home.social

#spionaggio — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #spionaggio, aggregated by home.social.

  1. Le telecamere spia di Mosca: come l’intelligence russa sorveglia le rotte NATO verso l’Ucraina

    AIVD e MIVD, le agenzie di intelligence olandesi, hanno rivelato una campagna russa che sfrutta telecamere IP e videocitofoni smart con password di default per monitorare in tempo reale il trasporto di aiuti militari verso l'Ucraina lungo le rotte NATO.

    insicurezzadigitale.com/le-tel

  2. Le telecamere spia di Mosca: come l’intelligence russa sorveglia le rotte NATO verso l’Ucraina

    AIVD e MIVD, le agenzie di intelligence olandesi, hanno rivelato una campagna russa che sfrutta telecamere IP e videocitofoni smart con password di default per monitorare in tempo reale il trasporto di aiuti militari verso l'Ucraina lungo le rotte NATO.

    insicurezzadigitale.com/le-tel

  3. ADORO IL GENIO - TOP SECRET

    Lo sapete, li amiamo alla follia. Ma quelli di TPTGW qui si superano. L'abbiamo mantenuta in inglese perché è letteralmente intraducibile se non si vuole perdere la parte comica. Speriamo apprezzerete comunque. Buona visione!

    #adoroilgenio #29giugno #comicità #comedy #humor #spie #spionaggio #spies #topsecret #eyesonly #tv #sketch #sketches #scenette #vídeo #reel #reels #English #linguaoriginale #guerrafredda

  4. ADORO IL GENIO - TOP SECRET

    Lo sapete, li amiamo alla follia. Ma quelli di TPTGW qui si superano. L'abbiamo mantenuta in inglese perché è letteralmente intraducibile se non si vuole perdere la parte comica. Speriamo apprezzerete comunque. Buona visione!

    #adoroilgenio #29giugno #comicità #comedy #humor #spie #spionaggio #spies #topsecret #eyesonly #tv #sketch #sketches #scenette #vídeo #reel #reels #English #linguaoriginale #guerrafredda

  5. ADORO IL GENIO - TOP SECRET

    Lo sapete, li amiamo alla follia. Ma quelli di TPTGW qui si superano. L'abbiamo mantenuta in inglese perché è letteralmente intraducibile se non si vuole perdere la parte comica. Speriamo apprezzerete comunque. Buona visione!

    #adoroilgenio #29giugno #comicità #comedy #humor #spie #spionaggio #spies #topsecret #eyesonly #tv #sketch #sketches #scenette #vídeo #reel #reels #English #linguaoriginale #guerrafredda

  6. ADORO IL GENIO - TOP SECRET

    Lo sapete, li amiamo alla follia. Ma quelli di TPTGW qui si superano. L'abbiamo mantenuta in inglese perché è letteralmente intraducibile se non si vuole perdere la parte comica. Speriamo apprezzerete comunque. Buona visione!

    #adoroilgenio #29giugno #comicità #comedy #humor #spie #spionaggio #spies #topsecret #eyesonly #tv #sketch #sketches #scenette #vídeo #reel #reels #English #linguaoriginale #guerrafredda

  7. ADORO IL GENIO - TOP SECRET

    Lo sapete, li amiamo alla follia. Ma quelli di TPTGW qui si superano. L'abbiamo mantenuta in inglese perché è letteralmente intraducibile se non si vuole perdere la parte comica. Speriamo apprezzerete comunque. Buona visione!

    #adoroilgenio #29giugno #comicità #comedy #humor #spie #spionaggio #spies #topsecret #eyesonly #tv #sketch #sketches #scenette #vídeo #reel #reels #English #linguaoriginale #guerrafredda

  8. Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino

    FBI, MI5, ASIO, CSIS e NZSIS emettono un alert congiunto: ufficiali dell'intelligence militare cinese si fingono recruiter su LinkedIn, Indeed e Upwork per sottrarre informazioni classificate a personale governativo e militare. La tecnica del trial report gradualmente piu' intrusivo e' documentata nell'advisory del 3 giugno 2026.

    insicurezzadigitale.com/spie-c

  9. Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino

    FBI, MI5, ASIO, CSIS e NZSIS emettono un alert congiunto: ufficiali dell'intelligence militare cinese si fingono recruiter su LinkedIn, Indeed e Upwork per sottrarre informazioni classificate a personale governativo e militare. La tecnica del trial report gradualmente piu' intrusivo e' documentata nell'advisory del 3 giugno 2026.

    insicurezzadigitale.com/spie-c

  10. Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino

    FBI, MI5, ASIO, CSIS e NZSIS emettono un alert congiunto: ufficiali dell'intelligence militare cinese si fingono recruiter su LinkedIn, Indeed e Upwork per sottrarre informazioni classificate a personale governativo e militare. La tecnica del trial report gradualmente piu' intrusivo e' documentata nell'advisory del 3 giugno 2026.

    insicurezzadigitale.com/spie-c

  11. Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino

    FBI, MI5, ASIO, CSIS e NZSIS emettono un alert congiunto: ufficiali dell'intelligence militare cinese si fingono recruiter su LinkedIn, Indeed e Upwork per sottrarre informazioni classificate a personale governativo e militare. La tecnica del trial report gradualmente piu' intrusivo e' documentata nell'advisory del 3 giugno 2026.

    insicurezzadigitale.com/spie-c

  12. Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino

    FBI, MI5, ASIO, CSIS e NZSIS emettono un alert congiunto: ufficiali dell'intelligence militare cinese si fingono recruiter su LinkedIn, Indeed e Upwork per sottrarre informazioni classificate a personale governativo e militare. La tecnica del trial report gradualmente piu' intrusivo e' documentata nell'advisory del 3 giugno 2026.

    insicurezzadigitale.com/spie-c

  13. Il n.58 di #SpyGame - Storie della #GuerraFredda in ebook da Delos Digital è "Missione Iraq - Parte prima" di Alberto Costantini (seconda e terza parte ad aprile e maggio 2026) delos.digital/9788825436563/mi #spionaggio #spystory #thriller

  14. 🇷🇺⚡ Tensione diplomatica tra Mosca e Berlino: la Russia ha dichiarato persona non grata un diplomatico tedesco in risposta all’espulsione di un funzionario russo a gennaio.
    #Russia #Germania #Diplomazia #Spionaggio

    Foto: EPA-EFE/SERGEY GUNEEV / KREMLIN POOL / SPUTNIK / POOL MANDATORY CREDIT

    ilmitte.com/2026/02/russia-esp

  15. ADORO IL GENIO - TO BE OR NOT TO BE JB

    Il mondo #jamesbond è in fibrillazione. Si attende questa mega-produzione Amazon-MGM per la #regia di #DenisVilleneuve. Sarà per questo che #Netflix si è accaparrato praticamente ì tutti i film della saga fino ad oggi.

