home.social

#secondaguerramondiale — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #secondaguerramondiale, aggregated by home.social.

fetched live
  1. RE: psicospace.it/patto-molotov-ri

    Il 23 agosto 1939 Germania nazista e Unione Sovietica firmarono il Patto Molotov-Ribbentrop. Un accordo di non aggressione che nascondeva un protocollo segreto e avrebbe contribuito a ridisegnare l’Europa orientale.

    Cosa prevedeva il patto? Perché Hitler e Stalin decisero di accordarsi? Come si arrivò alla spartizione della Polonia?

    @cultura @storia

    #PattoMolotovRibbentrop #Storia #SecondaGuerraMondiale #Hitler #Stalin #URSS #nazism #Polonia #Europa #Finlandia #Estonia #Lettonia #Lituania

  2. RE: psicospace.it/patto-molotov-ri

    Il 23 agosto 1939 Germania nazista e Unione Sovietica firmarono il Patto Molotov-Ribbentrop. Un accordo di non aggressione che nascondeva un protocollo segreto e avrebbe contribuito a ridisegnare l’Europa orientale.

    Cosa prevedeva il patto? Perché Hitler e Stalin decisero di accordarsi? Come si arrivò alla spartizione della Polonia?

    @cultura @storia

    #PattoMolotovRibbentrop #Storia #SecondaGuerraMondiale #Hitler #Stalin #URSS #nazism #Polonia #Europa #Finlandia #Estonia #Lettonia #Lituania

  3. RE: psicospace.it/patto-molotov-ri

    Il 23 agosto 1939 Germania nazista e Unione Sovietica firmarono il Patto Molotov-Ribbentrop. Un accordo di non aggressione che nascondeva un protocollo segreto e avrebbe contribuito a ridisegnare l’Europa orientale.

    Cosa prevedeva il patto? Perché Hitler e Stalin decisero di accordarsi? Come si arrivò alla spartizione della Polonia?

    @cultura @storia

    #PattoMolotovRibbentrop #Storia #SecondaGuerraMondiale #Hitler #Stalin #URSS #nazism #Polonia #Europa #Finlandia #Estonia #Lettonia #Lituania

  4. Patto Molotov-Ribbentrop: l’accordo tra Hitler e Stalin che spartì l’Europa orientale

    Crediti: Adolf Hitler – Heinrich Hoffmann, Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002, CC BY-SA 3.0 DE (versione ritoccata da Notwist, via Wikimedia Commons). Joseph Stalin – U.S. Signal Corps / Library of Congress, pubblico dominio. Immagini ritagliate e adattate graficamente per l'articolo. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1939, a Mosca, accadde qualcosa che fino a poco tempo prima sarebbe sembrato quasi impossibile. Il ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop e il […]

    psicospace.it/patto-molotov-ri

  5. Patto Molotov-Ribbentrop: l’accordo tra Hitler e Stalin che spartì l’Europa orientale

    Crediti: Adolf Hitler – Heinrich Hoffmann, Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002, CC BY-SA 3.0 DE (versione ritoccata da Notwist, via Wikimedia Commons). Joseph Stalin – U.S. Signal Corps / Library of Congress, pubblico dominio. Immagini ritagliate e adattate graficamente per l'articolo. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1939, a Mosca, accadde qualcosa che fino a poco tempo prima sarebbe sembrato quasi impossibile. Il ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop e il […]

    psicospace.it/patto-molotov-ri

  6. Patto Molotov-Ribbentrop: l’accordo tra Hitler e Stalin che spartì l’Europa orientale

    Crediti: Adolf Hitler – Heinrich Hoffmann, Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002, CC BY-SA 3.0 DE (versione ritoccata da Notwist, via Wikimedia Commons). Joseph Stalin – U.S. Signal Corps / Library of Congress, pubblico dominio. Immagini ritagliate e adattate graficamente per l'articolo. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1939, a Mosca, accadde qualcosa che fino a poco tempo prima sarebbe sembrato quasi impossibile. Il ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop e il […]

    psicospace.it/patto-molotov-ri

  7. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #secondaguerramondiale #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  8. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #secondaguerramondiale #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  9. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #secondaguerramondiale #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  10. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #secondaguerramondiale #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  11. "Mister, shoe shine?" Due parole in inglese storpiato che diventarono il simbolo di una generazione.

    Nell'estate del 1943, mentre Palermo usciva dalle macerie dei bombardamenti e festeggiava la liberazione, decine di ragazzi si svegliavano all'alba per lucidare gli stivali dei soldati americani.

    I "sciuscià" non chiedevano l'elemosina: offrivano un servizio, una danza di sopravvivenza che trasformava la polvere delle strade bombardate in opportunità di lavoro, per sfamare le proprie famiglie.

    Questa è la loro storia, una città che, attraverso le mani dei suoi figli più piccoli, trovò la forza di guardare al futuro.

