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  1. Furti e rapine ai musei: un rapporto Europol sulle tattiche di aggressione ai beni culturali

    Il rapporto rivela un allarmante spostamento verso metodi violenti, attacchi mirati e il coinvolgimento di nuove reti criminali

    #Europol ha pubblicato un rapporto intitolato "Cambiare tattica, cambiare obiettivi: la natura in evoluzione delle rapine nei musei" (scaricabile qui: europol.europa.eu/cms/sites/de), che rivela un cambiamento nei metodi e negli obiettivi dei furti nei musei in tutta Europa. Il rapporto evidenzia un preoccupante aumento delle tattiche violente ed energiche, insieme a una crescente attenzione verso oggetti di alto valore come metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi.

    In particolare:

    • Aumento della violenza: i furti nei musei stanno diventando più aggressivi e i trasgressori utilizzano strumenti come mazze, esplosivi e armi da fuoco per violare i locali e intimidire il personale.
    • Articoli mirati di alto valore: i ladri si concentrano sempre più su metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi, spinti dall'elevata domanda del mercato e dalla facilità di rivendita illecita.
    • Profili criminali emergenti: il rapporto suggerisce il coinvolgimento di nuovi attori criminali, tra cui gruppi ad hoc reclutati tramite i social media, che si discostano dai tradizionali trafficanti di beni culturali non violenti.

    Opportunità intermercato: alcuni delinquenti sembrano essere opportunisti provenienti da altri settori criminali, attratti dal potenziale a basso rischio e ad alto profitto delle rapine nei musei.

    Per sottolineare questi risultati, il rapporto presenta casi degni di nota come il furto di manufatti daci (Paesi Bassi, 2025), la rapina al Louvre (Francia, 2025) e l’attacco al Museo Cognacq-Jay (Francia, 2024).
    Le rispettive indagini nazionali sono state supportate dagli esperti in reati contro il patrimonio che lavorano presso il Centro europeo per la criminalità organizzata e grave (#ESOCC) dell' #Europol. Offrendo supporto operativo, analitico e di coordinamento agli investigatori negli Stati membri dell’UE, svolgono un ruolo importante nella lotta contro il commercio illegale di #beniculturali

    @attualita

  2. Furti e rapine ai musei: un rapporto Europol sulle tattiche di aggressione ai beni culturali

    Il rapporto rivela un allarmante spostamento verso metodi violenti, attacchi mirati e il coinvolgimento di nuove reti criminali

    La copertina della pubblicazione

    Europol ha pubblicato un rapporto intitolato "Cambiare tattica, cambiare obiettivi: la natura in evoluzione delle rapine nei musei" (scaricabile qui: europol.europa.eu/cms/sites/de…), che rivela un cambiamento nei metodi e negli obiettivi dei furti nei musei in tutta Europa. Il rapporto evidenzia un preoccupante aumento delle tattiche violente ed energiche, insieme a una crescente attenzione verso oggetti di alto valore come metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi.

    In particolare:
    - Aumento della violenza: i furti nei musei stanno diventando più aggressivi e i trasgressori utilizzano strumenti come mazze, esplosivi e armi da fuoco per violare i locali e intimidire il personale.
    - Articoli mirati di alto valore: i ladri si concentrano sempre più su metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi, spinti dall'elevata domanda del mercato e dalla facilità di rivendita illecita.
    - Profili criminali emergenti: il rapporto suggerisce il coinvolgimento di nuovi attori criminali, tra cui gruppi ad hoc reclutati tramite i social media, che si discostano dai tradizionali trafficanti di beni culturali non violenti.

    Opportunità intermercato: alcuni delinquenti sembrano essere opportunisti provenienti da altri settori criminali, attratti dal potenziale a basso rischio e ad alto profitto delle rapine nei musei.

    Per sottolineare questi risultati, il rapporto presenta casi degni di nota come il furto di manufatti daci (Paesi Bassi, 2025), la rapina al Louvre (Francia, 2025) e l’attacco al Museo Cognacq-Jay (Francia, 2024).
    Le rispettive indagini nazionali sono state supportate dagli esperti in reati contro il patrimonio che lavorano presso il Centro europeo per la criminalità organizzata e grave (#ESOCC) dell' #Europol. Offrendo supporto operativo, analitico e di coordinamento agli investigatori negli Stati membri dell’UE, svolgono un ruolo importante nella lotta contro il commercio illegale di #beniculturali.

  3. La Galleria Nazionale delle Marche ha lanciato un portale scientifico digitale: 300+ opere del Palazzo Ducale di Urbino ora consultabili online, con schede tecniche, bibliografie e provenienze.

    Un progetto nato nel 2021, dedicato alla digitalizzazione del patrimonio museale — pensato non per sostituire la visita, ma per arricchirla.