    #adoroilgenio #26gennaio #commercials #video #spot #SpotTV #stories #ad #comunicazione #pubblicità #cinema #action #doubleoseven #JamesBond007 #notimedodie #Heineken #birra #beer #00sette #actionmovies #spymovie #spionaggio #MGM

  16. ADORO IL GENIO - TO BE OR NOT TO BE JB

    Il mondo #jamesbond è in fibrillazione. Si attende questa mega-produzione Amazon-MGM per la #regia di #DenisVilleneuve. Sarà per questo che #Netflix si è accaparrato praticamente ì tutti i film della saga fino ad oggi.

    #adoroilgenio #26gennaio #commercials #video #spot #SpotTV #stories #ad #comunicazione #pubblicità #cinema #action #doubleoseven #JamesBond007 #notimedodie #Heineken #birra #beer #00sette #actionmovies #spymovie #spionaggio #MGM

  17. Il terrorista più ricercato del mondo non cade per uno scontro eroico, ma per una telefonata tra ministeri. Khartum lo sedava, Parigi lo aspettava. Tradimento internazionale.

    boomerissimo.it/2025/11/23/car

    #truecrime #storia #terrorismo #guerrafredda #spionaggio

  18. Il terrorista più ricercato del mondo non cade per uno scontro eroico, ma per una telefonata tra ministeri. Khartum lo sedava, Parigi lo aspettava. Tradimento internazionale.

    boomerissimo.it/2025/11/23/car

    #truecrime #storia #terrorismo #guerrafredda #spionaggio

  19. Il n.53 della collana #SpyGame - Storie della #GuerraFredda in #ebook da #delodigital è "Al Risâlah-Il messaggio" delos.digital/9788825433999/- Il ritorno di Hazim, "la recluta", a caccia di spie al Cairo nel 1970: un nuovo episodio del serial di #valentinadirienzo #spionaggio #spystory #thriller #suspense

  20. Anche in seguito ci sarebbero stati altri numerosi tentativi da parte della CIA di scoprire di più sul conto dell’ODEUM Roma

    Dopo la fine della seconda guerra mondiale gli equilibri internazionali cambiarono velocemente, e con essi anche il mondo dei servizi segreti. All’interno di una più ampia strategia anticomunista in Europa, la Germania occidentale e le sue reti d’intelligence legate al defunto Terzo Reich emersero come nuovi alleati della superpotenza statunitense. In questo contesto l’Italia giocò un ruolo cruciale. Nel 1946 l’Organisation Gehlen, un servizio segreto tedesco-occidentale costituito per iniziativa statunitense e in collaborazione con l’ex ufficiale della Wehrmacht Reinhard Gehlen, istituì l’ODEUM Roma, la propria base estera nella capitale italiana, guidata dall’ex fisico nucleare Johannes Gehlen, fratello maggiore di Reinhard. Proprio il rapporto tra i due fratelli e le complesse dinamiche di comunicazione e controllo tra base estera e “organizzazione madre” diventano in questo volume la lente focale per un’analisi dell’evoluzione e dell’attività dell’Organisation Gehlen in Italia tra il 1946 e il 1956 nel contesto della “guerra di spie” che dilagava nella penisola agli inizi della guerra fredda.
    Presentazione di Sarah Lias Ceide, Scontri tra spie agli inizi della guerra fredda. L’Organisation Gehlen in Italia, 1946-1956, fedOA – Federico II University Press, Napoli, 2023

