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46 reperti trafugati tornano allo Stato: l’operazione Achei smantella l'ennesimo traffico internazionale di beni archeologici 🏺🇮🇹
#Archeologia #CarabinieriTPC #Sibari #Cultura #Patrimonio #Italia #Legalità #BeniCulturali #Restituzioni
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46 reperti trafugati tornano allo Stato: l’operazione Achei smantella l'ennesimo traffico internazionale di beni archeologici 🏺🇮🇹
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46 reperti trafugati tornano allo Stato: l’operazione Achei smantella l'ennesimo traffico internazionale di beni archeologici 🏺🇮🇹
#Archeologia #CarabinieriTPC #Sibari #Cultura #Patrimonio #Italia #Legalità #BeniCulturali #Restituzioni
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
#archeologia #beniculturali #restituzioni #ItaliaUSA #arte #storia #NewYork #patrimonio #cultura #CarabinieriTPC
📷 Foto ©MiC
➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cGU
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
#archeologia #beniculturali #restituzioni #ItaliaUSA #arte #storia #NewYork #patrimonio #cultura #CarabinieriTPC
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
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🏛️ Dagli scavi clandestini ai musei americani: 17 beni culturali tornano in Italia grazie alla cooperazione internazionale tra Roma e New York.
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❗ Operazione “Numisma”: sequestrate migliaia di monete antiche
✅ Duro colpo al traffico internazionale di monete antiche da parte dei militari del Comando Carabinieri TPC di Cagliari al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Sassari.
✅ Sette indagati e sequestri per 250mila euro. Recuperati circa 4mila reperti
#archeologia #beniculturali #carabinieri #carabinieriTPC #sardegna #Numisma
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❗ Operazione “Numisma”: sequestrate migliaia di monete antiche
✅ Duro colpo al traffico internazionale di monete antiche da parte dei militari del Comando Carabinieri TPC di Cagliari al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Sassari.
✅ Sette indagati e sequestri per 250mila euro. Recuperati circa 4mila reperti
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❗ Operazione “Numisma”: sequestrate migliaia di monete antiche
✅ Duro colpo al traffico internazionale di monete antiche da parte dei militari del Comando Carabinieri TPC di Cagliari al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Sassari.
✅ Sette indagati e sequestri per 250mila euro. Recuperati circa 4mila reperti
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Il mosaico erotico trafugato dai nazisti non era di Pompei: la vera origine nelle Marche
Elena PercivaldiNe avevamo parlato lo scorso luglio, e ora la sua storia è tornata sulla breccia con una svolta clamorosa. Sì perché il mosaico romano con scena erotica, restituito all’Italia nel 2025 dopo oltre ottant’anni, in realtà non è di Pompei ma marchigiano, e più precisamente dell’area di Folignano.
Il reperto era stato sottratto durante la Seconda guerra mondiale da un capitano della Wehrmacht, l’esercito della Germania nazista, e portato in Germania come bottino personale. La restituzione è avvenuta grazie agli eredi del militare, che hanno deciso di consegnare l’opera allo Stato italiano. Il recupero è stato gestito dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l’unità specializzata dell’Arma impegnata nella lotta contro il traffico illecito di opere d’arte.
Per approfondire: Un mosaico erotico trafugato durante la guerra torna a casa
Poiché mancavano informazioni certe sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura lo aveva inizialmente assegnato al Parco Archeologico di Pompei, dove era stato consegnato nel luglio 2025. Qui infatti sono noti numerosi mosaici figurati di età romana realizzati con tecniche e motivi simili.
Ma le ricerche successive hanno cambiato completamente la storia dell’opera.
Il mosaico ritrovatoLe analisi archeometriche: un mosaico non vesuviano
Una volta giunto a Pompei, il mosaico è stato sottoposto a studi archeologici e analisi scientifiche condotte in collaborazione con l’Università del Sannio.
Gli studiosi hanno applicato indagini archeometriche, una disciplina che utilizza strumenti della chimica, della mineralogia e della fisica dei materiali per ricostruire l’origine e la tecnica di produzione dei manufatti antichi.
L’analisi delle tessere musive – piccoli cubetti di pietra o pasta vitrea che compongono l’immagine – ha mostrato caratteristiche incompatibili con i mosaici vesuviani. In particolare la composizione mineralogica delle pietre, la dimensione delle tessere e la tecnica di posa del tessellatum rimandavano piuttosto a officine musive attive nell’Italia centrale, probabilmente nel Lazio.
Questi dati hanno suggerito l’esistenza di laboratori specializzati nella produzione di mosaici figurati destinati al commercio su larga scala, capaci di rifornire ville aristocratiche in diverse regioni della penisola.
Il colpo di scena: la provenienza da una villa romana delle Marche
La svolta è arrivata grazie a un incontro quasi fortuito durante la presentazione pubblica del mosaico nel 2025. L’archeologa Giulia D’Angelo, originaria delle Marche e studiosa di archeologia romana, ha riconosciuto elementi che rimandavano a un sito del suo territorio.
