https://www.europesays.com/sk/58896/ V Pompejach archeológovia našli pozostatky dvoch mužov, utekali pred erupciou #79NL #APA #archeológia #erupcia #GabrielZuchtriegel #GiuseppeFiorelli #Neapol #News #PliniusMladší #Pompeje #PortaStabia #Reuters #SK #Slovak #Slovenčina #Správy #Svet #Taliansko #UmeláInteligencia #UniverzitaPadova #Vezuv #World #WorldNews
#gabrielzuchtriegel — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #gabrielzuchtriegel, aggregated by home.social.
-
https://www.europesays.com/news/21596/ Digital reconstruction unveils face of ancient Pompeii man using AI #ArchaeologyAndAnthropology #ArtificialIntelligence #EarthScience #Education #GabrielZuchtriegel #GeneralNews #Headlines #Italy #News #PlinyTheYounger #Science #Technology #TopStories #Volcanoes #WorldNews
-
https://www.europesays.com/2949910/ Digital reconstruction unveils face of ancient Pompeii man using AI #ArchaeologyAndAnthropology #ArtificialIntelligence #EarthScience #education #GabrielZuchtriegel #GeneralNews #italy #PlinyTheYounger #science #technology #volcanoes #WorldNews
-
Digital reconstruction unveils face of ancient Pompeii victim using AI
ROME (AP) — Archaeologists and researchers at the ancient Roman site of Pompeii have used artificial inte…
#NewsBeep #News #US #USA #UnitedStates #UnitedStatesOfAmerica #Artificialintelligence #AI #Archaeologyandanthropology #ArtificialIntelligence #earthscience #Education #GabrielZuchtriegel #Generalnews #InternationalNews #italy #PlinytheYounger #Science #Technology #volcanoes #Worldnews
https://www.newsbeep.com/us/609780/ -
Digital reconstruction unveils face of ancient Pompeii victim using AI
ROME (AP) — Archaeologists and researchers at the ancient Roman site of Pompeii have used artificial intelligence for…
#Italy #Europe #Europa #EU #Archaeologyandanthropology #artificialintelligence #Earthscience #education #GabrielZuchtriegel #Generalnews #InternationalNews #PlinytheYounger #Science #Technology #Volcanoes #Worldnews
https://www.europesays.com/italy/10481/ -
Graffiti di gladiatori e amori quotidiani: la vita di Pompei riemerge grazie alle tecnologie digitali | IL VIDEO
Elena Percivaldi
Nel quartiere dei teatri di Pompei, in un semplice corridoio di passaggio che collegava l’area teatrale alla via Stabiana, stanno riemergendo frammenti preziosi della vita quotidiana, dei gladiatori ma anche delle persone ordinarie. Non grandi affreschi né architetture monumentali, ma scritture spontanee, incise sugli intonaci: amori dichiarati (e, chissà, magari non corrisposti…), offese, invocazioni agli dei, riferimenti a combattimenti nelle arene. Tracce di un uno spazio pubblico intensamente vissuto, e oggi tornate nuovamente leggibili grazie alle tecnologie digitali applicate all’archeologia.
Veduta d’insieme dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)Guarda e ascolta l’intervista a Zuchtriegel
Il direttore del Parco Archeologico di Pompei racconta la scoperta dei graffiti dei gladiatori
Un ambiente scavato da oltre due secoli, ma ancora capace di parlare
Il corridoio fu scavato alla fine del XVIII secolo, nel 1794, ed è uno dei luoghi più frequentati dai visitatori del sito. Proprio per questo, non ci si attendevano ulteriori scoperte. Eppure, attraverso nuove metodologie di documentazione, è stato possibile rileggere sistematicamente le pareti, portando a quasi 300 iscrizioni, tra le circa 200 già note e 79 nuove identificazioni.
Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)Tra i testi emergono storie personali come l’iscrizione “Erato amat…” (“Erato ama”… Chissà chi?), allusioni a relazioni amorose, frasi di scherno, inviti, battute oscene e riferimenti a combattimenti gladiatori, che trasformano il corridoio in una sorta di bacheca collettiva dell’antica Pompei.
