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#racconti — Public Fediverse posts

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  1. La Tabula Rogeriana

    Si tratta di un mappamondo in 70 fogli realizzato dal geografo e viaggiatore arabo Muhammad al-Idrisi.

    La straordinaria carta geografica è un allegato del cosiddetto Libro di re Ruggero, un’opera commissionata ad Al-Idrisi da Ruggero II di Sicilia e su cui il geografo lavorò per quindici anni, interrogando viaggiatori esperti sulle loro conoscenze del mondo.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=la-tabula-rogeriana-il-mappamondo-del-1154-di-muhammad-al-idrisi-per-re-ruggero-ii-di-sicilia-fd7f53

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #floklore #leggende #racconti #libri #viaggi #geografica #arabi #normanni #fediphoto #fediverso

  2. Posso finalmente svelare di essere uno dei 10 finalisti del Trofeo Rill di quest'anno! (Wow, me lo tenevo dentro da quanto? Un mese?)

    Nell'eBook con la raccolta dei racconti finalisti troverete il mio #horror "Miele per le loro bocche".

    Più info a

    rill.it/aspettando-mondi-incan

    #libri #racconti #fantasy @cultura

  3. Palermo nel 1184 attraverso gli occhi di Ibn Jubayr, meraviglia, contraddizioni e splendori di una capitale normanna.

    Nel dicembre del 1184 Palermo appariva agli occhi di un viaggiatore venuto da lontano come una città sospesa tra mondi diversi. Ibn Jubayr, pellegrino andaluso di ritorno dalla Mecca, vi giunse dopo aver attraversato il Mediterraneo e dopo essere sopravvissuto a un terribile naufragio nello Stretto di Messina.

    Quello che trovò non fu soltanto un rifugio dopo la tempesta, ma una città capace di sorprenderlo a ogni passo: Palermo, capitale del regno normanno di Guglielmo II, dove lingue, religioni, architetture e tradizioni convivevano in un intreccio ancora oggi straordinario.

    https://web.palermo.nohost.me/write/leggi.php?page=palermo-nel-1184-attraverso-gli-occhi-di-ibn-jubayr-meraviglia-contraddizioni-e-splendori-di-una-capitale-normanna-20899d

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #floklore #leggende #racconti #libri #viaggi #fediphoto #fediverso

  4. Un anno fa nasceva Amedeo Triste. 🍕
    Il minestrone feriale pesa sulla routine, ma la pizza restituisce la vera leggerezza al cuore.
    Stasera a cosa vi affidate: Margherita o Diavola? 🍺
    #racconti #taccuinodiracconti #scrittura

    desideriorosso.altervista.org/

  5. Tra colleghi pignoli e lodi fasulle, a volte l'unica vera via d'uscita è accartocciare il giudizio altrui e riprendersi la propria libertà. 🦅✨ Leggi il racconto di Amedeo e del suo riscatto! #ScritturaCreativa #VitaScolastica #Libertà #Racconti

    desideriorosso.altervista.org/

  6. Amava i gatti, amava la letteratura, amava scrivere, amava le persone vere, vere come lui stesso.

    #francescoGuccini #racconti
    @spettacoli

    Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto - Francesco Guccini - Libro - Mondadori - Scrittori italiani e stranieri | IBS ibs.it/matrimonio-funerale-per

  7. Cosa prende?

    La campanella appesa alla porta suonò insicura. Una piccola crepa rendeva il suono vuoto, spezzato.Il negozio era poco illuminato e l'odore all'interno piuttosto pungente.Al bancone non c'era nessuno, ma non appena la porta si chiuse, una voce roca e anziana giunse dal retro:«Arrivo, arrivo. Sei tu Carletto? Sarà meglio che tu non mi abbia portato un'altra fregatura come l'ultima…

