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  1. ❗ 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗚𝗲𝗹𝗮
    Un vasetto con 71 monete greche del V secolo a.C. è riemerso dagli scavi di Orto Fontanelle.

    #Archeologia #Gela #Sicilia #MagnaGrecia #MoneteAntiche #Tesoretto #ScaviArcheologici

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dag

    storiearcheostorie.com/2026/05

  2. ❗ 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗚𝗲𝗹𝗮
    Un vasetto con 71 monete greche del V secolo a.C. è riemerso dagli scavi di Orto Fontanelle.

    #Archeologia #Gela #Sicilia #MagnaGrecia #MoneteAntiche #Tesoretto #ScaviArcheologici

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dag

    storiearcheostorie.com/2026/05

  3. ❗ 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗚𝗲𝗹𝗮
    Un vasetto con 71 monete greche del V secolo a.C. è riemerso dagli scavi di Orto Fontanelle.

    #Archeologia #Gela #Sicilia #MagnaGrecia #MoneteAntiche #Tesoretto #ScaviArcheologici

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dag

    storiearcheostorie.com/2026/05

  4. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

    📘 Notizia verificata

    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  5. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

    📘 Notizia verificata

    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  6. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

    📘 Notizia verificata

    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  7. Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

    S&A

    Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

    Relitto Marausa II

    I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

    Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

    Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

    Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

    Relitto Gela II

    Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

    L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

    Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

    Conservazione, ricerca e valorizzazione

    Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

    Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

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    • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
    #archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare
  8. A Gela riemergono nuovi reperti archeologici: nel vaso di terracotta la tomba di un bimbo del VI secolo a.C.

    Redazione

    Il sottosuolo di Gela continua a restituire testimonianze del suo passato. Nei giorni scorsi, durante degli scavi effettuati dall’Enel in via Garibaldi sotto la consueta sorveglianza della Soprintendenza, sono venuti alla luce diversi reperti, tra cui un’osteotheca risalente alla prima metà del VI secolo a.C. Si tratta di un otre per vino in terracotta con quattro anse e un beccuccio versatoio, riutilizzato come contenitore funerario per un infante. Al suo interno c’erano, infatti, alcune ossa.

    Interessante l’analogia con un reperto simile scoperto dal celebre archeologo Paolo Orsi nel secolo scorso, a conferma di una pratica funeraria consolidata nell’area.

    Nello stesso sito sono infatti stati rinvenuti i resti di altre due sepolture ad enchytrismos, inumazioni in anfora poste all’interno di una fossa scavata nel banco roccioso. Trovata anche parte di una tomba alla cappuccina e frammenti ceramici d’importazione che datano il complesso alla prima metà del VI secolo a.C.

    «Ancora una volta Gela ci sorprende con ritrovamenti di straordinario valore storico che ci fanno conoscere rituali codificati e diffusi, mentre i frammenti ceramici d’importazione confermano la centralità della nostra città nelle reti commerciali mediterranee del VI secolo a.C – dice l’assessore regionale dei Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato -. Questo ritrovamento testimonia l’efficacia delle nostre politiche di tutela preventiva che prevedono una sistematica sorveglianza archeologica durante qualsiasi intervento nel sottosuolo urbano. Seguiremo con particolare attenzione il prosieguo degli scavi nei dieci metri lineari ancora da esplorare, fiduciosi che possano emergere ulteriori testimonianze del nostro straordinario passato»

    I reperti,  dopo le necessarie operazioni di studio e restauro, saranno esposti al Museo archeologico regionale di Gela, nel Nisseno.

    Fonte: Regione Siciliana

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