    Ne scrivo qui:
    mondointasca.it/2026/08/23/gal

  4. Elkron per la tutela dei beni culturali: Elkron e’ stata tra i protagonisti di Heritage Security Sicilia, l’evento dedicato alla sicurezza e alla prevenzione incendi nei contesti storici, ospitato a Palermo...
    #Elkron #HeritageSecuritySicilia #beniculturali #Medea #antintrusione dlvr.it/TTVz0n

  5. 🏛️ 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗮𝘀𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝗺𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼

    ✅ Dopo sei anni di lavori, il Complesso di Sant'Agostino riapre con importanti scoperte: rari marmi delle Apuane, frammenti medievali e nuove informazioni sulla storia dell'edificio. Un restauro che guarda anche alla ricerca scientifica.

    foto: Luca Forno

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #Pietrasanta #SantAgostino #Restauro #BeniCulturali #Arte #Toscana…

  6. 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗱𝗶𝗰𝗼: 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘂𝗴𝘂𝘀𝘁𝗲𝘂𝗺

    🏛️ Dopo quasi vent’anni riapre uno degli spazi più monumentali dell’antica Ercolano: restaurato il Calcidico, vestibolo dell’Augusteum e simbolo del culto…

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #Ercolano #Archeologia #RomaAntica #PatrimonioCulturale #Restauro #Campania #UNESCO #Storia #ParcoArcheologico #BeniCulturali

  7. 🏛️ 𝗔𝗹𝗹'𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁à 𝗱𝗶 𝗦𝗶𝗲𝗻𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮 𝗨𝗡𝗘𝗦𝗖𝗢 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶

    L’Ateneo ottiene per la prima volta una Cattedra UNESCO: focus su tutela del patrimonio,…

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #UNESCO #UniSiena #PatrimonioCulturale #Archeologia #BeniCulturali #TrafficoIllecito #TutelaDelPatrimonio #CulturalHeritage

  8. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮 𝗮 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮

    Dal teatro ai concerti nell’Anfiteatro, passando per visite serali, vigneti antichi e aperitivi tra le rovine.

    Intanto il Parco potenzia accessi e percorsi per gestire una media di 15 mila visitatori al giorno.

    👉 Ecco tutte le novità della stagione 2026.

    #Pompei #Archeologia #Estate2026 #ScaviDiPompei #BeniCulturali #PatrimonioUNESCO #TeatroAntico #TurismoCulturale #Archeostorie #StoriaAntica

  9. 🏛️ 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼?

    ✅ A Reggio Calabria, IMARS 2026 ha riunito ricercatori, musei e imprese per discutere di diagnostica avanzata, materiali innovativi e tecnologie digitali applicate al patrimonio culturale. Un confronto che guarda al futuro della tutela e della valorizzazione.

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #IMARS2026 #BeniCulturali #CNR #Innovazione #Restauro…

  10. 🏺 𝗘𝘁𝗿𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗼❟ 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝘀𝗽𝗹𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗘𝘁𝗿𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼

    ✅ Un solo biglietto per visitare undici siti archeologici e musei etruschi: dal 1° luglio 2026 al via la nuova card annuale dedicata al patrimonio dell’Etruria meridionale....

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dm2

    #EtruriaGo #Etruschi #Archeologia #Lazio #Tarquinia #Cerveteri #VillaGiulia #Vulci #Tuscania #MuseiItaliani #PatrimonioCulturale #TurismoCulturale #StoriaAntica #BeniCulturali

  11. Il 12 giugno sciopera la cultura
    Il prossimo 12 giugno si terrà il primo sciopero generale del settore culturale nella storia della Repubblica italiana. A distanza di sette anni dalla manifestazione nazionale del 2018, che portò per la prima volta in piazza migliaia di professioniste e professionisti della cultura, il s
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #InEvidenza #BeniCulturali #Cultura #DirittoDelLavoro #Lavoro #MiRiconosci #sciopero

  12. DiscoVereto, al via i primi scavi sistematici nell’antica città messapica del Capo di Leuca

    S&A

    Nel Capo di Leuca prende forma un progetto destinato a diffondere la conoscenza della storia preromana del Salento. A Patù, in provincia di Lecce, è iniziata infatti la prima campagna sistematica di scavi archeologici nell’antica città messapica di Vereto, uno dei centri più importanti dell’estremo sud della Puglia antica.

    Area di scavo Grotta Suda

    L’iniziativa, denominata “DiscoVereto”, è promossa dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” sotto la direzione scientifica dell’archeologo Valentino Nizzo, con concessione del Ministero della Cultura e in collaborazione con enti territoriali, istituzioni culturali e realtà scientifiche nazionali.

    Centopietre_Vereto_Patù

    L’obiettivo del progetto è ricostruire la storia delle reti di scambio, delle identità culturali e delle trasformazioni sociali del Capo di Leuca tra la fine dell’età del Bronzo e la fase della romanizzazione.

    Vereto, la grande città messapica del Salento antico

    L’antica Vereto occupava una posizione strategica nel Mediterraneo antico. Il centro messapico si estendeva originariamente per oltre 40 ettari ed era protetto da una poderosa cinta muraria. Il suo controllo su due approdi fondamentali, Leuca e San Gregorio, ne faceva uno snodo cruciale per le rotte marittime tra Adriatico, Ionio e Tirreno.

    Chiesa Madonna di Vereto_ph. Noemi De Vitis

    Secondo gli studiosi, proprio questa collocazione geografica avrebbe trasformato Vereto in un crocevia di popoli, merci e culture fin dalla protostoria. Nonostante l’importanza storica del sito, l’area non era mai stata oggetto di una campagna di scavo sistematica. La nuova missione rappresenta quindi il primo grande progetto organico di ricerca archeologica dedicato alla città.

    Il progetto “Leucantica” e le nuove tecnologie applicate all’archeologia

    La campagna di scavo rientra nel più ampio progetto “Leucantica”, ideato da Valentino Nizzo insieme all’archeologa Daniela Ventrelli di Puglia Culture. Il programma combina archeologia tradizionale, tecnologie digitali e valorizzazione del patrimonio culturale.

