#pompei — Public Fediverse posts
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https://www.europesays.com/ch-fr/123675/ Léon XIV célèbre le premier anniversaire de son pontificat dans le sud de l’Italie #Actualités #Anniversaire #ChefsReligieux #Italie #LéonXIV #MarcoRubio #Monde #News #pape #Pompéi #ReligionEtCroyance #Suisse
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https://www.europesays.com/it/480080/ Papa Leone XIV oggi a Napoli e Pompei, il programma del viaggio apostolico e cosa sapere #chiesa #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #digitall #IT #Italia #Italy #napoli #News #Notizie #papà #PapaLeoneXiv #pompei #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #vaticano
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In Pompeii, ancient graffiti depicting daily life is being revealed thanks to modern technology
https://www.cbc.ca/news/world/pompeii-graffiti-corridor-technology-9.7184868
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À Pompeii (Pompéi), des graffitis anciens qui dépeignent la vie quotidienne sont révélés par la technologie contemporainehttps://ici.radio-canada.ca/nouvelle/2225612/pompei-graffitis-mur-analyse
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🔥 A Pompei l’intelligenza artificiale ridà volto a una vittima del Vesuvio: tecnologia e archeologia raccontano gli ultimi istanti dell'eruzione del 79 d.C. 🏛️
#Pompei #Archeologia #IntelligenzaArtificiale #Vesuvio #Storia #Cultura #Innovazione #AI #Patrimonio
📷 📽️ Articolo completo con foto e video su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cVS
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https://www.europesays.com/it/435287/ Massimo Listri al MuVi: il Grand Tour d’Italia in mostra a Viadana #Arte #ArteEDesign #ArteEdesign #Arts #ArtsAndDesign #Design #Entertainment #esposizione #fmr #fotografia #fotografie #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #MassimoListri #MuseiCapitolini #muvi #pompei
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🔍 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲
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➡️ Tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cOo
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https://www.europesays.com/ie/371840/ Pompei Documentary, Milla Jovovich In ‘Protector’ #AndreIsAnIdiot #Dolly #Éire #Entertainment #Heel #IE #Ireland #Movies #Pompei:BelowTheClouds #Protector
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https://www.europesays.com/it/360582/ Papa Leone a Pompei poi la tappa ad Acerra: «Messa e bagno di folla» – Il Mattino #acerra #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #IT #Italia #Italy #News #Notizie #PapaLeone #pompei #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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#PapaLeone, un anno di pontificato: ipotesi viaggio a #Pompei
https://www.larampa.news/2026/02/papa-leone-un-anno-di-pontificato-ipotesi-viaggio-a-pompei/
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Découverte de nouveaux graffitis à Pompéi : « Bruits de couloir », un projet international visant à décrypter près de 300 inscriptions sur des murs de la cité antique.
https://actualites.uqam.ca/2026/decouverte-de-nouveaux-graffitis-a-pompei/
#Pompéi #Italie #archéologie #histoire #art #graffiti #découverte #recherche #étude #UQAM #culture #société -
Les Romains faisaient-ils pipi dans la piscine ? C’est ce que suggère une récente étude (https://doi.org/10.1073/pnas.2517276122, en accès payant malheureusement) ! Une équipe a analysé les isotopes du carbone et de l’oxygène dans des dépôts du système d’alimentation en eau de Pompéi (puits, citernes, bains, aqueduc…). Pour expliquer les données mesurées dans les thermes républicains, les scientifiques invoquent « l’introduction de carbone organique provenant de l’activité microbienne et de résidus humains (par exemple sueur, sébum, urine, huile de bain) ».
Plus sérieusement, au-delà de cet aspect qui vaut un petit succès médiatique à l’étude depuis quelques jours, ce travail met en évidence une transition dans l’alimentation en eau de Pompéi. La ville est ainsi passée d’une eau sourdant de roches volcaniques, avec des taux en minéraux pas très sympas pour la santé, à une eau issue de sources karstiques et transportée par aqueduc, beaucoup plus pure – quoique contaminée par le plomb des canalisations… L’outil isotopique démontre ainsi toute sa puissance pour reconstituer les conditions de vie du passé. Pensez-y la prochaine fois que vous détartrez la salle de bain : vos dépôts calcaires feront peut-être le bonheur des archéologues et géochimistes du futur !