Le ricerche archivistiche hanno portato alla vera provenienza del reperto: una villa romana situata a Rocca di Morro, frazione del comune di Folignano, nel territorio della provincia di Ascoli Piceno.
La presenza del mosaico in quell’area era già documentata alla fine del XVIII secolo, segno che il manufatto era noto agli studiosi locali molto prima della sua scomparsa.
Il taccuino ottocentesco che ha confermato l’identificazione
Una prova decisiva è emersa da un documento sorprendente: un taccuino manoscritto del XIX secolo realizzato dal pittore e archeologo ascolano Giulio Gabrielli.
Nel quaderno, databile intorno al 1868 e oggi conservato nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno, compare uno schizzo dettagliato del mosaico accompagnato da annotazioni sul luogo del ritrovamento.
Gabrielli descrive la scena come quella di un uomo che porge una borsa di denaro a una giovane donna seminuda. L’autore interpreta il soggetto come “Il congedo di un’etera”, cioè una cortigiana di alto rango nel mondo greco-romano.
Il pittore annota anche la provenienza dell’opera: un podere appartenente alla famiglia Malaspina a Rocca di Morro. Il disegno ottocentesco coincide perfettamente con il mosaico restituito nel 2025, confermando definitivamente la sua origine marchigiana.
La scena erotica, un “classico” della cultura romana
Le scene erotiche nei mosaici romani non erano affatto rare. Al contrario, facevano parte della decorazione domestica di ville aristocratiche e ambienti di rappresentanza, soprattutto negli spazi dedicati al banchetto o al riposo.
Nel caso di questo mosaico il personaggio maschile è raffigurato mentre offre una borsa di denaro, probabilmente allusione al pagamento, mentre la figura femminile, seminuda, richiama l’iconografia delle eterae, le cortigiane, associate alla seduzione e al mondo del simposio
Queste immagini avevano spesso significati simbolici e culturali complessi, legati ai temi della ricchezza, del piacere e della vita aristocratica nel mondo romano.
Il valore della restituzione
Per il ministro della Cultura Alessandro Giuli, la storia del mosaico dimostra che la tutela del patrimonio non si conclude con il recupero materiale dell’opera.
Il lavoro congiunto tra Carabinieri, archeologi, università e funzionari del Ministero ha permesso di ricostruire la vera storia del reperto e ricollocarlo nel suo contesto originario.
Oggi il mosaico rappresenta non solo un esempio di arte romana, ma anche un frammento di memoria restituito alla collettività.
Nel frattempo, le amministrazioni locali di Folignano e Ascoli Piceno stanno valutando future iniziative di valorizzazione, tra cui possibili mostre o progetti di collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei.
Sul prezioso reperto è stato pubblicato oggi, sull’E-journal di Pompei, un articolo di approfondimento a cura di Giulia D’Angelo (Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità), Celestino Grifa (Università del Sannio, Dipartimento di Scienze e Tecnologie; SHerIL,Samnium Heritage Innovation Lab.), Simona Boscia, Andrea Lepore, Chiara Germinario, Mariano Mercurio (Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Università del Sannio), Gianluca Frija (Università di Ferrara, Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra), Alessandro Russo, Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Pompei). L’articolo è consultabile a questo link.
#archeologiaRomana #Carabinieri #CarabinieriTPC #EJournalDiPompei #Folignano #mosaiciRomani #mosaicoRomano #pompei #RoccaDiMorro #SecondaGuerraMondialeArteRubata #trafficoOpereDArte #villaRomanaMarche -
🏺 𝗖𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮: 𝘀𝗴𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 "𝗯𝗮𝗻𝗱𝗮" 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶
All’alba di stamani, i Carabinieri TPC hanno smantellato due reti criminali attive tra Sicilia e Calabria: 56 misure cautelari, sequestrati migliaia di reperti, scoperta una zecca clandestina e scavi illegali in decine di siti archeologici.
#archeomafia #sicilia #reperti #calabria #carabinieriTPC #tombaroli
👉 Storia e video nell’articolo: https://wp.me/p7tSpZ-bsG
https://storiearcheostorie.com/2025/12/12/archeomafia-maxi-blitz-sicilia-calabria/
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Archeomafia, il maxi-blitz che svela anni di scavi clandestini tra Sicilia e Calabria. Recuperati 10mila reperti | IL VIDEO
Elena Percivaldi
All’alba di stamani, 12 dicembre 2025, il movimento coordinato di elicotteri, pattuglie e reparti specializzati ha attraversato simultaneamente la Sicilia, la Calabria e diverse città italiane. In poche ore, la vasta operazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha portato all’esecuzione di 56 misure cautelari e a un’imponente serie di perquisizioni, smantellando due articolate organizzazioni dedite al saccheggio di siti archeologici e al traffico illecito di reperti.