    Area di scavo Acropoli di Vereto

    La ricerca sul campo, concentrata su alcune aree di proprietà comunale e messe a disposizione gratuitamente dai proprietari, mira sin da questa prima missione a integrare lo scavo stratigrafico tradizionale con l’analisi delle fonti letterarie e antiquarie, lo studio dei materiali già rinvenuti (editi e inediti) e la ricognizione topografica supportata da tecnologie digitali avanzate come la mappatura 3D, il telerilevamento LIDAR e i Sistemi Informativi Geografici (GIS) per l’analisi del paesaggio, coniugate con prospezioni geofisiche non invasive realizzate in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

    DiscoVereto_area di scavo Grotta Suda

    Archeologia partecipata e coinvolgimento della comunità

    Uno degli aspetti più innovativi di DiscoVereto riguarda il forte coinvolgimento della cittadinanza attraverso pratiche di archeologia partecipata. Il progetto punta infatti a trasformare il patrimonio archeologico in una risorsa condivisa per il territorio, in linea con i principi della Convenzione di Faro.

    Grotta Suda_ph. Alessandro Rizzo

    Sono previsti laboratori didattici aperti al pubblico, seminari e conferenze, attività di citizen science, percorsi educativi, esposizioni temporanee e incontri divulgativi presso il Museo Archeologico di Vereto.

    Le attività verranno inoltre documentate attraverso la realizzazione di un documentario dedicato all’esperienza di scavo e al rapporto tra archeologia e comunità locale.

    Un progetto culturale per contrastare lo spopolamento

    “DiscoVereto” è una delle iniziative inserite nel programma “Storie Meridiane”, progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso dai Comuni di Patù e Morciano di Leuca.

    L’iniziativa è finanziata attraverso il PNRR Cultura – Missione 1 Componente 3 Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura.

    L’obiettivo è utilizzare la cultura come leva concreta di sviluppo economico, turistico e occupazionale per contrastare il fenomeno dello spopolamento nei piccoli centri del Sud Italia.

    Valentino Nizzo: “Vereto è una memoria collettiva da riscoprire”

    Il direttore scientifico del progetto, Valentino Nizzo, ha sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa:

    “Con DiscoVereto vogliamo fare dell’archeologia uno strumento di partecipazione, capace di coinvolgere la comunità nella riscoperta del passato e nella costruzione del presente”.

    Nizzo ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra università, istituzioni e realtà locali per valorizzare uno dei paesaggi storici più significativi del Mediterraneo.

    Il sindaco di Patù: “Un appuntamento con la Storia”

    Grande entusiasmo anche da parte dell’amministrazione comunale.

    Il sindaco di Patù, Gabriele Abaterusso, ha definito l’avvio degli scavi:

    “Un appuntamento con la Storia, un avvenimento sensazionale che tutta la comunità aspettava da anni”.

    Secondo il primo cittadino, Vereto rappresenta un luogo identitario per il territorio del Capo di Leuca, uno spazio simbolico dove memoria, storia e appartenenza collettiva si intrecciano profondamente.

    Un nuovo capitolo per l’archeologia del Salento

    La campagna di scavo, che proseguirà fino al 19 giugno, potrebbe fornire dati fondamentali sulla frequentazione del Capo di Leuca tra età protostorica e romanizzazione.

    L’integrazione tra ricerca scientifica, tecnologie avanzate e partecipazione pubblica rende DiscoVereto uno dei progetti archeologici più interessanti attualmente in corso nel Mezzogiorno.

    Se i risultati confermeranno le aspettative, Vereto potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per gli studi sull’Italia preromana e per la valorizzazione culturale del Salento.

    Per informazioni e per rimanere aggiornati sullo scavo e sulle iniziative ad esso collegate: www.leucantica.it

    📘 Notizia verificata ✅

    • 📄 Fonte: DiscoVereto ✅
    #archeologia #archeologiaPartecipata #beniCulturali #CapoDiLeuca #citizenScience #DiscoVereto #Leucantica #Messapi #notizie #Patù #Puglia #Salento #scaviArcheologici #UniversitàLOrientale #ValentinoNizzo #Vereto
  13. 🌊 𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮: 𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗜𝗜 𝗲 𝗚𝗲𝗹𝗮 𝗜𝗜

    #ArcheologiaSubacquea #Sicilia #MarausaII #GelaII #PatrimonioCulturale #Restauro #MuseiDelMare #Mediterraneo #BeniCulturali #Archeologia

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cSu

    storiearcheostorie.com/2026/04

  14. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

    📘 Notizia verificata ✅

    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  15. 🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻’𝗮𝘂𝗹𝗮 𝗮 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼

    ✅ Al via i tirocini nei cantieri del Parco Archeologico tra affreschi, mosaici e strutture millenarie.