#archéologie #géochimie #Italie #Pompéi #eau #Romains -
Graffiti di gladiatori e amori quotidiani: la vita di Pompei riemerge grazie alle tecnologie digitali | IL VIDEO
Elena Percivaldi
Nel quartiere dei teatri di Pompei, in un semplice corridoio di passaggio che collegava l’area teatrale alla via Stabiana, stanno riemergendo frammenti preziosi della vita quotidiana, dei gladiatori ma anche delle persone ordinarie. Non grandi affreschi né architetture monumentali, ma scritture spontanee, incise sugli intonaci: amori dichiarati (e, chissà, magari non corrisposti…), offese, invocazioni agli dei, riferimenti a combattimenti nelle arene. Tracce di un uno spazio pubblico intensamente vissuto, e oggi tornate nuovamente leggibili grazie alle tecnologie digitali applicate all’archeologia.
Veduta d’insieme dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)Guarda e ascolta l’intervista a Zuchtriegel
Il direttore del Parco Archeologico di Pompei racconta la scoperta dei graffiti dei gladiatori
Un ambiente scavato da oltre due secoli, ma ancora capace di parlare
Il corridoio fu scavato alla fine del XVIII secolo, nel 1794, ed è uno dei luoghi più frequentati dai visitatori del sito. Proprio per questo, non ci si attendevano ulteriori scoperte. Eppure, attraverso nuove metodologie di documentazione, è stato possibile rileggere sistematicamente le pareti, portando a quasi 300 iscrizioni, tra le circa 200 già note e 79 nuove identificazioni.
Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)Tra i testi emergono storie personali come l’iscrizione “Erato amat…” (“Erato ama”… Chissà chi?), allusioni a relazioni amorose, frasi di scherno, inviti, battute oscene e riferimenti a combattimenti gladiatori, che trasformano il corridoio in una sorta di bacheca collettiva dell’antica Pompei.
Qui e sotto, il graffito in cui si legge “Erato Amat” (©Parco Archeologico Pompei)Il progetto “Bruits de couloir” e l’archeologia delle scritture informali
Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)Lo studio rientra nel progetto “Bruits de couloir” (Voci di corridoio), ideato da Louis Autin ed Éloïse Letellier-Taillefer (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) e Marie-Adeline Le Guennec (Université du Québec à Montréal), in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. Le ricerche, condotte nel 2022 e nel 2025, hanno adottato un approccio multidisciplinare, integrando epigrafia, archeologia, filologia e le cosiddette “digital humanities” (informatica umanistica).
ULTIM’ORA: Nuova scoperta a Fano, ecco i dettagli
https://storiearcheostorie.com/2026/01/19/basilica-vitruvio-fano-scavi/
L’uso di una griglia virtuale ha permesso di analizzare i rapporti spaziali e tematici tra le iscrizioni, restituendo la logica di frequentazione e interazione sociale dello spazio.
Il luogo del ritrovamento (in rosso) (©Parco Archeologico Pompei)RTI e conservazione digitale: vedere ciò che l’occhio non vede
Fondamentale è stato l’impiego della RTI – Reflectance Transformation Imaging, una tecnica di fotografia computazionale che consente di leggere incisioni impercettibili a occhio nudo, anche su superfici degradate. Questa metodologia non solo consente nuove letture, ma rappresenta uno strumento decisivo per la conservazione digitale di un patrimonio fragile e vulnerabile.
Uno dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)È in fase di sviluppo una piattaforma 3D che integrerà fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici, offrendo un ambiente digitale per lo studio, l’annotazione e la futura fruizione pubblica delle iscrizioni.
Graffito dei gladiatori (©Parco Archeologico Pompei)Tecnologia e tutela: il futuro della memoria pompeiana
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, a Pompei sono note oltre 10.000 iscrizioni, un archivio straordinario della vita vissuta. Per questo è prevista anche la realizzazione di una copertura protettiva del corridoio, destinata a preservare gli intonaci e a consentire una visita integrata, in cui archeologia e tecnologia dialoghino senza mediazioni spettacolari, ma con rigore scientifico.
📘 Fonte della notizia
- 📄 Comunicato stampa ufficiale del Parco Archeologico di Pompei
Il nostro articolo è una sintesi divulgativa della fonte scientifica citata.
