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#storiacontemporanea — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #storiacontemporanea, aggregated by home.social.

  1. Disastro di Chernobyl: Cosa è successo il 26 aprile 1986 e quali sono le conseguenze

    Reattore 4 della centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, 1986.Fonte: Wikimedia Commons – IAEA Imagebank – Licenza CC BY-SA 2.0 Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di una tranquilla notte di primavera, il mondo cambiò per sempre. Nella centrale nucleare V.I. Lenin, situata nell'allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, il reattore numero 4 fu protagonista del più grave incidente nella storia della produzione di energia nucleare. Per decenni, Chernobyl è stata sinonimo di […]

    psicospace.it/disastro-chernob

  2. Disastro di Chernobyl: Cosa è successo il 26 aprile 1986 e quali sono le conseguenze

    Reattore 4 della centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, 1986.Fonte: Wikimedia Commons – IAEA Imagebank – Licenza CC BY-SA 2.0 Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di una tranquilla notte di primavera, il mondo cambiò per sempre. Nella centrale nucleare V.I. Lenin, situata nell'allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, il reattore numero 4 fu protagonista del più grave incidente nella storia della produzione di energia nucleare. Per decenni, Chernobyl è stata sinonimo di […]

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  3. Disastro di Chernobyl: Cosa è successo il 26 aprile 1986 e quali sono le conseguenze

    Reattore 4 della centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, 1986.Fonte: Wikimedia Commons – IAEA Imagebank – Licenza CC BY-SA 2.0 Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di una tranquilla notte di primavera, il mondo cambiò per sempre. Nella centrale nucleare V.I. Lenin, situata nell'allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, il reattore numero 4 fu protagonista del più grave incidente nella storia della produzione di energia nucleare. Per decenni, Chernobyl è stata sinonimo di […]

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  4. Disastro di Chernobyl: Cosa è successo il 26 aprile 1986 e quali sono le conseguenze

    Reattore 4 della centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, 1986.Fonte: Wikimedia Commons – IAEA Imagebank – Licenza CC BY-SA 2.0 Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di una tranquilla notte di primavera, il mondo cambiò per sempre. Nella centrale nucleare V.I. Lenin, situata nell'allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, il reattore numero 4 fu protagonista del più grave incidente nella storia della produzione di energia nucleare. Per decenni, Chernobyl è stata sinonimo di […]

    psicospace.it/disastro-chernob

  5. Disastro di Chernobyl: Cosa è successo il 26 aprile 1986 e quali sono le conseguenze

    Reattore 4 della centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, 1986.Fonte: Wikimedia Commons – IAEA Imagebank – Licenza CC BY-SA 2.0 Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di una tranquilla notte di primavera, il mondo cambiò per sempre. Nella centrale nucleare V.I. Lenin, situata nell'allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, il reattore numero 4 fu protagonista del più grave incidente nella storia della produzione di energia nucleare. Per decenni, Chernobyl è stata sinonimo di […]

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  6. Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

    Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


    Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

    Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

    L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
    Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
    Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

    Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

    Leggi tutto qui:
    open.substack.com/pub/labuonas…

    #StoriaItaliana #Resistenza #StoriaContemporanea #Monarchia #Antifascismo

    @storia
    @storiaweb

  7. Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

    Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


    Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

    Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

    L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
    Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
    Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

    Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

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  8. Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

    Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


    Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

    Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

    L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
    Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
    Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

    Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

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  9. Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

    Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


    Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

    Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

    L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
    Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
    Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

    Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

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  10. Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

    Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


    Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

    Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

    L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
    Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
    Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

    Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

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  11. Non è un match: è un faccia a faccia di 50 minuti con Saddam, mentre il mondo prepara la guerra. E la frase che chiude tutto suona come una resa mascherata da trionfo: Ali non torna a casa da solo.

    boomerissimo.it/2026/03/24/sad

    #muhammadali #boxe #storiacontemporanea #gulfwar #saddamhussein

  12. Non è un match: è un faccia a faccia di 50 minuti con Saddam, mentre il mondo prepara la guerra. E la frase che chiude tutto suona come una resa mascherata da trionfo: Ali non torna a casa da solo.

    boomerissimo.it/2026/03/24/sad

    #muhammadali #boxe #storiacontemporanea #gulfwar #saddamhussein

  13. Quando il potere vive di slogan, nemici permanenti e “verità alternative”, la differenza tra regime e democrazia fragile non è più una linea netta ma un pendio scivoloso