    #Pompei #Restauro #BeniCulturali #Archeologia #Formazione #PatrimonioCulturale #MiC #Conservazione #Arte #Cultura

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cS7

    storiearcheostorie.com/2026/04

  16. 🔍 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲

    #Pompei #Archeologia #Cultura #BeniCulturali #Restauro #Innovazione #Tecnologia #Patrimonio #Italia #UNESCO

    ➡️ Tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cOo

    storiearcheostorie.com/2026/04

  17. 🏛️ 𝗟’𝗔𝗿𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗶𝘀 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮: luci, colori e voci riportano in vita il monumento di Augusto in una nuova esperienza immersiva serale.
    📅 Da domani 27 marzo

    #AraPacis #Roma #archeologia #Augusto #videomapping #musei #storiaromana #arte #cultura #beniculturali

    📷 ©Museo dell'Ara Pacis

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cHa

    storiearcheostorie.com/2026/03

  18. ✨ 𝗔𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮

    🏛️ Il Museo di Torcello entra nella rete dei Musei Civici di Venezia

    ✅ Un tassello fondamentale per raccontare la “𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮” tra archeologia, arte e memoria

    #Torcello #Venezia #MUVE #archeologia #musei #storia #lagunaveneziana #cultura #beniculturali

    Foto 📷 ©Nico Covre
    ➡️ Articolo completo su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cG4

    storiearcheostorie.com/2026/03

  19. ❗ Operazione “Numisma”: sequestrate migliaia di monete antiche

    ✅ Duro colpo al traffico internazionale di monete antiche da parte dei militari del Comando Carabinieri TPC di Cagliari al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Sassari.

    ✅ Sette indagati e sequestri per 250mila euro. Recuperati circa 4mila reperti

    #archeologia #beniculturali #carabinieri #carabinieriTPC #sardegna #Numisma

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie:…

    storiearcheostorie.com/2026/03

  20. ❗ 𝗜𝗻 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗶𝗮 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗹𝗮 𝗩𝗶𝗮 𝗔𝗽𝗽𝗶𝗮

    🏛️ Individuati Foro e Teatro grazie a droni multispettrali e indagini geofisiche. Un tassello decisivo per la romanizzazione dell’entroterra campano.

    #ViaAppia #Archeologia #Irpinia #RomaAntica #ForumAemilii #ScoperteArcheologiche #BeniCulturali#UniSalento

    📷 Foto ©Università del Salento

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-ciS

    storiearcheostorie.com/2026/02

  21. 🏛️ 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮❟ 𝗶𝗻 𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗼𝗻𝗲𝗻𝘀𝗶𝘀

    ✅ Restauri, nuova illuminazione e ricostruzioni 3D per il nuovo allestimento ipogeo della struttura del I secolo d.C. I lavori costeranno 230 mila euro

    #PortaVeronensis #Trento #ArcheologiaRomana #Tridentum #BeniCulturali #Archeologia

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cgE

    storiearcheostorie.com/2026/02

  22. Metro C: la Giunta di Roma ha approvato con DGCa 484/2025 la convenzione che ripartisce le competenze per la gestione delle aree museali all’interno della stazione Colosseo, definendo ruoli del MIC e della Sovrintendenza. Una tappa chiave per l’integrazione tra trasporto e valorizzazione del patrimonio.
    👉 odisseaquotidiana.com/2025/12/

    #MobilitàUrbana #MetroC #BeniCulturali

  23. Non solo Niscemi, franano anche i beni culturali

    La frana di Niscemi ed i gravi danni che l’uragano Harry ha prodotto sulle coste orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono certo immaginari. Essi sono, tuttavia, anche espressione metaforica della frana che coinvolge politica e istituzioni, incapaci di adottare strategie di prevenzione dei danni idrogeologici che coinvolgono gran parte dell’Italia. Sono danni strutturali, che […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2026/02/02/non-solo-niscemi-franano-anche-i-beni-culturali/

    #archeologia #BeniCulturali #Kamarina #prevenzioneIdrogeologica #UnioneEuropea

  24. 🏺 𝗧𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶: 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗶 𝗿𝗲𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮 𝗕𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮

    ✅ Cinque stele funerarie e un’urna romana databili tra il I secolo a.C. e il V d.C., scomparse da oltre un secolo, tornano allo Stato grazie all'azione congiunta di Soprintendenza e carabinieri TPC

    #Archeologia #TutelaPatrimonio #CarabinieriTPC #BeniCulturali #SABAP-BGBS
    Foto: SABAP-BGBS

    ➡️ Leggi i dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-bVs

    storiearcheostorie.com/2026/01

  25. 🧬 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗲❟ 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼

    🔬Lo studio condotto dall’Università di Bologna sui frammenti di pelle tatuata risalenti all'Ottocento conservati nella Collezione delle Cere Anatomiche "Luigi Cattaneo" offre una prospettiva inedita sulla cultura del XIX secolo

    #archeologia #storiadellamedicina #tatuaggi #beniCulturali #UniversitàdiBologna #Ottocento #musei #ricerca #studi @unibo

    ➡️ Leggi tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-bSK

    storiearcheostorie.com/2026/01

  26. 💥👑 𝗥𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗦𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮 𝘃𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗴𝗼𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼❗

    Smantellato tra León e Valladolid un vasto traffico illecito di reperti: migliaia di monete, aurei romani e oggetti rituali salvati dal mercato nero.

    #Archeologia #Visigoti #PatrimonioCulturale #TrafficoIllecito #CoronaVisigota #BeniCulturali #archeomafia #PoliciaNacional #Leon #BeniCulturali

    ➡️ Articolo, foto 📷 e video 📽️ su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-bM1

    storiearcheostorie.com/2025/12

  27. Archeomafia, il maxi-blitz che svela anni di scavi clandestini tra Sicilia e Calabria. Recuperati 10mila reperti | IL VIDEO

    Elena Percivaldi

    All’alba di stamani, 12 dicembre 2025, il movimento coordinato di elicotteri, pattuglie e reparti specializzati ha attraversato simultaneamente la Sicilia, la Calabria e diverse città italiane. In poche ore, la vasta operazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha portato all’esecuzione di 56 misure cautelari e a un’imponente serie di perquisizioni, smantellando due articolate organizzazioni dedite al saccheggio di siti archeologici e al traffico illecito di reperti.