- 📄 Comunicato stampa ufficiale del Parco Archeologico di Pompei
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Pompéi offre un aperçu des techniques de construction de la Rome antique
https://decouvertes-archeologiques.blogspot.com/2025/12/pompei-offre-un-apercu-des-techniques.html
#Empireromain #Rome #Antiquité #histoire #tech #science #matériaux #ciment #routes #pont #édifices #bâtiments #architecture #construction #chimie #Pompéi #béton #eau -
𝗖𝗼𝗻𝘃𝗲𝗴𝗻𝗶 / 𝗔 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 "𝗜𝗹 𝗧𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗶𝗮𝘀𝗼: 𝗗𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮"
🌟 Studiosi a confronto il 30 e il 31 ottobre sulla figura e sul culto di Dioniso (Bacco) nel contesto italiano e mediterraneo
I lavori saranno trasmessi in streaming sul canale Youtube del Parco Archeologico: https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams
➡️ Dettagli su Storie & Archeostorie
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I lavori saranno trasmessi in streaming sul canale Youtube del Parco Archeologico: https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams
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🌟 Studiosi a confronto il 30 e il 31 ottobre sulla figura e sul culto di Dioniso (Bacco) nel contesto italiano e mediterraneo
I lavori saranno trasmessi in streaming sul canale Youtube del Parco Archeologico: https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams
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Panorama Preso Dalle Mura, Pompei, c.1910 - Brunner Cartolina
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🏛️ 🌈 𝗜𝗹 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗜𝘀𝗶𝗱𝗲 𝗮 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗺𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼!
Al Digital Heritage 2025 di Siena debutta “Perceive Isis’ Colours”, la mostra che restituisce i colori perduti del Tempio di Iside grazie a AI, 3D e imaging multispettrale.
Un viaggio multisensoriale che unisce scienza e bellezza.👉 Scopri di più nell’articolo!
#Pompei #Mostre #PerceiveIsis #ArcheologiaDigitale #MANN #Iside
https://storiearcheostorie.com/2025/09/07/perceive-isis-colours-siena-mostra-pompei-iside/
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull'allevamento e l'alimentazione nella città vesuviana
@pompeii_parco_archeologico
#Pompei #DietaRomana #ArcheologiaMolecolare #Garum #ScienzaDelPassato #CiboAntico #Isotopi #Legumi #Pesce #ParcoDiPompei #Vanvitelli #LaSapienza #YorkUniversityhttps://storiearcheostorie.com/2025/08/04/dieta-alimentazione-pompei-isotopi-allevamento/
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull'allevamento e l'alimentazione nella città vesuviana
@pompeii_parco_archeologico
#Pompei #DietaRomana #ArcheologiaMolecolare #Garum #ScienzaDelPassato #CiboAntico #Isotopi #Legumi #Pesce #ParcoDiPompei #Vanvitelli #LaSapienza #YorkUniversityhttps://storiearcheostorie.com/2025/08/04/dieta-alimentazione-pompei-isotopi-allevamento/
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana
Elena Percivaldi
Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.
L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica
Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.
Datteri trovati a PompeiIl team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.
Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo
Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.
Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studioLa presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.
Gli animali da allevamento: una gestione differenziata
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.
Una pagnotta carbonizzata trovata sul sitoDiverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.
La carne era davvero per tutti?
Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.
Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvaticiPer le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.
Leggi anche
Il mare nel piatto: pesce e garum
Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.
Leggi anche
I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.
Il ruolo dei cani e le reti alimentari
Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.
Archeologia molecolare e futuro della ricerca
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.
Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.
Guarda il video
https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg
- Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎
#alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana
Elena Percivaldi
Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.
L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica
Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.
Datteri trovati a PompeiIl team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.
Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo
Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.
Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studioLa presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.
Gli animali da allevamento: una gestione differenziata
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.
Una pagnotta carbonizzata trovata sul sitoDiverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.
La carne era davvero per tutti?
Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.
Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvaticiPer le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.
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Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.
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Il ruolo dei cani e le reti alimentari
Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.
Archeologia molecolare e futuro della ricerca
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.
Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.
Guarda il video
https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg
- Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎
#alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana
Elena Percivaldi
Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.
L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica
Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.
Datteri trovati a PompeiIl team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.
Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo
Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.
Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studioLa presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.
Gli animali da allevamento: una gestione differenziata
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.
Una pagnotta carbonizzata trovata sul sitoDiverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.
La carne era davvero per tutti?
Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.
Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvaticiPer le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.
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Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.
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Il ruolo dei cani e le reti alimentari
Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.
