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#pompei — Public Fediverse posts

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  1. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁à 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 (𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗽𝗼𝘁𝗲𝘀𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝗮 𝗱𝗶 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗽𝗼𝗹𝗹𝗼)𝗹

    Il Parco Archeologico di Pompei inaugura una nuova esperienza immersiva: grazie all'app Portyl, i visitatori possono esplorare la città romana…

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #Pompei #Archeologia #RealtàAumentata #Portyl #PatrimonioCulturale #Tecnologia #RomaAntica #Vesuvio #Musei #Apollo

  2. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁à 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 (𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗽𝗼𝘁𝗲𝘀𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝗮 𝗱𝗶 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗽𝗼𝗹𝗹𝗼)𝗹

    Il Parco Archeologico di Pompei inaugura una nuova esperienza immersiva: grazie all'app Portyl, i visitatori possono esplorare la città romana…

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #Pompei #Archeologia #RealtàAumentata #Portyl #PatrimonioCulturale #Tecnologia #RomaAntica #Vesuvio #Musei #Apollo

  3. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁à 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 (𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗽𝗼𝘁𝗲𝘀𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝗮 𝗱𝗶 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗽𝗼𝗹𝗹𝗼)𝗹

    Il Parco Archeologico di Pompei inaugura una nuova esperienza immersiva: grazie all'app Portyl, i visitatori possono esplorare la città romana…

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #Pompei #Archeologia #RealtàAumentata #Portyl #PatrimonioCulturale #Tecnologia #RomaAntica #Vesuvio #Musei #Apollo

  4. 🐴 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗱𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗶 𝗔𝗺𝗮𝗻𝘁𝗶

    Il ritrovamento in un antico panificio riapre uno squarcio sulle ultime ore dell’eruzione…

    📷 ©Parco Archeologico Pompei

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dkb

    #animali_nell'antichità #archeologia #archeozoologia #Casti_Amanti #cavalli_antichi #eruzione_del_79_d.C. #Gabriel_Zuchtriegel #In_evidenza #notizie #Parco_Archeologico_di_Pompei #pompei #scavi_archeologici #scoperte #studi #Vesuvio

  5. 🐴 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗱𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗶 𝗔𝗺𝗮𝗻𝘁𝗶

    Il ritrovamento in un antico panificio riapre uno squarcio sulle ultime ore dell’eruzione…

    📷 ©Parco Archeologico Pompei

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dkb

    #animali_nell'antichità #archeologia #archeozoologia #Casti_Amanti #cavalli_antichi #eruzione_del_79_d.C. #Gabriel_Zuchtriegel #In_evidenza #notizie #Parco_Archeologico_di_Pompei #pompei #scavi_archeologici #scoperte #studi #Vesuvio

  6. 🐴 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗱𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗶 𝗔𝗺𝗮𝗻𝘁𝗶

    Il ritrovamento in un antico panificio riapre uno squarcio sulle ultime ore dell’eruzione…

    📷 ©Parco Archeologico Pompei

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dkb

    #animali_nell'antichità #archeologia #archeozoologia #Casti_Amanti #cavalli_antichi #eruzione_del_79_d.C. #Gabriel_Zuchtriegel #In_evidenza #notizie #Parco_Archeologico_di_Pompei #pompei #scavi_archeologici #scoperte #studi #Vesuvio

  7. 💰 Oltre 6mila monete, 130 gioielli antichi e rarissimi tessuti d’oro tornano visibili al pubblico: dal 25 maggio riapre la sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

    Un viaggio nella storia della moneta, dell’economia e del lusso dall’antica Grecia all’età moderna, con reperti eccezionali provenienti anche dall’area vesuviana sepolta nel 79 d.C.

    #MANN #Napoli #Archeologia #Numismatica #Pompei #Vesuvio #Monete
    I dettagli su Storie & Archeostorie:…

    storiearcheostorie.com/2026/05

  8. 💰 Oltre 6mila monete, 130 gioielli antichi e rarissimi tessuti d’oro tornano visibili al pubblico: dal 25 maggio riapre la sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

    Un viaggio nella storia della moneta, dell’economia e del lusso dall’antica Grecia all’età moderna, con reperti eccezionali provenienti anche dall’area vesuviana sepolta nel 79 d.C.