Le indagini, nome in codice Scylletium e Ghenos, erano nate separatamente, una in Calabria e l’altra in Sicilia. Hanno però finito per incrociarsi, rivelando una realtà ben più complessa e inquietante: una rete di tombaroli, ricettatori, intermediari e trafficanti legata, in più punti, alle dinamiche della criminalità organizzata.
Un tessuto criminale con un unico obiettivo: depredare la storia
La scoperta del collegamento tra i due gruppi ha consentito agli investigatori di ricostruire il funzionamento di un sistema che agiva in modo metodico, quasi industriale. Ogni ruolo era preciso e definito: chi individuava i siti, chi scavava, chi movimentava la merce, chi garantiva l’uscita all’estero dei reperti. A rendere ancora più delicato il quadro sono stati gli indizi raccolti in Calabria, dove la squadra individuata operava con modalità tali da agevolare, secondo gli inquirenti, una cosca di ’ndrangheta attiva nel Crotonese.
Per la prima volta in modo così evidente, emerge la sovrapposizione tra archeomafia e criminalità organizzata tradizionale: un interesse non certo rivolto verso il valore culturale intrinseco dei reperti, ma verso la redditività di un mercato che, fuori dai circuiti legali, può generare montagne di soldi senza destare sospetti quanto il traffico di droga o di armi.Guarda il video
Calabria: i parchi archeologici sotto assedio
L’indagine Scylletium, avviata nel 2022 dal Nucleo TPC di Cosenza, ha consentito di documentare una sequenza impressionante di scavi clandestini nei parchi archeologici nazionali di Scolacium, Kaulon e Capo Colonna. Per mesi, gli investigatori hanno registrato movimenti, dialoghi criptati, contatti e sopralluoghi di un gruppo che conosceva perfettamente il territorio e sapeva dove colpire.
Le intercettazioni rivelano un linguaggio in codice, usato per confondere eventuali controlli: i reperti diventavano “finocchi”, i metal detector “motoseghe”, gli scavi “caffè”. Una consuetudine che mostra quanto questo settore criminale abbia sviluppato un proprio vocabolario, di uso consolidato e ben compreso dagli affiliati.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i promotori dell’organizzazione erano cultori di archeologia privi di scrupoli, capaci di selezionare i punti più ricchi, organizzare spedizioni notturne e smistare il materiale verso canali di ricettazione già rodati. In più occasioni, i tombaroli riuscivano a eludere i controlli grazie alla conoscenza dei percorsi interni ai parchi e a un sistema di comunicazione basato su movimenti brevi, telefoni dedicati e indicazioni essenziali.
Le modalità d’azione mostrano un territorio in cui gruppi minori di criminalità culturale trovano spazio sotto la tolleranza, esplicita o implicita, di sistemi mafiosi radicati. Non è un fenomeno nuovo, ma l’indagine attuale lo delinea con una nitidezza raramente documentata.Sicilia: scavi, ricettazione e una zecca clandestina
L’indagine Ghenos, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, ha aperto un altro capitolo della stessa storia, ma con dinamiche ancora più articolate. Avviata nel 2021 a seguito dei ripetuti scavi clandestini nell’area di Eraclea Minoa, ha portato alla luce un sistema strutturato su più livelli che operava in Sicilia orientale, Sicilia occidentale e, in almeno due occasioni, anche in Calabria.
La rete individuata contava diverse squadre specializzate, attive soprattutto nelle province di Catania e Siracusa, capaci di effettuare oltre settanta scavi non autorizzati in siti di straordinaria importanza. I reperti recuperati dalla prima fase dell’inchiesta – circa diecimila pezzi – offrono un quadro impressionante: migliaia di monete antiche, molte delle quali rare o uniche; ceramiche figurate, askos, fibule protostoriche, pesi e materiali litici. La provenienza spaziava da Selinunte a Katane, da Gela a Reggio, dalle città della cuspide settentrionale dell’isola fino a Morgantina e Iaitas.
Uno degli elementi più sorprendenti è il rinvenimento di una zecca clandestina, attiva nella provincia etnea, dove gli inquirenti hanno individuato stampi, conii, bilancini e rame grezzo pronti per la produzione di monete contraffatte. Il laboratorio era in grado non solo di falsificare monete per truffare collezionisti inconsapevoli, ma anche di “ripulire” vere monete antiche alterandone la patina, così da mascherarne la provenienza illecita.Dallo scavo al mercato internazionale: la filiera dell’archeomafia
Le due indagini mostrano la stessa struttura criminale distribuita su livelli progressivi. Alla base ci sono i tombaroli, spesso conoscitori autodidatti del territorio, talvolta dotati di strumenti sofisticati. Lo scavo clandestino, per sua natura, distrugge stratigrafie e contesti, cancellando informazioni archeologiche per sempre.
