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#movimento — Public Fediverse posts

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  1. ‘tutta scena teatro’, su radio onda rossa, presenta: “oltre lo sguardo”, reading dal libro di tano d’amico “di cosa sono fatti i ricordi”

    Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa
    
    ● OLTRE LO SGUARDO
    
    reading tratto dal libro di Tano D’Amico 
    'Di cosa sono fatti i ricordi' (Postcart, 2011)
    a cura di Alessandra Magrini
    chitarra e voce Michelangelo Ricci
    
    Giornalista e fotoreporter, Tano D’Amico ha realizzato reportages su 
    carceri, manicomi, Rom, e ha documentato le manifestazioni di piazza a 
    partire dagli anni '60. Una vita passata in strada, a fissare l’eternità 
    di momenti che hanno lasciato il solco nella storia del nostro Paese. 
    Immagini indelebili che non solo documentano con la forza della verità, 
    ma riescono con la loro potenza a penetrare oltre lo sguardo per 
    imprimersi nella memoria dell’anima. Un reading tratto dal libro 'Di 
    Cosa Sono Fatti I Ricordi', 63varticoli scritti con stile 
    lucido e poetico, come "personali lettere alla società", permeati da un 
    profondo senso critico verso le ingiustizie che da sempre colpiscono gli 
    sconfitti, coloro che vivono ai margini della società e di cui si tenta 
    di rimuoverne il ricordo. In scena, l’interpretazione di Alessandra 
    Magrini e le inedite canzoni di Michelangelo Ricci, che con chitarra e 
    testi accompagna il pubblico che non è solo spettatore, ma viene 
    catapultato dentro l’atmosfera di un passato ancora presente.
    «Ho guardato tante foto di Carlo Giuliani sdraiato sull’asfalto il 20 
    luglio, in quasi tutte sembrava intatto, in quella scattata da Tano ho 
    visto con nitidezza lo scempio, per la prima volta il dolore che ho 
    provato è stato più forte della rabbia» Alessandra Magrini
    
    http://archive.org/details/Radioteatro.OltreLoSguardo (51')
    
    #AlessandraMagrini #articoli #canzoni #CarloGiuliani #DiCosaSonoFattiIRicordi #Genova2001 #lettura #MichelangeloRicci #movimenti #Movimento #Postcart #RadioOndaRossa #reading #Resistenza #ROR #RORRadioOndaRossa #TanoDAmico #TuttaScenaTeatro
  2. Mostra de Filmes Movimento

    Casa do Comun, sábado, 18 de abril às 17:00 GMT+1

    Mostra de Filmes do Movimento 

    [ 2025 Campo do Gerês ]

    na Casa do Comum

    Sab 18 Abril 17h

    Entrada: Donativo Livre

    A 11ª edição do Movimento — Oficina Colaborativa de Cinema, residência itinerante anual centrada no apoio mútuo, aconteceu entre as montanhas do norte, de 24 de agosto a 7 de setembro de 2025.

    Numa tentativa de reativar as chamadas “Voltas do Barroso” caminhámos juntos com a associação Rural Vivo durante alguns dias, passámos a ponte de Misarela até Paredes do Rio, por Fiães e Paradela, ouvindo o pio da toutinegra ou do melro-preto entre o arvoredo, o coaxar das rãs, o sussurro do vento na folhagem do carvalho, os dentes do tojo à espreita de pernas desatentas que não olham o chão, o eco dos contos que aconchegam as aldeias, as águas das montanhas secretas onde mergulhámos.

    Repousámos também em rochas quentes, como que no torso sossegado de um bicho enorme. Chegámos à grande barragem onde jazem histórias infindáveis e assim fomos entrelaçando filmes, com polifonias rítmicas e segadinhas, com as gentes do Campo do Gerês, a quem devemos grande parte do corpo dos nossos projetos — parte da sua autoria também.

