#beniculturali — Public Fediverse posts
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Elkron per la tutela dei beni culturali: Elkron e’ stata tra i protagonisti di Heritage Security Sicilia, l’evento dedicato alla sicurezza e alla prevenzione incendi nei contesti storici, ospitato a Palermo...
#Elkron #HeritageSecuritySicilia #beniculturali #Medea #antintrusione http://dlvr.it/TTVz0n -
𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗱𝗶𝗰𝗼: 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘂𝗴𝘂𝘀𝘁𝗲𝘂𝗺
🏛️ Dopo quasi vent’anni riapre uno degli spazi più monumentali dell’antica Ercolano: restaurato il Calcidico, vestibolo dell’Augusteum e simbolo del culto…
➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/06/26/calcidico-ercolano-riapertura-restauro/
#Ercolano #Archeologia #RomaAntica #PatrimonioCulturale #Restauro #Campania #UNESCO #Storia #ParcoArcheologico #BeniCulturali
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🏛️ Dopo quasi vent’anni riapre uno degli spazi più monumentali dell’antica Ercolano: restaurato il Calcidico, vestibolo dell’Augusteum e simbolo del culto…
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🏛️ Dopo quasi vent’anni riapre uno degli spazi più monumentali dell’antica Ercolano: restaurato il Calcidico, vestibolo dell’Augusteum e simbolo del culto…
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🏛️ 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼?
✅ A Reggio Calabria, IMARS 2026 ha riunito ricercatori, musei e imprese per discutere di diagnostica avanzata, materiali innovativi e tecnologie digitali applicate al patrimonio culturale. Un confronto che guarda al futuro della tutela e della valorizzazione.
➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/06/10/imars-2026-beni-culturali-reggio-calabria/
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🏛️ 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼?
✅ A Reggio Calabria, IMARS 2026 ha riunito ricercatori, musei e imprese per discutere di diagnostica avanzata, materiali innovativi e tecnologie digitali applicate al patrimonio culturale. Un confronto che guarda al futuro della tutela e della valorizzazione.
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🏛️ 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼?
✅ A Reggio Calabria, IMARS 2026 ha riunito ricercatori, musei e imprese per discutere di diagnostica avanzata, materiali innovativi e tecnologie digitali applicate al patrimonio culturale. Un confronto che guarda al futuro della tutela e della valorizzazione.
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DiscoVereto, al via i primi scavi sistematici nell’antica città messapica del Capo di Leuca
S&ANel Capo di Leuca prende forma un progetto destinato a diffondere la conoscenza della storia preromana del Salento. A Patù, in provincia di Lecce, è iniziata infatti la prima campagna sistematica di scavi archeologici nell’antica città messapica di Vereto, uno dei centri più importanti dell’estremo sud della Puglia antica.
Area di scavo Grotta SudaL’iniziativa, denominata “DiscoVereto”, è promossa dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” sotto la direzione scientifica dell’archeologo Valentino Nizzo, con concessione del Ministero della Cultura e in collaborazione con enti territoriali, istituzioni culturali e realtà scientifiche nazionali.
Centopietre_Vereto_PatùL’obiettivo del progetto è ricostruire la storia delle reti di scambio, delle identità culturali e delle trasformazioni sociali del Capo di Leuca tra la fine dell’età del Bronzo e la fase della romanizzazione.
Vereto, la grande città messapica del Salento antico
L’antica Vereto occupava una posizione strategica nel Mediterraneo antico. Il centro messapico si estendeva originariamente per oltre 40 ettari ed era protetto da una poderosa cinta muraria. Il suo controllo su due approdi fondamentali, Leuca e San Gregorio, ne faceva uno snodo cruciale per le rotte marittime tra Adriatico, Ionio e Tirreno.
Chiesa Madonna di Vereto_ph. Noemi De VitisSecondo gli studiosi, proprio questa collocazione geografica avrebbe trasformato Vereto in un crocevia di popoli, merci e culture fin dalla protostoria. Nonostante l’importanza storica del sito, l’area non era mai stata oggetto di una campagna di scavo sistematica. La nuova missione rappresenta quindi il primo grande progetto organico di ricerca archeologica dedicato alla città.