    #MANN #Napoli #Archeologia #Numismatica #Pompei #Vesuvio #Monete
    I dettagli su Storie & Archeostorie:…

    storiearcheostorie.com/2026/05

  9. 💰 Oltre 6mila monete, 130 gioielli antichi e rarissimi tessuti d’oro tornano visibili al pubblico: dal 25 maggio riapre la sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

    Un viaggio nella storia della moneta, dell’economia e del lusso dall’antica Grecia all’età moderna, con reperti eccezionali provenienti anche dall’area vesuviana sepolta nel 79 d.C.

    #MANN #Napoli #Archeologia #Numismatica #Pompei #Vesuvio #Monete
    I dettagli su Storie & Archeostorie:…

    storiearcheostorie.com/2026/05

  10. Kende het nog niet, maar dit is wel een interessant en leuk programma:

    "De wereld rond met boeken"

    Richard E. Grant reist naar Pompeï, de Amalfikust en een plek die ooit bekend stond als 'de schande van Italië'.

    tvgids.nl/kunst-cultuur/de-wer

    #NPO #NPO2 #OmroepMax #boeken #vulkaan #Pompeï #Grant

  11. Kende het nog niet, maar dit is wel een interessant en leuk programma:

    "De wereld rond met boeken"

    Richard E. Grant reist naar Pompeï, de Amalfikust en een plek die ooit bekend stond als 'de schande van Italië'.

    tvgids.nl/kunst-cultuur/de-wer

    #NPO #NPO2 #OmroepMax #boeken #vulkaan #Pompeï #Grant

  12. ❗ 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗔 𝗣𝗢𝗠𝗣𝗘𝗜
    🩺 Una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. potrebbe essere stata un medico. A rivelarlo nuove analisi con TAC e intelligenza artificiale effettuate sui celebri calchi dell’Orto dei Fuggiaschi.

    Nel gesso è stato trovato un piccolo astuccio con strumenti chirurgici, monete e oggetti personali rimasti nascosti per oltre 60 anni.

    #Pompei #Archeologia #Vesuvio #Scavi #Scoperte

    ➡️Dettagli, foto e video: wp.me/p7tSpZ-d2r

    storiearcheostorie.com/2026/05

  13. ❗ 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗔 𝗣𝗢𝗠𝗣𝗘𝗜
    🩺 Una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. potrebbe essere stata un medico. A rivelarlo nuove analisi con TAC e intelligenza artificiale effettuate sui celebri calchi dell’Orto dei Fuggiaschi.

    Nel gesso è stato trovato un piccolo astuccio con strumenti chirurgici, monete e oggetti personali rimasti nascosti per oltre 60 anni.

    #Pompei #Archeologia #Vesuvio #Scavi #Scoperte

    ➡️Dettagli, foto e video: wp.me/p7tSpZ-d2r

    storiearcheostorie.com/2026/05

  14. ❗ 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗔 𝗣𝗢𝗠𝗣𝗘𝗜
    🩺 Una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. potrebbe essere stata un medico. A rivelarlo nuove analisi con TAC e intelligenza artificiale effettuate sui celebri calchi dell’Orto dei Fuggiaschi.

    Nel gesso è stato trovato un piccolo astuccio con strumenti chirurgici, monete e oggetti personali rimasti nascosti per oltre 60 anni.

    #Pompei #Archeologia #Vesuvio #Scavi #Scoperte

    ➡️Dettagli, foto e video: wp.me/p7tSpZ-d2r

    storiearcheostorie.com/2026/05

  15. 🔥 A Pompei l’intelligenza artificiale ridà volto a una vittima del Vesuvio: tecnologia e archeologia raccontano gli ultimi istanti dell'eruzione del 79 d.C. 🏛️

    #Pompei #Archeologia #IntelligenzaArtificiale #Vesuvio #Storia #Cultura #Innovazione #AI #Patrimonio

    📷 📽️ Articolo completo con foto e video su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cVS

    storiearcheostorie.com/2026/04

  16. 🔥 A Pompei l’intelligenza artificiale ridà volto a una vittima del Vesuvio: tecnologia e archeologia raccontano gli ultimi istanti dell'eruzione del 79 d.C. 🏛️