    Realizámos juntos, entre graúdos e a criançada, cerca de 11 curtas-metragens que refletem estes encontros e estendem assim os fios da nossa passagem.

    A partir das 17h apresentamos a surpresa para a edição deste ano de 2026, lugar e dias da residência artística, após a conversa damos início à projeção das curtas-metragens de 2025. Estão todas as amizades convidadas a este convívio e matiné!!

    Lista de participantes 2025:

    Alma V. Braga; Carmo Wengorovius; Catarina Simões; Camilo Vaz; Ernst Dauenhauer; Emíl, Loíc e Yuna Zeller; Isabel Simões; Isaac Benderra; Joaquim Simões; Jolanda Elbers; John Noble; Letícia Carmo; Milagros Virasoro; Lobo, Félix Miguel e Evelyne Mussons; Matilde Gomes; Pedro Faria; Rui Monteiro; Sara, Violeta e Enzo Coria, Sebastião Braga; Violeta, Ayla e Uriel Metzger; Zé Bernardino.

    BIO DO  PROJECTO

    Fundado pelo colectivo Gato Aleatório em 2015 o Movimento - Oficina  Colaborativa de Cinema é uma residência artística, anual e itinerante, com o propósito de juntar pessoas numa postura transdisciplinar, em torno do processo cinematográfico e do apoio mútuo. 

    Focamo-nos na descentralização e temos sido levados a viajar pelo território do país e a criar uma rede de participação e ligação entre lugares e aqueles que se envolvem. Apurando-se ao longo do tempo as ferramentas, logísticas, criativas, de comunicação e afectivas, para que 20 a 30 participantes possam criar curtas-metragens durante 15 dias e viver em contacto com a terra e as comunidades que nos recebem. 

    cartaz:Sebastião Braga

    eventos.coletivos.org/event/mo

  3. Giornata Mondiale del Cuore❤️

    C’è un giorno all’anno in cui il nostro cuore❤️ diventa la star indiscussa… e non stiamo parlando di romanticismo da film hollywoodiano!

    Il 29 settembre si celebra infatti la Giornata Mondiale del Cuore, o

    World Heart Day

    una ricorrenza che ci ricorda quanto sia importante prenderci cura di questo straordinario muscolo che batte senza sosta per tutta la vita.

    Ma perché proprio il 29 settembre? La data è stata stabilita dalla World Heart Federation negli anni ’90 come momento internazionale per sensibilizzare le persone sulle malattie cardiovascolari, che restano tra le principali cause di mortalità nel mondo. La prima celebrazione ufficiale risale al 2000, e da allora il 29 settembre è diventato un’occasione per diffondere informazioni, organizzare eventi, campagne di screening e – perché no – qualche passeggiata all’aperto con un tocco di glamour… magari indossando sneakers rosse, simbolo del cuore pulsante!

    Dove si festeggia? Ovunque! La Giornata Mondiale del Cuore è davvero globale. Non esistono confini: scuole, ospedali, palestre, piazze e persino social network si tingono di rosso per ricordarci che il cuore ❤️ non va trascurato. Alcuni paesi organizzano maratone e camminate di gruppo, altri preferiscono flash mob a tema “cuore” che lasciano tutti a bocca aperta.

    Questa giornata, non è solo un invito a mangiare sano o a fare sport (anche se questi sono consigli preziosi!), ma una vera e propria festa della prevenzione e della consapevolezza: si parla di alimentazione equilibrata, attività fisica, gestione dello stress, ma anche di curiosità più divertenti, come il fatto che ridere fa bene al cuore – quindi più meme, più salute!

    Curiosità? Eccone alcune che faranno sorridere:

    • in Sudafrica alcune scuole organizzano gare di ballo a ritmo di samba per allenare il cuore… e la risata!
    • In Brasile, le piazze si riempiono di “cuori giganti” gonfiabili dove adulti e bambini possono scattarsi selfie pulsanti.
    • In Giappone, c’è chi partecipa a corsi di cucina salutare indossando tute a forma di cuore. Insomma, ovunque nel mondo il cuore diventa protagonista e ci ricorda che la salute si può anche celebrare con leggerezza.