    Le indagini, nome in codice Scylletium e Ghenos, erano nate separatamente, una in Calabria e l’altra in Sicilia. Hanno però finito per incrociarsi, rivelando una realtà ben più complessa e inquietante: una rete di tombaroli, ricettatori, intermediari e trafficanti legata, in più punti, alle dinamiche della criminalità organizzata.

    Un tessuto criminale con un unico obiettivo: depredare la storia

    La scoperta del collegamento tra i due gruppi ha consentito agli investigatori di ricostruire il funzionamento di un sistema che agiva in modo metodico, quasi industriale. Ogni ruolo era preciso e definito: chi individuava i siti, chi scavava, chi movimentava la merce, chi garantiva l’uscita all’estero dei reperti. A rendere ancora più delicato il quadro sono stati gli indizi raccolti in Calabria, dove la squadra individuata operava con modalità tali da agevolare, secondo gli inquirenti, una cosca di ’ndrangheta attiva nel Crotonese.
    Per la prima volta in modo così evidente, emerge la sovrapposizione tra archeomafia e criminalità organizzata tradizionale: un interesse non certo rivolto verso il valore culturale intrinseco dei reperti, ma verso la redditività di un mercato che, fuori dai circuiti legali, può generare montagne di soldi senza destare sospetti quanto il traffico di droga o di armi.

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    Calabria: i parchi archeologici sotto assedio

    L’indagine Scylletium, avviata nel 2022 dal Nucleo TPC di Cosenza, ha consentito di documentare una sequenza impressionante di scavi clandestini nei parchi archeologici nazionali di Scolacium, Kaulon e Capo Colonna. Per mesi, gli investigatori hanno registrato movimenti, dialoghi criptati, contatti e sopralluoghi di un gruppo che conosceva perfettamente il territorio e sapeva dove colpire.
    Le intercettazioni rivelano un linguaggio in codice, usato per confondere eventuali controlli: i reperti diventavano “finocchi”, i metal detector “motoseghe”, gli scavi “caffè”. Una consuetudine che mostra quanto questo settore criminale abbia sviluppato un proprio vocabolario, di uso consolidato e ben compreso dagli affiliati.
    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i promotori dell’organizzazione erano cultori di archeologia privi di scrupoli, capaci di selezionare i punti più ricchi, organizzare spedizioni notturne e smistare il materiale verso canali di ricettazione già rodati. In più occasioni, i tombaroli riuscivano a eludere i controlli grazie alla conoscenza dei percorsi interni ai parchi e a un sistema di comunicazione basato su movimenti brevi, telefoni dedicati e indicazioni essenziali.
    Le modalità d’azione mostrano un territorio in cui gruppi minori di criminalità culturale trovano spazio sotto la tolleranza, esplicita o implicita, di sistemi mafiosi radicati. Non è un fenomeno nuovo, ma l’indagine attuale lo delinea con una nitidezza raramente documentata.

    Sicilia: scavi, ricettazione e una zecca clandestina

    L’indagine Ghenos, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, ha aperto un altro capitolo della stessa storia, ma con dinamiche ancora più articolate. Avviata nel 2021 a seguito dei ripetuti scavi clandestini nell’area di Eraclea Minoa, ha portato alla luce un sistema strutturato su più livelli che operava in Sicilia orientale, Sicilia occidentale e, in almeno due occasioni, anche in Calabria.
    La rete individuata contava diverse squadre specializzate, attive soprattutto nelle province di Catania e Siracusa, capaci di effettuare oltre settanta scavi non autorizzati in siti di straordinaria importanza. I reperti recuperati dalla prima fase dell’inchiesta – circa diecimila pezzi – offrono un quadro impressionante: migliaia di monete antiche, molte delle quali rare o uniche; ceramiche figurate, askos, fibule protostoriche, pesi e materiali litici. La provenienza spaziava da Selinunte a Katane, da Gela a Reggio, dalle città della cuspide settentrionale dell’isola fino a Morgantina e Iaitas.
    Uno degli elementi più sorprendenti è il rinvenimento di una zecca clandestina, attiva nella provincia etnea, dove gli inquirenti hanno individuato stampi, conii, bilancini e rame grezzo pronti per la produzione di monete contraffatte. Il laboratorio era in grado non solo di falsificare monete per truffare collezionisti inconsapevoli, ma anche di “ripulire” vere monete antiche alterandone la patina, così da mascherarne la provenienza illecita.

    Dallo scavo al mercato internazionale: la filiera dell’archeomafia

    Le due indagini mostrano la stessa struttura criminale distribuita su livelli progressivi. Alla base ci sono i tombaroli, spesso conoscitori autodidatti del territorio, talvolta dotati di strumenti sofisticati. Lo scavo clandestino, per sua natura, distrugge stratigrafie e contesti, cancellando informazioni archeologiche per sempre.
    Poco più in alto operano i ricettatori locali, figure chiave capaci di muovere rapidamente il materiale e trovare l’acquirente giusto. Oltre questi, si collocano i trafficanti internazionali che gestiscono esportazioni verso Germania, Regno Unito e altre piazze europee. In alcuni casi, i reperti venivano intercettati già pronti per imbarcarsi verso aste estere, scavalcando ogni normativa italiana ed europea.
    Il danno non è solo economico o culturale, ma identitario. A sparire non sono semplici oggetti, ma frammenti di un racconto collettivo. Ogni scavo clandestino spezza una sequenza storica, priva i territori di testimonianze, impoverisce la ricerca. Il mercato illecito, dal canto suo, trasforma queste testimonianze in merce, cancellandone origine e significato.

