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#scrittori — Public Fediverse posts

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  1. “Avevo scoperto che non potevo avere figli, così nasce Geronimo Stilton. Umberto Eco mi disse ‘lei ha capito una grande verità, cioè che gli animali battono sempre gli umani'”: parla Elisabetta Dami

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  3. #scrittori
    Questo è il tipo di marketing che dovete immaginare per i vostri libri.

    Una narrazione che è già essa stessa una storia e che travalica la dimensione libro per diventare viva essa stessa e indipendente dal libro.
    Il libro è solo un elemento della narrazione, un elemento persino marginale della narrazione.
    Il contesto è quello che conta, la curiosità, l'engagement per la storia narrata dal marketing e non per las storia raccontata dal libro.

    quotidianopiemontese.it/2026/0

  4. Quando scrivere un libro diventa una prova forense

    Tempo di lettura: 8 minuti

    Il caso Jerry Falade ha trasformato in psicodramma pubblico una tensione che da mesi attraversa l’editoria anglosassone: quanta AI può entrare nella scrittura di un libro prima che l’autore smetta, agli occhi dell’industria prima ancora che dei lettori, di esserne davvero l’autore? E soprattutto: chi decide dove passa il confine, con quali prove e con quale margine d’errore?

    Il detonatore è stato il romanzo d’esordio di Falade, un crime conteso da quattordici editori. In un primo momento l’opera aveva convinto Europa Content, una boutique di gestione e produzione letteraria di Brooklyn, a dare fiducia a Falade. Tanto che l’agente Marc Gerald era volato a Dallas, dove il giovane frequenta la Southern Methodist University (Texas), per incontrarlo. «Bastava leggere la lettera di presentazione e il primo capitolo per capire che era davvero un libro fantastico», ha spiegato Gerald. Il testo, in poco tempo, era arrivato agli editori e anche a dei produttori, già proiettati verso un adattamento cinematografico. L’asta per tra le case editrici se l’era aggiudicata Minotaur Books, che secondo le testate di settore aveva firmato un accordo per due libri da due milioni di dollari; Harper Collins, invece, aveva vinto i diritti per il mercato britannico.
    A ritirarlo dal commercio sono stati gli stessi agenti che lo avevano rappresentato, rinunciando a una commissione stimata intorno ai 300 mila dollari. I rapporti di lavoro con il giovane sono stati interrotti e l’uscita del romanzo, programmata per il 2028, sospesa. La motivazione è singolare e dice molto del clima attuale: gli agenti sostengono di non riuscire più ad «autenticare» il modo in cui il manoscritto si sarebbe evoluto dall’origine alla versione finale, dubitando che sia stato scritto interamente attraverso la creatività e l’ingegno umano. Durante la vendita avevano chiesto all’autore se avesse utilizzato AI nella scrittura o nell’editing e si erano fidati della sua risposta negativa. Ora dichiarano di non poter più sostenerla.

    Falade nega tutto, ha affidato il caso a un avvocato e ha pubblicato messaggi e materiali risalenti al 2021, precedenti all’avvento di ChatGPT, per documentare la genesi del romanzo. Ha inoltre sollevato una questione razziale: tre autori neri che avevano ottenuto importanti contratti editoriali sarebbero stati coinvolti solo quest’anno in controversie legate a sospetti di AI, mentre scrittori bianchi che ammettono pubblicamente di utilizzarla nel proprio processo creativo continuerebbero a lavorare senza conseguenze analoghe.

    Il caso si inserisce in una sequenza ormai abbastanza lunga da produrre panico. Prima di Falade erano esplose le polemiche su Shy Girl di Mia Ballard, ritirato dalla pubblicazione, e su Daggermouth di H.M. Wolfe, passato dall’autopubblicazione a un accordo a sette cifre con Simon & Schuster malgrado un’analisi di Pangram avesse attribuito al testo una probabilità del 60% di contenere materiale generato dall’AI. Secondo Lincoln Michel (autore, editor e docente di scrittura narrativa presso il Sarah Lawrence College e la Columbia University), inoltre, diversi editori avrebbero già fatto ritirare o riscrivere libri per l’uso di modelli linguistici senza che i casi diventassero pubblici. Ciò che emerge sui giornali sarebbe quindi soltanto la superficie.

    Un’intervista a Kathleen Schmidt (presidente di KMSPR, un’agenzia specializzata in strategia, marketing, pubbliche relazioni e branding che opera a fianco di autori, editori e soggetti legati al mondo dell’editoria), Lincoln Michel e John Paul Brammer (autore e columnist) restituisce l’immagine di un’industria impreparata, quasi priva di procedure condivise. Nell’editoria tradizionale non esiste un vero sistema di fact-checking dei manoscritti e, soprattutto, non esiste ancora un protocollo uniforme per accertare l’impiego dell’AI. La valutazione resta affidata in buona parte all’esperienza di agenti ed editor, alla lettura e all’intuizione. Il fatto che quattordici editor abbiano letto e desiderato il romanzo di Falade prima che qualcuno sollevasse dubbi crea perciò un secondo scandalo dentro il primo: se il testo presentava davvero evidenti “tracce” di AI, come hanno potuto sfuggire a così tanti professionisti?

    Brammer individua qui una questione più profonda della tecnologia. L’AI starebbe mettendo a nudo una crisi della cultura letteraria e della capacità critica di chi dovrebbe selezionare i testi. Se racconti forse prodotti o pesantemente assistiti da LLM riescono a vincere premi, entrare in antologie prestigiose o scatenare aste milionarie, il problema riguarda anche il gusto e la qualità della lettura professionale. L’AI possiede già, secondo lui, tic riconoscibili: una predilezione per certe costruzioni, per metafore prevedibili, per un animismo un po’ stucchevole — «la panchina che osserva», «la roccia che ricorda» — che dovrebbe mettere in allarme un lettore esperto.