    mannivu.wordpress.com/2026/07/

    #racconti #fantascienza

  8. Cosa prende?

    La campanella appesa alla porta suonò insicura. Una piccola crepa rendeva il suono vuoto, spezzato.
    Il negozio era poco illuminato e l’odore all’interno piuttosto pungente.
    Al bancone non c’era nessuno, ma non appena la porta si chiuse, una voce roca e anziana giunse dal retro:
    «Arrivo, arrivo. Sei tu Carletto? Sarà meglio che tu non mi abbia portato un’altra fregatura come l’ultima
    volta. Ho fatto davvero fatica a piazzare quell’animale.»
    Il vecchio proprietario arrivò trascinando le pantofole sul pavimento. Quando alzò la testa per guardare
    chi fosse entrato, sgranò gli occhi per la sorpresa.
    «Lei non è Carletto.»
    «Non ho idea di chi sia Carletto, ma no, non sono lui.»
    «Ero convinto… Beh, non importa. Che cosa vuole?»
    «Ho letto sull’insegna qui fuori che questo è un negozio di animali, giusto?»
    «Sì, esatto. È un bravo lettore, dopotutto.»
    «Sì» rispose il cliente con indecisione.
    «Mi scusi. Uso il sarcasmo come forma di difesa di fronte all’imbarazzo. Mia moglie mi ha sempre detto
    che mi avrebbe portato guai. Ma tra i due, quello ancora vivo sono io, non tu, cara Elena» disse guardando
    verso l’alto.
    I due uomini si fissarono mentre tra loro scendeva un silenzio imbarazzante.
    «Dunque…» riprese il cliente.
    «Ah, sì. Gli animali! Mi perdoni» si scusò il vecchio «tengo le luci basse perché la l’elettricità costa e gli
    affari non vanno benissimo. Un momento.»
    L’anziano uomo si diresse di nuovo nel retro e dopo un attimo le luci del negozio si accesero mostrando
    decine di gabbie e acquari. Gli animali all’interno, risvegliati di soprassalto, si agitarono e iniziarono a
    correre in presa alla paura. Il piccolo negozio si riempì di versi e grida cacofoniche.
    «Silenzio! Silenzio!» urlò il vecchio battendo un bastone nodoso sul bancone.
    Gli animali, obbedienti, si fermarono e fissarono il cliente.
    «Cercava qualcosa in particolare?»
    «Non saprei. Vorrei fare un regalo a mia figlia, ma è una bambina particolare. Non ama particolarmente
    gatti o cani. Ma mia moglie mi ha implorato di non portare a casa né topi né criceti, perché odia quegli
    animali.»
    «Capisco. Forse un pappagallo?»
    «No, direi di no. Tutte le volte che andiamo allo zoo c’è sempre una gran puzza nelle gabbie dei
    pappagalli. E mio figlio è adolescente, sicuramente non perderebbe occasione per insegnargli qualche
    parolaccia.»
    Il vecchio assunse un’espressione pensierosa e cupa.
    «Forse ho qualcosa per lei. È qualcosa di particolare, ma potrebbe essere adatto. Mi lasci solo…»
    Il vecchio trascinò le pantofole fino all’ingresso del negozio. Guardò fuori guardingo, voltò il cartello
    appeso al vetro su “Chiuso” e abbassò le veneziane.
    «Prego, mi segua.»
    Con lentezza, il cliente seguì l’anziano nel retro del negozio. I due uscirono in un piccolo cortile e si
    avviarono verso un capanno in cemento. Il vecchio infilò una chiave nella toppa della porta e si bloccò.
    «Quando entreremo qui dentro vedrà delle cose. Quando usciremo dovrà dimenticare tutto quello che ha
    visto qui dentro. Se decidesse di acquistare qualcosa non dovrà mai dire dove lo ha acquistato. Ha
    capito?»
    La voce sicura e autoritaria del vecchio prese alla sprovvista il cliente.
    «Ha capito?» ripeté il vecchio quasi urlando.
    «Ho… Ho capito.»
    «Molto bene.»
    Il vecchio girò la chiave nella toppa.
    L’interno del capanno fu buio fino a che il vecchio non tirò una piccola cordicella in metallo. Una
    lampadina a incandescenza illuminò l’ambiente rivelando alcune scatole di legno con diverse iscrizioni
    ormai illeggibili.
    Il vecchio prese una scatola e la portò al cliente.
    «Credo che questi possano andare» disse inclinando la scatola in modo che l’uomo potesse guardarci
    dentro.
    L’uomo vide una decine di piccole creature apparente viscide di colore nero con striature azzurre
    fluorescenti, che non riusciva a ricondurre a nulla che avesse già visto in precedenza.
    «Cosa sono queste… cose?»
    «Non lo so, in realtà. So come sono arrivate, ma preferisco non dirglielo. Se non sa, non può mentire.»
    «Mentire?»
    «Sì, sa… Nel caso venga beccato.»
    «È illegale possedere questi cosi?»
    «Illegale è una parola forte» rispose il vecchio sulla difensiva. «Diciamo che non c’è alcuna legislazione
    sul possesso di questi cosi. E di tutto quello che è dentro questa stanza, se è per quello.»
    Il cliente si accigliò. Aveva bisogno di comprare qualcosa per sua figlia che di sicuro non si sarebbe
    accontentata di un semplice cane o gatto, serviva qualcosa di molto particolare. Aveva pensato a qualche
    animale esotico, prima di entrare nel negozio, in effetti, ma ora c’era di mezzo anche qualche possibile
    grana legale se fosse stato scoperto.
    Il vecchio iniziava a spazientirsi per il silenzio del cliente.
    «Allora? Che ha deciso? Ne vuole uno oppure no?»
    Il cliente, richiamato alla realtà dai suoi pensieri, rispose d’istinto: «Sì, me ne dia uno.»
    «Molto bene» rispose soddisfatto il vecchio.