Poco più in alto operano i ricettatori locali, figure chiave capaci di muovere rapidamente il materiale e trovare l’acquirente giusto. Oltre questi, si collocano i trafficanti internazionali che gestiscono esportazioni verso Germania, Regno Unito e altre piazze europee. In alcuni casi, i reperti venivano intercettati già pronti per imbarcarsi verso aste estere, scavalcando ogni normativa italiana ed europea.
Il danno non è solo economico o culturale, ma identitario. A sparire non sono semplici oggetti, ma frammenti di un racconto collettivo. Ogni scavo clandestino spezza una sequenza storica, priva i territori di testimonianze, impoverisce la ricerca. Il mercato illecito, dal canto suo, trasforma queste testimonianze in merce, cancellandone origine e significato.La complessità del fenomeno: gli intrecci tra archeologia e criminalità
Uno degli aspetti più significativi emersi dalle due inchieste è la capacità delle organizzazioni di operare in maniera coordinata e con un livello sorprendente di specializzazione. L’immagine stereotipata del tombarolo improvvisato lascia il posto a gruppi dotati di strumenti tecnici, conoscenze topografiche e rapporti consolidati con intermediari stranieri.
Gli investigatori parlano di una vera e propria “archeomafia”, un sistema che richiede competenze specifiche, disponibilità economiche e contatti internazionali. Nel caso calabrese, inoltre, la relazione tra gli scavatori clandestini e la criminalità organizzata aggiunge un elemento ulteriore: la consapevolezza che il traffico di reperti può diventare, per alcune cosche, un ramo redditizio e a basso rischio rispetto ad altre attività illegali.Il ruolo centrale delle istituzioni culturali
Nonostante il quadro allarmante, uno spunto positivo c’è: le indagini mostrano la forza della collaborazione tra forze dell’ordine, procure e istituzioni culturali. I parchi archeologici coinvolti, così come le soprintendenze e le direzioni museali, hanno fornito supporto tecnico, cartografie, dati e consulenze indispensabili per ricostruire la natura e il valore dei reperti sequestrati.
Ed è proprio grazie a questa cooperazione che è stato possibile ricondurre migliaia di oggetti ai loro contesti originari, stabilire l’autenticità delle monete, valutare la rarità delle emissioni e confrontare i manufatti con i dati delle campagne ufficiali di scavo.Un segnale forte (ma purtroppo questa non sarà l’ultima volta)
L’operazione congiunta di oggi rappresenta di certo una delle risposte più forti e perentorie mai messe in campo contro il traffico illecito di beni culturali in Italia. Tuttavia, la vastità del fenomeno lascia intuire che non sarà l’ultima.
Il patrimonio archeologico italiano, per estensione e ricchezza, continua ad attirare un mercato nero internazionale difficile da estinguere. Ma la portata dell’intervento, l’ampiezza geografica delle misure cautelari e il valore dei reperti recuperati indicano un cambio di passo nel contrasto alle archeomafie.
La storia di questa indagine dimostra che la tutela passa tanto dai sistemi investigativi quanto dalla consapevolezza collettiva. Ogni reperto salvato è un frammento di memoria restituito a tutti. E ogni rete di tombaroli smantellata contribuisce a proteggere, almeno in parte, quel patrimonio eccezionale e vastissimo, che il mondo intero ci riconosce come unico. E che in parte si nasconde ancora nel sottosuolo, in attesa di essere (legalmente) riscoperto.#archeomafia #beniCulturali #Calabria #CarabinieriTPC #EracleaMinoa #indagineGhenos #indagineScylletium #Kaulon #patrimonioCulturale #repertiArcheologici #scaviClandestini #Scolacium #Sicilia #trafficoIllecito
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La Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali
Il 14 novembre del 1970 venne elaborata a Parigi la Convenzione universalmente riconosciuta come il primo strumento legislativo sulle misure da adottare per interdire e impedire gli illeciti relativi all’importazione, all’esportazione e al trasferimento di proprietà dei beni culturali.
Nel 2020, a distanza di 50 anni, l’UNESCO indisse, in ricordo di quella data, la Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora oggi di estrema attualità,
In seno alla Giornata Internazionale, The Journal of Cultural Heritage Crime, La Sapienza Università di Roma e Art Crime Project APS hanno organizzato il Convegno di Studi Database e archivi per il contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. L’iniziativa è giunta al terzo appuntamento, dopo aver dato voce nelle precedenti edizioni alle principali istituzioni preposte alla tutela e alla ricerca accademica impegnate, ognuna per le proprie finalità, al contrasto dei fenomeni illeciti contro il patrimonio culturale e, successivamente, ai musei italiani quali presidi impegnati nel quotidiano nella promozione di una cultura della legalità.
