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#coraggio — Public Fediverse posts

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  1. ADORO IL GENIO - PUNCHBALL

    Uscito per il #Superbowl 2013, è a tutt'oggi uno degli spot #Audi più belli di sempre. L'avevamo già pubblicato ma finalmente abbiamo trovato il "director's cut" con una notevole citazione cinematografica. Quindi...

    #adoroilgenio #14agosto #SpotTV #commercial #commercials #pubblicità #pubblicita #comunicazione #mktg #marketing #advertising #ad #directorscut🎬 #Bold #ball #proms #humor #reel #reels #video #bravery #coraggio #automotive #Bold #punchingball #BraveryWins

  2. Cosa significa amare i #libri al punto da rischiare la vita per salvarli? La risposta ci arriva dalla Palermo della Seconda Guerra Mondiale, attraverso le gesta di Angela Daneu Lattanzi.

    Mentre le sirene antiaeree risuonavano su una Palermo devastata dalle bombe del 1943, nei sotterranei della Biblioteca Nazionale si compiva un'impresa silenziosa e disperata.

    Angela Daneu Lattanzi, brillante studiosa di codici miniati e Soprintendente, non si arrese all'idea di vedere la cultura ridotta in macerie.

    Organizzando il trasferimento segreto di migliaia di libri rari nei conventi di Monreale, San Martino delle Scale e Polizzi Generosa, Angela scrisse una delle pagine più eroiche della salvaguardia dei beni culturali siciliani.

    https://web.palermo.nohost.me/write/view.php?file=Libri+e+Amore.md&v=1786079721950

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #popolari #libri #amore #coraggio #fediphoto #fediverso

  3. 26 dicembre 1965

    "Io non sono di proprietà di nessuno"

    Franca Viola rappresenta un simbolo di coraggio e cambiamento nella storia italiana recente, il suo rifiuto del matrimonio riparatore nel 1965 ha contribuito a smantellare una norma arcaica che perpetuava la violenza sulle donne.

    Negli anni Sessanta, in Sicilia, il matrimonio riparatore era previsto dall'articolo 544 del Codice Rocco: chi rapiva una donna a scopo di matrimonio poteva evitare la condanna sposandola, estinguendo il reato. Questa pratica rifletteva una cultura patriarcale che vedeva la donna come "proprietà" familiare, specialmente in contesti rurali e mafiosi come Alcamo, in provincia di Trapani.

    Franca Viola, una ragazza di 17 anni, sfidò questa logica con il suo "no", aprendo la strada alla legge Fortuna-Baslini del 1968 che abolì tale istituto.

    Ad Alcamo, negli anni '60, il clan Rimi dominava: Filippo Melodia, nipote del boss, incarnava quel mix di potere criminale e codici d'onore arcaici.

    Il 26 dicembre 1965, Filippo Melodia, ex fidanzato di Franca, irruppe nella casa della ragazza ad Alcamo con 12 complici, devastarono l'abitazione, aggredendo la madre che tentava di difenderla e rapirono anche il fratellino di 8 anni, poi rilasciato.

    Franca fu segregata per otto giorni in un casolare isolato e poi nella casa della sorella di Melodia: subì violenze fisiche, sessuali e fu lasciata a digiuno.

    Il giorno di Capodanno, i parenti di Melodia contattarono il padre di Franca per la "paciata", un incontro per imporre le nozze riparatorie. I genitori, in accordo segreto con la polizia, finsero di accettare e all'alba del 2 gennaio 1966, le forze dell'ordine fecero irruzione, liberando la ragazza e arrestando il rapitore e i complici.​

    A giugno del 1966, il tribunale di Alcamo processa Melodia per ratto, violenza carnale e legami mafiosi: il PM chiede oltre 22 anni. Condannato a 11 anni, esce nel 1976 ma muore assassinato nel 1978 vicino Modena, forse per vendette mafiose.

    Il "no" di Franca ispirò la legge 442/1968, abolendo il matrimonio riparatore e aprendo al divorzio (1970).

    Simbolo femminista, la sua storia educa generazioni su consenso e autonomia, specie in Sicilia dove mafia e patriarcato si intrecciano ancora.

    Oggi, a 76 anni, Franca vive serena con la sua famiglia, ma il suo coraggio resta indelebile.