    #Pompei #Archeologia #IntelligenzaArtificiale #Vesuvio #Storia #Cultura #Innovazione #AI #Patrimonio

    📷 📽️ Articolo completo con foto e video su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cVS

    storiearcheostorie.com/2026/04

  17. 🔥 A Pompei l’intelligenza artificiale ridà volto a una vittima del Vesuvio: tecnologia e archeologia raccontano gli ultimi istanti dell'eruzione del 79 d.C. 🏛️

    #Pompei #Archeologia #IntelligenzaArtificiale #Vesuvio #Storia #Cultura #Innovazione #AI #Patrimonio

    📷 📽️ Articolo completo con foto e video su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cVS

    storiearcheostorie.com/2026/04

  18. 🔥 A Pompei l’intelligenza artificiale ridà volto a una vittima del Vesuvio: tecnologia e archeologia raccontano gli ultimi istanti dell'eruzione del 79 d.C. 🏛️

    #Pompei #Archeologia #IntelligenzaArtificiale #Vesuvio #Storia #Cultura #Innovazione #AI #Patrimonio

    📷 📽️ Articolo completo con foto e video su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cVS

    storiearcheostorie.com/2026/04

  19. 🔥 A Pompei l’intelligenza artificiale ridà volto a una vittima del Vesuvio: tecnologia e archeologia raccontano gli ultimi istanti dell'eruzione del 79 d.C. 🏛️

    #Pompei #Archeologia #IntelligenzaArtificiale #Vesuvio #Storia #Cultura #Innovazione #AI #Patrimonio

    📷 📽️ Articolo completo con foto e video su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cVS

    storiearcheostorie.com/2026/04

  20. 🔍 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲

    #Pompei #Archeologia #Cultura #BeniCulturali #Restauro #Innovazione #Tecnologia #Patrimonio #Italia #UNESCO

    ➡️ Tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cOo

    storiearcheostorie.com/2026/04

  21. 🔬 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗹𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼

    🔍 Nei bracieri e nei bruciaprofumi domestici trovate resine dall’Africa e dall’Asia e tracce di vino, che raccontano nuovi dettagli sui rituali domestici

    ✅ I risultati delle analisi in un nuovo studio pubblicato su "Antiquity".

    #Pompei #archeologia #RomaAntica #scoperte #ricerca #storia #rituali #Vesuvio

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cJ3

    storiearcheostorie.com/2026/03

  22. 🔬 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗹𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼

    🔍 Nei bracieri e nei bruciaprofumi domestici trovate resine dall’Africa e dall’Asia e tracce di vino, che raccontano nuovi dettagli sui rituali domestici

    ✅ I risultati delle analisi in un nuovo studio pubblicato su "Antiquity".

    #Pompei #archeologia #RomaAntica #scoperte #ricerca #storia #rituali #Vesuvio

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cJ3

    storiearcheostorie.com/2026/03

  23. 🔬 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗹𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼

    🔍 Nei bracieri e nei bruciaprofumi domestici trovate resine dall’Africa e dall’Asia e tracce di vino, che raccontano nuovi dettagli sui rituali domestici

    ✅ I risultati delle analisi in un nuovo studio pubblicato su "Antiquity".

    #Pompei #archeologia #RomaAntica #scoperte #ricerca #storia #rituali #Vesuvio

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cJ3

    storiearcheostorie.com/2026/03

  24. 🏛️ 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟳𝟵 𝗱。𝗖。

    💀 Alla Palestra Grande saranno esposti 22 calchi originali insieme a reperti organici straordinariamente conservati.

    #Pompei #Vesuvio #eruzione79dC #archeologia #scaviPompei #storiaantica #patrimonioculturale #musei #anticaRoma

    📷 ©Parco Archeologico Pompei
    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cBO

    storiearcheostorie.com/2026/03

  25. 🏛️ 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟳𝟵 𝗱。𝗖。

    💀 Alla Palestra Grande saranno esposti 22 calchi originali insieme a reperti organici straordinariamente conservati.

