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#scaviarcheologici — Public Fediverse posts

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  1. ⚱️ 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲 ❗

    💀💀💀 A Vasto (Chieti), nell’area di Punta Penna, è emersa una necropoli preromana con tombe databili tra V e IV secolo a.C.
    ✅ Un ritrovamento che arricchisce la storia delle antiche comunità italiche d’Abruzzo.

    #Archeologia #Vasto #Abruzzo #Necropoli #ItaliaAntica #ScaviArcheologici #scopertearcheologiche

    📷 ©SABAP CH-PE

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-dbi

    storiearcheostorie.com/2026/05

  2. A Fano riemerge la Basilica descritta da Vitruvio: identificato l’unico edificio attribuibile con certezza all’architetto romano

    Elena Percivaldi

    E alla fine la conferma è arrivata: è la Basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura l’edificio romano emerso dagli scavi di piazza Andrea Costa a Fano. La notizia, ufficializzata nel corso di una conferenza stampa alla Mediateca Montanari, segna un passaggio di grande rilievo per la storia dell’architettura antica: si tratta infatti dell’unico edificio attribuibile con certezza all’architetto romano, autore del più influente trattato teorico dell’antichità.

    All’incontro erano presenti il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Sindaco di Fano Luca Serfilippi, il Soprintendente Andrea Pessina; il Ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto in collegamento, sottolineando la portata scientifica della scoperta per la conoscenza delle origini della tradizione architettonica occidentale.

    Vitruvio e la sua basilica: dalla pagina al terreno

    Vitruvio menziona esplicitamente una basilica costruita a Fanum Fortunae, descrivendone forma, proporzioni e articolazione spaziale. Per secoli, quel passo del trattato è stato oggetto di interpretazioni, ipotesi localizzative e confronti con edifici noti, senza però una conferma archeologica definitiva.

    Gli scavi in corso hanno ora permesso di ricondurre con precisione il testo alla realtà materiale, grazie a una straordinaria corrispondenza tra la descrizione vitruviana e i resti messi in luce: una pianta rettangolare con colonnato perimetrale, articolata in otto colonne sui lati lunghi e quattro sui lati brevi, secondo uno schema che trova riscontro puntuale nelle fonti antiche.

    Le strutture: colonne monumentali e piano superiore

    La conferma definitiva è arrivata con un sondaggio mirato che ha restituito la quinta colonna d’angolo, consentendo di definire con sicurezza orientamento, posizione e dimensioni dell’edificio tra le due piazze dell’area urbana.

    Le colonne, con un diametro di circa cinque piedi romani (147–150 cm) e un’altezza stimata attorno ai 15 metri, erano addossate a pilastri e paraste portanti, progettati per sostenere un piano superiore. Un dato che coincide perfettamente con il modello basilicale descritto da Vitruvio, confermando non solo l’identificazione dell’edificio, ma anche la fedeltà del progetto realizzato rispetto alla teoria.

    La ricostruzione planimetrica, elaborata sulla base delle evidenze archeologiche e delle indicazioni testuali, mostra una corrispondenza quasi al centimetro, un caso rarissimo nel rapporto tra fonti scritte e dati di scavo.

    Un percorso di ricerca avviato da tempo

    L’identificazione della basilica non è un risultato isolato, ma l’esito di un percorso di ricerca pluriennale. Già nel 2022, in via Vitruvio, il rinvenimento di imponenti murature e pavimentazioni in marmi pregiati aveva suggerito la presenza di edifici pubblici di alto livello, compatibili con un complesso monumentale centrale.

    La nuova scoperta consente ora di rileggere in modo unitario anche altre evidenze note da tempo, come l’edificio sotto Sant’Agostino, inserendole in un quadro urbanistico più coerente e articolato.

    Prospettive di studio e valorizzazione

    Come ha sottolineato il Soprintendente Andrea Pessina, l’individuazione certa della Basilica vitruviana apre una nuova fase di ricerca, più consapevole e mirata, sul patrimonio archeologico di Fano. Le indagini proseguiranno all’interno del cantiere finanziato con fondi PNRR, con l’obiettivo di approfondire estensione, fasi edilizie e rapporti con il contesto urbano romano.