    La Giornata Mondiale del Cuore è un invito a fermarsi, anche solo per un attimo, e ascoltare il proprio battito: un promemoria che il cuore❤️ non è solo simbolo d’amore, ma anche e soprattutto il motore della nostra vita. Quindi oggi, mentre sorseggiate il vostro caffè (maz 3 tazzine al giorno come consigliano i medici) o il vostro tè mattutino, fate un piccolo gesto per lui: un sorriso, una passeggiata, una corsetta o una fetta di frutta… il vostro cuore vi ringrazierà!

    Un cuore sano è un cuore felice… e felice è anche molto chic!

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

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  4. canali di slowforward et alia

    DAL 2003, SLOWFORWARD è il sito più testardo, aggiornato (e anziano) su #scritture di ricerca, #arte contemporanea, #musica sperimentale, materiali verbovisivi, #asemic writing, #poesia concreta, #prosa in prosa, prose brevi, scritture non assertive, littéralité, flarf, sought poetry, #googlism , #fluxus e #anarchia , movimenti, #editoria ‘irregolare’, #glitch , ossessione collezionistica, #audio e #video più o meno deliranti, #network possibili di #sperimentazione , #dada , #derive & compagnia

    segui il canale #slowforward su #telegram : https://t.me/slowforward

    o su #whatsapp : https://tinyurl.com/slowchannel

    e/o l’account #mastodon : https://mastodon.uno/@differx

    (tutti i post sono replicati/linkati inoltre sia su tumblr sia su bluesky)

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    se infine ti interessa in particolare l’asemic writing (scrittura asemica), i canali gemelli dedicati sono https://t.me.asemic e https://tinyurl.com/whasemic

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    slowforward – pur con tutte le sue imperfezioni e contraddizioni – sollecita tutti a evitare, per quanto possibile, i canali generalisti (soprattutto twitter, threads e facebook) e ad andare semmai alla fonte dei materiali, privilegiando piattaforme di condivisione presenti nel #fediverso o che comunque limitano le separazioni interne alle comunità, ed evitano o proprio cancellano del tutto l’invadenza pubblicitaria, lo #shadowbanning , la #censura , gli algoritmi demenziali, le violazioni della (o i comportamenti leggeri in tema di) #privacy

    #111 #algoritmi #algoritmo #anarchia #arte #asemic #asemicWriting #audio #Bluesky #censura #comunità #dada #dérive #editoria #FEDIVERSO #flarf #fluxus #glitch #googlism #littéralité #Mastodon #materialiVerbovisivi #mediaGeneralisti #movimenti #Movimento #musicA_ #musicaSperimentale #network #noFacebook #noThreads #noTwitter #ossessioneCollezionistica #piattaformeGeneraliste #poesia #privacy #prosa #ProsaInProsa #proseBrevi #scritture #scrittureNonAssertive #separazione #separazioni #shadowbanning #slowforward #soughtPoetry #sperimentazione #Telegram #tumblr #video #whatsapp

  5. canali di slowforward et alia

    DAL 2003, SLOWFORWARD è il sito più testardo, aggiornato (e anziano) su #scritture di ricerca, #arte contemporanea, #musica sperimentale, materiali verbovisivi, #asemic writing, #poesia concreta, #prosa in prosa, prose brevi, scritture non assertive, littéralité, flarf, sought poetry, #googlism , #fluxus e #anarchia , movimenti, #editoria ‘irregolare’, #glitch , ossessione collezionistica, #audio e #video più o meno deliranti, #network possibili di #sperimentazione , #dada , #derive & compagnia

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  6. oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  7. 7 febbraio, bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) il 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

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