Nella giornata presso Sapienza Università di Roma e’ stata la volta dell’incontro tra le istituzioni nazionali ed internazionali impegnate contro il traffico illecito dei beni culturali, gli scavi clandestini e i rischi a cui sono soggetti i luoghi della cultura e la dolorosa dispersione del patrimonio archeologico e culturale, in particolare l’interesse era sui database e gli archivi creati per supportare il lavoro di contrasto al traffico illecito ed ai crimini contro il patrimonio. All’azione fondamentale dei corpi di polizia dedicati alla lotta a tutte le azioni illecite contro il patrimonio, in primis i Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale, si affianca l’attività delle più importanti organizzazioni internazionali, istituzioni universitarie e centri di ricerca che interverranno illustrando i progetti in corso, aventi come oggetto lo studio scientifico del patrimonio disperso, i materiali provenienti da sequestro, la gestione dei depositi, gli studi sulla provenienza e sull’autenticità dei manufatti che entrano nelle collezioni museali.
Nel corso della giornata e’ stato conferito il Premio ‘Paolo Giorgio Ferri‘, alla sua prima edizione, istituito in memoria del magistrato che ha dedicato la propria vita professionale alla tutela del patrimonio culturale e al contrasto del traffico illecito di beni culturali. Il riconoscimento nasce con l’intento di onorare, con cadenza annuale, personalità che si siano distinte per l’impegno, la competenza e la visione nel campo della protezione dei beni culturali. La scelta di intitolarlo a Paolo Giorgio Ferri, figura centrale nelle politiche italiane di recupero e restituzione, ha voluto ribadire il valore etico e giuridico del suo contributo, che ha ridefinito un modello di cooperazione tra magistratura, forze di polizia e istituzioni museali a livello internazionale. Il premio assegnato in questa occasione rappresenta il simbolo di una continuità ideale tra la memoria e l’attualità del contrasto ai crimini contro il patrimonio.
La Giornata del 14 novembre come un momento di incontro e di scambio di buone pratiche tra tutti gli attori coinvolti nella lotta alla cultura dell’illegalità e del crimine contro il patrimonio, ma anche di riflessione sulle modalità di narrazione e sensibilizzazione dei pubblici verso una sempre più attenta e collaborativa cultura della legalità.
#carabinieriTPC
#ArmadeiCarabinieri
#TUTELAPATRIMONIOCULTURALE -
La Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali
Il 14 novembre del 1970 venne elaborata a Parigi la Convenzione universalmente riconosciuta come il primo strumento legislativo sulle misure da adottare per interdire e impedire gli illeciti relativi all’importazione, all’esportazione e al trasferimento di proprietà dei beni culturali.
Nel 2020, a distanza di 50 anni, l’UNESCO indisse, in ricordo di quella data, la Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora oggi di estrema attualità,
In seno alla Giornata Internazionale, The Journal of Cultural Heritage Crime, La Sapienza Università di Roma e Art Crime Project APS hanno organizzato il Convegno di Studi Database e archivi per il contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. L’iniziativa è giunta al terzo appuntamento, dopo aver dato voce nelle precedenti edizioni alle principali istituzioni preposte alla tutela e alla ricerca accademica impegnate, ognuna per le proprie finalità, al contrasto dei fenomeni illeciti contro il patrimonio culturale e, successivamente, ai musei italiani quali presidi impegnati nel quotidiano nella promozione di una cultura della legalità.
Nella giornata presso Sapienza Università di Roma e’ stata la volta dell’incontro tra le istituzioni nazionali ed internazionali impegnate contro il traffico illecito dei beni culturali, gli scavi clandestini e i rischi a cui sono soggetti i luoghi della cultura e la dolorosa dispersione del patrimonio archeologico e culturale, in particolare l’interesse era sui database e gli archivi creati per supportare il lavoro di contrasto al traffico illecito ed ai crimini contro il patrimonio. All’azione fondamentale dei corpi di polizia dedicati alla lotta a tutte le azioni illecite contro il patrimonio, in primis i Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale, si affianca l’attività delle più importanti organizzazioni internazionali, istituzioni universitarie e centri di ricerca che interverranno illustrando i progetti in corso, aventi come oggetto lo studio scientifico del patrimonio disperso, i materiali provenienti da sequestro, la gestione dei depositi, gli studi sulla provenienza e sull’autenticità dei manufatti che entrano nelle collezioni museali.
Nel corso della giornata e’ stato conferito il Premio ‘Paolo Giorgio Ferri‘, alla sua prima edizione, istituito in memoria del magistrato che ha dedicato la propria vita professionale alla tutela del patrimonio culturale e al contrasto del traffico illecito di beni culturali. Il riconoscimento nasce con l’intento di onorare, con cadenza annuale, personalità che si siano distinte per l’impegno, la competenza e la visione nel campo della protezione dei beni culturali. La scelta di intitolarlo a Paolo Giorgio Ferri, figura centrale nelle politiche italiane di recupero e restituzione, ha voluto ribadire il valore etico e giuridico del suo contributo, che ha ridefinito un modello di cooperazione tra magistratura, forze di polizia e istituzioni museali a livello internazionale. Il premio assegnato in questa occasione rappresenta il simbolo di una continuità ideale tra la memoria e l’attualità del contrasto ai crimini contro il patrimonio.