Il progetto “Leucantica” e le nuove tecnologie applicate all’archeologia
La campagna di scavo rientra nel più ampio progetto “Leucantica”, ideato da Valentino Nizzo insieme all’archeologa Daniela Ventrelli di Puglia Culture. Il programma combina archeologia tradizionale, tecnologie digitali e valorizzazione del patrimonio culturale.
Area di scavo Acropoli di VeretoLa ricerca sul campo, concentrata su alcune aree di proprietà comunale e messe a disposizione gratuitamente dai proprietari, mira sin da questa prima missione a integrare lo scavo stratigrafico tradizionale con l’analisi delle fonti letterarie e antiquarie, lo studio dei materiali già rinvenuti (editi e inediti) e la ricognizione topografica supportata da tecnologie digitali avanzate come la mappatura 3D, il telerilevamento LIDAR e i Sistemi Informativi Geografici (GIS) per l’analisi del paesaggio, coniugate con prospezioni geofisiche non invasive realizzate in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
DiscoVereto_area di scavo Grotta SudaArcheologia partecipata e coinvolgimento della comunità
Uno degli aspetti più innovativi di DiscoVereto riguarda il forte coinvolgimento della cittadinanza attraverso pratiche di archeologia partecipata. Il progetto punta infatti a trasformare il patrimonio archeologico in una risorsa condivisa per il territorio, in linea con i principi della Convenzione di Faro.
Grotta Suda_ph. Alessandro RizzoSono previsti laboratori didattici aperti al pubblico, seminari e conferenze, attività di citizen science, percorsi educativi, esposizioni temporanee e incontri divulgativi presso il Museo Archeologico di Vereto.
Le attività verranno inoltre documentate attraverso la realizzazione di un documentario dedicato all’esperienza di scavo e al rapporto tra archeologia e comunità locale.
Un progetto culturale per contrastare lo spopolamento
“DiscoVereto” è una delle iniziative inserite nel programma “Storie Meridiane”, progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso dai Comuni di Patù e Morciano di Leuca.
L’iniziativa è finanziata attraverso il PNRR Cultura – Missione 1 Componente 3 Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura.
L’obiettivo è utilizzare la cultura come leva concreta di sviluppo economico, turistico e occupazionale per contrastare il fenomeno dello spopolamento nei piccoli centri del Sud Italia.
Valentino Nizzo: “Vereto è una memoria collettiva da riscoprire”
Il direttore scientifico del progetto, Valentino Nizzo, ha sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa:
“Con DiscoVereto vogliamo fare dell’archeologia uno strumento di partecipazione, capace di coinvolgere la comunità nella riscoperta del passato e nella costruzione del presente”.
Nizzo ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra università, istituzioni e realtà locali per valorizzare uno dei paesaggi storici più significativi del Mediterraneo.
Il sindaco di Patù: “Un appuntamento con la Storia”
Grande entusiasmo anche da parte dell’amministrazione comunale.
Il sindaco di Patù, Gabriele Abaterusso, ha definito l’avvio degli scavi:
“Un appuntamento con la Storia, un avvenimento sensazionale che tutta la comunità aspettava da anni”.
Secondo il primo cittadino, Vereto rappresenta un luogo identitario per il territorio del Capo di Leuca, uno spazio simbolico dove memoria, storia e appartenenza collettiva si intrecciano profondamente.
Un nuovo capitolo per l’archeologia del Salento
La campagna di scavo, che proseguirà fino al 19 giugno, potrebbe fornire dati fondamentali sulla frequentazione del Capo di Leuca tra età protostorica e romanizzazione.
L’integrazione tra ricerca scientifica, tecnologie avanzate e partecipazione pubblica rende DiscoVereto uno dei progetti archeologici più interessanti attualmente in corso nel Mezzogiorno.
Se i risultati confermeranno le aspettative, Vereto potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per gli studi sull’Italia preromana e per la valorizzazione culturale del Salento.
Per informazioni e per rimanere aggiornati sullo scavo e sulle iniziative ad esso collegate: www.leucantica.it
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: DiscoVereto ✅
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Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso
S&APrende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.
Relitto Marausa III lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.
Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II
Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.
Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.
Relitto Gela IIUn progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia
L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.
Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.
Conservazione, ricerca e valorizzazione
Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.
Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
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🔍 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲
#Pompei #Archeologia #Cultura #BeniCulturali #Restauro #Innovazione #Tecnologia #Patrimonio #Italia #UNESCO
➡️ Tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cOo
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
#archeologia #beniculturali #restituzioni #ItaliaUSA #arte #storia #NewYork #patrimonio #cultura #CarabinieriTPC
📷 Foto ©MiC
➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cGU
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
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📷 Foto ©MiC
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Metro C: la Giunta di Roma ha approvato con DGCa 484/2025 la convenzione che ripartisce le competenze per la gestione delle aree museali all’interno della stazione Colosseo, definendo ruoli del MIC e della Sovrintendenza. Una tappa chiave per l’integrazione tra trasporto e valorizzazione del patrimonio.
👉 https://www.odisseaquotidiana.com/2025/12/metro-c-colosseo-divisione-aree.html -
Non solo Niscemi, franano anche i beni culturali
La frana di Niscemi ed i gravi danni che l’uragano Harry ha prodotto sulle coste orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono certo immaginari. Essi sono, tuttavia, anche espressione metaforica della frana che coinvolge politica e istituzioni, incapaci di adottare strategie di prevenzione dei danni idrogeologici che coinvolgono gran parte dell’Italia. Sono danni strutturali, che […]
Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2026/02/02/non-solo-niscemi-franano-anche-i-beni-culturali/
#archeologia #BeniCulturali #Kamarina #prevenzioneIdrogeologica #UnioneEuropea
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Non solo Niscemi, franano anche i beni culturali
La frana di Niscemi ed i gravi danni che l’uragano Harry ha prodotto sulle coste orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono certo immaginari. Essi sono, tuttavia, anche espressione metaforica della frana che coinvolge politica e istituzioni, incapaci di adottare strategie di prevenzione dei danni idrogeologici che coinvolgono gran parte dell’Italia. Sono danni strutturali, che […]
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🧬 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗲❟ 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼
🔬Lo studio condotto dall’Università di Bologna sui frammenti di pelle tatuata risalenti all'Ottocento conservati nella Collezione delle Cere Anatomiche "Luigi Cattaneo" offre una prospettiva inedita sulla cultura del XIX secolo
#archeologia #storiadellamedicina #tatuaggi #beniCulturali #UniversitàdiBologna #Ottocento #musei #ricerca #studi @unibo
➡️ Leggi tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bSK
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Archeomafia, il maxi-blitz che svela anni di scavi clandestini tra Sicilia e Calabria. Recuperati 10mila reperti | IL VIDEO
Elena Percivaldi
All’alba di stamani, 12 dicembre 2025, il movimento coordinato di elicotteri, pattuglie e reparti specializzati ha attraversato simultaneamente la Sicilia, la Calabria e diverse città italiane. In poche ore, la vasta operazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha portato all’esecuzione di 56 misure cautelari e a un’imponente serie di perquisizioni, smantellando due articolate organizzazioni dedite al saccheggio di siti archeologici e al traffico illecito di reperti.
Le indagini, nome in codice Scylletium e Ghenos, erano nate separatamente, una in Calabria e l’altra in Sicilia. Hanno però finito per incrociarsi, rivelando una realtà ben più complessa e inquietante: una rete di tombaroli, ricettatori, intermediari e trafficanti legata, in più punti, alle dinamiche della criminalità organizzata.
Un tessuto criminale con un unico obiettivo: depredare la storia
La scoperta del collegamento tra i due gruppi ha consentito agli investigatori di ricostruire il funzionamento di un sistema che agiva in modo metodico, quasi industriale. Ogni ruolo era preciso e definito: chi individuava i siti, chi scavava, chi movimentava la merce, chi garantiva l’uscita all’estero dei reperti. A rendere ancora più delicato il quadro sono stati gli indizi raccolti in Calabria, dove la squadra individuata operava con modalità tali da agevolare, secondo gli inquirenti, una cosca di ’ndrangheta attiva nel Crotonese.