    E tuttavia proprio qui nasce la parte più inquietante dello psicodramma. I detector non sono affidabili al cento per cento. Pangram, diventato uno degli strumenti più citati, può produrre falsi positivi. Schmidt considera particolarmente pericoloso che uno strumento del genere sia accessibile a chiunque: basta sottoporgli il testo di uno scrittore, ottenere un risultato sospetto e pubblicarlo sui social perché parta un processo sommario. In un ambiente competitivo, attraversato da rivalità, invidia e caccia al clic, l’accusa di «scrivere con l’AI» rischia di diventare una nuova arma reputazionale.
    Peraltro è già successo qualcosa di simile. Brammer racconta di aver visto sui social persone condividere saggi altrui con commenti del tipo «sembra AI». Schmidt riceve perfino risposte da giornalisti che le chiedono se i comunicati che invia siano stati scritti da un LLM. Da qui una conseguenza quasi grottesca: gli autori cominciano a sentire la necessità di conservare prove della propria innocenza. Appunti, bozze, versioni successive, messaggi, documenti datati. Schmidt, che sta per iniziare un libro, dichiara esplicitamente che conserverà tutto.

    «Authors need their receipts»: agli scrittori servono le ricevute.

    La scrittura entra così in una sorta di regime di tracciabilità preventiva. L’autore del prossimo futuro potrebbe dover dimostrare di avere scritto davvero il proprio libro, illustrando il processo che ha condotto alla sua realizzazione. È un rovesciamento culturale enorme: fino a pochi anni fa il manoscritto era considerato la prova d’autore; oggi rischia di diventare soltanto un indizio, mentre la paternità deve essere certificata attraverso la sua genealogia — o comunque in altro modo.

    La collaborazione fra Substack e Pangram accentua ulteriormente questa atmosfera. Brammer racconta di essersi immediatamente chiesto che cosa accadrebbe se il detector classificasse come artificiale un suo testo scritto interamente da lui. Il problema, osserva, va oltre l’eventuale falsa accusa: agli scrittori che non usano AI viene implicitamente chiesto di definire la propria identità in opposizione all’AI, di parlarne continuamente, di difendersi, magari perfino di modificare il proprio stile per evitare di sembrare una macchina. L’ombra del sospetto comincia così a interferire con la scrittura stessa.

    Su un punto i tre intervistati convergono: la parola “AI” è diventata troppo generica. Esiste una differenza enorme fra usare un modello come correttore ortografico, fargli organizzare appunti, utilizzarlo per ricerche o attività amministrative e chiedergli di produrre un romanzo intero in quarantacinque minuti. Considerare equivalenti queste pratiche rende impossibile qualsiasi discussione sensata.

    Michel immagina quindi la nascita di “standard di integrità artistica”: alcune forme di assistenza saranno considerate normali, altre incompatibili con l’autorialità. Schmidt chiede che gli editori stabiliscano regole comuni, perché oggi ogni casa editrice sembra procedere per conto proprio. La contraddizione più evidente è che gli stessi editori stanno già introducendo AI nei propri processi interni — marketing, pubblicità, amministrazione, ricerca — mentre pretendono dagli autori una purezza che ancora non sanno definire.

    Il problema centrale, per tutti, è la trasparenza. Michel sostiene che gran parte degli scandali sparirebbe se chi usa in modo sostanziale un LLM lo dichiarasse. Il pubblico potrebbe decidere se acquistare o meno il libro. Il conflitto nasce perché molti autori preferiscono nascondere l’impiego dell’AI, sapendo che una parte consistente dei lettori continua a rifiutare opere generate artificialmente.

    Chi giudica il giudice?

    Il punto più interessante non è nemmeno l’AI. È l’epistemologia. Cioè: come facciamo a sapere che una certa affermazione è vera? Ed è qui che il dibattito sta mostrando una fragilità enorme.
    Prendiamo Pangram. Tutti ne parlano come se fosse un etilometro o un test del DNA. Ma non è né l’uno né l’altro. Un detector di AI, oggi, non osserva il processo con cui un testo è stato scritto. Osserva solo il prodotto finale. E da quel prodotto cerca di inferire il processo che l’ha generato.
    È una differenza gigantesca. Immaginiamo due quadri identici. Uno è stato dipinto da un pittore. L’altro è stato stampato da una macchina. Se io vedo solo il quadro, non posso sapere con certezza quale dei due processi l’abbia prodotto. Posso formulare un’ipotesi, non una dimostrazione.
    A questo punto entra in gioco un problema che in statistica è noto da sempre: un classificatore produce una probabilità, non una verità. Se Pangram dice: «92% AI», non sta dicendo: «Questo testo è stato scritto dall’AI». Sta dicendo qualcosa di molto diverso: «Questo testo assomiglia molto [92%] ai testi che il nostro modello associa alla produzione AI». Sono due cose totalmente differenti.
    Pangram è addestrato su un certo dataset. Con certe scelte. Con certe definizioni. Con certi pesi. Con certi bias. Con certi errori. Se domani costruissi un detector diverso, addestrato con dati differenti, potrei ottenere risultati completamente diversi. Lo vediamo già oggi: in realtà esistono decine di detector. GPTZero. Originality. Copyleaks. Winston AI. ZeroGPT. Sapling. Writer. Crossplag. Nella stragrande maggioranza dei casi non sono d’accordo fra loro — anzi! Ci sono esempi celebri di testi che un detector classifica come “100% AI” e un altro come “100% umano”. Questo dovrebbe già bastare a impedirne l’uso come prova.
    Non servirebbero altri Pangram, decine di Pangram, prima di emettere giudizi su un testo. Nemmeno milioni di Pangram risolverebbero il problema. Perché tutti condividono lo stesso limite fondamentale. Stanno tentando di ricostruire una causa osservandone soltanto l’effetto. È un po’ come cercare di capire se un mobile IKEA è stato montato da un falegname o da un pensionato osservando soltanto il mobile finito. Se è montato bene, non puoi saperlo.
    La soluzione, se mai arriverà, probabilmente non sarà nella rilevazione del testo. Sarà nella tracciabilità del processo. Versioni successive. Cronologia delle modifiche. Bozze. Timestamp. Repository. Metadati. È interessante che Kathleen Schmidt dica: «Gli autori dovranno conservare le ricevute». Perché, inconsapevolmente, sta già spostando il problema dal prodotto al processo.

