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  1. Convegni | “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione”

    Redazione

    Il Museo della Collegiata di Castiglione Olona (Varese) ospita venerdì 6 febbraio 2026 l’importante convegno “Archeologia in Valle Olona”, dedicato agli ultimi scavi archeologici effettuati a Castelseprio e a Castiglione Olona. Gli studiosi presenti riferiranno le novità emerse dalle recenti campagne indagini sul sito patrimonio Unesco e nell’area della Collegiata. Il convegno è ad accesso libero e gratuito, senza prenotazione. Di seguito il programma.

    ARCHEOLOGIA IN VALLE OLONA. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione

    PROGRAMMA

    9.00- Saluti istituzionali e apertura dei lavori
    Rosario Maria Anzalone – Direttore regionale Musei nazionali Lombardia
    Giuseppe Scotti – Responsabile Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano
    Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio – Soprintendente ABAP CO, LC, SO, VA

    9.20 – Prima sessione
    Alfredo Lucioni – già Università Cattolica del Sacro Cuore e CSPA Varese
    Castelseprio e Castiglione: ascesa e declino di due centri di potere nel Seprio medievale

    Daniela Locatelli – Soprintendenza ABAP CO, LC, MB, SO, VA
    Sabrina Luglietti, Matilde Vanetti, Alice Faccin, Federica Pruneri – Archeo Solutions
    Ricerche archeologiche al Museo della Collegiata. Appunti per una storia di Castiglione Olona

    Mauro Reali – Liceo Banfi di Vimercate
    Un servo del Municipium Comum, da Castiglione Olona

    10.30 – Seconda sessione
    Luca Polidoro – Direzione regionale Musei nazionali Lombardia
    Stefania Felisati, Paolo Sbrana – Studio Ar.Te.
    Le indagini archeologiche nell’avancorpo della chiesa di San Paolo a Castelseprio

    Federica Matteoni, Chiara Pupella, Marco Sannazaro, Mauro Vessena – Università Cattolica del Sacro Cuore
    Quando nasce Castelseprio? Prime considerazioni sulla fase tardoantica della “Casa medievale”

    Alexandra Chavarria Arnau, Gian Pietro Brogiolo, Maurizio Marinato – Università degli Studi di Padova
    Nuovi dati sulla chiesa di San Giovanni (campagna di scavo 2025)

    Caterina Giostra – Università Cattolica del Sacro Cuore
    Delfina Consonni, Leonardo De Vanna – Archeologi liberi professionisti
    Mario Rottoli, Elisabetta Castiglioni – Laboratorio di Archeobiologia di Como
    Giovanna Bosi, Paola Torri, Marta Mazzanti – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
    Scavi e ricerche presso la casa-forte: un aggiornamento

    Francesco Muscolino – Direzione regionale Musei nazionali Sardegna
    Novità epigrafiche da Castelseprio

    12.20 – Discussione conclusiva

    12.40 – Visita al complesso della Collegiata di Castiglione Olona

    Per informazioni: www.museocollegiata.it

    Leggi anche

    https://storiearcheostorie.com/2025/10/12/scavi-collegiata-castiglione-olona-restauro-portale-maestro-di-gornate/

    https://storiearcheostorie.com/2025/08/02/castelseprio-scavi-origini-edificio/

    https://storiearcheostorie.com/2025/10/20/scoperte-archeologiche-castelseprio-2025/

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  2. Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota

    Elena Percivaldi

    Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

    Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda

    Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
    Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.

    Foto: ©Università di Padova

    Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse

    Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
    La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.

    Foto: ©Università di Padova

    La stele romana reimpiegata nel Medioevo

    Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.

    La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)

    Sepolture e storie di comunità

    Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.

    Leggi anche

    https://storiearcheostorie.com/2025/08/02/castelseprio-scavi-origini-edificio/

    Una sorpresa continua

    «Castelseprio continua a sorprenderci», ha dichiarato il sindaco Silvano Martelozzo. «Ogni scoperta è una finestra sulla nostra storia e un motivo d’orgoglio per tutta la comunità».