Archeologia molecolare e futuro della ricerca
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.
Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.
Guarda il video
https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg
- Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎
#alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana
Elena Percivaldi
Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.
L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica
Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.
Datteri trovati a PompeiIl team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.
Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo
Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.
Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studioLa presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.
Gli animali da allevamento: una gestione differenziata
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.
Una pagnotta carbonizzata trovata sul sitoDiverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.
La carne era davvero per tutti?
Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.
Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvaticiPer le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.
Leggi anche
Il mare nel piatto: pesce e garum
Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.
Leggi anche
I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.
Il ruolo dei cani e le reti alimentari
Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.
Archeologia molecolare e futuro della ricerca
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.
Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.
Guarda il video
https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg
- Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎
#alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio
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Studi / Cosa si mangiava a Pompei? Dai reperti organici nuovi dati sull’allevamento e l’alimentazione nella città vesuviana
Elena Percivaldi
Tra i tanti aspetti affascinanti dell’antica Pompei, pochi sono tanto concreti e quotidiani quanto il cibo. Ora grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, La Sapienza di Roma e l’Università di York, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports indaga in profondità le abitudini alimentari dei pompeiani.
L’indagine prende in esame isotopi1 stabili del carbonio (δ13C) e dell’azoto (δ15N) per comprendere l’origine delle proteine e dei carboidrati consumati sia dagli esseri umani che dagli animali domestici. Il risultato è una ricostruzione inedita della filiera alimentare e delle strategie di produzione agro-zootecnica in uso a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
La ricchezza di Pompei: una miniera organica unica
Pochi siti archeologici restituiscono una tale quantità di materiale organico conservato come Pompei. L’eruzione del Vesuvio ha infatti sigillato per quasi due millenni resti animali, vegetali, semi, ossa, persino le feci, permettendo oggi di investigare aspetti concreti della vita quotidiana, come la dieta, l’allevamento e le pratiche agricole.
Datteri trovati a PompeiIl team ha analizzato i resti di 67 individui tra umani e animali (suini, ovini, caprini e cani), provenienti da contesti pompeiani già scavati negli anni precedenti, dimostrando come le metodologie moderne siano in grado di far parlare materiali raccolti anche decenni fa.
Dieta pompeiana: cereali, legumi e… non solo
Gli isotopi di carbonio indicano un consumo prevalente di piante C3, come frumento, orzo, legumi (fave, ceci, lenticchie) e ortaggi. Si tratta di specie largamente diffuse in tutto il bacino mediterraneo, adatte ai suoli vulcanici e al clima mite della Campania.
Fichi, altro ritrovamento eccezionale oggetto dello studioLa presenza di tracce di piante C4, come il miglio, suggeriscono che anche alimenti considerati “poveri” erano parte della dieta, specie per le classi meno abbienti o per il bestiame. Il miglio, poco pregiato rispetto al grano, è nutriente e si conserva facilmente: un alimento ideale in contesti urbani e militari.
Gli animali da allevamento: una gestione differenziata
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi isotopica degli animali da allevamento. Nei suini, in particolare, gli studiosi hanno riscontato una dieta molto varia: alcuni risultano nutriti con vegetali di tipo C4 (forse scarti alimentari o pastoni), altri con alimenti più naturali. L’ipotesi è che a Pompei esistessero allevamenti sia semi-intensivi in ambito urbano che di gestione domestica.
Una pagnotta carbonizzata trovata sul sitoDiverso il caso di capre e pecore, la cui alimentazione sembra più coerente e derivata dal pascolo all’aperto. Ciò lascia ipotizzare la presenza di allevamenti estensivi, forse praticati nelle aree collinari attorno alla città, a integrazione delle economie urbane.
La carne era davvero per tutti?
Un altro dato chiave emerge dalla distribuzione dell’azoto (δ15N), un chiaro indicatore dell’apporto proteico di origine animale nella dieta. In base a quanto emerso, i pompeiani sembra consumassero carne in maniera abbastanza regolare ma non troppo abbondante, e che preferissero quella di origine suina e ovina. Ma non tutti potevano permettersi di metterla in tavola, e anche chi ne aveva la possibilità non lo faceva tutti i giorni.
Casa del Tiaso, affresco con animali domestici e selvaticiPer le classi popolari, la fonte proteica principale restavano legumi e, con ogni probabilità, i prodotti ittici, derivanti dallo sfruttamento delle risorse acquatiche. Dati, questi, già peraltro oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “L’altra Pompei” tenutasi presso la Palestra Grande del sito lo scorso anno.
