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#racconto — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #racconto, aggregated by home.social.

  1. 🪱 Il racconto vincitore del contest Sottoterra è online. Grazie a tuttɘ lɘ partecipanti, siete statɘ bravissimɘ. Ora immergетevi ne La Zona Umida. Se osate. 🌿

    Complimenti a @bluebabbler

    #scrittura #racconto #contest #blog #scritturacreativa #LaZonaUmida #Sottoterra #scrittori #lettori #blogletterario

    scartafaccio.net/la-zona-umida

  2. "Forse è mattina, quando tutti gli orologi del paese cominciano a sanguinare."

    Un racconto di David Fragale, intriso di inquietante bellezza.

    #horror #racconto #libri @cultura

    speculariarivista.com/2025/11/

  3. Festa del Cinema 2025: Game Over

    Cronache dall’Auditorium (Sabato 25 Ottobre)
    Come vi ho raccontato due giorni fa, ieri ho dovuto rinunciare ai quattro film che avevo prenotato e all’intera giornata di Festa a causa della convocazione sul set del nuovo film di Mel Gibson, dove ho fatto la comparsa. Sarebbe stupendo potervi raccontare qualcosa ma, come potete immaginare, non posso. Però ho visto Mel Gibson ed è stata un’esperienza divertente, seppur piena di momenti morti. Fatto sto che sono tornato all’Auditorium soltanto stamattina, per il mio ultimo film, che aspettavo davvero tanto. L’ultima fatica del premiatissimo duo Cohn-Duprat, dei quali vi ho raccontato su queste pagine praticamente tutta la filmografia (dall’esordio con L’Artista, presentato proprio alla Festa di Roma, fino a Finale a Sorpresa, passando per El Hombre de al Lado, Il Cittadino Illustre, Il Mio Capolavoro), è un film a episodi che vede Guillermo Francella mattatore assoluto, nelle vesti di sedici personaggi diversi. Ora, io non sono assolutamente un amante dei film a episodi, preferisco farmi un viaggio di due ore all’interno della stessa storia, per questo non credo succederà mai di trovarmi qui a esaltare un film costruito in questo modo. Non fa dunque eccezione Homo Sapiens?, nuova opera del duo argentino, che vive di alti e bassi, di idee geniali e di corti meno convincenti. Il più interessante forse è proprio l’incipit e, non sapendo che si trattava di un film a episodi, stavo già sbavando all’idea del film che avrei visto. Insomma, Francella a parte, che è un fenomeno (forse lo ricorderete nei panni di Pablo Sandoval in quel capolavoro de Il Segreto dei Suoi Occhi), non è un film che mi resterà nel cuore, sicuramente meno interessante rispetto ai precedenti di Cohn-Duprat. C’è sicuramente qualcosa de I Mostri di Dino Risi, forse il re dei film a episodi, perché alcuni personaggi sono delle vere canaglie: c’è tanta Argentina però, quindi tanta umanità, tanta meschinità, tanta passione, tanta malinconia.

    La Feste del Cinema per me finisce qui, dopo dieci giorni più o meno intensi, talvolta stancanti (ma chi sono per lamentarmi?), pieni di cose belle. 21 film visti, oltre alle Masterclass di Linklater e Panahi. I più belli? Su Letterboxd ho dato il valore massimo a Un Semplice Incidente (esce in sala il 6 novembre, andateci), seguito a ruota da Nouvelle Vague (che uscirà a febbraio o marzo, sic, ma con una vpn sarà possibile vederlo su Netflix già da novembre…). Quindi, a condividere l’ultimo gradino del podio, l’ottimo Nino di Pauline Loques e Put Your Soul on Your Hand and Walk di Sepideh Farsi. Altri film che meritano una menzione, in ordine sparso: 40 Secondi, Cinque Secondi, California Schemin’, Mad Bills To Pay, Eddington, Hen e If I Had Legs I’d Kick You (questi ultimi due probabilmente si contendono l’ultimo posto disponibile per la mia personale Top 5). Come ogni anno però devo essermi perso almeno due o tre filmoni (basti pensare che due anni fa non mi vidi As Bestas di Sorogoyen, ad esempio): quest’anno il film da vedere era probabilmente Hamnet di Chloe Zhao (che uscirà in Italia a febbraio), mentre sento pareri importanti nei confronti di O Agente Secreto di Kleber Mendonça Filho, che si presentava con il biglietto da visita del miglior attore e della miglior regia dell’ultimo Festival di Cannes. Poco male, prima o poi riuscirò a recuperare anche questi.