    C’è poi un paradosso che, leggendo tutta l’intervista a Kathleen Schmidt, Lincoln Michel e John Paul Brammer, rimane in testa. Gli intervistati sembrano dare per scontato che l’obiettivo sia individuare chi usa l’AI. Ma siamo sicuri che sia questo il vero problema?
    Se un autore scrive un saggio interamente da solo, ma produce un testo mediocre, mentre un altro autore usa ChatGPT come consulente, verifica fonti, suggeritore di alternative lessicali e poi riscrive ogni frase fino a renderla sua, davvero il primo è superiore al secondo, quantomeno moralmente?
    Il discrimine non è aver usato o non aver usato l’AI. Il discrimine è “chi ha pensato”. Chi ha costruito l’argomentazione. Chi ha fatto le scelte. Chi si assume la responsabilità intellettuale del testo. Perché, alla fine, la scrittura non è una sequenza di parole. È un processo cognitivo. Se quel processo resta umano, gli strumenti impiegati lungo il percorso sono una questione secondaria.
    È anche per questo che è un po’ surreale l’idea di affidare il giudizio finale a Pangram. Sarebbe come pretendere di stabilire se un matematico abbia davvero dimostrato un teorema guardando soltanto la calligrafia con cui ha scritto le formule. Il punto decisivo non è la forma delle frasi: è il percorso mentale che le ha generate.

    Dietro il dibattito sull’autenticità si intravede però una minaccia ancora più grande: la quantità.

    L’AI permette di produrre testi in quantità virtualmente illimitata. Kindle Unlimited sarebbe già invaso da AI slop, materiale seriale generato rapidamente per occupare nicchie di mercato. Alcune riviste di fantascienza, fra cui Clarkesworld, sono state travolte da migliaia di racconti artificiali dopo che influencer su TikTok avevano suggerito di generarli come “lavoretto facile” per guadagnare denaro. Il direttore di una rivista o un agente letterario può leggere cento manoscritti; non può leggerne diecimila.

    Michel teme quindi che l’AI produca una conseguenza paradossale: per difendersi dall’invasione dei manoscritti artificiali, l’editoria potrebbe diventare ancora più chiusa. Gli agenti potrebbero smettere di accettare proposte spontanee, gli editor affidarsi maggiormente alle raccomandazioni personali, gli scrittori affermati esitare a sostenere sconosciuti. Le reti di conoscenze diventerebbero un filtro contro lo spam. A pagarne il prezzo sarebbero soprattutto gli esordienti, proprio quelli che hanno sempre avuto bisogno delle porte aperte per farsi scoprire.
    Ed è forse questa la conseguenza più politica dell’intera vicenda. La tecnologia che prometteva di democratizzare la creatività rischia di produrre un sistema editoriale ancora più dipendente da reputazione, conoscenze e appartenenza a comunità riconoscibili.

    Kathleen Schmidt, Lincoln Michel e John Paul Brammer distinguono inoltre nettamente fra letteratura come industria e letteratura come pratica artistica. L’industria ha sempre pubblicato libri mediocri purché vendessero; l’AI non inventa questa logica, la porta alle estreme conseguenze. Un thriller commerciale prodotto al 95% della qualità di un thriller medio, osserva Michel, potrebbe essere più che sufficiente per una larga parte del pubblico se costa pochissimo e può essere generato all’infinito.

    Il futuro realmente destabilizzante potrebbe quindi arrivare quando il lettore smetterà persino di acquistare libri. Michel immagina servizi in abbonamento capaci di generare storie personalizzate all’istante: nuovi episodi di Star Wars, racconti di Harry Potter, crossover impossibili costruiti su richiesta. A quel punto il vero concorrente dello scrittore non sarebbe un altro autore che usa l’AI come assistente. Sarebbe l’intrattenimento automatico, infinito, economico e personalizzato.

    Brammer porta la discussione ancora più a monte. Molte persone, osserva, desiderano essere considerate “scrittori” senza avere davvero la passione di scrivere. L’identità dell’autore viene confusa con il possesso di un prodotto finito. L’AI soddisfa perfettamente questa aspirazione: consente di trasformare l’idea «ho un romanzo dentro di me» in un file di trecento pagine saltando gran parte del lavoro.
    Invece la scrittura coincide precisamente con quel lavoro. Con le esitazioni, le correzioni, le scelte minuscole sulla frase, la difficoltà di trovare una forma. Michel formula forse la risposta più radicale all’intera controversia: anche se un modello potesse scrivere un “romanzo di Lincoln Michel” migliore di quello scritto da Lincoln Michel, per lui sarebbe irrilevante. Non avrebbe pensato quelle frasi, non avrebbe imparato niente scrivendole, quel libro non sarebbe suo. Ha scelto di fare lo scrittore perché gli piace scrivere.

    Da questo punto di vista, lo scontro sull’AI assume quasi una dimensione filosofica. Che cosa definisce un autore: il testo ottenuto oppure il processo mentale e materiale che lo produce?
    L’editoria anglosassone sembra avere improvvisamente scoperto di non possedere ancora una risposta condivisa. Da qui la nevrosi: detector che pretendono di certificare l’origine delle frasi, editori che temono figuracce, agenti che ritirano contratti milionari, scrittori che archiviano bozze come prove forensi, lettori che cercano “segni dell’AI” nella prosa, social network trasformati in tribunali stilistici.

    E nel frattempo l’AI continua a entrare ovunque. Nei motori di ricerca, nei programmi di scrittura, nei software di marketing, nelle piattaforme di pubbliche relazioni. Anche chi vorrebbe evitarla del tutto scopre che l’astinenza assoluta sta diventando complicata.

    La previsione più plausibile è quindi quella di un mercato frammentato. Ci saranno lettori perfettamente felici di consumare testi generati da un chatbot; altri accetteranno opere dichiaratamente “AI-assisted”; altri ancora attribuiranno un valore crescente alla garanzia che dietro un libro ci sia una persona.
    In quest’ultimo scenario, paradossalmente, l’AI potrebbe rendere più preziosa proprio la scrittura umana. Brammer parla della lettura quasi come di un gesto di resistenza: in un mondo di testi automatici, usare le proprie parole e leggere attentamente quelle di qualcun altro acquista un significato nuovo.
    Michel propone un parallelo meno apocalittico. La fotografia non uccise la pittura; contribuì a liberarla dall’obbligo di riprodurre fedelmente il reale e favorì impressionismo, surrealismo, cubismo. Qualcosa di analogo potrebbe accadere alla letteratura: di fronte alla prosa statisticamente levigata degli LLM, gli scrittori potrebbero diventare più strani, personali, riconoscibili, stilisticamente irriducibili.