    Nonostante le dinamiche che avrebbero portato nuovamente alla guida diretta dell’ODEUM Roma da parte di Reinhard Gehlen, alcuni interrogativi rimangono tuttavia aperti rispetto ai report del ‘52. Innanzitutto chi era il vero responsabile della falsità delle informazioni inviate? E perché nessuno del gruppo romano si era accorto delle suddette mancanze prima di inoltrare il tutto all’ufficio “Analisi”? Purtroppo non è possibile ricostruire in maniera soddisfacente né la costituzione della rete di informatori dell’ODEUM Roma per quanto riguarda l’Europa dell’Est, né le dinamiche di comunicazione fra tali informatori e il gruppo romano. Sembra tuttavia ovvio, sulla base delle succitate valutazioni dell’ufficio “Analisi”, che gli individui reclutati in tale ambito dall’ODEUM Roma siano stati totalmente privi di esperienza spionistica, forse addirittura semplici “imbroglioni”, la cui attività era volta unicamente al guadagno.
    Non c’è infatti ragione per dubitare del giudizio del succitato ufficio, secondo cui i report nella loro totalità risultassero «un imbroglio smascherato immediatamente» <515. E anche se l’ufficio “Analisi” aveva tenuto a sottolineare che una mancante formazione in campo spionistico da parte dei membri dell’ODEUM Roma non sarebbe stata sufficiente a spiegare il livello scarsissimo dei report del ’52, a mio avviso, ciò potrebbe invece essere parte del problema. Come si è visto precedentemente, nel ’49, sullo sfondo dello “scandalo SMOM”, Johannes Gehlen aveva riconosciuto la necessità di ricevere una formazione appropriata in campo spionistico, la cui mancanza avvertiva come un potenziale ostacolo per la propria carriera <516. Dalle fonti non emerge se egli all’inizio del ’52 avesse già seguito dei corsi di formazione a Pullach o se avesse ricevuto un altro tipo di addestramento in tal senso. Di conseguenza, a mio parere, la mancanza di esperienza e di un modus operandi professionale nella raccolta di informazioni sensibili è un elemento importante per poter spiegare ”l’affare dei report” del ’52. A ciò si aggiunge, come veniva anche annotato nelle suddette valutazioni, che nessuno dei membri dell’ODEUM Roma era esperto né dell’Est Europa né tantomeno della situazione militare di tali paesi. Di conseguenza è piuttosto improbabile che il gruppo romano avesse realmente le competenze necessarie a rivedere e valutare in modo efficace le informazioni trasmesse dai propri informatori. La suddetta valutazione sembrerebbe inoltre insinuare quasi il sospetto che dietro i report “fasulli” dell’ODEUM Roma ci fosse stata la concreta intenzione, da parte di Johannes e dei suoi collaboratori, di fabbricare informazioni sensibili e di “imbrogliare” la centrale dell’Organisation Gehlen, magari, si potrebbe ipotizzare, allo scopo di esaltare una presunta importanza strategica della base estera romana per giustificarne la futura esistenza. È tuttavia mia opinione che tale ipotesi non sia plausibile. Come si vedrà anche in seguito, è più probabile che gli sbagli, anche gravi, commessi dall’ODEUM Roma siano da attribuirsi all’inesperienza dei membri del gruppo piuttosto che alla loro malafede.
    Qualunque sia alla fine stata la ragione alla base dell’ “affare dei report”, lo “scontro” tra l’ODEUM Roma e l’ufficio “Analisi” sarebbe stato evitato con l’intervento di Reinhard. Anche se in tal modo, come già detto, egli era riuscito a sottrarre il fratello maggiore alle critiche e alle interferenze esterne, la sua gestione diretta dell’ODEUM Roma non sarebbe durata a lungo. Infatti, sullo sfondo del rapido avvicinarsi dell’“ufficializzazione” dell’Organisation Gehlen, tra il ’52 e il ’53, il capo del servizio segreto tedesco avrebbe preso una decisione importante per il futuro dell’ODEUM Roma: il suo trasferimento al cosiddetto “Archivio” di Wolfgang Langkau, anche conosciuto come “Servizio Strategico”.
    […] la ricostruzione precisa di come l’ODEUM Roma si sia inserito sul piano burocratico e amministrativo all’interno dell’Organisation Gehlen non risulta facile, come hanno dovuto ammettere retrospettivamente gli stessi membri del BND <517. Nonostante ciò, grazie soprattutto alla minuziosa analisi di Thomas Wolf della struttura e dell’organizzazione interna dell’Organisation Gehlen, oltre all’esistenza di alcuni documenti di archivio rivelatori e utili in tal senso, è possibile gettare almeno parzialmente luce sulle dinamiche burocratiche e strutturali che caratterizzarono l’ODEUM Roma a cavallo tra la primavera del ’52 e i primi mesi del ’53, in seguito al suddetto “affare dei report” sull’Europa dell’Est.
    Sono già state individuate e analizzate in precedenza le motivazioni che permettono di interpretare Johannes e l’ODEUM Roma come “corpi estranei” all’interno dello stesso servizio segreto tedesco: annessi ufficialmente all’ufficio “35” come Sonderverbindungen, ma, a quanto pare, guidati e controllati quasi esclusivamente da Reinhard Gehlen, solo pochi esterni avevano modo di accedere alle informazioni raccolte e trasmesse dai membri dell’ODEUM Roma. Il ’52, con l’invio dei suddetti report e l’esito disastroso della successiva valutazione per mano dell’ufficio “Analisi”, aveva poi provocato, come già visto, nuovamente l’intervento del capo dell’Organisation Gehlen. Gli eventi dei primi mesi del ’52 avevano portato Reinhard a “isolare” nuovamente il fratello non solo dal resto del servizio segreto tedesco, ma anche dalla CIA e dagli inviati di quest’ultima a Pullach, proprio in un momento in cui l’intelligence statunitense sembrava interessarsi sempre di più dell’operato dell’ex fisico nucleare a Roma. Infatti a partire dal ’51 la CIA aveva iniziato a richiedere con insistenza maggiori informazioni «circa il contributo dato da Johannes Gehlen e dai suoi collaboratori alla generale raccolta di informazioni d’intelligence» dell’Organisation Gehlen <518. Anche in seguito ci sarebbero stati altri numerosi tentativi da parte della CIA di scoprire di più sul conto dell’ODEUM Roma, ma alla fine, essa «non venne più informata da Reinhard Gehlen circa l’attività e i risultati raggiunti dal gruppo romano» <519.