    La scoperta restituisce alla città non solo un monumento di eccezionale valore, ma anche un punto di riferimento fondamentale per la storia dell’architettura, consentendo per la prima volta di osservare sul terreno un edificio progettato dall’autore del De Architectura.

    Tutte le foto: ©MiC

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  3. 🏛 Amiternum rivive: nella prima campagna di scavo del MuNDA, riemergono mosaici in bianco e nero, muri antichi e la commovente sepoltura di un neonato.

    Un viaggio nel cuore dell’Abruzzo tra storia sabina e romana, alla scoperta di un passato che continua a parlare.

    @munda_museonazionaledabruzzo

    #Amiternum #Archeologia #MuNDA #MosaiciRomani #AbruzzoAntico #ScaviArcheologici

    storiearcheostorie.com/2025/08

  4. 🏛 Amiternum rivive: nella prima campagna di scavo del MuNDA, riemergono mosaici in bianco e nero, muri antichi e la commovente sepoltura di un neonato.

    Un viaggio nel cuore dell’Abruzzo tra storia sabina e romana, alla scoperta di un passato che continua a parlare.

    @munda_museonazionaledabruzzo

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    storiearcheostorie.com/2025/08

  5. 🔍 Riemerge l’antica Cirene!

    Una missione archeologica italiana ha riportato alla luce una necropoli monumentale in Libia: tombe rupestri, sarcofagi decorati, corredi aristocratici e testine votive in marmo greco raccontano la storia di un’élite dimenticata.

    🤝 Un esempio straordinario di cooperazione culturale internazionale

    #Archeologia #Cirene #Libia #ScaviArcheologici #GreciaAntica #UNESCO #Cultura #MissioneItaliana #StoriaAntica #Necropoli #Archeologia #Cirene

    storiearcheostorie.com/2025/07

  6. A Gela riemergono nuovi reperti archeologici: nel vaso di terracotta la tomba di un bimbo del VI secolo a.C.

    Redazione

    Il sottosuolo di Gela continua a restituire testimonianze del suo passato. Nei giorni scorsi, durante degli scavi effettuati dall’Enel in via Garibaldi sotto la consueta sorveglianza della Soprintendenza, sono venuti alla luce diversi reperti, tra cui un’osteotheca risalente alla prima metà del VI secolo a.C. Si tratta di un otre per vino in terracotta con quattro anse e un beccuccio versatoio, riutilizzato come contenitore funerario per un infante. Al suo interno c’erano, infatti, alcune ossa.

    Interessante l’analogia con un reperto simile scoperto dal celebre archeologo Paolo Orsi nel secolo scorso, a conferma di una pratica funeraria consolidata nell’area.

    Nello stesso sito sono infatti stati rinvenuti i resti di altre due sepolture ad enchytrismos, inumazioni in anfora poste all’interno di una fossa scavata nel banco roccioso. Trovata anche parte di una tomba alla cappuccina e frammenti ceramici d’importazione che datano il complesso alla prima metà del VI secolo a.C.

    «Ancora una volta Gela ci sorprende con ritrovamenti di straordinario valore storico che ci fanno conoscere rituali codificati e diffusi, mentre i frammenti ceramici d’importazione confermano la centralità della nostra città nelle reti commerciali mediterranee del VI secolo a.C – dice l’assessore regionale dei Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato -. Questo ritrovamento testimonia l’efficacia delle nostre politiche di tutela preventiva che prevedono una sistematica sorveglianza archeologica durante qualsiasi intervento nel sottosuolo urbano. Seguiremo con particolare attenzione il prosieguo degli scavi nei dieci metri lineari ancora da esplorare, fiduciosi che possano emergere ulteriori testimonianze del nostro straordinario passato»

    I reperti,  dopo le necessarie operazioni di studio e restauro, saranno esposti al Museo archeologico regionale di Gela, nel Nisseno.

    Fonte: Regione Siciliana

    #archeologia #FrancescoPaoloScarpinato #Gela #MagnaGrecia #MuseoArcheologicoRegionaleDiGela #necropoli #notizie #RegioneSiciliana #scavi #scaviArcheologici #scoperte #sepoltureAdEnchytrismos #Sicilia #tombe #tombeInfantili