    «A tavola! Lavatevi le mani prima di venire qui!»
    Al centro del tavolo rotondo la teglia di lasagne era molto invitante.
    «Elsa!» urlò la mamma quando si voltò «quante volte ti ho detto di non portare a tavola quella specie di
    ramarro?!»
    «Mamma! Il Sergente non è un ramarro e sai benissimo che non dà alcuno fastidio quando mangiamo!»
    «Non lo dico perché mi da fastidio, ma perché mi fa schifo! Pensavo di aver chiaramente con tuo padre
    quando era andato al negozio» disse lanciando uno sguardo arrabbiato al marito.
    «Tesoro. Tu avevi parlato di topi e criceti. Questo… coso… non è né un topo né un criceto, non lamentarti
    con me se le tue istruzioni erano chiare.»
    La donna sbuffò, troppo irritata per rispondere al marito.
    Al tavolo arrivò anche il figlio maggiore.
    «Alla buon ora! Stavamo per iniziare senza di te!»
    «Perdonami mamma, ma al telegiornale parlavano del negozio di animali in centro.»
    «Il negozio in centro?»
    «Sì papà, pare che il proprietario sia stato arrestato.»
    «Scusatemi.»
    «Dove vai caro? È ora di cenare, non puoi alzarti dal tavolo.»
    L’uomo si diresse verso la TV senza rispondere alla moglie e accese l’apparecchio.
    “…l’uomo è accusato di importazione illegale di animali esotici e della produzione di organismi
    geneticamente modificati” diceva una voce fuori campo mentre passavano riprese delle scatole di legno
    che l’uomo aveva visto solo una settimana prima nel capanno. “La polizia sta controllando i registri
    contabili per rintracciare eventuali clienti che hanno acquistato questi animali potenzialmente pericolosi.”
    In lontananza, l’uomo sentì lo squillo del telefono ma non si mosse, come pietrificato.
    Fu sua moglie a portargli il telefono.
    «Caro, è la polizia al telefono. Cos’è successo?» chiese preoccupata.
    «Uh? Niente, niente. Non preoccuparti, è tutto a posto. Vai pure a mangiare e tranquillizza i ragazzi.»
    «Pronto?»
    «Buonasera signor Fedri, sono il capitano Poleri del comando di polizia. Ci risulta che di recente, una
    settimana fa circa, sei ha fatto un acquisto al negozio di animali in centro. È corretto?»
    «Io… Sì, è vero.»
    «Bene, la ringrazio per la sincerità. Voglio rassicurarla che non è in alcun modo indagato che avrà
    problemi con la legge, ma la devo avvisare che un’unità speciale sta per arrivare a casa sua per prendere
    in carico l’animale che lei ha acquistato per sequestrarlo.»
    «Sì, sì. Capisco.»
    Il signor Fedri riagganciò la cornetta all’apparecchio e rientrò in sala da pranzo cercando di mantenere il controllo.
    «Caro, cosa succede?» chiese sua moglie.
    «Uh? Niente, niente…» rispose distratto.
    «Cosa voleva la polizia?»
    «Oh, quello? Nulla, avevano sbagliato persona. Un’omonimia. Dov’è ora Il Sergente?»
    «È qui, sulla mia sedia, papà» rispose la figlia.
    «Elsa, potresti portarlo in camera tua? E Dennis, vai con lei, per favore.»
    I due bambini si scambiarono uno sguardo perplesso e andarono in camera da letto.
    «Cosa succede, caro? C’entra quel… quel… ramarro?»
    Il signor Fedri sbuffò, rammollendosi sulla sedia.
    «Sì. Una squadra della polizia sta venendo a sequestrarlo. Pare che sia una specie illegale o qualcosa del genere.»
    «Oh, Elsa non lo lascerà andare tanto facilmente.»
    «Sono d’accordo. Ormai c’è affezionata.»
    Sparecchiarono la tavola in silenzio, aspettando l’inevitabile suono del campanello.