    La complessità del fenomeno: gli intrecci tra archeologia e criminalità

    Uno degli aspetti più significativi emersi dalle due inchieste è la capacità delle organizzazioni di operare in maniera coordinata e con un livello sorprendente di specializzazione. L’immagine stereotipata del tombarolo improvvisato lascia il posto a gruppi dotati di strumenti tecnici, conoscenze topografiche e rapporti consolidati con intermediari stranieri.
    Gli investigatori parlano di una vera e propria “archeomafia”, un sistema che richiede competenze specifiche, disponibilità economiche e contatti internazionali. Nel caso calabrese, inoltre, la relazione tra gli scavatori clandestini e la criminalità organizzata aggiunge un elemento ulteriore: la consapevolezza che il traffico di reperti può diventare, per alcune cosche, un ramo redditizio e a basso rischio rispetto ad altre attività illegali.

    Il ruolo centrale delle istituzioni culturali

    Nonostante il quadro allarmante, uno spunto positivo c’è: le indagini mostrano la forza della collaborazione tra forze dell’ordine, procure e istituzioni culturali. I parchi archeologici coinvolti, così come le soprintendenze e le direzioni museali, hanno fornito supporto tecnico, cartografie, dati e consulenze indispensabili per ricostruire la natura e il valore dei reperti sequestrati.
    Ed è proprio grazie a questa cooperazione che è stato possibile ricondurre migliaia di oggetti ai loro contesti originari, stabilire l’autenticità delle monete, valutare la rarità delle emissioni e confrontare i manufatti con i dati delle campagne ufficiali di scavo.

    Un segnale forte (ma purtroppo questa non sarà l’ultima volta)

    L’operazione congiunta di oggi rappresenta di certo una delle risposte più forti e perentorie mai messe in campo contro il traffico illecito di beni culturali in Italia. Tuttavia, la vastità del fenomeno lascia intuire che non sarà l’ultima.
    Il patrimonio archeologico italiano, per estensione e ricchezza, continua ad attirare un mercato nero internazionale difficile da estinguere. Ma la portata dell’intervento, l’ampiezza geografica delle misure cautelari e il valore dei reperti recuperati indicano un cambio di passo nel contrasto alle archeomafie.
    La storia di questa indagine dimostra che la tutela passa tanto dai sistemi investigativi quanto dalla consapevolezza collettiva. Ogni reperto salvato è un frammento di memoria restituito a tutti. E ogni rete di tombaroli smantellata contribuisce a proteggere, almeno in parte, quel patrimonio eccezionale e vastissimo, che il mondo intero ci riconosce come unico. E che in parte si nasconde ancora nel sottosuolo, in attesa di essere (legalmente) riscoperto.

    #archeomafia #beniCulturali #Calabria #CarabinieriTPC #EracleaMinoa #indagineGhenos #indagineScylletium #Kaulon #patrimonioCulturale #repertiArcheologici #scaviClandestini #Scolacium #Sicilia #trafficoIllecito

  28. 🏺 I carabinieri TPC recuperano e restituiscono allo Stato dieci preziosi reperti archeologici, tra cui una raffinata olpe etrusco-corinzia del VI secolo a.C.

    🏛️ Ora saranno valorizzati al Museo di Fratta Polesine.

    #CarabinieriTPC #TutelaPatrimonio #Archeologia #Etruschi #BeniCulturali #FrattaPolesine #TrafficoIllecito #carabinieri #TPC

    @museo_archeologico_fratta
    @armadeicarabinieri

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    storiearcheostorie.com/2025/12

  29. 🏰✨ Rinasce Castello Utveggio!

    Dopo anni di abbandono, il gioiello di Monte Pellegrino riapre a Palermo: nuovo centro culturale, visite gratuite e navetta elettrica dedicata.

    #Palermo #CastelloUtveggio #MontePellegrino #Restauro #Sicilia #BeniCulturali #Architettura #Cultura #Turismo #RegioneSiciliana

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  30. ✨ 𝗔𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗗𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗧𝗿𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼 “𝗮 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮” 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝘀𝗮𝗴𝗻𝗼

    La scultura rinascimentale fu rubata nel 1975 e ritrovata sulle rive dell'Adige, rovinata dalle intemperie

    #Restauro #MuseoDiocesanoTridentino #MadonnaDiBesagno #ArteSacra #BeniCulturali #Trentino #Trento #RestauroAVista #Rinascimento
    @museo_diocesano_tridentino

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  31. 🏰 “𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗲𝘃𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲”: 𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗜𝘀𝗼𝗹𝗮

    📅 Appuntamento il 1° e il 2 dicembre al Centro Regionale Progettazione e Restauro

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    #castelli #sicilia #beniculturali #restauri #valorizzazione

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  32. 🌟 Udine, i carabinieri TPC recuperano oltre 2.600 beni culturali sottratti all'Arcidiocesi

    Tra loro centinaia di beni archivistici, un volume del 1902 e due dipinti antichi sottratti in passato alla proprietà ecclesiastica e rintracciati sui canali di vendita online.