La Giornata del 14 novembre come un momento di incontro e di scambio di buone pratiche tra tutti gli attori coinvolti nella lotta alla cultura dell’illegalità e del crimine contro il patrimonio, ma anche di riflessione sulle modalità di narrazione e sensibilizzazione dei pubblici verso una sempre più attenta e collaborativa cultura della legalità.
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Il 14 novembre del 1970 venne elaborata a Parigi la Convenzione universalmente riconosciuta come il primo strumento legislativo sulle misure da adottare per interdire e impedire gli illeciti relativi all’importazione, all’esportazione e al trasferimento di proprietà dei beni culturali.
Nel 2020, a distanza di 50 anni, l’UNESCO indisse, in ricordo di quella data, la Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora oggi di estrema attualità,
In seno alla Giornata Internazionale, The Journal of Cultural Heritage Crime, La Sapienza Università di Roma e Art Crime Project APS hanno organizzato il Convegno di Studi Database e archivi per il contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. L’iniziativa è giunta al terzo appuntamento, dopo aver dato voce nelle precedenti edizioni alle principali istituzioni preposte alla tutela e alla ricerca accademica impegnate, ognuna per le proprie finalità, al contrasto dei fenomeni illeciti contro il patrimonio culturale e, successivamente, ai musei italiani quali presidi impegnati nel quotidiano nella promozione di una cultura della legalità.
Nella giornata presso Sapienza Università di Roma e’ stata la volta dell’incontro tra le istituzioni nazionali ed internazionali impegnate contro il traffico illecito dei beni culturali, gli scavi clandestini e i rischi a cui sono soggetti i luoghi della cultura e la dolorosa dispersione del patrimonio archeologico e culturale, in particolare l’interesse era sui database e gli archivi creati per supportare il lavoro di contrasto al traffico illecito ed ai crimini contro il patrimonio. All’azione fondamentale dei corpi di polizia dedicati alla lotta a tutte le azioni illecite contro il patrimonio, in primis i Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale, si affianca l’attività delle più importanti organizzazioni internazionali, istituzioni universitarie e centri di ricerca che interverranno illustrando i progetti in corso, aventi come oggetto lo studio scientifico del patrimonio disperso, i materiali provenienti da sequestro, la gestione dei depositi, gli studi sulla provenienza e sull’autenticità dei manufatti che entrano nelle collezioni museali.
Nel corso della giornata e’ stato conferito il Premio ‘Paolo Giorgio Ferri‘, alla sua prima edizione, istituito in memoria del magistrato che ha dedicato la propria vita professionale alla tutela del patrimonio culturale e al contrasto del traffico illecito di beni culturali. Il riconoscimento nasce con l’intento di onorare, con cadenza annuale, personalità che si siano distinte per l’impegno, la competenza e la visione nel campo della protezione dei beni culturali. La scelta di intitolarlo a Paolo Giorgio Ferri, figura centrale nelle politiche italiane di recupero e restituzione, ha voluto ribadire il valore etico e giuridico del suo contributo, che ha ridefinito un modello di cooperazione tra magistratura, forze di polizia e istituzioni museali a livello internazionale. Il premio assegnato in questa occasione rappresenta il simbolo di una continuità ideale tra la memoria e l’attualità del contrasto ai crimini contro il patrimonio.
La Giornata del 14 novembre come un momento di incontro e di scambio di buone pratiche tra tutti gli attori coinvolti nella lotta alla cultura dell’illegalità e del crimine contro il patrimonio, ma anche di riflessione sulle modalità di narrazione e sensibilizzazione dei pubblici verso una sempre più attenta e collaborativa cultura della legalità.
#carabinieriTPC
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🏺 I carabinieri TPC recuperano e restituiscono allo Stato dieci preziosi reperti archeologici, tra cui una raffinata olpe etrusco-corinzia del VI secolo a.C.
🏛️ Ora saranno valorizzati al Museo di Fratta Polesine.
#CarabinieriTPC #TutelaPatrimonio #Archeologia #Etruschi #BeniCulturali #FrattaPolesine #TrafficoIllecito #carabinieri #TPC
@museo_archeologico_fratta
@armadeicarabinieri➡️ Tutti i particolari del ritrovamento su Storie & Archeostorie:…
https://storiearcheostorie.com/2025/12/09/reperti-archeologici-recuperati-carabinieri-tpc-venezia/
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🏺 I carabinieri TPC recuperano e restituiscono allo Stato dieci preziosi reperti archeologici, tra cui una raffinata olpe etrusco-corinzia del VI secolo a.C.
🏛️ Ora saranno valorizzati al Museo di Fratta Polesine.
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🏺 I carabinieri TPC recuperano e restituiscono allo Stato dieci preziosi reperti archeologici, tra cui una raffinata olpe etrusco-corinzia del VI secolo a.C.
🏛️ Ora saranno valorizzati al Museo di Fratta Polesine.