    Quanto appena detto fa emergere un elemento importante in riferimento ai “rapporti di forza” tra CIA e Organisation Gehlen, ovvero che, nonostante gli sforzi ripetuti dell’intelligence statunitense, il servizio segreto di Reinhard continuava a rimanere almeno parzialmente fuori dalla sfera di controllo della CIA. Se a ciò si aggiunge anche la generale “crisi” venutasi a creare nei rapporti tedesco-statunitensi a Pullach all’inizio degli anni Cinquanta, in vista della imminente trasformazione dell’Organisation Gehlen nel nuovo servizio segreto federale estero, diventa chiaro perché la nascita del futuro “Servizio Strategico” possa essere vista come una sorta di “sintomo collaterale” della generale “politica gehleniana”. Infatti, come si vedrà, il processo di costituzione e la struttura interna del “Servizio Strategico” diventano emblematici per capire una generale tendenza dell’Organisation Gehlen, e successivamente del BND, a frammentarsi progressivamente, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in vari reparti eterogenei e solo parzialmente legati fra loro.
    La costituzione del “Servizio Strategico”
    La storia della nascita e dell’evoluzione del “Servizio Strategico”, rimane ancora perlopiù nel buio. Come già accennato, secondo alcune fonti BND, esso nacque nel ’52 nella sua forma più embrionale su mandato di Adenauer, secondo cui l’Organisation Gehlen avrebbe dovuto «dare vita a un organo d’intelligence indipendente dagli americani dal punto di vista operativo ed economico, allo scopo di raccogliere informazioni sull’Europa occidentale e sul Terzo mondo» <520, agendo esclusivamente alle dipendenze del cancelliere. Secondo lo stesso Reinhard Gehlen, tra le attività di questo nuovo organo d’intelligence sarebbe dovuto rientrare anche lo spionaggio anticomunista verso i paesi sotto influenza sovietica così come verso organizzazioni e partiti comunisti nel blocco occidentale e nei paesi non-allineati <521. In quanto risultato di questo “tacito accordo” tra il governo tedesco-federale e l’Organisation Gehlen, da cui la CIA era dunque esplicitamente estromessa, il futuro “Servizio Strategico” si configurava sin dall’inizio, secondo Wolf, come una sorta di «servizio segreto dentro il servizio segreto» <522. La nascita di questo nuovo ufficio sembrava dunque assolvere a due principali obiettivi. Da una parte, si configurava come elemento importante del più ampio processo di trasformazione del servizio segreto di Pullach in BND, visto che il governo tedesco-federale aveva preso la decisione di fare dell’Organisation Gehlen il nuovo organo d’intelligence estero della RFT proprio nel ’51 <523. Dall’altra, si poneva come funzionale allo sforzo di Reinhard di allontanare alcuni elementi del proprio servizio segreto, fra cui l’ODEUM Roma, dal controllo della CIA.
    Il “Servizio Strategico”, che assunse tale nome ufficialmente solo a partire dal ’56, nacque inizialmente sotto il nome in codice “Archivio” e fu guidato da Wolfgang Langkau, un conoscente di vecchia data di Reinhard e mediatore tra l’Organisation Gehlen e gli ambienti cristiano-democratici tedesco-federali <524. Sin dal 1951 Langkau aveva esercitato la propria attività d’intelligence per conto del servizio segreto tedesco sotto la copertura di collaboratore del giornale «Neues Abendland», organo di comunicazione principale della cosiddetta Abendländische Bewegung (Movimento per l’Occidente). Tale movimento era nato in Germania agli inizi della guerra fredda con ramificazioni internazionali, di stampo conservatore e anticomunista, ed era legato anche a rappresentanti del clero cattolico e della Chiesa protestante <525. A partire dal ’52 Langkau divenne capo del nascente “Servizio Strategico”, con l’incarico preciso di costituire rapidamente un reparto in grado di fornire alla Cancelleria federale informazioni d’intelligence in ambito estero <526. Di conseguenza, a cavallo tra il ’52 e il ’53, gran parte dei “collegamenti speciali” dell’Organisation Gehlen attivi all’estero vennero annessi al “Servizio Strategico”. Tale processo si sarebbe accelerato quando, verso la fine del ’53, Reinhard avrebbe deciso di sciogliere l’ufficio “35”, responsabile di tutti i suddetti “collegamenti speciali”, fra cui, come già accennato, anche l’ODEUM Roma, i quali vennero interamente trasferiti al neonato organismo diretto da Langkau <527.
    [NOTE]
    515 Endgültige Beurteilung, 14 febbraio 1952, BND-Archiv, 220816, doc. 619.
    516 Tätigkeiten in Rom, 1949, BND-Archiv, 220815, doc. 420.
    517 BND und Vatikan, 22 settembre 1982, BND-Archiv, 42507.
    518 T. Wolf, Die Entstehung des BND, cit., p. 428.
    519 Ibidem.
    520 Ivi, p. 416.
    521 Ibidem.
    522 Ivi, p. 415.
    523 Ivi, p. 420; cfr. T. Wolf, Die Anfänge des BND, cit..
    524 T. Wolf, Die Entstehung des BND, cit., pp. 417-418. L‘“Archivio“ di Langkau avrebbe costituito uno dei due pilastri su cui il “Servizio Strategico” si sarebbe basato dopo il ’56. Il secondo pilastro sarebbe stato costituito dal reparto Außenpolitische Aufklärung (Spionaggio estero) di Kurt Weiß, già specialista per lo spionaggio contro i paesi del Patto Atlantico. Ancor prima della fusione dei due suddetti uffici, il soprannome “Servizio Strategico” si sarebbe già affermato per il reparto di Langkau, ragione per cui “Servizio Strategico” viene qui usato come sinonimo di “Archivio”.
    525 Per un’analisi dell’Abendländische Bewegung cfr. V. Conze, Die Abendländische Bewegung, in: V. Conze (a cura di), Das Europa der Deutschen. Ideen von Europa in Deutschland zwischen Reichstradition und Westorientierung (1920-1970), Oldenbourg, München 2005, pp. 127-207. Per il legame tra l’Organisation Gehlen, il movimento e gli esponenti principali di questi ultimi cfr. T. Wolf, Die Entstehung des BND, cit., pp. 417-420.
    526 T. Wolf, Die Entstehung des BND, cit., p. 421.
    527 Ivi, p. 422.
    Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022