    La polizia arrivò alla porta una ventina di minuti dopo. I signori Fedri erano seduti sul divano, con indosso dei vestiti puliti. I due bambini e Il Sergente non erano ancora usciti dalla camera da letto.
    «Buonasera agenti» li accolse il signor Fedri. La moglie non parlava, per non far vedere che già stava piangendo.
    «Buonasera, signori Fedri. Immagino che il mio capo vi abbia già informato di tutto.»
    «Sì. A tal proposito, mi chiedevo se si potesse fare un’eccezione. Sa, mia figlia si è affezionata all’animale e la separazione la renderebbe molto triste.»
    «Lo capisco, signor Fedri, ma quello è un’animale potenzialmente pericoloso.»
    «Suvvia, quel cosino di pochi centimetri? Pericoloso? Non posso vedere come.»
    «Ed è meglio che non lo sappia.»
    L’agente fece segno con la testa ai suoi due colleghi di entrare forzatamente nella casa.
    Il signor Fedri, preso in contropiede, ricevette una leggera spallata e barcollò.
    «Dove si trova l’animale?»
    «La prego? Non potreste far finta di nulla?»
    «Sua figlia si è affezionata a lui, giusto?» chiede l’agente, ignorando le domande dell’uomo. Si guardò intorno e poi indicò con un dito il corridoio. Avanzò, mentre gli altri agenti lo seguivano in silenzio.
    «Vi prego!» disse la signora Fedri, mettendosi davanti all’ingresso del corridoio. Le guance erano piene di trucco, colato per le lacrime che le rigavano il viso. «Vi prego, non spaventate i miei figli.»
    «Si faccia da parte» disse l’agente, alzando un manganello.
    «Tesoro, vieni qui» disse il signor Fedri prendendo delicatamente la moglie per le spalle.
    Gli agenti avanzavano aprendo violentemente le porte.
    Giunti alla porta della cameretta di Elsa, videro una strana luce arancione filtrare da sotto la porta. Quando la aprirono, video tre giovani ragazzi seduti sul letto.
    «Buonasera, ragazzi. Stiamo cercando l’animale che vostro padre ha portato a casa qualche giorno fa.»
    «Oh, Il Sergente è fuggito poco fa. Ha sentito tutto questo chiasso, si è spaventato è scappato dalle mani di mia sorella ed è scappato dalla finestra aperta» rispose il ragazzo seduto al centro, indicando la finestra dietro di lui.
    L’agente si avvicinò dubbioso alla finestra. Prese il fucile e lo puntò fuori, cercando di intravedere l’animale correre sul prato della casa, troppo buio per poter scorgere qualcosa in realtà.
    «Quali sono i vostri nomi?»
    «Elsa.»
    «Dennis.»
    «Sergio.»
    I signori Fedri apparvero sulla porta con un’aria sconvolta.
    «Il Sergente…» sussurrò il signor Fedri.
    «Come?» chiese uno dei poliziotti.
    «Nulla, nulla.»
    Gli agenti ispezionarono la camera, ribaltando ogni cosa.
    «Come potete vedere, i miei figli dicevano la verità. L’animale è fuggito.»
    «Così sembrerebbe.» rispose l’agente. «La avverto, signor Fedri: tenere quell’animale è pericoloso. Non sa cosa è capace di fare.»
    «Dato che non è più di mia proprietà, penso che la cosa non sia più un mio problema. E anche voi non avete diritto di restare qui, dato che quell’animale non è più qui.»
    L’agente sbuffò, salutò la famiglia e uscì dalla casa facendo rapporto alla radio.
    «Elsa, che cosa è successo?» chiese il signor Fedri, non appena ebbe chiuso la porta.
    «Non lo so, papà. Quando i poliziotti stavano per aprire la porta, ho visto una forte luce arancione e un attimo dopo al posto del Sergente c’era questo ragazzo.»
    La famiglia guardò il giovane che fino a poco tempo prima era stato un essere lungo qualche centimetro.
    «Un mutaforma, come quelli dei fumetti!» esclamò Denis.
    Sergio sorrise e un nuovo fulmine arancione lo riportò alla sua forma animale.
    «Fantastico!» esclamò Elsa.
    «Terrificante» le rispose sua madre.