    #palermo #panormus #alcamo #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #coraggio #lamafiaeunamontagnadimerda

  4. a #NexaCenter oggi ho detto:quando #WarOnTerror aveva prodotto feroci atrocità,Julian #Assange non ha perso tempo a riformare #FOIA, ha usato il #coraggio e la #tecnologia per inventare la rivoluzione di #WikiLeaks.
    Dobbiamo fare lo stesso, perché situazione oggi ANCORA PIU' GRAVE

  5. Ci sono storie che entrano nel cuore delle persone e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che alle volte nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    Per la
    #giornatainternazionaledelladonna vorrei ricordare Emanuela Loi, un esempio di coraggio, forza e determinazione che ha sacrificato la sua vita per proteggere la legalità.

    La storia di Emanuela è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #8marzo #coraggio #determinazione #senzapaura #lamafiaeunamontagnadimerda #pernondimenticare

  6. Ieri al #POUL del #PolitecnicoDiMilano ho incontrato la nostra meglio gioventù e spiegato che rivelazioni
    eccezionali di #WikiLeaks sono state possibili grazie alla #Tecnologia,certo,ma soprattutto al #Coraggio di #JA e #WikiLeaks: è per quel coraggio che USA e UK gli hanno preso la vita

  7. DONNE CORAGGIOSE
    Il sostegno alle donne di Palermo, alla ricerca del riscatto, dietro ai suoi scatti c’era sempre una storia, come fossero un piccolo sentiero da seguire per arrivare alla verità, all’essenza della realtà.

    Una cantrice d’eccezione, con lo sguardo anche rivolto al futuro, a offrire sostegno e aiuti alle donne di Palermo.

    Ed era proprio il riscatto del genere femminile che ricercava, chiedendo a gran voce di migliorare la condizione delle donne.

    Di Letizia restano iconici gli scatti delle donne di Palermo, della loro a volte silenziosa lotta per l’emancipazione.

    #8marzo
    #picoftheday #photographyart #sicilia #sicily #palermo #panormus #photography #fotografia #travel #tourism #europe #world #art #letiziabattaglia #donne #coraggio

  8. Per la #giornatadellamemoria Giulia Florio: la palermitana che salvò tanti ebrei dall’Olocausto.

    Giulia Florio, nata a Palermo nel 1909, era l'ultima discendente della famiglia Florio "I Leoni di Sicilia", una delle più ricche e influenti della Sicilia.

    Giulia, figlia di Ignazio Florio Jr. e di Donna Franca, era una donna di grande personalità e carattere, e si oppose apertamente al regime fascista, che considerava autoritario e antidemocratico.

    Anche la madre di Giulia, Donna Franca Florio, nel suo diario, aveva espresso note di biasimo verso le politiche in atto:
    “Sono esterrefatta, per non dire sconcertata. Indignata e, non poco, preoccupata. Il duce ha fatto promulgare al re un decreto contro gli ebrei che operano nelle scuole. Le teorie dei saggi che si sono espressi sul documento in difesa della razza non solo hanno fatto proseliti, ma sono andati a segno! Ora passi che Hitler ne faccia un vergognoso ideale, ma che Mussolini gli vada dietro… Dove è finita la coscienza? Bruciata sull’altare del più bieco opportunismo politico? Dio ci salvi dalla cecità che sembra avvolgere ogni cosa. ” - 10 Settembre 1938 -

    Dal punto di vista personale, Giulia Florio era stata profondamente segnata dall'assassinio del suo primo marito, il principe Achille Afan de Rivera, avvenuto nel 1929 per mano dei fascisti.

    Giulia non si limitò a manifestare la sua opposizione al fascismo a parole, si impegnò attivamente nella lotta contro il regime, prestando aiuto ai perseguitati politici e agli ebrei.

    Nel 1943, durante l'occupazione nazista di Roma, Giulia Florio aprì le porte del suo palazzo a molti ebrei romani, aiutandoli a fuggire dalla deportazione. Grazie al suo coraggio e alla sua determinazione, molte vite furono salvate.

    Dopo la guerra, Giulia Florio continuò a dedicarsi alla beneficenza e alla promozione della cultura, fu una donna straordinaria, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Sicilia.

    Giulia Florio Alfan de Rivera Costaguti, "La Leonessa di Sicilia", ci ha lasciati nel 1989.

    La figlia Costanza Igea Afan de Rivera Costaguti (scomparsa anche lei nel 2020) ne ha raccontato la vita nel libro “L’ultima leonessa. La vita di Giulia Florio, mia madre”.
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  9. Il toccante ricordo di Andrea Camilleri bambino: “David, il mio amico ebreo…”

    Quando nel 1938 il fascismo promulgò le leggi razziali io avevo tredici anni e frequentavo la terza ginnasio. Fin dal primo anno avevo stretto amicizia con un compagno di classe che si chiamava David Perna, ma che tutti, chissà perché, chiamavamo Pippo. Una mattina, alla fine delle lezioni, Pippo mi chiamò in disparte e mi disse che dal giorno seguente non avrebbe più frequentato la scuola .....