    #Pompei #Vesuvio #eruzione79dC #archeologia #scaviPompei #storiaantica #patrimonioculturale #musei #anticaRoma

    📷 ©Parco Archeologico Pompei
    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cBO

    storiearcheostorie.com/2026/03

  26. 🏛️ 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟳𝟵 𝗱。𝗖。

    💀 Alla Palestra Grande saranno esposti 22 calchi originali insieme a reperti organici straordinariamente conservati.

    #Pompei #Vesuvio #eruzione79dC #archeologia #scaviPompei #storiaantica #patrimonioculturale #musei #anticaRoma

    📷 ©Parco Archeologico Pompei
    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cBO

    storiearcheostorie.com/2026/03

  27. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗲𝗱 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗣𝗲𝗰𝗵𝗶𝗻𝗼 🇮🇹🇨🇳

    🏺 Ottantotto reperti del MANN - Museo Archeologico Nazionale di #Napoli sono in mostra al National Museum of China fino a ottobre 2026, in uno dei più importanti progetti di cooperazione culturale tra #Italia e #Cina.

    ✅ Un percorso che racconta il mondo romano attraverso affreschi, sculture e oggetti di vita quotidiana.
    #archeologia #mostre #pompei #ercolano

    ➡️ Dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cev

    storiearcheostorie.com/2026/02

  28. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗲𝗱 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗣𝗲𝗰𝗵𝗶𝗻𝗼 🇮🇹🇨🇳

    🏺 Ottantotto reperti del MANN - Museo Archeologico Nazionale di #Napoli sono in mostra al National Museum of China fino a ottobre 2026, in uno dei più importanti progetti di cooperazione culturale tra #Italia e #Cina.

    ✅ Un percorso che racconta il mondo romano attraverso affreschi, sculture e oggetti di vita quotidiana.
    #archeologia #mostre #pompei #ercolano

    ➡️ Dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cev

    storiearcheostorie.com/2026/02

  29. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗲𝗱 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗣𝗲𝗰𝗵𝗶𝗻𝗼 🇮🇹🇨🇳

    🏺 Ottantotto reperti del MANN - Museo Archeologico Nazionale di #Napoli sono in mostra al National Museum of China fino a ottobre 2026, in uno dei più importanti progetti di cooperazione culturale tra #Italia e #Cina.

    ✅ Un percorso che racconta il mondo romano attraverso affreschi, sculture e oggetti di vita quotidiana.
    #archeologia #mostre #pompei #ercolano

    ➡️ Dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cev

    storiearcheostorie.com/2026/02

  30. Graffiti di gladiatori e amori quotidiani: la vita di Pompei riemerge grazie alle tecnologie digitali | IL VIDEO

    Elena Percivaldi

    Nel quartiere dei teatri di Pompei, in un semplice corridoio di passaggio che collegava l’area teatrale alla via Stabiana, stanno riemergendo frammenti preziosi della vita quotidiana, dei gladiatori ma anche delle persone ordinarie. Non grandi affreschi né architetture monumentali, ma scritture spontanee, incise sugli intonaci: amori dichiarati (e, chissà, magari non corrisposti…), offese, invocazioni agli dei, riferimenti a combattimenti nelle arene. Tracce di un uno spazio pubblico intensamente vissuto, e oggi tornate nuovamente leggibili grazie alle tecnologie digitali applicate all’archeologia.

    Veduta d’insieme dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)

    Guarda e ascolta l’intervista a Zuchtriegel

    Il direttore del Parco Archeologico di Pompei racconta la scoperta dei graffiti dei gladiatori

    https://youtu.be/I-9Dhf3vdlU

    Un ambiente scavato da oltre due secoli, ma ancora capace di parlare

    Il corridoio fu scavato alla fine del XVIII secolo, nel 1794, ed è uno dei luoghi più frequentati dai visitatori del sito. Proprio per questo, non ci si attendevano ulteriori scoperte. Eppure, attraverso nuove metodologie di documentazione, è stato possibile rileggere sistematicamente le pareti, portando a quasi 300 iscrizioni, tra le circa 200 già note e 79 nuove identificazioni.

    Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)

    Tra i testi emergono storie personali come l’iscrizione “Erato amat…” (“Erato ama”… Chissà chi?), allusioni a relazioni amorose, frasi di scherno, inviti, battute oscene e riferimenti a combattimenti gladiatori, che trasformano il corridoio in una sorta di bacheca collettiva dell’antica Pompei.