    #Trump #Mussolini #StoriaContemporanea #Fascismo #Democrazia

    boomerissimo.it/2026/02/15/il-

  14. Quando il potere vive di slogan, nemici permanenti e “verità alternative”, la differenza tra regime e democrazia fragile non è più una linea netta ma un pendio scivoloso

    #Trump #Mussolini #StoriaContemporanea #Fascismo #Democrazia

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  15. Altro che favole con balli e principi azzurri: la regina che ha attraversato decolonizzazione, terrorismo e scandali familiari ha definito “insopportabili” solo loro, i Ceausescu. E lo ha dimostrato con l’unica arma che le restava: l’arte di sparire

    #QueenElizabethII #Ceausescu #RoyalHistory #reginaelisabetta #StoriaContemporanea

    boomerissimo.it/2026/02/08/eli

  16. Altro che favole con balli e principi azzurri: la regina che ha attraversato decolonizzazione, terrorismo e scandali familiari ha definito “insopportabili” solo loro, i Ceausescu. E lo ha dimostrato con l’unica arma che le restava: l’arte di sparire

    #QueenElizabethII #Ceausescu #RoyalHistory #reginaelisabetta #StoriaContemporanea

    boomerissimo.it/2026/02/08/eli

  17. Carə grossetanə o limitrofə che lurkate, questo è un evento da non perdere.
    Arturo Marzano (unipi) è stato il mio relatore e indubbiamente uno dei migliori professori che mi sia mai capitato di conoscere.

    #Grosseto #unipi #storia #storiacontemporanea #palestina #gaza

  18. Carə grossetanə o limitrofə che lurkate, questo è un evento da non perdere.
    Arturo Marzano (unipi) è stato il mio relatore e indubbiamente uno dei migliori professori che mi sia mai capitato di conoscere.

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  19. Carə grossetanə o limitrofə che lurkate, questo è un evento da non perdere.
    Arturo Marzano (unipi) è stato il mio relatore e indubbiamente uno dei migliori professori che mi sia mai capitato di conoscere.

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  20. Carə grossetanə o limitrofə che lurkate, questo è un evento da non perdere.
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  21. Carə grossetanə o limitrofə che lurkate, questo è un evento da non perdere.
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    #Grosseto #unipi #storia #storiacontemporanea #palestina #gaza

  22. livello di vecchiaia:
    non esco quasi mai la sera, dico di no a cinema, serate, feste varie, ma non vedo l'ora di andare qui

    sono pronta per la pensione

    #isgrec
    #storiacontemporanea

  23. livello di vecchiaia:
    non esco quasi mai la sera, dico di no a cinema, serate, feste varie, ma non vedo l'ora di andare qui

    sono pronta per la pensione

    #isgrec
    #storiacontemporanea

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    sono pronta per la pensione

    #isgrec
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  26. livello di vecchiaia:
    non esco quasi mai la sera, dico di no a cinema, serate, feste varie, ma non vedo l'ora di andare qui

    sono pronta per la pensione

    #isgrec
    #storiacontemporanea

  27. Tre combattenti, una Fiat 1400 e la voglia di vivere come i gangster di Hollywood. La vera storia della Banda Casaroli, dove la guerra civile diventa rapine, sangue e tentativo di riscatto. 🇬🇧 translation on site (orange tab)

    boomerissimo.it/2025/11/07/ban

    #TrueCrime #CronacaNera #StoriaItaliana #StoriaContemporanea #BandaCasaroli

  28. Tre combattenti, una Fiat 1400 e la voglia di vivere come i gangster di Hollywood. La vera storia della Banda Casaroli, dove la guerra civile diventa rapine, sangue e tentativo di riscatto. 🇬🇧 translation on site (orange tab)

    boomerissimo.it/2025/11/07/ban

    #TrueCrime #CronacaNera #StoriaItaliana #StoriaContemporanea #BandaCasaroli

  29. Cosa succede quando 496 bombe nucleari esplodono a pochi chilometri da una città? La risposta è Semipalatinsk: una tragedia dimenticata che ha segnato intere generazioni di kazaki.

    boomerissimo.it/2025/11/05/kaz

    #Kazakhstan #StoriaContemporanea #GuerraFredda #URSS #Geopolitica #Storia

  30. Cosa succede quando 496 bombe nucleari esplodono a pochi chilometri da una città? La risposta è Semipalatinsk: una tragedia dimenticata che ha segnato intere generazioni di kazaki.

    boomerissimo.it/2025/11/05/kaz

    #Kazakhstan #StoriaContemporanea #GuerraFredda #URSS #Geopolitica #Storia