    #beniculturali #tpc #Udine #CarabinieriTPC #restituzione

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  33. 🚂🛤️ ⚒️ 🏺 𝗗𝗮𝗹 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮❟ 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗲𝘁à 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗮𝗶 𝗟𝗼𝗻𝗴𝗼𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶: 𝗲𝗰𝗰𝗼 𝗹’𝗔𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮𝗿𝗶𝗲

    ➡️ Scopri cosa è stato ritrovato su Storie & Archeostorie e scarica il volume 📖: wp.me/p7tSpZ-bdS

    #Archeolog #GruppoFS #ArcheologiaPreventiva #AtlanteFS #BeniCulturali #Archeologia #Italferr #RFI

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  34. ⚒️ 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗼𝗿𝗮❟ 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗶𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝘃𝗲𝘀𝘂𝘃𝗶𝗮𝗻𝗮

    🏛️ Scavi, tutela e valorizzazione per ampliare le conoscenze sulla villa romana e migliorare il percorso di visita.

    #VillaSora #Ercolano #Archeologia #TorreDelGreco #Vesuvio #BeniCulturali #Scavi #PatrimonioCulturale #RicercaArcheologica
    @ercolanoscavi

    ➡️ Scopri tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-bdm

    storiearcheostorie.com/2025/11

  35. Dai musei alla piazza: prosegue la battaglia per i diritti nel settore culturale
    La mattina di domenica 7 settembre, presso il piazzale degli Uffizi a Firenze, lavoratrici e lavoratori di Dussmann si sono riuniti in presidio insieme a USB Firenze, Mi Riconosci? e Workers in Florence per
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #FirenzeEDintorni #BeniCulturali #Cultura #DirittiDeiLavoratori #Lavoro

  36. Uffizi, presidio contro l’appaltatrice tedesca Dussmann: “Salari da fame nei musei statali”
    La mattina di sabato 19 luglio, presso il piazzale degli Uffizi a Firenze, lavoratrici e lavoratori di Dussmann si sono riuniti in presidio insieme a USB Fi
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #FirenzeEDintorni #appalti #BeniCulturali #BibliotecaNazionale #diritti #firenze #Lavoro #Uffizzi

  37. “Pompei Sostenibile”: la città antica si trasforma in laboratorio di educazione ambientale

    Mario Galloni

    Pompei parla al futuro. Il celebre sito archeologico campano si apre oggi a una nuova visione con “Pompei Sostenibile”, un innovativo percorso educativo che intreccia storia e sviluppo sostenibile, presentato ufficialmente nell’Auditorium del Parco Archeologico.

    Realizzato dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), il progetto trasforma quattordici luoghi simbolo della città antica – tra case, giardini, terme e edifici pubblici – in tappe di riflessione sui grandi temi dell’Agenda 2030: gestione delle risorse naturali, resilienza climatica, biodiversità, inclusione sociale e sicurezza alimentare.

    Un viaggio tra passato e futuro

    Ogni tappa del percorso è accompagnata da materiali didattici, totem interattivi, pannelli informativi e contenuti digitali accessibili tramite l’app MyPompeii, disponibile in italiano e inglese. Attraverso QR code e segnaletica dedicata, i visitatori vengono guidati lungo un itinerario che mostra come gli antichi Pompeiani affrontassero problemi simili a quelli di oggi: dalla raccolta dell’acqua piovana alla coltivazione urbana, dalla gestione energetica naturale alla convivenza tra uomo e ambiente.

    Tra i luoghi protagonisti spiccano la Casa del Frutteto, la Casa delle Nozze d’Argento e le Terme Centrali, testimoni di una cultura materiale sorprendentemente attenta all’equilibrio ecologico.

    Pompei Sostenibile: la cultura come strumento di cambiamento

    “Pompei diventa un laboratorio a cielo aperto dove il passato ispira il futuro – ha dichiarato Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri –. Il progetto dimostra come il patrimonio culturale possa essere uno strumento concreto per sensibilizzare cittadini e comunità sugli obiettivi dell’Agenda 2030, unendo memoria e innovazione”.

    A fargli eco, il Vicedirettore Generale della FAO, Maurizio Martina, ha sottolineato come “Pompei Sostenibile” rappresenti “un esempio concreto di come la saggezza del passato possa guidare le scelte per un futuro più equo e sostenibile”.

    L’archeologia come coscienza del presente

    “Il tema della sostenibilità – ha aggiunto il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – non è solo tecnico, ma umanistico. Pompei ci aiuta a ripensare le nostre relazioni con l’ambiente, la società e il tempo. Anche per questo, all’interno del progetto, abbiamo incluso Sogno di volare, laboratorio teatrale con bambini e adolescenti del territorio che debutterà al Teatro Grande il 24 e 26 maggio”.

    Un progetto condiviso con il territorio

    L’iniziativa si avvale anche della collaborazione di realtà locali come la Cooperativa Onlus Il Tulipano e la Fattoria culturale e sociale, coinvolte in attività educative e produttive, oltre che dell’A.T.I. Feudi di San Gregorio Società Agricola S.P.A. e Basilisco Società Agricola s.r.l..

    La giornata di presentazione ha segnato anche l’avvio della campagna che porterà verso la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2025, con “Pompei Sostenibile” a fare da ponte tra consapevolezza storica e azione concreta.