Qui e sotto, il graffito in cui si legge “Erato Amat” (©Parco Archeologico Pompei)Il progetto “Bruits de couloir” e l’archeologia delle scritture informali
Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)Lo studio rientra nel progetto “Bruits de couloir” (Voci di corridoio), ideato da Louis Autin ed Éloïse Letellier-Taillefer (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) e Marie-Adeline Le Guennec (Université du Québec à Montréal), in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. Le ricerche, condotte nel 2022 e nel 2025, hanno adottato un approccio multidisciplinare, integrando epigrafia, archeologia, filologia e le cosiddette “digital humanities” (informatica umanistica).
ULTIM’ORA: Nuova scoperta a Fano, ecco i dettagli
https://storiearcheostorie.com/2026/01/19/basilica-vitruvio-fano-scavi/
L’uso di una griglia virtuale ha permesso di analizzare i rapporti spaziali e tematici tra le iscrizioni, restituendo la logica di frequentazione e interazione sociale dello spazio.
Il luogo del ritrovamento (in rosso) (©Parco Archeologico Pompei)RTI e conservazione digitale: vedere ciò che l’occhio non vede
Fondamentale è stato l’impiego della RTI – Reflectance Transformation Imaging, una tecnica di fotografia computazionale che consente di leggere incisioni impercettibili a occhio nudo, anche su superfici degradate. Questa metodologia non solo consente nuove letture, ma rappresenta uno strumento decisivo per la conservazione digitale di un patrimonio fragile e vulnerabile.
Uno dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)È in fase di sviluppo una piattaforma 3D che integrerà fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici, offrendo un ambiente digitale per lo studio, l’annotazione e la futura fruizione pubblica delle iscrizioni.
Graffito dei gladiatori (©Parco Archeologico Pompei)Tecnologia e tutela: il futuro della memoria pompeiana
Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, a Pompei sono note oltre 10.000 iscrizioni, un archivio straordinario della vita vissuta. Per questo è prevista anche la realizzazione di una copertura protettiva del corridoio, destinata a preservare gli intonaci e a consentire una visita integrata, in cui archeologia e tecnologia dialoghino senza mediazioni spettacolari, ma con rigore scientifico.
📘 Fonte della notizia
- 📄 Comunicato stampa ufficiale del Parco Archeologico di Pompei
Il nostro articolo è una sintesi divulgativa della fonte scientifica citata.
- 📄 Comunicato stampa ufficiale del Parco Archeologico di Pompei
-
🔥 Pompei non morì nel 79 d.C.
Nuove scoperte archeologiche rivelano che la città fu rioccupata per secoli dopo l’eruzione del Vesuvio: tra le rovine, i sopravvissuti tornarono a vivere, accendere focolari, cercare fortuna.
🏚️ Una Pompei dimenticata, precaria e quasi "clandestina", sopravvissuta fino al V secolo.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito
@pompeii_parco_archeologico
#Pompei #Eruzione79 #Archeologia #PompeiSconosciuta #GabrielZuchtriegel #StoriaRomana
https://storiearcheostorie.com/2025/08/07/pompei-rioccupazione-post-eruzione-v-secolo/
-
“Pompei Sostenibile”: la città antica si trasforma in laboratorio di educazione ambientale
Mario Galloni
Pompei parla al futuro. Il celebre sito archeologico campano si apre oggi a una nuova visione con “Pompei Sostenibile”, un innovativo percorso educativo che intreccia storia e sviluppo sostenibile, presentato ufficialmente nell’Auditorium del Parco Archeologico.
Realizzato dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), il progetto trasforma quattordici luoghi simbolo della città antica – tra case, giardini, terme e edifici pubblici – in tappe di riflessione sui grandi temi dell’Agenda 2030: gestione delle risorse naturali, resilienza climatica, biodiversità, inclusione sociale e sicurezza alimentare.