    Lo psicodramma attuale nasce dal fatto che questa possibile evoluzione artistica convive con una crisi immediata di fiducia. Per la prima volta uno scrittore può trovarsi costretto a dimostrare di aver scritto ciò che porta il suo nome. E un’industria fondata da secoli sulla fiducia nell’autorialità sta tentando di risolvere il problema affidandosi ad altre macchine che pretendono di stabilire quanto di umano e quanto di macchina ci sia dentro un testo.

    È probabilmente questa l’ironia più feroce dell’intera vicenda.

    A parere di chi scrive — non chi scrive in generale ma mio: il parere di Luigi Manglaviti, autore di questo blog —, nel lungo periodo emergeranno due grandi mercati. Il primo sarà quello dell’intrattenimento. Qui conteranno velocità, quantità, personalizzazione. Se voglio un thriller ambientato nella Roma imperiale con Sherlock Holmes e Darth Vader, probabilmente me lo farà un LLM. E a molti andrà benissimo. Il secondo sarà quello dell’autorialità. Qui il valore non sarà tanto il testo, quanto la relazione con chi lo ha scritto. Un po’ come succede con l’arte contemporanea. Un dipinto di Gerhard Richter non vale milioni perché rappresenta meglio di altri una macchia di colore. Vale milioni perché “è un Richter”. Credo che i libri seguiranno una traiettoria simile. L’autore diventerà ancora più importante del testo.

    Grazie per aver letto il blog!
    Puoi scegliere di sostenere il mio sforzo con una donazione una tantum.Invio del modulo
    #ai #letteratura #libri #scrittori
  5. RE: mastodon.social/@rosaluxstiftu

    Il 2 agosto 1924 ad Harlem, New York nasce James Baldwin

    Quasi nessun altro scrittore del XX secolo ha scritto in modo così acuto e senza compromessi sul razzismo, il potere e l’identità negli Stati Uniti.

    Nell'immagine:
    «Le persone si aggrappano con tanta ostinazione al proprio odio, per non dover affrontare il proprio dolore.»

    Molto interessante e ricco di informazioni tutto il thread

    #JamesBaldwin
    #Razzismo
    #USA
    #Queer
    #diritti #intersezionalità
    #BlackLivesMatter
    #scrittori

    @scuola
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    @lindasartini
    @alephoto85
    @nemobis
    @Khrys

  6. May Ray Day (da non confondere con il Mayday di soccorso)

    Dopo aver celebrato la magia della primavera con il nostro precedente articolo che trovi qui 👇

    ☀️May Ray Day🌞

    torniamo a parlare di una delle giornate più luminose (in tutti i sensi!) del mese: il May Ray Day, da non confondere assolutamente con il “Mayday” di soccorso radio 🚨… qui l’unico allarme ammesso è quello di felicità e vitamina D in arrivo!

    🌼 Cos’è il May Ray Day

    Il May Ray Day si celebra ogni anno il 19 maggio e nel 2026 cade oggi di martedì. È una di quelle giornate “non ufficialmente ufficiali” che hanno però un messaggio semplice e irresistibile: uscire, respirare e godersi i raggi del sole. 🌞

    Il gioco di parole è tutto nel nome: May (maggio) + Ray (raggio)… e il risultato è una scusa perfetta per vivere la primavera con leggerezza e un pizzico di ironia.

    😎 Origini curiose (e molto “Ray-rosamente” personali)

    Dietro questa giornata non c’è un antico mito o una tradizione secolare, ma una storia decisamente più moderna e simpatica. Secondo le fonti più diffuse, il May Ray Day nasce grazie al comico Richard Ankli, che volle celebrare il fratello Ray proprio il 19 maggio. Da lì, l’idea si è trasformata in una piccola festa del sole e della positività 🌞✨

    Insomma: una ricorrenza nata quasi per caso… ma perfetta per chi ama i “giorni leggeri” che fanno sorridere.

    🌷 2026: il May Ray Day tra social, benessere e outdoor vibes

    Nel 2026 il May Ray Day si inserisce perfettamente in una tendenza sempre più diffusa: il ritorno alla vita all’aperto. Picnic, passeggiate, pause digital detox e contenuti social pieni di luce naturale diventano il modo migliore per celebrarlo 📸🌿

    E sì, è anche il giorno ideale per ricordare una cosa semplice ma importante: il sole fa bene all’umore… ma sempre con moderazione e protezione! 😎🧴

    🌤️ Perché ci piace così tanto

    Il May Ray Day non ha regole, non ha cerimonie e non ha formalità. È una piccola parentesi di maggio che ci invita a:

    • rallentare
    • sorridere di più
    • godere delle cose semplici
    • e… cercare il primo raggio di sole disponibile 🌞

    In un mese già ricchissimo di festività e giornate mondiali, questa è forse la più “libera” di tutte.

    💛 In fondo, il messaggio è semplice: ogni raggio è una scusa per stare un po’ meglio. E maggio, con il suo mix di primavera e promessa d’estate, è il momento perfetto per ricordarcelo.

    🌞 E se il sole non si trova? Basta accenderlo dentro di noi… o almeno provarci con un buon caffè all’aperto!