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Il mare nel piatto: pesce e garum
Le analisi confermano un consumo significativo di risorse marine. Il pesce, documentato già dalle fonti antiche e da numerosi resti ritrovati nei thermopolia, le taverne molto numerose anche a Pompei, faceva parte integrante della dieta. Lo si mangiava non solo fresco, ma anche sotto forma di garum, la celebre salsa di pesce fermentato diffusa in tutto l’Impero.
Leggi anche
I valori isotopici riscontrati nei resti dei pompeiani e dei loro animali ci confermano che il mare era una risorsa sfruttata intensamente, non solo per il commercio, ma anche per l’alimentazione quotidiana.
Il ruolo dei cani e le reti alimentari
Lo studio ha riguardato anche i cani, spesso trascurati in questo tipo di studi. I loro valori isotopici mostrano diete simili a quelle dei padroni, probabilmente dettate dalla prassi di gettar loro gli avanzi di cucina. I cani, in altre parole, mangiavano quel che mangiava il padrone, o quasi: un dato importante per ricostruire le abitudini di vita dei pompeiani e anche la loro gestione degli animali domestici.
Archeologia molecolare e futuro della ricerca
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la ricerca dimostra come l’archeologia non termini affatto con lo scavo: “Grazie a tecniche come l’analisi isotopica, possiamo rielaborare materiali raccolti anche molti anni fa e ottenere dati nuovi, preziosi e imprevedibili. Pompei è un laboratorio vivo di archeologia del presente”.
Con un terzo della città ancora da scavare e grazie all’archivio di materiali organici già raccolto, il potenziale scientifico della città è ovviamente immenso. I prossimi studi potrebbero concentrarsi sulle differenze di dieta tra classi sociali, in base al genere e all’età, e chiarire anche l’impatto delle rotte commerciali sull’alimentazione urbana.
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https://www.youtube.com/watch?v=rnuu4ggBfYg
- Si tratta di atomi che hanno numero di massa diverso rispetto ad altri dello stesso elemento: due isotopi hanno quindi lo stesso numero di protoni (cioè lo stesso numero atomico) ma diverso numero di neutroni. ↩︎
#alimentazioneRomana #allevamento #archeologia #archeologiaMolecolare #dietaAntica #eruzione79DC_ #garum #isotopi #legumi #pesce #pompei #studi #Vesuvio
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Ciao Mondo.
Credo di esserci.
Ecco il reebot di - The Fire of Pompei - con un nuovo titolo - Pompei 79 AD - addirittura scritto sotto il #vulcano.
La versione precedente, non sei stato sincero, era bruttina e inquietante con quella fiamma lì che manco io so perché l'ho fatta.
Guarda ora invece che bella nube piroclastica che esplode, guarda...
• Domanda: la appenderesti in casa, studio, lavoro, ristorante, insomma da qualche parte?
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"Dérobée par un capitaine nazi durant le Seconde Guerre mondiale, une mosaïque érotique a été restituée à l'Italie. L'œuvre antique est actuellement exposée à l'Antiquarium de Pompéi."
https://www.connaissancedesarts.com/monuments-patrimoine/archeologie/chaque-artefact-pille-qui-revient-est-une-blessure-qui-guerit-a-pompei-une-mosaique-erotique-restituee-80-ans-apres-son-vol-par-un-nazi-11203852/
#archeologie #art #RomeAntique #Pompei #traficDArt #SecondeGuerreMondiale #spoliations -
"Dérobée par un capitaine nazi durant le Seconde Guerre mondiale, une mosaïque érotique a été restituée à l'Italie. L'œuvre antique est actuellement exposée à l'Antiquarium de Pompéi."
https://www.connaissancedesarts.com/monuments-patrimoine/archeologie/chaque-artefact-pille-qui-revient-est-une-blessure-qui-guerit-a-pompei-une-mosaique-erotique-restituee-80-ans-apres-son-vol-par-un-nazi-11203852/
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"Dérobée par un capitaine nazi durant le Seconde Guerre mondiale, une mosaïque érotique a été restituée à l'Italie. L'œuvre antique est actuellement exposée à l'Antiquarium de Pompéi."