Un viaggio tra passato e futuro
Ogni tappa del percorso è accompagnata da materiali didattici, totem interattivi, pannelli informativi e contenuti digitali accessibili tramite l’app MyPompeii, disponibile in italiano e inglese. Attraverso QR code e segnaletica dedicata, i visitatori vengono guidati lungo un itinerario che mostra come gli antichi Pompeiani affrontassero problemi simili a quelli di oggi: dalla raccolta dell’acqua piovana alla coltivazione urbana, dalla gestione energetica naturale alla convivenza tra uomo e ambiente.
Tra i luoghi protagonisti spiccano la Casa del Frutteto, la Casa delle Nozze d’Argento e le Terme Centrali, testimoni di una cultura materiale sorprendentemente attenta all’equilibrio ecologico.
Pompei Sostenibile: la cultura come strumento di cambiamento
“Pompei diventa un laboratorio a cielo aperto dove il passato ispira il futuro – ha dichiarato Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri –. Il progetto dimostra come il patrimonio culturale possa essere uno strumento concreto per sensibilizzare cittadini e comunità sugli obiettivi dell’Agenda 2030, unendo memoria e innovazione”.
A fargli eco, il Vicedirettore Generale della FAO, Maurizio Martina, ha sottolineato come “Pompei Sostenibile” rappresenti “un esempio concreto di come la saggezza del passato possa guidare le scelte per un futuro più equo e sostenibile”.
L’archeologia come coscienza del presente
“Il tema della sostenibilità – ha aggiunto il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – non è solo tecnico, ma umanistico. Pompei ci aiuta a ripensare le nostre relazioni con l’ambiente, la società e il tempo. Anche per questo, all’interno del progetto, abbiamo incluso Sogno di volare, laboratorio teatrale con bambini e adolescenti del territorio che debutterà al Teatro Grande il 24 e 26 maggio”.
Un progetto condiviso con il territorio
L’iniziativa si avvale anche della collaborazione di realtà locali come la Cooperativa Onlus Il Tulipano e la Fattoria culturale e sociale, coinvolte in attività educative e produttive, oltre che dell’A.T.I. Feudi di San Gregorio Società Agricola S.P.A. e Basilisco Società Agricola s.r.l..
La giornata di presentazione ha segnato anche l’avvio della campagna che porterà verso la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2025, con “Pompei Sostenibile” a fare da ponte tra consapevolezza storica e azione concreta.
#Agenda2030 #archeologia #beniCulturali #educazioneAmbientale #FAO #GabrielZuchtriegel #musei #ParcoArcheologicoDiPompei #PatrimonioUNESCO #pompei #PompeiSostenibile #SDGs #sostenibilità
-
Pompei, nasce la “vigna archeologica”: un’azienda vitivinicola nel cuore del Parco
Elena Percivaldi
Una vigna “archeologica” prende vita nel Parco Archeologico di Pompei, un progetto ambizioso che unisce viticoltura biologica e valorizzazione storica. Grazie a un innovativo partenariato pubblico-privato, il Gruppo Tenute Capaldo—con le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco—affianca il Parco nella gestione dei vigneti, con l’obiettivo di creare un’azienda vitivinicola a ciclo completo all’interno del sito. Sei ettari di viti, strutture per la vinificazione e l’affinamento, e un approccio che intreccia produzione di vini di qualità con la narrazione della Pompei antica: il tutto sotto la guida scientifica del professor Attilio Scienza e dell’agronomo Pierpaolo Sirch.
“Non è una semplice concessione, ma una collaborazione virtuosa,” spiega Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco. “Da decenni studiamo i vigneti di Pompei per capirne tecniche e abitudini. Oggi, con Feudi di San Gregorio, investiamo in una tutela attiva del patrimonio naturale e paesaggistico, integrandolo con il territorio.” Il progetto si inserisce in un disegno più ampio di “azienda archeo-agricola,” che include la coltivazione degli ulivi e iniziative di agricoltura sociale nella “fattoria culturale” del Parco.