    #1952 #1953 #CIA #Federale #Gehlen #Germania #Odeum #organizzazione #Ovest #Roma #SarahAnnaMariaLiasCeide #segreti #servizi #servizio #spionaggio #strategico #WolfgangLangkau

  21. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero

  22. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero

  23. Il Sovrano Militare Ordine di Malta attirava l’attenzione di molti all’inizio della guerra fredda

    Come si è visto, il legame con lo SMOM [Sovrano Militare Ordine di Malta] era stato il primo costituito da Johannes [Gehlen] tra il ’46 e il ’47, grazie all’aiuto e al supporto di von Thun-Hohenstein. Inizialmente Johannes avrebbe funto meramente da segretario personale del conte, non quindi come impiegato dell’Ordine, ma come semplice membro dell’entourage privato di un esponente di alto rango di tale istituzione. Alla luce di ciò è facile intuire che la posizione dell’ex fisico nucleare all’interno dello SMOM fosse di natura piuttosto precaria. Non sarebbe cambiato molto nemmeno con la sua nomina ad «addetto alla Segreteria con l’incarico di dirigere la I° Sezione e la segreteria particolare», compreso l’archivio privato del conte, in quanto non si trattò di un incarico ufficiale dell’Ordine <226. Egli sarebbe quindi comunque dipeso totalmente dalla figura e dalle sorti di von Thun-Hohenstein, una circostanza che avrebbe indotto Johannes Gehlen a percepire in quel periodo il carattere fragile e precario della propria attività a Roma come «una danza su gusci d’uovo» <227. La “missione SMOM” fra sostegno e opposizione Il già menzionato progetto di dare vita a una rappresentanza della Segreteria Estera dello SMOM nella zona d’occupazione statunitense (preferibilmente a Francoforte sul Meno) sembra essere stato l’obiettivo principale dell’attività di Johannes nell’ambito dell’Ordine, sin dal ‘46/’47. Infatti von Thun-Hohenstein lo aveva preso sotto la propria ala in vista della promessa, fatta da Johannes, che l’Organisation Gehlen avrebbe fatto tutto il possibile affinché potesse crearsi un ufficiale e stabile collegamento tra la suddetta segreteria dell’Ordine e il governo d’occupazione statunitense in Germania. Se il conte sembrava quindi, da parte sua, pronto a lanciarsi in una simile impresa senza fare troppe domande, ciò non si può dire degli altri membri della Segreteria Estera dello SMOM, fra cui il marchese austriaco Alessandro Pallavicino e il marchese di origini ungheresi Oberto Pallavicini <228. I due su citati marchesi non avrebbero visto fin dal principio di buon occhio il fatto che von Thun-Hohenstein avesse «assunto un segretario privato che non era cavaliere [dell’Ordine] e, oltretutto, protestante» <229. Sin dall’inizio, quindi, Johannes sarebbe stato visto come “corpo estraneo” all’interno di un’istituzione rigidamente gerarchica, elitaria e cattolica come lo SMOM e, nonostante il conte von Thun-Hohenstein avesse assunto più volte le difese dell’ex fisico nucleare, entrambi gli uomini si sarebbero presto trovati di fronte a un vero e proprio partito d’opposizione interno. Oltre ai marchesi Pallavicino e Pallavicini, anche il conte Stanislao Pecci – allora inviato plenipotenziario dell’Ordine presso la Santa Sede – e il barone Gioacchino Malfatti di Montetretto <230, si sarebbero uniti a quella parte dei Cavalieri che dubitavano fortemente delle buone intenzioni di Johannes e di von Thun-Hohenstein. Nel ’49 Pallavicini avrebbe raccontato a Hugo von Thurn und Taxis, un collaboratore e amico personale dei fratelli Gehlen, che fin dal principio egli stesso e gli altri Cavalieri del “gruppo d’opposizione” avrebbero sospettato che «gli affari dell’Ordine [di competenza di von Thun-Hohenstein] venissero gestiti da tale Hans», in quanto sarebbe risaputo che dal conte non c’era da aspettarsi «spirito d’iniziativa e intelligenza nelle decisioni autonome»231. Johannes si sarebbe ben presto accorto dell’aria “gelida” che sembrava tirare a Via Condotti riguardo la sua persona. «Posso ritrovarmi in una posizione del tutto isolata da un momento all’altro», scriveva infatti al fratello Reinhard il 1° gennaio del 1948. Dai report inviati in rapida successione da Roma per un anno circa, a partire dal novembre del ’47, emerge infatti un’immagine di Johannes come un uomo ansioso e preoccupato, come già accennato, per il precario equilibrio della sua situazione. Tale ansia sarebbe stata solo accresciuta dal fatto che, nel dare vita al progetto della rappresentanza SMOM a Francoforte, l’ex fisico nucleare era costretto ad affidarsi del tutto a suo fratello e all’USFET [United States Forces European Theater] in Germania, senza il cui aiuto sarebbe stato impossibile creare un legame stabile tra Roma, la città tedesca e il governo militare statunitense. Già nel secondo report del 22 novembre 1947 Johannes avrebbe chiesto di stabilire contatti con uno dei membri più importanti dello SMOM in Vestfalia, un Cavaliere che, si sperava, lo avrebbe aiutato a rafforzare la posizione interna di von Thun-Hohenstein e che gli avrebbe aiutato nell’avviare le trattative per la creazione di una rappresentanza a Francoforte sul Meno: Rudolf Freiherr von Twickel. In qualità di presidente dell’Associazione dei Cavalieri dello SMOM in Vestfalia, Twickel appariva come alleato ideale, sia per portare avanti il progetto della rappresentanza che per avere la meglio sul gruppo di “nemici interni”, guidati da Pecci <232. Venne perciò deciso di far venire il prima possibile Twickel a Roma <233. Analizzando i documenti è tuttavia da subito riscontrabile un evidente problema riguardo il progetto di legare lo SMOM alla zona d’occupazione statunitense tramite Francoforte: il mancante sopporto fornito a Johannes da parte dell’Organisation Gehlen e dell’USFET nel stabilire contatti con il governo militare statunitense in Germania. Infatti si trovano, nel corso del ’48, ripetute richieste del fisico nucleare di accelerare la procedura, che tuttavia non sembrano essere mai state del tutto assecondate. Anche se Twickel sarebbe infine giunto a Roma il 14 aprile 1948, con notevole ritardo rispetto a quanto originariamente progettato, nel frattempo il mancato supporto della centrale dell’Organisation Gehlen a Pullach all’ex fisico nucleare a Roma in questo specifico progetto avrebbe provocato un primo piccolo “disastro” nella Segreteria Estera di Via Condotti. Lo SMOM come oggetto di contesa tra gli Alleati occidentali: la prima “sconfitta” di Johannes Gehlen Come risulta chiaro dal carattere stesso del Sovrano Militare Ordine di Malta, l’antica istituzione cattolica attirava l’attenzione di molti all’inizio della guerra fredda, non solo quella dell’Organisation Gehlen e dell’intelligence militare statunitense. Nonostante l’Ordine poteva apparire talvolta quale «vecchio edificio obsoleto» <234, ben presto Johannes si sarebbe accorto che le mire di altre due potenze vincitrici – Francia e Gran Bretagna – si stavano poggiando pericolosamente sulla sede di Via Condotti. Dal report del 23 gennaio 1948 emerge che von Thun-Hohenstein stava iniziando a dubitare del sostegno promessogli da Johannes e Reinhard Gehlen, vista la mancanza di conferme da parte dell’organizzazione d’intelligence tedesca circa il buon esito del progetto della rappresentanza. Alla luce di ciò risulta comprensibile perché Johannes si sia preoccupato quando venne a sapere di un viaggio imminente a Londra e Parigi da parte del conte. Nella capitale inglese von Thun-Hohenstein avrebbe incontrato rappresentanti di alcune non meglio identificate «istituzioni private» intenzionate a mettere a disposizione della Segreteria Estera dello SMOM considerevoli fondi <235. Inutile dire quali fossero i sospetti e i timori coltivati da Johannes: c’era il rischio concreto che, dopo un anno di lavoro, i governi militari francese o britannico in Germania potessero compromettere e vanificare il suo operato, riuscendo in anticipo a creare un legame diretto tra lo SMOM e la Germania occupata. La sua forte preoccupazione risulta chiara dal passaggio finale del suddetto report: «Mi auguro di ricevere qualcosa da Voi che posso dare a F.