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
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  7. 🪱 Il racconto vincitore del contest Sottoterra è online. Grazie a tuttɘ lɘ partecipanti, siete statɘ bravissimɘ. Ora immergетevi ne La Zona Umida. Se osate. 🌿

    Complimenti a @bluebabbler

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    scartafaccio.net/la-zona-umida

  8. Venerdì #13febbraio 2026, presso la Biblioteca Comunale “Gianni Rodari” di Corciano, presenterò il mio #romanzo #lultimolampione un #libro che parla di amicizia, comicità, palchi improvvisati e sogni che cercano luce.
    L’ingresso è libero.
    Vi aspetto, #sottolultimolampione

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  19. Tra gli autori contemporanei che hanno influenzato l’immaginario della #fantascienza negli ultimi decenni c’è sicuramente #TedChiang, scrittore statunitense di notevole intensità speculativa e vincitore dei maggiori premi del settore. La sua opera, contenuta per quantità ma importante per il numero di premi, l’impatto e il riscontro di pubblico ottenuti, ha ridefinito in qualche modo il rapporto tra #scienza e narrazione.

    media.inaf.it/2025/11/21/inter

    #mediaINAF #letteratura #scrittori #futuro

  20. registrazione della presentazione di “audio doc sound title”, di pietro d’agostino (roma, folderol studios, 18 ott. 2025)

    Folderol Studios presenta Audio Doc Sound Title, di Pietro D’Agostino.
    Dialogano con l’autore Giuseppe Garrera e Marco Contini
    Registrazione audio della presentazione, avvenuta il 18 ottobre 2025 presso Kappabit, a Roma:

    https://archive.org/details/audio-doc-sound-title-presentaz-folderol-18-ott-2025

    Audio Doc Sound Title vuole partecipare e farsi espressione del dialogo e delle relazioni. Trentuno personaggi sonori, tra scrittori e musicisti, hanno collaborato alla realizzazione degli audio documenti. Partire da una sceneggiatura visiva per approdare a un documento sonoro. Il visivo scompare per lasciare spazio all’uditivo. O, forse, a un altro vedere e sentire. Una pratica e un’esperienza dell’ascolto, iniziando dai titoli sonori del cofanetto e delle cinque composizioni relative al progetto. Questo percorso è tentativo di intraprendere una ricerca inerente ad alcuni processi di produzione di senso. Ma è anche quella di sperimentare meticciati, ibridazioni linguistiche trasversali nell’uso di termini specifici all’interno di discipline espressive diverse.

    Personaggi sonori, per i testi: Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Simona Menicocci, Fabio Teti, Marcello Sambati, Marco Giovenale, Maria Grazia Calandrone, Lidia Riviello, Alessandra Greco, Giorgiomaria Cornelio, Fabio Orecchini, Naoya Takahara, Steven Seidenberg, Prisca Agustoni, Edimilson de Almeida Pereira, Alessandro De Francesco, Francesca Marica, Michele Zaffarano.

    Personaggi sonori, per i suoni: Marco Ariano, Luca Venitucci, Alipio Carvalho Neto, Elio Martusciello, Mike Cooper, Stefano Cogolo, Luca Tilli, Marta Raviglia, Christian Muela, Simone Pappalardo, Barbara De Dominicis, Roberto Bellatalla, Katia Pesti, Steven Seidenberg.

    Ideazione, regia e montaggio audio: Pietro D’Agostino

    Sceneggiature visive: Pietro D’Agostino; Marco Giovenale, Alberto D’Amico

    Post-produzione e missaggio audio: Marco Resovaglio – Pesci Rossi Studios

    Prodotto da Pietro D’Agostino e Marco Contini

    Produzione esecutiva: Marco Contini per Kappabit

    Pietro D’Agostino è attivo nel campo dei media visivi e sonori. Si occupa di ricerca e sperimentazione all’interno di alcuni processi relativi alla luce e al suono. Le indagini prendono avvio dall’attività di fotografo per poi estendersi, attraverso la collaborazione con scrittori e musicisti, in ambiti di intermedialità tra linguaggi.
    Ha co-fondato i gruppi di ricerca Pan-Ikon, Xubuxue e Index&prologue. Ha ideato e realizzato diversi campi di esplorazione, tra i quali cartafoto da viaggio e Audio Doc Sound Title. È socio dell’associazione culturale Punto di Svista – cultura visuale, progetti, ricerca.

    Giuseppe Garrera è storico dell’arte, musicologo e curatore. È coordinatore scientifico del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della 24ORE Business School di Roma e di Milano, dove insegna Fondamenti di Arte contemporanea, e Strategie e modalità del collezionismo. Per il centenario di Pasolini ha curato insieme a Clara Tosi Pamphili e Cesare Pietroiusti la grande mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal titolo “Tutto è santo. Il corpo poetico”. Recenti sono le uscite di un saggio Pasolini. Il femminile, per le edizioni Cambiaunavirgola; e, per le edizioni Ronzani, del testo Collezionismo di strada. Passaggi e derive per la città di Roma in cerca di tesori.

     

    #AlbertoDAmico #AlessandraGreco #AlessandroDeFrancesco #AlipioCarvalhoNeto #audio #AudioDocSoundTitle #BarbaraDeDominicis #ChristianMuela #EdimilsonDeAlmeidaPereira #ElioMartusciello #FabioOrecchini #FabioTeti #Folderol #FolderolStudios #FrancescaMarica #GiorgiomariaCornelio #GiulioMarzaioli #GiuseppeGarrera #Kappabit #KatiaPesti #LidiaRiviello #LucaTilli #LucaVenitucci #MarcelloSambati #MarcoAriano #MarcoContini #MarcoGiovenale #MarcoResovaglio #MariaGraziaCalandrone #MariangelaGuatteri #MartaRaviglia #MicheleZaffarano #MikeCooper #musicisti #NaoyaTakahara #PesciRossiStudios #PietroDAgostino #PriscaAgustoni #RobertoBellatalla #scrittori #SimonaMenicocci #SimonePappalardo #StefanoCogolo #StevenSeidenberg

  21. oggi, 28 ottobre, a roma, fondazione baruchello: convegno su “luoghi, oggetti, arredi e case d’autore” (archivi degli artisti e degli scrittori)

    Domani, 28 ottobre, presso la Fondazione Baruchello  si svolge il Convegno Luoghi, oggetti, arredi e case d’autore. Il contesto degli archivi degli artisti e degli scrittori.

    Saranno trattati argomenti  intimamente connessi alla storia degli archivi e a quella della  creazione letteraria ed artistica.

    Qui una breve spiegazione del progetto:

    Gli archivi privati degli artisti e degli scrittori conservano materiale documentario di grande interesse per lo studio delle fonti della cultura e della storia della seconda metà del Novecento e per ritessere la fitta trama dei rapporti amicali, intellettuali, sociali e letterari che ha attraversato la ricca e densa sostanza della cultura novecentesca.