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🌟 Udine, i carabinieri TPC recuperano oltre 2.600 beni culturali sottratti all'Arcidiocesi
Tra loro centinaia di beni archivistici, un volume del 1902 e due dipinti antichi sottratti in passato alla proprietà ecclesiastica e rintracciati sui canali di vendita online.
#beniculturali #tpc #Udine #CarabinieriTPC #restituzione
➡️ Scopri tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-beO
https://storiearcheostorie.com/2025/11/26/udine-2600-beni-culturali-recuperati-carabinieri-tpc/
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🌟 Udine, i carabinieri TPC recuperano oltre 2.600 beni culturali sottratti all'Arcidiocesi
Tra loro centinaia di beni archivistici, un volume del 1902 e due dipinti antichi sottratti in passato alla proprietà ecclesiastica e rintracciati sui canali di vendita online.
#beniculturali #tpc #Udine #CarabinieriTPC #restituzione
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Tra loro centinaia di beni archivistici, un volume del 1902 e due dipinti antichi sottratti in passato alla proprietà ecclesiastica e rintracciati sui canali di vendita online.
#beniculturali #tpc #Udine #CarabinieriTPC #restituzione
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Tra loro centinaia di beni archivistici, un volume del 1902 e due dipinti antichi sottratti in passato alla proprietà ecclesiastica e rintracciati sui canali di vendita online.
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✨ 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖 𝗹𝗮 "𝗠𝗮𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗕𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼" 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹'𝗔𝗿𝗮𝗰𝗼𝗲𝗹𝗶
I Carabinieri TPC restituiscono alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli un frammento quattrocentesco rubato negli anni '80: un'altra vittoria contro il traffico illecito di beni culturali italiani.
➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie
#TPC #Aracoeli #patrimonioculturale #beniculturali #carabinieriTPC #Roma
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✨ 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖 𝗹𝗮 "𝗠𝗮𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗕𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼" 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹'𝗔𝗿𝗮𝗰𝗼𝗲𝗹𝗶
I Carabinieri TPC restituiscono alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli un frammento quattrocentesco rubato negli anni '80: un'altra vittoria contro il traffico illecito di beni culturali italiani.
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I Carabinieri TPC restituiscono alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli un frammento quattrocentesco rubato negli anni '80: un'altra vittoria contro il traffico illecito di beni culturali italiani.
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📜 𝗖𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗼𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗠𝘂𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼
✅ Recuperate anche alcune minute di D'Annunzio. I Carabinieri TPC li hanno recuperati dal mercato antiquario: ora saranno custoditi all’Archivio Centrale dello Stato.
#CarabinieriTPC #ArchivioCentraleDelloStato #Mussolini #DAnnunzio #TutelaPatrimonio
➡️ I dettagli e le 📷 Foto (©MiC) su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cog
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📜 𝐏𝐞𝐬𝐚𝐫𝐨, 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐓𝐏𝐂 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐫𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐁𝐨𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐩𝐚 𝐂𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐗
#carabinieriTPC #pesaro #documenti #PapaClementeX #arterubata #patrimonioculturale
➡️ L’articolo completo su Storie & Archeostorie. Link nel primo commento 👇
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🏺 𝗧𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶: 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗶 𝗿𝗲𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮 𝗕𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮
✅ Cinque stele funerarie e un’urna romana databili tra il I secolo a.C. e il V d.C., scomparse da oltre un secolo, tornano allo Stato grazie all'azione congiunta di Soprintendenza e carabinieri TPC
#Archeologia #TutelaPatrimonio #CarabinieriTPC #BeniCulturali #SABAP-BGBS
Foto: SABAP-BGBS➡️ Leggi i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bVs
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🏺 𝗧𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶: 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗶 𝗿𝗲𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮 𝗕𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮
✅ Cinque stele funerarie e un’urna romana databili tra il I secolo a.C. e il V d.C., scomparse da oltre un secolo, tornano allo Stato grazie all'azione congiunta di Soprintendenza e carabinieri TPC
#Archeologia #TutelaPatrimonio #CarabinieriTPC #BeniCulturali #SABAP-BGBS
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✅ Cinque stele funerarie e un’urna romana databili tra il I secolo a.C. e il V d.C., scomparse da oltre un secolo, tornano allo Stato grazie all'azione congiunta di Soprintendenza e carabinieri TPC
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🏺 𝗗𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗳𝘂𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Al MArTA una mostra racconta non solo la restituzione di importanti reperti archeologici – tra cui una testa di Atena dal Metropolitan Museum – ma anche il complesso lavoro di studio, analisi e tutela di materiali privi di contesto.
#archeologia #tutelapatrimonio #CarabinieriTPC #MArTATaranto #trafficodiarte #mostre #Taranto
https://storiearcheostorie.com/2025/12/24/reperti-archeologici-trafugati-marta-taranto/
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🏺 𝗗𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗳𝘂𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Al MArTA una mostra racconta non solo la restituzione di importanti reperti archeologici – tra cui una testa di Atena dal Metropolitan Museum – ma anche il complesso lavoro di studio, analisi e tutela di materiali privi di contesto.