    #silentsunday

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Le+mani+che+lucidavano+la+speranza.md&v=1786254525542



    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #millenovecento #secondaguerramondiale #sopravvivenza #fediphoto #fediverso

  12. ⚓ 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗶𝗻𝗲❟ 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 “𝗻𝗮𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗻𝗼” 𝗴𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟰𝟰 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗶

    ✅ Dopo oltre ottant’anni, identificato il relitto dell’Hōfuku…

    ➡️ L'articolo con le foto e tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #SecondaGuerraMondiale #WWII #HofukuMaru #Hellships #ArcheologiaSubacquea #Relitti #StoriaMilitare #Filippine #Pacifico

  13. ⚓ 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗶𝗻𝗲❟ 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 “𝗻𝗮𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗻𝗼” 𝗴𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟰𝟰 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗶

    ✅ Dopo oltre ottant’anni, identificato il relitto dell’Hōfuku…

    ➡️ L'articolo con le foto e tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #SecondaGuerraMondiale #WWII #HofukuMaru #Hellships #ArcheologiaSubacquea #Relitti #StoriaMilitare #Filippine #Pacifico

  14. ⚓ 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗶𝗻𝗲❟ 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 “𝗻𝗮𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗻𝗼” 𝗴𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟰𝟰 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗶

    ✅ Dopo oltre ottant’anni, identificato il relitto dell’Hōfuku…

    ➡️ L'articolo con le foto e tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #SecondaGuerraMondiale #WWII #HofukuMaru #Hellships #ArcheologiaSubacquea #Relitti #StoriaMilitare #Filippine #Pacifico

  15. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  16. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  17. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  18. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  19. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  20. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  21. Marco Rossi. Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940)
    Marco Rossi: Vincere! Ma vinceremo? Livorno in stato di guerra (giugno 1940) BFS edizioni 2026
    Talvolta le pubblicazioni storiche vestono fin dal titolo un abito severo ed accigliato. Questo lavoro di Marc
    umanitanova.org/marco-rossi-vi
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_20 #bfs #libri #Livorno #MarcoRossi #SecondaGuerraMondiale #storia

  22. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
    #OccidenteEMemoria
    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  23. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
    #OccidenteEMemoria
    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  24. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
    #OccidenteEMemoria
    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  25. 9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    9.05.2017
    Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
    Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
    La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?

    — Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.

    — È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
    Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.

    — Perché?

    — Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.

    — Cioè?

    — Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.

    Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.

    — Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?

    — Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
    C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.

    Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.

    — Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?

    — Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.

    Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.

    Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.

    #9Maggio1945
    #GiornoDellaVittoria
    #VictoryDay
    #ДеньПобеды
    #GrandeGuerraPatriottica
    #SecondaGuerraMondiale
    #SconfittaDelNazismo
    #Antifascismo
    #Resistenza
    #MemoriaStorica
    #UnioneSovietica
    #ArmataRossa
    #FronteOrientale
    #Stalingrado
    #Berlino1945
    #NazismoMaiPiù
    #Liberazione
    #StoriaEuropea
    #AlessandroBarbero
    #VeritàStorica
    #MemoriaControLaRimozione
    #OccidenteEMemoria
    #StoriaNonPropaganda
    #CadutiSovietici
    #MaiDimenticare
    #alessandrobarberolastoria

    @storia

  26. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #secondaguerramondiale # #fediphoto #fediverso

  27. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #secondaguerramondiale # #fediphoto #fediverso

  28. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #secondaguerramondiale # #fediphoto #fediverso

  29. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #secondaguerramondiale # #fediphoto #fediverso

  30. Palermo 9 Maggio 1943 il giorno in cui nel cielo ci fu l'apocalisse

    C’era un sole caldo quel giorno a Palermo, era una domenica di maggio, il 9 maggio del 1943, nessuno sapeva che di lì a poco il cielo si sarebbe riempito di aerei, e che in pochi minuti la città avrebbe vissuto uno dei suoi incubi peggiori.

    Poco dopo l’una del pomeriggio, una flotta di bombardieri americani – i famigerati B-17 "Fortezze Volanti" – piombò su Palermo. Il loro obiettivo era il porto, nodo strategico per le operazioni militari dell’Asse.

    Ma le bombe non seguono mappe precise e la città intera tremò sotto una pioggia di fuoco.

    https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-9-maggio-1943-il-giorno-in-cui-nel-cielo-ci-fu-apocalisse

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #secondaguerramondiale # #fediphoto #fediverso

  31. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  32. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  33. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  34. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  35. Festa della Liberazione: Perché il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana

    Genova, aprile 1945: civili italiani accolgono i soldati alleati durante la liberazione.Fonte: Wikimedia Commons – U.S. Army Signal Corps (pubblico dominio) Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere, discorsi e canti. Per molti è l'occasione per un ponte primaverile, ma per la storia del nostro Paese questa data rappresenta molto di più di una semplice festività sul calendario. È, a tutti gli effetti, il momento fondante della nostra […]

    psicospace.it/25-aprile-festa-

  36. Non sono mai stata lassù - o almeno non ci sono stata da quando ho iniziato ad avere coscienza.

    Papà mi spiegava però che l'ingresso della polveriera era contrario alla città, altrimenti... Verona sarebbe solo un ricordo adesso.

    larena.it/argomenti/spettacoli

    @cultura

    #Verona #SecondaGuerraMondiale #25aprile

  37. Non sono mai stata lassù - o almeno non ci sono stata da quando ho iniziato ad avere coscienza.

    Papà mi spiegava però che l'ingresso della polveriera era contrario alla città, altrimenti... Verona sarebbe solo un ricordo adesso.

    larena.it/argomenti/spettacoli

    @cultura

    #Verona #SecondaGuerraMondiale #25aprile

  38. #seminario #palermo / #letteratura #Resistenza

    Thea Rimini
    𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗔𝗚𝗚𝗜 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗧𝗜
    Le immagini della lotta antifascista tra passato e presente

    24 Aprile ore 15.00
    Viale delle Scienze, Palermo
    Aula A4 ed. 12

    streaming > bit.ly/4sp7A7I

    Università degli Studi di Palermo
    Dipartimento di Scienze umanistiche
    Dottorato di ricerca Studi umanistici
    CUIR

    #letteraturaitaliana #thearimini #personaggi #immagini #cinema #secondaguerramondiale #25aprile

    * design @rospeinfrantumi