    Foto: ©Università di Padova

    Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.

    Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
    La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: [email protected]).

    #AlexandraChavarría #archeologia #archeologiaMedievale #Castelseprio #epocaGota #EtàDelFerro #GianPietroBrogiolo #InEvidenza #Lombardia #Longobardi #notizie #ParcoArcheologicoDiCastelseprio #restiRomani #SanGiovanni #scavi #scaviArcheologici #sitiLongobardi #Unesco #UniversitàDiPadova #Varese

  3. Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota

    Elena Percivaldi

    Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

    Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda

    Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
    Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.

    Foto: ©Università di Padova

    Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse

    Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
    La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.

    Foto: ©Università di Padova

    La stele romana reimpiegata nel Medioevo

    Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.

    La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)

    Sepolture e storie di comunità

    Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.

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    https://storiearcheostorie.com/2025/08/02/castelseprio-scavi-origini-edificio/

    Una sorpresa continua

    «Castelseprio continua a sorprenderci», ha dichiarato il sindaco Silvano Martelozzo. «Ogni scoperta è una finestra sulla nostra storia e un motivo d’orgoglio per tutta la comunità».

    Foto: ©Università di Padova

    Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.

    Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
    La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: [email protected]).

    #AlexandraChavarría #archeologia #archeologiaMedievale #Castelseprio #epocaGota #EtàDelFerro #GianPietroBrogiolo #InEvidenza #Lombardia #Longobardi #notizie #ParcoArcheologicoDiCastelseprio #restiRomani #SanGiovanni #scavi #scaviArcheologici #sitiLongobardi #Unesco #UniversitàDiPadova #Varese

  4. Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota

    Elena Percivaldi

    Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

    Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda

    Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
    Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.

    Foto: ©Università di Padova

    Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse

    Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
    La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.

    Foto: ©Università di Padova

    La stele romana reimpiegata nel Medioevo

    Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.

    La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)

    Sepolture e storie di comunità

    Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.

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    https://storiearcheostorie.com/2025/08/02/castelseprio-scavi-origini-edificio/

    Una sorpresa continua

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    Foto: ©Università di Padova

    Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.

    Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
    La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: [email protected]).

    #AlexandraChavarría #archeologia #archeologiaMedievale #Castelseprio #epocaGota #EtàDelFerro #GianPietroBrogiolo #InEvidenza #Lombardia #Longobardi #notizie #ParcoArcheologicoDiCastelseprio #restiRomani #SanGiovanni #scavi #scaviArcheologici #sitiLongobardi #Unesco #UniversitàDiPadova #Varese

  5. Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota

    Elena Percivaldi

    Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

    Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda

    Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
    Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.

    Foto: ©Università di Padova

    Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse

    Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
    La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.

    Foto: ©Università di Padova

    La stele romana reimpiegata nel Medioevo

    Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.

    La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)

    Sepolture e storie di comunità

    Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.

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    Una sorpresa continua

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    Foto: ©Università di Padova

    Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.

    Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
    La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: [email protected]).

    #AlexandraChavarría #archeologia #archeologiaMedievale #Castelseprio #epocaGota #EtàDelFerro #GianPietroBrogiolo #InEvidenza #Lombardia #Longobardi #notizie #ParcoArcheologicoDiCastelseprio #restiRomani #SanGiovanni #scavi #scaviArcheologici #sitiLongobardi #Unesco #UniversitàDiPadova #Varese

  6. Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota

    Elena Percivaldi

    Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

    Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda

    Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
    Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.

    Foto: ©Università di Padova

    Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse

    Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
    La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.

    Foto: ©Università di Padova

    La stele romana reimpiegata nel Medioevo

    Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.

    La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)

    Sepolture e storie di comunità

    Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.

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    Una sorpresa continua

    «Castelseprio continua a sorprenderci», ha dichiarato il sindaco Silvano Martelozzo. «Ogni scoperta è una finestra sulla nostra storia e un motivo d’orgoglio per tutta la comunità».

    Foto: ©Università di Padova

    Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.

    Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
    La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: [email protected]).

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