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🏺 𝗗𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗳𝘂𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Al MArTA una mostra racconta non solo la restituzione di importanti reperti archeologici – tra cui una testa di Atena dal Metropolitan Museum – ma anche il complesso lavoro di studio, analisi e tutela di materiali privi di contesto.
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✨✨✨ 𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮❟ 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 𝘂𝗻 𝗿𝗮𝗿𝗼 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘁𝗿𝘂𝘀𝗰𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮
✅ Era stato rubato nel 1963 ed era finito negli Stati Uniti. A recuperarlo i 𝗰𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖。 Oggi la restituzione al Museo Civico Archeologico di Bologna
#Etruschi #Archeologia #PatrimonioCulturale #CarabinieriTPC #Bologna #BronzettiVotivi
@bolognamusei➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bGC
https://storiearcheostorie.com/2025/12/19/carabinieri-tpc-restituzione-guerriero-etrusco-bologna/
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✅ Era stato rubato nel 1963 ed era finito negli Stati Uniti. A recuperarlo i 𝗰𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖。 Oggi la restituzione al Museo Civico Archeologico di Bologna
#Etruschi #Archeologia #PatrimonioCulturale #CarabinieriTPC #Bologna #BronzettiVotivi
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✅ Era stato rubato nel 1963 ed era finito negli Stati Uniti. A recuperarlo i 𝗰𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖。 Oggi la restituzione al Museo Civico Archeologico di Bologna
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🏺 𝗖𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮: 𝘀𝗴𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 "𝗯𝗮𝗻𝗱𝗮" 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶
All’alba di stamani, i Carabinieri TPC hanno smantellato due reti criminali attive tra Sicilia e Calabria: 56 misure cautelari, sequestrati migliaia di reperti, scoperta una zecca clandestina e scavi illegali in decine di siti archeologici.
#archeomafia #sicilia #reperti #calabria #carabinieriTPC #tombaroli
👉 Storia e video nell’articolo: https://wp.me/p7tSpZ-bsG
https://storiearcheostorie.com/2025/12/12/archeomafia-maxi-blitz-sicilia-calabria/
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🏺 𝗖𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮: 𝘀𝗴𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 "𝗯𝗮𝗻𝗱𝗮" 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶
All’alba di stamani, i Carabinieri TPC hanno smantellato due reti criminali attive tra Sicilia e Calabria: 56 misure cautelari, sequestrati migliaia di reperti, scoperta una zecca clandestina e scavi illegali in decine di siti archeologici.
#archeomafia #sicilia #reperti #calabria #carabinieriTPC #tombaroli
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🏺 𝗖𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮: 𝘀𝗴𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 "𝗯𝗮𝗻𝗱𝗮" 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶
All’alba di stamani, i Carabinieri TPC hanno smantellato due reti criminali attive tra Sicilia e Calabria: 56 misure cautelari, sequestrati migliaia di reperti, scoperta una zecca clandestina e scavi illegali in decine di siti archeologici.
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🏺 𝗨𝗻 𝗲𝗰𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗽𝘂𝗹𝗼 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖
Un importante intervento investigativo del Nucleo Carabinieri TPC di Venezia riporta allo Stato 12 reperti antichi di altissima qualità, fra cui un monumentale cratere apulo del IV secolo a.C.
#Archeologia #TutelaBeniCulturali #CarabinieriTPC #RepertiArcheologici #cratereapulo
➡️ Articolo, 📷 foto e 📽️video su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-ba3
https://storiearcheostorie.com/2025/11/18/recupero-reperti-cratere-apulo-carabinieri-tpc/
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🏺 𝗨𝗻 𝗲𝗰𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗽𝘂𝗹𝗼 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗧𝗣𝗖
Un importante intervento investigativo del Nucleo Carabinieri TPC di Venezia riporta allo Stato 12 reperti antichi di altissima qualità, fra cui un monumentale cratere apulo del IV secolo a.C.
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Un importante intervento investigativo del Nucleo Carabinieri TPC di Venezia riporta allo Stato 12 reperti antichi di altissima qualità, fra cui un monumentale cratere apulo del IV secolo a.C.
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Un importante intervento investigativo del Nucleo Carabinieri TPC di Venezia riporta allo Stato 12 reperti antichi di altissima qualità, fra cui un monumentale cratere apulo del IV secolo a.C.
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🏺 Tornano a casa 44 reperti archeologici trafugati dalla Puglia
🔎 I Carabinieri TPC restituiscono alla SABAP di Foggia una collezione di oggetti etruschi, dauni e sannitico-campani risalenti tra VII e III secolo a.C. provenienti da scavi clandestini.
Un recupero importante, che restituisce al territorio un pezzo della sua storia più antica e riafferma il valore della tutela del patrimonio culturale.