Per la prima volta in modo così evidente, emerge la sovrapposizione tra archeomafia e criminalità organizzata tradizionale: un interesse non certo rivolto verso il valore culturale intrinseco dei reperti, ma verso la redditività di un mercato che, fuori dai circuiti legali, può generare montagne di soldi senza destare sospetti quanto il traffico di droga o di armi.Guarda il video
Calabria: i parchi archeologici sotto assedio
L’indagine Scylletium, avviata nel 2022 dal Nucleo TPC di Cosenza, ha consentito di documentare una sequenza impressionante di scavi clandestini nei parchi archeologici nazionali di Scolacium, Kaulon e Capo Colonna. Per mesi, gli investigatori hanno registrato movimenti, dialoghi criptati, contatti e sopralluoghi di un gruppo che conosceva perfettamente il territorio e sapeva dove colpire.
Le intercettazioni rivelano un linguaggio in codice, usato per confondere eventuali controlli: i reperti diventavano “finocchi”, i metal detector “motoseghe”, gli scavi “caffè”. Una consuetudine che mostra quanto questo settore criminale abbia sviluppato un proprio vocabolario, di uso consolidato e ben compreso dagli affiliati.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i promotori dell’organizzazione erano cultori di archeologia privi di scrupoli, capaci di selezionare i punti più ricchi, organizzare spedizioni notturne e smistare il materiale verso canali di ricettazione già rodati. In più occasioni, i tombaroli riuscivano a eludere i controlli grazie alla conoscenza dei percorsi interni ai parchi e a un sistema di comunicazione basato su movimenti brevi, telefoni dedicati e indicazioni essenziali.
Le modalità d’azione mostrano un territorio in cui gruppi minori di criminalità culturale trovano spazio sotto la tolleranza, esplicita o implicita, di sistemi mafiosi radicati. Non è un fenomeno nuovo, ma l’indagine attuale lo delinea con una nitidezza raramente documentata.Sicilia: scavi, ricettazione e una zecca clandestina
L’indagine Ghenos, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, ha aperto un altro capitolo della stessa storia, ma con dinamiche ancora più articolate. Avviata nel 2021 a seguito dei ripetuti scavi clandestini nell’area di Eraclea Minoa, ha portato alla luce un sistema strutturato su più livelli che operava in Sicilia orientale, Sicilia occidentale e, in almeno due occasioni, anche in Calabria.
La rete individuata contava diverse squadre specializzate, attive soprattutto nelle province di Catania e Siracusa, capaci di effettuare oltre settanta scavi non autorizzati in siti di straordinaria importanza. I reperti recuperati dalla prima fase dell’inchiesta – circa diecimila pezzi – offrono un quadro impressionante: migliaia di monete antiche, molte delle quali rare o uniche; ceramiche figurate, askos, fibule protostoriche, pesi e materiali litici. La provenienza spaziava da Selinunte a Katane, da Gela a Reggio, dalle città della cuspide settentrionale dell’isola fino a Morgantina e Iaitas.
Uno degli elementi più sorprendenti è il rinvenimento di una zecca clandestina, attiva nella provincia etnea, dove gli inquirenti hanno individuato stampi, conii, bilancini e rame grezzo pronti per la produzione di monete contraffatte. Il laboratorio era in grado non solo di falsificare monete per truffare collezionisti inconsapevoli, ma anche di “ripulire” vere monete antiche alterandone la patina, così da mascherarne la provenienza illecita.Dallo scavo al mercato internazionale: la filiera dell’archeomafia
Le due indagini mostrano la stessa struttura criminale distribuita su livelli progressivi. Alla base ci sono i tombaroli, spesso conoscitori autodidatti del territorio, talvolta dotati di strumenti sofisticati. Lo scavo clandestino, per sua natura, distrugge stratigrafie e contesti, cancellando informazioni archeologiche per sempre.
Poco più in alto operano i ricettatori locali, figure chiave capaci di muovere rapidamente il materiale e trovare l’acquirente giusto. Oltre questi, si collocano i trafficanti internazionali che gestiscono esportazioni verso Germania, Regno Unito e altre piazze europee. In alcuni casi, i reperti venivano intercettati già pronti per imbarcarsi verso aste estere, scavalcando ogni normativa italiana ed europea.