[erdinand von Thun-Hohenstein] in questi giorni, altrimenti lo perdo. Dice che ha contato così tanto su 34 [Reinhard Gehlen] e che ha voluto mettersi a sua disposizione senza riserve e sotto ogni punto di vista» <236. Sullo sfondo di quanto appena detto risulta chiaro che la situazione di Johannes all’interno dello SMOM non era delle migliori, nonostante avesse cominciato la propria attività da appena un anno. E, come si vedrà, da quel momento in poi, le cose sarebbero solo ulteriormente andate peggiorando. Infatti il 14 aprile 1948 le peggiori paure di Johannes si sarebbero avverate, in occasione di una visita a via Condotti del generale francese Jean Tessier Baron de Marguerittes, importante esponente della resistenza armata francese contro il governo di Vichy e, dopo il ’46, rappresentante francese presso l’UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) in territorio tedesco <237. De Marguerittes, in assenza di von Thun-Hohenstein, avrebbe in tale sede concluso un accordo con Pallavicino e Pallavicini, entrambi tra i principali antagonisti del conte. Tale accordo prevedeva l’istituzione di una rappresentanza dello SMOM presso il governo militare francese in Germania, allora presieduto da Marie-Pierre Koenig <238. I francesi, scriveva Johannes al fratello, «probabilmente sono venuti a sapere del nostro progetto e, da europei, hanno agito rapidamente, mettendoci in una condizione di ovvio svantaggio» <239. Una volta saputo dell’accordo preso da de Marguerittes con la Segreteria estera dello SMOM, Johannes affermava di essersi sentito «come un idiota» ed esprimeva con chiarezza la propria frustrazione: “Ich […] kann nur sagen, dass ich ein reines Gewissen habe, denn ich habe ja nichts unversucht gelassen, um in unserem Sinne tätig zu sein. […] nunmehr haben wir mit dem französischen Gegengewicht zu rechnen. Sage unseren Freunden [G-2 USFET], dass ich (sarkastisch natürlich) jetzt nur noch auf die Russen warte. Wie kommt es, dass die Franzosen in wenigen Wochen etwas fertig bringen, was wir nicht in einem Jahr zustande bringen?240 Tuttavia Johannes avrebbe cercato di non perdere la speranza. I documenti fanno emergere che egli, già alla fine dello stesso mese, era tornato a concentrarsi sulla propria missione individuando in particolare un punto fondamentale per poter riprendere il controllo della situazione: l’allontanamento degli oppositori di von Thun-Hohenstein. All’interno del gruppo attorno a Pecci, Gioacchino Malfatti sembrava essere finito in particolare nel mirino dell’ex fisico nucleare. Il 26 aprile Johannes informava il fratello che i suoi tentativi «di eleminare la diplomazia a noi nociva» all’interno dell’Ordine sembravano ora favoriti dal verificarsi «di un piccolo scandalo» riguardante Malfatti: la figlia minore di quest’ultimo sarebbe stata segnalata a von Thun-Hohenstein da una fonte affidabile come «agente comunista» <241. Stando al report, anche il gruppo attorno a Pecci sarebbe stato informato di ciò e la notizia aveva così fatto esplodere una «vera bomba» tra le file della Segreteria estera dello SMOM <242. Nonostante egli non nascondesse la sua soddisfazione circa “l’affare Malfatti” a fine aprile, Johannes esprimeva tuttavia una sua perplessità al fratello, che appare quale ulteriore spia delle comunicazioni disfunzionali tra la centrale di Pullach e il capo dell’ODEUM Roma. A Johannes, infatti, era giunta voce che le «attività sospette» di Alessandra Malfatti fossero note già da tempo all’intelligence statunitense in Italia, la quale starebbe tenendo la ragazza sotto sorveglianza. Per tale ragione, scriveva l’ex fisico nucleare a Reinhard, «F.[erdinand von Thun-Hohenstein] vi chiede, se possibile, di inoltrare una richiesta ai nostri amici [G-2 USFET] chiedendogli dei dettagli e chiedendo conferma di ciò, se i signori lo ritengono opportuno. Non sarebbe inoltre stato il caso di fare un cenno [riguardo le notizie sul conto di Malfatti] già in passato a F. o al sottoscritto?» <243 La scoperta che l’intelligence statunitense era al corrente di questa importante notizia – da lui scoperta da poco e per puro caso – aveva spiazzato senz’altro Johannes, come dimostrano le succitate righe del 26 aprile. Non sorprenderebbe se tale episodio lo avesse persino portato a mettere in dubbio, almeno parzialmente, il funzionamento della collaborazione stessa tra l’USFET e l’Organisation Gehlen. A causa del mancato riscontro di una risposta di Reinhard al suddetto report, non si hanno tuttavia le basi per accertare se allora l’USFET [United States Forces European Theater] fosse davvero al corrente dell’“affare Malfatti. Bisogna infatti tenere a mente che il G-2 [intelligence] USFET non era l’unico servizio segreto statunitense attivo in Italia nell’immediato dopoguerra <244 e, di conseguenza, risulta piuttosto difficile stabilire se quanto affermato da Johannes corrisponda alla verità e, in tal caso, se riguardi davvero l’USFET. L’episodio della rappresentanza SMOM “francese” mette comunque certamente in evidenza i problemi di comunicazione e di collaborazione tra Pullach e l’ODEUM Roma. [NOTE] 226 Lettera di Ferdinand von Thun-Hohenstein a Johannes Gehlen, 15 giugno 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 083; cfr. Bericht N°19, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 4 luglio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 079. 227 Bericht N°11, 16 febbraio 1948, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, BND-Archiv, 220815, doc. 114. 228 Bericht N°1, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 16 novembre 1947, BND-Archiv, 220815, doc. 182. 229 Report di Hugo von Thurn und Taxis, 8 agosto 1949, BND-Archiv, 220815, doc. 417. 230 Zusammenfassender Bericht über den Souveränen Malteser-Ritterorden, 15 settembre 1950, BND-Archiv, 220815, doc. 369. 231 Report di Hugo von Thurn und Taxis, 8 agosto 1949, BND-Archiv, 220815, doc. 417. 232 A. Freiin von Weichs, M. Schulz e.a. in Die Deutsche Assoziation des Souveränen Malteser Ritterordens (a cura di), Der Malteserorden in Deutschland, Lutz Garnies, Haar-München 2001, p. 88. 233 Bericht N°2, 22 novembre 1947, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, BND-Archiv, 220815, doc. 181. Se Twickel sapeva o meno del coinvolgimento dell’Organisation Gehlen nel progetto di von Thun-Hohenstein, non risulta con chiarezza dalle carte. È però più probabile che egli sia stato ignaro di tutto e che il suo intervento a favore di Johannes e del suo capo sia avvenuto grazie a contatti privati con quest’ultimo. 234 The Sovereign Military Order of Malta, dicembre 1947, BND-Archiv, 220815, doc. 166. 235 Bericht N°6, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 23 gennaio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 139. 236 Ibidem. 237 Jean Teissier, Baron de Marguerittes dit “Colonel Lizé”, Musée de la Resistance en ligne, 1940-1945, URL: < http://museedelaresistanceenligne.org/media4254-Jean-Teissier-baron-de-Marguerittes-dit-a&gt; (sito visitato il 19 settembre 2021).
    238 Bericht N°14, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 8 aprile 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 103.
    239 Ibidem.
    240 Ibidem. Stando a quanto scritto da Johannes al fratello, il generale Koenig aveva iniziato a prendere in considerazione l’istituzione di una rappresentanza dello SMOM presso la propria amministrazione militare solo tre settimane prima dell’accordo. Il progetto era dunque stato portato a termine in appena due settimane, in forte contrasto con la sfortunata impresa di Johannes, ormai avviata più di un anno prima e rimasta senza successo. “L’unica cosa che posso […] dire è che ho la coscienza pulita perché non ho lasciato nulla di intentato che potesse essere utile ai nostri fini. […] dobbiamo ormai fare i conti con la controparte francese. Di’ ai nostri amici [G-2 USFET] (lo dico naturalmente con sarcasmo) che ormai aspetto solo i russi. Com’è possibile che i francesi riescono a portare a termine nell’arco di qualche settimana quello che noi non riusciamo a portare a compimento in un anno”.
    241 Report N°16, 26 aprile 1948, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, BND-Archiv, 220815, doc. 099.
    242 Ibidem.
    243 Ibidem.
    244 Ad esempio, anche il Counterintelligence Corps della U.S. Army aveva legami con l’Italia. Infatti, a partire dal ’47, la penisola sarebbe stata al centro del Project LOS ANGELES, una rete anticomunista d’intelligence del CIC, guidata dal giovane militare italo-americano Joseph Luongo. Cfr. C. Franceschini, Geheimdienste, Agenten, Spione. Südtirol im Fadenkreuz fremder Mächte, Raetia, Bozen 2020.
    Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022