    Oggi dunque c’è la cerimonia di premiazione e non troverete altri articoli in cui vi dico quali film hanno vinto, o quali attori. Lo trovate su ogni sito, ovunque, non è per darvi informazione che trovate dappertutto che scrivo ogni giorno su questo blog: è per dirvi qualcosa che nessuno racconta, per provare a trasmettervi la sensazione di essere all’Auditorium con me, a vedere le stesse cose che vedo io. Ergo: non so chi vincerà, né lo scriverò. Ma sono curioso di scoprirlo, quello sicuramente. Allora, che Festa è stata per me? Come dicevo prima, intensa e bella. Sento tante persone lamentarsi (io in primis: a livello organizzativo c’è bisogno di fare qualcosa in più, perché le cose che funzionano male sono molte), sento spesso dire in giro che è una manifestazione che non ha senso, che andrebbe chiusa: a dirlo però sono tutte persone che vanno a Cannes e a Venezia. Per noi, poveri cristi, che abbiamo la possibilità di seguire solo questo evento di cinema, nella nostra città, è ossigeno, è amore, è passione, sono dieci giorni unici all’interno di un anno. Dieci giorni che ti danno la possibilità di vedere film che non vedresti mai, oppure di vedere film che avresti potuto vedere al cinema, all’interno però di una manifestazione dove tutti parlano di questo, dove tutti respirano la stessa aria. Dieci giorni dove puoi incontrare Richard Linklater tre o quattro volte durante il giorno, ascoltare Jafar Panahi parlare di cinema, consegnare il tuo libro a Valerio Mastandrea, avere Abel Ferrara seduto dietro di te in sala e fotografare Jennifer Lawrence o Rose Byrne. E poi tutto il resto, le chiacchiere, gli incontri, le persone. Sono vent’anni che vado alla Festa del Cinema, vent’anni in cui mi domando: “questa è stata l’ultima volta?”. Chi lo sa il prossimo ottobre cosa farò, dove sarò, se il lavoro mi permetterà di prendermi questa pausa (quest’anno ho dovuto mettere una montagna di appuntamenti prima e dopo la Festa del Cinema, con il risultato che devo ancora finire di consegnare alcune foto e con due shooting già in programma per la prossima settimana, oltre a un evento a Cinecittà domani, in cui esporrò le mie foto e una nuova presentazione del mio libro, martedì alle 18.30 da YellowKorner, nel quartiere Prati). Questa è la cosa più difficile con cui fare i conti: il fatto che il mondo vada avanti nonostante tu abbia due o tre film da vedere. Con le cronache dall’Auditorium spero che ci vedremo l’anno prossimo. Grazie per aver seguito il diario, ci vediamo su queste pagine con i prossimi film. Viva il Cinema, viva la Festa del Cinema di Roma.

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    E pure questa Festa…

    #auditorium #cohnDuprat #cronache #diario #festaDelCinema #film #homoArgentum #homoSapiens_ #racconto #roma

  4. Festa del Cinema 2025: Sono Solo Film

    Cronache dall’Auditorium (Martedì 21 Ottobre)
    Ricordate quando lunedì sera scrissi che martedì avrei preso un giorno di pausa? Scherzavo! In realtà un fondo di verità c’è stato. Ieri ho recuperato un po’ di sonno e saltato le proiezioni del mattino, anche perché mi sembrava che non ci fosse nulla da togliermi il sonno. Sono sceso all’Auditorium alle 15.30 per un indie statunitense di quelli che piacciono a me, che mi fanno venire voglia di girare film. Mad Bills To Pay (Or Destiny, Dile Que No Soy Malo) di Joel Alfonso Vargas è uno di quei film composti da inquadrature fisse, all’interno delle quali si muovono i personaggi: è la storia di Rico, un ragazzo di 19 anni che vive nel Bronx e vende bibite sulla spiaggia. Accidentalmente, Rico mette incinta la sua ragazza Destiny, che viene cacciata di casa e si ritrova a dover vivere a casa del ragazzo. Di fronte a spese sempre più grandi e le continue divergenze con sua madre e sua sorella, Rico è costretto a crescere in fretta e prendersi le sue responsabilità, se vuole diventare la persona che sogna di essere. Lo sapete quanto mi piacciono i film indipendenti, girati in ambienti reali, con persone reali, attori esordienti o quasi e una montagna di cuore, anima, amore per le storie, per il cinema. Non è un film perfetto, tutt’altro, ma da parte mia sentirete solo sostegno per questo tipo di cinema. Bello, mi è piaciuto e per fortuna ha giustificato il fatto di essere venuto alla Festa del Cinema appositamente per questo film. La giornata è stata talmente breve da dover accorpare le cronache di ieri a quelle di oggi, quindi continuiamo il racconto e spostiamoci direttamente a mercoledì.

    Cronache dall’Auditorium (Mercoledì 22 Ottobre)
    Alla Festa del Cinema ormai le cose vanno così, già da qualche anno. Quando avevo qualche anno in meno e qualche capello in più, trascorrevo praticamente le giornate all’Auditorium, guardandomi anche quattro o cinque film, poi tornavo a casa, scrivevo recensioni, montavo video, dormivo il minimo sindacale e la mattina dopo ero di nuovo là. Come facevo, non ne ho idea. Ora le cose sono un po’ cambiate, anche perché lì al Parco della Musica ci sono due sale in meno rispetto ai primi anni, anzi tre, contando pure la Santa Cecilia: questo significa meno repliche, meno possibilità di costruirsi un calendario più folto ma anche più comodo. Ma le cose sono cambiate anche perché, come dicono a Cantù Cermenate, “non mi regge più la pompa”: quel che voglio dire è che, prima dell’inizio della Festa, preparo un calendario di proiezioni che ho intenzione di seguire e i propositi sono sempre ottimi. Poi però i giorni vanno avanti, la stanchezza si accumula e comincia a pensare: “Dai, questo film portoricano me lo potrei evitare”, oppure “vabbè ma alla fine questa storia mi interessa davvero?”. Una volta entrata una domanda del genere in testa, è difficile poi tornare indietro, la cosa più facile da fare è andare sul famigerato Boxol e cancellare la prenotazione per quel film. E guadagnare così due-tre ore in più per stare a casa a scrivere, a lavorare, a occuparti della tua vita normale. Ora siamo entrati in quella fase, quella appunto in cui cominci a cercare i trailer dei film che ti restano da vedere per capire se ne vale la pena (a volte, come nel caso del film di ieri, decisamente sì). Non c’è stato bisogno di farsi alcuna domanda però stamattina, né di sentire il bisogno di guardare alcun trailer: alle 8.45 infatti ero puntualmente seduto in sala Sinopoli in attesa dell’inizio della Palma d’Oro di Cannes, It Was Just an Accident di Jafar Panahi, un regista che amo, di cui ho visto tutto quello che avevo modo di vedere. Anche stavolta il regista iraniano gira il film in totale segreto, senza permessi, e anche stavolta realizza qualcosa di stupendo, una riflessione profonda sul ruolo di vittima e carnefice, sull’umanità, sulle conseguenze che ha ogni azione. Il film si apre sull’interno di un’automobile di notte: al volante c’è il padre di una famiglia composta da moglie incinta e una bambina vispa e solare. Improvvisamente l’uomo investe un cane e questo piccolo incidente procurerà un piccolo danno all’auto, che dovrà fermarsi per una riparazione improvvisa. Da qui comincia una serie di eventi che porterà l’uomo ad essere rapito e a circondarsi di aguzzini pronti ad eliminarlo: ma perché? Chi è quest’uomo? Cosa è successo anni prima? Lo scoprirete guardando questo film straordinario: sarà in sala il 6 novembre e non potete assolutamente perdervelo.

    Dopo il film di Panahi decido di tornare a casa, sempre per quel discorso di prima. Cancello la prenotazione per il film portoricano delle 15 (che forse non era neanche tanto male, ma pazienza) e, con il viso vicino alla finestra, osservo la pioggia che cade. Alle 19.30 ho un altro film, ma vale davvero la pena prendere di nuovo l’auto, scendere all’Auditorium, guardarsi un film di cui sai poco o nulla e poi tornare a casa dopo le 22, senza aver mangiato? Davvero: chi ce lo fa fare? Eppure, alle 19.30, eccomi seduto là, al Teatro Studio, in attesa della proiezione. Deve esserci qualcosa che non funziona in noi, noi malati di cinema intendo, qualcosa di irrazionale, che non puoi spiegare. Perché come lo spieghi alle persone tutto questo sbattimento? Sono solo film! O forse no.

    Our Hero Balthazar, esordio di Oscar Boyson, racconta ciò che già sappiamo abbastanza bene: cioè che gli statunitensi, fondamentalmente, sono un popolo di pazzi violenti e ossessionati da armi e social media. Un ragazzo, per far colpo sulla compagna di scuola (che è un’attivista contro le armi), decide di partire da New York verso il Texas per convincere un tipo, con cui aveva avuto alcuni scambi su instagram, a rinunciare al suo proposito di entrare in una scuola e sparare a tutti. L’idea di base, per quanto fuori di testa, non sarebbe neanche male, ma è davvero difficile star dietro a un protagonista così insopportabile. Se il film mi è piaciuto? Così così. Se ne è valsa la pena andarlo a vedere? Decisamente (anche perché seduto alle mie spalle c’era Abel Ferrara!). Con questo stiamo a quota 18 film in una settimana, non c’è male come media: ah, ovviamente 18 film soltanto alla Festa del Cinema, perché altri 3 li ho visti a casa la sera, per non farmi mancare nulla. Sì, lo so, sono solo film. Ma non credo che supereremo mai questa fase.

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    #2025 #auditorium #commenti #consigli #cronache #daVedere #diario #festaDelCinema #racconto #recensione #roma #storie

  5. 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊Ciao Mondo.
    Ma proprio non vuoi leggerlo?

    amzn.eu/d/bCMC4mk

    Sono 2 storie in cui #racconto

    🏊 Di un #atletax, Il #nuotatore del titolo, della sua vita in #piscina e di un bizzarro incontro.

    🧜‍♀️ Alice Casca, avrai notato la citazione da #giannirodari, si parla di #desideri e di come questi possano tramutarsi in maledizioni.

    Costano molto meno di un ☕ e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

    🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊

  6. Il mio ultimo #racconto, uscito su Nazione Indiana, è più una critica alla gamification della realtà che una presa di posizione sulla questione palestinese.
    Mi sono ampiamente ispirato a Ballard e alla sua Mostra delle Atrocità... Un tributo al maestro, diciamo.
    #ballardian #leggere #scrivere #fantascienza

    nazioneindiana.com/2024/10/24/

  7. Omaggio a Pier Paolo Pasolini a quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa

    A quasi mezzo secolo dalla morte – per amor della precisione quarantanove anni – di Pier Paolo Pasolini, ho voluto ricordalo, rendergli omaggio in un modo diverso, forse strano, tanto quanto –spero – originale. Superbamente mi piace pensare alla “sua” maniera. È nato così questo racc

    magozine.it/omaggio-a-pier-pao

    #ArteECultura #Pasolini #Racconto

  8. Vi abbiamo tenuto la sorpresa “in caldo” fino ad ora, ma oggi è tempo di scoprire che il vincitore o la vincitrice del concorso letterario Aliblu si aggiudicherà una #GIFTCARD Mondadori del valore di 50,00 euro, per l’acquisto delle sue prossime letture! 📖 📚

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    #racconto #racconti #scrittura #raccontibrevi #lettura #libri #concorsoletterario #contestletterario #Aliblu #ConcorsoAliblu #scrittori #scrittrici #RaccontiInediti #SFU2025 #Premio #SFU2025

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  12. ADORO IL GENIO - SLACK WYRM

    Quindi, se ti senti solo e hai bisogno di aiuto (e magari di un incendiuccio qua e là) rivolgiti al vecchio Ferragus e come dice il proverbio: chiedi e ti sarà incendiat... ah, non era così?

    #adoroilgenio #28uglio #SlackWyrm #Ferragus #reboot #stregoni #comicart #comics #fumetto #fumetti #fantasy #dracaris🔥 #vignette #fiabe #favole #storie #Draghi #racconti #racconto #pets #fuoco #vita #fame #uccellino #woodstock

  13. Un premio a partecipazione gratuita, con pubblicazione

    Premio nazionale L'Inedito sulle tracce del De Sanctis.
    Il bando per partecipare alla nuova edizione del Premio è al link www.delta3edizioni.com/BANDO_INEDITO_XVII.pdf
    Partecipaz. gratuita. 5 sezioni: Poesia, Romanzo, Racconto, Teatro, Saggio. Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2024 a: [email protected]

    #premiletterari #NONapagamento #poesia #romanzo #racconto #teatro #saggio

  14. Il racconto, tra l'onirico e il metafisico, è ambientato a New York City e vuole essere un tentativo di interpretare quell' atteggiamento contemplativo che a volte mi è sembrato cogliere nei gatti e che credo possa testimoniare una coscienza esistenziale che spesso, nella nostra spocchiosa superiorità di specie, neghiamo agli altri esseri viventi.

    Qui si può leggere per intero.
    kuiry.com/GF/TheCAT.php
    #TheCat #Kuiry #cats #portfolio #graphictales #racconto #grafico #fumetto #comics

  15. ADORO IL GENIO - SLACK WYRM

    Ed eccoci all'ultima puntata di "Arriva Doris": "Doris ti presento David".
    Ora del #cast vi mancano Janet la gallina, LIzardman, Sphynx, Deborah Gorgon e Bugbear ma in definitiva siete pronti per la prima grande avventura... STAY TUNED!

    #adoroilgenio #3luglio #SlackWyrm #Ferragus #reboot #comicart #comics #fumetto #fumetti #fantasy #dracaris🔥 #vignette #fiabe #favole #storie #Draghi #racconti #racconto #duchessa #gelatina #trappola #abbronzatura

  16. ADORO IL GENIO - SLACK WYRM

    Ed eccoci all'ultima puntata di "Arriva Doris": "Doris ti presento David".
    Ora del #cast vi mancano Janet la gallina, LIzardman, Sphynx, Deborah Gorgon e Bugbear ma in definitiva siete pronti per la prima grande avventura... STAY TUNED!

    #adoroilgenio #3luglio #SlackWyrm #Ferragus #reboot #comicart #comics #fumetto #fumetti #fantasy #dracaris🔥 #vignette #fiabe #favole #storie #Draghi #racconti #racconto #duchessa #gelatina #trappola #abbronzatura