un nobile e un alchimista.

    Durante i suoi viaggi, si guadagnò la reputazione di guaritore e mago, il suo periodo di maggiore notorietà fu nella seconda metà del XVIII secolo, quando si stabilì a Parigi, lì fondò una setta chiamata "Ordine della Massoneria Egizia" e si presentò come un maestro dell'alchimia e un guaritore dotato di poteri soprannaturali, egli infatti affermava di poter trasformare metalli in oro, creare l'elisir di lunga vita, guarire malattie attraverso pratiche magiche e persino raggiungere l'immortalità.

    La sua fama attirò l'attenzione delle autorità francesi e nel 1785 fu arrestato con l'accusa di praticare la magia e di essere un ciarlatano.

    Durante il processo, molte delle sue affermazioni furono smentite e Cagliostro fu condannato a prigione a vita. Tuttavia, nel 1790, durante la Rivoluzione Francese, fu rilasciato insieme ad altri prigionieri politici.

    Nonostante la sua fama di ciarlatano, Cagliostro è diventato un personaggio leggendario associato all'occultismo e all'alchimia, è stato spesso ritratto come un mago misterioso e intrigante in opere di letteratura e arte, il suo nome è stato anche associato a varie teorie del complotto e leggende, alimentando l'immaginazione popolare.

    Non esistono prove concrete delle sue presunte abilità sovrannaturali, la sua figura è avvolta da una nebbia di mito e di mistero, rendendolo un personaggio affascinante nella storia dell'occultismo.

    Mito e leggenda: Dopo la sua morte nel 1795, il nome di Cagliostro continuò a vivere nella leggenda e nell'immaginazione popolare, la sua figura è stata oggetto di numerosi romanzi, drammi teatrali e film, spesso ritratto come un personaggio enigmatico e affascinante con poteri sovrannaturali.

    @peppenamir

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  6. LEGGENDE METROPOLITANE

    I Beati Paoli furono una setta segreta nata a Palermo, in Sicilia, nel XVII secolo, e secondo la leggenda, essi erano un gruppo di nobili che cercavano di far rispettare la giustizia e di proteggere la gente comune da governanti e funzionari corrotti.

    Essi operavano in segreto, indossando dei cappucci per nascondere la loro identità, venivano chiamati anche i “Vendicosi”, acquisirono grande notorietà per le loro attività, che comprendevano atti di vigilanza e punizione contro coloro che ritenevano ingiusti nei confronti dei più deboli.

    Erano noti per il loro rigido codice di condotta, che enfatizzava l'onore, la rettitudine e la lealtà verso il popolo che servivano. La storia dei Beati Paoli è avvolta da numerosi misteri e leggende, si dice che abbiano avuto caverne segrete sotto la città di Palermo, dove si incontravano e tenevano i loro concili.

    La leggenda dei Beati Paoli è stata oggetto di interesse per molti scrittori e autori, il più famoso romanzo che li menziona è "I Beati Paoli" di Luigi Natoli, pubblicato nel 1909. Questo libro ha contribuito a rendere la figura dei Beati Paoli famosa in tutta Italia e forse nel mondo.

    L’effettiva esistenza dei Beati Paoli è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli storici, alcuni li considerano puramente una creazione del mito, mentre altri sostengono che possano aver avuto un ruolo fondamentale nella realtà.

    In definitiva, i Beati Paoli rappresentano un'interessante figura nella storia palermitana che si contrappone fra leggenda e realtà e, nonostante la mancanza di prove concrete sulla loro esistenza, la leggenda di questa setta continua ancora oggi a intrigare e affascinare le persone.

    @peppenamir


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  7. Dai racconti quotidiani di Andrea Camilleri, un estratto del "giorno dei morti"

    Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari.

    Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.

    Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto.

    Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca.

    Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa.

    Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo.

    I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.
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