    Qui e sotto, il graffito in cui si legge “Erato Amat” (©Parco Archeologico Pompei)

    Il progetto “Bruits de couloir” e l’archeologia delle scritture informali

    Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)

    Lo studio rientra nel progetto “Bruits de couloir” (Voci di corridoio), ideato da Louis Autin ed Éloïse Letellier-Taillefer (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) e Marie-Adeline Le Guennec (Université du Québec à Montréal), in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. Le ricerche, condotte nel 2022 e nel 2025, hanno adottato un approccio multidisciplinare, integrando epigrafia, archeologia, filologia e le cosiddette “digital humanities” (informatica umanistica).

    ULTIM’ORA: Nuova scoperta a Fano, ecco i dettagli

    https://storiearcheostorie.com/2026/01/19/basilica-vitruvio-fano-scavi/

    L’uso di una griglia virtuale ha permesso di analizzare i rapporti spaziali e tematici tra le iscrizioni, restituendo la logica di frequentazione e interazione sociale dello spazio.

    Il luogo del ritrovamento (in rosso) (©Parco Archeologico Pompei)

    RTI e conservazione digitale: vedere ciò che l’occhio non vede

    Fondamentale è stato l’impiego della RTI – Reflectance Transformation Imaging, una tecnica di fotografia computazionale che consente di leggere incisioni impercettibili a occhio nudo, anche su superfici degradate. Questa metodologia non solo consente nuove letture, ma rappresenta uno strumento decisivo per la conservazione digitale di un patrimonio fragile e vulnerabile.

    Uno dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)

    È in fase di sviluppo una piattaforma 3D che integrerà fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici, offrendo un ambiente digitale per lo studio, l’annotazione e la futura fruizione pubblica delle iscrizioni.

    Graffito dei gladiatori (©Parco Archeologico Pompei)

    Tecnologia e tutela: il futuro della memoria pompeiana

    Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, a Pompei sono note oltre 10.000 iscrizioni, un archivio straordinario della vita vissuta. Per questo è prevista anche la realizzazione di una copertura protettiva del corridoio, destinata a preservare gli intonaci e a consentire una visita integrata, in cui archeologia e tecnologia dialoghino senza mediazioni spettacolari, ma con rigore scientifico.

    📘 Fonte della notizia

    • 📄 Comunicato stampa ufficiale del Parco Archeologico di Pompei

      Il nostro articolo è una sintesi divulgativa della fonte scientifica citata.

    Please follow and like us: #archeologia #digitalHumanities #epigrafiaLatina #GabrielZuchtriegel #gladiatori #graffitiAntichi #InEvidenza #notizie #ParcoArcheologicoDiPompei #pompei #RTI #scavi #scaviArcheologici #scoperte #vitaQuotidianaRomana
  31. L'intelligenza artificiale incontra l'archeologia a Pompei

    Il progetto #RePAIR finanziato dall'UE utilizza l'intelligenza artificiale e la robotica per ricostruire affreschi frammentati come un gigantesco puzzle. Testato su affreschi della Casa dei Pittori al Lavoro e della Schola Armaturarum, dimostra come la tecnologia possa aiutare gli archeologi a ricostruire il patrimonio culturale.

    #Pompei #IA #PatrimonioCulturale #Archeologia #Innovazione #AI

    @aitech

    gat.to/ans8o

  32. L'intelligenza artificiale incontra l'archeologia a Pompei

    Il progetto #RePAIR finanziato dall'UE utilizza l'intelligenza artificiale e la robotica per ricostruire affreschi frammentati come un gigantesco puzzle. Testato su affreschi della Casa dei Pittori al Lavoro e della Schola Armaturarum, dimostra come la tecnologia possa aiutare gli archeologi a ricostruire il patrimonio culturale.

    #Pompei #IA #PatrimonioCulturale #Archeologia #Innovazione #AI

    @aitech

    gat.to/ans8o

  33. Federico #Iurgens (classe 2005) dopo la risoluzione con la #Cavese riparte dal #Pompei. Contratto firmato pochi minuti fa. #calciomercato

  34. Federico #Iurgens (classe 2005) dopo la risoluzione con la #Cavese riparte dal #Pompei. Contratto firmato pochi minuti fa. #calciomercato

  35. Federico #Iurgens (classe 2005) dopo la risoluzione con la #Cavese riparte dal #Pompei. Contratto firmato pochi minuti fa. #calciomercato

  36. Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana

    Elena Percivaldi

    Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.