Il danno non è solo economico o culturale, ma identitario. A sparire non sono semplici oggetti, ma frammenti di un racconto collettivo. Ogni scavo clandestino spezza una sequenza storica, priva i territori di testimonianze, impoverisce la ricerca. Il mercato illecito, dal canto suo, trasforma queste testimonianze in merce, cancellandone origine e significato.La complessità del fenomeno: gli intrecci tra archeologia e criminalità
Uno degli aspetti più significativi emersi dalle due inchieste è la capacità delle organizzazioni di operare in maniera coordinata e con un livello sorprendente di specializzazione. L’immagine stereotipata del tombarolo improvvisato lascia il posto a gruppi dotati di strumenti tecnici, conoscenze topografiche e rapporti consolidati con intermediari stranieri.
Gli investigatori parlano di una vera e propria “archeomafia”, un sistema che richiede competenze specifiche, disponibilità economiche e contatti internazionali. Nel caso calabrese, inoltre, la relazione tra gli scavatori clandestini e la criminalità organizzata aggiunge un elemento ulteriore: la consapevolezza che il traffico di reperti può diventare, per alcune cosche, un ramo redditizio e a basso rischio rispetto ad altre attività illegali.Il ruolo centrale delle istituzioni culturali
Nonostante il quadro allarmante, uno spunto positivo c’è: le indagini mostrano la forza della collaborazione tra forze dell’ordine, procure e istituzioni culturali. I parchi archeologici coinvolti, così come le soprintendenze e le direzioni museali, hanno fornito supporto tecnico, cartografie, dati e consulenze indispensabili per ricostruire la natura e il valore dei reperti sequestrati.
Ed è proprio grazie a questa cooperazione che è stato possibile ricondurre migliaia di oggetti ai loro contesti originari, stabilire l’autenticità delle monete, valutare la rarità delle emissioni e confrontare i manufatti con i dati delle campagne ufficiali di scavo.Un segnale forte (ma purtroppo questa non sarà l’ultima volta)
L’operazione congiunta di oggi rappresenta di certo una delle risposte più forti e perentorie mai messe in campo contro il traffico illecito di beni culturali in Italia. Tuttavia, la vastità del fenomeno lascia intuire che non sarà l’ultima.
Il patrimonio archeologico italiano, per estensione e ricchezza, continua ad attirare un mercato nero internazionale difficile da estinguere. Ma la portata dell’intervento, l’ampiezza geografica delle misure cautelari e il valore dei reperti recuperati indicano un cambio di passo nel contrasto alle archeomafie.
La storia di questa indagine dimostra che la tutela passa tanto dai sistemi investigativi quanto dalla consapevolezza collettiva. Ogni reperto salvato è un frammento di memoria restituito a tutti. E ogni rete di tombaroli smantellata contribuisce a proteggere, almeno in parte, quel patrimonio eccezionale e vastissimo, che il mondo intero ci riconosce come unico. E che in parte si nasconde ancora nel sottosuolo, in attesa di essere (legalmente) riscoperto.#archeomafia #beniCulturali #Calabria #CarabinieriTPC #EracleaMinoa #indagineGhenos #indagineScylletium #Kaulon #patrimonioCulturale #repertiArcheologici #scaviClandestini #Scolacium #Sicilia #trafficoIllecito
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🚂🛤️ ⚒️ 🏺 𝗗𝗮𝗹 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮❟ 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗲𝘁à 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗮𝗶 𝗟𝗼𝗻𝗴𝗼𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶: 𝗲𝗰𝗰𝗼 𝗹’𝗔𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮𝗿𝗶𝗲
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https://storiearcheostorie.com/2025/11/25/archeolog-atlante-fs-ritrovamenti-archeologici-italia/
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⚒️ 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗼𝗿𝗮❟ 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗶𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝘃𝗲𝘀𝘂𝘃𝗶𝗮𝗻𝗮
🏛️ Scavi, tutela e valorizzazione per ampliare le conoscenze sulla villa romana e migliorare il percorso di visita.
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I will always be proud of my cultural heritage.