    I fondi fotografici presenti all’interno degli archivi, il cosiddetto materiale minore, agende, agendine, appunti, quaderni, calendari, gli oggetti e degli arredi delle dimore e delle case d’autore, i luoghi da loro frequentati e amati sono ancora territori inesplorati che molto possono svelare sulla complessità e le radici delle opere e per la ricostruzione del contesto e di una mappa geo-culturale e storica che può illuminare il percorso, anche biografico, della creazione.I

    Il Convegno tratterà queste aree tematiche all’apparenza marginali ma pienamente significative e fondamentali per la ricostruzione, la visibilità e la valorizzazione delle fonti storiche.”

    Si prega di confermare la presenza scrivendo a
    muraca.marcelladalila [at] gmail.com
    e a info [at] fondazionebaruchello.com

    PROGRAMMA

    Modera Barbara Mancini
    Ore 10:30 – 13:30

    INTRODUZIONE
    Carla Subrizi, Cetta Petrollo Pagliarani

    SESSIONE I. Le case e le stanze d’autore: artisti, poeti, scrittori

    Caterina Borelli
    Case, oggetti e arredi: autobiografie o archivi? Luoghi pubblici o privati?

    Eleonora Cardinale
    Ricostruire le stanze degli scrittori: Spazi900 della Biblioteca nazionale centrale di Roma

    Monica Fabbri
    L’Archivio Giovannino Guareschi a Roncole Verdi

    SESSIONE II. I dialoghi amicali, le dediche negli epistolari e nei libri

    Federico Milone
    Scaffali privati e scaffali digitali: il caso della biblioteca di Alfredo Giuliani

    Barbara Mancini
    A Elio, maestro d’arte e di vita”: le dediche nei libri della Biblioteca Pagliarani

    Francesco Pascali
    «Gli anni ‘80 sono nostri», Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana, carte da
    un’amicizia

    Ore 15:30 -19:00
    SESSIONE III. Gli incontri: agende agendine quaderni e calendari

    Antonio D’Ambrosio
    Attraversare l’Europa dagli avantesti del Fondo Claudio Magris

    Sara Gregori
    Ada Negri nell’Archivio del Novecento

    Chiara Portesine
    Archiviare la Neoavanguardia: lo sperimentalismo tra anarchia e documento

    Mauro Distefano
    Appunti, quaderni e ritagli: il laboratorio nascosto di Federico De Roberto

    SESSIONE IV. Gli arredi, gli oggetti

    Giuseppe Garrera
    Immagini devozionali. Le Gioconde di Luca Maria Patella.Alcune considerazioni sulle Gioconde di Leonardo disseminate sulle pareti e nei cassetti della casa di Luca Maria Patella

    Arianna Saggio
    Speranzella di Bernari attraverso la fotografia: tra documento e finzione

    SESSIONE V. I Luoghi

    Ilaria Serra
    La casa e il bosco di Mario Rigoni Stern

    Silvia Moretti
    Memorie e rappresentazioni della casa di via dei giornalisti di Gianni Toti

    Convegno a cura di
    Cetta Petrollo Pagliarani – Associazione Letteraria Elio Pagliarani
    Coordinamento
    Marcella Muraca
    Moderatrice
    Barbara Mancini

     

    #AdaNegri #agende #agendine #anarchia #AntonioDAmbrosio #appunti #archivi #archivio #archivioDelNovecento #AriannaSaggio #arredi #artisti #AssociazioneLetterariaElioPagliarani #AssociazionePagliarani #calendari #case #caseDAutore #CettaPetrollo #CettaPetrolloPagliarani #CettaPetrolloPagliaraniAssociazioneLetterariaElioPagliarani #ChiaraPortesine #ClaudioMagris #documenti #documento #ElioPagliarani #FedericoDeRoberto #FondoClaudioMagris #GiuseppeBertolucci #GiuseppeGarrera #Gruppo63 #laboratorio #LucaMariaPatella #luoghiOggettiArredi #MarcoTullioGiordana #materialeMinore #MauroDistefano #neoavanguardia #oggetti #oggettiMinori #quaderni #SaraGregori #scrittori #sperimentalismo

  22. 28 ottobre, roma, fondazione baruchello: convegno su “luoghi, oggetti, arredi e case d’autore” (archivi degli artisti e degli scrittori)

    Domani, 28 ottobre, presso la Fondazione Baruchello  si svolge il Convegno Luoghi, oggetti, arredi e case d’autore. Il contesto degli archivi degli artisti e degli scrittori.

    Saranno trattati argomenti  intimamente connessi alla storia degli archivi e a quella della  creazione letteraria ed artistica.

    Qui una breve spiegazione del progetto:

    Gli archivi privati degli artisti e degli scrittori conservano materiale documentario di grande interesse per lo studio delle fonti della cultura e della storia della seconda metà del Novecento e per ritessere la fitta trama dei rapporti amicali, intellettuali, sociali e letterari che ha attraversato la ricca e densa sostanza della cultura novecentesca.

    I fondi fotografici presenti all’interno degli archivi, il cosiddetto materiale minore, agende, agendine, appunti, quaderni, calendari, gli oggetti e degli arredi delle dimore e delle case d’autore, i luoghi da loro frequentati e amati sono ancora territori inesplorati che molto possono svelare sulla complessità e le radici delle opere e per la ricostruzione del contesto e di una mappa geo-culturale e storica che può illuminare il percorso, anche biografico, della creazione.I

    Il Convegno tratterà queste aree tematiche all’apparenza marginali ma pienamente significative e fondamentali per la ricostruzione, la visibilità e la valorizzazione delle fonti storiche.”

    Si prega di confermare la presenza scrivendo a
    muraca.marcelladalila [at] gmail.com
    e a info [at] fondazionebaruchello.com

    PROGRAMMA

    Modera Barbara Mancini
    Ore 10:30 – 13:30

    INTRODUZIONE
    Carla Subrizi, Cetta Petrollo Pagliarani

    SESSIONE I. Le case e le stanze d’autore: artisti, poeti, scrittori

    Caterina Borelli
    Case, oggetti e arredi: autobiografie o archivi? Luoghi pubblici o privati?