    Per la
    #giornatadellamemoria un toccante ricordo estratto da “Certi momenti” di Andrea Camilleri, dove lo scrittore siciliano racconta la propria amicizia con un bambino ebreo, qui sul mio blog:

    https://www.panormus.blog/page.php?web=il-toccante-ricordo-di-camilleri-bambino-david-il-mio-amico-ebreo
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  10. CW: #giornatadellamemoria Palermo, Giornale di Sicilia del 3 settembre 1938

    #giornatadellamemoria Palermo, Giornale di Sicilia del 3 settembre 1938: "Tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado di razza ebraica saranno sospesi dal servizio in data 16 ottobre 1938, gli alunni di razza ebraica saranno esclusi da tutte le scuole". (foto 1)

    Le leggi antiebraiche vengono deliberate dal governo dittatoriale di Benito Mussolini, approvate dal Parlamento asservito al fascismo, controfirmate dal re ed esaltate sulla stampa di regime.

    Vengono classificate “appartenenti alla razza ebraica” tutte le persone con due genitori ebrei, anche se professanti altra o nessuna religione.

    In nome della “difesa della razza” gli ebrei vengono allontanati dalla scuola pubblica, espulsi dagli impieghi pubblici e da un numero crescente di attività, obbligati a cedere i propri beni immobili.

    A seguito delle indagini svolte dal Rettore dell'Università di Palermo "allo scopo di precisare l’entità dello inquinamento giudaico nel campo dell’insegnamento”, furono espulsi dall’ateneo palermitano cinque professori, insieme ad assistenti, aiuti, liberi docenti e personale tecnico-amministrativo di “razza ebraica”.

    Fra questi vi era anche il fisico Emilio Segrè, che insegnava a Palermo dal 1937. A lui è indirizzata la lettera prot. N. 3121, firmata dal Rettore del tempo, con cui gli veniva comunicata la dispensa dal servizio (foto 2).

    Il Rettore successivo, in data 13 ottobre 1941 rende noto all’Esattoria Comunale di Palermo che “il Sig. Emilio Segrè, già professore straordinario di Fisica presso questo Ateneo, è stato dispensato dal servizio a decorrere dal 14 dicembre 1938, perchè appartenente alla razza ebraica” (foto 3).

    Nel frattempo Segrè si era rifugiato in California, dove avrebbe proseguito un’attività di ricerca che sarebbe stata coronata nel 1959 con il Premio Nobel per la fisica.


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  11. Per la Giornata della Memoria, la storia dell'eroina siciliana Giuseppina Panzica, che aiutava a passare il confine a ebrei e perseguitati, facendoli attraversare il suo orto, che coincideva con la frontiera.

    Giuseppina Giovanna Panzica nacque a Caltanissetta, in Sicilia, il 1º agosto 1905, durante l'occupazione tedesca dell'Italia, nel 1943, la Panzica iniziò a collaborare con la Resistenza italiana.

    In particolare, si occupò di aiutare gli ebrei a fuggire dall'Italia e a rifugiarsi in Svizzera.

    Giuseppina viveva a Ponte Chiasso, un piccolo comune al confine tra Italia e Svizzera, in quel periodo, il confine era militarizzato e la guardia era molto stretta.

    La Panzica, però, riuscì a trovare un modo per aiutare gli ebrei a passare il confine, si occupava di organizzare i viaggi degli ebrei, trovava loro un posto dove nascondersi durante la notte, li accompagnava al confine e li aiutava a passare la guardia.

    La determinazione e l'altruismo di Giuseppina Panzica è un esempio di coraggio e di umanità che non deve essere dimenticato, la sua storia ci insegna che, anche in tempi difficili, è sempre possibile trovare il coraggio di aiutare gli altri.


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  12. A Palermo c'è una Preside che ha abbattuto la dispersione scolastica andando a prendere i ragazzi a casa.

    Antonella Di Bartolo è la "Preside coraggio" che è riuscita, insieme al suo esercito di insegnanti, a portare la dispersione scolastica nel suo istituto dal 27,3 % all’1 %.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/2023/video/palermo-la-preside-coraggio-la-scuola-e-un-diritto-va-restituito-_69837729-02k.shtml

    #palermo #sicilia #sicily #scuola #dispersionescolastica #coraggio #determinazione #donne