Uva in un affresco pompeiano (foto: Parco Archeologico di Pompei)Vino e storia: un ritorno alle radici
L’idea nasce dagli studi del Laboratorio di Ricerche Applicate di Pompei, attivi dagli anni ’90, che hanno analizzato i vitigni antichi per ricostruire le pratiche agricole romane. Ora, la nuova azienda—interamente biologica—punta a far rivivere quelle tradizioni, con viti allevate secondo metodi storici e uve trasformate in loco. “Produciamo vini autentici e valorizziamo il percorso di visita,” sottolinea Zuchtriegel. L’estensione vitata crescerà oltre i 6 ettari, coinvolgendo anche realtà del Terzo Settore per un impatto sociale positivo.
A guidare il progetto agronomico è Pierpaolo Sirch, responsabile di produzione di Feudi, noto per la sua expertise sui vitigni autoctoni campani. “Collaboriamo con il professor Scienza per riscoprire le tecniche di 2000 anni fa,” spiega Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio. “Pompei non sarà solo un museo, ma un centro vivo di produzione e cultura.” Il gruppo, Società Benefit dal 2021, porta in dote 40 anni di esperienza nella valorizzazione di vitigni come il Greco di Tufo e l’Aglianico, con un occhio alla sostenibilità e alle comunità locali.
Zuchtriegel e Capaldo (foto: Parco Archeologico di Pompei)Un partenariato lungimirante
A differenza dei classici appalti, il partenariato mette a fattor comune le competenze del Parco —ricerca storica e tutela— e quelle di Feudi —produzione e gestione vitivinicola. “È un approccio culturale, non speculativo,” dice Capaldo. “Richiede tempo e investimenti, ma guarda al futuro delle prossime generazioni.” Le strutture di vinificazione sorgeranno all’interno del Parco, rispettando il vincolo archeologico, e i vini prodotti—ancora senza nome—saranno un ponte tra passato e presente, offerti ai visitatori come testimonianza viva della Pompei romana.
“Il Parco è un pilastro dell’identità campana,” aggiunge Capaldo. “Vogliamo che torni a essere un luogo di scambio, come ai tempi dell’Impero.” Il progetto si affianca ad altre iniziative, come la recente apertura della Domus del Larario, e rafforza il ruolo di Pompei come modello di gestione partecipata del patrimonio.
La vigna di Pompei: un futuro sostenibile
La vigna archeologica si Pompei non è solo un esperimento produttivo: è un tassello nella tutela del paesaggio pompeiano, tra i più fragili d’Italia. Con il coinvolgimento di botanici, agronomi e associazioni locali, il Parco punta a un modello replicabile, dove cultura e natura si fondono. “La viticoltura racconta la città antica sotto una luce diversa,” conclude Zuchtriegel. “E con partner come Feudi, possiamo condividerla col mondo.” I primi vini potrebbero arrivare entro il 2027, ma già ora Pompei brinda a un nuovo capitolo della sua storia millenaria.
Immagine in apertura: Il vigneto nella Domus della Nave Europa (foto: Parco Archeologico di Pompei)
#AntonioCapaldo #archeologia #BeniArcheologici #FeudiDiSanGregorio #GabrielZuchtriegel #ParcoArcheologicoDiPompei #pompei #vignaArcheologica #viticolturaBiologica
-
Inmitten einer vollen Woche mal innehalten und ein Buch zur Hand nehmen - bisher bin ich begeistert davon und die knappe Hälfte ist durch.
Wünsche euch Lieben auch noch einen erholsamen Abend und eine gute Nacht.
#Buch #lesen #GabrielZuchtriegel #Pompeji #archaologie #kulturvermittlung #museum
-
Pompeji ist weltweit eine der berühmtesten archäologischen Stätten. Mit dem künftigen Leiter, Gabriel Zuchtriegel, sprach die DW über die neue Herausforderung.
Archäologie in Pompeji soll lebendig werden | DW | 22.02.2021 #Pompeji #GabrielZuchtriegel #Archäologie