    #Agenda2030 #archeologia #beniCulturali #educazioneAmbientale #FAO #GabrielZuchtriegel #musei #ParcoArcheologicoDiPompei #PatrimonioUNESCO #pompei #PompeiSostenibile #SDGs #sostenibilità

  38. Carabinieri TPC, nel 2024 recuperati 80mila beni culturali e 2.800 falsi d’arte

    Stroncato un potenziale mercato da 310 milioni di euro. Rafforzata la lotta al traffico illecito di opere d’arte.

    Scopri i dettagli su @storieearcheostorie

    @armadeicarabinieri

    #archeologia #carabinieri #tombaroli #TPC #carabinieriTPC #beniculturali #trafficodarte #falsidarte

    storiearcheostorie.com/2025/04

  39. I musei, il digitale e la generazione Z

    Il volume “Musei digitali e generazione Z. Nuove sfide per nuovi pubblici“, una guida critica ai siti web di alcuni musei italiani e internazionali, curata da Elisa Bonaccini, è oggetto di una nuova intervista realizzata dall’archeologa e saggista Francesca Valbruzzi

    Bonacini, docente di “Valorizzazione digitale in beni museali”, all’Università degli Studi di Bari, studiosa e […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2025/04/11/i-musei-il-digitale-e-la-generazione-z/

    #BeniCulturali #comunicazioneDigitale #FrancescaValbruzzi #generazioneZ #musei #web

  40. LUCCA NELLA MEMORIA

    Lucca nella memoria” raccoglie nella prima parte una selezione di editoriali riguardanti la politica e la cronaca locale dal 1985 al 2013. La seconda parte, invece, datata a partire dal 2011, include una serie di schede realizzate in occasione del censimento degli arredi urbani storici e artistici che l’autore ha tentato di realizzare a partire dal 2014...

    amzn.eu/d/0cGlmqdd

    #Lucca #ArrediUrbani #Conservazione #Restauro #BeniCulturali

  41. Quello che l'articolo non evidenzia è che tutto il materiale presente è distribuito con Licenza Creative Commons 4.0. E come rintracciare (l'URL) tutto ciò ☺️. Ma su qualsiasi motore di ricerca si trova e vale la pena visitarlo, se non altro per scoprire che quel palazzo vecchio in fondo alla strada è qualcosa di più che un vecchio palazzo. Che cos’è il Catalogo Generale dei Beni Culturali online artribune.com/professioni-e-pr #arte #beniculturali #database

  42. Deborah De Angelis, esperta di diritto d'autore e lead di #CreativeCommons Italia, fa il punto sul cammino verso l'#OpenAccess in Italia partendo dall'analisi del recente decreto del Ministero della Cultura sul cosiddetto tariffario delle riproduzioni dei #beniculturali.
    wikimedia.it/news/il-cammino-v

  43. Beni culturali siciliani, il mondo al contrario

    E’ di qualche giorno fa la nomina di un agronomo alla direzione del Parco archeologico di Morgantina e della Villa romana del Casale. Beh, direte voi, se non ci sono archeologi disponibili a ricoprire questo ruolo, ben venga un agronomo.

    In realtà gli archeologi in grado di ricoprire questo ruolo sono già in servizio da diciotto anni nelle sezioni […]

    Leggi il resto: https://www.argocatania.it/2024/06/17/beni-culturali-siciliani-il-mondo-al-contrario/

    #archeologia #ARS #AssessoratoRegionaleAiBeniCulturali #beniArcheologici #BeniCulturali #ConfederazioneItakianaArcheologi #ItaliaNostra #MemoriaEFuturo #RegioneSiciliana

  44. Quando c'era #Ratzinger, potevi dare addosso direttamente alla Chiesa per tanti validi motivi.

    Da quando c'è #Bergoglio, è tutto un "ma sai, la #teologiadellaliberazione… e poi è più di sinistra lui che la sinistra in parlamento…"

    E intanto:
    - #dirittoallaborto che viaggia col freno a mano
    - alternativa all'ora di religione inesistente
    - #8x1000 allo Stato che va comunque ai #beniculturali della Chiesa
    - riassorbimento di tutte le opposizioni provenienti da sinistra.

    Il nemico mimetizzato.

  45. Un tribunale ha emesso un'ordinanza per interrompere l'uso di #fotografie di riproduzioni di un'opera in pubblico dominio.

    Avete capito bene. 😳

    Esiste una norma che proibisce di riprodurre #BeniCulturali senza #copyright, e anche di copiare le copie.

    wikimedia.it/news/unaltra-ordi

  46. A #Verona un nuovo appuntamento venerdì 20 gennaio per approfondire i temi legati ad #archeologia, #digitalizzazione dei #beniCulturali e situazione legislativa. Iscrizioni aperte in presenza e online fino a domani! @UniVerona wikimedia.it/news/archeologia-

  47. “I #videogiochi sono frutto dell’ingegno creativo – ha dichiarato il Ministro #Franceschini al momento della firma – ed è giusto che, analogamente a quanto avviene per il cinema e l’audiovisivo, possano ricevere un sostegno, se riconosciuti come opere di particolare valore culturale".
    Il comunicato del Ministero dei #BeniCulturali: beniculturali.it/comunicato/20

  48. Cos'è la #libertàdipanorama? Come si concilia con la fruizione del #patrimonioculturale e con iniziative come #WikiLovesMonuments?
    Risponde il prof. Giorgio Resta, giurista esperto di riproduzione dei #beniculturali.
    youtube.com/watch?v=9V6vS5iSOT

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