    Eleonora Cardinale
    Ricostruire le stanze degli scrittori: Spazi900 della Biblioteca nazionale centrale di Roma

    Monica Fabbri
    L’Archivio Giovannino Guareschi a Roncole Verdi

    SESSIONE II. I dialoghi amicali, le dediche negli epistolari e nei libri

    Federico Milone
    Scaffali privati e scaffali digitali: il caso della biblioteca di Alfredo Giuliani

    Barbara Mancini
    A Elio, maestro d’arte e di vita”: le dediche nei libri della Biblioteca Pagliarani

    Francesco Pascali
    «Gli anni ‘80 sono nostri», Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana, carte da
    un’amicizia

    Ore 15:30 -19:00
    SESSIONE III. Gli incontri: agende agendine quaderni e calendari

    Antonio D’Ambrosio
    Attraversare l’Europa dagli avantesti del Fondo Claudio Magris

    Sara Gregori
    Ada Negri nell’Archivio del Novecento

    Chiara Portesine
    Archiviare la Neoavanguardia: lo sperimentalismo tra anarchia e documento

    Mauro Distefano
    Appunti, quaderni e ritagli: il laboratorio nascosto di Federico De Roberto

    SESSIONE IV. Gli arredi, gli oggetti

    Giuseppe Garrera
    Immagini devozionali. Le Gioconde di Luca Maria Patella.Alcune considerazioni sulle Gioconde di Leonardo disseminate sulle pareti e nei cassetti della casa di Luca Maria Patella

    Arianna Saggio
    Speranzella di Bernari attraverso la fotografia: tra documento e finzione

    SESSIONE V. I Luoghi

    Ilaria Serra
    La casa e il bosco di Mario Rigoni Stern

    Silvia Moretti
    Memorie e rappresentazioni della casa di via dei giornalisti di Gianni Toti

    Convegno a cura di
    Cetta Petrollo Pagliarani – Associazione Letteraria Elio Pagliarani
    Coordinamento
    Marcella Muraca
    Moderatrice
    Barbara Mancini

     

    #AdaNegri #agende #agendine #anarchia #AntonioDAmbrosio #appunti #archivi #archivio #archivioDelNovecento #AriannaSaggio #arredi #artisti #AssociazioneLetterariaElioPagliarani #AssociazionePagliarani #calendari #case #caseDAutore #CettaPetrollo #CettaPetrolloPagliarani #CettaPetrolloPagliaraniAssociazioneLetterariaElioPagliarani #ChiaraPortesine #ClaudioMagris #documenti #documento #ElioPagliarani #FedericoDeRoberto #FondoClaudioMagris #GiuseppeBertolucci #GiuseppeGarrera #Gruppo63 #laboratorio #LucaMariaPatella #luoghiOggettiArredi #MarcoTullioGiordana #materialeMinore #MauroDistefano #neoavanguardia #oggetti #oggettiMinori #quaderni #SaraGregori #scrittori #sperimentalismo

  23. 𝗟𝗔 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 / Scrittori a Km 0
    illustrazione per un “microromanzo” di 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗶

    > rospeinfrantumi.altervista.org

    #presentazioni #libri #librerie #lettori #scrittori #consumati #dacomsumarsi #consumismo #cannibalismo #kmzero #illustrazioni #collaborazioni #narrazioni #racconticrestati #RiccardoBoccardi

    © 2025, roberto speziale, Intellettuali a Km 0

  24. 𝗟𝗔 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 / Scrittori a Km 0
    illustrazione per un “microromanzo” di 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗶

    Alla fine dell’anno passato ho ricevuto una richiesta singolare: confrontarmi con un microromanzo. Illustrare un testo di poche righe con una tavola sola [...]

    > rospeinfrantumi.altervista.org

    #presentazioni #libri #librerie #lettori #scrittori #consumati #dacomsumarsi #consumismo #cannibalismo #kmzero #illustrazioni #collaborazioni #narrazioni #racconticrestati #RiccardoBoccardi

  25. call for papers, per il xxii seminario internazionale interdisciplinare cisat, di psicologia, psicoterapia e letteratura

    XXII Seminario internazionale interdisciplinare CISAT
    di Psicologia, Psicoterapia e Letteratura

    Dalla Psicoanalisi al ‘flusso di coscienza’:
    la letteratura e l’arte svelano l’Inconscio

    in sede a Napoli + a distanza (telematicamente)
    sabato 5 – domenica 6 luglio 2025
    lingue del Seminario: italiano, francese, inglese, spagnolo

    Il Seminario, organizzato quest’anno dal CISAT (Centro Italiano Studii Arte-Terapia) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e con il Libero Istituto Universitario per Stranieri “Francesco De Sanctis” (LIUPS), è rivolto elettivamente a psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, pedagogisti, arteterapeuti, letterati, scrittori ed artisti.

    Per proporre una propria relazione al Seminario, è necessario inviare – quanto prima e comunque entro il 31 maggio 2025, preferibilmente in formato elettronico – il titolo provvisorio ed un breve riassunto dell’ ‘intervento’ compreso fra mezza cartella e una cartella (tradotto, possibilmente, in una lingua alternativa alla propria fra le quattro del Seminario), accompagnato dalla scheda di iscrizione e dal proprio curriculum, a: [email protected];  oppure a: CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia); via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli.

    ulteriori informazioni:
    https://www.centrostudiarteterapia.org/convegno-cisat-2025/

    #arte #arteterapeuti #arteterapia #artisti #callForPapers #CentroItalianoStudiiArteTerapia #cfp #CISAT #flussoDiCoscienza #IstitutoItalianoDiCulturaDiNapoli #letterati #letteratura #LiberoIstitutoUniversitarioPerStranieri #LiberoIstitutoUniversitarioPerStranieriFrancescoDeSanctis_ #LIUPS #pedagogisti #psichiatri #psicoanalisi #psicologi #psicologia #psicoterapeuti #psicoterapia #scrittori #seminario #SeminarioInternazionaleInterdisciplinare

  26. Auto bloccate che diventano bare hi-tech, blackout che spengono i respiratori e altri disastri: il Ministero della Difesa UK paga scrittori per inventare scenari distopici da manuale. Collaborazione geniale o fucina di paranoie? Ecco come la fantascienza sta scrivendo i piani di emergenza del futuro.