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"Dérobée par un capitaine nazi durant le Seconde Guerre mondiale, une mosaïque érotique a été restituée à l'Italie. L'œuvre antique est actuellement exposée à l'Antiquarium de Pompéi."
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Ciao Mondo.
Ed ecco la #stampa definitiva del #vesuvio che sembra essere lì assopito in attesa di chissà cosa.
Conosciamo tutti la storia della sua #eruzione ma come spesso accade preferisco l'altro mondo a questo. È perciò a un episodio di #doctorwho che mi sono ispirato per il titolo: The fire of Pompei#linocut
#linoprint
#pompei
#ercolano
#linocarving
#linoblock
#vulcano
#anticaroma
#terremoti
#homedecor
#walldecor
#nature
#handmade
#artisanat
#stampaartigianale -
Ciao Mondo.
L'ombra che mi porto dentro in questo periodo dovrebbe starsene muta a ripararsi dai raggi del sole che stimolano la serotonina che dovrebbe regalarmi solo buonumore.
E invece, questa infame sussurra e bisbiglia: è tutto inutile, dice, tutto inutile...Scusa se ogni tanto me ne esco con queste tristezze.
Intanto il bozzetto della stampa del #vesuvio prende forma
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"𝐏𝐨𝐦𝐩𝐞𝐢 𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞": 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭à 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞
@pompeii_parco_archeologico
#pompei #inclusione #pompeisostenibile
https://storiearcheostorie.com/2025/05/22/pompei-sostenibile-laboratorio-di-educazione-ambientale/
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this vesuvius challenge is very impressive! reading charred papyri from herculaneum ...
#geschichte #history #archaeology #archäologie #archéologie #vesus #pompei #herculaneum
#^X-ray reveals ancient Greek author of charred first century BC Vesuvius scrollInk traces show text is part of work by Epicurean philosopher Philodemus, burned during AD79 volcano eruption
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The edge of eternity
Extract, detail of a video project currently in production, started last year during my residency in Lens.
Still a little to go but we are getting there ! Can't wait to share more.
Made with @thomas_leon_studio 🙏🏽#video #film #3d #sculpture #installation #contemporaryart #minerality #image #here #there #pompei #photogrammetry #awaiting #2025
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“Essere donna nell’antica Pompei”: una mostra tra archeologia, identità e rappresentazione di genere
Scoperi i dettagli della mostra su @storieearcheostorie
@pompeii_parco_archeologico
#archeologia #donna #mostre #pompei #anticaroma
https://storiearcheostorie.com/2025/04/20/essere-donna-antica-pompei-mostra/
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🔥🔥🔥 𝐏𝐨𝐦𝐩𝐞𝐢 / 𝐃𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚: 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐞 𝐭𝐨𝐦𝐛𝐞 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐬𝐯𝐞𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐛𝐢𝐚
Gli scavi 2021-2024 rivelano un passato di rifiuti urbani e tombe di Marco Tullio e Alleio Minio, ridefinendo l’ingresso della città tra II secolo a.C. e periodo imperiale.
@pompeii_parco_archeologico
#pompei #archeologia #archaeology #ejournal #studi #scavi #scaviarcheologici
https://storiearcheostorie.com/2025/03/12/scavi-porta-stabia-pompei-rifiuti-tombe-nobiliari/
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#Pompei, torna alla luce un ciclo dionisiaco che accende la politica | il manifesto
https://ilmanifesto.it/pompei-torna-alla-luce-un-ciclo-dionisiaco-che-accende-la-politica
De nouvelles #fresques d'un cycle dyonisiaque découvertes à Pompéi
#archeologie -
VIDEO | A #Pompei riemerge un’altra “villa dei Misteri” con un affresco dedicato a #Dioniso
https://www.larampa.news/2025/02/pompei-riemerge-altra-villa-misteri-affresco-dedicato-dioniso/
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Sur Connaissance des arts aussi, une rétrospective d'onze découvertes archéologiques importantes faites en 2024.
https://www.connaissancedesarts.com/monuments-patrimoine/archeologie/archeologie-egypte-antique-viking-pompei-11-decouvertes-majeures-de-2024-11197875/
#archéologie #histoire #ConnaissanceDesArts #Antiquité #ÉgypteAncienne #Pompéi #Vikings #Danemark #Angleterre #Israel #Indonésie #RomeAntique #Allemagne #Pologne #Turquie #GrèceAntique #BonnesNouvelles