    #1948 #AlessandraMalfatti #conte #francese #fredda #G2USFET #Germania #GioacchinoMalfatti #guerra #JohannesGehlen #Malta #Odeum #ordine #OrganisationGehlen #Ovest #ReinhardGehlen #Roma #SarahAnnaMariaLiasCeide #SMOM #spionaggio #StanislaoPecci #statunitense

  24. il punto non è se sei paranoico… il punto è se sei abbastanza paranoico (“strange days”, 1995) / differx. 2025 (aprile)

    sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso.

    e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere. 

    ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :

    • il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto con Genova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
    • la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
    • la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa); 
    • la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
    • in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice; 
    • il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
    • Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
    • Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
    • Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?

    [continua]
    [forse]

    #accordiConLeMafie #AI #controllo #controlloSociale #CPR #criminali #crimini #decretoSicurezza_ #decretoSicurezza #depistaggi #dittatura #dl1660 #esecuzioni #facebook #fascismo #fascisti #funeraliDelloStato #funeraliDiStato #Gelli #genocidio #google #governo #IA #Instagram #istruzione #istruzionePubblica #lagerInAlbania #lottaDiClasse #mafia #mafie #Meta #Microsoft #neofascismo #neofascisti #Palestina #palestinesi #Paragon #PD #puliziaEtnica #razzismo #razzisti #repressione #repubblicaDelleBanane #sanitàPubblica #ScuolaDiaz #scuolaPubblica #scuolePubbliche #shadowbanning #social #socialNetwork #spionaggio #statoDiPolizia #stragi #testiDiMgInRete #whatsapp

  25. il punto non è se sei paranoico… il punto è se sei abbastanza paranoico (“strange days”, 1995) / differx. 2025 (aprile)

    sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso.
    e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere.
    ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :

    • il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto con Genova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
    • la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
    • la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa);
    • la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
    • in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice;
    • il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
    • Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
    • Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
    • Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?