    L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.

    La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica

    Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.

    Datteri trovati a Pompei

    Il team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.

    Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo

    Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.

    Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studio

    La presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.

    Gli animali da allevamento: una gestione differenziata

    Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.

    Una pagnotta carbonizzata trovata sul sito

    Diverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.

    La carne era davvero per tutti?

    Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.

    Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvatici

    Per le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.

    Leggi anche

    https://storiearcheostorie.com/2023/12/15/mostre-laltra-pompei-vite-comuni-allombra-del-vesuvio-la-toccante-quotidianita-degli-ultimi-in-300-oggetti-foto-video/

    Il mare nel piatto: pesce e garum

    Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.

    Leggi anche

    https://storiearcheostorie.com/2021/08/10/pompei-lo-straordinario-termopolio-affrescato-apre-finalmente-al-pubblico-foto-video/

    I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.

    Il ruolo dei cani e le reti alimentari

    Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.

    Archeologia molecolare e futuro della ricerca

    Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.

    Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.

    Guarda il video

    https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg

    1. Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎

    #alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio

  37. Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana

    Elena Percivaldi

    Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.

    L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.

    La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica

    Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.

    Datteri trovati a Pompei

    Il team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.

    Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo

    Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.

    Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studio

    La presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.

    Gli animali da allevamento: una gestione differenziata

    Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.

    Una pagnotta carbonizzata trovata sul sito

    Diverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.

    La carne era davvero per tutti?

    Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.

    Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvatici

    Per le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.

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    https://storiearcheostorie.com/2023/12/15/mostre-laltra-pompei-vite-comuni-allombra-del-vesuvio-la-toccante-quotidianita-degli-ultimi-in-300-oggetti-foto-video/

    Il mare nel piatto: pesce e garum

    Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.

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    https://storiearcheostorie.com/2021/08/10/pompei-lo-straordinario-termopolio-affrescato-apre-finalmente-al-pubblico-foto-video/

    I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.

    Il ruolo dei cani e le reti alimentari

    Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.

    Archeologia molecolare e futuro della ricerca

    Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.

    Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.

    Guarda il video

    https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg

    1. Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎

    #alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio

  38. Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana

    Elena Percivaldi

    Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.

    L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.

    La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica

    Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.

    Datteri trovati a Pompei

    Il team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.

    Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo

    Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.

    Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studio

    La presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.

    Gli animali da allevamento: una gestione differenziata

    Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.

    Una pagnotta carbonizzata trovata sul sito

    Diverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.

    La carne era davvero per tutti?

    Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.

    Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvatici

    Per le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.

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    https://storiearcheostorie.com/2023/12/15/mostre-laltra-pompei-vite-comuni-allombra-del-vesuvio-la-toccante-quotidianita-degli-ultimi-in-300-oggetti-foto-video/

    Il mare nel piatto: pesce e garum

    Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.

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    I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.

    Il ruolo dei cani e le reti alimentari

    Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.

    Archeologia molecolare e futuro della ricerca

    Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.

    Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.

    Guarda il video

    https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg

    1. Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎

    #alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio

  39. Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana

    Elena Percivaldi

    Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.

    L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.

    La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica

    Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.

    Datteri trovati a Pompei

    Il team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.

    Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo

    Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.

    Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studio

    La presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.

    Gli animali da allevamento: una gestione differenziata

    Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.

    Una pagnotta carbonizzata trovata sul sito

    Diverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.

    La carne era davvero per tutti?

    Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.

    Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvatici

    Per le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.

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    https://storiearcheostorie.com/2023/12/15/mostre-laltra-pompei-vite-comuni-allombra-del-vesuvio-la-toccante-quotidianita-degli-ultimi-in-300-oggetti-foto-video/

    Il mare nel piatto: pesce e garum

    Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.

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    I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.

    Il ruolo dei cani e le reti alimentari

    Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.

    Archeologia molecolare e futuro della ricerca

    Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.

    Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.

    Guarda il video

    https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg

    1. Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎

    #alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio