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#racconti — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #racconti, aggregated by home.social.

  1. Amava i gatti, amava la letteratura, amava scrivere, amava le persone vere, vere come lui stesso.

    #francescoGuccini #racconti
    @spettacoli

    Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto - Francesco Guccini - Libro - Mondadori - Scrittori italiani e stranieri | IBS ibs.it/matrimonio-funerale-per

  2. Oggi in streaming presentiamo l'antologia di cui vi dicevo--treno permettendo, connessione permettendo, etc etc
    #fantascienzaitaliana #racconti #speculativefiction #solarpunk

  3. Dagli amici di Scheletri.com una raccolta di invasioni aliene

    La Terra è sotto attacco! Scopri ALIENI CATTIVI, antologia con 20 racconti di alieni ostili. Oltre 270 pagine + illustrazioni.
    Ogni racconto è arricchito da un disegno di Alessandro Balestra

    scheletri.com/scheletriebook/a

    #alieni #ebook #scheletri #racconti

  4. Sei un appassionato di fantascienza e vorresti provare a scrivere un racconto?
    Il concorso Aliblu fa per te! 🔥

    Sei un'autrice emergente?
    Il concorso Aliblu fa per te! 🔥

    Sei uno scrittore navigato?
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    Trovi tutte le info nel bando del concorso: stargatefanclub.it/concorso-le 💻

    #concorsoletterario #fantascienza #scifi #letteraturafantascientifica #Aliblu #racconti #raccontibrevi #scrittura #sgf #StargateFanclubItalia

  5. <<Vabbè, io lo so che non sono la reincarnazione di B.P.
    Sono più le cose che salto che quelle che faccio, ma quelle che faccio mi sforzo di farle al meglio.
    >> un nuovo racconto per la Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia #racconti #scautismo #stopomofobia Link al testo nel primo commento

  6. Tra due mesi circa uscirà questa antologia, su cui c'è anche un mio racconto.
    Il tema del solarpunk è affine al fediverso, cercasi idee per diffondere il libro e soprattutto le idee che ci stanno dietro.
    #fantascienzaitaliana #fantascienza #racconti #iampublishing #ESLwriterbackhome

    @libri

  7. ADORO IL GENIO - ADORO IL GENIO

    Résumé + spoiler: la questione di Otho del tesoro non è affatto finita. Ma i temi nei fumetti che hanno per protagonista il nostro adorato drago fanno giri immensi e poi...

    #adoroilgenio #25aprile #SlackWyrm #Ferragus #reboot #comics #fumetto #fumetti #fantasy #drago #Draghi #dracaris🔥 #vignettedivertenti #Vignette #fuoco #meme #avventura #lovecraft #meme #memeonomicon #racconti #favole #fiabe #supercazzola

  8. Aspettando l'estinzione umana @aspettandolestinzioneumana.wordpress.com@aspettandolestinzioneumana.wordpress.com ·

    Sentivo la calda pelle delle sue cosce amalgamarsi con quella dei miei polpastrelli: forse le aveva depilate da poco, perché al tatto erano incredibilmente lisce. Gemeva di piacere, pregustando l’attimo in cui avrei penetrato il suo bocciolo rosa prima con le dita e, dopo averla adeguatamente lubrificata, con il mio virile membro.
    «Sei tutto mio, continua…», mi disse, riuscendo a malapena a controllare i propri gemiti di piacere.
    E io continuai senza farmi pregare. Feci scorrere le dita verso l’alto, dirigendole all’esterno delle gambe. Arrivai fino al ventre, scesi giù di qualche centimetro e mi concentrai sul pube, anch’esso depilato e levigato come quello di un’acerba ninfetta.
    «Non fermarti… Continua… Vai più giù… Aprimi in due…», m’implorò con una voce strozzata dal desiderio carnale di essere posseduta.
    Afferrò la mia mano con violenza, quasi martoriandola con le proprie unghie, poi la spinse fin sopra al clitoride. Sentivo il suo libidinoso antro di carne bagnarsi al contatto con le mie dita.
    Non resistetti un secondo di più: dopo averle dato un bacio sulle labbra superiori, mi diressi su quelle inferiori, ansioso di pregustare il suo caldo nettare. La leccai tutta, l’allargai con la lingua e la penetrai frizionandola con una passione tale da farla giungere all’orgasmo ancora prima che potesse accogliere il mio pene.
    «Cosa aspetti? Sei già stanco? Forse non ti eccito abbastanza? Sei gay?», mi disse provocandomi con un sorriso malizioso, mentre con la mano stringeva la punta della mia lancia.
    Giunse il momento tanto atteso: i nostri corpi su unirono, si fusero in uno solo. Cuori e menti divennero una cosa sola. Penetrai il suo corpo e la sua anima che, ai miei occhi, appariva ancora linda e immacolata.
    Sentii le sue mani adagiarsi sulla mia schiena. Mi graffiò con irruenza e mi attirò ancora di più a sé. I peli del mio petto le sfiorarono i capezzoli, i quali dovevano essere ipersensibili, dal momento che emise un grido di piacere tale da accrescere la mia erezione.
    Dentro di lei un lago di lussuria mi stava avvolgendo tutto. Sentivo che mi stava risucchiando e, sebbene cercassi di mantenere il ruolo di dominatore, era lei a dettare il ritmo: avanti forte, indietro, avanti ancora più forte, indietro, avanti fino a sventrarla.
    Gridava, godeva, ansimava. Ci baciammo sulle labbra, le nostre lingue si scambiarono reciprocamente fluidi densi di piacere. Avevamo entrambi gli occhi chiusi, perché nessuno di noi due si sentiva degno di poter essere testimone oculare di quell’Eden paradisiaco posatosi su suolo mortale. Temevamo che, se l’avessimo fatto, l’incantesimo sarebbe svanito.
    Dopo qualche altro movimento del bacino, il mio seme schizzò fuori da me e la inondò tutta. Lei ricambiò donandomi una rovente cascata di bramosia.
    «Ti amo…», le sussurrai.
    «Ti amo…», mi rispose.
    Mi spostai e mi misi al suo fianco. Lei si girò, appoggiò la propria schiena sul mio petto e lasciò che l’abbracciassi stretta. Avevamo i corpi caldi, ma sentimmo il bisogno di barattare quello in nostro possesso per riceverne altro in cambio.
    «È stato bellissimo, Antonio…», disse avvicinandosi ancora di più a me.
    Temendo di aver equivocato le chiesi di ripetere, ma ottenni la stessa risposta. Pur essendoci rimasto male, mantenni il sangue freddo:
    «Non mi chiamo Antonio…».
    Lei si scostò di scatto, come se un cappio sorretto da un invisibile boia l’avesse trascinata via con forza da me. Balbettò qualcosa che non capii del tutto, ma il sospetto di non trovarmi in una situazione gradevole fu l’avvisaglia della tempesta:
    «Non sei Antonio? Che guaio… Sei Michele? No, con lui sono stata ieri. Andrea? Marco? Claudio? Sergio? Paolo? Tommaso? Fermami, quando pronuncio quello giusto…».

    da Penetranti pensieri

    L’Umano

    https://aspettandolestinzioneumana.wordpress.com/2024/02/15/sussurra-il-mio-nome-vm18/

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