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https://itsmostamazingindia.wordpress.com/2025/09/16/i-will-always-be-proud-of-my-cultural-heritage/
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I musei, il digitale e la generazione Z
Il volume “Musei digitali e generazione Z. Nuove sfide per nuovi pubblici“, una guida critica ai siti web di alcuni musei italiani e internazionali, curata da Elisa Bonaccini, è oggetto di una nuova intervista realizzata dall’archeologa e saggista Francesca Valbruzzi
Bonacini, docente di “Valorizzazione digitale in beni museali”, all’Università degli Studi di Bari, studiosa e […]
Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2025/04/11/i-musei-il-digitale-e-la-generazione-z/
#BeniCulturali #comunicazioneDigitale #FrancescaValbruzzi #generazioneZ #musei #web
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🔥🔥🔥 𝐄𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐮𝐬 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐓𝐮𝐬𝐜𝐚𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝟐𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢
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Immagini: @ercolanoscavi
#ercolano #archeologia #beniculturali #foto #italia
https://storiearcheostorie.com/2025/03/19/ercolano-riapertura-domus-2025/
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🔥🔥🔥 𝐄𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐮𝐬 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐓𝐮𝐬𝐜𝐚𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝟐𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢
Leggi l'articolo e guarda le 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨 su @storieearcheostorie
Immagini: @ercolanoscavi
#ercolano #archeologia #beniculturali #foto #italia
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LUCCA NELLA MEMORIA
Lucca nella memoria” raccoglie nella prima parte una selezione di editoriali riguardanti la politica e la cronaca locale dal 1985 al 2013. La seconda parte, invece, datata a partire dal 2011, include una serie di schede realizzate in occasione del censimento degli arredi urbani storici e artistici che l’autore ha tentato di realizzare a partire dal 2014...
#Lucca #ArrediUrbani #Conservazione #Restauro #BeniCulturali
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Quello che l'articolo non evidenzia è che tutto il materiale presente è distribuito con Licenza Creative Commons 4.0. E come rintracciare (l'URL) tutto ciò ☺️. Ma su qualsiasi motore di ricerca si trova e vale la pena visitarlo, se non altro per scoprire che quel palazzo vecchio in fondo alla strada è qualcosa di più che un vecchio palazzo. Che cos’è il Catalogo Generale dei Beni Culturali online https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/2024/08/catalogo-generale-beni-culturali-online/ #arte #beniculturali #database
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Quello che l'articolo non evidenzia è che tutto il materiale presente è distribuito con Licenza Creative Commons 4.0. E come rintracciare (l'URL) tutto ciò ☺️. Ma su qualsiasi motore di ricerca si trova e vale la pena visitarlo, se non altro per scoprire che quel palazzo vecchio in fondo alla strada è qualcosa di più che un vecchio palazzo. Che cos’è il Catalogo Generale dei Beni Culturali online https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/2024/08/catalogo-generale-beni-culturali-online/ #arte #beniculturali #database
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Deborah De Angelis, esperta di diritto d'autore e lead di #CreativeCommons Italia, fa il punto sul cammino verso l'#OpenAccess in Italia partendo dall'analisi del recente decreto del Ministero della Cultura sul cosiddetto tariffario delle riproduzioni dei #beniculturali.
https://www.wikimedia.it/news/il-cammino-verso-lopen-access-in-italia/ -
Deborah De Angelis, esperta di diritto d'autore e lead di #CreativeCommons Italia, fa il punto sul cammino verso l'#OpenAccess in Italia partendo dall'analisi del recente decreto del Ministero della Cultura sul cosiddetto tariffario delle riproduzioni dei #beniculturali.
https://www.wikimedia.it/news/il-cammino-verso-lopen-access-in-italia/ -
Beni culturali siciliani, il mondo al contrario
E’ di qualche giorno fa la nomina di un agronomo alla direzione del Parco archeologico di Morgantina e della Villa romana del Casale. Beh, direte voi, se non ci sono archeologi disponibili a ricoprire questo ruolo, ben venga un agronomo.
In realtà gli archeologi in grado di ricoprire questo ruolo sono già in servizio da diciotto anni nelle sezioni […]
Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2024/06/17/beni-culturali-siciliani-il-mondo-al-contrario/
#archeologia #ARS #AssessoratoRegionaleAiBeniCulturali #beniArcheologici #BeniCulturali #ConfederazioneItakianaArcheologi #ItaliaNostra #MemoriaEFuturo #RegioneSiciliana
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Quando c'era #Ratzinger, potevi dare addosso direttamente alla Chiesa per tanti validi motivi.
Da quando c'è #Bergoglio, è tutto un "ma sai, la #teologiadellaliberazione… e poi è più di sinistra lui che la sinistra in parlamento…"
E intanto:
- #dirittoallaborto che viaggia col freno a mano
- alternativa all'ora di religione inesistente
- #8x1000 allo Stato che va comunque ai #beniculturali della Chiesa
- riassorbimento di tutte le opposizioni provenienti da sinistra.Il nemico mimetizzato.