    [continua]
    [forse]

    aggiornamenti 15-16-17 aprile:

    (1) Sigfrido Ranucci, nel silenzio generale, denuncia che una nuova circolare Rai impone la tracciabilità di tutto il materiale video, comprese le interviste con fonti anonime. Tutto dovrà essere caricato su una piattaforma interna dell’azienda, accessibile e monitorabile: “Si tratta di materiale sensibile: ci sono colloqui con fonti anonime, immagini che fanno parte del lavoro investigativo. Tracciarli significa compromettere la fiducia, esporre chi parla e limitare chi indaga […] . Per esempio, chi ha documentato tutte le inchieste legate al famoso incontro all’autogrill tra Renzi e Mancini, oggi è obbligato a fornire tutto il materiale girato, qualora la RAI, o chi per essa, lo richieda. Io credo che si stia chiudendo un cerchio, e che diventerà impossibile fare giornalismo d’inchiesta”.

    Diciamo semplicemente che è un altro colpo alla democrazia in Italia.

    (2) Perfino peggio: https://x.com/Marco49922370/status/1912056981973602350

    (3) aggiornamento 17 aprile: articolo di Marco Schiaffino, per Radio Popolare, sullo schifo del controllo globale (e delle deportazioni) in USA [pdf]

    #accordiConLeMafie #AI #controllo #controlloGlobale #controlloSociale #CPR #criminali #crimini #decretoSicurezza #depistaggi #deportazioni #dittatura #dl1660 #esecuzioni #facebook #fascismo #fascisti #funeraliDelloStato #funeraliDiStato #Gelli #genocidio #google #governo #IA #Instagram #istruzione #istruzionePubblica #lagerInAlbania #lottaDiClasse #mafia #mafie #MarcoSchiaffino #Meta #Microsoft #neofascismo #neofascisti #Palestina #palestinesi #Paragon #PD #puliziaEtnica #RadioPopolare #razzismo #razzisti #repressione #repubblicaDelleBanane #sanitàPubblica #ScuolaDiaz #scuolaPubblica #scuolePubbliche #shadowbanning #social #socialNetwork #spionaggio #statoDiPolizia #stragi #testiDiMgInRete #USA #whatsapp

  26. il punto non è se sei paranoico… il punto è se sei abbastanza paranoico (“strange days”, 1995) / differx. 2025 (aprile)

    sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso.

    e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere. 

    ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :

    • il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto con Genova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
    • la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
    • la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa); 
    • la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
    • in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice; 
    • il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
    • Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
    • Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
    • Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?

    [continua]
    [forse]

    #accordiConLeMafie #AI #controllo #controlloSociale #CPR #criminali #crimini #decretoSicurezza_ #decretoSicurezza #depistaggi #dittatura #dl1660 #esecuzioni #facebook #fascismo #fascisti #funeraliDelloStato #funeraliDiStato #Gelli #genocidio #google #governo #IA #Instagram #istruzione #istruzionePubblica #lagerInAlbania #lottaDiClasse #mafia #mafie #Meta #Microsoft #neofascismo #neofascisti #Palestina #palestinesi #Paragon #PD #puliziaEtnica #razzismo #razzisti #repressione #repubblicaDelleBanane #sanitàPubblica #ScuolaDiaz #scuolaPubblica #scuolePubbliche #shadowbanning #social #socialNetwork #spionaggio #statoDiPolizia #stragi #testiDiMgInRete #whatsapp

  27. il punto non è se sei paranoico… il punto è se sei abbastanza paranoico (“strange days”, 1995) / differx. 2025 (aprile)

    sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso.

    e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere. 

    ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :

    • il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto con Genova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
    • la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
    • la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa); 
    • la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
    • in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice; 
    • il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
    • Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
    • Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
    • Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?

    [continua]
    [forse]

    #accordiConLeMafie #AI #controllo #controlloSociale #CPR #criminali #crimini #decretoSicurezza_ #decretoSicurezza #depistaggi #dittatura #dl1660 #esecuzioni #facebook #fascismo #fascisti #funeraliDelloStato #funeraliDiStato #Gelli #genocidio #google #governo #IA #Instagram #istruzione #istruzionePubblica #lagerInAlbania #lottaDiClasse #mafia #mafie #Meta #Microsoft #neofascismo #neofascisti #Palestina #palestinesi #Paragon #PD #puliziaEtnica #razzismo #razzisti #repressione #repubblicaDelleBanane #sanitàPubblica #ScuolaDiaz #scuolaPubblica #scuolePubbliche #shadowbanning #social #socialNetwork #spionaggio #statoDiPolizia #stragi #testiDiMgInRete #whatsapp

  28. Tra gravità, orologi atomici e segreti (declassificati): come il Programma Parcae ascoltò l’URSS dallo spazio, evitando l’apocalisse nucleare. Fino al 2023, nessuno lo sapeva. La rubrica "Il futuro di ieri" parla dei satelliti che "tennero in freddo" la Guerra Fredda con tecnologie avanti di decenni.

    #ilfuturodiieri #Spionaggio #Spazio #GuerraFredda #Satelliti #Storia #Tecnologia #topsecret

    futuroprossimo.it/2025/01/parc

  29. Tra gravità, orologi atomici e segreti (declassificati): come il Programma Parcae ascoltò l’URSS dallo spazio, evitando l’apocalisse nucleare. Fino al 2023, nessuno lo sapeva. La rubrica "Il futuro di ieri" parla dei satelliti che "tennero in freddo" la Guerra Fredda con tecnologie avanti di decenni.

    #ilfuturodiieri #Spionaggio #Spazio #GuerraFredda #Satelliti #Storia #Tecnologia #topsecret

    futuroprossimo.it/2025/01/parc