    #Apocalisse #Creatività #Governo #UK #Fiction #Emergenza #scrittori

    futuroprossimo.it/2025/01/uk-i

  27. Autore indipendente su KDP 📚 | Scrivo Libri disponibili in italiano e altre lingue. #Libri #Scrittori #KDP #book #author

  28. La giuria del concorso letterario #Aliblu è al lavoro sui racconti arrivati per la prima edizione. E per noi è finalmente giunto il tempo di presentarvi i giurati.
    Per conoscerli un po’ meglio, potete leggere le loro minibio sul nostro sito: scifiuniverse.it/?p=1924

    #racconti #scrittura #raccontibrevi #lettura #libri #concorsoletterario #ConcorsoAliblu #RaccontiInediti #ScritturaCreativa #fantascienza #SciFi #SciFiUniverse #SFU #SFU2025 #giuria #scrittori #scrittrici

  29. Vi abbiamo tenuto la sorpresa “in caldo” fino ad ora, ma oggi è tempo di scoprire che il vincitore o la vincitrice del concorso letterario Aliblu si aggiudicherà una #GIFTCARD Mondadori del valore di 50,00 euro, per l’acquisto delle sue prossime letture! 📖 📚

    Scopri di più: scifiuniverse.it/?p=1811

    #racconto #racconti #scrittura #raccontibrevi #lettura #libri #concorsoletterario #contestletterario #Aliblu #ConcorsoAliblu #scrittori #scrittrici #RaccontiInediti #SFU2025 #Premio #SFU2025

  30. Come artisti, giornalisti, studiosi, critici, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, architetti ma semplicemente come esseri umani interessati alla giustizia e alla pace, credo ci siano richieste alcune cose:

    (1) fare una ininterrotta opera di controinformazione su quanto il fascismo sionista ha fatto e sta facendo sia in Palestina, Libano e Yemen, sia (in termini di acquisto di consenso, diffusione di menzogne e corruzione di politici e giornalisti) in tutti gli altri paesi del mondo, non solo in occidente, ma – certo – soprattutto in USA, UK ed UE;

    (2) esprimere (e documentare) una costante ed esplicita condanna della natura illegittima, coloniale e criminale delle operazioni militari israeliane attuali e passate, così come delle procedure di apartheid e oppressione da decenni implementate a danno degli abitanti della Palestina intera;

    (3) esprimere e sollecitare sostegno all’UNHCR e alle organizzazioni umanitarie e ai medici che operano sul territorio: Mezzaluna rossa, Croce rossa, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Oxfam, Amnesty eccetera;

    (4) chiedere con insistenza e manifestare per un cessate il fuoco completo e definitivo; per il ritiro delle truppe d’invasione da Gaza e dal Libano; per l’apertura di valichi e corridoi umanitari a sud e via mare (perché viveri, medicine e beni essenziali riaffluiscano a Gaza); per il diritto dei giornalisti palestinesi e internazionali a documentare in piena incolumità la situazione creata ovunque dall’invasore; per il riconoscimento dell’inviolabilità dei diritti e delle proprietà dei Palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est; per l’incriminazione, condanna e arresto per genocidio dei vertici politici e militari israeliani; 

    (5) trasmettere le suddette richieste a chi ci governa, pretendendo inoltre un embargo sulle vendite di armi agli invasori israeliani, l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’aggressore sionista, il riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, l’apertura di una ambasciata italiana in Cisgiordania.

    *

    Paragonare il genocidio attuato dai sionisti alla violenza nazista e fascista è sensato, è pertinente, ha basi storiche e giuridiche, e gli intellettuali italiani su questo e su tutti i punti precedenti devono prendere posizione (avrebbero dovuto prenderla da tempo). La storia non li aspetta, sta già rovinando sulle spalle dei colonizzati.

    Davanti alle immagini, ai video, agli audio delle urla che si accumulano da un anno, le posizioni e la riflessione occidentali o sono frontalmente filopalestinesi e antisioniste, o si rivelano una semplice variante, più o meno moderata, del suprematismo colonialista bianco che ha negli USA il suo epicentro.

    https://slowforward.net/2024/10/01/contrastare-sionismo/

    #000000 #amnesty #architetti #artisti #attori #Cisgiordania #critici #CroceRossa #Emergency #Gaza #genocidio #GerusalemmeEst #giornalisti #intellettuali #Libano #MediciSenzaFrontiere #MezzalunaRossa #musicisti #Oxfam #scrittori #sionismo #sionisti #studiosi #UNHCR #Unicef #WestBank #Yemen

  31. Leggete, studiate,
    e lavorate sempre con etica e con passione;
    ragionate con la vostra testa e imparate a dire di no;
    siate ribelli per giusta causa, difendete la natura e i più deboli;
    non siate conformisti e non accodatevi al carro del vincitore;
    siate forti e siate liberi, altrimenti quando sarete vecchi e deboli rimpiangerete le montagne che non avete salito e le battaglie che non avete combattuto.

    Mario Rigoni Stern

    #parole #scrittori #Buonpomeriggio

  32. Ultimi giorni per partecipare al 10° 𝗖𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 "𝗩𝗼𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗡𝗼𝘁𝘁𝗲" dedicato al tema " 𝗩𝗜𝗧𝗘 / 𝗩𝗜𝗡𝗢"🍇🍷

    - Scadenza 𝟭𝟰 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟰
    - 𝗥𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗶 / 𝗣𝗼𝗲𝘀𝗶𝗲 in italiano o dialetto piemontese
    - Partecipazione gratuita

    Bando completo con tutte le informazioni su: vocidinotte.it

    #vite #vino #wine #vocidinotte #racconti #poesie #scrittori #scrivere #concorsoletterario

  33. Due parole sui bestseller…

    Alcuni anni fa il grande Arbasino sosteneva: "Per la letteratura nessuno fa ciò che si fa per i ristoranti, una classifica per livelli, si mette in classifica il McDonald’s. E certo che batte tutti sul fatturato." 

    E alcuni poi si sono chiesti perché fare per forza di cosa una classifica delle vendite. Ma per i libri si fa c

    magozine.it/due-parole-sui-bes

    #ArteeCultura #Arbasino #Bestseller #Danbrown #Fastfood #Qualità #Scrittori

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