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Un tribunale ha emesso un'ordinanza per interrompere l'uso di #fotografie di riproduzioni di un'opera in pubblico dominio.
Avete capito bene. 😳
Esiste una norma che proibisce di riprodurre #BeniCulturali senza #copyright, e anche di copiare le copie.
https://www.wikimedia.it/news/unaltra-ordinanza-sulle-immagini-del-david-unoccasione-persa/
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A #Verona un nuovo appuntamento venerdì 20 gennaio per approfondire i temi legati ad #archeologia, #digitalizzazione dei #beniCulturali e situazione legislativa. Iscrizioni aperte in presenza e online fino a domani! @UniVerona https://www.wikimedia.it/news/archeologia-e-digitalizzazione-seminario-a-verona/
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A #Verona un nuovo appuntamento venerdì 20 gennaio per approfondire i temi legati ad #archeologia, #digitalizzazione dei #beniCulturali e situazione legislativa. Iscrizioni aperte in presenza e online fino a domani! @UniVerona https://www.wikimedia.it/news/archeologia-e-digitalizzazione-seminario-a-verona/
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“I #videogiochi sono frutto dell’ingegno creativo – ha dichiarato il Ministro #Franceschini al momento della firma – ed è giusto che, analogamente a quanto avviene per il cinema e l’audiovisivo, possano ricevere un sostegno, se riconosciuti come opere di particolare valore culturale".
Il comunicato del Ministero dei #BeniCulturali: https://www.beniculturali.it/comunicato/20597 -
Cos'è la #libertàdipanorama? Come si concilia con la fruizione del #patrimonioculturale e con iniziative come #WikiLovesMonuments?
Risponde il prof. Giorgio Resta, giurista esperto di riproduzione dei #beniculturali.
https://www.youtube.com/watch?v=9V6vS5iSOTs -
"L'audizione di ICOM Italia alla 14ª commissione del Senato: proposte per il libero riuso di immagini di #beniculturali con tecnologie digitali".
http://www.icom-italia.org/laudizione-di-icom-italia-alla-xiv-commissione-del-senato/Grazie @icom_italia per il sostegno al #PubblicoDominio anche nei #musei!
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Approvata oggi dalla commissione cultura di @Montecitorio la risoluzione in favore della #LibertàDiPanorama e della promozione dei #beniculturali con licenze libere #CreativeCommons, come in #WLM.
La formulazione è analoga a quella di cui avevamo scritto:
https://www.wikimedia.it/immagine-vale-piu-mille-parole/ -
#Licenzelibere e riproduzione fotografica dei #beniculturali: qualcosa si muove!
Una risoluzione, presentata dall’on.le @[email protected] alla VII commissione @[email protected] chiede al Governo di impegnarsi in questa direzione ➡️ https://www.wikimedia.it/immagine-vale-piu-mille-parole/ -
Sabato scorso si è svolta la premiazione di #WikiLovesMonuments 2019 Italia. Per noi l’evento non è stato solo occasione per celebrare i vincitori ma anche un momento di riflessione su #libertàdipanorama e valorizzazione #beniculturali. Scopri di più ➡️ https://www.wikimedia.it/wiki-loves-monuments-un-concorso-per-la-liberta-di-panorama-il-nostro-convegno-a-torino/
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La #cultura che va in fumo, distrutta per sempre dalla cupidigia: è il simbolo del #copyright scelto da IFLA.
L'associazione delle #biblioteche ricorda così l'importanza di preservare i #beniculturali. Nella relazione la discussione su eccezioni #fixcopyright al #SCCR39 WIPO.
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RT @[email protected]
In 2008, the collections of Universal Studios burned, destroying up to 175.000 audio master tapes. #Copyright should not stand in the way of #H…
https://twitter.com/IFLA/status/1186656648988942337 -
Scadono oggi #15maggio le iscrizioni al corso "I metadati bibliografici in #Wikidata" dei nostri soci Alessandra Boccone e Remo Rivelli all'interno di "#LinkedData per i #beniculturali".
https://site.unibo.it/linked-data-per-i-beni-culturali/it/obiettivi-e-struttura