    Alla fine si tramuta in un ragazzo che finge di essere il figlio dell’acquirente

    #fantascienza #Racconti
  9. Oggi in streaming presentiamo l'antologia di cui vi dicevo--treno permettendo, connessione permettendo, etc etc
    #fantascienzaitaliana #racconti #speculativefiction #solarpunk

  10. Dagli amici di Scheletri.com una raccolta di invasioni aliene

    La Terra è sotto attacco! Scopri ALIENI CATTIVI, antologia con 20 racconti di alieni ostili. Oltre 270 pagine + illustrazioni.
    Ogni racconto è arricchito da un disegno di Alessandro Balestra

    scheletri.com/scheletriebook/a

    #alieni #ebook #scheletri #racconti

  11. Se potessi cenare con un filosofo qualsiasi, chi sceglieresti? Amedeo, bidello precario, ha scelto il falegname di Nazareth, sognando di offrirgli una pizza margherita fatta in casa. E voi? 🍕✨ #Racconti #Filosofia #WordPress Prompt

    desideriorosso.altervista.org/

  12. Sei un appassionato di fantascienza e vorresti provare a scrivere un racconto?
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    #concorsoletterario #fantascienza #scifi #letteraturafantascientifica #Aliblu #racconti #raccontibrevi #scrittura #sgf #StargateFanclubItalia

  13. <<Vabbè, io lo so che non sono la reincarnazione di B.P.
    Sono più le cose che salto che quelle che faccio, ma quelle che faccio mi sforzo di farle al meglio.
    >> un nuovo racconto per la Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia #racconti #scautismo #stopomofobia Link al testo nel primo commento

  14. Chi fosse interessato, mi troverà sabato al padiglione di NPS Edizioni per il firmacopie.
    #racconti #librifantasyitaliani #SaloneDelLibroTorino

  15. 666 storie del terrore. 666 autori in una sola antologia. Perché il diavolo fa le pentole, ma Delos i coperchi!

    Sono stati profanati gli antri oscuri dell’horror, del dark e del weird, mettendo insieme una raccolta di 666 opere di narrativa, poesia e illustrazione del terrore!
    L

    Il mio racconto è un retelling di Biancaneve e parla di invidia tra sorelle, occulto e corruzione morale. Il tutto in 666 caratteri.

    #LibriHorror #horror #retelling #fiabe #racconti

  16. Tra due mesi circa uscirà questa antologia, su cui c'è anche un mio racconto.
    Il tema del solarpunk è affine al fediverso, cercasi idee per diffondere il libro e soprattutto le idee che ci stanno dietro.
    #fantascienzaitaliana #fantascienza #racconti #iampublishing #ESLwriterbackhome

    @libri

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